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Introduzione all'informatica: Concetti fondamentali e tecnologie, Sintesi del corso di Informatica gestionale

Una panoramica generale dei concetti informatici fondamentali, tra cui l'elaborazione dei dati, i tipi di reti, i modelli di comunicazione e le tecnologie di rete. Esplora anche i sistemi di gestione dei dati, come excel, e i sistemi di gestione aziendale, come gli erp. Utile per comprendere i principi di base dell'informatica e le sue applicazioni in diversi contesti.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 16/01/2025

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INFORMATICA GESTIONALE
CAP 1- L’INFORMATICA OGGI: UNA PANORAMICA
Con il termine informatica si indica l’insieme dei processi e delle tecnologie che rendono possibile la
creazione, la raccolta, l’elaborazione, l’immagazzinamento e la trasmissione dell’informazione con
metodologie e strumenti automatizzati e tecnologicamente avanzati.
Queste tecnologie hanno tre funzioni principali:
1. Elaborare i dati per ottenere informazioni significative.
2. Memorizzare le informazioni elaborate per utilizzarle in combinazione con altre.
3. Organizzare e gestire le informazioni in modo da renderle più comprensibili o più utili.
Differenza tra dato e informazione:
Dato: elemento direttamente
presente alla conoscenza. Non
ha bisogno di essere spiegato.
Informazione: rappresenta il
dato all’interno di un contesto
in modo da definirne un
significato.
Il termine Hardware indica la struttura fisica dei dispositivi costituita da componenti elettronici che
svolgono specifiche funzioni nel trattamento e nella trasmissione dell’informazione.
Per Software si intende il livello logico, cioè l’insieme delle istruzioni che consentono all’hardware di
svolgere i propri compiti.
L’elaborazione dei dati è una fase di un procedimento chiamato Ciclo di elaborazione dell’informazione,
questo ciclo comprende cinque fasi:
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INFORMATICA GESTIONALE

CAP 1- L’INFORMATICA OGGI: UNA PANORAMICA

Con il termine informatica si indica l’insieme dei processi e delle tecnologie che rendono possibile la creazione, la raccolta, l’elaborazione, l’immagazzinamento e la trasmissione dell’informazione con metodologie e strumenti automatizzati e tecnologicamente avanzati. Queste tecnologie hanno tre funzioni principali:

  1. Elaborare i dati per ottenere informazioni significative.
  2. Memorizzare le informazioni elaborate per utilizzarle in combinazione con altre.
  3. Organizzare e gestire le informazioni in modo da renderle più comprensibili o più utili. Differenza tra dato e informazione:  Dato : elemento direttamente presente alla conoscenza. Non ha bisogno di essere spiegato.  Informazione : rappresenta il dato all’interno di un contesto in modo da definirne un significato. Il termine Hardware indica la struttura fisica dei dispositivi costituita da componenti elettronici che svolgono specifiche funzioni nel trattamento e nella trasmissione dell’informazione. Per Software si intende il livello logico, cioè l’insieme delle istruzioni che consentono all’hardware di svolgere i propri compiti. L’elaborazione dei dati è una fase di un procedimento chiamato Ciclo di elaborazione dell’informazione, questo ciclo comprende cinque fasi:

Il Computer può essere definito come un elaboratore elettronico digitale:  Elaboratore: Rappresenta ed elabora dati in base ad una serie di programmi.  Elettronico: Utilizza componenti elettronici per elaborare le informazioni.  Digitale: Le informazioni sono rappresentate mediante i due simboli (digit) della numerazione binaria 0,1. Ciò che rende un computer una macchina tanto potente è che una volta installato il software, esso è in grado di elaborare dati senza che sia necessario alcun intervento da parte dell’utente. Il Software si divide in due grandi tipologie:

  1. Il sistema operativo gestisce l’hardware (Windows, Android, iOS).
  2. I programmi applicativi svolgono le operazioni (stesura di un documento). Un Sistema è un insieme di parti correlate tra loro che operano in maniera congiunta per svolgere una specifica funzione. I sistemi informativi sono costituiti da componenti/ sottosistemi, ognuno di essi ha lo scopo di fornire all’utente le informazioni di cui ha bisogno nella forma e nei tempi più adatti alle esigenze. Quando “diciamo” al computer cosa fare, dobbiamo decidere anche come vogliamo che lui arrivi a quel risultato; qui entrano in campo gli algoritmi. Un algoritmo rappresenta la tecnica base utilizzata per definire il percorso per il raggiungimento di un risultato. In forma generala, possiamo dire che è un insieme di regole volte a risolvere un determinato problema in un numero finito di attività (passi, step). Perché un processo possa essere chiamato algoritmo è necessario che tutte le proprietà siano vere:  Un algoritmo ha una descrizione inequivocabile, che rende chiaro che cos’è implementare.  Un algoritmo prevede un preciso input.  Un algoritmo prevede un preciso output.  Un algoritmo termina e produce un risultato, sempre in un tempo finito.  Un algoritmo deve produrre sempre il risultato corretto.  Un algoritmo qualora imponga un requisito in ingrasso, quel requisito deve sempre essere rispettato. - Informatica nel commercio e nell’industria = Elaborazione delle transazioni, Telelavoro, Analisi Finanziarie, Gestione della conoscenza, Editoria elettronica, e-Commerce, Progettazione (CAD), Fabbricazione (CAM). - Informatica in casa e nel tempo libero = Cataloghi per la vendita, Materiali di consultazione, Acquisti a domicilio, Operazioni bancarie, Giochi. - Informatica nel mondo dello spettacolo = Danza e motion capture, Pittura e fotografia, Stereogrammi 3D, Cinema, Musica, Sport. - Informatica nei settori della scienza, dell’ingegneria e della matematica = Chimica, Medicina, Satelliti, Topografia, Sismologia, Astronomia. - informatica nei settori di marketing, della pubblicità e delle vendite = Sostenere le vendite dell’azienda, Pianificare le promozioni, Analisi di mercato, Campagne di marketing, Stampa digitale, Gestione liste clienti, Presentazioni, Pubblicità sul web. - Informatica nella formazione= Trasmissione di know-how, e-learning (Insieme di strumenti e sistemi volti a rendere possibile l’apprendimento a distanza mediato da tecnologie elettroniche).

