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Riassunti integrati di lezioni, slide e libro di Scienza delle Finanze. Parti discorsive, grafici e tabelle.
Tipologia: Dispense
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Appunti DI SCIENZA DELLE FINANZE Esame: 90 minuti, 30 quesiti, a risposta multipla, aspetti fondamentali del corso, 1 giusta= punto, 1 sbagliata= -0,5, no risposta= 0 punti
-Oggetto della materia = ruolo dello Stato nell’economia. -Studiare il ruolo dello Stato significa porsi quesiti quali: quali sono le ragioni della presenza pubblica in un’economia moderna di mercato; quali azioni svolge lo Stato; quali strumenti adotta; come finanzia la spesa e quali sono i suoi effetti (efficienza e equità). Si nasce in un ospedale pubblico, scuola pubblica, trasporti pubblici, anziani a carico dello stato. La comprensione degli argomenti è importante per una società democratica. -Spesa pubblica in rapporto al PIL dal 1870 al 2014 -> l’intervento pubblico è notevolmente aumentato in tutti i paesi. In passato: la spesa pubblica era pari al 10% del PIL; mentre oggi è intorno al 50%. Perché? Qual è la situazione del ns paese? -Diversi approcci: a) analisi degli strumenti adottati e delle azioni intraprese=analisi positiva.Approccio positivo: -descrive ciò che è, analizza le attività svolte dal settore pubblico; -studia i fattori che hanno portato all’adozione di determinati provvedimenti; -esamina le ragioni/conseguenze di particolari politiche pubbliche. b) giudizi di valore sulla loro desiderabilità= analisi normativa. Approccio normativo: -valuta la desiderabilità delle diverse politiche; -confronta l’efficacia di programmi alternativi. Sono situazioni che interessano tutti -> si ricerca la situazione di ottimo sociale. NB: la teoria normativa presuppone la teoria positiva questo perché per trovare gli strumenti per raggiungere una situazione desiderabile, bisogna prima conoscere cause/conseguenze di questa situazione. NB: è necessario avere un’idea di che cosa sia il bene della collettività.
a) Analisi positiva: cerca di capire quale potrebbe essere l’effetto dell’imposta sul prezzo e sulla domanda dei beni. b) Analisi normativa: cerca di capire qual è l’imposta preferibile rispetto ad un obiettivo (es: tutelare la salute dei cittadini, ridurre le spese sanitarie, limitare l’impatto sui poveri). Es a): Perché si paga un pedaggio nelle autostrade e non nelle strade normali? Perché esiste la disoccupazione? Perché 1 kg di mele costa 2€ e un’automobile costa 20000€? Es b): E’ bene o no introdurre ticket sanitari? Ha ancora senso servizio postale pubblico? Come fare per ridurre la disoccupazione?
Differenza tra la somma massima che il consumatore sarebbe disposto a pagare (offerta) e quella che effettivamente paga (linea del prezzo) ---> effetti del monopolio sui consumatori Effetto imposte -> sul benessere della collettività
In generale, l’esito di queste forme di mercato si allontana dalla concorrenza perfetta, quindi è inefficiente. -Scelta ottima imprenditore in conc.perfetta e in monopolio: a) In concorrenza perfetta: max profitto --> prezzo= costo marginale max profitto nel lp -> prezzo = minimo costo medio. NB: prezzo = ricavo marginale b) In mercati non concorrenziali: max profitto --> ricavo marginale = costo marginale NB: prezzo è diverso da ricavo marginale CASO Monopolio 1. con costi marginali costanti Punto di ottimo per monopolista = B= costo marginale Monopolista produce di meno e genera una perdita di benessere per la collettività CASO Monopolio 2. con costi medi a U Costo marginale interseca il costo medio nel suo punto di minimo Punto di ottimo per monopolista= Qm ---> tramite la scelta di Qm l’impresa monopolista determina il prezzo -> ha potere di mercato. L’area di profitto per monopolista= differenza tra prezzo e costo medio di produz x quantità di beni prodotti. Perdita sociale netta dovuta alla sottoproduzione.
