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Spazi Naturali e Apprendimento Infantile: Giardini e Orti Didattici, Schemi e mappe concettuali di Metodologia della ricerca

L'importanza degli spazi naturali, come i giardini, nell'educazione infantile è cruciale. Il contatto con la natura stimola curiosità, creatività e sviluppo sensoriale, promuovendo un apprendimento attivo. Progetti educativi in asili nido e scuole dell'infanzia valorizzano il giardino come ambiente di apprendimento, dove i bambini sperimentano e costruiscono conoscenza. Coinvolgere genitori, educatori e comunità locale è fondamentale per creare spazi verdi educativi che rispondano ai bisogni dei bambini e favoriscano il loro sviluppo integrale. Il giardino diventa un laboratorio pedagogico, dove i bambini imparano a osservare, a prendersi cura delle piante e a rispettare i tempi della natura, sviluppando competenze ecologiche, culturali e sociali per diventare cittadini consapevoli. Gli spazi naturali favoriscono l'interazione sociale, il dialogo e il gioco, promuovendo concentrazione e calma.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 16/07/2025

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ESPERIENZE NATURALI DI GIOCO
1.IL RAPPORTO TRA BAMBINO E NATURA: UNA CONVIVENZA DA RITROVARE
FEDERICA MARANI E ALBERTO RABITTI.
In passato, i bambini avevano libero accesso a spazi naturali vicini alle case, come campi,
boschetti e frutteti, dove potevano giocare, esplorare e imparare in modo spontaneo. Oggi,
questi luoghi sono spesso vietati o inaccessibili, sostituiti da spazi controllati e rigidamente
organizzati. Questa trasformazione ha causato un allontanamento dei bambini dalla natura,
rendendo raro il contatto diretto con essa e limitando le esperienze significative. Il gioco
libero nella natura, una volta normale, è ora visto con sospetto o addirittura proibito,
alimentando paure e barriere che impediscono ai bambini di vivere esperienze fondamentali
per il loro sviluppo. Recuperare questo legame è essenziale per promuovere una
"convivenza felice" tra uomo e natura, iniziando proprio dall'infanzia. Educare alla natura
significa insegnare ai bambini a conoscere e rispettare i principi dell’ecologia e del
funzionamento degli ecosistemi. Questo tipo di educazione, definita "ecoliteracy" da Fritjof
Capra, include concetti come i cicli naturali, la sostenibilità e l'interconnessione tra tutti gli
esseri viventi. Luoghi come orti scolastici o giardini diventano strumenti educativi preziosi,
ambienti vivi e ricchi di stimoli dove i bambini possono esplorare, imparare attraverso i sensi
e sviluppare un rapporto diretto con il mondo naturale. Lobiettivo è stimolare la curiosità e il
pensiero sistemico, favorendo la scoperta e il benessere. Un ambiente educativo esterno ben
progettato, armonico ed esteticamente curato può migliorare la qualità della vita dei
bambini, contribuendo alla sostenibilità e al senso di responsabilità collettiva. Questo
richiede il coinvolgimento di più discipline come ecologia, architettura, antropologia per
costruire un’educazione integrata e sensibile alla natura. Infine, si sottolinea l'importanza di
una visione pedagogica biocentrica, dove al centro ci siano la vita e le relazioni vitali, e in cui
l’educazione contribuisca a formare cittadini consapevoli, capaci di rispettare e prendersi cura
del pianeta.
2.I DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI
ALBERTO RABITTI
"I diritti naturali di bimbi e bimbe" è un documento scritto da Gianfranco Zavalloni,
maestro e dirigente scolastico, che elenca 10 diritti fondamentali dei bambini legati a uno
stile di vita semplice, naturale e rispettoso dei ritmi dell’infanzia. Zavalloni ci invita a riflettere
su come la nostra società moderna stia trascurando questi bisogni naturali. I 10 diritti sono:
1. Diritto all’ozio: I bambini hanno bisogno di tempo libero non programmato per annoiarsi,
inventare, stare soli e imparare a gestire i conflitti.
2. Diritto a sporcarsi: Giocare con la terra, l’erba, l’acqua, i sassi è un'esperienza
fondamentale per crescere. Il contatto con la natura arricchisce i sensi e la creatività.
3. Diritto agli odori: Ogni luogo ha un odore unico, oggi spesso annullato da detersivi. I
bambini devono conoscere il profumo della natura e degli ambienti reali.
4. Diritto al dialogo: Viviamo in un mondo dominato dalla comunicazione a senso unico (TV,
social). I bambini devono poter parlare, ascoltare storie, fare domande, dialogare.
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ESPERIENZE NATURALI DI GIOCO

1.IL RAPPORTO TRA BAMBINO E NATURA: UNA CONVIVENZA DA RITROVARE

FEDERICA MARANI E ALBERTO RABITTI.

