Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Racconti di fantascienza: NATCA e le sue invenzioni - Prof. Savettieri, Dispense di Letteratura Italiana

Una serie di racconti brevi che esplorano le invenzioni di un'azienda immaginaria, la natca, e le loro conseguenze impreviste. I racconti presentano temi come la clonazione, la misurazione della bellezza e l'automazione, offrendo spunti di riflessione sulla tecnologia e la società.

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 04/02/2025

sara-rossi-63
sara-rossi-63 🇮🇹

4.6

(11)

20 documenti

1 / 15

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
1
RIASSUNTO DI STORIE NATURALI, PRIMO LEVI
I Mnemagoghi
Il racconto si sviluppa attraverso un narratore esterno e i dialoghi tra i personaggi. Il
giovane Dottor Morandi, fresco di laurea, si è appena trasferito in paese per
sostituire l’anziano Dottor Montesanto. Proprio nel giorno del suo arrivo, decide di
recarsi a casa del collega per consegnargli personalmente la propria lettera di
presentazione. Viene accolto in un’abitazione vecchia e poco illuminata. Il Dottor
Montesanto, senza indugio, si immerge in un lungo monologo in cui rievoca i
momenti più salienti della sua carriera. Inizialmente turbato dall'atmosfera e
dall'atteggiamento del collega, il Dottor Morandi, poco alla volta, inizia a provare
simpatia per l’anziano medico.
Concluso il soliloquio, il Dottor Montesanto rivolge a Morandi una domanda
intrigante: "Ha mai notato con quale forza certi odori riescano a evocare ricordi
lontani?". Dopo una risposta affermativa, lo guida verso un armadio, al cui interno
sono allineate con precisione cinquanta boccette numerate. Montesanto spiega che
queste boccette contengono ciò che lui definisce "mnemagoghi", ossia "suscitatori di
memoria". Dopo il suo periodo di assistentato in farmacologia, racconta, si era
dedicato allo studio dell’effetto degli adrenalinici assorbiti per via nasale, riuscendo a
creare composti capaci di stimolare ricordi specifici attraverso l’olfatto. Tuttavia,
aggiunge, gli odori contenuti nelle boccette sono personali, legati esclusivamente ai
suoi ricordi. Incuriosito e un po' inquieto, il Dottor Morandi accetta di annusare
alcune di quelle boccette. Ogni volta, Montesanto gli racconta il ricordo legato a quel
particolare profumo: episodi di giovinezza, ricordi legati alla professione…
Finita questa strana esplorazione Morandi si congeda dall’anziano medico. Uscendo
dalla casa buia e soffocante, una sola frase continua a risuonargli nella mente: "Non
diventerò mai così." Il racconto si chiude con il Dottor Morandi che prende la
decisione di scrivere una lettera al suo amico Giovanni per condividere quella strana
esperienza.
Censura in Bitinia
Il racconto è strutturato come un trattato scientifico e descrive una peculiare
caratteristica della Bitinia, un paese di cui non viene specificata l’esatta posizione
geografica. In questo luogo, per varie ragioni, la necessità di censura crebbe
rapidamente, portando al raddoppio degli uffici preposti nel giro di pochi anni.
Tuttavia, la carenza di personale qualificato rappresentava un problema critico.
La carenza di personale si deve innanzitutto alla difficoltà del mestiere di censore,
che richiede una preparazione specifica, inoltre è particolarmente pericoloso. Studi
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff

Anteprima parziale del testo

Scarica Racconti di fantascienza: NATCA e le sue invenzioni - Prof. Savettieri e più Dispense in PDF di Letteratura Italiana solo su Docsity!