-Beni privati= quelli che ognuno di noi può acquistare sul mercato – dietro il pagamento di un prezzo – e consumare in via esclusiva. -Beni/ servizi pubblici= non sono acquistabili direttamente sul mercato dal singolo consumatore. -Bene pubblico si individua tramite due caratteristiche:
-non rivale fino a un certo punto: più studenti possono seguire la stessa lezione (ma fino alla capienza massima dell’aula) -escludibile: si può escludere chi non ha pagato per il servizio, impedendo l’accesso alla scuola Sono caratterizzati dal problema della congestione: c’è un limite fisico al n° di persone che possono consumare contemporaneamente lo stesso bene (es: limite fisico al n° di studenti che deriva dalla dimensione delle aule).
-rivale: un’automobile in più sulla strada pregiudica la possibilità di passaggio per un’altra -non escludibile: l’esclusione di automobilisti per evitare la congestione è difficile e costosa I miglioramenti della tecnologia possono consentire di risolvere in parte questo problema, per esempio grazie ai schemi di road pricing, adottati da alcune città che rischiano di avere strade troppo congestionate. Rivale Non rivale Escludibile Bene privato Beni tariffabili Non escludibile Bene comune Bene pubblico -Perché studiamo i beni pubblici? Perché la loro presenza è causa di fallimenti del mercato. -In presenza di un bene non rivale: Il costo marginale di offrire una data quantità di bene pubblico ad un soggetto in più è nullo. NON è invece nullo il costo marginale di produrre un’unità di bene in più. -Un consumatore addizionale genera: un beneficio marginale positivo -> può aumentare i benefici totali della collettività un costo marginale nullo -> non aumenta i costi totali sopportati dalla collettività Il consumatore addizionale dovrebbe essere ammesso perché questo migliora il benessere complessivo della collettività. Impedire il godimento del bene da parte di una persona in più genera un’inefficienza= situazione di sottoconsumo = prende la forma dell’offerta insufficiente, dove i mercati non offrono beni pubblici (o offrono un’offerta inadeguata). -Non è possibile la fornitura privata di un bene pubblico. -Bene pubblico dovrebbe essere offerto dallo Stato --> qui nascono due problemi:
-Le 3 funzioni economiche del settore pubblico:
Consente di ordinare in termini di benessere i diversi possibili stati sociali, ovvero le diverse configurazioni di benessere tra gli individui di una data comunità.
-Rawls fornisce il fondamento filosofico di una teoria generale della giustizia sociale che aiuta a capire le ragioni della sua funzione. -Egli si domanda quali principi gli individui potrebbero essere disposti ad accettare come base della loro convivenza civile. -Adotta come ipotesi l’assunto che le posizioni degli individui non sono influenzate dalla loro posizione nella scala sociale. Adotta quindi il concetto di ‘velo di ignoranza’ -> che cosa un individuo considererebbe come giusto se fosse coperto da un velo di ignoranza, ovvero se non sapesse se sia destinato ad essere figlio di un miliardario o di un disoccupato. -Ne deduce i seguenti principi: a) principio di libertà= ogni persona ha un identico diritto alla max estensione della sua ibertà compatibilmente con quella degli altri b) principio di differenza= le diseguaglianze devono essere risolte in modo che si realizzi max beneficio per il meno avvantaggiato, -Quindi sostiene che, in tale situazione, tutti aderirebbero a un principio di giustizia distributiva e vorrebbero che la società perseguisse l’obiettivo di max il benessere dell’individuo più povero. In altri termini, è molto probabile che ogni individuo si dichiarerebbe a favore di sistemi che non sono indifferenti ai bisogni di chi sta peggio e che assicurino loro la migliore situazione possibile qualora dovessero