In passato, i bambini avevano libero accesso a spazi naturali vicini alle case, come campi, boschetti e frutteti, dove potevano giocare, esplorare e imparare in modo spontaneo. Oggi, questi luoghi sono spesso vietati o inaccessibili, sostituiti da spazi controllati e rigidamente organizzati. Questa trasformazione ha causato un allontanamento dei bambini dalla natura, rendendo raro il contatto diretto con essa e limitando le esperienze significative. Il gioco libero nella natura, una volta normale, è ora visto con sospetto o addirittura proibito, alimentando paure e barriere che impediscono ai bambini di vivere esperienze fondamentali per il loro sviluppo. Recuperare questo legame è essenziale per promuovere una " convivenza felice " tra uomo e natura, iniziando proprio dall'infanzia. Educare alla natura significa insegnare ai bambini a conoscere e rispettare i principi dell’ecologia e del funzionamento degli ecosistemi. Questo tipo di educazione, definita " ecoliteracy " da Fritjof Capra , include concetti come i cicli naturali, la sostenibilità e l'interconnessione tra tutti gli esseri viventi. Luoghi come orti scolastici o giardini diventano strumenti educativi preziosi, ambienti vivi e ricchi di stimoli dove i bambini possono esplorare, imparare attraverso i sensi e sviluppare un rapporto diretto con il mondo naturale. L’obiettivo è stimolare la curiosità e il pensiero sistemico, favorendo la scoperta e il benessere. Un ambiente educativo esterno ben progettato, armonico ed esteticamente curato può migliorare la qualità della vita dei bambini, contribuendo alla sostenibilità e al senso di responsabilità collettiva. Questo richiede il coinvolgimento di più discipline come ecologia, architettura, antropologia per costruire un’educazione integrata e sensibile alla natura. Infine, si sottolinea l'importanza di una visione pedagogica biocentrica, dove al centro ci siano la vita e le relazioni vitali, e in cui l’educazione contribuisca a formare cittadini consapevoli, capaci di rispettare e prendersi cura del pianeta. 2.I DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI ALBERTO RABITTI " I diritti naturali di bimbi e bimbe " è un documento scritto da Gianfranco Zavalloni, maestro e dirigente scolastico, che elenca 10 diritti fondamentali dei bambini legati a uno stile di vita semplice, naturale e rispettoso dei ritmi dell’infanzia. Zavalloni ci invita a riflettere su come la nostra società moderna stia trascurando questi bisogni naturali. I 10 diritti sono:

  1. Diritto all’ozio: I bambini hanno bisogno di tempo libero non programmato per annoiarsi, inventare, stare soli e imparare a gestire i conflitti.
  2. Diritto a sporcarsi: Giocare con la terra, l’erba, l’acqua, i sassi è un'esperienza fondamentale per crescere. Il contatto con la natura arricchisce i sensi e la creatività.
  3. Diritto agli odori: Ogni luogo ha un odore unico, oggi spesso annullato da detersivi. I bambini devono conoscere il profumo della natura e degli ambienti reali.
  4. Diritto al dialogo: Viviamo in un mondo dominato dalla comunicazione a senso unico (TV, social). I bambini devono poter parlare, ascoltare storie, fare domande, dialogare.
  1. Diritto all’uso delle mani: Le mani servono per costruire, creare, imparare. Troppi giochi industriali e l’eccessivo uso di tecnologia limitano lo sviluppo della manualità.
  2. Diritto a un “buon inizio”: È importante offrire ai bambini ambienti sani e stimolanti, con cibo sano, aria pulita e relazioni positive fin dai primi anni di vita.
  3. Diritto alla strada: Le strade dovrebbero essere luoghi di incontro e gioco, non solo spazi per le auto. Serve restituire a bambini e anziani il diritto di viverle in sicurezza.
  4. Diritto al selvaggio: I bambini hanno bisogno di spazi naturali non organizzati per esplorare, arrampicarsi, nascondersi e sviluppare autonomia e fantasia.
  5. Diritto al silenzio: Il silenzio è un bene prezioso. Siamo troppo abituati al rumore. I bambini devono imparare ad ascoltare i suoni naturali e ritrovare calma interiore.
  6. Diritto alle sfumature: Viviamo in un mondo che tende a semplificare tutto in bianco e nero. I bambini devono riscoprire le sfumature della realtà, dei colori, delle emozioni e delle opinioni. Con questo, Zavalloni ci invita a rispettare la natura profonda dell'infanzia, fatta di lentezza, contatto con la terra, creatività, relazioni vere e libertà di esplorare il mondo con tutti i sensi. 3.COSA SONO GLI SPAZI NATURALI DI GIOCO ALBERTO RABITTI Oggi, quando si progettano i giardini delle scuole o i parchi per i bambini, spesso si pensa solo alla sicurezza, alla pulizia, alla comodità per gli adulti… ma si dimentica ciò che serve davvero ai bambini, il contatto diretto con la natura, la possibilità di esplorare, giocare liberamente e usare la fantasia. I giardini e i cortili scolastici, pur essendo tanti (più di 40. in Italia), sono spesso spazi vuoti, tristi e tutti uguali, senza identità, né stimoli. Non sono pensati per far imparare o socializzare i bambini, ma solo per "non dare problemi". Questo è un enorme spreco, sia per le città che per l’educazione. Per costruire spazi davvero utili ai bambini, non servono grandi opere o giardini perfetti. Serve ascoltare e osservare i bambini, vedere come giocano, cosa cercano all’aperto, quali materiali li incuriosiscono (terra, sabbia, foglie, rami...). Solo così si possono creare spazi semplici ma ricchi, belli e vari, dove possano nascondersi, arrampicarsi, immaginare, scoprire. Inoltre, spesso si usa la parola "natura" in modo falso: chiamiamo "naturali" giardini finti, con erba perfetta e piante messe lì solo per bellezza, senza vera vita. La vera natura è viva, un po’ disordinata, cambia ogni giorno, e solo stando in mezzo a questa natura vera, i bambini possono davvero fare esperienze importanti. Infine, si propone un’idea bellissima: il giardino della scuola dovrebbe essere come un grande laboratorio all’aperto, dove tutto cambia con le stagioni e ogni angolo può diventare un gioco, un'esperienza o una scoperta. Non servono grandi strutture, ma cura, osservazione, fantasia e ascolto dei bambini. i bambini hanno bisogno di spazi naturali veri, liberi e vivi, non di parchi perfetti ma vuoti. Per costruirli, dobbiamo metterci dalla loro parte, osservare, fidarci di loro e lasciarli esplorare. Così l’educazione sarà più ricca e profonda. 4.APPRENDERE IN GIARDINO (SINESTESIA ED ESTETICA IN NATURA) FEDERICA MARANI E ALBERTO RABITTI Il giardino non è solo un luogo bello o decorativo, è uno spazio ricco di esperienze e relazioni, un ambiente dove i bambini possono scoprire, imparare e crescere in modo naturale. Nel

