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Riassunti completi di Scienza delle Finanze, Dispense di Scienza delle Finanze

Riassunti integrati di lezioni, slide e libro di Scienza delle Finanze. Parti discorsive, grafici e tabelle.

Tipologia: Dispense

2019/2020

In vendita dal 09/08/2021

giacomobacchelli
giacomobacchelli 🇮🇹

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Appunti DI SCIENZA DELLE FINANZE
Esame: 90 minuti, 30 quesiti, a risposta multipla, aspetti fondamentali del corso, 1 giusta=1
punto, 1 sbagliata= -0,5, no risposta= 0 punti
INTRO
-Oggetto della materia = ruolo dello Stato nell’economia.
-Studiare il ruolo dello Stato significa porsi quesiti quali: quali sono le ragioni della presenza
pubblica in un’economia moderna di mercato; quali azioni svolge lo Stato; quali strumenti
adotta; come finanzia la spesa e quali sono i suoi effetti (efficienza e equità).
Si nasce in un ospedale pubblico, scuola pubblica, trasporti pubblici, anziani a carico dello
stato. La comprensione degli argomenti è importante per una società democratica.
-Spesa pubblica in rapporto al PIL dal 1870 al 2014 -> l’intervento pubblico è notevolmente
aumentato in tutti i paesi. In passato: la spesa pubblica era pari al 10% del PIL; mentre oggi è
intorno al 50%. Perché? Qual è la situazione del ns paese?
-Diversi approcci:
a) analisi degli strumenti adottati e delle azioni intraprese=analisi positiva.Approccio positivo:
-descrive ciò che è, analizza le attività svolte dal settore pubblico;
-studia i fattori che hanno portato all’adozione di determinati provvedimenti;
-esamina le ragioni/conseguenze di particolari politiche pubbliche.
b) giudizi di valore sulla loro desiderabilità= analisi normativa. Approccio normativo:
-valuta la desiderabilità delle diverse politiche;
-confronta l’efficacia di programmi alternativi.
Sono situazioni che interessano tutti -> si ricerca la situazione di ottimo sociale.
NB: la teoria normativa presuppone la teoria positiva questo perché per trovare gli strumenti
per raggiungere una situazione desiderabile, bisogna prima conoscere cause/conseguenze di
questa situazione.
NB: è necessario avere un’idea di che cosa sia il bene della collettività.
Esempio:
governo sta pensando di aumentare le imposte sulle bevande zuccherate.
a) Analisi positiva: cerca di capire quale potrebbe essere l’effetto dell’imposta sul prezzo e sulla
domanda dei beni.
b) Analisi normativa: cerca di capire qual è l’imposta preferibile rispetto ad un obiettivo (es:
tutelare la salute dei cittadini, ridurre le spese sanitarie, limitare l’impatto sui poveri).
Es a): Perché si paga un pedaggio nelle autostrade e non nelle strade normali? Perché esiste la
disoccupazione? Perché 1 kg di mele costa 2€ e un’automobile costa 20000€?
Es b): E’ bene o no introdurre ticket sanitari? Ha ancora senso servizio postale pubblico? Come
fare per ridurre la disoccupazione?
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Appunti DI SCIENZA DELLE FINANZE Esame: 90 minuti, 30 quesiti, a risposta multipla, aspetti fondamentali del corso, 1 giusta= punto, 1 sbagliata= -0,5, no risposta= 0 punti

INTRO

-Oggetto della materia = ruolo dello Stato nell’economia. -Studiare il ruolo dello Stato significa porsi quesiti quali: quali sono le ragioni della presenza pubblica in un’economia moderna di mercato; quali azioni svolge lo Stato; quali strumenti adotta; come finanzia la spesa e quali sono i suoi effetti (efficienza e equità). Si nasce in un ospedale pubblico, scuola pubblica, trasporti pubblici, anziani a carico dello stato. La comprensione degli argomenti è importante per una società democratica. -Spesa pubblica in rapporto al PIL dal 1870 al 2014 -> l’intervento pubblico è notevolmente aumentato in tutti i paesi. In passato: la spesa pubblica era pari al 10% del PIL; mentre oggi è intorno al 50%. Perché? Qual è la situazione del ns paese? -Diversi approcci: a) analisi degli strumenti adottati e delle azioni intraprese=analisi positiva.Approccio positivo: -descrive ciò che è, analizza le attività svolte dal settore pubblico; -studia i fattori che hanno portato all’adozione di determinati provvedimenti; -esamina le ragioni/conseguenze di particolari politiche pubbliche. b) giudizi di valore sulla loro desiderabilità= analisi normativa. Approccio normativo: -valuta la desiderabilità delle diverse politiche; -confronta l’efficacia di programmi alternativi. Sono situazioni che interessano tutti -> si ricerca la situazione di ottimo sociale. NB: la teoria normativa presuppone la teoria positiva questo perché per trovare gli strumenti per raggiungere una situazione desiderabile, bisogna prima conoscere cause/conseguenze di questa situazione. NB: è necessario avere un’idea di che cosa sia il bene della collettività.