RIASSUNTO DI STORIE NATURALI , PRIMO LEVI

I Mnemagoghi

Il racconto si sviluppa attraverso un narratore esterno e i dialoghi tra i personaggi. Il giovane Dottor Morandi, fresco di laurea, si è appena trasferito in paese per sostituire l’anziano Dottor Montesanto. Proprio nel giorno del suo arrivo, decide di recarsi a casa del collega per consegnargli personalmente la propria lettera di presentazione. Viene accolto in un’abitazione vecchia e poco illuminata. Il Dottor Montesanto, senza indugio, si immerge in un lungo monologo in cui rievoca i momenti più salienti della sua carriera. Inizialmente turbato dall'atmosfera e dall'atteggiamento del collega, il Dottor Morandi, poco alla volta, inizia a provare simpatia per l’anziano medico. Concluso il soliloquio, il Dottor Montesanto rivolge a Morandi una domanda intrigante: "Ha mai notato con quale forza certi odori riescano a evocare ricordi lontani?". Dopo una risposta affermativa, lo guida verso un armadio, al cui interno sono allineate con precisione cinquanta boccette numerate. Montesanto spiega che queste boccette contengono ciò che lui definisce "mnemagoghi" , ossia "suscitatori di memoria". Dopo il suo periodo di assistentato in farmacologia, racconta, si era dedicato allo studio dell’effetto degli adrenalinici assorbiti per via nasale, riuscendo a creare composti capaci di stimolare ricordi specifici attraverso l’olfatto. Tuttavia, aggiunge, gli odori contenuti nelle boccette sono personali, legati esclusivamente ai suoi ricordi. Incuriosito e un po' inquieto, il Dottor Morandi accetta di annusare alcune di quelle boccette. Ogni volta, Montesanto gli racconta il ricordo legato a quel particolare profumo: episodi di giovinezza, ricordi legati alla professione… Finita questa strana esplorazione Morandi si congeda dall’anziano medico. Uscendo dalla casa buia e soffocante, una sola frase continua a risuonargli nella mente: "Non diventerò mai così." Il racconto si chiude con il Dottor Morandi che prende la decisione di scrivere una lettera al suo amico Giovanni per condividere quella strana esperienza.

Censura in Bitinia

Il racconto è strutturato come un trattato scientifico e descrive una peculiare caratteristica della Bitinia, un paese di cui non viene specificata l’esatta posizione geografica. In questo luogo, per varie ragioni, la necessità di censura crebbe rapidamente, portando al raddoppio degli uffici preposti nel giro di pochi anni. Tuttavia, la carenza di personale qualificato rappresentava un problema critico. La carenza di personale si deve innanzitutto alla difficoltà del mestiere di censore, che richiede una preparazione specifica, inoltre è particolarmente pericoloso. Studi

di medicina del lavoro avevano infatti individuato una particolare forma di deformazione professionale, denominata distimia parossistica o morbo di Gowelius. Questa condizione si manifestava con gravi disturbi sensoriali – come problemi a olfatto, udito e vista – e con anomalie comportamentali. Per far fronte a questa situazione, si decise di meccanizzare il lavoro di censura, creando una macchina in grado di identificare vocaboli proibiti e classificarli in tre categorie:

  1. Parole da eliminare semplicemente dal testo.
  2. Parole che richiedevano il rifiuto dell’intera opera.
  3. Parole che comportavano la pena di morte per l’autore. Nonostante la promessa di efficienza, la macchina si rivelò inaffidabile, causando gravi ingiustizie. Si riportano episodi in cui un libro immorale venne pubblicato senza problemi, mentre una condanna a morte fu inflitta per errore. Recentemente, però, una scoperta ha aperto nuove prospettive per risolvere definitivamente il problema della censura. Un fisiologo ha dimostrato che alcuni animali domestici, opportunamente addestrati, sono in grado di svolgere compiti semplici e prendere decisioni. I primi esperimenti coinvolsero i polli, scelti per la loro freddezza e insensibilità, qualità che li rendevano capaci di giudizi più oggettivi rispetto ai mammiferi. Questi polli-censori sono già stati impiegati in quattro uffici del paese, e si prevede che il metodo verrà presto esteso a tutta la Bitinia. Il racconto si conclude lasciando intendere che l’articolo appena letto è stato approvato da una gallina di un ufficio censura bitinico.