In informatica si usano vari sistemi di codifica:

  • ASCII (American Standard Code for Information Interchange) presenta 128 caratteri ed è il codice più diffuso tra i PC.
  • ASCII esteso ha 256 caratteri.
  • EBCDIC (Extended Binary Coded Decimal Interchange Code) codice usato nei mainframe e nei server.
  • UNICODE oltre 96.000 caratteri, è in grado di rappresentare le principali lingue scritte del mondo. L’algebra di Boole= Dal nome dello studioso George Boole (1810-1864) che nel 1847 pubblicò il primo studio su principi della logica matematica, logica su cui si basa il funzionamento dei computer. Include un insieme di operazioni per manipolare variabili logiche o booleane e possono assumere due valori: Vero/Falso, True/False, o più semplicemente 0/1. Sulle variabili booleane si possono eseguire le seguenti operazioni booleane elementari: 1.NOT 2.OR 3.AND L’operazione NOT si applica a una sola variabile booleana, algebricamente si indica con C = NOT (A) = A. L’operazione OR si applica a due variabili booleane, algebricamente si indica con C = OR (A, B) o C = A+B. |Il valore di C risulterà Vero nel momento in cui almeno una delle due variabili A o B assume valore Vero; mentre risulterà Falso solo quando le due variabili booleane A e B sono contemporaneamente False|. L’operazione AND si applica a due variabili booleane, algebricamente si indica con C = AND (A, B) o C = A·B. |Il valore di C risulterà Vero nel momento in cui le variabili A e B sono contemporaneamente Vere, mentre sarà Falso quando almeno una delle due variabili assume valore Falso|. Le origini dell’informatica si ha negli anni ’30-’40 da alcuni logici e matematici, tra questi vanno ricordati Alan Turing e John von Neumann. L’obiettivo delle ricerche di Turing era quello di formalizzare la nozione di procedura effettiva o meccanica di calcolo, o algoritmo, e di individuare i limiti nell’applicazione di tali metodi per la soluzione di problemi logici e matematici. La macchina di Turing è costituita da un nastro di lunghezza potenzialmente infinita, suddiviso in celle che la macchina può far scorrere avanti e indietro e da un’unità di lettura e scrittura in grado di leggere, scrivere o cancellare simboli nelle celle del nastro. La macchina è dotata di memoria interna che può assumere un insieme finito di stati; il comportamento della macchina è determinato da un insieme finito di regole in modo da eseguire calcoli di qualsiasi natura e complessità. Turing dimostrò che è possibile progettare una macchina universale , per fare questo è sufficiente codificare sia le regole di transazione sia i dati di una particolare macchina di Turing attraverso l’alfabeto della macchina universale, questa codifica corrisponde al nostro concetto di programma. Questo ha portato alla formulazione di una faso tesi, detta tesi di Church , la quale sostiene che l’insieme dei problemi effettivamente risolvibili con qualsivoglia metodo meccanico coincide con quello dei problemi risolvibili dalla macchina di Turing. La macchina a registri a programma memorizzato elaborata dal matematico John von Neumann è costituita da un’unità di elaborazione centrale (CPU), una memoria divisa in celle dotate di indirizzi e due nastri divisi in celle, uno di ingresso (input) e uno di uscita (output). L’unità di elaborazione è a sua volta costituita da un’unità logico-aritmetica (ALU), un accumulatore, un’unità di controllo, un contatore delle istruzioni. Anche questa macchina viene considerata universale. All’interno del computer troviamo la scheda madre che contiene quasi tutti i circuiti a cui sono collegati il microprocessore, la memoria, l’alimentatore e tutti gli altri dispositivi.

4.NOR

5.NAND

6. XOR

L’ unità centrale di elaborazione è il centro nevralgico del computer ed è costituita da un microprocessore. Le CPU sono ricavate da sottili lamine di silicio (chip), ogni chip contiene milioni di piccolissimi interruttori acceso/spento, i transitor, collegati tra loro da tracce estremamente sottili di alluminio. Dato che il microprocessore svolge un gran numero di funzioni, spesso in momenti fondamentali dell’attività di elaborazione si verificano dei rallentamenti. Per velocizzare le prestazioni del computer si possono aggiungere altri microprocessori, detti coprocessori , i quali, sotto il controllo della CPU, svolgono compiti specifici che di norma richiedono un gran dispendio di tempi. I coprocessori sono un tipo particolare di processo parallelo. Per svolgere le sue funzioni un elaboratore deve avere una memoria dove caricare i programmi e i dati necessari. Esistono diversi chip di memoria, ma fondamentalmente si possono distinguere in due categorie: ROM (memoria di solo lettura, memoria non volatile, in cui è memorizzato il firmware) e RAM (memoria centrale, volatile, random, accesso libero a qualunque sua parte, in cui si memorizza il software). Entrambe sono molto veloci perché i dati vengono trasmessi elettronicamente e non hanno parti mobili. Oltre alla RAM contenuta nei chip di memoria del sistema, esistono ulteriori tipi di memoria e altri scopi per cui utilizzarla, per esempio quella virtuale. I programmi e i file molto estesi possono eccedere la memoria disponibile anche se questa è molto grande. Per evitare tali inconvenienti i moderni sistemi operativi e programmi applicativi, memorizzano parte dei dati e dei programmi al momento non utilizzati fuori dalla RAM. Questo tipo di gestione della memoria è chiamato memoria virtuale. Quando un elaboratore effettua delle operazioni, trasferisce spesso dati tra la CPU, il disco fisso e la memoria. Per elaborare i dati, questi devono essere prima spostati dal posto in cui sono memorizzati alla CPU. Poiché questa operazione richiede un certo tempo, sono state sviluppate delle tecniche per accelerarla. La più comune consiste nel memorizzare i dati in una speciale area di memoria ad alta velocità chiamata cache , localizzata tra la CPU e la memoria centrale. Si distinguono due livelli di memoria cache:

  1. La cache di livello 1; fa fisicamente parte del chip del microprocessore e di norma nei sistemi desktop è in grado di contenere fino a 256 KB.
  2. La cache di livello 2; è costituita da chip di memoria installati in speciali alloggiamenti della scheda madre e può contenere fino a 2 MB o anche più. Alcuni programmi assegnano a una piccola parte della RAM la funzione di buffer , essi mantengono in memoria i dati immessi per mezzo della tastiera finché questi non vengono accettati dalla CPU. Un buffer, chiamato anche clipboard serve a trasferire informazioni tra applicazioni contemporaneamente aperte, oppure in punti diversi della stessa applicazione (es., Copia e Incolla).