LINA BORGHI E LAURA FANTINI

I bambini vivono un'esperienza continua e senza separazioni nette tra dentro e fuori, a differenza degli adulti che tendono a dividerli. Le vetrate del nido e della scuola, che fungono da "membrane permeabili", permettono di osservare il mondo esterno, stimolando la curiosità dei bambini verso la natura, gli eventi atmosferici e tutto ciò che li circonda. Questa curiosità li spinge a esplorare, a fare domande e a creare connessioni tra ciò che vedono fuori e ciò che accade dentro. La pioggia, le nuvole, il cielo e il cambiamento della luce sono momenti che catturano la loro attenzione e offrono occasioni di apprendimento. Per esempio, i bambini osservano le nuvole e, grazie a strumenti come la fotocamera digitale, riescono a catturare immagini delle trasformazioni del cielo, creando nuove rappresentazioni e immaginari. Quando piove, il giardino diventa uno spazio di scoperta inusuale, dove i bambini si soffermano a notare i dettagli, come le gocce che cadono, il rumore della pioggia e le riflessioni sull’acqua. In alcuni casi, l'incontro con la natura, come scoprire i lombrichi nel terreno, diventa un'opportunità di apprendimento. In questo modo, l'ambiente esterno arricchisce la loro esperienza, permettendo una connessione tra ciò che succede fuori e ciò che vivono dentro, sviluppando una comprensione più profonda del mondo. IL BELLO E’ FUORI SE C’E’ ESPERIENZA LINA BORGHI, LAURA FANTINI E MARZIA SETTEPASSI Gli adulti spesso si preoccupano di organizzare gli spazi verdi con giochi e strutture, ma in realtà il mondo naturale offre già tutto ciò che serve per stimolare la curiosità dei bambini. Il compito dell'adulto è accompagnare il bambino in questa esplorazione, dando loro il tempo di fermarsi, osservare, toccare, ascoltare e scoprire. L'esperienza del contatto con la natura, come il prato, gli alberi e la terra, permette ai bambini di esplorare sensazioni tattili, odori e trasformazioni, mentre si esprimono liberamente con il corpo. Il tempo trascorso all'aperto stimola la curiosità e la libertà emotiva dei bambini, aiutandoli a sviluppare un rapporto sensibile con l'ambiente. Attraverso il gioco e l'esplorazione, i bambini apprendono informazioni che li rendono più sicuri e consapevoli. L'adulto può valorizzare questa esperienza offrendo parole e contesti che aiutano i bambini a comprendere meglio ciò che osservano, suscitando meraviglia e favorendo anche una dimensione narrativa nelle loro scoperte. OSSERVARE E SOSTARE LINA BORGHI E LAURA FANTINI Lo spazio esterno offre molte opportunità per i bambini di fermarsi, osservare e scoprire nuovi punti di vista. Alcuni spazi, come osservatori e tane, sono progettati per stimolare prospettive visive insolite, aiutando i bambini a guardare il mondo da angolazioni diverse. Altri spazi naturali, come intrecci di rami o buchi, diventano "corridoi ottici" che incuriosiscono i bambini, spingendoli a esplorare il paesaggio con occhi nuovi. Questi luoghi speciali trasformano la relazione tra figura e sfondo, facendo in modo che il paesaggio, normalmente visto come sfondo, diventi un oggetto d'osservazione incorniciato da queste "lenti naturali". I bambini, mentre osservano, si nascondono anche dagli altri, trovando momenti di intimità e stupore. Gli osservatori e le sedute nel giardino offrono spazi raccolti

