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Riassunto Compendio di Sociologia del turismo, Sintesi del corso di Sociologia del Turismo

Sociologia del turismo: lo sviluppo del turismo dal proto-turismo al turismo globale (proto-turismo, turismo moderno, turismo di massa e turismo globale)

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 01/08/2019

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COMPENDIO DI SOCIOLOGIA DEL TURISMO
Prof. M. Orioles
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COMPENDIO DI SOCIOLOGIA DEL TURISMO

Prof. M. Orioles

PREMESSA

Definizione di turismo

  • L’insieme delle relazioni che scaturiscono dallo spostamento temporaneo delle persone (WTO);
  • Quel fenomeno complesso e tipico della civiltà industriale che ha origine dal viaggio e dal soggiorno temporaneo dei non-residenti. I processi di vario genere che ne derivano hanno come base unica ed originale le interrelazioni umane (Sessa).

Definizione di turista

  • Sono i viaggiatori che passano un periodo di tempo limitato ma superiore alle 24 ore in una o più località, diverse da quelle di residenza abituale (WTO).

Quattro fasi della periodizzazione del turismo

1. Proto-turismo: dall’antichità fino alla seconda metà del XVIII secolo;

2. Turismo moderno: dalla rivoluzione industriale fino alla Seconda guerra mondiale;

3. Turismo di massa: dal secondo dopo guerra alla dine degli anni ’80 del XX secolo;

4. Turismo globale: dagli anni ’90 del XX secolo ad oggi.

CAPITOLO II

IL TURISMO MODERNO

Con il XIX sec. si inizia a parlare di turismo in senso moderno, dove questo fenomeno comincia ad attirare un numero di persone sempre maggiore, con il coinvolgimento di larga parte della popolazione. Nell’800 matura la rivoluzione industriale (inizialmente fenomeno tipico inglese) che si traduce in innovazioni tecnologiche: la macchina a vapore che innesca una rivoluzione nei trasporti (locomotiva di George Stephenson nel 1814, la prima ferrovia inglese 1825 e in Italia tratta Napoli-Portici nel 1839 durante la dinastia dei Borbone) e consentono viaggi più lunghi a prezzi accessibili. Nel corso dell’800, all’interno della nuova società borghese, il viaggio si trasforma: si abbandona il Grand Tour, per un viaggio di evasione, di un momento di sosta, dove c’è una netta distinzione tra il tempo di lavoro e di non lavoro. Si sviluppa un viaggio da diporto, influenzato dalla sensibilità romantica nei confronti dei fenomeni naturali e culturali. Si sviluppano le guide e l’editoria di viaggio.

Le destinazioni

1. Destinazioni legati ai luoghi di montagna (per i loro aspetti pittoreschi), soprattutto le Alpi svizzere a

metà ‘800: St. Moritz un piccolo villaggio, con la presenza di terme, destinato ad avere una rinomanza internazionale;

2. Si diffondono i soggiorni climatici (Francia e Italia), ovvero soggiorni d’inverno in località costiere per

trascorrere i motivi più freddi con scopi di tipo medico e curativo;

3. Soggiorni termali (Inghilterra e Europa centrale). Specialmente in Inghilterra cominciano a diffondersi

località turistiche nelle quali si organizza un’offerta articolata di servizi e divertimenti (Bath). Vere e proprie città di villeggiatura o città del tempo libero: località in cui le attività economiche dominanti erano fornire alloggio, svago, beni e servizi ai clienti sia temporanei sia residenti e diventano anche luoghi di mondanità. Anche l’Italia vanta di rinomati centri idroterapici.

Lessico: turismo e turista

  • In inglese ‘tourism’ fa la sua apparizione nel 1803 e corrisponde a quella francese ‘tourisme’ coniata nel 1841, con una connotazione negativa verso i viaggiatori inglesi visti come curiosi e nulla facenti;
  • (^) In Italia la parola ‘turista’ compare per tutto l‘800 solo occasionalmente e prevale la dizione di ‘forestiero’. Solo all’inizio del ‘900 si incomincia a parlare di ‘turismo’ nel senso moderno del termine.