stampato, in modo da rendere il formato della pagina il più simile possibile al documento visualizzato sullo schermo. CAP 4- LE MEMORIE SECONDARIE Nonostante le numerose funzioni che svolgono la RAM, essa dispone di uno spazio limitato, per cui non riesce a contenere tutti i programmi applicativi. Per risolvere questo inconveniente si ricorre alle memorie secondarie che consentono di immagazzinare in modo permanente i dati e i programmi al momento non utilizzati e di ricaricarli nella memoria centrale in qualsiasi istante. Le memorie secondarie comprendono due elementi: il dispositivo (hanno la funzione di leggere e scrivere i dati sul supporto) e il supporto di memorizzazione (è il componente fisico su cui vengono immagazzinati i dati). La memorizzazione può essere:  Accesso diretto o casuale (random); le informazioni sono accessibili in maniera indipendente dall'ordine in cui sono state memorizzate; es. il CD/DVD, l'hard disk, ecc.  Accesso sequenziale : non si può evitare di leggere i dati nell'ordine in cui sono stati memorizzati; es. il nastro. Le memorie hanno diverse caratteristiche:

1. Velocità delle memorie= essa corrisponde al tempo di accesso , cioè il tempo medio impiegato per iniziare la lettura dei dati; e la velocità di trasferimento dei dati. 2. Capacità di memorizzazione= quantità di dati che un supporto di memorizzazione è in grado di contenere ed è determinata da diversi fattori. 3. Rimovibilità= esistono supporti removibili, cioè estraibili dall’unita lettura/scrittura; questi supporti assicurano una capacità di archiviazione illimitata. Si hanno diverse memorie, per esempio la memoria magnetica (Le particelle magnetiche presenti sul supporto ricevono una polarità che può essere positiva (tradotta poi dall’elaboratore in 1) o negativa (0). In questo modo registrano i dati gli hard disk); la memoria ottica (Un sottile raggio laser legge le scanalature presenti sulla superficie come un alternarsi di 0 e 1, a seconda della direzione del riflesso di luce. In questo modo funzionano i CD e i DVD) o altri tipi come la memory stick e SSD (Non possiedono componenti meccaniche, sono particolarmente veloci, organizzate in celle di memoria). I dischi fissi o hard disck sono di gran lunga le memorie di massa più usate. Un disco fisso classico è costituito da una scatola sigillata contenente uno o più piatti di vetro-ceramica rivestiti da un sottile strato di materiale magnetico. I dati digitali sono registrati sulla superficie del piatto in cerchi concentrici chiamati tracce. La compressione riduce le dimensioni dei file e si ha due metodi:

  1. La compressione del disco compire il disco intero, i nuovi file verranno memorizzati sul disco direttamente in formato compresso e saranno decompressi automaticamente al momento dell’apertura.
  2. La compressione dei file serve a comprimere soltanto file specifici; con un apposito programma di utilità potete creare un archivio in cui i file vengono memorizzati automaticamente in formato compresso. Il formato di archivio più comune è ZIP.

CAP 5-IL SISTEMA OPERATIVO

Gli elaboratori non possono funzionare senza il software, ossia le sequenze di istruzioni che permettono loro di svolgere vari compiti. Queste sequenze di istruzioni (programmi) sono scritte da specialisti chiamati programmatori e vengono distribuite agli utenti finali su appositi dischi o tramite Internet. Possiamo distinguere due categorie fondamentali di software: i software di sistema e i programmi applicativi. I software di sistema comprendono i linguaggi di programmazione e i sistemi operativi. I linguaggi di programmazione servono per creare tutti gli altri programmi. I sistemi operativi sono i programmi del computer che fanno funzionare i vari componenti del computer e vanno eseguiti prima di qualsiasi altro programma perché sono quelli che permettono all’elaboratore di interagire con l’utente. Essendo così il problema, il sistema operativo viene caricato automaticamente al momento dell’accensione del computer e procede alla gestione delle risorse del sistema senza alcun intervento da parte dell’utente. L’elaboratore svolge funzioni diverse a seconda del programma utilizzato; i compiti eseguiti con l’ausilio del computer sono chiamati applicazioni e i programmi utilizzati per svolgere sono detti programmi applicativi. La gerarchia dei livelli riproduce, in un certo senso, quella degli sviluppi e dei progressi informatici. Dapprima le innovazioni riguardano l'hardware, a questo si adattano con altre innovazioni i sistemi operativi, in ultimo nascono applicazioni per sfruttare queste novità. Quando accendete il computer, appare sullo schermo l’interfaccia , chiamata così perché è il mezzo di interazione tra l’utente e la macchina. I sistemi operativi sono dotati di un’interfaccia software che permette la comunicazione con l’utente. Le prime interfacce grafiche utente (GUI) vennero sviluppate negli anni ’70 e presentano una serie di funzionalità:  Visualizzano sullo schermo de computer delle finestre sovrapposte.  Per eseguire un comando basta puntare l’icona che lo rappresenta sul desktop digitale e fare clic con il mouse.  Impiegano la tecnologia WYSIWYG.  I comandi sono gli stessi per tutti i programmi. Abbiamo diversi tipi di interfacce: Interfacce grafiche (GUI); Interfacce a stilo (un piccolo puntale per dare comandi su uno schermo sensibile;) Interfacce touchscreen (Interazione tramite contatto con le dita); Interfacce conversazionali (Interazione vocale). Quando dovete utilizzare un programma applicativo per svolgere un lavoro, è il sistema operativo che lo carica in memoria e lo esegue. Una delle funzioni fondamentali del sistema operativo consiste nel gestire le risorse dell’elaboratore e controlla che le operazioni vengono eseguite in modo rapido e regolare. Al momento dell’accensione, l’elaboratore cerca il BIOS, un piccolo programma registrato su un chip di memoria ROM, può essere considerata una via di mezzo tra software e hardware e viene spesso indicata con il termine firmware. La porzione del sistema operativo riservata all’interpretazione dei comandi ha la funzione: di ricevere dalla tastiera l’input dell’utente e interpretarlo; controlla il sistema e in caso di disfunzione avverte l’utente;

Freeware : sono del tutto gratuiti.  Open Source : gli autori del software distribuiscono anche i “sorgenti” del programma, rinunciando a qualsiasi diritto. Chi voglia manipolare, migliorare o adattare il software deve poi mettere a disposizione di tutti il software secondo lo stesso principio. Per rendere un documento più leggibile e accattivante, si può scegliere tra vari formati detti default , che possono essere facilmente modificati dall’utente. La formattazione di base permette di modificare l'aspetto del documento, e si può applicare anche dopo averlo scritto.

