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Riassunto I generi televisivi, Schemi e mappe concettuali di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo

riassunto libro i generi televisivi

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 13/12/2025

elisasev
elisasev 🇮🇹

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I generi televisivi
CAPITOLO 1: BREVE STORIA DELLE TEORIE DEI GENERI
1. L’evoluzione del concetto di genere
La riflessione sull’arte e in particolare sulla letteratura accompagna fin dagli albori la stessa attività artistica e letteraria.
L’opera di Platone e Aristotele avranno una grandissima influenza sui filosofi che seguiranno e sui generi, costituiranno un
vero e proprio insieme di regole per costruire “correttamente” i testi dei poeti e letterati che dà loro trarranno ispirazione. In
particolare, la Poetica di Aristotele riaccende un dibattito sui generi letterari e diventa vera e propria norma per la
produzione letteraria con particolare impatto sulle forme teatrali.
La sua opera non si limita a descrivere le tragedie scritte e rappresentate, ma stabilisce una serie di indicazioni operative
che il poeta tragico dovrebbe rispettare; in questo modo si apre la strada a una concezione precettistica della riflessione sui
generi.
Nasce così il “mito” dell’autore e dell’opera d’arte come frutto della sua sensibilità in cui l’originalità diventa il valore
principale.
Si assiste, dall’Ottocento in poi ad un’evoluzione progressiva della posizione sociale dell’artista e, dall’affermarsi della
società borghese, l’artista arriva, per la prima volta, a confrontarsi con un “mercato” di consumatori di prodotti artistico-
letterari, ai quali proporre quindi “articoli” in grado di interessare e motivare all’acquisto (industria culturale).
La presenza di clienti ben riconoscibili dal punto di vista socio economico portò alla creazione di opere con caratteristiche
precise in grado di rispondere alle esigenze di un mercato ben definito.
La produzione culturale però deve riuscire a raggiungere pubblici diversi e non solo i facoltosi clienti appartenenti all’élite e
una delle conseguenze più rilevanti è il ritorno alla ribalta proprio del genere, non più come norma poetica da rispettare o, al
contrario, da rigettare. La produzione culturale, quindi vienecodificata” in generi con altri scopi e in altre forme e
modalità rispetto alle “poetiche” del passato.
Con la nascita di un’industria culturale e con il rapido aumento del pubblico c’è un bisogno costante di nuove opere in
grado di soddisfare i bisogni di intrattenimento culturale che fa sviluppare un meccanismo di standardizzazione della
produzione. L’industria culturale si sviluppa perciò a partire dalla seconda metà dell’Ottocento intorno alla nascita e
all’affermazione di un nuovo tipo di prodotto culturale realizzato, distribuito e consumato grazie alla mediazione dei generi.
Esso infatti viene:
ideato e prodotto secondo i canoni di immediata riconoscibilità (stile, contenuto, personaggi identificabili);
distribuito e pubblicizzato in modo massiccio;
fruito sempre di più e sempre più fedelmente da un pubblico vasto e indifferenziato ma al suo interno
diviso in gruppi; il genere si trasforma così da definizione teorica a elemento cardine dell’industria culturale,
legato non solo alle caratteristiche interne dell’opera stessa (forma e contenuti) ma in grado di spiegare anche il
modo in cui un’opera vive nella società, influenzando i modi di produrre, di distribuire e di consumare i prodotti
culturali.
Il sistema dei generi si afferma anche negli anni Trenta negli studios di Hollywood. Questo modello funzionava
partendo da alcuni presupposti:
- i film di genere sono prodotti in serie, in quanto dotati di caratteristiche tematiche;
- produttori, distributori ed esercenti cinematografici dichiarano in modo esplicito l’appartenenza di un film a un
determinato genere;
- ogni pellicola può beneficiare della fedeltà di ampi gruppi di spettatori appassionati di quel genere.
Proprio in quegli anni, come applicazione di questo modello, si sviluppano e raggiungono un elevato livello di
perfezionamento dei generi. Dagli anni Sessanta e Settanta in poi il cinema, americano e soprattutto europeo, pur non
rinunciando alla produzione di genere, dà vita a opere meno standardizzate, frutto di un'originalità creativa legata ai
singoli autori.
2. Qualche coordinata teorica sui generi
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I generi televisivi

CAPITOLO 1: BREVE STORIA DELLE TEORIE DEI GENERI

1. L’evoluzione del concetto di genere La riflessione sull’arte e in particolare sulla letteratura accompagna fin dagli albori la stessa attività artistica e letteraria. L’opera di Platone e Aristotele avranno una grandissima influenza sui filosofi che seguiranno e sui generi, costituiranno un vero e proprio insieme di regole per costruire “correttamente” i testi dei poeti e letterati che dà loro trarranno ispirazione. In particolare, la Poetica di Aristotele riaccende un dibattito sui generi letterari e diventa vera e propria norma per la produzione letteraria con particolare impatto sulle forme teatrali. La sua opera non si limita a descrivere le tragedie scritte e rappresentate, ma stabilisce una serie di indicazioni operative che il poeta tragico dovrebbe rispettare; in questo modo si apre la strada a una concezione precettistica della riflessione sui generi. Nasce così il “ mito” dell’autore e dell’opera d’arte come frutto della sua sensibilità in cui l’originalità diventa il valore principale. Si assiste, dall’Ottocento in poi ad un’evoluzione progressiva della posizione sociale dell’artista e, dall’affermarsi della società borghese, l’artista arriva, per la prima volta, a confrontarsi con un “mercato” di consumatori di prodotti artistico- letterari, ai quali proporre quindi “articoli” in grado di interessare e motivare all’acquisto ( industria culturale ). La presenza di clienti ben riconoscibili dal punto di vista socio economico portò alla creazione di opere con caratteristiche precise in grado di rispondere alle esigenze di un mercato ben definito. La produzione culturale però deve riuscire a raggiungere pubblici diversi e non solo i facoltosi clienti appartenenti all’élite e una delle conseguenze più rilevanti è il ritorno alla ribalta proprio del genere, non più come norma poetica da rispettare o, al contrario, da rigettare. La produzione culturale, quindi viene “ codificata” in generi con altri scopi e in altre forme e modalità rispetto alle “poetiche” del passato. Con la nascita di un’ industria culturale e con il rapido aumento del pubblico c’è un bisogno costante di nuove opere in grado di soddisfare i bisogni di intrattenimento culturale che fa sviluppare un meccanismo di standardizzazione della produzione. L’industria culturale si sviluppa perciò a partire dalla seconda metà dell’Ottocento intorno alla nascita e all’affermazione di un nuovo tipo di prodotto culturale realizzato, distribuito e consumato grazie alla mediazione dei generi. Esso infatti viene:  ideato e prodotto secondo i canoni di immediata riconoscibilità (stile, contenuto, personaggi identificabili);  distribuito e pubblicizzato in modo massiccio ;  fruito sempre di più e sempre più fedelmente da un pubblico vasto e indifferenziato ma al suo interno diviso in gruppi; il genere si trasforma così da definizione teorica a elemento cardine dell’industria culturale, legato non solo alle caratteristiche interne dell’opera stessa (forma e contenuti) ma in grado di spiegare anche il modo in cui un’opera vive nella società, influenzando i modi di produrre, di distribuire e di consumare i prodotti culturali. Il sistema dei generi si afferma anche negli anni Trenta negli studios di Hollywood. Questo modello funzionava partendo da alcuni presupposti:

  • i film di genere sono prodotti in serie, in quanto dotati di caratteristiche tematiche;
  • produttori, distributori ed esercenti cinematografici dichiarano in modo esplicito l’appartenenza di un film a un determinato genere;
  • ogni pellicola può beneficiare della fedeltà di ampi gruppi di spettatori appassionati di quel genere. Proprio in quegli anni, come applicazione di questo modello, si sviluppano e raggiungono un elevato livello di perfezionamento dei generi. Dagli anni Sessanta e Settanta in poi il cinema, americano e soprattutto europeo, pur non rinunciando alla produzione di genere, dà vita a **opere meno standardizzate, frutto di un'originalità creativa legata ai singoli autori.
  1. Qualche coordinata teorica sui generi**

L'importanza del concetto di genere all'interno della storia della produzione culturale ha fatto sì che nell'ultimo secolo esso sia stato discusso e riformulato all'interno di molte discipline è affrontato da molti punti di vista. Che cos'è un genere? E come è possibile arrivare ad una classificazione dei prodotti comunicativi suddividendoli in generi? Uno dei punti di partenza per distinguere i vari generi può essere quello di definire a priori quali sono le caratteristiche che ogni prodotto deve avere per appartenere a un determinato genere. Nel caso della televisione, ad esempio, il game show e il talk show, simili per caratteristiche formali, si distinguono il primo per la presenza di un meccanismo di gioco e di premi, il secondo per la rilevanza del dialogo-conversazione tra i partecipanti. In questo approccio i generi sono per così dire delle “ costruzioni teoriche ” che nella realtà concreta non si trovano mai realizzate completamente, ma servono per definire e spiegare meglio l'inesauribile varietà delle produzioni: nell'esempio televisivo possiamo osservare che in realtà il talk show o il game show non si presentano praticamente mai come forme assolute, ma sempre incrociate, ibridate con altre. Un altro modo per affrontare il problema è quello di intervenire attribuendo le etichette di genere a posteriori : in questo modo i vari prodotti saranno visti all'interno dei contesti di produzione e di consumo in cui nascono e si diffondono e non al di fuori di essi. I generi in questo caso non sono più etichette assegnate a priori e non hanno più la pretesa di essere definiti una volta per tutte. Questa seconda impostazione è chiamata storico-induttiva. Limitarsi a un metodo o all'altro pone dei problemi in quanto nel primo caso è difficile riuscire a individuare una volta per tutte e quali caratteri distinguono in modo inequivocabile un genere da un altro. Di volta in volta si rischia di riferirsi a criteri diversi (contenuto, contesto, ritmi di produzione). Nel secondo caso una semplice catalogazione a posteriori rischia di far esplodere il numero di etichette di genere. Questa moltiplicazione è molto pericolosa perché può accadere che si crei una mappa di generi ampia quanto quella dei programmi che dovrebbe catalogare: a questo punto allora è inutile parlare dei generi perché ogni programma diventa un genere a sé. L'altro rischio è di non riuscire a dare un minimo di fondamento teorico a tali suddivisioni, con la possibilità di trovare etichette diverse a prodotti simili o viceversa, semplicemente perché non sono chiari i criteri con i quali li andiamo a classificare.

  1. Proposta per una classificazione dei generi Possiamo individuare tre possibili accezioni di genere: **- genere come proprietà produttivo-formale
  • genere come proprietà del contenuto
  • genere come funzione sociale** GENERE COME PROPRIETÀ PRODUTTIVO-FORMALE. Con proprietà produttivo-formali ci riferiamo ai seguenti elementi:
  • il tipo di linguaggio caratteristico del prodotto (es. televisione  audiovisivo)
  • i modi di produzione (es. scelta tra esterno ed interno)
  • le tecniche e le tecnologie utilizzate (es. inquadrature, effetti speciali) Sicuramente la televisione, che racchiude in sé l'eredità di molteplici forme culturali che l'hanno preceduta, permette di vedere all'opera questo criterio di distinzione a molti livelli. Proprietà formali, infatti, in questo senso possono essere considerate anche la durata dei programmi , la frequenza di messa in onda , le modalità di ripresa , eccetera. GENERE COME PROPRIETÀ DEL CONTENUTO Entrano in gioco a questo livello numerose variabili:  Aspetti narrativi : la presenza o meno di un racconto  in televisione differenzia il genere fiction dai programmi di intrattenimento o dai telegiornali.
  • pensiamo alla specializzazione dei canali di distribuzione che sempre più spesso devono ricorrere a una differenziazione in termini di contenuti proposti e di target di riferimento. I canali televisivi a pagamento dedicati allo sport sono implicitamente indirizzati a un pubblico maschile, le emittenti radiofoniche sempre più spesso si specializzano in generi musicali rivolti al segmento di pubblico ben identificati, per non parlare delle tradizionali segmentazioni del mercato dei periodici suddivisi in maschili, femminili, giovanili, etc., ognuno dei quali, per raggiungere questi target, seleziona contenuti e generi discorsivi ad hoc;
  • altre caratteristiche del genere sono sfruttate dalla strutturazione temporale dell'offerta, cioè a seconda di diversi periodi dell'anno (feste natalizie, estate). oltre alle scadenze stagionali sono importantissime le collocazioni all'interno dell'offerta quotidiana settimanale: ogni posizione nel palinsesto porta con sé attese relative al genere di programma. D. Il consumatore-fruitore usa a sua volta il genere per:
  • orientarsi all'interno di una produzione e di un'offerta sempre più ampia e variegata, selezionando di volta in volta i prodotti che rispondono meglio ai propri bisogni. Ogni individuo infatti nella sua esperienza di consumatore di media e fin dall'infanzia abituata a cogliere con estrema facilità i segnali di genere che i vari prodotti mostrano;
  • partecipare attivamente (attraverso associazioni, fanclub, community) o diventare parte di un target di riferimento per i media determinando con la propria fedeltà le stesse politiche produttive. E. Per i testi , essere strutturati secondo le regole di genere significa essere dotati di caratteristiche definite e ben riconoscibili sia nei contenuti che nelle forme. L'esperienza che ciascuno prova nel sapere che cosa aspettarsi da un giallo o da un talk show si lega con le esigenze da parte di chi produrrà il romanzo o il programma televisivo e di chi lo promuoverà in libreria o lo inserirà in un palinsesto. **CAPITO 2: I GENERI NELLA STORIA DELLA TELEVISIONE ITALIANA
  1. Gli anni Cinquanta (le origini)** I generi nascono all'interno di un contesto storico determinato e si evolvono con il mutare dei tempi. È quindi utile ripercorrere la storia della televisione generalista italiana. La televisione non nasce dal nulla, ma si sviluppa e si organizza:
  • da un punto di vista aziendale , all'interno degli apparati industriali propri della radio;
  • dal punto di vista del contesto socio culturale , in un mondo della comunicazione già ricco di offerte e contenuti. La televisione eredita dalla radio la possibilità di trasmettere in diretta, la diffusione domestica degli apparati di ricezione, l'appartenenza dei sistemi produttivi allo Stato. Il nuovo mezzo televisivo si confronta con i media che l'hanno preceduto ereditando da questi forme e contenuti, nonché generi consolidati. Visti i legami diretti con la radio, sia la struttura stessa della programmazione sia molti generi specifici vengono mutuati proprio da questo mezzo di comunicazione: i telegiornali riprendono lo schema dei radiogiornali, così come programmi musicali o di intrattenimento. Un altro media con il quale la televisione si è dovuta inevitabilmente confrontare è stato il cinema con il quale condivide il linguaggio espressivo, cioè il mix di immagini e suoni. Oltre a ospitare pellicole cinematografiche, la televisione italiana degli anni Cinquanta inizia a elaborare delle forme di racconto prendendo a prestito alcuni elementi del linguaggio cinematografico, ma ponendoli al servizio di testi teatrali o letterari. Il teatro, infatti, una delle forme di spettacolo che più influenzano la televisione italiana delle origini: da quello di prosa a quello di varietà e avanspettacolo. La Rai delle origini sviluppa modelli di programmi anche a partire da forme non mediali o spettacolari, ma desunte da istituzioni sociali come la scuola (es. Non è mai troppo tardi ). Tuttavia, il mezzo del divisivo fin da subito assorbe i contenuti e li elabora in modo originale. Troverà presto una via autonoma innestando questi contenuti su modalità seriali. 2. Gli anni Sessanta

La televisione vede negli anni Sessanta l'affermazione della sua centralità nel sistema nazionale dei media, grazie alla diffusione sempre più capillare nelle case degli italiani degli apparecchi di ricezione e allo sviluppo di tecnologie e innovazioni, tra cui le trasmissioni via satellite , che permettono la diffusione in contemporanea mondiale di eventi di cronaca e sport. Il mezzo è radicalmente nuovo, capace di produrre un senso inedito della realtà, avvicinando nello spazio e nel tempo le popolazioni di tutto il mondo. Nasce così la possibilità di creare quelli che i teorici dei media chiameranno media events , come campionati mondiali di calcio, olimpiadi, incoronazioni di reali, lo sbarco del primo uomo sulla Luna. Un'altra rilevante innovazione è l'introduzione dei sistemi di registrazione video-magnetica (Ampex), che consentono non solo di registrare ma anche di montare le immagini riprese dalle telecamere. Diventa possibile lavorare sul materiale audiovisivo con modalità simili a quelle del cinema. Il mezzo televisivo inizia a passare da una semplice riproposizione aggiornata di modelli presi altrove alla messa a punto di codici espressivi autonomi. Se nei primi anni l'obiettivo della Rai era quello di allargare al massimo la base di utenti, nel decennio successivo si cercherà di differenziare le proposte indirizzandole a segmenti di pubblico più specifici.

3. Gli anni Settanta La prima parte degli anni Settanta vede convivere nella televisione pubblica un'impostazione tradizionale con l'introduzione nei palinsesti di opere e generi innovativi. Dal 1975 con la legge di riforma del sistema radiotelevisivo la Rai viene profondamente rinnovata e viene dato il via libera alla nascita di realtà televisive a livello locale , che nel giro di pochissimi anni diventeranno temibili concorrenti del servizio pubblico. La riforma introduce all'interno della Rai una concorrenza interna , a garanzia di un maggior pluralismo informativo e culturale. In termini di programmazione si verificano numerosi cambiamenti e si propongono nuovi generi. Un esempio è dato dal palinsesto della domenica pomeriggio sulle due maggiori reti Rai. Nel 1976 su Rai 1 nasce Domenica in , della durata di ben sei ore, capace di creare un fil rouge, una omogeneità tra i diversi contributi data dalla presenza unificante del conduttore. Parallelamente Rai 2 mette in campo un programma alternativo, Altra domenica , di Renzo Arbore, che rappresenta l'alternativa giovanile e provocatoria al sobrio e rassicurante intrattenimento della rete ammiraglia. Questo programma contiene innovazioni particolarmente importanti come la possibilità dal pubblico a casa di intervenire telefonicamente per rispondere a semplici giochi e vincere piccole somme. La particolarità di questo programma sta nel fatto di essere il primo vero esempio di controprogrammazione messo a punto nella televisione italiana: è l'alternativa, anche nel titolo, alla programmazione della rete principale. Si realizza perciò quella competizione che caratterizza molte delle novità di genere. Il panorama interno alla Rai stimola quindi la nascita o la ridefinizione dei generi tradizionali : tra le novità ricordiamo la nascita del magazine informativo-spettacolare e le prime prove del talk show con Bontà loro di Maurizio Costanzo. In questo panorama, impossibile non ricordare Portobello di Enzo Tortora, di un genere che a partire dagli anni Ottanta diventerà centrale nella televisione contemporanea: il reality show. Tortora inaugura un nuovo modello di relazione tra presentatore e persona comune, basato sulla complicità e la capacità di ascolto: tutto ciò apre la strada anche a un modo diverso del pubblico di rapportarsi con il mezzo televisivo, più caldo, diretto, con sempre minori timori reverenziali. La serialità diventa un principio fondamentale nei nuovi palinsesti e i generi stessi si vanno modificando per privilegiare questo aspetto. I primi segnali di questo nuovo modo di fare televisione si hanno a partire proprio dalla metà degli anni Settanta, con la creazione di una nuova “ striscia ” (schema di programmazione delle fasce diurne che prevede la messa in onda dello stesso prodotto, alla stessa ora, per tutti i giorni feriali) nella fascia preserale, grazie all'utilizzo quotidiano di sitcom o serie americane del formato di mezz'ora. 4. Gli anni Ottanta Il decennio successivo vede l'affermazione di un modello televisivo fondato sulla coesistenza del servizio pubblico con un forte concorrente privato. Gli operatori del mercato pubblicitario impongono una nascita di sistemi di rilevazione dell'ascolto, in grado di misurare l'audience dei vari programmi e quindi degli slot pubblicitari messi inseriti.

ulteriore rispetto alla diffusione dei contenuti via Internet, in quanto si tratta di un nuovo approccio alla distribuzione dei contenuti caratterizzato dalle seguenti peculiarità:  sostituzione del palinsesto con il catalogo : l'offerta è sempre disponibile al fruitore (on demand) che è totalmente svincolato da ogni logica di appuntamento. Si sviluppa il cosiddetto binge watching , cioè la visione di moltissimi episodi di una serie;  assenza di ogni inserimento pubblicitario : il contratto con lo spettatore è ad abbonamento e non sono mai previste inserzioni pubblicitarie;  la diffusione quasi ubiquitaria della fruizione dei programmi televisivi che rende possibile assistere a un programma ovunque;  la focalizzazione solo sui programmi di library : essendo sostanzialmente dei cataloghi di programmi già realizzati, queste piattaforme sono dedicate soprattutto a generi come la fiction, i film cinematografici, i documentari, mentre sono assenti generi o sottogeneri televisivi come l'informazione, lo sport o programmi di intrattenimento come reality o i talent che si fondano sulla diretta. Dal momento in cui Internet è diventato un canale alternativo di distribuzione la fruizione è iniziata a svincolarsi dalla logica del palinsesto, cioè di un'offerta oraria predeterminata dall'emittente; con la diffusione sul telefono cellulare si era acquistata invece un'indipendenza dalla posizione domestica  televisione senza televisione, dove spazio e tempo sono sempre più intercambiabili. Anche i programmi e quindi i generi hanno iniziato a adattarsi perciò a questa nuova situazione. Per quanto riguarda i formati produttivi si è ad esempio sentita l'esigenza di realizzare programmi dalla durata ridotta in grado di essere fruiti nei ritagli di tempo; per essere visibili al meglio sui cellulari è poi indispensabile che il formato visivo tenga in considerazione le ridotte dimensioni degli schermi  spezzoni brevi, “ snack ” Un caso interessante di trasformazione dovuta ai nuovi media e quello relativo alle news : la disponibilità temporale praticamente illimitata offerta dai nuovi dispositivi consente al pubblico, infatti, un aggiornamento costante sui fatti, in tempo reale. Inoltre, le news hanno un'elevata flessibilità dal punto di vista del formato audio video. Infatti, il servizio giornalistico ricorre molto più al testo verbale che non alle immagini, a meno che queste non siano particolarmente significative come nel caso dei cosiddetti highlights degli avvenimenti sportivi, dove le immagini tornano ad essere le protagoniste. La diffusione su Internet di piattaforme, come YouTube, dette UGC ( User Generated Content ) - cioè, di contenuti generati dagli utenti - ha creato un vero e proprio nuovo modo di creare e fruire contenuti audiovisivi. Un’enorme quantità di video realizzati da persone comuni con mezzi tecnici ridotti al minimo ha letteralmente invaso la rete ( sketch comici, parodie, candid camera, gaming, video musicali, vlog, tutorial. Se nel nuovo millennio ci si confronta in modo significativo con i nuovi assetti tecnologici, la televisione tradizionale sta reagendo trasformandosi adattandosi al nuovo contesto. Quelle che stanno mutando in maniera più significativa sono le tipologie di canali presenti sul mercato che sempre più si stanno segmentando secondo la divisione free tv/pay tv. Ormai esistono generi televisivi quasi esclusivamente sulle pay-tv (contenuti Premium) a causa degli alti costi per l'acquisizione dei diritti che può essere remunerata solo attraverso la sottoscrizione da parte degli utenti di abbonamenti o all'acquisto caso per caso del singolo evento. Alle tv generaliste invece resta il predominio sui prodotti ideati e realizzati appositamente per i propri canali, pensati per catalizzare grandi ascolti attraverso la perfetta conoscenza dei target. Comune invece sia le pay-tv che alle televisioni gratuite è l' informazione. Mentre nella tv generalista l'informazione si presenta come un momento di scansione del tempo del palinsesto, nella televisione al pagamento assume la forma di “flusso” di notizie in onda 24 ore su 24 su canali dedicati. Se nel primo modello, la freetv , le news si presentano a orari fissi e divengono appuntamenti imperdibili per milioni di persone, nella pay-tv l'informazione è sempre disponibile e costantemente aggiornata ed entra in competizione con i siti Internet di news.

CAPITOLO 3: LA MAPPA DEI GENERI TELEVISIVI

1. Origine e destinazione dei programmi televisivi All'interno di un palinsesto si susseguono numerose tipologie di programmi: **- programmi non prodotti appositamente per la tv

  • programmi prodotti per la tv** Naturalmente questa macro distinzione presenta delle eccezioni: pensiamo a prodotti televisivi distribuiti anche nelle sale cinematografiche o prodotti in origine pensati per il grande schermo che per varie ragioni non sono diffusi nelle sale cinematografiche ma arrivano direttamente in televisione. 2. Generi extratelevisivi, promozione e pubblicità IL CINEMA I film destinati al grande schermo sono prodotti che conviene rimandare in termini di collocazione in un'ideale mappatura dei generi e a un luogo a sé stante. Il mondo del cinema, infatti, ha costruito una complessa griglia di generi traendo spunto dai generi letterari popolari preesistenti e nello stesso tempo ha costituito un modello fondamentale per la successiva strutturazione del sistema dei generi della fiction televisiva. Generi consolidati nella storia del cinema sono:
  • musical
  • western
  • commedia
  • thriller e horror
  • comico
  • poliziesco
  • cartoon
  • storico, letterario
  • fantascienza
  • avventura e fantasy VIDEOCLIP E TRAILER I palinsesti attuali presentano altri prodotti che è difficile attribuire in modo netto a una delle due macro distinzioni. Pensiamo ad esempio ai trailer dei film , che sono promozionali rispetto a questi ultimi ma sono realizzati per andare in onda sia nelle sale cinematografiche sia in televisione. Più interessante è il discorso che riguarda i videoclip musicali. Sono brevi produzioni, spesso molto dispendiose e di alto valore produttivo e creativo, che hanno una finalità promozionale ma che sono anche l'ingrediente fondamentale dei palinsesti delle reti tematiche musicali. Sono uno dei luoghi della produzione audiovisiva più fertili in termini di innovazione e hanno una notevole influenza sul linguaggio televisivo in generale. LA PUBBLICITÀ E L’AUTOPROMOZIONE
  • produttivo-formali : tempi, attori implicati, stili registico-estetici, caratteristiche estetiche
  • di contenuto : argomenti trattati, modalità di trattamento, modalità dell'argomentazione
  • funzione sociale : intrattenere, educare, informare
  • relazione con lo spettatore : passioni suscitate, modalità di coinvolgimento LA FICTION Viene creato un mondo di fantasia, in cui i personaggi e le vicende sono visti dall'esterno; non viene quindi costruita una relazione diretta con lo spettatore, anzi lo sguardo in macchina è vietato in quanto fa cadere il principio di verosimiglianza. Il tempo è scandito dalle regole della narrazione, con ellissi, flashback o flash-forward, etc. È realizzata in spazi costruiti ad hoc o esterni, ma con l'occultamento degli apparati di ripresa. La fiction fonda la sua specificità sulla presenza di un' istanza narrativa (messa in scena di un mondo possibile, popolato di attori e animato da eventi e passioni). L’INTRATTENIMENTO Si tratta di un'etichetta di genere molto ampia che comprende una gamma di programmi assai diversi tra loro. Dal punto di vista temporale possono essere sia in diretta sia registrati; gli spazi utilizzati sono in prevalenza studi televisivi attrezzati, mostrati e dichiarati come tali; i protagonisti possono essere molteplici (professionisti dello spettacolo, concorrenti, esperti, persone comuni); è presente solitamente almeno un conduttore; le caratteristiche estetico-formali possono essere molto diverse ma la prevalenza è quella di uno schema “scenico” in cui lo spazio visibile è organizzato secondo la divisione teatrale tra luogo destinato al pubblico presente e scena in cui avvengono le performance; particolarmente importante e poi il tipo di relazione che i programmi attraverso i loro conduttori instaurano con il pubblico (si cerca abitualmente il contatto con il pubblico proprio attraverso il coinvolgimento diretto dello spettatore da parte del conduttore). Per quanto riguarda il contenuto, prevale quello relativo a forme di divertimento/spettacolo, dalle performance musicali o comiche al gioco (talk show, reality show, etc.) L’intrattenimento si caratterizza per la sua finalità immediata (quella di divertire), ottenuto attraverso una grande varietà di mezzi espressivi. L’INFORMAZIONE È quel settore che offre al pubblico ricostruzioni, racconti, analisi e interpretazioni di ciò che accade nel mondo. Si tratta di mettere in opera una serie di strategie comunicative allo scopo di garantire la varietà di ciò che si sta trasmettendo.
  • a livello del tempo, la prevalenza assoluta della diretta come garanzia della presa sulla realtà; lo spazio dell'informazione è dato dalla dialettica tra l'interno dello studio e il mondo esterno; gli attori dell'informazione sono i giornalisti;
  • le caratteristiche registico-estetiche sono al servizio della creazione di un effetto di verità e chiarezza nel rapporto tra pubblico e informatori;
  • le modalità di argomentazione sono molteplici: anche se l'informazione dovrebbe essere caratterizzata da un certo distacco sono presenti altre modalità discorsive che mirano ad un maggior coinvolgimento emotivo. Il carattere fondamentale dell'informazione e la specifica funzione sociale che deriva dal contenuto dei programmi. LA CULTURA-EDUCAZIONE Sono tutti quei programmi che:
  • hanno come argomento prevalente temi quali l'arte, la letteratura, la storia, la geografia, la scienza, etc.
  • non sono necessariamente vincolati a una messa in onda immediata
  • per tutti gli altri parametri si ricollegano principalmente al genere informativo **Elementi fondamentali di quest'area sono la funzione sociale presupposta (educativa) e i contenuti proposti.
  1. Le contaminazioni di genere**

I palinsesti delle televisioni vivono in equilibrio tra un menù di proposte riconducibili ai generi tradizionali e un certo numero di nuovi programmi che, vista l'inevitabile difficoltà nell'ideale nuove formule all'interno dei generi classici, provano sempre più spesso a “giocare” con le regole di genere. Intervenire sulle regole di genere è un'operazione che spesso crea disorientamento e perciò anche rischi di insuccesso, in particolare tra gli spettatori più tradizionalisti e maturi. Numerose ricerche di mercato realizzate dalle emittenti evidenziano infatti come proporre programmi basati sull'orizzonte di attese e di rassicuranti certezze che l'appartenenza di un programma un determinato genere rappresenta per il pubblico sia un'operazione che costringe lo spettatore a rimettere in discussione atteggiamenti e abitudini di consumo, cosa alla quale il pubblico giovanile (meno condizionato dalla propria esperienza come spettatore è più disponibile alle novità) è maggiormente interessato e attento. In realtà, proprio perché la televisione generalista è un mezzo di comunicazione che deve cercare per quanto possibile un largo riscontro di pubblico, abbracciando diverse fasce di età e persone di varia estrazione socio culturale, l'equilibrio tra i tradizionali generi e le possibili innovazioni e giocato con grande attenzione, per non incrinare abitudini di ascolto e perdere quindi spettatori e consenso. Gli spostamenti dei confini di genere vengono quindi testati all'interno di palinsesti dove permangono anche ampie aree di programmi tradizionali, e in ogni caso gli esperimenti sono proposti con grande cautela e dopo prolungate fasi di studio e ricerca. Ma quali sono le possibili forme di rielaborazione e rimodellamento dei generi? Sono tre:

  • Innesti  si tratta di prendere una o più caratteristiche fondamentali di un genere e innescarle su un programma per altri versi pienamente è riconducibile a un altro genere (es. Celebrity Hunted: Caccia all’uomo (2020) funziona sovrapponendo caratteristiche tipiche dei reality show incentrati su celebrity a quelle delle fiction action thriller. Non a caso, le regole del programma, la presenza di celebrity come protagonisti e di una mini troupe che segue i fuggitivi e gli inseguitori in ogni spostamento, sono caratteristiche tipiche del genere reality, mentre il montaggio, l'uso delle musiche, le scenografie della base degli investigatori, richiamano il linguaggio finzionale delle serie action.)
  • Adattamenti  si tratta di prendere un programma con tutte le sue caratteristiche di genere e di adattarlo a un contenuto differente da quello cui di solito è ricollegato, anche con intenti parodistici o satirici (es. Striscia la notizia , riprende con chiarezza fin dal titolo marche tipiche del telegiornale ma ne riscrive chiaramente la fisionomia inserendo elementi appartenenti al varietà musicale e soprattutto comico).
  • Ibridazioni  consiste nel creare programmi che mescolano in modo sostanzialmente paritario elementi appartenenti a un genere consolidato con elementi legati ad altri generi (es. infotainment come Live – Non è la D’Urso – Canale 5, 2019 o docudrama) in cui i generi di partenza si confondono e sovrappongono in modo da rendere praticamente impossibile definire quale sia il genere dominante.

Questa formula produttiva viene utilizzata in diversi paesi per testare le potenzialità di un prodotto: si tratta di sperimentare la formula di una serie lunga attraverso la realizzazione di un tv movie pilota per ridurre i rischi insiti nel mettere in cantiere numerosi episodi di una nuova serie. L’industria televisiva tende, inoltre, a sfruttare al massimo i successi realizzati e quindi si moltiplicano i casi in cui da un film pensato come pezzo unico, si trae spunto per una serie. Caso particolare, riconducibile però al formato successivo, la miniserie , e la riduzione di quest’ultima in un'unica puntata: spesso ciò accade in occasione di repliche della miniserie originale, che per ragioni di spazio nei palinsesti vengono assemblati in un unico film. ● MINISERIE (miniseries) = si tratta di un film per la tv diviso in più parti. Questo formato è caratterizzato, nonostante la divisione in più parti, da un'unica storia principale che mantiene un’unità narrativa dall'inizio alla fine. La fiction italiana pratica da molti anni con successo questo formato che in fondo riassume al suo interno quella forma tipica della produzione italiana che è stata lo sceneggiato. Quest'ultimo, spesso di derivazione letteraria (Sandokan o Odissea), o ispirato alla vita di personaggi celebri (Gesù di Nazareth o Marco Polo) era articolato in un numero anche elevato di parti, caratteristica che lo rende un prodotto progettato appositamente sulle scansioni della programmazione televisiva. Tale suddivisione può essere effettuata a posteriori , spezzando in due o più parti il film originale, oppure a priori scrivendo la storia in diversi atti, ognuno dei quali strettamente collegato agli altri, ma dotato comunque di una propria autonomia. La miniserie, soprattutto nel modulo in due parti, è stato uno dei formati più diffusi nella televisione italiana tra il 2000 e 2010 essenzialmente per due motivi:

  • dal punto di vista produttivo consente una migliore valorizzazione dell'investimento economico sostenuto
  • dal punto di vista del palinsesto il maggiore valore produttivo e la possibilità di raccontare storie meno legate alla quotidianità rappresentano per i palinsesti delle televisioni generaliste occasioni importanti per illuminare la propria programmazione con un evento straordinario. Oltre ai vantaggi economico-produttivi e quelli di programmazione la miniserie, con la sua durata molto superiore a quella del film, permette a scrittori registi di affrontare temi e soggetti altrimenti difficilmente trattabili (come, ad esempio, Il nome della rosa , tratto dal romanzo di Umberto Eco). Anche in Italia si è diffuso quindi questo nuovo formato per le miniserie, divisa in episodi da 50 minuti e tra queste ricordiamo I Medici , I Borgia , Gomorra o Suburra. SERIE ( series ) = si tratta del tipo di formato più frequente e che proprio per questo presenta innumerevoli varianti. Ha una misura temporale standard (numero di episodi prefissato, di durata omogenea), prevede una formula narrativa data da elementi ricorrenti (personaggi principali, ambientazioni, relazioni tra i personaggi e la loro evoluzione) e altri invece variabili (ogni episodio tratta un caso, una situazione). Nel tempo la serie americana si è evoluta e ha mutato la sua struttura di base: mentre nella serie degli anni Sessanta alla metà degli anni Ottanta gli elementi ricorrenti erano immutabili, dagli anni Novanta in poi si è via via accresciuto lo spazio dedicato all' evoluzione dei personaggi e soprattutto alle loro relazioni (drama). In Italia lo sviluppo della serie è peculiare: ribattezzata tra l'altro fin dalle origini come telefilm ha attraversato una storia complessa che solo negli ultimi anni si è risolta a favore delle formule più consolidate a livello internazionale. Il formato standard americano prevede che una serie sia formata da circa 13 episodi dalla durata di un'ora lorda , comprensiva di interruzioni pubblicitarie; In Italia e in Europa invece la storia dell'offerta televisiva ha imposto scansioni differenti e quindi, spesso, vengono presentati due episodi della stessa serie. La strada percorsa in Italia stata per lungo tempo è quella di produrre episodi da 90 minuti netti privilegiando la necessità di palinsesto nazionali, a scapito della possibile commercializzazione dei prodotti all'estero; solo alla fine degli anni Novanta si sperimenta dalla produzione conformato standard da 50 minuti che nella programmazione di prima serata delle nostre reti segue lo stesso destino dei prodotti americani o tedeschi, con l'offerta quindi due episodi da 50 minuti trasmessi di seguito e prevede anche una struttura sensibilmente differente. Possiamo parlare quindi di serie all'italiana , caratterizzata dalla presenza di un protagonista unico , dall’articolazione in 6-8 episodi da 90 minuti , in cui si mescola la struttura della serie classica con noi un elemento invece derivante dalla miniserie e in fondo anche dalla tradizione cinematografica, cioè la presenza di un racconto costruito su un arco narrativo che va a concludersi al termine delle 6-8 puntate (come, ad esempio, i Liceali o Un matrimonio ).

La differente durata degli episodi crea delle differenze in termini di scrittura del programma perché costringe a un maggiore ritmo nella costruzione delle storie , ma nello stesso tempo obbliga spesso ad affrontare vicende complesse in modo a volte anche troppo sbrigativo. SERIAL = si tratta in questo caso di una formula narrativa aperta, in cui la conclusione di ogni unità, di ogni puntata rimanda necessariamente a quella successiva (numero di puntate variabili). All’interno di questa categoria troviamo due formati molto diffusi: o la soap opera (derivazioni diretta del feuilleton ottocentesco) = prodotto pensato esclusivamente per la televisione; questo genere narrativo è un mezzo per arrivare a un determinato target (fidelizzazione dello spettatore, in particolare, in questo caso si tratta delle casalinghe o delle donne in generale). Per riuscire a mantenere il ritmo produttivo elevato e costi di produzione competitivi si devono ridurre o quasi eliminare le riprese esterne, le scene con molte comparse, i movimenti di macchina e le soluzioni di regia più complesse e concentrarsi invece sui primi piani dei protagonisti, più semplici e veloci da realizzare. Con le soap appare evidente come nell’industria culturale, di cui la televisione è una delle espressioni più importanti, non è facile individuare se sia più rilevante l'aspetto economico, quello produttivo, i contenuti del programma o il pubblico che lo guarda. Tra le day time (con cadenza quotidiana) diffuse nel mondo possiamo distinguere tre possibili declinazioni:

  • quella americana ( Beautiful ), in cui prevalgono gli intrecci sentimentali;
  • quella inglese , maggiore attenzione alle problematiche sociali;
  • quella australiana , posizione equidistante tra il modello statunitense il modello inglese. In Italia, gli esempi più importanti di soap opera sono Un posto al sole e Il paradiso delle signore
  • telenovela = rappresenta il genere per antonomasia della televisione centro e sudamericana chi è riuscita a varcare i confini continentali a diffondersi in tutto il mondo. La telenovela, pur condividendo molteplici caratteristiche con la soap opera, si differenzia da questa principalmente per la presenza di un arco narrativo che prevede una fine , per quanto dilazionata in un cospicuo numero di puntate. Inoltre, a differenza della soap opera nella telenovela esiste un personaggio principale , la cui vicenda si sviluppa lungo tutte le puntate. Nei paesi dell'America Latina a partire dalla fine degli anni 90 si assiste allo sviluppo di una nuova linea editoriale che adegua il meccanismo narrativo e produttivo della telenovela contenuti adatto ad un pubblico di teenager. Oltre alle soap e alle telenovelas, esistono i serial destinati al prime time : pur non condividendo con le soap il modello in narrazione aperta si distinguono da queste per il maggiore impegno produttivo che li porta a volte a essere definiti “ supersoap ”. Pensiamo ad esempio ai Segreti di Twin peaks o a Dallas e Dynasty. Si tratta di un sottogenere tornato prepotentemente in auge, visto che in un panorama televisivo sempre più frammentato, la sua capacità di fidelizzare il pubblico con trame studiate appositamente per agganciarlo e portarlo con sé episodio dopo episodio si è rivelato una risorsa preziosa. Esempi importanti sono: House of cards ; Il trono di spade ; Elisa di Rivombrosa ; Orgoglio ; Onore rispetto e famiglia. La modalità narrativa tipica del serial, lo sviluppo della cosiddetta linea orizzontale sì ormai estesa ad altri formati seriali dalla serie alle sitcom, nelle quali all'interno dei vari episodi sempre più spazio viene dedicato ai rapporti tra i personaggi fissi. SITCOM ( situation comedy ) = è un formato che potrebbe essere considerato come un caso specifico delle serie, ma che si è da tempo consolidato come un genere autonomo. Si tratta di una commedia di situazione , della durata di mezz'ora lorda che prevede la presenza di personaggi fissi , un' ambientazione standard e la prevalenza di contenuti umoristici. Il modello tradizionale della sitcom americana vede personaggi episodio dopo episodio messi di fronte a varie problematiche che riusciranno a risolvere attraverso situazioni comiche. La sceneggiatura della sit.com è strutturata tradizionalmente in tre atti:
  • nel primo l'equilibrio iniziale viene rotto;
  • nel secondo si vedono le reazioni dei personaggi e i tentativi di soluzione;

L'impianto complessivo però rimane generalmente legato al poliziesco e alle action, oppure in casi come Person of Interest o Mr Robot in cui la tecnologia informatica è un attore fondamentale all'interno di una cornice spy/thriller. Una tendenza in crescita dedicata alla fantascienza cosiddetta distopica in cui viene rappresentato un futuro negativo per l'umanità di solito legato alla formazione di sistemi totalitari. Importanti inoltre sono le fiction di fantascienza ispirate dai fumetti come Batman, o Smallville. Queste serie riadattano i personaggi a cui si ispirano alla sensibilità del periodo in cui sono realizzate, contaminandole perciò con altri generi. Nell'ultima ondata di serie dedicata ai supereroi sono emerse molte tendenze differenti:

  • mondo narrativo riletto secondo i canoni del genere hard boiled (rappresentazione cruda della violenza);
  • universo fumettistico di supereroi assume le tinte di una spy story; Di più difficile inquadramento sono quelle sere in cui personaggi sono in realtà quelli delle più celebri fiabe per bambini ma inseriti in un contesto attuale (come C'era una volta ) oppure un racconto destinato ai teenager intreccia abilmente tematiche fantascientifiche con atmosfera horror (come Stranger Things ). Meno frequenti ma importanti per il successo ottenuto sono le realizzazioni di genere fantascientifico in formati diversi dalle serie.
  • GIALLO-POLIZIESCO = uno dei generi più diffusi e che si presenta in forme differenti.
  • Il giallo o mistery presenta abitualmente un omicidio, uno più investigatori, non necessariamente professionisti e una struttura narrativa basata essenzialmente sulla ricerca di indizi e prove contro il colpevole (come, ad esempio, Tenente Colombo ). Una sottocategoria del giallo rappresentata dal legal drama in cui la ricerca degli indizi di un delitto è compiuta da un avvocato incaricato da un cliente la risoluzione del caso è affidata al momento del processo (performance del protagonista non solo investigativa ma oratoria). Un esempio dello stretto legame tra il poliziesco il legal drama è dato da una delle serie più longeve della televisione americana ovvero Law & Order , serie che ha dato origine a ben 5 spin off, in cui ogni episodio è diviso in due parti, la prima dedicata all'indagine svolta dai poliziotti e la seconda al processo portato avanti dalla procura distrettuale. Proprio queste caratteristiche dell'ambientazione processuale, con la sua ritualità ricca di tensione e la possibilità di mettere in scena i protagonisti nella cornice del dibattito processuale, hanno fatto sì che il legal drama si allargasse anche a tematiche meno legate al giallo classico.
  • il poliziesco vero e proprio presenta come protagonisti i tutori dell'ordine e si concentrano non solo sulla ricerca degli indizi ma anche sulle azioni che portano all'individuazione dei sospetti, oltre che su tutte le attività di pertinenza dei poliziotti. Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta il poliziesco americano ha sviluppato molti filoni, alla ricerca di elementi distintivi che facessero emergere una serie all'interno di un panorama ricchissimo di prodotti con una costruzione narrativa dei protagonisti particolare relativa sia alla sfera lavorativa che alla sfera privata dei protagonisti. Oltre a questo tipo di innovazione riguardante la costruzione narrativa dei personaggi una vera e propria rivoluzione si è verificata dopo il grande successo a livello internazionale dell'americana CSI. Gli ultimi anni hanno visto infatti la maggior parte delle serie poliziesche sposare lo schema di genere proprio del “ procedural ” = si tratta di un'etichetta usata per identificare un tipo di prodotto narrativo di natura gialla, le cui caratteristiche peculiari principali consistono nell’avere squadra e rappresentanti delle forze dell'ordine come protagonisti, più di un caso da risolvere in ogni episodio e soprattutto una descrizione precisa e dettagliata delle tecniche di investigazione utilizzate. Negli Stati Uniti molti dei maggiori successi degli ultimi anni hanno sviluppato come elemento distintivo proprio delle specializzazioni ulteriori delle applicazioni scientifiche alle tecniche investigative (studio dei resti umani studio dei resti umani da parte della polizia scientifica). Tra le varie connotazioni che ha assunto il genere giallo - poliziesco ricordiamo le seguenti: ● l’ action = serie in cui lo schema poliziesco e al servizio di scene ad alto impatto spettacolare; esempio: NCIS , Squadra speciale cobra 11, legata a un particolare mezzo di trasporto che diviene il vero protagonista della serie; ● lo spionaggio = condivide alcune caratteristiche delle Spy stories; elementi comuni al poliziesco con la presenza di corpi governativi dedicati alla salvaguardia dell’ordine pubblico e la contrapposizione tra bene e il male;

poliziesco all'italiana = sottogenere cinematografico di grande successo negli anni 70 e caratterizzato da una rappresentazione cruda e spesso violenta della lotta tra criminali e forse dell'ordine. La via italiana alla fiction crime mistery affronta il genere lasciando più spazio alla dimensione umana dei personaggi rispetto alla pura dinamica investigativa e spesso indulge anche a un tono leggero del racconto, tra la commedia di costume quella sentimentale ( Il maresciallo Rocca, Commissario Montalbano, Distretto di polizia, A un passo dal cielo, Don Matteo eccetera). Un filone contiguo al poliziesco per temi ambientazioni ma caratterizzato dal protagonismo dei criminali e dalla subalternità o addirittura dall' assenza delle forze dell'ordine, è il genere gangster o crime (come ad esempio, i Sopranos , Dexter , Breaking bad , Romanzo criminale ecc). ● ospedaliero = si tratta di un genere non presente nel cinema, ma di origini strettamente televisive. L’universalità del rapporto malattia-salute, la possibilità di raccontare storie in cui si alternano speranze, gioie, dolori, disperazione, incarnazione dell’eroe salvifico nella figura del medico, le vicende personali e sentimentali dei professionisti. Esempio: Sentieri , Ge neral Hospital , Incantesimo , Braccialetti rossi (in Italia). ● storico-biografico = storie e racconti biografici di personaggi storici importanti; si tratta di fiction con formati che prevedono una conclusione della narrazione. Tratto comune a tutti questi prodotti il racconto intrecciato della vita pubblica dei personaggi e di quella più intima e privata, e la natura esemplare delle vicende proposte. ● letterario = genere molto frequentato dalla televisione italiana soprattutto alle origini ma che, in forme nuove e aggiornate, è ancora ben presente nei palinsesti delle tv generaliste. (esempi: Guerra e pace, I promessi sposi , L'amica geniale o Gomorra ). Un'altra suddivisione di generi a quella che fa riferimento in modo prioritario gli effetti che una determinata categoria di prodotti si propone di creare negli spettatori. Il genere coincide così con un repertorio di situazioni, personaggi, modalità narrative che si sono consolidate nel tempo e che immediatamente predispongono il pubblico a un certo tipo di coinvolgimento. In questa nuova suddivisione possiamo trovare tre generi: ● Comico = dove è fondamentale la risata da parte dello spettatore. Elementi caratterizzanti sono ad esempio personaggi dalle caratteristiche fisiche o morali estremizzate e caricaturali, situazioni paradossali o fondate su equivoci, giochi di parole e invenzioni linguistiche; ● Thriller = si tratta di un genere non lontano dal giallo-poliziesco in quanto ha a che fare con crimini e delitti ma con alcune differenze, tra cui il coinvolgimento diretto del protagonista nella vicenda criminosa e soprattutto, una costruzione testuale che mira a creare effetti di tensione nello spettatore e una maggiore incertezza riguarda la conclusione della storia. Una declinazione tutta televisiva del thriller è rappresentata dalla saga mistery , in cui meccanismi del genere vengono innestati su strutture complesse in grado di reggere la serializzazione. ● Horror = in questo caso l'effetto ricercato e naturalmente la paura. Per le sue specificità questo genere senza dubbio poco diffuso nella televisione generalista inquanto, essendo solitamente vietato ai minori, incappa spesso nei divieti dalla trasmissione, ma in grande espansione sulle paytv o sulle piattaforme di streaming. L’ultima e più trasversale tra le segmentazioni di generi presenti nel panorama della fiction televisiva è quella che chiameremo tonalità del racconto. In questo caso la differenza tra i diversi generi è fondata sulle modalità con cui il testo presenta le proprie situazioni ; si tratta naturalmente di una nozione un po' sfuggente, ma anche estremamente importante e semplificata da etichette come la commedia, il drammatico, il melodrammatico. È sempre più evidente quindi come i generi tradizionali abbiano acquisito tonalità oscillanti tra la commedia drammatico. Questo tipo di sviluppo è ben visibile nella fiction italiana dove una tonalità di commedia quotidiana, basata sulle piccole, grandi emozioni della vita di ogni giorno, passa trasversalmente in quasi tutte le produzioni, diventando la marca tipica alla pari delle caratteristiche di genere più tradizionali. Particolarmente interessante nella fiction televisiva il costante intreccio tra commedia e dramma, tra attitudine al sorriso e sviluppi tragici che si mescolano continuamente nelle fiction dagli anni 90 in poi. La dilatazione del dramedy è quel fenomeno per cui sotto questa tonalità si possono far rientrare non solo prodotti con marchi di genere più riconoscibili ma anche tutta una serie di nuove fiction senza altre caratteristiche di genere i particolari che le identifichino.

Fiorello, in cui l’apparato spettacolare tipico del varietà viene messo al servizio della performance di un'artista particolarmente dotato e popolare. Riconducibili a questo ambito poi sono tutta una serie di programmi che, pur basandosi sui contenuti o idee specifiche anche molto distanti tra loro, in realtà affondano le proprie radici nella struttura spettacolare del varietà. Tra questi ricordiamo programmi di satira (es. Fratelli di Crozza, Mai dire Grande Fratello ) di parodia, gare di ballo o barzellette o concorsi per imitatori ( Tale e Quale Show ), programmi basati su candid camera ( Scherzi a parte ) o sui video amatoriali ( Paperissima ) o dedicati a un recupero del passato in chiave nostalgica o quelli con bambini protagonisti ( Io Canto, Chi ha incastrato Peter Pan ?). In questi programmi ci sono degli elementi distintivi:

  • il recupero esplicito di forme di spettacolo extra televisivo vs l'utilizzo di meccanismi tipicamente televisivi
  • gli show incentrati sulle performance di artisti consolidati vs quelli che vedono la partecipazione di non protagonisti, in cui il valore spettacolare nasce non tanto o non solo dalla capacità dei concorrenti, quanto dal poter anche sorridere delle loro non impeccabili esibizioni. Ad accomunare tutti questi programmi la permanenza di alcuni elementi caratterizzanti che diventano lo sfondo Comune di moltissimi altri generi: il varietà più che un genere a sé stante si trasforma in un apparato spettacolare sovrapponibile a molti programmi diversi. Una certa modalità di costruzione dello spazio scenico, un conduttore incaricato di scandire le varie fasi del programma, la presenza di ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo sono elementi che hanno caratterizzato il cosiddetto varietà televisivo e rappresentano da anni il contesto di programmi appartenenti ad altre etichette come ad esempio il talk show, il reality show, il game show. In particolare, uno dei fenomeni più diffusi dell'ultimo decennio è stata proprio la sovrapposizione alla natura spettacolare tipica del varietà delle dinamiche dei reality show nella sua declinazione di talent show (ad esempio, Ballando con le stelle o Tu si que vales ) anche in questo ambito poi si sono verificati crescenti fenomeni di ibridazione e contaminazione tra macrogeneri, che hanno dato origine a programmi che utilizzano forme spettacolari legate al mondo dell’intrattenimento per svolgere invece una funzione informativa, di denuncia sociale o di tutela degli interessi dei consumatori ( Striscia la notizia o Le Iene ). IL GAME SHOW Il game show è un sottogenere presente nella televisione fin dalle sue origini. Possiamo operare una prima ampia segmentazione sul contenuto del gioco messo in scena: distingueremo quindi tra giochi basati su abilità cognitive e sulla fortuna, giochi che si fondano su abilità fisiche e manuali e infine giochi basati sulle capacità relazionali e psicologiche. Un'altra suddivisione si può invece operare in base alla tipologia dei concorrenti e al loro coinvolgimento: si hanno allora concorrenti appartenenti a diverse categorie: persone comuni, esperti di una determinata materia o abilità, personaggi del mondo dello spettacolo, coinvolti singolarmente o a squadre. Possiamo operare un'ulteriore segmentazione in base alla presenza o meno di un premio come ricompensa finale. Vista la progressiva labilità dei confini di genere all'interno dei vari programmi, anche il game show rappresenta spesso nella televisione attuale uno dei tanti ingredienti o elementi costitutivi di programmi non riconducibili in toto a questa categoria. Momenti di gioco sono quindi presenti nei reality show o addirittura rappresentano una struttura riconoscibile, un filo conduttore di programmi che si snodano però su binari differenti.  Giochi basati su abilità cognitive e sulla fortuna  siamo nel campo del classico quiz a premi, con domande di cultura generale o specialistiche o tematiche. Le domande possono essere la risposta aperta o chiusa e in quest'ultimo caso, le possibili risposte abitualmente vengono visualizzate sullo schermo grazie a opportuni accorgimenti grafici (grande coinvolgimento da parte dello spettatore a casa). La diffusione molto ampia a partire dalla metà degli anni 80 del gioco vede il coinvolgimento diretto da parte del conduttore del pubblico a casa attraverso il telefono. C i sono due tipologie di giochi: quelle basate su domande elementari o riguardanti momenti dello stesso programma, con piccole ricompense economiche o di altro genere; oppure quelli che prevedono domande

difficilissime o la cui risposta è possibile solo per approssimazioni successive con montepremi alti. Esempi: Affari tuoi , Spin the wheel , Chi vuol essere milionario? Se molti programmi scelgono di lasciare lo spettatore nella stessa situazione del concorrente in studio, altri invece preferiscono dare un vantaggio facendogli vedere subito la risposta corretta, spostando l’interesse più che sulla risoluzione dell’enigma o della domanda, sull’osservazione delle dinamiche.  Giochi basati su abilità fisiche e manuali  una forma particolare di game che mette in scena le abilità dei concorrenti è rappresentata dai cosiddetti talent show. La ricerca di una sempre maggiore spettacolarità all'interno dei programmi televisivi ha portato a particolari forme di estremizzazione proprio all'interno di questa categoria di giochi, spostando l'accento dalle abilità alla pura e semplice capacità di resistere a prove fisiche. In molti programmi, inoltre si sono inseriti i segmenti di gioco che vedono il concorrente disposto ad affrontare prove che mettono alla prova la sua resistenza, situazioni umilianti o disgustose. Esempi: Giochi senza frontiere , l’isola dei famosi , la Prova del cuoco (dimostrazione di abilità particolari legate ad un hobby), i soliti ignoti , CiaoDarwin ecc  Giochi basati sulle capacità psicologiche relazionali  nel primo caso si tratta di programmi in cui l'abilità del giocatore sta nell’intuito; nel secondo caso invece parliamo di programmi in cui le abilità relazionali sono inserite all'interno di particolari ambiti, come nel caso del talent show, anche in questo caso la categoria confine si interseca con quella del reality show, con un meccanismo di gioco, punteggi, antagonismi e premi, basato sul modo in cui le persone si relazionano tra loro (reality show game). (es. Amici, Xfactor ) Un'altra versione che vede l'ibridazione dei linguaggi dei reality show con quella del gioco rappresentata da un programma come Pechino Express. Un aspetto importante nella definizione di diversi modelli di gioco è dato dalla tipologia dalla modalità di coinvolgimento e partecipazione dei concorrenti che possono essere posti di fronte a differenti antagonisti come gli altri concorrenti, il conduttore, il tempo stesso nelle sue varie possibilità di sfruttamento. Abbiamo giochi in cui i concorrenti si sfidano e il tempo è molto importante, soprattutto nei game show. Un uso del tempo molto particolare e innovativo è quello del già citato Chi vuole essere milionario? che si basa sulla capacità di coinvolgere e creare tensione nello spettatore. All'inizio degli anni Duemila aveva avuto successo una serie di programmi che si speravano l'antagonismo dove i concorrenti cercavano di eliminarsi in tutti i modi. In altri formati invece il pubblico da casa dell'antagonista o l'aiutante del concorrente in studio attraverso collegamenti telefonici. La tipologia dei concorrenti da cuoio originale innumerevoli combinazioni, tra cui ricordiamo la possibile compresenza di concorrenti vip ed i concorrenti comuni, dove il contributo del personaggio famoso serve a dare più mordente al programma, cercando di scoprire i lati meno conosciuti in difficoltà la star di turno. Altra variante sono invece i cosiddetti celebrity game show dove i concorrenti sono soltanto personaggi famosi, che abitualmente evolvono i premi in opere benefiche. La prima generazione di game show limitava il premier ricompense più o meno cospicue denaro, in stretta relazione con la difficoltà della prova da superare. Dagli anni Ottanta in poi è cambiato sia il sistema meritocratico sia la tipologia di premi in palio. Sempre di più però nell’ultimo decennio si assistito alla trasformazione dei premi da una pura ricompensa di carattere economico alla realizzazione di un desiderio perché spesso il premio coincide con la possibilità di realizzare un sogno del concorrente o di permettergli di cambiare vita. Molto spesso il gioco in questi casi coincide con lo stesso sogno che si vuole realizzare e anche in questo caso il game show deborda nel reality show, pur mantenendo vivo e presente la dimensione ludica del programma. La ricerca spasmodica da parte dei network che tra gli elementi caratterizzanti del gioco diventassero sempre più importanti le scenografie che dai semplici sfondi dei giochi sono arrivate a ricoprire il ruolo di veri e propri protagonisti del meccanismo di game (come, ad esempio, la botola in Caduta libera ). IL REALITY SHOW