Sviluppi importanti

  • Il formarsi delle prime strutture specializzate e nuove professionalità: prime attività organizzate da un’agenzia inglese di Thomas Cook;
  • Creazione di strutture associative per la promozione del turismo e la tutela del viaggiatore. Alla fine del XIX nascono i Touring Clubs: in Italia il Touring Club Italiano (Torino 1905) e insieme ad esse le associazioni alpinistiche per l’organizzazione dello sport e del turismo alpinistici (Club Alpino italiano);
  • Le amministrazioni e le istituzioni pubbliche incominciano a svolgere, rendendosi conto dell’importanza del fenomeno, un ruolo organizzativo istituendo appositi organi statali e locali. Nascono ‘Office National du Tourisme’ e in Italia nel 1919 E.N.I.T (Ente Nazionale per l’incremento delle Industrie Turistiche). a livello locale si costituiscono le Aziende Autonome di cura, soggiorno, e turismo, che affiancano le Pro- Loco.

Siamo entrati nella fase della ‘belle époque’ e la città focale è Parigi; delle esposizioni e dei congressi, che creano opportunità di partecipazione e coinvolgimento. Tra la fine del XIX secolo e gli anni ’30 del successivo intervengono cambiamenti importanti come riconoscimento di un periodo di ferie retribuite e l’aumento della disponibilità di risorse economiche.

L’industria del turismo avrebbe subito una brusca frenata con l’avvenire delle due guerre mondiali e la crisi del 1929, ma complessivamente gettava già le fasi di un successivo rilancio, ovvero il turismo di massa. CAPITOLO III IL TURISMO DI MASSA Per convenzione lo si fa iniziare con la conclusione della Seconda guerra mondiale. Anche se in America era già visibile verso gli anni ‘20/’30; in Italia invece lo si fa coincidere con il boom economico degli anni ’60.

Fattori socioeconomici (l’embrione di questi fattori si colloca nella prima metà del XX secolo):

  • Nuovi strati sociali: come quello che viene sollecitato a consumare, ovvero i lavoratori dell’industria;
  • (^) Moderna organizzazione del lavoro: introduzione di alcune normative per la tutela del lavoratore;
  • Disponibilità di tempo libere: ferie retribuite.

Viene definita la società dei consumi o ‘opulenta’. Il viaggio diventa una forma abituale dei comportamenti degli adulti economicamente attivi e perde la sua dimensione creativa. Attraverso le pratiche del turismo di massa la collettività incomincia a sentirsi partecipe di un gruppo che condivide le medesime esperienze (appartenenza sociale) e chi non può farne parte si sente automaticamente escluso. Tutti i soggetti vengono coinvolti nel turismo di massa (eterodiretto) senza distinzione di genere e di età.

Caratteristiche di base del turismo di massa (Battilani)

  • Grande aumento dei flussi turistici;
  • Organizzazione collettiva dei viaggi;
  • Utilizzo di strutture ricettive collettive;
  • Standardizzazione del soggiorno: infatti le società industriale avanzate tendono a rendere omogenei i consumi e i comportamenti del tempo libero;
  • Presenza di economie di scala nella composizione dei pacchetti turistici;
  • Dominio dei mercate da parte dei singoli produttori.

Verso la fine degli anni ’60 si sviluppano delle nuove figure professionali (Berrino)

1. Tour operator: acquista singoli elementi costitutivi del viaggio e li assembla in modo da offrire un

pacchetto. Ha un ruolo decisivo nella promozione del turismo interno e internazionale (in Italia si parla di inclusive tour dal 1968). Essi portano all’affermazione dei villaggi turistici (Club Mediterranée anni ’50);

2. Agenzia di viaggio: venditore al dettaglio perché si limita a vendere i pacchetti e i servizi già predisposti

dal tour operator o i titoli di viaggio di aerei, treni e traghetti.

Un fattore di sviluppo importante è l’ aviazione civile :

1. Jet: introduce velocità e confort al viaggio aereo (in Italia noto nel 1961);

2. Voli charter: questo fenomeno cambia l’organizzazione del viaggio, è un particolare aereo che viene

noleggiato da una compagnia di viaggi per il trasporto di un gruppo turistico con l’obiettivo di farlo partire il più possibile pieno in modo da ottimizzare i costi (la Spagna è il maggior paese che sfrutta questa opportunità);

3. Jumbo jet: capace di trasportare un numero ancora più elevato di persone e entra in funzione nei voli

di linea verso il 1970 con il modello Boeing 747.

