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-i casi unici -le caratteristiche del professionista rifessivo -le competenze del professionista dell'educazione -percorso legislativo dal 68 ad oggi
Tipologia: Sintesi del corso
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Lo studio della teoria, nel campo dell’educazione, è relativamente importante. Questo permette di saper sì riconoscere di volta in volta le situazioni che si presentano, tuttavia è necessario entrare nell’ottica che si ha costantemente a che fare con casi unici e non ripetibili. Il sapere professionale non può e non deve essere prettamente riconducibile alla sua conoscenza e successiva applicabilità: questo fornisce semplicemente delle basi, delle quali la più importante è che nessun caso è identico agli altri, e che quindi il trovarsi ogni volta dinanzi a esperienze di sorpresa è fondamentale per mettersi nella condizione di porsi delle domande diventando un professionista riflessivo. L’azione riflessiva dev’essere:
consapevolezza di poter influire positivamente sulla propria vita a partire dalle proprie potenzialità.
o Interagire in modo positivo e costruttivo con i colleghi, adoperando un adeguato linguaggio a seconda del professionista con cui ci si trova ad interloquire. Comunicare di volta in volta non solo l’azione educativa funzionale, ma anche le esperienze fallimentari, permette di riflettere sul caso a mente lucida e in maniera distaccata e di impadronirsi del vissuto. o Capacità di lavorare in gruppo , inteso come una totalità dinamica basata sull’interdipendenza dei membri, coinvolti nella gestione delle situazioni che porta a cambiamenti instabili ma durevoli perché condivisi. Lavorare in gruppo significa rendersi disponibili all’ascolto dell’altro accettando la diversità dei punti di vista o Tener presente che quella tra educatore ed educando è una relazione asimmetrica e tale deve rimanere. Di conseguenza il professionista dell’educazione deve saper comunicare con svariati soggetti diversi, utilizzando strumenti adeguati a ciascuno di essi. L’ascolto deve essere attivo e non giudicante, empatico il tanto che basta per stabilire un legame di fiducia reciproca, che non sfoci in rapporti morbosi che non contribuiranno all’empowerment del singolo. o Possedere un’adeguata auto- o percezione delle proprie emozioni ( competenza emotiva ). Si deve trovare il giusto connubio tra empatia e distanza. Porre troppa distanza tra educando ed educatore significherebbe imporre un modello educativo troppo freddo e cinico, e lo scarso coinvolgimento emotivo può portare a livelli di burnout. o Fare rete e lavorare in equipe con altri professionisti facendo riferimento a un sistema di supervisione, consulenza e formazione e soprattutto alle tecniche narrative * e autobiografiche o Gestire adeguatamente i conflitti** può attivare strategie di mediazione e negoziazione, secondo le quali i diretti interessati ragionano secondo la logica dell’”e” e non dell’”o”, entrando nell’ottica che cooperare è più conveniente che competere. o Saper lavorare in una dimensione interculturale. La competenza culturale prevede la capacità di rispettare e valorizzare culture differenti dalla propria, garantendo la privacy degli educandi, e sospendendo il giudizio e mantenendo la curiosità e il desiderio di scoperta ***** la narrazione è tra le principali strategie mediante cui si attua una riflessione critica sull’esperienza, e può essere sia collettiva, che individuale (autobiografia ****** ); quest’ultima è intesa come modo di sentire che consente di ordinare l’esperienza, costruire la realtà, rappresentare alternative e possibilità diverse e rappresenta un senso di appartenenza reciproca: attraverso il racconto e la condivisione di un vissuto si gettano le basi per la costruzione di un’empatia. Oltre alla narrazione, al diario e all’autobiografia, un’altra strategia funzionale per la competenza riflessiva è la tecnica dell’incidente critico , atta a stimolare la riflessione individuale e collettiva e ad analizzare i comportamenti messi in atto dai professionisti in situazioni critiche per capire in qualche modo si consolidano convinzioni, regole e abitudini, anche sbagliate, durante la pratica professionale e formativa.