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Analisi del Rendiconto Finanziario: Esercizi e Spiegazione - Prof. Poli, Appunti di Ragioneria

Una guida dettagliata all'analisi del rendiconto finanziario, illustrando i diversi tipi di attività (operativa, di investimento e di finanziamento) e le loro implicazioni. Attraverso esempi pratici, il documento spiega come calcolare il flusso di cassa per ciascuna attività e come interpretare i risultati. Particolarmente utile per studenti di economia e finanza che desiderano approfondire la comprensione del rendiconto finanziario.

Tipologia: Appunti

2024/2025

In vendita dal 30/01/2025

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RENDICONTO FINANZIARIO
Con la riforma del 2016, sono state obbligate le società che fanno bilancio in forma
ordinaria. Mentre prima il Rendiconto finanziario era solo un suggerimento a essere
redatto.
L’argomento si suddivide in:
1. aspetti teorici
2. la costruzione del Rendiconto Finanziario
3. la struttura del Rendiconto Finanziario
4. applicazione
Aspetti teorici
Che cosa contiene il Rendiconto Finanziario?
E’ il documento di bilancio dal quale si evince l’ammontare e la composizione delle
disponibilità liquide (all’inizio e alla fine del periodo, ossia le consistenze iniziali e
finali di un anno) oltre che i flussi finanziari intervenuti durante l’esercizio (flussi
denaro in entrata e uscita che azienda ha registrato nell’arco del periodo di
riferimenti: dove sono venuti e andati i soldi, come vendite o acquisti o finanziamenti
fatti o presi in prestito). Dunque serve per capire se c’è stato un aumento o una
diminuzione della disponibilità liquida e mostra le cause delle variazioni subite dalle
disponibilità liquide nel corso di un determinato esercizio. Inoltre, il contenuto ci
permette di comprendere bene alcuni aspetti di questi movimenti organizzati che
permettono di dare informazioni.
Le disponibilità liquide sono già rappresentate nello Stato Patrimoniale, ossia i
depositi bancari e postali, gli assegni e il denaro e valori in cassa.
Quando parliamo di Rendiconto Finanziario, facciamo riferimento a quello dei
movimenti di cassa di denaro, ma può essere costruito facendo riferimento anche ad
altre grandezze {non oggetto di studio}.
In termini logici, abbiamo il saldo delle disponibilità liquide del 31/12 e un saldo
all’inizio del periodo e quella differenza netta è la variazione netta delle disponibilità
liquide, cosa che il Rendiconto Finanziario fa è scomporre i flussi di entrata e di
uscita. Questo perché la vera utilità è comprendere da dove sono venuti e arrivati e
questi movimenti devono avere una coerenza, sennò non è stata adeguata la
gestione.
Lo Stato Patrimoniale all’esame si presenta come un bilancio abbreviato dello Stato
Patrimoniale, poiché ci interessano le disponibilità liquide. Esse sono interessate a
capire da dove sono venuti e dove sono state destinate attraverso la differenza tra i
due saldi.
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RENDICONTO FINANZIARIO

Con la riforma del 2016, sono state obbligate le società che fanno bilancio in forma ordinaria. Mentre prima il Rendiconto finanziario era solo un suggerimento a essere redatto. L’argomento si suddivide in:

  1. aspetti teorici
  2. la costruzione del Rendiconto Finanziario
  3. la struttura del Rendiconto Finanziario
  4. applicazione

Aspetti teorici Che cosa contiene il Rendiconto Finanziario? E’ il documento di bilancio dal quale si evince l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide (all’inizio e alla fine del periodo, ossia le consistenze iniziali e finali di un anno) oltre che i flussi finanziari intervenuti durante l’esercizio (flussi denaro in entrata e uscita che azienda ha registrato nell’arco del periodo di riferimenti: dove sono venuti e andati i soldi, come vendite o acquisti o finanziamenti fatti o presi in prestito). Dunque serve per capire se c’è stato un aumento o una diminuzione della disponibilità liquida e mostra le cause delle variazioni subite dalle disponibilità liquide nel corso di un determinato esercizio. Inoltre, il contenuto ci permette di comprendere bene alcuni aspetti di questi movimenti organizzati che permettono di dare informazioni.

