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Appunti di Calcolo Numerico. Errori e Approssimazioni, Sistemi Lineari, Autovalori e Autovettori
Tipologia: Appunti
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RAPPRESENTAZIONE FLOATING-POINT: Numero reale a la seguente rappresentazione a = (−1)s^ pNq, con s ∈ {0,1}, p ≥ 0 reale, q intero ove N rappresenta la base del sistema di numerazione. Se N = 10 il sistema di numerazione si dice decimale, se N = 2 il sistema si dice binario. La rappresentazione floating-point del numero reale a si dice normalizzata se p soddisfa la condizione
−
In tal caso, p e q sono univocamente determinati e: il numero reale non negativo p si definisce mantissa di a l’intero q si definisce esponente oppure caratteristica di a. NUMERI DI MACCHINA: Numeri con mantissa ed esponente esattamente rappresentabili negli spazi a loro riservati dal calcolatore. REGIONE DI UNDERFLOW: L’insieme dei numeri reali diversi da zero e appartenenti a (−m, m). REGIONE DI OVERFLOW: L’insieme dei numeri appartenenti a (−∞, −M) ∪ (M, +∞). TECNICA DI ARROTONDAMENTO “ROUNDING TO EVEN”: La mantissa p viene approssimata con la mantissa di macchina p¯ più vicina e se p è equidistante da due mantisse di macchina consecutive allora p viene approssimata con quella delle due che ha l’ultima cifra pari. Sia x¯ un’approssimazione del numero x. Si definisce errore assoluto associato a x¯ la quantità ea = |x − x¯| ed errore relativo la quantità er = |x − x¯|/|x| con x ≠ 0. ERRORE DI ARROTONDAMENTO: L’errore che si commette quando si sostituisce il numero reale con il corrispondente numero di macchina a¯. EPSILON DI MACCHINA: La quantità eps = N1−t PRECISIONE DI MACCHINA: La quantità εm = 1/2 N1−t Possiamo scrivere il numero macchina come a¯ = a(1 + ε) con |ε| ≤ εm OPERAZIONE DI MACCHINA: Associa a due numeri di macchina un terzo numero di macchina, ottenuto arrotondando l’esatto risultato dell’operazione in questione. In questo caso avremo a 1 ¯+a 2 ¯ = (a 1 ¯+a 2 ¯) ¯ = (a 1 ¯+a 2 ¯)*(1+ ε+) Per le operazioni di macchina rimane valida la proprietà commutativa, ma non valgono in generale le proprietà associativa e distributiva. EQUIVALENTI NELL’ARITMETICA DEL CALCOLATORE: Quando due espressioni/quantità e 1 ed e 2 , valutate nel calcolatore stesso, forniscono risultati che differiscono per una tolleranza relativa dell’ordine della precisione di macchina εm o minore, cioè quando |e¯1 − e¯2| |e¯1| oppure |e¯1 − e¯2| |e¯2| è dell’ordine della precisione di macchina εm o minore
CANCELLAZIONE NUMERICA: Consiste in una perdita di cifre della mantissa e si verifica quando si esegue l’operazione di sottrazione fra due rappresentazioni di macchina ¯a1 e ¯a2 dello stesso segno, circa uguali e almeno uno delle quali sia affetta dall’errore di arrotondamento, ossia quando s 1 = s 2 q 1 = q 2 p¯ 1 ≈ p¯ 2 p¯ 1 ≠ p 1 e/o p¯ 2 ≠ p 2 Un problema numerico si dice BEN CONDIZIONATO se accade che l’errore relativo associato a y è dello stesso ordine di grandezza dell’errore relativo associato a x¯ o minore; altrimenti, si dice MAL CONDIZIONATO. Pertanto, un problema è ben condizionato quando le perturbazioni nei dati non influenzano eccessivamente i risultati. NUMERO DI CONDIZIONAMENTO: Del problema il più piccolo valore di K(f,x) per cui vale la suddetta disuguaglianza.
