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Radicali, logaritmi e potenze - Matematica, Esercizi di Algebra I

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Tipologia: Esercizi

2011/2012

Caricato il 23/06/2012

illy_jolie
illy_jolie 🇮🇹

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Lezione 2
Potenze. Radicali. Logaritmi
1. Potenze con esponente naturale
Definizione 2.1 Se nNen6=0,si chiama potenza n-esima del numero reale a,opotenza
con base aed esponente n, e si indica col simbolo an, il prodotto di nfattori uguali ad a
an=a·a·...·a
|{z }
nvolte
.
Se a6= 0, si attribuisce significato anche alla potenza con esponente nullo, ponendo:
a0=1.
Esempi 2.2
25=2·2·2·2·2=32
(3)3=(3) ·(3) ·(3) = 27
µ1
32
=µ1
3·µ1
3=1
9
1n= 1, per qualunque nN
07=0
00`eprivodisignificato.
Ricordiamo le fondamentali propriet`a delle potenze:
Propriet`a2.3 Siano a, b due numeri reali e n, m due numeri naturali. Allora:
an·am=an+m
an:am=anm(se a6=0enm)
(an)m=an·m=(am)n
an·bn=(a·b)n
an:bn=(a:b)n(se b6=0)
Queste propriet`a vengono usate come regole di calcolo.
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Lezione 2

Potenze. Radicali. Logaritmi

1. Potenze con esponente naturale

Definizione 2.1 Se n ∈ N e n 6 = 0, si chiama potenza n-esima del numero reale a, o potenza

con base a ed esponente n, e si indica col simbolo a n , il prodotto di n fattori uguali ad a

an^ = a · a ·... · a | {z } n volte

Se a 6 = 0, si attribuisce significato anche alla potenza con esponente nullo, ponendo:

a^0 = 1.

Esempi 2.

5 = 2 · 2 · 2 · 2 · 2 = 32

• (−3)^3 = (−3) · (−3) · (−3) = − 27

μ

μ

μ

n = 1, per qualunque n ∈ N

0 `e privo di significato.

Ricordiamo le fondamentali propriet`a delle potenze:

Propriet`a 2.3 Siano a, b due numeri reali e n, m due numeri naturali. Allora:

a n · a m = a n+m

an^ : am^ = an−m^ (se a 6 = 0 e n ≥ m)

(an)m^ = an·m^ = (am)n

a n · b n = (a · b) n

an^ : bn^ = (a : b)n^ (se b 6 = 0)

Queste propriet`a vengono usate come regole di calcolo.

Esempi 2.

μ

μ

μ

μ

2 ¢^3

6 = 64 =

3 ¢^2

• 27 : 2^4 = 2^7 −^4 = 2^3 = 8

μ 3

5

μ 2

3

μ 3

5

μ 2

5

2 : 3 2 = (2 : 3) 2 =

μ 2

3

Attenzione alle parentesi: in generale (an)m^ `e diverso da a(n

m)

. Ad esempio, (2^3 )^2 = 2^6 = 64

mentre 2 32 = 2 9 = 512.

Propriet`a 2.5 Se vogliamo stabilire il segno di a n , possiamo osservare che per ogni numero reale

a e per ogni numero naturale n ≥ 1 si ha che

  • a n ≥ 0 se n `e pari,
  • an^ ha lo stesso segno di a se n `e dispari.

Inoltre nel confronto tra potenze con la stessa base a > 0 valgono le seguenti propriet`a:

dati due numeri naturali m, n tali che 0 ≤ m < n

  • se a > 1, si ha am^ < an;
  • se 0 < a < 1, si ha am^ > an;

Invece nel confronto tra potenze con ugual esponente n ≥ 1 vale la seguente propriet`a:

  • dati due numeri reali a, b se 0 ≤ a < b si ha a n < b n .

ATTENZIONE. Se anche una sola delle basi e negativa tutte le proprieta prima citate possono

non essere vere (vedi esempi 2.6).