trovarsi nella condizione peggiore. -Confronto fra le diverse nozioni di benessere. Partiamo da A= punto non sulla frontiera, ma interno ad essa, in cui U 1 si trova in una posizione di maggiore vantaggio rispetto a U 2. Ora si definiscono gli spazi possibili di miglioramento del benessere secondo i diversi principi e funzioni. -area AEF= insieme dei punti che costituiscono miglioramento paretiano -area BCF (con esclusine dei segmenti CB e BF)= punti di possibile miglioramento per Rawls -area HGLI (con esclusione (del segmento HG)= punti di possibile miglioramento per Bentham Da qui deriva che: -benthamiana e rawlsiana considerano punti che non sono inclusi nella paretiana. -non tutti i punti paretiani sono di miglioramento secondo la rawsliana (es: da A a F è miglioramento paretiano, ma non è un miglioramento secondo rawlsiano che non assegna valore positivo al miglioramento del ricco) ---> A non è valutata da un egualitarista/rawsliano, perché è esterna rispetto alla retta a 45°. -tutti i punti di miglioramento paretiano sono anche punti di miglioramento benthamiano. -punto rosso è ottimo sociale per rawlsiana, che è sulla curva di indifferenza più in alto, tangente alla frontiera delle utilità -punto verde è ottimo sociale per utilitaristi, che è tangente alla frontiera delle utilità.
-La valutazione delle riforme in Second Best e il trade-off Efficienza-Equità ^Ogni alternativa di riforma economica e di intervento si presenta come un trade-off tra efficienza ed equità -> la ricerca dell’efficienza potrebbe entrare in conflitto con l’attuale distribuzione creando un costo in termini di equità. Per esempio: proposta alfa può aumentare l’efficienza del sistema economico ma la sua realizzazione peggiora il benessere di un qualche gruppo della collettività, i conservatori. ^Efficienza ---> miglioramento di efficienza paretiano. Equità ---> livello di benessere sociale ^Il mercato realizza l’efficienza paretiana e lo Stato, utilizzando lump sum taxes, definisce il max benessere sociale coerente con una data funzione ---> la realtà in cui viviamo non è questa per due motivi: impraticabilità delle lump sum taxes, l’intervento pubblico deve far uso di strumenti distorsivi; impossibilità di conformare la realtà alla concorrenza perfetta. Lo status quo del mondo in cui viviamo è costituito da una posizione di Second Best
Critiche più importanti VS economia del benessere colpiscono i suoi punti cardine= l’individualismo (il bene è sempre riconducibile solo alla valutazione dei singoli) e l’utilitarismo (benessere è definito solo in termini di soddisfacimento di bisogni)
dell’individualismo, dove il singolo è il miglior giudice del proprio benessere ---> presenza di interferenze nelle preferenze individuali.
-Equità procedurale secondo cui è giusta la società in cui tutti i membri hanno pari opportunità di realizzare un progetto di vita soddisfacente -> si garantiscono gli stessi strumenti (processo) per realizzare un progetto, ma non si garantiscono stessi risultati per tutti. E’ una nozione di equità non tanto interessata ai risultati, ma al fatto che la vita sociale sia definita da regole eque. Si pone molta enfasi sull’esistenza dei diritti fondamentali per ciascun individuo ma anche sulla sua responsabilità individuale.
altri. Infatti, i consumatori sarebbero infatti disposti a pagare, per il bene oggetto dello scambio, un prezzo superiore al costo unitario di produzione. Tuttavia, non possono consumare quel bene perché il monopolista non lo produce perché la max del suo profitto implica la produzione di una quantità inferiore. ---> le posizioni monopolistiche portano dunque a una sottoproduzione e a un minore benessere e costituiscono una giustificazione dell’intervento pubblico, che cerca di avvicinare il mercato alla condizione della concorrenza.
-Supponiamo che un’impresa operi in regime di costi decrescenti. Cosa succede se un concorrente tenta di entrare nel mercato? -L’impresa già presente sul mercato può sempre minacciare di aumentare marginalmente la produzione e produrre a un CMeT (Costi medi totali) inferiore all’impresa entrante. -In questo modo la quota di mercato che si lascerebbe all’entrante è troppo piccola per consentirgli di produrre a un CMeT economicamente vantaggioso per entrare e per rimanere sul mercato. -La minaccia del monopolista è credibile se l’industria è caratterizzata da economie di scala (CMeT decrescenti). -Le economie di scala --> spiegano cosa succede alla produzione quanto tutti gli input aumentano contemporaneamente e in modo proporzionale. E’ un concetto di lungo periodo. Variazione output Rendimenti di scala Proporzionale Costanti Più che proporzionale Crescenti (economie di scala o costi decrescenti Meno che proporzionale Decrescenti (diseconomie di scala o costi crescenti) Le economie di scala nascono dall’esistenza di costi fissi elevati per l’avvio dell’attività produttiva (costi che non variano rispetto alla quantità prodotta).
utilizzata per soddisfare un numero anche molto elevato di utenti. Il costo medio si riduce all’aumentare degli utenti serviti perché i costi fissi vengono ripartiti su una quantità maggiore di prodotto (ovvero all’aumentare della quantità di output fornita)
-Rappresentazione grafica di un monopolio naturale -Posto che monopolio naturale esista e si sia deciso di optare per la soluzione della produzione pubblica --> figura consente di mostrare come l’intervento pubblico può operare al fine di garantire l’efficienza paretiana, che la gestione monopolistica privata non consente. -Monopolista produce la quantità Qp dove Cm= Rm e venderà la quantità a un prezzo Pm Quantità di equilibrio in concorrenza perfetta, che lo Stato vuole raggiungere per realizzare un ottimo paretiano, sarebbe Q* dove Cm= P ---> Q* > Qp Costi medi sono decrescenti ---> i costi marginali sono inferiori ai costi medi. -La quantità prodotta dal monopolista causa una perdita secca di benessere per la collettività ed è rappresentabile dall’area cgh, che corrisponde alla differenza tra la curva di domanda e la curva del costo marginale di produzione. -Il monopolista non produce la quantità Q* perché produrrebbe in perdita, in quanto il costo marginale di produzione (d) è superiore al prezzo (c) ---> il costo medio supera il costo marginale per un valore pari a dc. La perdita per il monopolista è rappresentabile dall’area abcd, che corrisponde alla differenza fra il costo medio di produzione e il prezzo per tutte le quantità prodotte, corrisponde ai costi fissi. -Si dovrebbe cercare di compensare la perdita secca che il monopolista subisce. Possibili rimedi. La teoria delle imprese pubbliche: come fissare le tariffe in modo che le imprese che operano in regime di monopolio naturale si avvicinino alle condizioni di efficienza paretiana. a) fissare il prezzo = Cm (livello di produzione Q) e coprire la perdita del monopolista con imposte lump sum (non distorsive) o altre imposte distorsive (che causano comunque una perdita di benessere, quindi si arriverà magari a una soluzione di Second Best). Dal punto di vista distributivo, l’onere è posto a carico della collettività b) fissare il prezzo = CM (livello di produzione Q*), così facendo si riduce la perdita di benessere. I costi fissi ora sono coperti, ma si manifesta una perdita di benessere misurata dall’area cef. Dal punto di vista distributivo, l’onere ricade solo sui consumatori del bene, che pagano un prezzo superiore al Cm Tanti altri possibili interventi che comportano lo studio di meccanismi di regolamentazione e controllo della produzione di servizi pubblici, prodotti da imprese private ma offerti dal settore pubblico.
Definizione di esternalità -L’esternalità è un esempio di mancanza di controllo pieno sulle risorse. -Si genera un’esternalità quando alcune delle variabili che influenzano il costo di un produttore (costo di produzione) o l’utilità di un consumatore sono direttamente influenzate dalla decisione di produzione di un imprenditore o di consumo di un altro soggetto economico e tale effetto non passa per il mercato, cioè non è valutato o compensato.
