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Una introduzione al diritto ecclesiastico, una disciplina giuridica che tratta le norme dell'ordinamento civile relative a questioni religiose. Si discute sulla natura e l'origine di questo diritto, che si distingue dal diritto canonico, e si enfatizza la libertà religiosa come principio fondamentale. Il testo illustra come la libertà religiosa ha evoluto nel tempo e come è riconosciuta in Italia e all'interno dell'Unione Europea.
Tipologia: Sintesi del corso
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Non è semplice capire cosa sia il diritto ecclesiastico
Si tratta di produzione di norme civili in materie precedentemente affidate esclusivamente alla regolamentazione di autorità religiosa.
La dignità umana è il fondamento di ogni ordinamento giuridico ed è richiamata esplicitamente dall’art. 2 del TUE che la identifica come:
L’ambiguità che ruota attorno alla dignità umana accresce se consideriamo la distinzione tra:
La storia italiana ha una sua particolarità nel rapporto tra diritto e religione:
Gli stati in cui era suddivisa l’Italia prima della sua unificazione avevano rapporti differenti con la chiesa:
Roma venne annessa all'Italia a seguito della battaglia nota col nome di [presa di Porta Pia], avvenuta il 20 settembre 1870. Il Papa lasciò la sua residenza del [Palazzo del Quirinale], si rifugiò [nel Palazzo apostolico] dichiarandosi prigioniero dell'Italia. L'Italia concesse unilateralmente delle garanzie, che il papa [rifiutò]. Questa situazione di stallo viene definita "Questione romana", che si concluse nel 1929 con la stipula [dei Trattato del Laterano]. Per questo motivo si parla degli Accordi del 1929 come "Conciliazione" fra Stato e Chiesa, simboleggiata anche dalla [demolizione dei palazzi di Borgo.]
PATTI LATERANENSI Il primo conflitto mondiale è il momento in cui i cattolici sono chiamati a scegliere se combattere la guerra con lo stato italiano oppure rimanere neutrali e non combattere. Tutti i cattolici scelgono di combattere, tra cui i preti, questo avvenimento concluse la questione romana producendo unione tra Italia cattolica ed Italia istituzionale, si producono effetti positivi messi in crisi dal fatto che l’Italia prende una deriva totalitaria e la chiesa appoggia questa deriva fascista sostenuta da Mussolini, definito dal papa come l’uomo che la provvidenza aveva mandato che condurrà alla siglatura dei patti lateranensi.
11 febbraio 1929 vengono sottoscritti i Patti Lateranensi, gruppo di atti sottoscritti a Roma nella sede del Laterano [sede del papà anche se vive a San Pietro] formati da:
1. Trattato Laterano- mette fine alla questione romana ed è un trattato internazionale che ha effetti pratici come la fondazione di un nuovo stato ovvero stato della città del vaticano con cui l’Italia e la Santa sede decidono di dar vita a questa nuova entità semi statuale che attribuiva alla sede cattolica l’esercizio di autorità stata che un origine bilaterale e un controllo o conferma del diritto internazionale che fa venir meno le garanzie trattate dalla legge delle Guarentigie. **Questo trattato è chiamato anche come conciliazione e anche dal punto di vista urbanistico si costituisce una strada che rappresenta visivamente la raggiunta conciliazione tra il papa e lo stato italiano [per la cui costruzione sono stati abbattuti numerosi edifici].
I PATTI LATERANENSI GODONO DI UNA SPECIALE COPERTURA COSTITUZIONALE, AI SENSI DELL'ART. 7 COST. CHE VALE ANCHE PER L'ACCORDO DI VILLA MADAMA DAL MOMENTO CHE SI TRATTA DI MODIFICAZIONE CONSENSUALI.
Un altro principio fondamentale è quello del principio di libertà religiosa che è espressione dei diritti umani sia da un punto di vista individuale sia da un punto di vista collettivo. Il rapporto tra diritto e libertà è un rapporto strumentale , perché il diritto è strumentale alla Libertà [cioè quest’ultima produce diritto]. Quando parliamo di libertà facciamo riferimento a principi che per essere considerati in senso pratico, devono trovare un diritto che protegga e renda effettive queste libertà.
La libertà religiosa è considerata da sempre una delle libertà centrali perché nella storia dell’umanità essa ha a che fare con le scelte interiori. L’ordinamento internazionale definisce e protegge in un unico insieme le libertà interiori;
Non si tratta di sinonimi, visti che la coscienza può essere intesa anche in termini non solo religiosi.
La costituzione istituisce un vero e proprio diritto di libertà religiosa senza trattare la libertà di coscienza che però è definita come l’intima atteggiamento dell’’individuo di fronte al problema dell’essere e l’esistere
Lo stato può influenzare le coscienze ma non degli strumenti che impediscano alla coscienza di formarsi secondo le proprie scelte personali, per questo libertà religiosa e di coscienza non sono regolamentabili e costituiscono libertà fondamentali e inviolabili.
Negli ordinamenti internazionali richiamano la sussistenza della libertà religiosa e di coscienza in diverse norme:
Si tratta della libertà religiosa posta in capo ai soggetti giuridici collettivi cioè la libertà religiosa dei gruppi.
ANALISI ART.8 DELLA COSTITUZIONE
Comma I: « Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge».
Comma II: «Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano» Soggetti presi in considerazione tutte le confessioni religiose diverse da quella cattolica
Comma III: «I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.»
Tra i primi due commi c’è una distinzione di soggetti, ciò significa che le confessioni religiose e la chiesa cattolica godono di un diverso trattamento di fatti all’art.8 comma I si parla di «uguale libertà» che non coincide con «assoluta parità di trattamento». Quindi è evidente che le confessioni religiose non siano uguali ma l’uguaglianza è intesa come modo di esercizio della libertà.