Le disponibilità liquide sono già rappresentate nello Stato Patrimoniale, ossia i depositi bancari e postali, gli assegni e il denaro e valori in cassa. Quando parliamo di Rendiconto Finanziario, facciamo riferimento a quello dei movimenti di cassa di denaro, ma può essere costruito facendo riferimento anche ad altre grandezze {non oggetto di studio}. In termini logici, abbiamo il saldo delle disponibilità liquide del 31/12 e un saldo all’inizio del periodo e quella differenza netta è la variazione netta delle disponibilità liquide, cosa che il Rendiconto Finanziario fa è scomporre i flussi di entrata e di uscita. Questo perché la vera utilità è comprendere da dove sono venuti e arrivati e questi movimenti devono avere una coerenza, sennò non è stata adeguata la gestione.

Lo Stato Patrimoniale all’esame si presenta come un bilancio abbreviato dello Stato Patrimoniale, poiché ci interessano le disponibilità liquide. Esse sono interessate a capire da dove sono venuti e dove sono state destinate attraverso la differenza tra i due saldi.

La costruzione del Rendiconto Finanziario Esso deve essere costruito da un soggetto interno all’azienda che ha accesso a tutto il flusso informativo, mentre il soggetto esterno ha solo le informazioni approssimate grossolane e può solo creare una bozza. Per costruire il Rendiconto FInanziario serve:

  1. lo Stato Patrimoniale contabile a inizio e fine periodo (è quello ideale, poiché ci sono tutti i conti);
  2. il Conto Economico del periodo;
  3. le informazioni nella Nota Integrativa;
  4. tutte le informazioni che non sono nel bilancio, perché non sono richieste nella redazione. Queste informazioni vengono prese spesso direttamente nei mastri dei conti.

Il Rendiconto Finanziario è articolato in tre sezioni e ognuna avrà un suo totale. I flussi monetari di entrata e di uscita saranno articolati secondo l’attività di riferimento:

  1. attività di finanziamento → sono tutte quelle operazioni di ottenimento e di restituzione delle disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito. Quindi sono tutti quei flussi di entrata o uscita legati dai finanziamenti ott enuti e dalle operazioni coi soci (come l’aumento di capitale sociale) e legati dalla restituzione di finanziamenti (come i rimborsi). Come vanno rappresentati i flussi dell’attività di finanziamento? Le voci vanno rappresentate in termini lordi i flussi in entrata del finanziamento e in uscita del rimborso (non la mera differenza di anno in anno). Quali sono gli incrementi di liquidità che rilevano nell’attività di finanziamento? ● flussi di denaro in entrata (incrementi di liquidità) = acquisizione di nuovi finanziamenti (mutui passivi, fin a breve) e nuovi conferimenti di denaro da parte dei soci (l'aumento di capitale con un cespite non si associa al denaro, poiché è un conferimento solo di natura); ● flussi di denaro in uscita (decrementi di liquidità) = rimborsi di finanziamenti (si fa riferimento al flusso che rileva il rimborso del finanziamento e non il pagamento degli interessi, poiché essi sono collocati all’attività operativa essendo un costo), pagamenti di dividendi ai soci e rimborso di capitale proprio ai soci. Come si procede operativamente? Per prima cosa si identificano le voci di interesse legate alle operazioni di finanziamento dentro lo Stato Patrimoniale , poi si può calcolare la differenza chiamata variazione netta subita dalle voci individuate nel corso dell’anno attraverso il bilancio (il decremento o l’aumento di quella operazione). La prima regola di comportamento per comprendere la variazione netta (e per redigere il bilancio): “quello che sembra è” se non vengono date altre informazioni. Quindi si effettua un’ analisi su come si è formata quella variazione , utilizzando il mastro di quel conto o n° conti che influiscono in quel conto.