Esempio: governo sta pensando di aumentare le imposte sulle bevande zuccherate.

a) Analisi positiva: cerca di capire quale potrebbe essere l’effetto dell’imposta sul prezzo e sulla domanda dei beni. b) Analisi normativa: cerca di capire qual è l’imposta preferibile rispetto ad un obiettivo (es: tutelare la salute dei cittadini, ridurre le spese sanitarie, limitare l’impatto sui poveri). Es a): Perché si paga un pedaggio nelle autostrade e non nelle strade normali? Perché esiste la disoccupazione? Perché 1 kg di mele costa 2€ e un’automobile costa 20000€? Es b): E’ bene o no introdurre ticket sanitari? Ha ancora senso servizio postale pubblico? Come fare per ridurre la disoccupazione?

RICHIAMI di MICROECONOMIA

Differenza tra la somma massima che il consumatore sarebbe disposto a pagare (offerta) e quella che effettivamente paga (linea del prezzo) ---> effetti del monopolio sui consumatori Effetto imposte -> sul benessere della collettività

In generale, l’esito di queste forme di mercato si allontana dalla concorrenza perfetta, quindi è inefficiente. -Scelta ottima imprenditore in conc.perfetta e in monopolio: a) In concorrenza perfetta: max profitto --> prezzo= costo marginale max profitto nel lp -> prezzo = minimo costo medio. NB: prezzo = ricavo marginale b) In mercati non concorrenziali: max profitto --> ricavo marginale = costo marginale NB: prezzo è diverso da ricavo marginale CASO Monopolio 1. con costi marginali costanti Punto di ottimo per monopolista = B= costo marginale Monopolista produce di meno e genera una perdita di benessere per la collettività CASO Monopolio 2. con costi medi a U Costo marginale interseca il costo medio nel suo punto di minimo Punto di ottimo per monopolista= Qm ---> tramite la scelta di Qm l’impresa monopolista determina il prezzo -> ha potere di mercato. L’area di profitto per monopolista= differenza tra prezzo e costo medio di produz x quantità di beni prodotti. Perdita sociale netta dovuta alla sottoproduzione.

BENI PUBBLICI

-Alcuni beni no prodotti da imprese private. Es: la sicurezza pubblica, il controllo

dell’inquinamento dell’aria, la protezione civile, il sistema di illuminazione di un faro.

-Beni privati= quelli che ognuno di noi può acquistare sul mercato – dietro il pagamento di un prezzo – e consumare in via esclusiva. -Beni/ servizi pubblici= non sono acquistabili direttamente sul mercato dal singolo consumatore. -Bene pubblico si individua tramite due caratteristiche:

  1. non rivalità del consumo: più soggetti possono consumare la stessa unità del bene, ovvero il consumo di un individuo non impedisce il consumo da parte di un altro individuo dello stesso bene (es: chi beneficia della luce di un faro non sottrae nulla agli altri naviganti).
  1. non escludibilità dal beneficio: è impossibile tecnicamente, o troppo costoso, escludere dal consumo del bene coloro che non sono disposti a pagare (es. il controllo della qualità dell’aria difficilmente potrebbe essere negato a chi non fosse disposto a pagarne il prezzo) Non è una questione etica, ma tecnica (di fattibilità) ed economica (di costosità). NB: i connotati del bene non hanno nulla a che fare col fatto che venga prodotto dallo Stato -Un bene privato è un bene:
  2. rivale: non è possibile per due soggetti consumare la stessa unità del bene
  3. è sempre facile escludere dal consumo chi non ha pagato il prezzo del bene -Esistono anche beni misti che possiedono solo una delle due caratteristiche dei beni pubblici o le possiedono in parte. Tipologie:
  4. Beni tariffabili-> sono escludibili ma non rivali, almeno ‘’fino ad un certo punto’’.

Esempio: servizio di istruzione

-non rivale fino a un certo punto: più studenti possono seguire la stessa lezione (ma fino alla capienza massima dell’aula) -escludibile: si può escludere chi non ha pagato per il servizio, impedendo l’accesso alla scuola Sono caratterizzati dal problema della congestione: c’è un limite fisico al n° di persone che possono consumare contemporaneamente lo stesso bene (es: limite fisico al n° di studenti che deriva dalla dimensione delle aule).

  1. Risorse comuni (beni comuni) -> beni rivali, non facilmente escludibili.

Esempio: strade pubbliche dei centri cittadini

-rivale: un’automobile in più sulla strada pregiudica la possibilità di passaggio per un’altra -non escludibile: l’esclusione di automobilisti per evitare la congestione è difficile e costosa I miglioramenti della tecnologia possono consentire di risolvere in parte questo problema, per esempio grazie ai schemi di road pricing, adottati da alcune città che rischiano di avere strade troppo congestionate. Rivale Non rivale Escludibile Bene privato Beni tariffabili Non escludibile Bene comune Bene pubblico -Perché studiamo i beni pubblici? Perché la loro presenza è causa di fallimenti del mercato. -In presenza di un bene non rivale: Il costo marginale di offrire una data quantità di bene pubblico ad un soggetto in più è nullo. NON è invece nullo il costo marginale di produrre un’unità di bene in più. -Un consumatore addizionale genera: un beneficio marginale positivo -> può aumentare i benefici totali della collettività un costo marginale nullo -> non aumenta i costi totali sopportati dalla collettività Il consumatore addizionale dovrebbe essere ammesso perché questo migliora il benessere complessivo della collettività. Impedire il godimento del bene da parte di una persona in più genera un’inefficienza= situazione di sottoconsumo = prende la forma dell’offerta insufficiente, dove i mercati non offrono beni pubblici (o offrono un’offerta inadeguata). -Non è possibile la fornitura privata di un bene pubblico. -Bene pubblico dovrebbe essere offerto dallo Stato --> qui nascono due problemi:

  1. La produzione efficiente di beni pubblici: quanto dovrebbe essere ampia l’offerta di beni pubblici? Il livello efficiente di offerta di un bene pubblico dovrebbe corrispondere al punto di intersezione tra la curva di domanda e la curva di offerta.

ECONOMIA del BENESSERE e OTTIMO SOCIALE

-Le 3 funzioni economiche del settore pubblico:

  1. allocazione = cerca di capire come lo stato può influenzare l’efficienza di un’economia.
  2. redistribuzione= tenta di modificare la distribuzione del reddito e della ricchezza in base a criteri di equità. Viene realizzata tramite il bilancio pubblico e l’introduzione di correttivi per migliorare funzioni allocative. In assenza di tali politiche la distribuzione sarebbe determinata dalle dotazioni iniziali dei soggetti.
  3. stabilizzazione e sviluppo = cerca di garantire un livello di produzione il più vicino possibile al pieno impiego. -L’economia del benessere studia, partendo da una data distribuzione iniziale di risorse, la configurazione di un sistema economico che consente di realizzare una situazione di max benessere per la collettività -> cerca di trovare configurazione ottimale. -Ha un approccio normativo perché tenta di definire ciò che è bene (o ciò che è male), fornire prescrizioni e suggerire regole che consentano di ordinare i diversi stati sociali sotto il profilo della loro preferibilità per la collettività. -L’economia del benessere è quindi definita come la teoria economica normativa le cui basi sono state costruite tra 1930-50. -Di solito non è possibile individuare un solo ottimo sociale, ma infiniti. Interviene allora un criterio di equità sulla base del quale è possibile pervenire a una scelta. -Ottimo paretiano. E’ una situazione in cui non è possibile, attraverso modificazioni delle condizioni di produzione e scambio, migliorare il benessere di un individuo senza diminuire quello di un altro. Una configurazione di prezzi e quantità che rispetta tutte le condizioni di ottimo paretiano è detta di First Best. Una configurazione che NON rispetta tutte le condizioni di ottimo paretiano è detta di Second Best (sub-ottimale). Con riguardo alla produzione -> se gli uomini sono razionali dovrebbe esservi consenso che se, a parità di fattori, con la tecnica A posso produrre x beni e con la tecnica B posso produrre y=x+1 beni, la tecnica B è preferibile alla tecnica A Con riguardo allo scambio -> dovendo distribuire tra gli individui una certa quantità di beni, una riallocazione che migliori il benessere di uno senza arrecare danno agli altri rappresenta un miglioramento del benessere della società. -Come si determina l’ottimo sociale:
  4. Poiché le possibili allocazioni iniziali delle risorse tra gli individui sono infinite -> esistono infiniti punti ottimo-paretiani, uno per ogni allocazione iniziale.
  5. Essi possono essere rappresentati, nel caso di 2 individui, dalla frontiera delle utilità. Individua i punti di efficienza paretiana (First Best) --> A e C sono ottimi paretiani di FB. A’ non è un ottimo paretiano. Il passaggio da A’ a A è un miglioramento paretiano. I punti interni alla frontiera non rispettano le condizioni di efficienza paretiana (A’). I punti esterni alla frontiera (F) sono irraggiungibili.
  6. La funzione del benessere sociale Per definire un ottimo sociale è necessario disporre di un criterio di scelta tra i punti della frontiera dell’utilità ---> si fa riferimento alla funzione di benessere sociale. Questa si rappresenta tramite curve di livello (curve di indifferenza) tramite le quali è possibile individuare il punto della frontiera dell’utilità a cui corrisponde il max benessere sociale.

Consente di ordinare in termini di benessere i diversi possibili stati sociali, ovvero le diverse configurazioni di benessere tra gli individui di una data comunità.

  1. La determinazione dell’ottimo sociale = punto in cui la curva del benessere sociale con indice più elevato è tangente alla frontiera delle utilità. Nel grafico è C. -Ottimo paretiano è caratterizzato da: efficienza nella produzione e scambio & accettazione del principio di Pareto Ottimo sociale è condizionato solo da presupposti di valore (principi etici, idea di giustizia sociale). -I due teoremi dell’Economia del benessere 1). Il primo teorema afferma che le condizioni di efficienza paretiana sono realizzate in una particolare configurazione: un’economia decentrata di concorrenza perfetta ---> l’allocazione dei fattori produttivi e la produzione dei beni in concorrenza perfetta sono Pareto efficienti. Il mercato di concorrenza perfetta permette di realizzare l’efficienza paretiana, ma non risolve il problema della distribuzione ottimale del benessere tra gli individui. Si riuscirebbe a raggiungere A (di First Best) ma non C, ottimo sociale.
  1. Il secondo teorema afferma che, modificando opportunatamente le dotazioni iniziali con particolari strumenti di redistribuzione, imposte o sussidi in somma fissa (lump sum taxes), un’economia concorrenziale consente di raggiungere qualsivoglia stato di Pareto efficiente. Le lump sum taxes consentono di passare alla soluzione ottimale individuata dalla funzione di benessere sociale, cioè consentono di spostare l’equilibrio dal punto A al punto C. Lump sum taxes= forma di imposta/sussidio che redistribuisce risorse senza influenzare i segnali che i consumatori e produttori hanno come punto di riferimento, non crea distorsioni e non viola le tre condizioni di efficienza paretiana. -Analisi delle diverse forme della funzione del benessere sociale---> per capire in che senso essa dipende e descrivere i giudizi di valore di una società riguardo la distribuzione delle utilità tra i cittadini. Alcuni esempi di funzioni:
  1. Utilitarista (benthamiana, di Bentham, fondatore dell’utilitarismo) -Il benessere della collettività è la somma delle utilità degli individui, a prescindere dal modo in cui è distribuito fra gli stessi W= U 1 +U 2 +U 3 +…+Un -Questa concezione mira a max il benessere complessivo -> il benessere aumenta se tutti stanno meglio, ma anche solo se aumenta il benessere di chi è già ricco (purché il suo miglioramento sia > del peggioramento degli altri membri). L’ottimo sociale può ammettere notevoli diseguaglianze. -Le allocazioni sulle curve di indifferenza più elevate sono preferibili perché permettono il raggiungimento di un livello più elevato di benessere.

-Rawls fornisce il fondamento filosofico di una teoria generale della giustizia sociale che aiuta a capire le ragioni della sua funzione. -Egli si domanda quali principi gli individui potrebbero essere disposti ad accettare come base della loro convivenza civile. -Adotta come ipotesi l’assunto che le posizioni degli individui non sono influenzate dalla loro posizione nella scala sociale. Adotta quindi il concetto di ‘velo di ignoranza’ -> che cosa un individuo considererebbe come giusto se fosse coperto da un velo di ignoranza, ovvero se non sapesse se sia destinato ad essere figlio di un miliardario o di un disoccupato. -Ne deduce i seguenti principi: a) principio di libertà= ogni persona ha un identico diritto alla max estensione della sua ibertà compatibilmente con quella degli altri b) principio di differenza= le diseguaglianze devono essere risolte in modo che si realizzi max beneficio per il meno avvantaggiato, -Quindi sostiene che, in tale situazione, tutti aderirebbero a un principio di giustizia distributiva e vorrebbero che la società perseguisse l’obiettivo di max il benessere dell’individuo più povero. In altri termini, è molto probabile che ogni individuo si dichiarerebbe a favore di sistemi che non sono indifferenti ai bisogni di chi sta peggio e che assicurino loro la migliore situazione possibile qualora dovessero trovarsi nella condizione peggiore. -Confronto fra le diverse nozioni di benessere. Partiamo da A= punto non sulla frontiera, ma interno ad essa, in cui U 1 si trova in una posizione di maggiore vantaggio rispetto a U 2. Ora si definiscono gli spazi possibili di miglioramento del benessere secondo i diversi principi e funzioni. -area AEF= insieme dei punti che costituiscono miglioramento paretiano -area BCF (con esclusine dei segmenti CB e BF)= punti di possibile miglioramento per Rawls -area HGLI (con esclusione (del segmento HG)= punti di possibile miglioramento per Bentham Da qui deriva che: -benthamiana e rawlsiana considerano punti che non sono inclusi nella paretiana. -non tutti i punti paretiani sono di miglioramento secondo la rawsliana (es: da A a F è miglioramento paretiano, ma non è un miglioramento secondo rawlsiano che non assegna valore positivo al miglioramento del ricco) ---> A non è valutata da un egualitarista/rawsliano, perché è esterna rispetto alla retta a 45°. -tutti i punti di miglioramento paretiano sono anche punti di miglioramento benthamiano. -punto rosso è ottimo sociale per rawlsiana, che è sulla curva di indifferenza più in alto, tangente alla frontiera delle utilità -punto verde è ottimo sociale per utilitaristi, che è tangente alla frontiera delle utilità.

-La valutazione delle riforme in Second Best e il trade-off Efficienza-Equità ^Ogni alternativa di riforma economica e di intervento si presenta come un trade-off tra efficienza ed equità -> la ricerca dell’efficienza potrebbe entrare in conflitto con l’attuale distribuzione creando un costo in termini di equità. Per esempio: proposta alfa può aumentare l’efficienza del sistema economico ma la sua realizzazione peggiora il benessere di un qualche gruppo della collettività, i conservatori. ^Efficienza ---> miglioramento di efficienza paretiano. Equità ---> livello di benessere sociale ^Il mercato realizza l’efficienza paretiana e lo Stato, utilizzando lump sum taxes, definisce il max benessere sociale coerente con una data funzione ---> la realtà in cui viviamo non è questa per due motivi: impraticabilità delle lump sum taxes, l’intervento pubblico deve far uso di strumenti distorsivi; impossibilità di conformare la realtà alla concorrenza perfetta. Lo status quo del mondo in cui viviamo è costituito da una posizione di Second Best

LIMITI ALL’ECONOMIA del BENESSERE

Critiche più importanti VS economia del benessere colpiscono i suoi punti cardine= l’individualismo (il bene è sempre riconducibile solo alla valutazione dei singoli) e l’utilitarismo (benessere è definito solo in termini di soddisfacimento di bisogni)

  1. I beni meritori -La categoria di beni meritori o beni di merito è stata introdotta da Musgrave. -Sono beni che non presentano problemi di ‘’non rivalità’’ o di ‘’non esclusione’’. Sono destinati a soddisfare bisogni trasversali rispetto a quelli soddisfatti dai beni pubblici e dai beni privati. Sono beni meritevoli di tutela pubblica, indipendentemente dalla richiesta fatta dai potenziali utenti.

-In questo caso lo Stato impone certi comportamenti agli individui (es: il consumo di certi

servizi come la sanità e l’istruzione primaria) ---> interventi che sembrano negare il principio

dell’individualismo, dove il singolo è il miglior giudice del proprio benessere ---> presenza di interferenze nelle preferenze individuali.

  1. Equità consequenziale ed equità procedurale -Equità consequenziale (alla base dell’economia del benessere) secondo cui ciò che conta, ai fini della valutazione del benessere, sono le conseguenze prodotte sui soggetti interessati dalle

misure introdotte. Paradosso: denaro al tossicodipendente che soddisfa un suo bisogno

individuale

-Equità procedurale secondo cui è giusta la società in cui tutti i membri hanno pari opportunità di realizzare un progetto di vita soddisfacente -> si garantiscono gli stessi strumenti (processo) per realizzare un progetto, ma non si garantiscono stessi risultati per tutti. E’ una nozione di equità non tanto interessata ai risultati, ma al fatto che la vita sociale sia definita da regole eque. Si pone molta enfasi sull’esistenza dei diritti fondamentali per ciascun individuo ma anche sulla sua responsabilità individuale.

  1. L’approccio dello sviluppo umano -Descrizione del well-being individuale che, per filosofo Sen, può essere definito solo in termini di allargamento degli spazi della libertà individuale, nel senso della possibilità di autodeterminazione e possibilità di scelta di un progetto di vita. -Funzionamenti= modo in cui i bisogni individuali vengono soddisfatti (es: essere nutriti, vestiti, partecipare alla vita pubblica) --> potranno diventare effettivi se si traducono in

altri. Infatti, i consumatori sarebbero infatti disposti a pagare, per il bene oggetto dello scambio, un prezzo superiore al costo unitario di produzione. Tuttavia, non possono consumare quel bene perché il monopolista non lo produce perché la max del suo profitto implica la produzione di una quantità inferiore. ---> le posizioni monopolistiche portano dunque a una sottoproduzione e a un minore benessere e costituiscono una giustificazione dell’intervento pubblico, che cerca di avvicinare il mercato alla condizione della concorrenza.

  • Monopoli legali: la legge riconosce il diritto ad una sola impresa di esercitare una certa attività. Barriere all’entrata originate da: controllo su risorse chiave; leggi su brevetti e proprietà intellettuale; licenze governative. I monopoli legali esistono solo nel breve e medio periodo, perché nel lungo periodo i brevetti scadono, le licenze vanno rinnovate, le risorse

chiave cambiano… Es: monopolio sui tabacchi, monopoli legati ai brevetti sui medicinali.

  • Monopoli naturali: la ragione alla base del monopolio è la struttura dei costi -> il costo di fornire una data quantità da parte di una sola impresa è inferiore alla somma dei costi che potrebbero supportare imprese di dimensioni minori.

Es: casi di grandi infrastrutture (rete ferroviaria, rete elettrica, idrica…)

-Supponiamo che un’impresa operi in regime di costi decrescenti. Cosa succede se un concorrente tenta di entrare nel mercato? -L’impresa già presente sul mercato può sempre minacciare di aumentare marginalmente la produzione e produrre a un CMeT (Costi medi totali) inferiore all’impresa entrante. -In questo modo la quota di mercato che si lascerebbe all’entrante è troppo piccola per consentirgli di produrre a un CMeT economicamente vantaggioso per entrare e per rimanere sul mercato. -La minaccia del monopolista è credibile se l’industria è caratterizzata da economie di scala (CMeT decrescenti). -Le economie di scala --> spiegano cosa succede alla produzione quanto tutti gli input aumentano contemporaneamente e in modo proporzionale. E’ un concetto di lungo periodo. Variazione output Rendimenti di scala Proporzionale Costanti Più che proporzionale Crescenti (economie di scala o costi decrescenti Meno che proporzionale Decrescenti (diseconomie di scala o costi crescenti) Le economie di scala nascono dall’esistenza di costi fissi elevati per l’avvio dell’attività produttiva (costi che non variano rispetto alla quantità prodotta).

Es: investimenti in grandi infrastrutture (telefono, gas, acqua…): una data rete può essere

utilizzata per soddisfare un numero anche molto elevato di utenti. Il costo medio si riduce all’aumentare degli utenti serviti perché i costi fissi vengono ripartiti su una quantità maggiore di prodotto (ovvero all’aumentare della quantità di output fornita)

-Rappresentazione grafica di un monopolio naturale -Posto che monopolio naturale esista e si sia deciso di optare per la soluzione della produzione pubblica --> figura consente di mostrare come l’intervento pubblico può operare al fine di garantire l’efficienza paretiana, che la gestione monopolistica privata non consente. -Monopolista produce la quantità Qp dove Cm= Rm e venderà la quantità a un prezzo Pm Quantità di equilibrio in concorrenza perfetta, che lo Stato vuole raggiungere per realizzare un ottimo paretiano, sarebbe Q* dove Cm= P ---> Q* > Qp Costi medi sono decrescenti ---> i costi marginali sono inferiori ai costi medi. -La quantità prodotta dal monopolista causa una perdita secca di benessere per la collettività ed è rappresentabile dall’area cgh, che corrisponde alla differenza tra la curva di domanda e la curva del costo marginale di produzione. -Il monopolista non produce la quantità Q* perché produrrebbe in perdita, in quanto il costo marginale di produzione (d) è superiore al prezzo (c) ---> il costo medio supera il costo marginale per un valore pari a dc. La perdita per il monopolista è rappresentabile dall’area abcd, che corrisponde alla differenza fra il costo medio di produzione e il prezzo per tutte le quantità prodotte, corrisponde ai costi fissi. -Si dovrebbe cercare di compensare la perdita secca che il monopolista subisce. Possibili rimedi. La teoria delle imprese pubbliche: come fissare le tariffe in modo che le imprese che operano in regime di monopolio naturale si avvicinino alle condizioni di efficienza paretiana. a) fissare il prezzo = Cm (livello di produzione Q) e coprire la perdita del monopolista con imposte lump sum (non distorsive) o altre imposte distorsive (che causano comunque una perdita di benessere, quindi si arriverà magari a una soluzione di Second Best). Dal punto di vista distributivo, l’onere è posto a carico della collettività b) fissare il prezzo = CM (livello di produzione Q*), così facendo si riduce la perdita di benessere. I costi fissi ora sono coperti, ma si manifesta una perdita di benessere misurata dall’area cef. Dal punto di vista distributivo, l’onere ricade solo sui consumatori del bene, che pagano un prezzo superiore al Cm Tanti altri possibili interventi che comportano lo studio di meccanismi di regolamentazione e controllo della produzione di servizi pubblici, prodotti da imprese private ma offerti dal settore pubblico.

ESTERNALITA’

Definizione di esternalità -L’esternalità è un esempio di mancanza di controllo pieno sulle risorse. -Si genera un’esternalità quando alcune delle variabili che influenzano il costo di un produttore (costo di produzione) o l’utilità di un consumatore sono direttamente influenzate dalla decisione di produzione di un imprenditore o di consumo di un altro soggetto economico e tale effetto non passa per il mercato, cioè non è valutato o compensato.

Esempio 2: Esternalità negativa di consumo. Caso del fumo passivo.

-Quantità di sigarette domandata QP data dall’intersezione fra la curva di offerta e la curva di domanda. -Fumare in un luogo chiuso produce della disutilità. Quindi il valore sociale del consumo di sigarette deve tenere conto del valore privato ma anche dei danni prodotti alla collettività (es: fumo passivo) ---> ci sono dei benefici privati (valore privato) connessi all’utilità tratta dal consumo di sigarette a cui deve essere sottratto il malessere generato dal fumo. -La scelta ottima della quantità di sigarette che tiene conto dell’esternalità negativa prodotta è Q*S che è minore di QP.

Esempio 3: esternalità positiva di produzione. Caso dell’apicoltore vicino a frutteto

-Quantità di alveari data dall’intersezione fra curva di domanda e curva di offerta. -Bisogna considerare che ci sono vantaggi derivanti dall’azione delle api che migliorano la possibilità del frutteto di essere impollinato. Quindi il costo sociale dell’attività di apicoltura deve tenere conto oltre che del costo privato dell’apicoltore anche dei benefici che quest’attività può portare alla collettività ---> ci sono dei costi privati connessi dall’attività di apicoltura a cui devono essere sommati i benefici generati. -La scelta ottima di alveari che tiene conto anche dell’esternalità positiva prodotta è data da QS che è maggiore di QP del singolo imprenditore. QS > QP -> in presenza di un’esternalità positiva, la quantità ottima è maggiore di quella che sarebbe prodotta dalla singola impresa

