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Riassunto completo Geografia Economica - Mercati, imprese, ambiente - Dini Randelli Romei, Sintesi del corso di Geografia Economica

Riassunti completi e dettagliati, sostituiscono per intero lo studio del libro e vengono aggiunte chiarificazioni ed esempi. Geografia Economica - Mercati, imprese, ambiente e le sfide del mondo contemporaneo di Filippo Randelli, Francesco Dini e Patrizia Romei, Mondadori 2020. Usato per l'esame di geografia economica e politica della professoressa Roberta Gemmiti

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 08/01/2022

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Riassunti
Geografia economica:
mercati, imprese, ambiente e le sfide del
mondo contemporaneo
F. Dini – P. Romei – F. Randelli
Geografia economica e politica
aa. 2021-2022
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Scarica Riassunto completo Geografia Economica - Mercati, imprese, ambiente - Dini Randelli Romei e più Sintesi del corso in PDF di Geografia Economica solo su Docsity!

Riassunti

Geografia economica:

mercati, imprese, ambiente e le sfide del

mondo contemporaneo

F. Dini – P. Romei – F. Randelli

Geografia economica e politica

aa. 2021-

1

Capitolo 1 – Traiettorie dell’economia mondiale fino al XXI secolo Indagine delle interazioni tra comportamenti economici e l’ambiente nel quale questi comportamenti vengono espressi. Keywords  spazio, tempo, ecosistemi, clima. La nascita dell’AGRICOLTURA  più rilevante discontinuità della storia umana verso forme complesse ed efficaci di organizzazione economica e sociale. Agricoltura  anche nuova strategia di sfruttamento delle risorse. La stanzialità ha generato l’agricoltura. Stadi di organizzazione politica: Banda  poche persone, imparentate, orizzontale, non gerarchizzata, a cui corrisponde il PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ  condivisione – forma più efficiente ecologicamente. Tribù  rispetto alla banda è più complessa e numerosa, solitamente associata a un territorio (anche se non sempre). NO verticalizzazione anche se possono esserci elementi di leadership. Chiefdom  prelievo coatto dei tributi, più verticalizzazione, passaggio dal principio di organizzazione economica della REDISTRIBUZIONE. Stato  prelievo tributario non più da parte di una o poche famiglie ma avviene attraverso un insieme istituzionalizzato di regole formali. Mesopotamia Pratica irrigua, città, commercio, mercato: Città nascono con perfezionamento della pratica irrigua  resa maggiore dei raccolti. Prima città  URUK: si sviluppa agricoltura irrigua fino ad arrivare a un SURPLUS che porta ad AUMENTO DEMOGRAFICO.  affinamento delle procedure amministrative di statalizzazione  introduzione della scrittura (3000 a.C.) COLLASSO  declino delle rese (salinizzazione dovuta all’irrigazione)  sopravenuta incapacità di sostenere un organismo tanto cresciuto sia in termini di popolazione che di funzioni. 2

Nel tempo: PATRIMONIO SOCIALE DEL LUOGO. Il principio di specializzazione è cardine del processo economico. I motivi sono spiegati da Adam Smith (1776) (p.14) ed elaborata concettualmente da David Ricardo (1817) nella TEORIA DEL VANTAGGIO COMPARATO (tenendo conto anche del commercio a distanza). Per la specializzazione devono esserci le giuste condizioni ecologiche (RISORSE) e collocazione STRATEGICA per il commercio. Specializzazione  forma più efficace di produzione del surplus. Ma rischio di crisi ecologica dovuta sia allo sfruttamento delle risorse che ai cambiamenti climatici! I mutamenti climatici portano a: migrazioni di massa  drastiche modifiche nei rapporti di potere collasso ecologico  ecosistema diventa inospitale Tecnologie come vettore di mutamento La ricorrenza della crisi ecologica a carico delle specializzazioni regionali e conseguenti collassi delle relative organizzazioni politiche non incide sul successo della strategia agricola dello sfruttamento delle risorse. Ciò dipende dalla versatilità della strategia e dalla sua capacità di migliorare la propria efficacia attraverso mutamento interno. Il vettore di questo mutamento è la TECNOLOGIA.  Complesso di soluzioni originali ideate nel tempo per risolvere i problemi in X situazione oppure per cogliere opportunità generate dal mutare di quella situazione! Conduce alla costante espansione delle reti di compravendite delle organizzazioni politiche che la sostengono. Le proporzioni della crescita demografica Distribuzione demografica irregolare poiché la produzione ha influenzato la distribuzione delle popolazioni. I millennio d.C.  Crescita inesistente | quasi a raddoppia dei 500 anni successivi. Si ha una successiva crescita fino a 1300. Cause del crollo:

  • oscillazione climatica fredda:  restrizioni della produttività da diversi punti di vista:
    • biologica
    • agricola 4
  • del bestiame/allevamento
  • commercio
  • collasso delle organizzazioni statali (tipo Impero Romano) o 395 d.C. (Occidente) o 1453 (Oriente) Nel periodo intorno al medioevo: RIPRESA. Cause:
  • Riarticolazione delle organizzazioni politiche
  • nuovo controllo tributario  portano alla ripresa dei mercati!
  • Agricoltura arriva in nord Europa
  • Traffico commerciale marittimo si intensifica
  • Nuove tecniche migliorate Tra fine 900 e anno 1000, grazie a queste condizioni, inizia a formarsi un autentico SISTEMA MERCANTILE. La prima globalizzazione L’Europa occidentale non ha sempre avuto una posizione di dominio. Anzi, partecipava ai traffici in qualità di IMPORTATRICE, in particolare di tutte quelle tecnologiche (quali la bussola, carta, astronomia, numeri arabi etc.). Crescita a partire dalla seconda metà del millennio (ca. 750 d.C.) La Pangea viene metaforicamente ricreata dalla tecnologia. (1776) Adam Smith mette in luce le conseguenze negative di questa prima globalizzazione per le popolazioni autoctone delle Indie orientali e occidentali. È ovvio che la colonizzazione abbia avuto conseguenze demografiche devastanti soprattutto nelle Americhe + altre conseguenze devastanti anche a livello ecologico dato che anche gli ecosistemi sono stati colonizzati. PRIMA GLOBALIZZAZIONE  costruzione di un mercato globale (nei limiti tecnologici) Da qui parte un’evoluzione della ricchezza dei paesi europei (v. tabella pag. 24) Geografia della ricchezza vs. geografia di potere Finora geografia della ricchezza e potere sono state coincidenti dato che l’accumulazione di ricchezza era basata sulla strategia di sfruttamento delle risorse agricole (stanzialità). Tuttavia, con lo sviluppo dei traffici marittimi, l’accumulazione tramite commercio è superiore a quella derivante da agricoltura e imposizione tributaria. Spiegazione geografica: il re accumula con le risorse/imposte dentro un territorio limitato, mentre un commerciante opera a livello trans-nazionale e ha più margini di guadagno. Quindi ricchezza e potere non coincidono più. 5

numerosità umana fino ad allora: 750 milioni. Era industriale: esplosione demografica. Cambia il rapporto con le risorse.