Angelica Farfalla

Il racconto è costruito ex-post e si sviluppa attraverso un narratore esterno e i dialoghi dei personaggi. L’ambientazione è la Germania, pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. La storia si apre con quattro militari – un russo, un francese, un inglese e un americano – a bordo di una jeep diretti al civico 26 di Glockenstrasse. Questa casa, miracolosamente scampata ai bombardamenti, custodiva ancora tracce degli strani esperimenti che vi erano stati condotti. Entrati nell’edificio, i militari iniziano a raccogliere prove: sul pavimento si trovano macchie brune incrostate, ossa di un animale non identificato e una sostanza bianco-grigiastra dal forte odore di ammoniaca, infestata da vermi. Raccolgono tutto e tornano alla jeep, dove un gruppo di curiosi – tra cui una ragazza e due anziani –

trambusto provenire dal civico 26. Una folla di persone affamate si era radunata davanti alla villa. Curiosa, si unì al gruppo e assistette all’assalto: il portone della casa fu sfondato e quelle strane bestie alate vennero brutalmente uccise per sfamare i presenti. Le autorità ufficiali riportarono che il Professor Leeb si era impiccato all’arrivo dei russi, ma il colonnello che conduce le indagini non è convinto. È certo che Leeb sia ancora vivo, nascosto chissà dove.

Cladonia rapida

Il racconto è presentato nella forma di un trattato scientifico. L’articolo descrive dettagliatamente la comparsa di un nuovo parassita, un lichene denominato Cladonia Rapida. Questo lichene si manifesta esclusivamente sulle automobili, sia sulle superfici esterne che negli interni, ed è apparso per la prima volta tra il 1947 e il 1948, in concomitanza con l’introduzione degli smalti gliceroftalici per le finiture delle carrozzerie. La Cladonia Rapida si riconosce per le sue macchie distribuite secondo schemi regolari, ma il suo metodo di propagazione rimane ancora poco chiaro. Il problema principale è che, quando il lichene raggiunge componenti fondamentali del veicolo, può causare gravi danni alla locomozione e al funzionamento generale dell’auto. Al Salone dell’Automobile di Tangeri, in Marocco, sono stati analizzati i principali problemi legati alla Cladonia Rapida. Uno degli aspetti più curiosi è legato al tema dell’immunità: secondo un esperto relatore, nessuna vettura è immune al parassita. Tuttavia, esistono due tipi distinti di ricettività, che riflettono una peculiare differenziazione “sessuale” delle auto: le macchie tondeggianti grigie, caratteristiche delle “auto-maschio”, e le macchie allungate brune, tipiche delle “auto-femmina”. Nell’articolo viene quindi affrontata la questione della distinzione sessuale tra automobili. Le auto-maschio, si dice, presentano una migliore ripresa e una carrozzeria più delicata, ma risultano più soggette ad avarie del motore. Al contrario, le auto-femmina consumano meno carburante, offrono maggiore stabilità su strada, ma hanno un impianto elettrico più fragile. La Cladonia Rapida è ormai riconosciuta anche come un indicatore di genere per le vetture, distinguibile persino dai meno esperti proprio grazie alle differenze nel tipo di macchie. Un aspetto ancora più sorprendente analizzato nell’articolo riguarda l’interazione tra volontà umana e la rudimentale volontà della macchina, rivelata proprio grazie alla presenza del lichene. Si racconta, ad esempio, il caso di un’automobile che, dopo un incidente a un determinato incrocio, ogni volta che vi transitava rallentava e tendeva a sterzare nella direzione opposta, quasi manifestando un ricordo dell’evento. Questo fenomeno suggerisce un’inedita convergenza tra mondo animato e inanimato. A conferma di ciò, sono stati recentemente ritrovati filamenti di tessuto