Si consolidano una serie di routine come il transito all’aeroporto, check-in, passaggio al gate, la pratica commerciale del duty-free, nuove figure come l’hostess e lo steward, il jet-lag.

di micro-mercati che estendono il loro impatto nel tempo e nello spazio, a differenza dal mercato tradizionale caratterizzato da picchi episodici destinati a consumarsi nell’atto dell’acquisto;

2. I dispositivi che sono al centro di questo fenomeno, ovvero i motori di ricerca e i portali turistici;

3. Un altro aspetto è l’introduzione del pagamento online.

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Turismo e web 2. All’inizio del XXI secolo si sviluppa il web 2.0, ovvero il web partecipativo, dell’interattività e della condivisione. Nascono i social network, le applicazioni mobile e la connessione ininterrotta. La definizione di web 2.0 nasce da una intuizione nel 2004 con O’Reilly e sempre quell’anno Zuckerberg inventa il primo social network. Anche il viaggio diventa uno dei temi principali oggetto di conversazioni e commenti. Infatti, si è parlato di travel 2.0, ovvero l’evoluzione dell’offerta turistica online con un approccio partecipativo (uno strumento TripAdvisor che classifica le varie offerte accompagnate dai commenti degli utenti che hanno fruito di determinati servizi). Sono contenuti che influenzano le scelte e orientano i consumi, infatti il 34% delle persone non acquista un prodotto se legge commenti negativi, al contrario il 52% acquista se ne legge di positivi.

Anche Twitter rappresenta un veicolo di promozione turistica, dove si sta formano un’area di web marketing. Questa dinamica ha cambiato la logia del marketing mettendo al centro dell’attenzione le persone e non più l’azienda.

I nuovi elementi

  • Offerta mirata e differenziata;
  • Servizi personalizzati (arricchendoli confort tecnologici: Wi-fi gratuito);
  • Servizi accessori: centri benessere, happy hour, shopping;
  • Considerare i luoghi destinazioni: sistemi integrati che mettono insieme risorse e attrattività turistiche per proporsi su specifici mercati. L’offerta deve saper valorizzare le risorse di un territorio in maniera integrata.

Nuova impostazione manageriale, destination management, volta a individuare ciò che fa di un luogo una destinazione turistica di successo (Capollaro). La destinazione è uno spazio territoriale geograficamente definito, grazie a fattori di attrattività, promuove offerte gestite da attori tra loro coordinati. Un luogo può divenire destinazione quando è l’insieme di processi organizzativi, strutturali, gestionali attraverso i quali generare un’attrattività di specifici segmenti definiti dalla domanda. Nasce un’attenzione per la cultura e l’ospitalità coinvolgendo non solo gli operatori ma anche la comunità.

Il WTO misura l’entità dei flussi a livello internazionale nel 2004 ha registrato 760 milioni di arrivi internazionali, ovvero il numero di persone che in quell’anno ha passato almeno una volta la frontiera. Il primo polo del turismo mondiale, per quanto riguarda le mete, resta la Francia, a seguire Spagna, Stati Uniti e Italia.


Diversificazione delle tipologie di turismo Vengono a crearsi tipologie di viaggiatori con bisogni deversi. Si forma un mondo eterogeneo di viaggiatori che vengono definiti ‘post-turisti’.

1. Popolo della notte (Ibiza. Formentera);

2. Viaggiatori etici: turismo responsabile o vacanza solidale verso il mondo in via di sviluppo;

3. Ecoturisti: all’interno si creano delle micro-tendenze come cicloturismo, l’escursionismo;

4. Turismo degli outlet;

5. Turismo di guerra;

6. Turismo medico (dentista a Praga, oculista a Cuba);

7. Vacanza benessere: dedicata al relax (beauty center, beauty farm);

8. Turismo ‘slow’: tempi e modi più lenti per soddisfare i bisogni. Città slow scelte per la loro qualità

di vita e itinerari in luoghi lontano dallo stress della massificazione.

Queste forme di nuovo turismo hanno una fisionomia del mordi e fuggi, soprattutto nelle città balneari o d’arte, dove sono individuati i city-users o pendolari (fenomeno testimoniato a Roma nel 1998).


Le vacanze alternative Si sviluppa il concetto di ‘alterità’, che guarda alle società altre, alle loro culture e i loro costumi. Termine fatto proprio dalla società in generale attribuendogli un valore, ovvero il contatto con le società.