Approssimare una funzione f(x), nota in forma analitica, significa sostituirla con una funzione f˜ che le sia “vicina” in qualche senso e abbia una forma più semplice (per esempio polinomiale) su cui si possa facilmente operare. Approssimare un insieme di dati (xi ,yi) (ove per esempio, yi = f (xi) e f non è nota esplicitamente) significa determinare una funzione f˜ che abbia un andamento analogo a quello dei dati (o della funzione che ha generato i suddetti dati). CRITERIO DELL’INTERPOLAZIONE: Consiste nello scegliere, come approssimante dei dati (xi,yi), i = 1,.. .,n+1, una funzione f˜(x) soddisfacente le seguenti condizioni: f˜(xi) = yi i = 1,... , n + 1 che impongono il passaggio di f˜ per i punti (xi ,yi) Le suddette equazioni sono dette condizioni di interpolazione e i punti xi sono detti nodi di interpolazione; inoltre, si dice che f˜ interpola i dati (xi,yi) oppure, se yi = f (xi), interpola la funzione f nei punti xi.
FUNZIONE POLINOMIALE A TRATTI: Funzione di grado d associata a una partizione dell’intervallo [a,b], una funzione continua in [a,b] e definita da un’unione di tratti contigui di polinomi algebrici diversi, ciascuno di grado d. Sia a ≡ x 1 < x 2 < ... < xn+1 ≡ b, una partizione dell’intervallo [a,b] e yi = f(xi). Si definisce SPLINE DI ORDINE D’INTERPOLANTE f nei nodi assegnati xi, una funzione Sd(x) soddisfacente le seguenti condizioni: Sd(x) è un polinomio di grado (al più) d per x ∈ [xi , xi+1], i = 1,... , n; La derivata Sd(k)(x) di ordine k di Sd(x) è una funzione continua in [a,b] per k = 0, 1, ... , d − 1; Sd(xi) = yi, i = 1,... , n + 1; La spline S 1 (x) di ordine 1 e interpolante f nei punti xi , i = 1,... , n + 1 ha la seguente espressione: S 1 (x) = f(xi) + (f(xi+1) − f(xi))/ (xi+1 − xi) (x − xi) con x ∈ [xi , xi+1] TEOREMA: Data una partizione a ≡ x1 < x2 <... < xn+1 ≡ b, sia S 1 la spline interpolante una funzione f ∈ C^2 ([a, b]) nei nodi della partizione xi , i = 1,... , n + 1. Denotato con h = max1≤i≤n(xi+1 − xi), allora: ||f − S1||∞ = O(h^2 ) con h → 0 Si definiscono NATURALI le spline cubiche soddisfacenti le condizioni: S 3 (x) = aix^3 + bix^2 + cix + di x ∈ [xi , xi+1] con i = 1,... , n n + 1 condizioni di interpolazione nei nodi x 1 , ..., xn+ S 3 (x1) = 0 e S 3 (xn+1) = 0 Si definiscono “NOT-A-KNOT” le spline cubiche soddisfacenti le condizioni: S 3 (x) = aix^3 + bix^2 + cix + di x ∈ [xi , xi+1] con i = 1,... , n n + 1 condizioni di interpolazione nei nodi x 1 , ..., xn+ S 3 è continua in x 2 e in xn Si definiscono VINCOLATE le spline cubiche soddisfacenti le condizioni: S 3 (x) = aix^3 + bix^2 + cix + di x ∈ [xi , xi+1] con i = 1,... , n n + 1 condizioni di interpolazione nei nodi x 1 , ..., xn+ S 3 (x 1 ) = f’(x 1 ) e S^3 (xn+1) = f’(xn+1) TEOREMA: Sia S3(x) la spline cubica interpolante i dati (xi ,f(xi)) con a ≤ xi ≤ b e soddisfacente