Caso 4: esternalità positiva di consumo. Caso del balcone fiorito

-Di fronte a un balcone fiorito traggono benefici tutti coloro che sono vicini. Quindi il valore sociale dell’esposizione propria di fiori deve tenere conto oltre che dei benefici privati di chi accudisce il balcone fiorito anche dei benefici della collettività. -La scelta ottima di fiori che tiene conto anche dell’esternalità positiva prodotta è data da Qs che è maggiore di Q

  • Possibili rimedi per le esternalità che impediscono il raggiungimento dell’ottimo sociale: a). Produzione pubblica -> si affida la produzione di un bene che produce esternalità negative alla PA che cerca di realizzare il livello Pareto ottimale. Può condurre a forti ridimensionamenti di un’economia decentrata. b). Fusione delle imprese -> imprese si fondono per ampliare le esternalità positive oppure per internalizzare dei costi esterni. c). Regolamentazione Lo Stato impone limiti (es: limiti all’inquinamento) --> le imprese reagiscono riducendo la produzione o investendo in impianti di depurazione. E’ una soluzione poco efficiente perché si impone lo stesso comportamento a tutti gli operatori, indipendentemente dal contesto in cui operano. Richiede capacità di controlli sul rispetto dei limiti imposti e sistema sanzionatorio. d). Imposte pigouviane ^Prendono il nome da Pigou, economista riconosciuto per la sua attenzione all’economia del benessere. Ha immaginato delle imposte per correggere esternalità negative. ^In caso di esternalità negativa, lo Stato impone una imposta, pari al costo marginale esterno (valutato nel punto di ottimo), in modo da indurre l’impresa a raggiungere la produzione Pareto efficiente (Q*). Ad esempio nel caso inquinamento, l’imposta pigouviana è pari a KC e

si applica a ogni unità prodotta. Es. di imposte che si ispirano al modello: carbon tax, tax road

pricing, imposta di soggiorno.

^Al contrario in caso di esternalità positiva, lo Stato eroga un sussidio a favore di coloro che producono effetti esterni positivi. e). Teorema di Coase ^Coase è economista che ha ricevuto premio Nobel per l’economia nel 1991 per l’importanza dei suoi studi sui costi di transazione e sui diritti di proprietà. ^Parte dall’idea che prima di lui tutti i rimedi per le esternalità che erano stati pensati non tenevano conto della possibilità che gli individui reagiscono all’esternalità stessa e che le esternalità hanno una natura reciproca -> di conseguenza l’intervento dello Stato non sarebbe necessario. ^Il problema delle esternalità può essere affrontato attribuendo con precisione i diritti ai soggetti interessati: è A che ha il diritto di produrre inquinamento o è B che ha il diritto di non subire gli effetti di A? ^Una volta attribuiti i diritti e indipendentemente dalla scelta compiuta (il diritto spetta all’inquinante o all’inquinato?) è sufficiente lasciare libere le parti di contrattare per raggiungere la soluzione efficiente dal punto di vista sociale ---> per esempio se A ha il diritto di inquinare, allora B sarà disposto ad offrire un compenso per indurlo a limitare la produzione inquinante.

elevato degli assicurati (quindi di contratti) su cui distribuire il rischio ---> in questo modo l’evento negativo è, per l’assicurazione, un evento certo. -Il contratto di assicurazione permette il raggiungimento di posizioni di ottimo paretiano. Consente di realizzare una situazione che è preferita dall’assicurato e non causa un peggioramento dell’assicuratore -> aumento del benessere ex-ante. -Domanda di assicurazione. L’assicurazione è richiesta perché trasforma una situazione rischiosa in una certa. Un soggetto avverso al rischio è disposto a sottoscrivere un contratto al premio equo in quanto aumenta il suo benessere atteso ex ante. -Offerta di assicurazione. Una compagnia di assicurazione neutrale al rischio, in assenza di costi di gestione, è disposta ad offrire un contratto con premio equo, se può stipulare un numero sufficientemente elevato di contratti. -Il premio equo Danno = L Somma assicurata = C Per hp: L=C; non ci sono costi di gestione né profitti Probabilità dell’evento= p Premio dell’assicurazione= H Il premio equo è pari al valore atteso dell’evento rischioso assicurato ---> H= p C -Perché il mercato assicurativo funzioni e possa risolvere il problema dell’incertezza devono essere rispettate alcune condizioni -> condizioni di esistenza di un mrct assicurativo:

  1. la probabilità dell’evento assicurato per ciascun individuo deve essere indipendente da quella di qualsiasi altro individuo = probabilità indipendenti
  2. la probabilità dell’evento rischioso deve essere inferiore a 1
  3. le probabilità devono essere stimabili in modo sufficientemente certo
  4. assenza di asimmetria informativa (=assicurato ha > info assicuratore) -Ma anche la risposta offerta dalle assicurazioni private può essere inefficiente: se viene meno una di queste condizioni -> mercato fallisce -> possono sorgere istituzioni diverse per mitigare gli effetti negati derivanti dall’assenza di assicurazione -> istituzioni pubbliche che svolgono funzione di assicurazione ----> intervento pubblico è quindi giustificato dalla presenza di rischi non assicurabili in toto. -Ci sono 2 casi in cui le asimmetrie informative possono produrre situazioni particolarmente inefficienti = 2 forme di fallimento del mercato, illustrate tramite esempio mrct assicurativi:
  1. Selezione avversa (Adverse Selection). -Un soggetto (l’assicuratore= principale) non è in grado di conoscere alcune caratteristiche o info in possesso di un altro soggetto (l’assicurato=agente), preesistenti e rilevanti ai fini della stipulazione del contratto di agenzia. E’ un caso di informazione nascosta, ci sono informazioni che sono note solo a una parte del mercato. -Si osserva un malfunzionamento del mercato dovuto alle differenze dell’informazione a disposizione delle parti prima la stipula del contratto.

Esempio: contratti assicurativi ramo vita, quindi assicurazione VS la malattia.

-Un’assicurazione privata, a causa dell’asimmetria info, non è in grado di valutare con esattezza lo stato di salute dei clienti, quindi non è in grado di distinguere quelli con alto rischio di malattia (soggetti malati) e quelli con basso rischio (soggetti sani). -Se non ci fosse asimmetria info -> P offrirebbe due tipi di contratti: uno con premi bassi per i soggetti sani a basso rischio; uno con premi alti per i soggetti malati ad alto rischio ---> si realizza un ottimo paretiano di FB in cui P non realizza perdite e gli agenti sono integralmente assicurati.

-A causa dell’asimmetria info -> P offrirebbe un solo contratto: uno con premio basso che sarebbe sottoscritto dai soggetti ad alto rischio, ma P incorrerebbe in perdite quindi non lo fa; uno con premio alto, ma i soggetti sani non lo sottoscriverebbero ---> equilibrio in cui solo i soggetti ad alto rischio fanno domanda e per gli individui sani ci sarebbe fallimento di mrct. Non esistono equilibri di pooling. -L’assicurazione potrebbe offrire coperture a un premio medio ---> contratti unici a copertura integrale per soddisfare tutte le parti = equilibri pooling. -Tuttavia, al premio medio (come nel caso del premio alto) solo gli individui ad alto rischio chiederanno di essere assicurati, infatti il premio medio è troppo alto per gli individui che corrono bassi rischi. -Al contempo, dal lato dell’assicuratore, il premio medio è troppo basso per gli alti rischi: le compagnie non riescono a coprire i costi e chiuderebbero in perdita. -Non ci sarà quindi alcun assicuratore disposto ad offrire una soluzione con un unico contratto per tutti. Non esistono equilibri pooling. -Una possibile soluzione potrebbe essere separare i rischi = separating equilibrium -> l’obiettivo è far in modo che, spontaneamente, gli alti rischi si separano dai bassi rischi. -C’è l’offerta di due diverse tipologie di contratto: premio alto a copertura integrale (calcolato sulla base della probabilità dei soggetti ad alto rischio); premio basso con copertura parziale (calcolato sulla base della probabilità dei soggetti a basso rischio). -Si vedrà che da una parte: i soggetti ad alto rischio non sono interessati al contratto parziale, infatti la perdita attesa non coperta potrebbe essere superiore al costo di sottoscrivere un contratto con copertura integrale. -Dall’altra parte: i soggetti a basso rischio non opteranno per una copertura completa, perché il premio è troppo alto. -Questo meccanismo porta un equilibrio separating, cioè spontaneamente i due tipi di soggetti scelgono contratti diversi (i soggetti ad alto rischio sceglieranno la copertura completa e i soggetti a basso rischio sceglieranno la copertura parziale con premio più basso). Questo accade perché l’offerta di P spinge i soggetti ad autoselezionarsi (self-selection) e a rendere palese la categoria a cui appartengono con il loro comportamento. Quindi è un equilibrio che funziona, premesso che P raggiunga il suo equilibrio finanziario. -Questa situazione è un equilibrio di mercato, ma non è Pareto ottimale, in quanto i soggetti a basso rischio non hanno comunque una copertura completa. ----> con l’AS: casi di non equilibrio o casi di equilibrio non Pareto ottimali. -Possibili rimedi per l’AS: Copertura pubblica = copertura di alcuni rischi tramite l’intervento della PA.

Es. in Italia per il rischio malattia interviene il SSN. Es. copertura contro rischio di

disoccupazione

Copertura privata = segnalazione di presenza di determinate situazioni. Es: fornitura di

garanzie sulle auto usate. Clausole contrattuali particolari che possano consentire contratti

separating.

  1. Azzardo morale (Moral hazard, comportamento sleale). -Una parte (assicuratore= principale) non osserva le azioni dell’altra (assicurato = agente) e tali azioni influenzano l’esito dello scambio. E’ un caso di azione nascosta, ci sono azioni note solo a una parte del mercato. -Si osserva un malfunzionamento del mercato dovuto alle differenze dell’informazione a disposizione delle parti dopo la stipula del contratto.