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Questo mese ho letto il libro “Dieci piccoli indiani” scritto da Agatha Christie una di scrittrice e drammaturga britannica. Nasce il 15 settembre 1890 a Torquay, figlia di padre statunitense e madre britannica, cresce in una famiglia borghese a Torquay, Regno Unito; non frequentando alcuna scuola viene istruita dalla madre, Clara Boehmer, dalla nonna e dalle governanti di casa. Il padre, Fred Miller, agente di cambio, muore nel 1901; Agatha trascorrerà l'adolescenza tra lo studio e la vita di società all'interno della famiglia. Nel frattempo si appassiona alla musica e, nel 1906 si reca a Parigi, studia canto per diventare una cantante lirica, ma gli studi non le danno molte soddisfazioni e decide così di tornare in Inghilterra. Conosce poi Archibald Christie, colonnello della Royal Fling Corps, con cui si fidanza. Durante la prima Guerra Mondiale, lavora presso l'ospedale di Torquay dove apprende molto riguardo i veleni e i medicinali, cosa che le tornerà molto utile quando, ispirata da queste conoscenze, deciderà di scrivere romanzi gialli. Il 24 dicembre 1914 si sposa con Archibald e nel 1919 nasce la sua unica figlia, Rosalind. Finanziata dal British Museum, nel 1923 parte con il marito per un viaggio intorno al mondo; nello stesso anno firma un contratto con la rivista Sketch per scrivere dodici racconti con Poirot. Nel 1926 muore sua madre e suo marito chiede il divorzio. Agatha scompare, senza lasciare tracce, da casa sua; il caso suscita grande scalpore ma dopo una decina di giorni viene ritrovata a Harrogate, una località termale dell'Inghilterra settentrionale; non sa dare alcuna spiegazione al riguardo ma qualcuno ipotizza una montatura pubblicitaria. Parte poi per le isole Canarie con la figlia Rosalind. Dopo il divorzio Agatha conserverà comunque il cognome del marito. Nei ter anni successivi la sua produzione letteraria sembra conoscere una certa stasi qualitativa e di vendite; poi, durante un viaggio in treno verso Bagdad, trova l'ispirazione per Assassinio sull'Orient Express , considerato uno dei suoi capolavori; durante lo stesso viaggio conobbe l'archeologo Max Mallowan, di molti anni più giovane, che sposerà poco tempo dopo nel 1930. Nell'hotel Pera Palace di Istanbul, la stanza in cui la Christie aveva alloggiato per qualche tempo durante il suo viaggio in Oriente è stata trasformata in un piccolo museo di cimeli e ricordi della scrittrice. Nello stesso anno incomincia la stesura di La morte nel villaggio , primo romanzo con protagonista Miss Marple che, come Poirot, diverrà protagonista di una lunga serie di opere letterarie che ebbero anche trasposizioni televisive e cinematografiche. Nel 1939 viene pubblicato il romanzo “Dieci Piccoli Indiani” in Gran Bretagna ma in Italia esce per la prima volta nell'agosto 1946 col titolo ... e poi non rimase nessuno. È il libro giallo più venduto in assoluto, piazzandosi all'undicesimo posto nella classifica dei best seller con più incassi della storia. Infine la scrittrice muore il 12 gennaio 1976 a Wallingford nella sua casa di campagna. Nel romanzo “Dieci Piccoli Indiani” la vicenda è ambientata nelle coste inglesi del Devon dove, a circa un miglio dalla costa è situata un'isoletta "Nigger Island", così chiamata poiché la forma ricorda la testa di un nero. Non si sa bene in che anno è ambientata la vicenda. All’inizio del libro ci
sono molti flashback e molte riflessioni dei personaggi che riguardano i delitti compiuti. L'otto agosto, otto dei dieci invitati, vengono portati sull'isola dove incontrano gli altri due invitati: il maggiordomo Roggers e la cuoca, nonché sua moglie. Ciascun invitato si sistema nella propria stanza, dove è presente una filastrocca che cita dieci piccoli indiani, che, giorno dopo giorno muoiono uno dopo l'altro, ma nessuno vuole dargli la giusta importanza. La sera, molte persone vedono dieci piccole statuette di marmo rappresentanti degli indiani. Il Signor Owen non arriva in tempo per la cena e così gli ospiti decidono di attenderlo nella sala da pranzo. Su invito del padrone di casa, il maggiordomo avvia una registrazione contenente dati personali di ciascun invitato, i quali implicano che ognuno dei presenti nella stanza è stato fautore (sostenitore) o complice di un delitto. Mentre