che favoriscono emozioni e riflessioni. I bambini scelgono dove sostare, a volte usando le sedute per scopi diversi, e altre volte trovando angoli informali per sedersi, dando tempo a sé stessi per assimilare conoscenze, emozioni e relazioni. L'osservatorio diventa così uno strumento per esplorare e studiare il mondo circostante. 5.IDENTITA’ DEI LUOGHI, ABITABILITA’ E QUALITA’ DELLE ESPERIENZE -RICERCA IN GIARDINO: STUPORI, SCOPERTE, INCANTI. FEDERICA MARANI L'approccio educativo descritto si basa sulle teorie sociocostruttive dell'apprendimento, secondo cui la conoscenza si costruisce attraverso interazioni tra l'individuo, l'ambiente e le relazioni sociali. In questo contesto, l'organizzazione dello spazio in scuole e nidi è progettata per favorire scambi e connessioni tra persone e oggetti, creando un ambiente ricco di esperienze. L'ambiente deve essere armonioso ed esteticamente piacevole, poiché queste condizioni facilitano l'apprendimento e le relazioni. Gli educatori devono ascoltare e osservare le strategie conoscitive dei bambini, collaborando con loro per esplorare e costruire conoscenza in modo condiviso. Ogni spazio deve essere pensato per permettere ai bambini di esprimere le proprie potenzialità e curiosità, in una relazione dinamica con l'ambiente. Inoltre, ogni spazio, come un giardino, ha una sua identità che si sviluppa attraverso l'interazione dei bambini con quel luogo. Comprendere come i bambini vivono e trasformano uno spazio è fondamentale per sostenere i loro processi di scoperta e apprendimento. Ogni giardino, ad esempio, è un luogo di ricerca, emozione e comprensione dei fenomeni naturali, dove le esperienze quotidiane contribuiscono a costruire una conoscenza condivisa. UNA GRANDE RISORSA PER COSTRUIRE POSSIBILITA’: IL GIARDINO DEL NIDO MELOGRANO LAURA FANTINI Il nido d'infanzia "Il Melograno" di Correggio valorizza il proprio giardino come risorsa fondamentale per l'apprendimento dei bambini. Questo spazio, vissuto in tutte le stagioni, offre molte opportunità per esplorare l'ambiente esterno. Negli ultimi anni, grazie all'intervento del consulente Alberto Rabitti, il giardino è stato parzialmente modificato per ampliare le sue potenzialità, mantenendo però il rispetto per l'esistente. Tra le novità introdotte, c'è un labirinto di salice, con linee sinuose che i bambini possono percorrere, trasformando lo spazio con il gioco simbolico e le narrazioni. Inoltre, è stata realizzata una collina con pendii dolci, che offre ai bambini l'opportunità di esplorare il linguaggio del corpo attraverso attività come corse, salti e arrampicate. Queste modifiche arricchiscono le esperienze quotidiane dei bambini e stimolano anche riflessioni sugli spazi da parte degli adulti. Il coinvolgimento dei genitori nella progettazione degli spazi è stato importante, con la creazione di interventi come una "stanza sonora", uno spazio per esperimenti con materiali naturali e una tana per il gioco simbolico. Questi spazi aiutano i bambini a vivere creativamente il giardino, che è arricchito dalla vegetazione e dalle stagioni che offrono colori e forme sempre diversi. Il giardino, quindi, diventa non solo un luogo di esplorazione naturale, ma anche uno spazio di crescita, scoperta e interazione per i bambini. UN PROGETTO PARTECIPATO: IL POLO EDUCATIVO DI BARCO

creazione di un ambiente che stimoli la conoscenza, il rispetto per la natura e la

sostenibilità. Il giardino del nido, con l'orto e le erbe aromatiche, offre ai bambini

esperienze sensoriali che coinvolgono il tatto, l'olfatto e la vista, favorendo scambi e

relazioni tra di loro. L'orto diventa uno spazio di apprendimento e di esplorazione,

dove i bambini osservano e studiano le piante, sviluppando anche competenze

matematiche, come l'ordinamento e la classificazione. La luce naturale gioca un ruolo

fondamentale nel giardino, creando diverse sensazioni, stimolando emozioni e

riflessioni. I bambini possono osservare i cambiamenti nel paesaggio e scoprire

concetti come la visibilità, la trasparenza e la luminosità. Il giardino offre anche spazi

di gioco simbolico, come nicchie o rifugi, che permettono ai bambini di esplorare il

loro sé e la loro relazione con gli altri, sviluppando capacità comunicative e

relazionali. In questo ambiente naturale, i bambini sono coinvolti in attività che

stimolano la loro curiosità e li aiutano a comprendere meglio il mondo che li

circonda, attraverso esperienze di gioco, movimento e scoperta.

6.SOLUZIONI NATURALI PER IL GIOCO: ALCUNI RILANCI.

ALBERTO RABITTI

Negli ultimi tempi si è posta grande attenzione al modo in cui i bambini vivono gli

spazi a loro dedicati, soprattutto all’aperto. È importante mettersi nei loro panni e

ricordare cosa piaceva a noi da piccoli: i giochi semplici , la libertà di esplorare , la

fantasia. I luoghi naturali sono perfetti per favorire relazioni , creatività e crescita.

Giardini ricchi di stimoli naturali come rami, piante, terra, insetti, colori e profumi

offrono esperienze sempre diverse e permettono ai bambini di inventare giochi,

costruire rifugi, arrampicarsi, scavare o semplicemente osservare la vita che li

circonda. Questo tipo di ambiente è molto più utile alla loro curiosità e intelligenza

rispetto alle classiche strutture da parco giochi. Non servono tante attrezzature

artificiali. Basta progettare spazi che aiutino i bambini a muoversi, scoprire e giocare

in autonomia, tenendo conto delle loro capacità fisiche, sensoriali e immaginative.