  • Tabella : si possono creare delle griglie delle dimensioni volute, chiamate tabelle, nelle quali inserire testo che va allineato precisamente secondo uno schema in righe e colonne, nelle quali il testo può essere singolarmente elaborato. Le intersezioni tra righe e colonne son chiamate celle.
  • Stile : lo stile è l'insieme di caratteristiche scelte per un determinato testo alle quali si dà un nome per applicarle tutte insieme senza doverle ricordare singolarmente.
  • Modello : più stili per ciascun documento possono essere conservati come un modello, che diviene una sorta di contenitore di stili pronti all'uso, nel quale si deve solo inserire il testo nelle posizioni giuste per ottenere il documento finale.
  • Autocomposizioni e assistenti : quando i documenti sono particolarmente complessi, formati da più modelli, queste due procedure automatiche aiutano l'utente passo per passo a preparare i documenti finali. Le funzioni di un wordprocessor possono interessare la semplice digitazione del testo, in modo da renderla il più scorrevole possibile, che il contenuto di quanto scritto, evitando per esempio all'utente la fatica di controllare la propria ortografia. Il Thesaurus fornisce un’utile lista di sinonimi e contrari, basta selezionare una parola e col destro cliccare su “Sinonimi”. Un wordprocessor permette di “vedere” il proprio documento in modi differenti. A sinistra il testo si presenta come verrà stampato, con in alto un righello millimetrato per rendersi conto delle effettive dimensioni, dei margini, etc. A destra, il testo riporta quelle strutture che una volta stampato sono invisibili: confini di paragrafi, elementi degli elenchi, delimitazioni per particolari scelte grafiche, e così via. La funzione che gestisce le revisioni di un documento è estremamente utile quando si lavora a più riprese sullo stesso testo, modificandolo (ad es., la tesi di laurea). Con questa funzione il wordprocessor può ricordarci quando abbiamo aggiunto o eliminato alcune parti del documento, in modo da poter ritornare sulle nostre decisioni o capire meglio le correzioni apportate da altri. La gestione delle note è una funzione importantissima in un wordprocessor. Infatti, le note rappresentano una parte “nobile” di un testo, che però spesso sono scritte in una zona diversa dal testo principale - a piè di pagina o a fine capitolo - e che richiedono una grande attenzione nella numerazione. Quindi il wordprocessor divide la sua finestra in sezioni diverse per mostrare sia la nota sia il testo cui si riferisce, e ne gestisce automaticamente la numerazione. Per quanto riguarda l’editoria elettronica per la stampa abbiamo:  L’impaginazione di solito è curata da software appositi chiamati programmi di impaginazione, che permettono di tracciare linee guida per l’assegnazione automatica dello spazio dedicato al testo e alle immagini, così da posizionarli con precisione.  Le immagini grafiche possono essere inserite: acquistando una “clip-art”; effettuando una scansione dell’immagine con uno scanner; creando l’immagine sullo schermo o modificando un file clip-art utilizzando un programma di grafica (Adobe Illustrator); utilizzando un programma che cattura l’immagine sullo schermo e la salva come un file grafico.  L’indice (generale ed analitico) è un elemento fondamentale nel caso in cui il documento sia molto lungo. Serve ad elencare i titoli e gli argomenti con accanto le pagine di riferimento. Si può generare automaticamente: formattando ogni titolo di capitolo o paragrafo da inserire nell’indice con uno stile particolare; specificando la posizione dell’indice nel documento (di solito all’inizio); creando la lista. Per quanto riguarda l’editoria elettronica per lo schermo:

 La parola chiave per questo settore è multimedialità , che però ha assunto correntemente come significato due possibilità distinte: utilizzare media diversi per veicolare il contenuto in uno stesso contesto; integrare in uno stesso messaggio più linguaggi espressivi contemporaneamente.  Editoria off line e on line : Da quando esiste il web, si distinguono i prodotti editoriali multimediali editi su un supporto autonomo dalla rete (CD, DVD...) come off line , e tutto quanto è invece usufruibile dal web come editoria on line.  Editoria on line per il Web : sotto questa etichetta si riuniscono i prodotti editoriali più diversi, come: periodici, sia come versione “elettronica” di prodotti cartacei, che come titoli esclusivamente online ; blog, diari gestiti spesso da un solo individuo, la cui importanza è data dall'argomento che riesce a interessare un notevole numero di persone; portali, siti web considerati vie d'accesso privilegiate ai contenuti più vari. Quelli orizzontali hanno un'impostazione generalista, quelli verticali o vortal si rivolgono a gruppi di utenti specifici. Le pagine Web non sono basate su una struttura lineari; testo e immagini possono essere trattati in modo da consentire all’utente di scegliere liberamente il percorso da seguire. Questi “punti caldi” attivabili con il mouse sono chiamati link ipertestuali. Un ipertesto si basa su una struttura dell’informazione di tipo reticolare ed è costituito da un insieme di unità testuali (lessie) e da un insieme di collegamenti (link) che permettono di passare da un blocco all’altro. Se le informazioni che sono collegate tra loro nella struttura non sono documenti testuali ma multimediali, viene definito ipermedia. Un tipo di documento che può unire tra loro dati di formati differenti è la presentazione multimediale.  Le presentazioni non interattive , non è previsto alcun input da parte dell’utente (come un film).  Le presentazioni interattive , richiedono che l’utente per proseguire attivi con il mouse i pulsanti e le icone che corrispondono ai link ipertestuali. I programmi di grafica per le presentazioni sono specializzati nel permettere ad un utente qualsiasi di realizzare presentazioni multimediali senza avere un particolare background specialistico (Microsoft PowerPoint, Prezi). A livello professionale, le presentazioni sono il prodotto di un lavoro di squadra tra molti esperti di vari settori. Il tipo di software usato in questi casi viene chiamato software autore. La preparazione di presentazioni a livello professionale di solito richiede la partecipazione di diverse competenze: Esperti di didattica per i processi di apprendimento; Produttori che coordinano l’intero processo di sviluppo; Esperti di varie materie che contribuiscono alla creazione del materiale; Progettisti di interface; Designer che curano l’aspetto e il layout delle interfacce grafiche; Sviluppatori. La grafica vettoriale disegna le immagini combinando elementi primari calcolati come coordinate numeriche e formule che ne specificano la forma e la posizione nell'immagine. Queste immagini sono alla base dell'animazione tridimensionale, grazie alle molteplici capacità di visualizzazione delle stesse forme. Nella compressione video vengono eliminate dal file che lo contiene le informazioni ripetute o duplicate nella stessa immagine o in fotogrammi successivi. Nella compressione audio vengono eliminati dal file audio i suoni non percepibili o quelli ridondanti. Oggi è possibile creare documenti composti da differenti contenuti (grafica, fogli di lavoro, suoni, video o animazioni. Questo è possibile grazie a operazioni di Collegamento e incorporamento. Grazie alle opportunità offerte dalla rete Internet è possibile usufruire di suite di ufficio completamente online. I vantaggi sono: Accesso ai contenuti senza vincoli, Condivisione dei contenuti, Backup automatico. User Experience , La UX esprime il grado di aderenza soggettiva tra aspettative e soddisfazione nell’interazione con un software. Per l’Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) può essere definita come «le percezioni e le reazioni di un utente che derivano dall'uso o dall'aspettativa d'uso di un prodotto, sistema o servizio». Garantire all’utente un’esperienza memorabile prima durante e dopo l’utilizzo; Livello di soddisfazione durante il «viaggio dell’utente»; Raggiungere l’obiettivo col minimo numero di click.

licenza può essere liberamente ridistribuito e utilizzato per un periodo di tempo di prova variabile (generalmente 30 giorni), o usato senza limiti di tempo ma con altre limitazioni. È un software protetto da copyright. All'avvio dell'applicazione shareware generalmente un messaggio informa l'utente su come effettuare la registrazione e sulle condizioni di utilizzo. La versione di prova ha alcune limitazioni rispetto alla versione completa quali:

  • l'impossibilità di stampare o salvare i file e simili.
  • contenere al suo interno meccanismi di protezione tali da impedire di utilizzare il software dopo la scadenza. Una volta acquistata la versione completa viene generalmente fornito un codice seriale da inserire nell'applicativo per sbloccarne le funzioni senza dover effettuare una nuova installazione. Il termine freeware indica un software che viene distribuito in modo gratuito. Il freeware è distribuito indifferentemente con o senza codice sorgente, a totale discrezione dell'autore e senza alcun obbligo al riguardo. È sottoposto esplicitamente ad una licenza che ne permette la redistribuzione gratuita. Il software freeware viene concesso in uso senza alcun corrispettivo, ed è liberamente duplicabile e distribuibile, con pochissime eccezioni. Anche il freeware è protetto da copyright,; non è software libero, rimane comunque nella categoria dei software proprietari. Di norma l'autore che decide di rilasciare il suo lavoro come freeware, esercitando appieno il suo diritto di scegliere le forme e le modalità di distribuzione che ritiene più idonee. L’autore inserisce esplicitamente delle clausole che impediscono qualsiasi tipo di pagamento per la distribuzione del suo software, fatto salvo un eventuale "piccolo" rimborso per supporti e spese di duplicazione. La Adware è una licenza derivata dalla Freeware che prevede la visione di materiale pubblicitario, la Donationware invece prevede il versamento di una donazione ma per il più facoltativa. Licenze per il software libero e Open source:
  • GNU GPL (GNU General Public License)
  • GNU LGPL (GNU Lesser General Public License)
  • BSD (Berkley Software Distribution)
  • MPL (Mozilla & Netscape Public Licenses
  • GNU FDL (Free Documentation License)
  • CC (Creative Commmons) La storia dell’Open Source : Il riuso di porzioni di codice è iniziato nei primi anni 50. Da Unix, distribuito agli albori ad un prezzo simbolico per una causa antitrust, nacque la BSD (Berkeley Software Distribution). Lo scenario dell’industria del software negli anni 80 era dominato dal modello di “software proprietario” e prevedeva elevata standardizzazione Stallman, la Free Software Foundation e l’innovazione dei PC : Negli 80 si iniziò ad evitare la distribuzione del codice tramite accordi di non divulgazione (NDA). Nel 1985, Richard Stallman si rifiutò di lavorare per una società privata di sviluppo software e fondò la FSF (Free Software Foundation). La FSF aveva la missione di preservare, proteggere e promuovere la libertà di usare, studiare, copiare, modificare e redistribuire il software difendendo i diritti degli utenti del software libero. GNU’s Not Unix: Con l’acronimo ricorsivo GNU si indicava il progetto per un nuovo sistema operativo totalmente libero e al contempo un set di software applicativi che venivano distribuiti con il codice sorgente e regolati da licenza GPL (General Public License). L’introduzione del Personal Computer e la diffusione della tecnologia, portò presto a collegare i dispositivi in rete e la gente a comunicare. La possibilità di produrre e vendere software per utenti senza conoscenze informatiche instaurò una spirale virtuosa nel mercato che ancora oggi dura. Nei primi anni 90 lo sviluppo di HURD (il sistema operativo di GNU) faticava a trovare la sua conclusione. Dalla comunicazione in rete crebbero comunità di sviluppatori che, nel 1991, sotto la guida di Linus Torvalds, svilupparono e distribuirono Linux. Linux è considerato il primo vero e proprio software in pieno rispetto della filosofia Open Source. Open Source Initiative: Fondazione non profit costituita quando Netscape pubblicò il codice sorgente del suo browser. Adotta un punto di vista pragmatico e non ideologico, per promuovere l’uso del software open source, in particolare nelle applicazioni commerciali. Mantiene una lista di licenze software consistenti con i principi dell’open source (meno restrittivi di quelli di FSF).

Le 4 libertà fondamentali:

  1. Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.
  2. Libertà di studiare il programma e modificarlo.
  3. Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo.
  4. Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. Ricadute sociali : Il codice sorgente viene diffuso. Chiunque può modificarlo per migliorarlo o costruire opere derivate, a specificate condizioni (variano da licenza a licenza, non necessariamente a titolo gratuito). I vantaggi del software libero sul proprietario:
    • Libertà tecnica.
    • Trasparenza per gli utenti.
    • Alti standard di sicurezza.
    • Interoperabilità.
    • Nuovi modelli di business.
    • Indipendenza dal vendor.
    • Economicità.
    • Retrocompatibilità ed efficienza.
    • Rapido sviluppo. Modelli di business del software libero (Copyleft)
    • Personalizzazione
    • Consulenza
    • Assistenza
    • Licenze multiple  Vendita  Sviluppo Critiche al software libero Licenza virale non economicamente sostenibile. Non utile per categorie di software di nicchia. Sviluppo a struttura anarchica. Non tutti sono in grado di apportare modifiche pur avendo il codice sorgente. Linux Sistema operativo modulare con un kernel centrale. Particolarmente versatile (funziona su cellulari, elettrodomestici e molti dispositivi embedded). Sostenuto da una gigantesca community di sviluppatori e sostenitori. In Italia si sono diffuse le comunità LUG (Linux User Group) e ILS (Italian Linux Society) Openoffice Una valida alternativa alle costose suite di ufficio proprietarie. Funziona su qualsiasi sistema operativo. Garantisce elevata interoperabilità. Principali applicativi compresi nella suite:
    • Writer
    • Calc
    • Impress
    • Base
    • Draw
    • Math Windows o Linux? Windows tecnicamente nasce negli anni '80, prima che la rete sia diffusa al grande pubblico. Windows è fin dall'inizio venduto come un servizio fornito da un'azienda. Lo sviluppo di Windows è garantito, ed è

Extranet : Rete che permette l’accesso esterno ad alcune delle LAN aziendali. Fornisce un accesso esterno tramite credenziali, rendendo parte dei servizi interni aziendali accedibili anche dal di fuori. Vengono spesso usate in correlazione con le VPN.  VPN : Simula virtualmente una rete privata punto-punto (peer to peer) fisica utilizzando però la rete pubblica. Utilizza protocolli di tunneling (Il termine vuole indicare che i dati, pur viaggiando in un canale pubblico, vengono incanalati in un canale preferenziale crittografato, e resi inaccessibili da chiunque non possieda l'autorizzazione) per connettere un nodo ad un altro come se entrambi si trovassero all’interno della stessa LAN, anche se di fatto non lo sono fisicamente. In base alla topologia esistono diversi tipi di reti, tra cui:  topologia a stella ogni computer è collegato da un cavo dedicato ad un dispositivo centrale: il concentratore (hub o switch). Tutte le comunicazioni passano per il nodo centrale e in pratica sono gestite completamente da quest'ultimo. Questa topologia richiede un’elevata quantità di cavi in una rete di grandi dimensioni. In caso di interruzione di uno dei cavi di connessione di un computer al centro stella, solo quel computer verrà isolato dalla rete. In caso di mancato funzionamento del centro stella, saranno interrotte tutte le attività di rete. Tra i vantaggi della topologia a stella ci sono: La facile espandibilità (basta collegare un altro centro stella a quello iniziale); controllo centralizzato del traffico sulla rete in base a led luminosi che permettono di diagnosticare quel ramo. (Anche se Hub e Switch sembrano concettualmente simili sono in realtà dispositivi piuttosto diversi: l’HUB è un ripetitore multiporta, inoltra i dati così come gli arrivano a tutte le altre porte indistintamente. Lo Switch è un commutatore, inoltra selettivamente i dati ad una particolare porta in uscita sulla base dell’indirizzo contenuto nei dati che gli arrivano).  topologia ad anello i computer sono connessi in serie da un cavo continuo (canale) che, dal punto di vista logico, realizza un cerchio chiuso. Ogni nodo ha un contatto diretto solo con il precedente e il successivo. In questo modo, la comunicazione avviene a senso unico, e ogni nodo ritrasmette al successivo i dati che non sono destinati allo stesso. I computer sono connessi tramite un unico cavo circolare. I segnali sono inviati in senso orario lungo il circuito chiuso passando attraverso ciascun computer che funge da ripetitore e ritrasmette il segnale potenziato al computer successivo: si tratta quindi di una topologia attiva , a differenza di quella a bus.  topologia a bus tutti i computer sono collegati in serie lungo il medesimo cavo. Ogni macchina è connessa alla precedente ed alla successiva. La trasmissione simultanea da parte di due nodi genera una collisione e la perdita del messaggio trasmesso. È il metodo più semplice di connettere in rete dei computer. Consiste di un singolo cavo (chiamato dorsale o segmento) che connette in modo lineare tutti i computer. I dati sono inviati a tutti i computer come segnali elettronici e vengono accettati solo dal computer il cui indirizzo è contenuto nel segnale di origine. Poiché un solo computer alla volta può inviare dati, maggiore è il numero di computer connessi alla rete, più saranno i computer in attesa di trasmettere dati, rallentando le prestazioni dell’intera rete. Quella a bus è una topologia di rete passiva: i computer ascoltano i dati trasmessi sulla rete, ma non intervengono nello spostamento di dati da un computer a quello successivo. I dati trasmessi da un computer viaggiano da un capo all’altro del cavo, rimbalzano e tornano indietro impedendo ad altri computer di inviare segnali. A ciascuna estremità del cavo viene applicato un componente chiamato terminatore che riduce il «rumore» sulla linea, assorbendo i segnali che altrimenti continuerebbero a rimbalzare inutilmente lungo la dorsale  topologia mesh non c’è alcun ordine gerarchico tra i nodi. Ogni nodo può essere sia client che server. Difficile causare interruzioni, quando un nodo cade, ce n’è sempre un altro pronto a sostituirlo I dispositivi di una rete comunicano trasmettendo reciprocamente informazioni. Informazioni trasmesse: gruppi di piccoli impulsi elettrici, detti pacchetti. Ogni pacchetto contiene l'indirizzo del dispositivo che