le condizioni aggiuntive 1), oppure 2), oppure 3). Denotato con hi = xi+1 − xi e h = max 1 ≤i≤nhi, se f ∈ C^2 ([a, b]) allora: ||f − S 3 ||∞ = O(h^2 ), h → 0 Inoltre, nel caso delle condizioni aggiuntive 2) oppure 3), se f ∈ C^4 ([a, b]) e se h/hi ≤ γ < ∞ per h → 0, si ha: ||f(p) − S(p) 3 ||∞ = O(h4−p) con h → 0, p = 0, 1, 2, 3 E’ noto che non sempre si riesce a calcolare analiticamente un integrale. Questo, per esempio, il caso dell’integrale che definisce la funzione degli errori erf(x) = 2/√ππ*∫ e−t2^ dt (integrando tra 0 e x) che
interviene spesso nel calcolo delle probabilità, nella statistica e nelle equazioni differenziali alle derivate parziali. Sia x = (x 1 ,...,xn)T^ ∈ Rn^ un vettore colonna. Nel seguito verranno considerate le seguenti norme di vettore: ||x|| 1 = ∑n^ |xi|; ||x|| 2 = √π* x^2 i = √π*xTx; norma euclidea ||x||∞ = max (^1) ≤i≤n|xi|. Sia A = (aij)i,j=1,...,n ∈ Rn,n^ una matrice quadrata di ordine n. Nella trattazione dei sistemi lineari verranno utilizzate le seguenti norme di matrice: ||A|| 1 = max (^) 1≤j≤n ∑n|aij|; ||A||∞ = max (^) 1≤i≤n ∑n|aij| (||A||∞ = ||AT|| 1 ). La norma 2 di matrice ||A|| 2 , detta norma spettrale, verrà definita in seguito. Date una norma di matrice e una di vettore, si dice che le due NORME sono COMPATIBILI se: ||Ax||≤||A||||x|| per ogni A ∈ Rn,n^ e per ogni x ∈ Rn. Le norme 1 e infinito precedentemente definite per vettori e per matrici sono compatibili (come pure la norma 2). Per le suddette norme valgono le seguenti proprietà: ||AB||≤||A||||B||; ||I|| = 1 con I matrice identità.
Una matrice A si dice a DIAGONALE DOMINANTE PER RIGHE se: |aii| > ∑n^ |aij| per i = 1,...,n con j = 1 e j ≠ i Una matrice A si dice a DIAGONALE DOMINANTE PER COLONNE se: |ajj| > ∑n^ |aij| per j = 1,...,n con i = 1 e i ≠ j Una matrice simmetrica A si dice definita positiva se: xTAx > 0 per ogni x ≠ 0. Si assuma che il sistema assegnato abbia una e una sola soluzione; in tal caso, la matrice A si dice non singolare. Se ||A − A¯|| < 1/(2||A−1||), il sistema A¯ x¯ = b¯ ammette una e una sola soluzione e: ||x − x¯ ||/||x|| ≤ 2K(A)(||A − A¯ ||/||A|| + ||b − b¯||/||b||) ove K(A) = ||A||/||A−1|| viene definito numero di condizionamento del sistema lineare Ax = b. Si osservi che: K(A) = ||A||||A−1||≥||AA−1|| = ||I|| = 1 Pertanto: se K(A) ≈ 1, la matrice A è detta ben condizionata e a piccole perturbazioni sui dati corrispondono perturbazioni sulla soluzione al più dello stesso ordine di grandezza di quelle sui dati; se K(A) >> 1, la matrice si dice mal condizionata e a piccole perturbazioni sui dati possono corrispondere grandi perturbazioni sulla soluzione. Possiamo definire due matrici speciali (ove xi ≠ xj per i ≠ j): MATRICE DI HILBERT: Hn= MATRICE DI VANDERMONDE: Vn= Entrambe queste due matrici speciali, sono mal condizionate.
Risoluzione dei sistemi lineari: