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Riassunto- La comunicazione politica (G. Mazzoleni), Sintesi del corso di Comunicazione Politica

Riassunto dettagliato e completo ottimo per studiare solamente da questo per superare l'esame di comunicazione politica con Luca Verzichelli dell' Universita' degli studi di Siena- Scienze della comunicazione.

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017
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LA COMUNICAZIONE POLITICA (Gianpietro Mazzoleni)
Capitolo I - Il campo della comunicazione politica
1.Un settore dagli incerti confini (pag. 11)
L’espressione comunicazione politica dietro l’apparente semplicità di comprensione presenta una
realtà di difficile definizione, poiché la comunicazione politica sconfina in più territori: dalle
scienze della comunicazione alla psicologia alla retorica, alla pubblicità. Da ciò si comprende il
carattere interdisciplinare della comunicazione politica. Nella sua storia nonostante i vari tentativi
di relativizzare questa disciplina essa ha conquistato una propria identità scientifica.
2.Uno sguardo alla storia: dalla retorica alla video politica.
(pag. 12)
-> La storia della comunicazione politica inizia nello stesso momento in cui la filosofia greca inizia
a riflettere sul concetto di potere autorità e democrazia e dunque per la prima volta si tocca il
problema della comunicazione tra gli stessi membri e tra i vari strati sociali che compongono la
polis-> Già Platone e Aristotele pur non usando mai il termine comunicazione,
dibattevano
sull’effetto del discorso persuasorio sul pubblico=
La retorica era l’arte della persuasione e le sue
tecniche furono applicate alla politica.
-> Nel mondo romano= altri esempi di comunicazione politica durante il periodo della
repubblica quando il governo era retto dai magistrati eletti dai cittadini: le numerose elezioni a
Roma sono espressione di sofisticate tecniche di comunicazione
(I termini candidato e comizio risalgono all’epoca romana).
-> Dalla nascita dell’impero fino alla fine delle monarchie assolutiste la democrazia elettorale ha
conosciuto una lunga parentesi.
Solo dopo la rivoluzione americana con la rivoluzione francese, e
con la rinascita degli ideali di libertà e democrazia, possiamo ritrovare forme di comunicazione
politica.
-> XX secolo comunicazione politica in senso pieno-> nascita dei mezzi di comunicazione di
massa: cinema radio e televisione si creano le condizioni per lo sviluppo e la maturazione di tutti
gli strumenti di comunicazione applicabili alla sfera politica.
->Tra le due guerre mondiali lo sviluppo della comunicazione politica ha subito una battuta
d’arresto. Il più grande laboratorio della comunicazione politica sono stati gli STATI UNITI.
-> Oggi difficilmente la politica può fare a meno dei mass media soprattutto della televisione. La
vita politica è diventata il volto più noto e anche più popolare della politica.
3. Sfera pubblica e comunicazione politica. (pag. 16)
Nello sviluppo del concetto di comunicazione politica hanno avuto origine e si sono trasformati i
concetti
di spazio pubblico
(come lo chiama Arendt 1958) e
sfera pubblica borghese
(Habermas
1962).
->I concetti di spazio pubblico e di sfera pubblica vengono spesso utilizzati nella riflessione
teorica sulla comunicazione politica, perché permettono di definire meglio le ascendenze storiche
del fenomeno. Appare evidente il legame della comunicazione politica con il contesto e le regole
della democrazia, infatti lo scambio di risorse simboliche per la conquista del potere, la dialettica
tra le parti sono possibili solo in un contesto di libertà.
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Scarica Riassunto- La comunicazione politica (G. Mazzoleni) e più Sintesi del corso in PDF di Comunicazione Politica solo su Docsity!

LA COMUNICAZIONE POLITICA (Gianpietro Mazzoleni)

Capitolo I - Il campo della comunicazione politica

1.Un settore dagli incerti confini (pag. 11)

L’espressione comunicazione politica dietro l’apparente semplicità di comprensione presenta una

realtà di difficile definizione, poiché la comunicazione politica sconfina in più territori : dalle

scienze della comunicazione alla psicologia alla retorica, alla pubblicità. Da ciò si comprende il

carattere interdisciplinare della comunicazione politica. Nella sua storia nonostante i vari tentativi

di relativizzare questa disciplina essa ha conquistato una propria identità scientifica.