esegue la trasmissione (l' indirizzo di sorgente ) e l'indirizzo del dispositivo che riceve i dati (l' indirizzo di destinazione ). Ethernet e Fast Ethernet : Ethernet è il nome di un protocollo per le reti locali (LAN), sviluppato a livello sperimentale da Robert Metcalfe e David Boggs. Utilizza il protocollo CSMA/CD. Esistono diverse tecnologie LAN; le più comuni sono: Ethernet e Fast Ethernet. Una rete può essere formata da una o più di queste tecnologie. La comunicazione avviene in questo modo: Utilizza il protocollo CSMA/CDOgni nodo verifica che non ci siano comunicazioni in corso sulla linea. Se due nodi emettono contemporaneamente dei pacchetti nella linea, allora avverrà una collisione. In caso di collisione i due nodi che l’hanno causata interrompono immediatamente le trasmissioni e attendono per tot ms (in maniera casuale). Più collisioni si verificano e più questo tempo di attesa di volta in volta sarà alto. Le reti Ethernet e Fast Ethernet funzionano in modo simile e la differenza principale è data dalla velocità alla quale trasferiscono le informazioni. Ethernet funziona a 10 Megabit/s per secondo (o Mbps) e Fast Ethernet funziona a 100Mbps. Tecnologie per le reti ad Anello : Uno dei metodi usati per la trasmissione dei dati lungo l’anello è detto Token Passing , e si parla infatti di reti Token Ring. Il Token (gettone) è un pacchetto di bit che viaggia sull’anello, e che contiene informazioni di controllo. Questo viene unito dal nodo trasmittente ai dati che deve inviare, prima di reimmetterlo nell’anello. Il token viaggia sull'anello sino a quando un computer che deve inviare dati se ne impossessa; a questo punto lo modifica e lo invia insieme al messaggio. Il token viene trasferito dal computer trasmittente al successivo finché non raggiunge il computer di destinazione, che, una volta confrontato il proprio indirizzo con quello contenuto nel messaggio, elabora i dati ricevuti, e se necessario crea un nuovo token per ritrasmettere i dati sulla rete. Un token può percorrere un anello di 200m di diametro 10.000 volte al secondo, poiché viaggia alla velocità della luce. Nelle reti Token Ring, a differenza di altre, un computer malfunzionante viene automaticamente escluso dall’anello consentendo agli altri di continuare a funzionare regolarmente in rete. Nelle reti ad anello che non utilizzano la tecnologia token ring, un computer che non funziona può provocare la caduta di tutta la rete. Tipologie per reti bus : Un token bus è un tipo di connessione di rete tra computer che viene usato nelle reti locali a topologia bus. Nella rete viene definito un anello logico a cui tutte le stazioni sono collegate, in altre parole viene deciso un ordinamento delle stazioni. In questo anello logico circola un gettone (token), il quale contiene il numero della stazione di destinazione. In altre parole, viene sfruttata la tecnica di connessione token passing ring. Il token bus è una valida alternativa al token ring quando non c'è possibilità di stendere una rete ad anello. Protocolli di comunicazione:

- il Modello ISO/OSI : La gestione della comunicazione in una rete è un problema complesso per incompatibilità tra i vari sistemi (differenze legate all'hardware). Il modello OSI (Open System Interconnection), diventato parte degli standard ISO (International Standard Organization) , scompone la gestione della comunicazione in rete, in livelli o strati (layer). ISO/OSI è uno standard in cui vengono definite tecnologie e metodologie di comunicazione e scambio di dati. Il modello ISO/OSI: - Livello 1 Fisico- Trasmissione dei dati lungo il supporto fisico di comunicazione.

 Il modem deve convertire i dati digitali in segnali analogici e viceversa su linea telefonica è indispensabile nelle connessioni Internet.  Lo switch è un dispositivo di rete che inoltra selettivamente i pacchetti ricevuti verso una porta di uscita.  L’hub invece invia indistintamente lo stesso segnale che riceve in ingresso a tutti i dispositivi collegati in uscita.  Il router connette due (o più) reti intervenendo al terzo livello(rete) del modello ISO/OSI. Fa uso di una tabella di routing per l’indirizzamento. È in grado di trasferire pacchetti di un determinato tipo di protocollo di rete indipendentemente dal tipo di reti fisiche effettivamente connesse.  Il Firewall è un Nodo configurato come una barriera per impedire l'attraversamento del traffico da un segmento all'altro, migliorando la sicurezza della rete. Può fungere da barriera tra reti pubbliche e private collegate tra loro. Utilizzando un firewall è possibile: o impedire gli accessi indesiderati; o monitorare le sedi alle quali si accede più di frequente; o analizzare la quantità di larghezza di banda che la connessione Internet sta utilizzando. I Firewall possono essere implementati in un router o configurati a tal scopo come dispositivi di rete. Distinguiamo i FW hardware e i FW software: Un FW software effettua un controllo di tutti i programmi che tentano di accedere ad Internet presenti sul computer. L'utente può impostare delle regole tali da concedere o negare l'accesso ad Internet.  Il bridge connette due (o più) reti limitandosi a intervenire nei primi due livelli del modello ISO/OSI (fisico /dati). È in grado di connettere tra loro solo reti fisiche dello stesso tipo.  Gateway, in generale è un dispositivo che permette la comunicazione tra protocolli diversi. Nelle reti più semplici è il router che assolve a questo compito Tipi di collegamento : Collegamenti via cavo, Collegamenti basati su onde radio. Il collegamento misto è l'unico modo per superare barriere geografiche in modo efficiente ed economico. Tipi di accesso alla rete : Richiede di stipulare un contratto con un Internet Service Provider. La connessione avviene mediante la linea telefonica verso un Point of Presence. I provider spesso assieme alla connessione forniscono anche altri servizi. Internet e rete telefonica : I messaggi in rete possono sempre scegliere percorsi differenti per raggiungere la destinazione. Una telefonata è invece il possesso di un canale diretto tra gli interlocutori senza occupare il quale la comunicazione sarebbe impossibile. La larghezza della banda : Le connessioni alla rete sono chiamate canali, concettualmente simili alle condutture dell’acqua o alle corsie di un’autostrada. La larghezza di banda determina la capacità del canale, quindi la quantità di dati che può trasportare, così come la capacità di una conduttura determina la quantità d’acqua che può trasportare. Maggiore la larghezza di banda più rapida sarà la trasmissione dati. Vantaggi della connessione ADLS : Asymmetrical Digital Subscriber Line, è una tecnologia asimmetrica perché sacrifica la velocità in Upload per quella di Download. Usa le normali connessioni in rame della telefonia. Resiste molto bene alle interferenze. La connessione alla rete è sempre attiva. Della famiglia delle DSL fa parte anche la HDSL, meno performante in download ma simmetrica. Alternative alla ADLS : Fibra ottica , più efficiente dell'ADSL poiché fa uso di cavi pregiati in fibra di vetro che assicurano una elevate capacità di trasmissione. FTTH: Fiber To The Home – il cavo in fibra arriva fin sotto casa dell’utente, evitando il cosiddetto “ultimo miglio” in rame e permettendo di sfruttare al massimo la velocità della fibra FTTC: Fiber To The Cabinet, è la più comune, la fibra arriva fino alla centralina e poi da lì si usano i comuni cavi telefonici di rame per arrivare fino alle abitazioni. Velocità di connessione inferiori rispetto all’FTTH. Connessioni senza fili per mobile : GSM/GPRS: considerati come 2G e 2.5G, I primi a permettere la connessione dati da cellulare con la commutazione di pacchetto UMTS: 3G, permetteva di arrivare fino a 2Mbps HSDPA: 3.5G, evoluzione dell’UMTS