1. Turismo identitario: si manifesta in una prima fase in campo internazionale con la ricerca

dell’esotico, con viaggi di media-lunga distanza per scoprire nuove culture. Questo fenomeno era già iniziato alla metà dell’800 nel periodo delle spedizioni coloniali con motivi di caccia. Poi per la conoscenza dei luoghi e la creazione di circuiti turistici verso i paesi in via di sviluppo. Infine, ha preso la valenza di ricerca dell’altro (antico insediamento che esprimono lingue e culture diverse) e diventa di raggio nazionale. questo tipo di turismo va in parallelo a quello sostenibile per interessi affini. Quindi ogni gruppo sociale deve fare i conti con due operazioni apparentemente contradditorie: A. affermare la propria identità, B. aprirsi all’esterno e includere le altre culture. In Italia questo fenomeno è stato possibile grazie alle regioni che hanno promosso iniziative volte alla creazione di infrastrutture per garantire e generare flussi turistici;

2. L’arte è oggetto di viaggi sottoforma di soggiorni brevi in coincidenza di mostre, manifestazioni

culturali, festival legati allo spettacolo, cinema, musica (Venezia, Berlino, Salisburgo e la Biennale);

3. Vacanze-lavoro: scopo di rivalutare il lavoro manuale attraverso la creatività. Si promuovono corsi di

ogni tipo come mosaico, ceramica;

4. Settimane verdi: per colore che sono interessati all’ecologia e allo studio della nature. Nasce il WWF

(World Wide Fund for Nature) nel 1961, è un’organizzazione internazionale non governativa per la protezione ambientale la cui sede è a Gland in Svizzera;

5. Turismo giovanile: strutture come ostelli della gioventù che costituiscono una rete internazionale di

sistemazioni alberghiere a basso costo sotto la ‘protezione’ della IYHF (International Youth Hostel Federation) che rilasciava una Student Card. In Italia c’era il Centro Turistico Studentesco con la AIG (Alberghi italiani per i giovani) e prevedeva facilitazioni; altre di queste erano collegate ai soggiorni alla pari, o presso famiglie, vacanze di lavoro agricolo o presso strutture ricettive. Negli anni ’70 si afferma un segmento del turismo giovanile eredi della contestazione giovanile che promuovevano itinerari improntati sull’austerità, alla ricerca di alloggi a basso costo e girano il mondo con il sacco a pelo;

6. Turismo religioso: attuato attraverso pellegrinaggi, visite mirate a santuari o siti religiosi. In Italia la

meta principale è la Santa Sede della Chiesa Cattolica a Roma. Questo fenomeno incomincia a manifestarsi con l’Anno Santo del 1925 e successivi con cadenza venticinquennale. Esso è influenzato anche da figure di chiesa, come il caso di Papa Giovanni II e i suoi fedeli polacchi. Le città e i siti si sono attrezzati generando una industria di accoglienza e di servizi ricettivi;

7. Turismo sportivo: praticato in coincidenza con eventi a livello nazionale e internazionale, ed è legato

al tifo organizzato, ovvero gruppi che organizzano trasferte. Di questo fenomeno esiste anche una

Si strutturano anche raccolte letterarie, come Luca Goldoni che descrivi i riti delle vacanze estive e invernali. E i fenomeni sono: l’arrivo di massa nel fine settimane, la sistemazione in piccoli alberghi e pensioni a gestione familiari, il ballo e la discoteca, consumismo nei negozi, stravaganze come la tintarella.

1. Rimini: fonda il suo successo per la presenza di centinaia di strutture ricettive e creando

intrattenimento come discoteche (Bandiera Gialla) e diventando la capitale del divertimento giovanile;

2. Costa Smeralda (Sardegna): modello di sviluppo basato su capitali internazionali diventa meta di jet

set.

D’inverno si afferma la settimana bianca per la pratica degli sport invernali e nasce il rito del ‘weekend’, ovvero la sospensione dal lavoro nei giorni del fine settimana. I centri subiscono una sviluppo nell’ambito dell’edilizia e infrastrutture.

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Austerity e riscoperta delle città Vi succedettero una serie di crisi economiche, la prima avvisaglia è costituita dalla fase austerity entrata in scena con il conflitto arabo-israeliano del 1973 con il blocco delle esportazioni petrolifere. Ebbe anche conseguenze nelle abitudini e nel vissuto delle famigli: il rito del weekend viene sostituito con un ripiego domestico davanti alla televisione. Si afferma una nuova fruizione della città con la riscoperta della passeggiata, l’affermazione delle pratiche sportive amatoriali, si creano luoghi di aggregazione e spettacolo le vacanze si riducono per quanto riguarda la durata (turismo mordi e fuggi).

  • Estate dell’effimero: promossa dall’assessore alla cultura della città di Roma, Nicolini, nel 1977, con un fitto programma di iniziative per tutta l’estate (eventi cinematografici, teatrali e musicali). Questo progetto innesca un fenomeno culturale in tutta Italia perché quest’ultima è in piena trasformazione sociale.