nervoso sul volante di un’auto, aprendo nuove prospettive di studio sull’evoluzione delle macchine e sul loro rapporto con gli esseri umani. L’Amico dell’Uomo Il racconto è presentato sotto forma di trattato scientifico e riporta alcune straordinarie scoperte riguardanti la Taenia solium, comunemente conosciuta come verme solitario. L’intuizione sull'importanza dell’ordinamento delle cellule epiteliali della tenia si deve a Flory, che ne descrisse la struttura e la documentò con fotografie. A lui si attribuisce il cosiddetto “mosaico di Flory”, una disposizione di cellule appiattite, di forma poligonale, allineate in lunghe file parallele e caratterizzate dal ripetersi, a intervalli variabili, di elementi simili. Fu Bernard W. Losurdo, docente di assirologia, a scoprire casualmente il significato di questo mosaico. Studiando le fotografie di Flory, Losurdo notò che le cellule del mosaico seguivano uno schema ritmico. Ipotizzò per la prima volta che l’intero mosaico rappresentasse una composizione poetica, veicolando un messaggio nascosto. Iniziò quindi il lavoro di decifrazione, e la sua teoria venne confermata: circa il 15% degli esemplari adulti di Taenia solium presentano un mosaico di Flory. Questo schema è congenito, quindi unico per ogni individuo. La decifrazione del mosaico, tuttavia, è complessa, poiché la "scrittura" utilizza un mix di sistemi alfabetici, ideografici e altri metodi ancora poco chiari. Molti dei mosaici decifrati rivelano pensieri del parassita: soddisfazione o disgusto per la qualità degli alimenti, sofferenza legata alle cure per la sua espulsione, o riferimenti ai suoi amori ermafroditi. Tra i più affascinanti, però, ci sono i mosaici che parlano dei rapporti affettivi tra il parassita e il suo ospite umano. Nell’articolo vengono riportati esempi significativi, tra cui un’ultima poesia in cui il verme esprime un profondo affetto nei confronti del proprio ospite, dichiarando un legame viscerale. Tuttavia, in un finale ironico e amaro, l’umano destinatario del messaggio, dopo aver espulso il verme, si rifiutò categoricamente di leggerlo.

Versamina

Il racconto è narrato in terza persona da un narratore esterno. È possibile intuire che la vicenda sia ambientata a Vienna, dato il riferimento a una città non devastata dalla guerra. Il protagonista, Jakob Dessauer, un chimico, torna dopo dodici anni all’Istituto dove aveva lavorato, spinto dalla curiosità di vedere come siano cambiati i luoghi e