Esempi 2.6 Confrontiamo le seguenti coppie di potenze:

  • 23 e 2^5 : la base 2 `e > 1; gli esponenti sono 3 e 5 (e 3 < 5). Quindi 2^3 < 25.

μ 1

2

e

μ 1

2

: la base

`e < 1; gli esponenti sono come sopra. Quindi

μ 1

2

μ 1

2

  • (−2)^3 e (−2)^5 : la base −2 e &lt; 0. Ricordiamo che (−2)^3 = − 23 e (−2)^5 = − 25. Poich´e 2^3 &lt; 25 , si ha − 2 3 &gt; − 2 5 , cioe (−2) 3 > (−2) 5 .
  • (−2)^3 e (−2)^4 : la base −2 `e < 0. Ricordiamo che (−2)^3 = − 23 e (−2)^4 = 2^4 , e osserviamo che − 23 < 0 < 24. Quindi (−2)^3 < (−2)^4.
  • (−3)^3 e (−2)^3 : le basi, −2 e −3, sono < 0. Ricordiamo che (−3)^3 = − 33 e (−2)^3 = − 23. Poich´e 2^3 < 33 , si ha − 33 < − 23 , cio`e (−3)^3 < (−2)^3.

2 e (−2) 2 : le basi, −2 e −3, sono < 0. Ricordiamo che (−3) 2 = 3 2 e (−2) 2 = 2 2 , e osserviamo che 2^2 < 32. Quindi (−2)^2 < (−3)^2.

Ad esempio, a = 0. 0031724 e b = 32015 hanno entrambi 3 come cifra significativa. Tali numeri si

scrivono in notazione scientifica come a = 3. 1724 · 10 −^3 e b = 3. 2015 · 104.

Il fattore 10n^ che compare nella scrittura in notazione scientifica, permette di individuare l’ordine di grandezza del

numero. Ad esempio:

3 .5 = 3. 5 · 100 e dell’ordine delle unita, cio`e 10^0 ≤ 3. 5 < 101 ,

3500 = 3. 5 · 103 e dell’ordine delle migliaia, cioe 10^3 = 1000 ≤ 3500 < 104 ,

0 .00264 = 2. 64 · 10 −^3 e dell’ordine dei millesimi, cioe 10−^3 = 10001 ≤ 0. 00264 < 10 −^2.

Si noti che sia le calcolatrici tascabili, che i pi`u sofisticati elaboratori elettronici, rappresentano in memoria i numeri

in notazione scientifica. La visualizzazione esterna sul display `e nella notazione usuale, a meno che non si richieda

esplicitamente che il risultato venga espresso in notazione scientifica o che il risultato stesso sia molto piccolo o molto

grande. Di solito, per risparmiare spazio, il numero 10 `e sostituito dal carattere E o semplicemente omesso. Si provi

a calcolare 3^4 , 3^30 , 3−^5 e 3−^16 con la propria calcolatrice tascabile.

3. Radici di numeri reali

Ci chiediamo se, dati un numero reale non nullo (1)^ a e un numero intero n > 1, esiste un numero

reale b tale che sia bn^ = a; cioe se, dati a ed n,e possibile esprimere a come potenza n-esima di un

altro numero b.

Se a < 0 dovremo distinguere il caso in cui n e un numero pari da quello in cuie un numero dispari.

Invece se a > 0 la risposta `e sempre affermativa e possiamo anche chiedere che il numero b che

stiamo cercando sia positivo. Precisamente,

se a > 0 esiste un unico numero b > 0 tale che bn^ = a.

Questo numero si chiama (2)^ radice n-esima di a e si scrive b = n

a.

Se a < 0 ed n e un numero pari non c’e nessun numero reale b tale che bn^ = a: infatti bn^ `e un

numero ≥ 0!

Se a < 0 ed n `e un numero dispari esiste un unico numero b < 0 tale che bn^ = a, b = − n

−a.

Denoteremo anche questo numero con n

a.

Nella scrittura n

a, n `e detto indice, a radicando.

Esempi 2.

4 = 2 (infatti 4 = 2^2 )

3 `e un numero reale che appartiene all’intervallo (1, 2).

− 81 non ha significato.

q (−7) 2 =

49 = 7 = | − 7 | e pi`u in generale:

a^2 = |a| (e non a).

Infatti, qualunque sia il segno di a, risulta a^2 ≥ 0, e quindi esiste

a^2 ed `e un numero ≥ 0.

  1. (^) Trascuriamo il caso a = 0, poich´e e ovvio che il solo numero b tale che bn (^) = 0e b = 0, cio`e, con la terminologia

che introduciamo in questo paragrafo:

√n 0 = 0.

  1. (^) Talora il fatto che il numero b cercato `e positivo viene sottolineato chiamando aritmetica questa radice.

E importante osservare che ogni numero reale` positivo (o nullo) ammette sempre una e una sola

radice n-esima. Essa `e un numero positivo (o nullo) reale che verifica l’uguaglianza ( n

a)

n = a.

Allora, volendo interpretare n

a come una potenza e volendo che continui a valere la propriet`a della

“potenza di potenza”, scriveremo

√ na = a 1 /n.

D’ora in poi la base nelle potenze e il radicando nei radicali saranno sempre > 0

4. Potenze con esponente razionale

Dato il numero reale a > 0 e due numeri interi m > 0 e n > 0 risulta (a

1 n (^) )m^ = ( n

a)m^ =

√n am^ =

(am)

1 n (^). Ci`o suggerisce di interpretare questo numero reale > 0 come una potenza. Precisamente,

dato il numero reale a > 0 e la frazione m n , con m > 0 e n > 0, definiamo

a

m n = ( n

a)m^ =

√n am.

Poniamo inoltre

a

− mn

a

m n

Osservazione 2.11 Osserviamo che dato un numero reale a > 0 e un numero intero positivo r,

si ha n

a = nr^ √ ar. Ad esempio: 4

a =

a^3 =

a^5 =

a^2 =.... Pi`u in generale,

√n am^ = nr^ √ amr,

cio`e

a

m n = a

mr nr .

Detto diversamente, se due frazioni mn e mrnr rappresentano lo stesso numero razionale, le due cor-

rispondenti potenze di base a sono uguali. Dunque abbiamo appena definito le potenze con base

reale a > 0 ed esponente razionale.

Anche per le potenze con esponente frazionario valgono le propriet`a 2.3. Ad esempio:

siano a e b reali > 0 e m, n, p, q interi ≥ 1; allora

  • a

m n · a

p q = a

m n +^

p q , ossia

√n am^ ·

√q ap^ =

nq^ √ amq+np

  • (a

1 n )

1 m = a

1 mn , ossia m

p n

a = mn

a

  • a

m n · b

m n = (ab)

m n , ossia

√n am^ ·

√n bm^ =

√n ambm.

Vedere i radicali come potenze permette di risolvere una serie di piccoli problemi collegati con le

operazioni sui radicali riconducendoli a pi`u semplici problemi di calcolo frazionario (eliminando la

necessit`a di ricordare le regole relative al calcolo dei radicali). Ad esempio :

a √ 5 a^3

a

a^3 /^5

= a^1 −(3/5)^ = a^2 /^5 =

a^2.

Altre situazioni del genere vengono illustrate negli esempi successivi.

L’osservazione 2.11 `e utile per confrontare (o moltiplicare o dividere) due potenze con esponente

frazionario diverso o due radicali con indice diverso.

5. Potenze con esponente reale

Prendiamo in esame l’uguaglianza

Abbiamo visto che un modo di leggerla e dire che “il numero che elevato alla sesta potenza da 64 `e

2”, cio`e

√ 6 64 = 2.