La fascia più ‘colpita’ è quella giovanile dove c’è il desiderio di aggregazione. Questo mette in evidenza una nuova categoria del consumo culturale visto positivamente e un elemento permanente nell’offerta culturale sono i centri urbani. Fa sì che la città oltre che attrarre i soggetti interessati ad esperienze culturali, incontra altri tipi di flussi: congressuale, fieristico, eventi di moda.

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Turismo e ambiente. Dall’agriturismo all’ecoturismo Negli anni ’70 il turismo assume una funzione culturale legata alla scoperta dell’ambiente e della natura: ambienti rurali visti come incontaminati con l’obiettivo di riscoprire stili di vita tradizionali immergendo il viaggiatore in una dimensione di autenticità. Viene introdotto il termine ‘agriturismo’: strutture e aziende che recuperano alloggi in abitazioni, con servizi e consumo di prodotti locali e che favoriscano l’accesso a itinerari in cui si producano specialità eno- gastronomiche. Insieme a questa parola anche quella di ‘agriturista’.

1. Prima regione che sviluppa queste forme di accoglienza è il Trentino-Alto Adige che sfrutta le

aziende agricole di montagna (masi). Nascono forme organizzative nazionali e regionali come l’Associazione Nazionale Agricola e Turismo;

2. Anche il Friuli Venezia-Giulia oltre alle classiche strade del vino Collio, Merlot, delle castagne,

aggiunge itinerari ad aziende che producono prodotti tipici. Si fonda il Comitato regionale con sede Gorizia.

Una nuova formula di ferie legata al contatto con un mondo diverso dalla propria quotidianità e si crea attraverso un ritorno all’antico. I paesi scandinavi sono i pionieri nello sviluppo dell’agriturismo

(Danimarca). Questo turismo è pensato al nucleo familiare e soggetti con una sensibilità. L’agriturismo si pone a diretto contatto con la natura ed è un’evoluzione del campeggio. Con questa sensibilità green entra l’espressione ‘chilometro zero’, estesa all’industria automobilistica, prodotti agricoli per evocare la minore distanza tra il luogo di produzione e quello del consumo. Quando questo fenomeno entra nella fase matura si parlerà di turismo sostenibile, ovvero di ecoturismo (entra in circolazione 1992): viaggiare in aree naturali e incontaminate con l’obiettivo di promuovere la conservazione e un attivo coinvolgimento socioeconomico delle popolazioni locali.

1. Questo turismo scopre itinerari considerati più autentici come quelli gastronomici. In ambito

nazionale, questo fenomeno è esaltato dall’associazione ‘Slow Food’ (1986, Carlo Petrini) come risposta ai fast food. Essa valorizza le tradizioni gastronomiche dei territori e le divulga favorendo il contatto con le realtà locali. Anche la rivista ‘Il Gambero Rosso’ si occupa degli stessi fini;

2. Nascono itinerari naturalistici, orientati ad attirare l’attenzione sulle tipicità enogastronomiche e in

generale ambientali. Acquistano importanza i percorsi enologici che combinano insieme il vino e il territorio. Infatti, il 30% circa dei turisti in visita nei comuni italiani scelgono percorsi e località legati al vino (Vinitaly). Siamo in una realtà postmoderna che apre le porte a fenomeni di nicchia estendendoli ad un pubblico che vuole sviare dalla standardizzazione della globalizzazione;

3. Si creano aree come parchi e riserve, sorretti da interventi infrastrutturali. La culla di questo

fenomeno sono gli Stati Uniti con l’obiettivo di conservare una testimonianza di come erano in origine (parco naturale Yellowstone, 1882).

Il 2002 sarebbe stato proclamato l’Anno internazionale dell’ecoturismo: una visione del turismo non evasivo definito ‘Soft Tourism’.

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La nuova immagine dell’Italia Si delinea a partire dagli anni ’60 del ‘900 ed è caratterizzata dal così detto ‘made in Italy’: vanno dallo stilista al prodotto di nicchia, sono state potenziate anche le performance sportive come i successi della Ferrari o la vittoria della nazionale di calcio dell’82. Questa nuova immagine non cancella l’eredità passata ma la potenzia con elementi di attrazione. Questa immagine è legata a iniziative individuali e quindi detta di ‘fortuna leggera’. Fenomeno destinato ad accentuarsi con l’introduzione del Food che diventa un perno per tutto ciò che sta intorno. Infatti, l’immagine dell’Italia all’estero è strettamente legata al cibo. Un esempio è l’Expo del 2015: con l’obiettivo di intrecciare una trama concettuale costituita dal cibo, cultura e sostenibilità ambientale, proiettando su ciò l’attenzione pubblica internazionale.