-Quantità di sigarette domandata QP data dall’intersezione fra la curva di offerta e la curva di domanda. -Fumare in un luogo chiuso produce della disutilità. Quindi il valore sociale del consumo di sigarette deve tenere conto del valore privato ma anche dei danni prodotti alla collettività (es: fumo passivo) ---> ci sono dei benefici privati (valore privato) connessi all’utilità tratta dal consumo di sigarette a cui deve essere sottratto il malessere generato dal fumo. -La scelta ottima della quantità di sigarette che tiene conto dell’esternalità negativa prodotta è Q*S che è minore di QP.
-Quantità di alveari data dall’intersezione fra curva di domanda e curva di offerta. -Bisogna considerare che ci sono vantaggi derivanti dall’azione delle api che migliorano la possibilità del frutteto di essere impollinato. Quindi il costo sociale dell’attività di apicoltura deve tenere conto oltre che del costo privato dell’apicoltore anche dei benefici che quest’attività può portare alla collettività ---> ci sono dei costi privati connessi dall’attività di apicoltura a cui devono essere sommati i benefici generati. -La scelta ottima di alveari che tiene conto anche dell’esternalità positiva prodotta è data da QS che è maggiore di QP del singolo imprenditore. QS > QP -> in presenza di un’esternalità positiva, la quantità ottima è maggiore di quella che sarebbe prodotta dalla singola impresa
-Di fronte a un balcone fiorito traggono benefici tutti coloro che sono vicini. Quindi il valore sociale dell’esposizione propria di fiori deve tenere conto oltre che dei benefici privati di chi accudisce il balcone fiorito anche dei benefici della collettività. -La scelta ottima di fiori che tiene conto anche dell’esternalità positiva prodotta è data da Qs che è maggiore di Q
^Al contrario in caso di esternalità positiva, lo Stato eroga un sussidio a favore di coloro che producono effetti esterni positivi. e). Teorema di Coase ^Coase è economista che ha ricevuto premio Nobel per l’economia nel 1991 per l’importanza dei suoi studi sui costi di transazione e sui diritti di proprietà. ^Parte dall’idea che prima di lui tutti i rimedi per le esternalità che erano stati pensati non tenevano conto della possibilità che gli individui reagiscono all’esternalità stessa e che le esternalità hanno una natura reciproca -> di conseguenza l’intervento dello Stato non sarebbe necessario. ^Il problema delle esternalità può essere affrontato attribuendo con precisione i diritti ai soggetti interessati: è A che ha il diritto di produrre inquinamento o è B che ha il diritto di non subire gli effetti di A? ^Una volta attribuiti i diritti e indipendentemente dalla scelta compiuta (il diritto spetta all’inquinante o all’inquinato?) è sufficiente lasciare libere le parti di contrattare per raggiungere la soluzione efficiente dal punto di vista sociale ---> per esempio se A ha il diritto di inquinare, allora B sarà disposto ad offrire un compenso per indurlo a limitare la produzione inquinante.