  1. Grande divergenza tra condizioni materiali di vita della popolazione mondiale: Aumento della produttività = maggiore della crescita demografica. Salari salgono comunque, ma così riescono ad uscire dalla trappola malthusiana solo economie che si industrializzano.
  2. Seconda globalizzazione:
  • Accelerata integrazione geografica dei mercati oceanici;
  • Recrudescenza del colonialismo e binomio navigazione a vapore – cavi telegrafici.
  1. Avvento dei mercati interni:
  • Non esistevano nella società mercantile, né nella prima fase dell’industrializzazione;
  • Effetto combinato di ferrovia e telegrafo contribuiscono;
  • Forme di mercato oligopolistico nazionale in quasi tutte le produzioni settoriali.
  1. Trionfo dell’urbanizzazione:
  • Inversione del rapporto rurale-urbano: prima la popolazione era distribuita diffusamente poiché ogni centro dipendeva strettamente dal proprio intorno agricolo per l’approvvigionamento. Il commercio non intaccava il rapporto per la deperibilità degli alimenti e per costi e tempi di trasporto.
  • Processo di concentrazione spaziale: città ospita impianti produttivi che domandano lavoro è dotata di efficienti reti di trasporto e adeguate tecnologie. Termina la dipendenza delle città dal proprio intorno agricolo.
  1. Modello duale della localizzazione industriale:
  • Modello geografico della produzione che rimodella la forma organizzativa dei territori di tutte le collettività dell’era industriale.
  • Concentrazione geografica: Forma geografica tipica della produzione industriale. L’industria ha bisogno di luogo particolari dove ricorrano specifiche condizioni materiali. Queste tendono a creare condizioni immateriali.
  • Specializzazione industriale e attività complementari: se ha successo in un luogo attrae molte iniziative imprenditoriali concorrenti. Le imprese non soffrono alcun danno dalla compresenza, anzi la vendita del prodotto finito non remunera soltanto i fattori del mercato dello specifico prodotto, ma anche un vasto numero di mercati correlati.
  • Modello duale: tende a creare in pochi luoghi una crescita cumulativa alimentata da risorse naturali e artificiali di altri luoghi. Le basi ecologiche e tecnologiche dell’era industriale Periodo britannico  ‘800, Prima Rivoluzione industriale, mentre ‘900 è il secolo/periodo americano (legato alla Seconda Rivoluzione industriale). 7

Caratteristica della forma europee di economia di mercato di tipo capitalistico  coincidenza tra potere economico e potere politico – come avvenne per veneziani e olandesi, avvenne anche per britannici e americani. Il fattore chiave per esercitare questo doppio potere politico ed economico è il controllo della tecnologia. Il Regno Unito ha monopolizzato le nuove tecnologie ( brevetti, leggi), acquisendo un VANTAGGIO COMPETITIVO elevato e penetrando in altri mercati, sostituendosi alla concorrenza. Sterlina = valuta di riferimento e Gran Bretagna = impero mondiale. Gli altri paesi capirono che l’unico modo per contrastare la potenza britannica era tramite POLITICHE PROTEZIONISTICHE. Prima gli USA che cercarono di contrastare la Gran Bretagna tramite quattro iniziative (1792):

  1. Creare mercato nazionale unico eliminando i dazi interni + sviluppare la rete dei trasporti.
  2. Erigere barriera doganale per proteggere le proprie industrie da quelle britanniche.
  3. Stabilizzare la moneta promuovendo il ruolo delle banche e finanziando gli investimenti industriali.
  4. Istituzione di un sistema di istruzione di massa = aumento della qualità della forza lavoro. Queste politiche sono poi state adottate anche dagli Stati europei e dal Giappone. Periodo americano  tra i fattori che hanno reso competitivi gli USA vi è la disponibilità territoriale e clima simile all’Europa. Però, la grande pressione sulle risorse più scarse porta a rendimenti decrescenti, produzione più costosa e salari più bassi.  TEORIA RICARDIANA DEL SALARIO  non succede negli USA però, perché grazie a mercati in espansione, produttività incrementata grazie a tecnologie, salari più alti rispetto a UK.  Faranno degli USA un paese più produttivo, con più capitale a disposizione e con maggiore contenuto tecnologico. Altro elemento di vantaggio  STANDARDIZZAZIONE (o produzione in serie) Questo porta anche mercati settoriali all’OLIGOPOLIO, eliminando la concorrenza di tipo smithiano. Già nel 1883 nasce il primo monopolio, la Standard Oil dei Rockefeller. Bisogna tenere conto di altri due fenomeni quando si parla dell’organizzazione delle capacità produttive americane: 8