Il racconto, scritto in forma di testo teatrale, è ambientato a Berlino nel 2115, durante la serata del 19 dicembre. I coniugi Lotte e Peter Thörl stanno aspettando gli ospiti per la festa che hanno organizzato per lo scongelamento di Patricia. Alla festa sono stati invitati amici stretti dei Thörl: i coniugi Maria e Robert Lutzer e la coppia di fidanzati Ilse e Baldur. A metà del XX secolo, infatti, venne sviluppata la tecnica dell’ibernazione, inizialmente per scopi medici e chirurgici. Solo negli anni ‘70 si riuscì a perfezionare un metodo di congelamento totalmente indolore, aprendo alla possibilità di “spedire” una persona nel futuro. A Berlino, nel 1975, fu bandito un concorso per selezionare volontari e Patricia si classificò prima, grazie alle sue qualità fisiche eccellenti, al suo acume intellettivo e a una limitata emotività. Il programma di ibernazione, ideato da Hugo Thörl, avo di Peter, prevedeva per Patricia alcuni risvegli di breve durata per occasioni speciali: il suo compleanno (19 dicembre), controlli medici e altri eventi straordinari, come spedizioni planetarie, cataclismi o matrimoni di sovrani. Va aggiunto che, grazie all’ibernazione, il corpo di Patricia non subisce il normale processo di invecchiamento: il tempo agisce su di lei solo durante le poche ore in cui viene scongelata. Così, ha potuto conservare una bellezza rara e senza tempo. Il motivo per cui Patricia si trova proprio a casa dei Thörl non è del tutto chiaro. In origine, era stata ibernata nella cella frigorifera dell’Università. Tuttavia, intorno agli anni 2000, un acceso conflitto tra la ragazza e il corpo accademico portò Hugo Thörl a offrirle ospitalità nella sua dimora. Da allora, Patricia è stata "ereditata" di generazione in generazione, e oggi Lotte e Peter le sono profondamente affezionati. Patricia viene quindi risvegliata e inizia a conversare con i presenti. Baldur, curioso, le chiede della sua esperienza nel tempo. Patricia risponde con sufficienza, spiegando che ci si abitua facilmente a vedere il tempo scorrere così rapidamente. Racconta anche un aneddoto: il padre di Peter, in passato, la corteggiava spesso, e lascia intendere che non sia stato l’unico. Aggiunge poi, divertita, che i Thörl sembrano avere tutti questo “vizio”. Dopo la conversazione, Lotte dà voce alle sue frustrazioni in un monologo carico di gelosia e risentimento verso Patricia. La accusa di essere sfrontata, di corteggiare uomini già impegnati e di comportarsi da civetta incorruttibile. È convinta, senza averne alcuna prova, che in passato Patricia abbia avuto incontri segreti con Peter e che ora ci sia un altro uomo nella sua vita. A un certo punto, Baldur e Patricia rimangono soli, e Baldur le confessa di essersi innamorato di lei a prima vista. I due pianificano allora una fuga insieme, e il piano riesce. Ma, una volta liberi, Patricia rivela a Baldur di averlo usato solo per scappare da quella vita fatta di continui scongelamenti e ri-ibernazioni, e, soprattutto, da quella famiglia. Confessa che Peter, di notte, la scongelava parzialmente in modo che non si potesse muovere e la violentava. Il racconto si chiude con un ultimo monologo di Lotte, che si sente sollevata ora che Patricia non c’è più.

Quaestio de Centauris

Il racconto è narrato in prima persona da un protagonista anonimo che ricorda un episodio della sua giovinezza. Il padre del protagonista teneva nella loro stalla un centauro di nome Trachi, originario dell’isola di Colofone, che nonostante i suoi 260 anni manteneva un aspetto sorprendentemente giovanile. Fra Trachi e il protagonista si sviluppa un’amicizia profonda, e durante i loro lunghi dialoghi, Trachi rivela le leggendarie origini dei centauri: durante il diluvio universale (equivalente al nostro biblico) furono salvate solo le specie archetipiche (es. l’uomo, ma non la scimmia, il cavallo, ma non l’asino) mentre le specie non-archetipiche sarebbero nate dalle unioni straordinarie che seguirono. Le terre, una volta ritirate le acque, divennero fertili e ospitarono una rigogliosa rinascita naturale, in cui ogni incontro tra specie diverse generava nuove creature→ Perché il delfino sembra un pesce ma è un mammifero? Perché nacque dall’unione di un tonno e di una vacca; e così il centauro dall’amore tra un uomo e una cavalla. Trachi aveva vissuto perlopiù in solitudine, imparando il greco dai pastori dell’isola e sviluppando una conoscenza profonda delle erbe, delle stelle e della natura stessa. I centauri condividono un dono speciale: percepiscono ogni germinazione e crescita intorno a loro, dal grano che cresce ai desideri e alle passioni degli esseri viventi vicini. Il protagonista e suo padre custodivano Trachi con cura, nascondendolo agli estranei sia per desiderio dello stesso centauro sia per gelosia. Solo pochi intimi erano ammessi alla sua presenza, come la famiglia De Simone, che divenne presto sua amica. Un’estate, Teresa De Simone tornò a casa dai genitori. Il protagonista, che non la vedeva da anni, se ne innamorò a prima vista. Lui, Teresa e Trachi trascorsero una serata meravigliosa insieme nella stalla; il giorno dopo, Trachi confessò al protagonista di essersi anche lui innamorato di Teresa. Una sera di ottobre, mentre Trachi si trovava dal maniscalco, il protagonista incontrò Teresa e, passeggiando, i due si lasciarono andare, unendosi in intimità. Trachi percepì l’unione tra i due e, devastato dal dolore e dalla gelosia, non tornò a casa quella notte. Mosso da una rabbia cieca, rapì una cavalla e la ingravidò nel luogo stesso dove il protagonista e Teresa si erano incontrati. Questo gesto si ripeté altre sei volte: le giumente venivano lasciate brutalmente ferite e morenti. La furia di