La struttura del flusso finanziario è la seguente

  1. attività operativa → comprende i flussi monetari di uscita e di entrata legati all’attività economica dell’azienda, ossia alle operazioni di acquisto e vendita legati all’attività economica aziendale. L’attività operativa è anche considerata l’attività residuale, ossia flussi che non possono essere collegati in altre aree. Ricapitolando, ci vanno solo quei flussi legati all’acquisto o alla vendita dell’attività economica dell’azienda. Come vanno rappresentati i flussi dell’attività operativa? Vengono rappresentati i flussi relativi ai costi pagati e ricavi incassati. Questi si distinguono dai costi e ricavi di competenza presenti nel Conto Economico (che già conosciamo), poiché nel Rendiconto Finanziario vige il principio di cassa e non di competenza (crediti e debiti commerciali sono correlati). Quali sono gli incrementi di liquidità che rilevano nell’attività operativa? ● incrementi liquidità = ricavi incassati come la vendita di prodotti, l’erogazione di servizi, l’incasso di dividendi e di interessi. La rivalutazione da ripristino non si associa a un’uscita monetaria e perciò non presente nel rendiconto finanziario; ● decrementi liquidità = costi pagati come gli acquisti di materie prime e servizi, i pagamenti di salari e stipendi, di interessi e di imposte sul reddito. L’ammortamento non genera mai un’uscita monetaria, poiché non genera entrate e uscite monetarie sulle rimanenze. Il flusso monetario generato dalla gestione operativa è il risultato dato dalla somma dei flussi di entrata e di uscita ed è definito come parte monetizzata nell’esercizio, ossia quella che si è trasformata in denaro. La difficoltà, però, sta nel passare dal Conto Economico al Rendiconto Finanziario. Una certezza sta nella non corrispondenza tra utile/perdita d’esercizio (definito con principio competenza economica) all’incremento/decremento di

liquidità prodotto dalla gestione operativa nell'esercizio (definito con principio di cassa). Un aspetto tendenzialmente vero è quando nel Conto Economico tutti gli elementi sono ricavi incassabili e costi impagabili, l’importo del risultato economico corrisponde al flusso di cassa della gestione operativa. La differenza tra i due risultati è determinata dai costi e dai ricavi non monetari (ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti ai fondi, rivalutazioni), dai costi e dai ricavi legati alla dilazione di pagamento o di incasso (crediti e debiti di funzionamento, comporta che il costo e il ricavo non sono completamente monetizzati), dai costi e ricavi legati a problematiche di competenza economica (come stornare parti di costo e di ricavo per via della competenza economica, come il risconto o rateo). Come si può costruire il flusso della gestione operativa? Esistono due modalità: ● metodo diretto = si va ad indicare nella sezione dell’attività operativa le principali fonti di entrata e di uscita monetaria. Si presenterebbe in questo modo:

Quindi verrebbero inseriti, in maniera aggregata, i flussi collegati alle voci del Conto Economico. Però questo procedimento è molto laborioso, poiché dovremmo passare voce-voce delle principali categorie di incassi e pagamenti lordi e determinare le rettifiche di cosa è stato effettivamente incassato e cosa no. Inoltre, in termini informativi non è così utile. In questo metodo, i ricavi incassati corrispondono a quelli iscritti nel Conto Economico e rettificati dal ∆ dei crediti commerciali, ossia vengono sommati ai crediti commerciali dell’anno n-1 e sottratti a quelli dell’anno n: se i crediti aumentano nell’anno n è minore l’incasso e viceversa. I costi pagati, invece, corrispondono a quelli scritti nel Conto Economico e rettificati dalla variazione (∆) dei debiti commerciali, quindi se si ottiene una diminuzione questa va sommata assieme ai costi presenti nel Conto Economico (qui avviene al contrario rispetto ai ricavi incassati). Ricapitolando, se tutto questo procedimento viene