L’obiettivo è quello di garantire alle collettività occidentali una crescita che mostri la superiorità del modello occidentale. 1950-1973  GOLDEN AGE: forte espansione del PIL mondiale. Si passa a una diversa strategia di sfruttamento delle risorse:  scale and capital intensive Se così non si hanno le trappole delle crisi ecologiche, in realtà si presentano altre situazioni di congestione: inquinamento, sovraffollamento, esaurimento delle risorse. Golden Age e maturità industriale di tipo fordista terminano per mano dell’OPEC, Organization of the Petroloeum Exporting Countries. SHOCK PETROLIFERO DEL 1973: causato dall’OPEC che quadruplicò i prezzi del greggio, determinando una CRISI ECONOMICA di tipo STAGFLATIVO (stagnation + inflation) che può modificare strutturalmente produzione e mercati. Dalla seconda metà degli anni ’60  eccesso di rigidità e costi: cause della diminuzione dei profitti da superare con tecnologia e cambiamento dell’organizzazione dei processi di mercato  globalizzazione. La Terza Globalizzazione È negli ultimi anni del ‘900, legata alla terza rivoluzione industriale della microelettronica, della computer science e di internet. Genesi triplice:

  1. Fattore economico  crescita del reddito nel periodo post dopoguerra, con appesantimento dei costi e contrazione dei margini di profitto. Necessario spostare la produzione dove la combinazione del costo dei fattori era più favorevole.
  2. Fattore tecnologico  è lo sviluppo delle tecnologie digitali a conferire alle macchine la necessaria versatilità produttiva, ad abbattere i costi di trasporto e a permettere il coordinamento a distanza.
  3. Fattore politico  vincolo della Guerra fredda, che impone la creazione di un mercato unico privo di vincoli alla circolazione dei capitali e degli investimenti (Reagan, 1981). Creazione delle condizioni per trasferimento nelle legislazioni interne. Creazione del WTO (World Trade Organization) – Marrakech, 1994. Sono tre aspetti collegati. La globalizzazione ha ridato dominio e prestigio agli USA. La globalizzazione ha avuto impatto su economia, politica e società. L’economia è stata radicalmente riorganizzata. Con la globalizzazione si esaurisce la specializzazione industriale dell’Occidente, durata oltre 200 anni e terminata con la delocalizzazione produttiva degli ultimi decenni. Dal punto di vista sociale, il ridimensionamento del mercato del lavoro industriale fa aumentare i tassi di disoccupazione, favoriti dall’instabile e mal regolato mercato del lavoro terziario. 10

Mentre l’industrializzazione portò all’affermarsi di una middle class , la globalizzazione favorisce la polarizzazione con un trasferimento verso il basso soprattutto. Aumentano le disuguaglianze con un nucleo ridotto di abbienti e sempre più persone si impoveriscono. Questo processo è stato anche favorito dall’impossibilità dello Stato di attuare politiche ridistributive in quanto non può sottoporre a fiscalità molte imprese che operano fuori dalla sua giurisdizione. Non potendo tassare le grandi imprese, lo Stato è costretto ad aumentare la pressione fiscale sui cittadini, i quali sviluppano una disaffezione: è la Crisi dello Stato-Nazione  si manifesta attraverso due ordini di fenomeni: Cessione della sovranità  Istituzioni sovra-nazionali (tipo EU)

Istituzioni sub-nazionali (come le regioni) 11

SISTEMA

complesso di elementi in interazione reciproca nel tempo e nello spazio. Il cambiamento anche di un solo elemento influenza la globalità del sistema.

popolazione occupati imprese servizi biodiversità I sistemi territoriali per svilupparsi devono essere aperti. ENTROPIA: indica processo di trasformazione e scambio di energia. Il secondo principio della termodinamica: energia totale dell’universo è costante e l’entropia totale è in continuo aumento. LA TEORIA DI GEORGESCU-ROEGEN: anni ’70 – applica i principi della termodinamica dell’economia – ogni processo produttivo non diminuisce l’entropia del sistema terra: tanta più energia si trasforma in uno stato indisponibile, tanto più sarà sottratta alle generazioni future con conseguenze sull’ecosistema. L’applicazione della TGS permette di studiare i cambiamenti tramite un’analisi dinamica dei sistemi territoriali sociali ed economici che si adattano continuamente e trasformano l’ecosistema generando continui FEEDBACK tra ambiente e territorio a scala locale – regionale – nazionale – globale. I feedback (retroazioni, p. 56) possono essere di due tipi:

FEEDBACK

POSITIVI

FEEDBACK

NEGATIVI

o Amplificazione del funzionamento del sistema o Aumento della instabilità dei sistemi o Portano il sistema a divergere o Riducono le azioni di perturbazione o Aumentano la stabilità del sistema o Portano il sistema a convergere L’analisi sistemica dell’organizzazione spaziale ha l’obiettivo quello di identificare lo spazio occupato da un sistema territoriale dinamico, dotato di autonomia e coesione interna. L’analisi avviene a tre livelli: 13

1° livello: elementare Individuare elementi caratterizzanti ogni sistema economico o territoriale, definire l’insieme dei dati rappresentato dalla matrice di informazione spaziale di riferimento. 2° livello: relazionale Individuare le relazioni/organizzazione (analisi delle strutture e delle reti di flussi) 3° livello: dinamico Individuare capacità di relazioni e flussi verso l’esterno (es. copertura verso l’innovazione), analizzare livello di autoreferenzialità (capacità di crescita e sviluppo, autopoiesi), individuare processo in atto e tendenze prossime del sistema territoriale. Autopoiesi  capacità di un sistema complesso di mantenere unità ed organizzazione tramite reciproche interazioni dei componenti. Condizioni necessarie dell’auto-organizzazione di un sistema:

  1. Relazioni non lineari  il sistema deve essere complesso, ricco di relazioni, risorse, diversità economica e biodiversità.
  2. Deve essere necessariamente aperto (cioè scambiare flussi dall’esterno – persone, risorse, comunicazione). Caratteri fondamentali dei sistemi sono quattro:
  3. Capacità di elaborare informazioni;
  4. Capacità di adattamento al cambiamento;
  5. Capacità di auto-organizzazione;
  6. Capacità di auto-mantenimento. 14

La geografia economica Nuovo filone in geografia umana nella seconda metà dell’800  geografia commerciale che studia(va) scambi commerciali e spazi commerciali mondiali e regionali. Geografia economica  Imprese  Mercati, reti e flussi, risorse e consumo Studia la dimensione spaziale dei fenomeni economici, la loro evoluzione nel tempo e le loro relazioni con l’ambiente naturale Argomenti principali: oprocessi di localizzazione e distribuzione spaziale delle attività produttive; ole risorse e come vengono scambiate e consumate; ole reti di trasporto e comunicazione; ole diverse modalità di organizzazione territoriale e di sviluppo ole pressioni e gli impatti sull’ecosistema Metodi di analisi e ricerca  induttivo e deduttivo. Non sono metodi contrapposti ma complementari!

Metodo

induttivo

Metodo

deduttivo

Osservazione e descrizione

Formulazione di ipotesi e modello di riferimento  Definizione e classificazione

Dati e misurazioni  Formulazione di leggi e teorie

Formulazione di leggi e teorie  SPIEGAZIONE

SPIEGAZIONE

GEOGRAFIA

GEOGRAFIA

16

IDIOGRAFICA NOMOTETICA

Dal particolare al generale Dal generale al particolare Dalla scala locale a quella globale Dalla scala globale a quella locale Metodo induttivo Metodo deduttivo Descrizione dei luoghi e delle regioni geografiche, dei loro caratteri specifici Cerca di formulare concetti generali e regolarità tipologiche che si ripetono nello spazio geografico LE SCALE DI ANALISI:

  1. SCALA LOCALE (micro)  Studio dei singoli territori  sistemi locali, città, sistemi di impresa
  2. SCALA REGIONALE (meso)  Studia ampie agglomerazioni  grandi metropoli, aree industriali, grandi aree turistiche
  3. SCALA NAZIONALE (macro)  Studio dei singoli stati, federazioni, unioni di Stati o dei continenti
  4. SCALA GLOBALE  Es. commercio internazionale, flussi migratori mondiali Fondamentale = analisi relazionale/interazionale = interpretazione transcalare CATEGORIE DI ANALISI geografica  spazio, luogo, posizione, distanza, accessibilità 17

spaziali e la formazione di un mercato globale, caratterizzato dalla produzione flessibile e dalla mobilità geografica dei fattori di produzione, hanno permesso alle imprese di allentare i vincoli legati alla distanza dalle materie prime e dai mercati muovendosi sempre più in uno spazio globale. Distanza, accessibilità e densità Distanza:

  • ruolo fondamentale per le scelte dei consumatori, imprenditori e i decisori pubblici (dove ubicare i servizi alla popolazione?)
  • regola la distribuzione della popolazione e delle attività umane nello spazio,
  • considerata come un costo economico legato alla circolazione e alla mobilità delle merci, persone, idee, DISTANZA ASSOLUTA  distanza fisica tra un luogo e l'altro (distanza assoluta) DISTANZA RELATIVA  misurata in base al costo e al tempo di percorrenza DISTANZA PERCEPITA  distanza più soggettiva e pertanto non quantificabile, che è rappresentata dalla distanza percepita dalle singole persone o da gruppi di popolazione SCIENZA PROSSEMICA DI HALL  studia le diverse modalità nell’uso dello spazio da parte delle persone mostrando le diversità naturali nei modi di vivere e di organizzare lo spazio. Per Hall esistono quattro bolle invisibili e invalicabili:
  1. Distanza-spazio intimo
  2. Distanza-spazio personale
  3. Distanza-spazio sociale
  4. Distanza-spazio pubblico rappresentano l’espressone della territorialità. L’idea di distanza comporta oltre alle interazioni spaziali (vicino/lontano) anche l’interazione con la dimensione temporale (qui/ora e là/allora). Le scelte localizzative seguono il criterio di minimizzare gli effetti della distanza per ridurne i costi. Nonostante la rivoluzione impressa da internet e dalle nuove tecnologie di comunicazione abbia ridotto l’attrito esercitato dalla distanza, essa rimane ancora un potente principio ordinatore dei fattori economici e sociali. ACCESSIBILITÀ  misura la maggiore o minore facilità di accedere a un luogo. Curva di accessibilità: COMPONENTI DI ACCESSIBILITÀ  distanza, gravitazione e interazione tra due o più luoghi: analisi che riguarda principalmente lo sviluppo delle reti di trasporto, la 19

valutazione delle diverse tipologie di trasporto (tempi, costi, intensità) e i loro impatti sul territorio. Agglomerazione Le attività umane tendono a concentrarsi sul territorio per usufruire delle economie di agglomerazione o economie esterne. Le economie di agglomerazione sono considerate come economie di scala esterne, cioè esterne alle imprese. VANTAGGI ECONOMICI  risparmi per le imprese e per le collettività. SVANTAGGI DELL’ECCESSIVA AGGLOMERAZIONE  può originare delle diseconomie esterne (o esternalità negative)  minori risparmi, costi più elevati per le imprese e per gli abitanti (es. congestione del traffico, inquinamento, prezzi elevati del suolo e delle abitazioni, peggioramento della qualità dei servizi pubblici per l'eccessivo sovraccarico). Esistono due tipologie di economie di agglomerazione:

economie di localizzazione

in cui la vicinanza geografica tra le singole imprese facilita la divisione per fasi del processo produttivo, riduce i costi relativi ai servizi alle imprese (logistica e trasporti, servizi finanziari e commerciali);

economie di urbanizzazione

in cui la vicinanza a un centro urbano offre alle imprese numerose agevolazioni: ampio mercato del lavoro; ampio mercato di sbocco; ampia e diversificata presenza di servizi di rango superiore; ottima accessibilità (reti di trasporto); rapida diffusione delle innovazioni. DENSITÀ  misura dell’agglomerazione  quantità relativa di persone, attività, servizi, imprese, biodiversità ecc. presente in un luogo. 20