2.Uno sguardo alla storia: dalla retorica alla video politica. (pag. 12)

  • La storia della comunicazione politica inizia nello stesso momento in cui la filosofia greca inizia

a riflettere sul concetto di potere autorità e democrazia e dunque per la prima volta si tocca il

problema della comunicazione tra gli stessi membri e tra i vari strati sociali che compongono la

polis-> Già Platone e Aristotele pur non usando mai il termine comunicazione, dibattevano

sull’effetto del discorso persuasorio sul pubblico= La retorica era l’arte della persuasione e le sue

tecniche furono applicate alla politica.

  • Nel mondo romano = altri esempi di comunicazione politica durante il periodo della

repubblica quando il governo era retto dai magistrati eletti dai cittadini: le numerose elezioni a

Roma sono espressione di sofisticate tecniche di comunicazione

(I termini candidato e comizio risalgono all’epoca romana).

  • Dalla nascita dell’impero fino alla fine delle monarchie assolutiste la democrazia elettorale ha

conosciuto una lunga parentesi. Solo dopo la rivoluzione americana con la rivoluzione francese, e

con la rinascita degli ideali di libertà e democrazia, possiamo ritrovare forme di comunicazione

politica.

  • XX secolo comunicazione politica in senso pieno-> nascita dei mezzi di comunicazione di

massa: cinema radio e televisione si creano le condizioni per lo sviluppo e la maturazione di tutti

gli strumenti di comunicazione applicabili alla sfera politica.

  • Tra le due guerre mondiali lo sviluppo della comunicazione politica ha subito una battuta

d’arresto. Il più grande laboratorio della comunicazione politica sono stati gli STATI UNITI.

  • Oggi difficilmente la politica può fare a meno dei mass media soprattutto della televisione. La

vita politica è diventata il volto più noto e anche più popolare della politica.

3. Sfera pubblica e comunicazione politica. (pag. 16)

Nello sviluppo del concetto di comunicazione politica hanno avuto origine e si sono trasformati i

concetti di spazio pubblico (come lo chiama Arendt 1958) e sfera pubblica borghese (Habermas

  • I concetti di spazio pubblico e di sfera pubblica vengono spesso utilizzati nella riflessione

teorica sulla comunicazione politica, perché permettono di definire meglio le ascendenze storiche

del fenomeno. Appare evidente il legame della comunicazione politica con il contesto e le regole

della democrazia, infatti lo scambio di risorse simboliche per la conquista del potere, la dialettica

tra le parti sono possibili solo in un contesto di libertà.

Così si può distinguere tra propaganda e comunicazione politica perché nel primo caso c’è la

manipolazione di grandi masse da parte di gruppi ristretti nel secondo caso l’opinione pubblica è

informata e critica e favorisce la partecipazione consapevole dei cittadini.

  • Dahlgren distingue la nozione di sfera pubblica di Habermas in: - sfera pubblica culturale: quella in cui circolano le idee le discussioni sulla letteratura e sulle

arti e non è necessariamente in relazione con la democrazia e la politica.

  • sfera pubblica politica.

Ø MERCATO DELLE IDEE: il cittadino grazie all’accesso ad una pluralità di fonti informative e

all’esposizione ad opinioni differenti sulle questioni pubbliche può formarsi proprie idee

sulle issues più importanti.

Ø Oggi nell’era della società di massa Habermas riconosce che i salotti i caffè e la stampa

non sono più luoghi e strumenti di dibattito pubblico e che la commercializzazione ha

soppresso la funzione democratica dei media - > pessimismo di stampo Francofortese è

ancora molto diffuso nei critici della società di massa che vedono nell’azione dei moderni

mass media commercializzati un impedimento alla crescita dell’informazione dei cittadini e

alla loro consapevolezza critica.

Ø Meyrowitz (anche PIPPA NORRIS) sostiene al contrario che con i moderni media si realizza

effettivamente uno spazio pubblico allargato, che supera i confini ristretti dell’interazione

fra pochi eletti dell’epoca della stampa, e ammette anche chi non sa leggere alla

partecipazione alla vita politica. Secondo questo autore con la diffusione dei media

elettronici abbiamo una cultura pubblica più democratica e accessibile.