Conto Economico ma che non hanno un collegamento col flusso monetario: sono elementi non monetari che non hanno una manifestazione finanziaria. Se c’è un decremento va col segno +, se c’è un incremento va col segno -. La seconda rettifica da fare sono i crediti verso clienti, ossia vedere se da anno n-1 a anno n si vede se i crediti v/clienti sono aumentati. Questo comporterebbe un incassato minore rispetto al valore che sta al Conto Economico e quindi si monetizzano meno ricavi e la variazione dei due crediti risulta negativa. Inoltre fondo svalutazione crediti. Ricapitolando se c’è un decremento va col segno +, se c’è un incremento va col segno -. La terza rettifica riguarda i debiti verso fornitori, ossia vedere se da anno n-1 a anno n si vede un aumento di debiti che comporterebbe una variazione positiva, poiché si ha pagato meno costi. Quindi se c’è un decremento va col segno -, se c’è un incremento va col segno +. La quarta rettifica riguarda i ratei e risconti attivi che comportano la stessa modalità di pensiero vista per i crediti v/clienti, poiché i ratei sono un credito presunto e i risconti sono una rettifica positiva (reinviato il costo). Perciò un decremento comporterebbe una variazione positiva [+] e un incremento una variazione negativa [-]. La quinta rettifica riguarda i ratei passivi (debito presunto) e i risconti passivi (ricavo). Per ultima rettifica ci sono le altre variazioni del capitale circolante netto in cui ci vanno altri debiti e crediti di funzionamento, oltre a quelle già viste precedentemente, come debiti v/dipendenti o v/INPS o v/INAIL. Qui si ragiona come visto per i debiti v/fornitori e per i crediti v/clienti [+/-]. Infine si ottiene il risultato del flusso finanziario dopo le variazioni di capitale circolante netto {54.45!! 27/11}; ○ l’ultima sezione riguarda le altre rettifiche = per prima si indicherà l’utilizzo dei fondi, in cui indichiamo l’eventuale flusso monetario di uscita per l’utilizzo dei fondi rischi, oneri e TFR [-]. L’altra rettifica è quella legata agli interessi che sono portati a incremento del valore di debiti/crediti/titoli, come il mutuo passivo, e questi sono elementi non monetizzati [+/-]; ○ otteniamo così la parte monetizzata del risultato economico: il flusso finanziario dell’attività operativa (A).

La struttura del Rendiconto Finanziario Il cc non indica uno schema obbligatorio, ma viene indicato nell’OIC 10 definendo la forma, la struttura e il contenuto del Rendiconto Finanziario. Esso si presenta in una divisione in tre sezioni in base all’attività e si sviluppa verticalmente:

  1. la prima sezione parte dall’utile e si fanno le rettifiche fino a definire il primo flusso

La parte informativa è l’analisi dei tre flussi. La conformazione ideale di un’azienda sana è quella che ha un flusso della gestione operativa positiva, ossia l’azienda sana produce moneta. Con i soldi dei flussi di cassa, dovrebbe in parte essere investiti e in parte rimborsare i finanziamenti. Un’azienda che si trova nei primissimi anni di vita (tra il primo e il terzo anno), il flusso della gestione operativa probabilmente sarà negativa o positiva (ma molto contenuto), il flusso della gestione degli investimenti probabilmente sarà negativo e anche importante, il flusso della gestione dei finanziamenti sarà positivo. Quindi, l’interpretazione cambia in base il momento della vita dell’azienda. Una situazione è rischiosa quando il flusso della gestione operativa è negativo o leggermente positivo, il flusso della gestione degli investimenti è positivo e in maniera importante, il flusso della gestione dei finanziamenti è negativo (o comunque è indifferente). Questo sta a significare che l’azienda sta disinvestendo, ossia sta perdendo capacità produttiva per rimborsare i finanziamenti visto che non riesce, con la sua gestione operativa, a ottenere risorse per rimborsare i finanziamenti.