Abbiamo cioe fissato la nostra attenzione sull’esponente 6 della potenza e ci siamo chiesti quale la

base in corrispondenza alla quale otteniamo 64.

Possiamo per`o anche fissare la nostra attenzione sulla base 2 e chiederci a quale esponente la dob-

biamo elevare per ottenere 64 (ovviamente 6).

Prima rispondevamo alla domanda

“Qual `e la radice sesta di 64?”

ora invece rispondiamo alla domanda

“Qual `e il logaritmo in base 2 di 64?”

Non sempre la domanda “qual `e l’esponente che devo dare a b per ottenere a?” ammette risposta.

Ad esempio, non esiste alcun c tale che 1c^ = 64, poich´e 1 c^ = 1 per ogni c.

Ancora, non esiste nessun numero razionale c = m n tale che 3

m n = 64, perch´e questo significherebbe

3 m^ = 64n^ = 2^6 n^ e cio none possibile, in quanto le potenze di 2 sono tutte diverse dalle potenze di

Questa seconda difficolta puo essere aggirata dando un senso alla scrittura

ab

con b numero reale qualunque. Senza entrare nel dettaglio della definizione, osserviamo solo tre

cose fondamentali.

  1. in questa definizione a deve essere un numero reale positivo (diverso da zero), poich´e per definire ab^ si considerano numeri razionali r che approssimano b con precisione via via maggiore e si calcolano poi le potenze (con esponente razionale) a r : ora, noi sappiamo che, ad esempio,

a

1 2 ha senso solo per a ≥ 0, mentre a − 1 =

a

ha senso solo per a 6 = 0 e quindi, dovendo tener

conto di entrambi i tipi di condizioni, si deve chiedere a > 0;

  1. la potenza ab^ `e sempre un numero > 0 qualunque sia la base (reale positiva) a e l’esponente reale b;
  2. per le potenze con base reale > 0 ed esponente reale, valgono le propriet`a delle potenze. In particolare

a b · a c = a b+c

ac^ · bc^ = (ab)c (ab)c^ = abc

NOTA Queste sono nella loro forma piu generale le proprieta algebriche delle potenze!

A parte le difficolt`a teoriche insite nella definizione di potenza con base ed esponente reale, rimane il problema pratico

di come (almeno) stimare il valore di un numero come 3

√ (^2) (o peggio π √ (^2) ). Esaminiamo solo il primo caso che `e meno

complicato. L’approssimazione decimale per difetto di

√ 2 arrestata alla quarta cifra decimale e 1.4142, cioe

  1. 4 <

√ 2 < 1. 5 1. 41 <

√ 2 < 1. 42 ecc.

Le propriet`a di confronto tra potenze ci dicono che se a > 1 e b < c anche ab^ < ac^ e quindi:

31.^4 < 3

√ (^2) < 31. 5 31. (^41) < 3 √ (^2) < 31. (^42) ecc.

Visto che 3^1.^4 = 3^7 /^5 = 4. 6555 ... e 31.^5 = 3^3 /^2 = 5. 1961 ... sicuramente 3

√ (^2) `e compreso tra questi due valori.

Quanto piu precisae l’approssimazione dell’esponente tanto piu piccoloe l’intervallo in cui 3

√ (^2) risulta compreso.

Ad esempio se consideriamo 3^1.^4142 = 4. 7287 ... e 3^1.^4143 = 4. 7292 ... , evidenziamo un intervallo in cui cade 3

√ (^2) di

ampiezza inferiore a 10−^3. Si pu`o dire a questo punto che le prime cifre della rappresentazione decimale di 3

√ (^2) sono

  1. 72 ....

Questo e sostanzialmente cio che fa una calcolatrice quando trova per 3

√ (^2) l’approssimazione 4. 7288 ...

E adesso chiaro che dato un qualunque esponente reale^ b e un numero reale positivo c,e sempre

possibile trovare una (e una sola) base a tale che valga l’uguaglianza a b = c: la base a = c 1 /b

. Ad

esempio, perch´e risulti a

√ (^5) = π, si deve prendere a = π 1 /

√ (^5).