- >SOCIETÀ CIVILE

= Lo spazio dei mass media non esaurisce lo spazio pubblico, perché esiste un

territorio, quello della societa civile che Habermas definisce periferico al centro politico, al cui

interno nascono sensibilità verso issues ( la pace, il nucleare, il terzo mondo e il femminismo), e si

sviluppa un dibattito tra intellettuali, piccoli gruppi, viene diffuso da associazioni e da una stampa

specializzata e raggiungendo per mezzo dei mass media l’opinione più ampia, interessando lo

spazio pubblico generale.

4. Modelli della comunicazione politica. (pag. 20)

IL MODELLO PUBBLICISTICO – DEALOGICO

: Schema relazionale tra gli attori della scena

politica moderna che permette definire la comunicazione politica. - > SPAZIO PUBBLICO DI TIPO

TRADIZIONALE

Gli attori dello spazio pubblico sono 3:

  1. istituzioni politiche: (Il sistema politico) Per sistema politico o sistema della politica, si

intende l’insieme delle istituzioni politiche: Parlamento, governo, magistratura e capo

dello stato. La comunicazione che questi attori attivano è di tipo principalmente

istituzionale.

Fanno parte del sistema politico anche i partiti i movimenti, gruppi di pressione

competono e interagiscono con gli altri due grandi attori per conquistare il potere o

imporre determinate scelte. La comunicazione che questi attori attivano si può definire

comunicazione politico- partitica.

  • Con l’avvento della televisione ci sono stati cambiamenti: nella vita istituzionale, nei modelli di

interazione tra i soggetti politici, nelle dinamiche di formazione dell’opinione pubblica e nelle

forme di comunicazione.

  • Oggi l’azione politica pubblica avviene all’interno dello spazio mediale o dipende in misura

rilevante dall’azione dei media xciò si parla di mediatizzazione della politica.

  • Due scuole di pensiero riguardo questa teoria:
    1. CONCEZIONE COMPETITIVA E DI MERCATO: I media sono l’arena in cui la

pubblicità diventa l’arena pubblica in cui hanno luogo lo scambio e i rapporti di

forza tra i 3 attori

  1. DEMOCRAZIA DEL PUBBLICO: (Manin) con la crisi della politica e dei partiti, il foro

della rappresentanza e della deliberazione sono i media, i sondaggi e l’immagine.

5 I flussi e le forme della comunicazione politica (pag 23)

A seconda della direzione dei flussi di interazione tra gli attori si posso identificare varie forme di

comunicazione politica.

  • Dal sistema politico al sistema dei media.

La comunicazione proveniente dal sistema politico verso il sistema dei media può essere vista

come espressione di un rapporto di potere con il quale il sistema politico mira ad estendere la

sua

influenza e il suo controllo , ossia l’imporre i suoi criteri di selezione e costruzione della realtà.

Il flusso di comunicazione che dall’attore politico va verso il sistema dei media può assumere

queste diverse forme:

  • Regolamentazione : consistente nelle politiche pubbliche che governano l’attività dei

media nell’arena politica (legge Gasparri, direttive UE, nomine membri della RAI )

  • Media e news managment : Quando il sistema della politica cerca di condizionare l’attività

dei media: le forma di questo managment vanno dalle azioni di relazioni pubbliche, alle

conferenze stampa.

  • Fonte di informazione : laddove alcune componenti del sistema politico stabiliscono

rapporti di collaborazione o di scambio con i news media.

Dal sistema politico al cittadino elettore.

Quando il flusso della comunicazione originato dal sistema politico e diretto verso il cittadino

elettore, esso può assumere le forme della:

1. Comunicazione pubblica o istituzionale se a comunicare sono le istituzioni politiche

ex. amministrazioni centrali che informano i cittadini

2. Contatto personale quando i politici nelle campagne elettorali incontrano e

interloquiscono direttamente con i cittadini.

3. Propaganda pubblicità quando i partiti o i candidati si rivolgono all’opinione pubblica o

all’elettorato per persuaderli della bontà delle proprie proposte attraverso nuovi media,

canali di comunicazione di massa e strumenti marketing.

  • non è solo comunicazione TOP DOWN perchè la com. pubblica è un dovere nei confronti del

cittadino che vuole TRASPARENZA.

Dal cittadino elettore al sistema politico.