Ogni giardino dovrebbe essere unico, pensato in base al luogo, alla scuola e alle

persone che lo vivono. L’orto, per esempio, è un luogo perfetto per imparare con le

mani sporche, osservare il ciclo della natura, raccogliere frutti e convivere con insetti,

fiori e radici. Qui si scopre anche il senso del limite, della pazienza e del rispetto per la

vita. La natura, infine, va protetta e valorizzata anche nei piccoli dettagli, come le erbe

spontanee, che possono diventare parte del gioco e dell’osservazione. Lasciare che

un giardino cresca con libertà e fantasia crea mille punti di vista diversi e opportunità

di apprendimento inattese.

7.LABORATORI CON LE FAMIGLIE IN GIARDINO

-SUGGESTIONI D’AMBIENTE: ORTI AL NIDO. FEDERICA MARANI

All’asilo nido L’Arca si è avviato un progetto di rinnovamento degli spazi interni ed

esterni con il coinvolgimento di famiglie, insegnanti e bambini. L’obiettivo è creare

ambienti educativi che rispondano ai bisogni dei bambini e favoriscano il loro

sviluppo attraverso esperienze quotidiane e sensoriali. Attraverso un questionario

rivolto alle famiglie, è nato il “Gruppo ambiente”, che ha lavorato per ripensare il

parco del nido, dando vita al percorso educativo chiamato Suggestioni d’ambiente.

L’idea centrale è che ogni spazio del nido debba essere vissuto, sentito e trasformato

da chi lo abita: bambini, adulti e comunità. Il parco e l’orto sono stati riconosciuti

come luoghi privilegiati per osservare la crescita, la trasformazione e i cicli della

natura. L’orto, in particolare, è stato rinnovato e ha offerto ai bambini la possibilità di

sperimentare il prendersi cura delle piante, comprendere la stagionalità e osservare il

ciclo di vita, dalla semina alla raccolta. Nel corso delle attività, è nato anche un

semenzaio all’interno del nido, curato dai bambini con il supporto di un genitore

esperto. I bambini hanno osservato, fatto domande, espresso pensieri e

rappresentazioni personali attraverso il disegno, la scrittura e l’uso di materiali come

la creta. Attraverso questi momenti, i bambini sviluppano conoscenze, emozioni,

linguaggi e teorie proprie, condividendole e confrontandole con gli altri. Questo

approccio valorizza l’ambiente come spazio educativo ricco di stimoli, dove ogni

elemento naturale diventa occasione di apprendimento, relazione e crescita comune.

TESSERE ORIZZONTI. ROBERTA PRANDI

Il progetto Tessere orizzonti , ideato dall’artista Antonella De Nisco , è un intervento

simbolico e spaziale nato per offrire un nuovo modo di osservare l’ambiente

scolastico. Nelle scuole dell’infanzia “Il Frassino ” e al nido “ L’Aquilone ” di Albinea, il

progetto ha portato alla creazione di installazioni fatte con materiali vegetali

intrecciati, ricavati dalle potature locali. Le installazioni sono state realizzate grazie

alla collaborazione tra educatori, genitori e nonni, e hanno trasformato parte del

panorama intorno agli edifici scolastici. Queste strutture naturali, di varie forme e

dimensioni, si integrano armoniosamente con l’ambiente, creando giochi di luce,

ombre e linee di confine tra natura e spazio urbano. Il progetto ha coinvolto

simbolicamente cinque comuni del territorio, creando un orizzonte immaginario

condiviso, capace di stimolare lo sguardo e la curiosità di bambini e adulti, rendendo

l’ambiente scolastico ancora più ricco di significato e bellezza.

8. OLTRE IL GIARDINO: LA CITTA’, IL TERRITORIO

-IN DIALOGO CON I GIARDINI PUBBLICI DELLA CITTA’. FEDERICA MARANI

I bambini vivono un'esperienza educativa all’aperto, nei giardini pubblici, dove

entrano in contatto diretto con la natura e in particolare con gli alberi. Questo

contatto stimola i sensi e favorisce l’osservazione attenta delle caratteristiche degli

elementi naturali, come forma, altezza, colore e odore. Attraverso il gioco e la

educativo con nuovi stimoli. Il progetto ha evidenziato quanto i bambini siano capaci

di ascoltare, interpretare e raccontare i luoghi, intrecciando conoscenze, emozioni e

linguaggi espressivi in modo profondo e autentico.

