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RACCONTO GIALLO APPUNTI, Temi di Italiano

racconto giallo inventato per tema di italiano

Tipologia: Temi

2021/2022
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Caricato il 23/06/2022

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liliana-frontini 🇮🇹

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RACCONTO GIALLO Giorgio, Piero, Luca, Marta e Susanna sono cinque amici che un giorno ricevono un
invito anonimo per trascorrere le vacanze di Natale in un castello non distante dalla città in cui vivono e
lavorano. Gli amici, dopo averne parlato un po’, non riescono a capire chi possa essere l’autore del
misterioso invito che, proprio per questo, li incuriosisce sempre di più. Pensano ad una festa a sorpresa o
all’invito di un amico più stravagante degli altri… e così decidono di accettare.
La mattina del 24 dicembre 1973, Giorgio, Piero, Luca, Marta e Susanna, carichi di valigie, partono alla volta
del castello e dopo due ore di viaggio circa, iniziano a percorrere una strada di montagna piuttosto in
pendenza, desolata ma molto decorata e piena di addobbi natalizi. Alle fine della strada, proprio in cima, si
erge il castello: illuminato e riccamente decorato da addobbi natalizi.
Una volta arrivati, però, nel castello non sembra esserci nessuno a parte loro e così decidono di entrare
comunque, aprono la porta e trovano, sul tavolo dell’ ingresso, una lettera. Immaginano che possa essere
per loro da parte del misterioso ospite e così la aprono e ne leggono il contenuto: “Tanti auguri di Buon
Natale! Vi aspettano molte sorprese, siete pronti?” Piero ripiegò la lettera e la mise in valigia non
pensandoci più.
La situazione stava diventando di ora in ora più misteriosa ma anche più intrigante! Inutilmente cercarono
di capire chi potesse averla scritta e così alla fine, ridendo e scherzando, ringraziarono il benefattore
misterioso che gli stava regalando un Natale davvero originale. Ma non si erano ancora resi conto di
quanto, quel Natale, sarebbe stato diverso dagli altri!
Marta e Susanna andarono in cucina per preparare la cena – non c’erano camerieri ne’ cuochi e
sicuramente il delivery non arrivava in quella zona. La cucina era perfetta, non mancava nulla: c’erano a
disposizione una grande quantità di utensili e di ingredienti e così scelsero il menù da preparare per la cena
di Natale.
Nel frattempo Giorgio, Piero e Luca portarono le valigie al piano superiore e perlustrarono tutte le stanze
tranne una che trovarono chiusa a chiave. I regali da distribuire nel corso della serata furono sistemati in un
sacco natalizio per la sera.
Ancora increduli per questa strana situazione al limite del surreale, il gruppo di amici diede il via alla cena di
Natale; si bevve e si mangiò di tutto e quando scoccò la mezzanotte, Luca andò a prendere il sacco con i
regali ma, una volta al piano superiore, si accorse che la porta della stanza che qualche ora prima avevano
trovato chiusa a chiave ora era socchiusa. Dunque non erano soli? C’era qualcuno nel castello che si stava
nascondendo da loro? Rimase sconcertato ma a turbarlo ancora di più fu trovare il sacco dei regali
completamente vuoto. Luca non ebbe il tempo di chiedere spiegazioni ne’ di avvertire i suoi amici perché fu
assalito alle spalle da qualcuno che con un coltello lo uccise e lo nascose nel sacco; ora il regalo sarebbe
stato un cadavere? L’assassino uscì agilmente dalla finestra con il sacco in spalla contenente il cadavere,
nonostante la pesantezza. Sembrava abituato a sforzi del genere.
Intanto al piano terra gli altri amici iniziarono a chiedersi che fine avesse fatto Luca ma all’improvviso
sentirono bussare alla porta d’ingresso: Marta andò ad aprire convinta che fosse l’anonimo organizzatore
che finalmente si palesava ma davanti a se’ trovò... Babbo Natale: sì esatto, il simpatico vecchietto barbuto
e panciuto, vestito di rosso che tutti conosciamo! Babbo Natale venne invitato a mangiare con loro ma si
rivelò meno allegro di quanto avessero immaginato. Nel corso della cena non parlò molto e dopo averli
salutati, prima di andarsene, chiese: “chi di voi tornerà?” Susanna, incuriosita dalla strana domanda, lo
seguì sull’uscio ma era già sparito; al suo posto c’era solo il sacco dei regali macchiato di sangue e pieno di
qualcosa. Urlò terrorizzata, gli altri tre amici accorsero subito e, aperto il sacco, trovarono il cadavere di
Luca. Salirono al piano di sopra dove trovarono tutti i regali sparsi sul pavimento ma dell'autore di quello
scempio non c’era traccia. Marta, Susanna e Giorgio corsero fuori nel tentativo di raggiungere la macchina e
fuggire ma l’automobile con cui erano arrivati non c’era più. Al suo posto, a terra, solo un coltello
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RACCONTO GIALLO Giorgio, Piero, Luca, Marta e Susanna sono cinque amici che un giorno ricevono un invito anonimo per trascorrere le vacanze di Natale in un castello non distante dalla città in cui vivono e lavorano. Gli amici, dopo averne parlato un po’, non riescono a capire chi possa essere l’autore del misterioso invito che, proprio per questo, li incuriosisce sempre di più. Pensano ad una festa a sorpresa o all’invito di un amico più stravagante degli altri… e così decidono di accettare. La mattina del 24 dicembre 1973, Giorgio, Piero, Luca, Marta e Susanna, carichi di valigie, partono alla volta del castello e dopo due ore di viaggio circa, iniziano a percorrere una strada di montagna piuttosto in pendenza, desolata ma molto decorata e piena di addobbi natalizi. Alle fine della strada, proprio in cima, si erge il castello: illuminato e riccamente decorato da addobbi natalizi. Una volta arrivati, però, nel castello non sembra esserci nessuno a parte loro e così decidono di entrare comunque, aprono la porta e trovano, sul tavolo dell’ ingresso, una lettera. Immaginano che possa essere per loro da parte del misterioso ospite e così la aprono e ne leggono il contenuto: “Tanti auguri di Buon Natale! Vi aspettano molte sorprese, siete pronti?” Piero ripiegò la lettera e la mise in valigia non pensandoci più. La situazione stava diventando di ora in ora più misteriosa ma anche più intrigante! Inutilmente cercarono di capire chi potesse averla scritta e così alla fine, ridendo e scherzando, ringraziarono il benefattore misterioso che gli stava regalando un Natale davvero originale. Ma non si erano ancora resi conto di quanto, quel Natale, sarebbe stato diverso dagli altri! Marta e Susanna andarono in cucina per preparare la cena – non c’erano camerieri ne’ cuochi e sicuramente il delivery non arrivava in quella zona. La cucina era perfetta, non mancava nulla: c’erano a disposizione una grande quantità di utensili e di ingredienti e così scelsero il menù da preparare per la cena di Natale. Nel frattempo Giorgio, Piero e Luca portarono le valigie al piano superiore e perlustrarono tutte le stanze tranne una che trovarono chiusa a chiave. I regali da distribuire nel corso della serata furono sistemati in un sacco natalizio per la sera. Ancora increduli per questa strana situazione al limite del surreale, il gruppo di amici diede il via alla cena di Natale; si bevve e si mangiò di tutto e quando scoccò la mezzanotte, Luca andò a prendere il sacco con i regali ma, una volta al piano superiore, si accorse che la porta della stanza che qualche ora prima avevano trovato chiusa a chiave ora era socchiusa. Dunque non erano soli? C’era qualcuno nel castello che si stava nascondendo da loro? Rimase sconcertato ma a turbarlo ancora di più fu trovare il sacco dei regali completamente vuoto. Luca non ebbe il tempo di chiedere spiegazioni ne’ di avvertire i suoi amici perché fu assalito alle spalle da qualcuno che con un coltello lo uccise e lo nascose nel sacco; ora il regalo sarebbe stato un cadavere? L’assassino uscì agilmente dalla finestra con il sacco in spalla contenente il cadavere, nonostante la pesantezza. Sembrava abituato a sforzi del genere. Intanto al piano terra gli altri amici iniziarono a chiedersi che fine avesse fatto Luca ma all’improvviso sentirono bussare alla porta d’ingresso: Marta andò ad aprire convinta che fosse l’anonimo organizzatore che finalmente si palesava ma davanti a se’ trovò... Babbo Natale: sì esatto, il simpatico vecchietto barbuto e panciuto, vestito di rosso che tutti conosciamo! Babbo Natale venne invitato a mangiare con loro ma si rivelò meno allegro di quanto avessero immaginato. Nel corso della cena non parlò molto e dopo averli salutati, prima di andarsene, chiese: “chi di voi tornerà?” Susanna, incuriosita dalla strana domanda, lo seguì sull’uscio ma era già sparito; al suo posto c’era solo il sacco dei regali macchiato di sangue e pieno di qualcosa. Urlò terrorizzata, gli altri tre amici accorsero subito e, aperto il sacco, trovarono il cadavere di Luca. Salirono al piano di sopra dove trovarono tutti i regali sparsi sul pavimento ma dell'autore di quello scempio non c’era traccia. Marta, Susanna e Giorgio corsero fuori nel tentativo di raggiungere la macchina e fuggire ma l’automobile con cui erano arrivati non c’era più. Al suo posto, a terra, solo un coltello