Il flusso di ritorno bottom-up, si sviluppa sulla risposta del cittadino- elettore ai messaggi

provenienti dal sistema politico attraverso tre modalità:

Ø Il voto: massima espressione della volontà del cittadino-> comunica il suo orientamento

Ø Il dibattito pubblico : per HABERMAS è la caratteristica fondamentale della sfera pubblica,

consiste nella partecipazione alla discussione sulle questioni e sui problemi di interesse

generale. ex. manifestazioni, email, telefonate in radio

Ø L’interazione diretta : incontri con i candidati che si realizzano nei talk show, comizi, porta a

porta ecc…

Una quarta modalità di comunicazione tra cittadini e politici è il sondaggio di opinione ma molte

sono le critiche e i dubbi su questo strumento considerato perlopiù una forma impropria di

comunicazione.

Dal sistema dei media al sistema politico.

La comunicazione politica mediale si manifesta come:

- Informazione tradizionale funzione referenziale trasmettendo contenuti di interesse politico

  • Vigilanza/ critiche : quando i media assolvono la funzione di portavoce e difensori del

cittadino controllando l’operato dei partiti e istituzioni

  • Partigianeria : laddove al contrario, il sistema dei media si fa portavoce di partiti e di

interessi politici ( giornalismo dimezzato)

  • Mediatizzazione : quando i media impongono i propri linguaggi e i propri formati alla

comunicazione di attori politici. - > spettacolarizzazione e costruzione di immagini.

Dal sistema dei media al cittadino- elettore .

La comunicazione che dai mass media si dirige al cittadino elettore si concretizza nelle forme

della:

  • Informazione: a seconda dei contesti può essere di tipo referenziale (vedi sopra,

telegiornali) oppure mista ( infotainment)

  • Informazione partigiana : il prodotto dell’eventuale faziosità dei media che veicolano

messaggi che rispondono innanzitutto agli interessi di una o più parti del sistema

politico.

  • Pubblicità quando i media prestano i propri canali alle comunicazioni dell’attore

politico rivolte ai cittadini.

Dal cittadino elettore al sistema dei media.

La comunicazione di ritorno al sistema dei media assume le forme di un generico feedback. Le

forme più comuni di quasi interazione mediata possono essere la partecipazione di membri del

pubblico a

trasmissioni televisive su tematiche politiche o

le lettere ai giornali

. Per alcuni autori

anche il sondaggio di opinioni svolto da o per conto delle testate giornalistiche è una modalità di

comunicazione.

  • In Europa tra il 1965-1990 cè una notevole crescita della ricerca sulla comunicazione politica,

il contributo europeo alla ricerca della comunicazione politica si può riassumere in 8 elementi:

  1. Superamento del modello Lazasfieldiano degli effetti limitati

(teoria spirale del silenzio, uses & gratification)

  1. Prospettiva olistica : ha rivolto l’attenzione non solo all’elettore individuale e al membro del

pubblico ma ha preso in considerazione il processo nella sua interezza: l’emittente, il contenuto, il

ricevente ed anche le relazioni tra sistema dei media e sistema della politica

  1. Approccio cognitivo misto

  2. Tendenza ad incorporare le prospettive normative nell’analisi del funzionamento del sistema

dei media nell’arena politica

  1. Interazione tra sistema dei media e sistemi politici e sull’influenza politica

  2. Influenza americana sulla ricerca sul pubblico

  3. Analisi longitudinale delle tendenze e dei cambiamenti nei processi della comunicazione

politica

  1. Focalizzazione ancora troppo interna e nazionale di molte ricerche.
  • Dagli anni ’90 la ricerca appare più integrata rispetto agli anni precedenti-> APPROCCIO

COMPARATO

8.Le tre fasi della comunicazione politica

  • Ci sono diversi fenomeni che hanno modificato il contesto ed il modo di utilizzare la

comunicazione politica. (rivoluzione del ’68, guerra fredda, tangentopoli, globalizzazione ecc…)

Blumler e Kavanagh propongono di guardare agli sviluppi della comunicazione politica da una

prospettiva temporale individuando tre grandi fasi dal secondo dopoguerra ad oggi.

La prima fase: il dopoguerra e gli anni 50

  • Negli anni del dopoguerra a dominare la scena politica erano soprattutto i partiti. La

comunicazione politica era subordinata al sistema politico e partitico.