gli invitati discutono delle accuse,Tony Marston beve del whiskey e poco dopo cade a terra morto. Il dottor Armstrong dichiara che all'interno del liquore c'era del veleno. Spaventati gli ospiti si ritirano nelle loro stanze e Vera Claythorne nota somiglianza tra la morte di Marston e il primo verso della filastrocca dei piccoli negretti. La mattina seguente scoprono che la domestica, Mrs Rogers è morta nel sonno. Tutti sperano di riuscire ad andarsene dall'isola al più presto, ma la barca che fa servizio regolare tra la costa e l'isola, a causa del mare in burrasca, non si vede. Contemporaneamente ai due delitti, spariscono dalla sala da pranzo, due delle dieci statuette. Gli invitati rimanenti incominciano ad avvertire il pericolo che stanno per affrontare. Blore, Lombard e Armstrong decidono di esplorare i dintorni per trovare il misterioso signor Owen, ma non trovano nessuno. Nel frattempo il Generale Macarthur viene trovato morto per un colpo alla testa. A questo punto gli ospiti capiscono che l'assassino deve essere uno di loro e pensano a Mr. Rogers, ma il mattino dopo l'uomo viene trovato morto per mezzo di un colpo di accetta alla testa. Dopo colazione Emily Brent si sente poco bene e muore. I superstiti decidono di cercare tutte le armi possibili e di nasconderle in un luogo sicuro, poi Vera Claythorne si reca nella sua stanza dove trova un'alga bagnata appesa ad un gancio del soffitto. Le sue urla richiamano gli uomini al piano di sopra. Tra loro manca il giudice Wargrave, che, poco dopo, viene trovato in salotto ucciso da uno sparo alla testa. Quella notte Blore sentendo dei passi nel corridoio esce a controllare e scopre che il dottor Armstrong non è nella sua stanza. Blore e Lombard vanno in cerca di Armstrong per tutta l'isola, ma non riescono a trovarlo. I tre rimasti decidono di restare fuori dalla casa e si siedono sulla scogliera, ma quando Blore torna dentro per cercare del cibo viene ucciso da un oggetto di marmo caduto da una finestra. Vera e Lombard capiscono che uno di loro deve essere per forza l'assassino. L'uomo afferra la pistola, ma Vera gliela sottrae e gli spara. Poi sale nella sua camera e si impicca. I soccorsi, giunti più tardi sull'isola troveranno i dieci cadaveri e apparentemente nessun colpevole. Poco dopo viene ritrovato dal capitano di un peschereccio, un manoscritto che viene subito portato alla polizia. Il manoscritto è stato scritto dall'assassino, che racconta della sua voglia irrefrenabile di uccidere e spiega che tutto era stato architettato. L’omicida è il giudice Worgrave e tale scoperta
In fine ci sono Thomas Rogers, il servile maggiordomo, e sua moglie Ethel, cuoca e cameriera assai emotiva, eredi di una parte della fortuna della ricca, vecchia e malaticcia Jennifer Brady, presso cui prestavano servizio in precedenza ed in più accusati del delitto della stessa signora. Poi vennero assunti come servitù dal fantomatico proprietario dell’isola, Owen che nessuno ha mai visto o si ricorda di conoscere. In questo romanzo l’autrice non ha voluto esprimere tematiche particolari, ma vuole indurre il lettore a cercare di scoprire chi fosse l’assassino come in ogni giallo. Nel libro l’autrice non ha adottato uno stile particolare o complicato. Infatti il romanzo è chiaro e comprensibile. All’interno del romanzo sono presenti, soprattutto all’inizio, dei monologhi interiori. Vi sono presenti molti dialoghi tra le persone ed è prevalente il discorso diretto. In questo libro il narratore è esterno con focalizzazione interna. Infatti descrive i fatti esternamente, così come accadono, ma entra nei pensieri dei personaggi. Infine la mancanza di un vero e proprio investigatore lascia spesso lo spazio a più frequenti commenti del narratore e dell’autrice, che cerca di confonderci con falsi indizi e molteplici potenziali colpevoli. Questo libro mi è piaciuto molto e lo consiglio a tutti gli appassionati di gialli. È molto interessante il modo con cui la scrittrice descrive le dieci singole morti mascherando sempre il colpevole. Senza la spiegazione finale descritta nel documento contenuto nella bottiglia ripescata in mare, non si sarebbe mai conosciuto il vero colpevole. In più la tecnica descrittiva della Christie porta il lettore a non fermarsi nella lettura ed ha concludere il libro velocemente.