Il racconto è narrato in forma di dramma: sono infatti presenti l’elenco dei personaggi, le didascalie, ed è rappresentato in un unico atto. La storia si apre con un dialogo tra un poeta e la sua segretaria. Il poeta si lamenta di come il suo lavoro sia diventato simile a un impiego d'ufficio, poiché riceve numerose commissioni senza mai avere un momento di libera ispirazione. Stanco di questa situazione, decide di contattare il signor Simpson, un rappresentante della NATCA, un’azienda specializzata nella produzione e vendita di macchine per l’automazione di certi lavori d’ufficio. Tempo prima, il signor Simpson gli aveva proposto il "Versificatore", una macchina capace di realizzare versi e poesie impostando argomento, stile e metrica. Il signor Simpson gli porta quindi un esemplare di Versificatore, permettendo al poeta di provarlo prima di un eventuale acquisto. Il poeta e la segretaria mettono così alla prova la macchina, che riesce effettivamente a comporre poesie. Le poesie vengono realizzate anche grazie all’uso delle “licenze”: quando nessuno dei vocaboli della lingua risulta adeguato, il Versificatore modifica quelli esistenti o ne crea di nuovi. Un altro aspetto che scoprono della macchina è la sua perfetta conoscenza, anche in gergo tecnico, di tutte le parti meccaniche che la compongono, in modo da segnalare eventuali guasti (tutto questo gli è stato insegnato proprio nell’officina in cui è stato assemblato, infatti spesso per chiamare i suoi componenti utilizza termini dialettali, utilizzati dagli operai). Difatti si rompe subito un fusibile, ma ciò non impedisce al poeta di acquistarla. Al termine del racconto, il poeta rivela di possedere ormai l’apparecchio da due anni e di trovarlo indispensabile per alleggerire il carico di lavoro. Ha persino insegnato al Versificatore a scrivere testi in prosa e, infatti, svela che l'intero racconto appena letto è stato scritto proprio dalla macchina.

L’ordine a buon mercato

Il racconto è narrato in prima persona da un protagonista anonimo, di cui sappiamo solo che è un chimico. Un giorno, alla sua porta si presenta il signor Simpson, un vecchio amico e rappresentante dell’azienda NATCA, specializzata nella vendita di macchine per l’automazione di certi lavori d’ufficio. Simpson è lì per presentargli una novità della NATCA: il Mimete, un dispositivo capace di duplicare fedelmente qualsiasi documento o oggetto scansionandone ogni singolo atomo. Il funzionamento della macchina non viene spiegato nei dettagli; Simpson si limita a menzionare che per utilizzarla è necessario il "pabulum", una miscela instabile di composti del carbonio e di altri elementi essenziali. Dopo alcune dimostrazioni, il protagonista si convince e acquista il Mimete. Inizia subito a condurre esperimenti: riproduce con successo un dado, fazzoletti, fiammiferi