6. Logaritmi

Torniamo invece all’altro problema accennato all’inizio del precedente paragrafo:

data la base reale a > 0 e 6 = 1 e il numero reale c > 0 esiste un esponente reale b tale che ab^ = c?

Questo problema ha sempre una e una sola soluzione: l’esponente b cercato si chiama logaritmo

in base a di c e si indica con il simbolo

loga c.

Quindi

loga c = b se e solo se a b = c.

Esempi 2.

  • log 3 9 = 2 infatti l’esponente che dobbiamo dare a 3 per ottenere 9=3^2 `e 2
  • log 1 2

4 = − 2 infatti l’esponente che dobbiamo dare a

per ottenere 4 =

μ 1

2

`e − 2

  • log 10

= − 3 infatti l’esponente che dobbiamo dare a 10 per ottenere

= 10−^3 `e − 3

  • log 25 5 = 1 2 infatti l’esponente che dobbiamo dare a 25 per ottenere 5 = 25

1 2 `e

ATTENZIONE. Fissata la base a > 0 e 6 = 1 possiamo calcolare loga c solo se c > 0. Scritture

come loga 0 o loga (−1) sono prive di senso.

Esempio 2.18 Se vogliamo trasformare log 10 3 in base 2, basta scrivere log 10 3 =

log 2 3

log 2 10

. Se

invece vogliamo calcolare con la calcolatrice log 2 34 basta scrivere log 2 34 =

log 10 34

log 10 2

Osservazione 2.19 Ricordiamo che loga a = 1 e loga

μ 1

a

= − 1. Quindi, se nella formula del

cambiamento di base poniamo

  • x = a ricaviamo: logb a =

loga b

  • b =

a

ricaviamo: log 1 a

x =

loga x

loga

μ 1

a

¶ (^) = − loga x.

La prima formula puo servire per fornire qualche risultato in forma piu compatta; la seconda `e assai

piu utile poich´e ci dice che quando dovremo studiare i logaritmi bastera che ci occupiamo di quelli

con base a > 1, visto che se 0 < a < 1 il reciproco

a

di a `e > 1.

Esempio 2.20 Vogliamo calcolare

log 2 5 · log 10 0. 5

1 + log 5 2

. Risulta

1 + log 5 2 = log 5 5 + log 5 2 = log 5 10 =

log 10 5

; log 2 5 =

log 10 5

log 10 2

; log 10 0 .5 = − log 10 2

e quindi la frazione si pu`o riscrivere come (log 10 5) ·

− log 10 2 ·

log 10 5

log 10 2

= − (log 10 5)

2 .

Osservazione 2.21 L’utilizzo dei logaritmi `e molto frequente in Matematica. In passato, quando

non c’erano mezzi di calcolo automatico, erano un potente mezzo per semplificare il calcolo di

espressioni complicate, visto che trasformano moltiplicazioni e divisioni in somme e sottrazioni,

potenze in prodotti, radici in rapporti. In quel contesto si sono affermati i logaritmi in base 10. Ci`o

e logico, poich´e quando si scrivono i numeri in forma decimalee facile individuare almeno l’ordine

di grandezza dei logaritmi. Ad esempio log 10 (173) `e sicuramente un numero compreso tra 2 e 3,

visto che 10 2 < 173 < 10 3 ; invece log 10 (0.0256) `e sicuramente un numero compreso tra −2 e −1,

visto che 10−^2 < 0. 0256 < 10 −^1. Come di consueto, nelle lezioni successive il logaritmo in base 10 di

c viene indicato pi`u semplicemente con Log(c). Invece il logaritmo naturale di c, che viene indicato

di solito con ln (c) o anche con log(c), ha origini pi`u legate all’Analisi Matematica (e non se ne

tratter`a in queste lezioni).