4G: permette di scambiare i dati anche in movimento su tutta la superficie del globo. È ad oggi la generazione delle tecnologie più usate (con le tecnologie LTE e WiMAX) 5G: Le tecnologie della quinta generazione sono iniziate ad esser distribuite nel 2019 anche se in Italia sono ad oggi più che altro diffuse solo nelle grandi città. WI-FI : Tecnologie per reti wireless locali: un segnale radio viene trasmesso in un'area circoscritta. Economicamente vantaggioso, permette a molti utenti di condividere l'accesso ma le prestazioni calano notevolmente proporzionalmente al numero di utenti connessi. Un’interfaccia Wi-Fi fino a qualche fanno fa permetteva massimo i 54 MB/s in download, oggigiorno tuttavia i moderni protocolli per le reti locali Wi-Fi permettono di raggiungere anche alcuni Gbps in download. Il termine Wi-Fi è stato coniato dalla Wi-Fi Alliance e sta per “High Fidelity”. Una rete locale Wi-FI è anche chiamata WLAN. Il router riceve i dati tramite la banda larga e poi converte i segnali in onde radio. Il segnale può subire interferenze da parte di dispositivi elettronici. Antenne direzionali (distanze più lunghe) e omnidirezionali (distanze più brevi) Protocolli per la sicurezza più usati sono WPA e WPA2. Personal area network : Consente la comunicazione tra dispositivi in un raggio di pochi metri: Connessioni infrarossi, Bluetooth, NFC: molto usata per il contactless, permette a due dispositivi di connettersi attraverso un sistema wireless bidirezionale a corto raggio. Trasferimento e condivisione dati : si usano i termini upload e download del/i file a seconda della direzione di trasferimento. Esistono soprattutto file in formato ASCII e in formato binario. Il passaggio da una rete all’altra senza accorgimenti renderebbe difficoltoso il trasferimento del file per via dei diversi protocolli di rete usati. Per questo si usano: Dischi condivisi: FTP (File Transfer Protocol) specializzato nel trasferimento dei file nel web. Invio come allegato di posta elettronica. SMPT e IMAP : Sono tra i protocolli più usati per l’invio e ricezione delle e-mail. SMTP : l’utente invia una richiesta di invio per una e-mail, si stabilisce la comunicazione con un server remote SMTP, il server risponde che la comunicazione può avvenire, il mittente invia i propri dati al server e invia il messaggio. Il server SMTP del mittente invia infine il messaggio a server SMTP del destinatario. IMAP : Nato per sostituire il POP3. Permette il concetto di ubiquitous e-mail, ovvero la possibilità di avvedere alle proprie mail da ovunque, a prescindere dal dispositivo usato. Questo avviene perchè con l’IMAP tutti i messaggi di posta di un utente sono su un server remoto centralizzato accessibile appunto da qualsiasi dispositivo (anche da smartphone). Posta elettronica certificata (PEC): Ha rivoluzionato i rapporti tra pubblica amministrazione ed imprese, nonché tra cittadini private e pubblici uffici. Oggigiorno le imprese sono costrette per legislazione italiana a comunicare “ufficialmente” via PEC con le altre amministrazioni e uffici pubblici. Hanno stesso valore legale delle raccomandate con ricevuta di ritorno. Mailing list : Gruppi di discussioni gestiti per mezzo di posta elettronica. Gestite per mezzo di listserver, software che gestiscono l’iscrizione alle mailing list e l’invio delle e-mail. Il processo di iscrizione e cancellazione alla mailing list è automatico, occorre mandare una e-mail all’indirizzo amministratore con un messaggio standard che il più delle volte viene interpretato dal software listserver. VOIP: Voice Over Internet Protocol, Tecnologia che permette di trasmettere messaggi vocali mediante l’utilizzo del protocollo IP. Converte il segnale audio analogico prodotto dalla voce e riconosciuto dal microfono in pacchetti digitali compatibili con il protocollo IP. E-commerce : Business-to-consumer (B2C), Business-to-business (B2B). Sicurezza : L'utente sceglie i prodotti. Inserisce i dati del c/c, confermando l'origine al commerciante. Il venditore rigira alla società di gestione delle transazioni tutte le informazioni. La società decodifica tutto e lo rimanda su una linea dedicata alla banca del venditore. Quest'ultima inoltra la richiesta di autorizzazione alla banca dell'utente, attendendo un codice in risposta. La società di gestione della transazione invia il codice del “buon fine” a commerciante ed acquirente. Il tutto dura meno di trenta secondi! Home banking (Online Banking). Categoria di servizi per effettuare operazioni bancarie da remote tramite internet. Ad oggi esistono delle banche che operano solo online grazie all’Home Banking. CAP 10- INTERNET: SERVIZI INNOVATIVI E RIVOLUZIONE SOCIALE