e persino dei diamanti. Poi tenta la duplicazione di animali vivi: i ragni vengono replicati alla perfezione, ma le lucertole, sebbene clonabili, muoiono presto a causa di difetti nelle ossa. Il chimico si rende conto che il pabulum fornito non è abbastanza "completo" per replicare correttamente la vita e decide di contattare Simpson per chiedere un pabulum adatto alla clonazione di esseri viventi e beni di valore. Alla sua richiesta, tuttavia, il signor Simpson reagisce con orrore e rifiuta categoricamente. → per cercare di convincerlo cita l’immagine mitica di Prometeo, simbolo dell’avanzamento della conoscenza umana. Qualche mese dopo, il protagonista riceve una circolare della NATCA accompagnata da un biglietto della sede di Milano (probabilmente con l’influenza del signor Simpson). La lettera sottolinea che il Mimete è progettato esclusivamente per la riproduzione di documenti d’ufficio e vieta severamente la duplicazione di oggetti con valore economico definito, così come degli esseri viventi. Il racconto si conclude con l'opinione del protagonista: queste limitazioni non favoriranno il successo commerciale del Mimete, e trova sorprendente l’atteggiamento del signor Simpson, che sembra aver agito contro i propri interessi.

Alcune Applicazioni del Mimete

La voce narrante di questo racconto è un uomo che ha appena finito di scontare la propria pena a San Vittore, a Milano. Il motivo della sua detenzione è stato l'acquisto e l'uso del Mimete, una macchina prodotta dall’azienda NATCA, che è stata bandita dopo pochi mesi per la sua pericolosità. Il racconto narra l’esperienza di Gilberto, amico del narratore, con il Mimete. Gilberto è un impiegato ingegnoso ma irresponsabile, definito dal narratore "figlio del secolo" — sarebbe capace, a suo dire, di costruire una bomba atomica e lasciarla cadere solo per vedere “che effetto fa”. Un giorno, Gilberto decide di ingrandire e modificare il Mimete per duplicare sua moglie Emma, creando una copia identica, Emma II. Gilberto dichiara di averla clonata perché Emma gli era indispensabile e perché la amava profondamente, ma il narratore sospetta una motivazione più nascosta: da "figlio del secolo," Gilberto voleva “vedere cosa succede” senza considerare le conseguenze. Inizialmente, le due mogli sembrano accogliere bene la situazione, sviluppando quasi un rapporto madre-figlia. Gilberto, entusiasta, decide quindi di partire con entrambe per la Spagna, come fossero una coppia di novelli sposi. Al ritorno dal viaggio, Gilberto confida all'amico che l’esperienza è stata faticosa e ha generato grandi tensioni. Il primo conflitto nasce proprio dalla domanda: “Era stata

proviene dall’amico comune Gilberto, che suggerisce di tarare il Calometro su chi lo possiede, ottenendo così il massimo punteggio di “k 100”— sentirsi dare il massimo dei voti è una lusinga irresistibile per chiunque. Il protagonista rimane colpito dal cinismo del Signor Simpson e si convince che la loro amicizia sia compromessa per sempre.

Pieno Impiego

Il racconto si sviluppa attraverso il dialogo tra il Signor Simpson e l'altro protagonista, di cui non viene specificato il nome. Simpson è un rappresentante della NATCA, specializzato nella vendita porta a porta delle loro macchine. Durante un banchetto organizzato dalla NATCA per i clienti migliori, Simpson si lamenta con il protagonista dell'ultima invenzione dell'azienda: il Minibrain, un selettore tascabile che, una volta impostati specifici protocolli, è in grado di rispondere a domande estremamente specifiche (ad esempio: quante donne di nome Eleonora sono state operate di appendicite in Sicilia nel 1940? ). Considerando il Minibrain poco utile, Simpson afferma di possedere a casa qualcosa di ben più interessante e invita il protagonista a visitarlo. Una volta arrivati alla villa, Simpson mostra come sia riuscito ad "ammaestrare" alcuni tipi di insetti per fargli svolgere lavori domestici, servizi e favori. Racconta di essere riuscito in questo grazie a uno studio intensivo del linguaggio comunicativo delle api; ha imparato a interagire con loro e successivamente con libellule, formiche, mosche e zanzare. Il rapporto tra Simpson e gli insetti è paragonabile a quello tra un datore di lavoro e i suoi dipendenti: esistono contratti, proteste sindacali e compensi. Tuttavia, questo è solo l'inizio. Simpson sogna di brevettare il suo metodo e sfruttare la grande laboriosità, velocità e le piccole dimensioni degli insetti per risolvere problemi nanotecnologici. Le sue formiche, per esempio, sono già state in grado di costruire un resistore; un giorno, spera, potranno persino fermare le emorragie nei capillari durante gli interventi chirurgici. Nel finale, Simpson rivela che ha persino rischiato la galera a causa di un ex socio, il quale aveva imparato a comunicare con le anguille e le aveva corrotte, usandole per trafficare eroina→ il racconto si chiude quindi con una citazione a Prometeo inventi il fuoco e lo doni agli uomini, poi un avvoltoio ti rode il fegato per l’eternità.