Applicazione 1.1. individuare nelle attività i conti di liquidità, che in questo caso sono “banca c/c” e “cassa contanti”, che vengono escluse dalla redazione del rendiconto ma servono solo per calcolare il delta. Calcolato il delta si sommano per capire qual è la variazione (utilizzato come prova per vedere se fatto bene il rendiconto). 1.2. attività operativa = svolgiamo 1.2.1. utile o perdita d’esercizio preso anche nel CE 1.2.2. - plusvalenze derivanti dalla cessione di attività (rettifica viene considerata nell’ambito di investimento per la cessione; spostare il valore). 25.000-2.000 = 23.000 risultato parziale 1.2.3. rettifiche elementi non monetari (voce di costo e ricavo che trovo nella situa eco, costi variazione positiva e ricavi una variazione negativa) e in questo caso sono gli ammortamenti e la svalutazione. 23.000+ valori ammortamenti e svalutazione = 72.000 si ottiene il flusso finanziario prima delle variazioni di ccn 1.2.4. variazione del ccn (premessa: vengono prese in considerazione tutte le voci date; riserva e utili no elementi del ccn ma del patrimonio; 35.00 elenco debiti di funzionamento) 72.000 +/- in base alle differenze fatte = 32. 1.2.5. indicare (-) l’utilizzo dei fondi (fondi rischi, oneri e tfr), ma vedere se c’è un accantonamento di quel fondo nel CE e se quella variazione è giustificata per intero dall’accantonamento allora quel fondo non è stato utilizzato (no uscita monetaria e no utilizzo del fondo) e non si rappresenta nel rendiconto finanziario. Mentre se stato utilizzato si iscrive l’importo di differenza tra accantonamento e delta dei due valori tra anno N

e N-1 [può risultare diverso]. 32.000-2.000 = 30.000 otteniamo il flusso finanziario dell’attività operativa 1.3. flussi finanziari derivanti dall’attività di investimento = ci interessa essenzialmente le voci dell’attivo e i fondi ammortamento e svalutazione delle attività degli investimenti non ci interessano/rilevanti (mai presi in considerazione) per definire il flusso di cassa 1.3.1. immobilizzazioni materiali non c’è niente da rilevare per attrezzature, mentre per automezzi c’è una plusvalenza da tenere in considerazione (16.000+2.000 [plusvalenza ritorna quando si definisce il flusso degli investimenti e spostare quindi l’influenza di quel componente di reddito] = 18.000). Poi da fare anche per immobilizzazioni immateriali e finanziarie (in questo caso non le partecipazioni in controllate e titoli del circolante). la somma algebrica dei valori dà 18.000, ossia il flusso finanziario dell’attività di investimento 1.4. flusso finanziario derivante dall’attività di finanziamento = la prima voce di interessi è quella sui passivi (mutui passivi) e con le info possiamo vedere che c’è stato un rimborso e un acquisto di nuovi mutui; indicare flussi lordi. Altre voci sono quelle legate al capitale proprio (capitale sociale, riserve e utile), ci interessa solo l’aumento di capitale a pagamento attraverso denaro (ha impatto sul rendiconto finanziario) e si rileva la somma effettivamente liquidata dai soci [lo vedremmo dal credito v/soci sull’Attivo]; FOCUS utile dell’es precedente è destinato in qualche modo in fase di approvazione del bilancio come accantonamento a riserva (noteremo riserve aumentano di valore e no uscita monetaria) e non c’è movimento monetario per contabile, ma solo se destinato come dividendo o destinato a pagamento con dividendi o compensi. Nota integrativa ci dice che l’aumento capitale è stato fatto a pagamento in denaro e, inoltre, l’utile dell’anno precedente per il restante è stato destinato ai soci {può accadere se tra le passività compare debiti v/soci per dividendi = non sono stati ancora pagati i dividendi e non c’è un’uscita monetaria. e il flusso finanziario dell’attività di finanziamento è di 22.000€. 1.5. la somma algebrica dei tre flussi porta la variazione delle disponibilità liquide. Ha generato tre flussi positivi.