BRAVE GARDEN E SLOW FOOD: CONDIVIDERE VALORI E AZIONI ECOLOGICI.

ROBERTA PRANDI

Parlare di Earth Democracy già nei servizi per l’infanzia è importante e necessario.

Educare i bambini e le bambine all’amore e al rispetto per la natura è un impegno che

coinvolge tutta la comunità educativa. Un esempio concreto è il progetto realizzato al

nido-scuola Brave Garden di Bassano del Grappa, dove è stato costruito un orto

grazie alla collaborazione con Slow Food. L’orto non è solo un’attività pratica, ma

diventa un vero e proprio progetto pedagogico: un piccolo ecosistema dove i bambini

imparano a osservare, a prendersi cura delle piante, a rispettare i tempi della natura

e a riflettere sul ciclo della vita. Tutti partecipano: bambini, insegnanti, genitori, nonni

e produttori locali, creando una comunità dell’apprendimento. Durante le attività

nell’orto i bambini usano i sensi, fanno esperienze significative, pongono domande e

sviluppano nuove competenze. I prodotti coltivati vengono portati all’interno del nido

per analisi, giochi, racconti e attività multimediali. I bambini, ad esempio, inventano

storie con i personaggi dell’orto e le animano con strumenti digitali. Anche le famiglie

sono coinvolte: partecipano a momenti di formazione e alle attività di semina e cura.

L’orto diventa così un luogo di relazione, conoscenza e condivisione tra generazioni. Il

tempo dell’orto è diverso: è lento, ciclico e naturale, insegna l’attesa, la cura e la

trasformazione. Attraverso l’orto, si trasmettono valori ecologici, culturali e sociali

fondamentali, offrendo ai bambini e alle bambine strumenti per diventare cittadini

consapevoli e rispettosi dell’ambiente.

9. I SOLITI PROBLEMI. ALBERTO RABITTI

Quando si parla di educazione in natura, spesso emergono paure e resistenze da

parte degli adulti: insegnanti, ausiliarie, tecnici comunali, genitori. Si tende a vedere

la natura come qualcosa di pericoloso, fuori controllo e scomodo. In realtà, il vero

ostacolo è la mancanza di dialogo e collaborazione tra le diverse figure coinvolte

nell'educazione. Serve costruire un linguaggio comune, condividere responsabilità e

riconoscere l’importanza educativa degli spazi naturali, come il giardino scolastico.

Giardino e scuola dovrebbero essere pensati come un insieme unico, sin dalla

progettazione, integrati nei tempi e negli spazi della giornata educativa. Molte paure

legate alla sicurezza sono spesso ingigantite o non fondate, mentre è possibile

affrontare i veri rischi con buon senso e soluzioni condivise. Il rischio, infatti, è anche

un'opportunità educativa: aiuta i bambini a sviluppare attenzione e autonomia.

Un’altra difficoltà è il concetto di “ sporco ”. In natura tutto può sporcare, ma il gioco

con fango, erba e pozzanghere è una parte fondamentale dell’infanzia. Bisogna

evitare divieti inutili e dotarsi invece di attrezzature adeguate, regole chiare e

abbigliamento adatto. Anche la manutenzione è una sfida: un ambiente vivo come un

giardino richiede più cura, ma in cambio offre esperienze ricche e significative. Il

coinvolgimento di adulti, famiglie e reti di volontariato può aiutare a gestire questi

spazi in modo sostenibile. Il tempo è un altro elemento da considerare: bisogna

sfruttare anche brevi momenti all’aperto per esplorare, osservare e imparare, anche

con il brutto tempo. I bambini sono spesso più pronti degli adulti ad accettare

pioggia, freddo e nebbia. Infine, un giardino non deve essere perfetto, ma capace di

offrire esperienze. Anche zone meno curate possono essere spunti educativi.

L’importante è viverlo, non solo guardarlo: è attraverso l’esperienza diretta che il

giardino diventa davvero educativo.