insanguinato, quello che probabilmente aveva ucciso Luca. Cosa stava succedendo? Chi è che voleva ucciderli? Non fecero in tempo a darsi una risposta perché la macchina che cercavano ricomparve all’improvviso e li travolse. RACCONTO GIALLO: CONCLUSIONE L’unico ancora in vita era Piero che, non sentendoli più, si affacciò alla finestra e vide i cadaveri schiacciati. Lui, sicuro che non sarebbe riuscito a sfuggire dall’analogo destino, si chiuse in bagno e vi passò la notte. La mattina decise di uscire dal bagno, scese le scale ma al piano terra c’era Babbo Natale seduto lì ad aspettarlo. Piero approfittò di un momento di distrazione del folle vecchio per scattare fuori dal castello, salire in macchina e fuggire a tutta velocità. Non era sicuro che sarebbe riuscito nell’intento, i suoi amici non erano stati così fortunati ma doveva almeno provarci perché, a rimanere lì, avrebbe di sicuro fatto la loro stessa fine. Piero alla fine fu più fortunato, riuscì a chiudersi in macchina e a partire, correndo lontano. Il folle Babbo Natale non si rassegnava e lo inseguiva brandendo un coltello, furioso per essersi fatto sfuggire quella che avrebbe dovuto essere la sua quinta vittima. Ormai era tutto chiaro: erano stati le vittime di un macabro piano costruito da un pazzo che aveva usato l’invito al castello per mettere in atto la sua follia. Il finto Babbo Natale – scoprì qualche giorno dopo Piero una volta in salvo e avvertita la Polizia - era in realtà un crudele assassino evaso da un vicino manicomio criminale. Il crimine di Natale si andava ad aggiungere ai numerosi ed efferati omicidi che aveva commesso in passato.