Trattamento di Quiescenza

Il racconto è narrato in prima persona da un protagonista anonimo, che si reca alla Fiera di Milano. Qui, presso lo stand della NATCA, si imbatte nel Signor Simpson, un

suo vecchio conoscente (presente anche in racconti precedenti). I due iniziano a conversare, e Simpson racconta di essere andato in pensione anticipata: le ultime novità della NATCA non lo appassionavano più come un tempo. Ammette di trovarsi allo stand solo per gratitudine verso l’azienda, alla quale è ancora legato. Prima di concludere, Simpson invita il protagonista nel suo ufficio per provare un regalo ricevuto in occasione del suo pensionamento anticipato. All’incontro, Simpson mostra il regalo: il Torec (Total Recorder), un dispositivo che permette di vivere esperienze immersive in prima persona. Il funzionamento è semplice e sorprendente: le scene, registrate da attori e registi di grande sensibilità, catturano non solo le immagini e i suoni, ma tutte le sensazioni visive, uditive e fisiche che l’attore prova, così che chi possiede un Torec possa “riviverle” in modo completo. Basta indossare un casco apposito, e l’esperienza registrata prende vita, immergendo l’utente in ogni emozione e percezione. Al termine del nastro, rimane solo un ricordo naturale dell'esperienza, mentre durante la riproduzione ogni sensazione è sostituita dai ricordi artificiali. La macchina è ancora in fase sperimentale e pensata per offrire un supporto a chi non può più vivere certe esperienze, come anziani, persone con disabilità, o per scopi educativi. ● Il protagonista prova un primo nastro: è una registrazione di un calciatore durante un gol. Il nastro è breve, ma il protagonista percepisce tutte le sensazioni e i pensieri dell'atleta, scoprendo che stava pensando a un appuntamento imminente (un dettaglio che scoraggia molti attori, preoccupati di svelare pensieri privati). ● Il secondo nastro fa “vivere” una rissa tra due americani caucasici e un Wop, termine dispregiativo usato per gli italiani immigrati. Attraverso i pensieri del Wop, emerge la disparità e il razzismo implicito: il contratto con la NATCA garantiva impunità agli americani e botte all’italiano, dettaglio sottolineato con amarezza dal protagonista. ● Il terzo nastro, appartenente alla categoria “incontri”, presenta scene sensuali. Il protagonista, da tempo affascinato dalla modella Corrada Colli, scopre che Simpson ha una registrazione con lei. Tuttavia, appena indossa il casco, si ritrova a “vivere” nei panni della Colli stessa, e inorridito si toglie il casco, riaffermando la sua eterosessualità. ● Per scusarsi, Simpson propone un altro nastro della categoria “effetto Epicuro,” destinato a far provare desideri intensi fino a una soddisfazione totale. Questa volta, il protagonista sperimenta la sete estrema di un attore che, abbandonato nel deserto, avanza tra capogiri e gola secca fino a raggiungere finalmente un pozzo. Scopre così che l’attore era stato costretto dalla NATCA a tre giorni di sete per rendere l'esperienza autentica. ● L’ultima esperienza è della categoria “sperimentale”, che esplora il “fuori dal reale.” Il protagonista si ritrova a vivere nei panni di un'aquila che vola sopra una valle in cerca di prede, catturandone una per nutrire i piccoli nel nido.