elevato degli assicurati (quindi di contratti) su cui distribuire il rischio ---> in questo modo l’evento negativo è, per l’assicurazione, un evento certo. -Il contratto di assicurazione permette il raggiungimento di posizioni di ottimo paretiano. Consente di realizzare una situazione che è preferita dall’assicurato e non causa un peggioramento dell’assicuratore -> aumento del benessere ex-ante. -Domanda di assicurazione. L’assicurazione è richiesta perché trasforma una situazione rischiosa in una certa. Un soggetto avverso al rischio è disposto a sottoscrivere un contratto al premio equo in quanto aumenta il suo benessere atteso ex ante. -Offerta di assicurazione. Una compagnia di assicurazione neutrale al rischio, in assenza di costi di gestione, è disposta ad offrire un contratto con premio equo, se può stipulare un numero sufficientemente elevato di contratti. -Il premio equo Danno = L Somma assicurata = C Per hp: L=C; non ci sono costi di gestione né profitti Probabilità dell’evento= p Premio dell’assicurazione= H Il premio equo è pari al valore atteso dell’evento rischioso assicurato ---> H= p C -Perché il mercato assicurativo funzioni e possa risolvere il problema dell’incertezza devono essere rispettate alcune condizioni -> condizioni di esistenza di un mrct assicurativo:
-Un’assicurazione privata, a causa dell’asimmetria info, non è in grado di valutare con esattezza lo stato di salute dei clienti, quindi non è in grado di distinguere quelli con alto rischio di malattia (soggetti malati) e quelli con basso rischio (soggetti sani). -Se non ci fosse asimmetria info -> P offrirebbe due tipi di contratti: uno con premi bassi per i soggetti sani a basso rischio; uno con premi alti per i soggetti malati ad alto rischio ---> si realizza un ottimo paretiano di FB in cui P non realizza perdite e gli agenti sono integralmente assicurati.
-A causa dell’asimmetria info -> P offrirebbe un solo contratto: uno con premio basso che sarebbe sottoscritto dai soggetti ad alto rischio, ma P incorrerebbe in perdite quindi non lo fa; uno con premio alto, ma i soggetti sani non lo sottoscriverebbero ---> equilibrio in cui solo i soggetti ad alto rischio fanno domanda e per gli individui sani ci sarebbe fallimento di mrct. Non esistono equilibri di pooling. -L’assicurazione potrebbe offrire coperture a un premio medio ---> contratti unici a copertura integrale per soddisfare tutte le parti = equilibri pooling. -Tuttavia, al premio medio (come nel caso del premio alto) solo gli individui ad alto rischio chiederanno di essere assicurati, infatti il premio medio è troppo alto per gli individui che corrono bassi rischi. -Al contempo, dal lato dell’assicuratore, il premio medio è troppo basso per gli alti rischi: le compagnie non riescono a coprire i costi e chiuderebbero in perdita. -Non ci sarà quindi alcun assicuratore disposto ad offrire una soluzione con un unico contratto per tutti. Non esistono equilibri pooling. -Una possibile soluzione potrebbe essere separare i rischi = separating equilibrium -> l’obiettivo è far in modo che, spontaneamente, gli alti rischi si separano dai bassi rischi. -C’è l’offerta di due diverse tipologie di contratto: premio alto a copertura integrale (calcolato sulla base della probabilità dei soggetti ad alto rischio); premio basso con copertura parziale (calcolato sulla base della probabilità dei soggetti a basso rischio). -Si vedrà che da una parte: i soggetti ad alto rischio non sono interessati al contratto parziale, infatti la perdita attesa non coperta potrebbe essere superiore al costo di sottoscrivere un contratto con copertura integrale. -Dall’altra parte: i soggetti a basso rischio non opteranno per una copertura completa, perché il premio è troppo alto. -Questo meccanismo porta un equilibrio separating, cioè spontaneamente i due tipi di soggetti scelgono contratti diversi (i soggetti ad alto rischio sceglieranno la copertura completa e i soggetti a basso rischio sceglieranno la copertura parziale con premio più basso). Questo accade perché l’offerta di P spinge i soggetti ad autoselezionarsi (self-selection) e a rendere palese la categoria a cui appartengono con il loro comportamento. Quindi è un equilibrio che funziona, premesso che P raggiunga il suo equilibrio finanziario. -Questa situazione è un equilibrio di mercato, ma non è Pareto ottimale, in quanto i soggetti a basso rischio non hanno comunque una copertura completa. ----> con l’AS: casi di non equilibrio o casi di equilibrio non Pareto ottimali. -Possibili rimedi per l’AS: Copertura pubblica = copertura di alcuni rischi tramite l’intervento della PA.
separating.