  • I messaggi erano molto robusti, leader esercitavano potere senza preoccupazioni per l’

immagine o tecniche di comunicazione.

  • Accadeva che pur essendo pochi i cittadini che risultavano capaci di comprendere i temi

dell’agenda politica, essi tendevano a votare sulla base di identificazioni di gruppo

La seconda fase dagli anni 60 agli anni 80

  • È la stagione della diffusione del nuovo mezzo televisivo e il periodo del progressivo

allentamento delle tradizionali fedeltà partitiche. In alcuni paesi la proliferazione dei canali

televisivi aumentò le opzioni di attenzione del pubblico verso i diversi leader politici.

  • La televisione rese possibile il raggiungimento di segmenti dell’elettorato che erano scarsi

consumatori dei vecchi media e quindi si sottraevano alla comunicazione dei partiti.

  • I governi i partiti e gli esponenti partitici iniziavano ad adottare tecniche e trucchi per sfruttare al

meglio il mezzo televisivo->

comunicazione più attenta, organizzazione scientifica delle

campagne elettorali

La terza fase dagli anni 90 ad oggi

  • Ha come caratteristica l’abbondanza dei mezzi di comunicazione

(pervasività/convergenza/velocità..).

  • La televisione come veicolo di informazione politica si è moltiplicata in mille canali.
  • Accanto alla televisione stanno conquistando una funzione di informazione altri media quali

internet ed attività che in internet si sono sviluppate (blog ecc).

  • La comunicazione politica della terza fase secondo Blumler e Kavanagh subisce una mutazione

genetica secondo 5 direttrici

è professionalizzazione del rapporto con l’opinione pubblica. I politici sono sempre più

costretti a ricorrere al know how dei professionisti della comunicazione per comunicare a

rischio zero con i media ma anche con i cittadini.

è Competizione tra contenuti dei media e comunicazione/informazione politica: Si registra il

cambiamento di visione della politica da parte dei media in chiave di infotainment: talk

show o varietà con passerelle di politici, programmi scandalistici, telegiornali rosa ecc…

è il populismo. Fino a qualche anno fa il flusso della comunicazione politica era

essenzialmente top down : le issues dell’agenda politica erano discusse tra politici, esperti,

giornalisti ecc.. davanti ad un pubblico passivo. Oggi i media si popolarizzano puntando

sui sentimenti e sul privato e popolarizzano anche la politica con lo scopo di renderla più

conforme ai gusti e alle mode correnti.

è

Comunicazione centrifuga : Gli attori politici confezionano e indirizzano i propri messaggi a

determinati e specializzate nicchi di destinatari->una comunicazione dal centro alla

periferia, per conquistare fasce di lettori distratti dai media. Le indagini di mercato, la

posta elettronica e l’informazione sui siti web contribuiscono a questo flusso centrifugo

della comunicazione politica.

è

Il consumo occasionale di comunicazione politica si osserva l’emergere di abitudini di

consumo della politica che assomigliano alle modalità di acquisto in un supermercato. La

politica infatti appare sempre più diluita nella programmazione televisiva, nel cinema nella

stampa, subendo anche processi di rindondanza.

[infotainment: introduzione di schemi appartenenti al genere spettacolo nei programmi d’

informazione ]

II.CAPITOLO Sistema politico e mass media

  1. La mediatizzazione della politica

(pag. 45)

  • La comunicazione politica è il prodotto dello scambio fra i tre attori dello spazio pubblico:

sitema politico, sistema dei media e cittadini elettori. Tale scambio avvenendo attraverso i canali

della comunicazione di massa presuppone un ruolo centrale dei media.

  • Nonostante ciò lo scambio tra i tre autori è sbilanciato a favore dell’interazione dei primi due,

il sistema politico e i media, mentre il terzo attore, il pubblico dei cittadini, ha un ruolo residuale.

  • Nel modello pubblicistico-dialogico i media sono al centro dell’interazione fra gli altri due

attori, informando cn la loro presenza la natura dello scambio. Nel modello mediatico, i media

sono lo spazio dove avviene lo scambio tra i tre attori. I media si sono diffusi rapidamente con

grande successo occupando il posto delle altre agenzie tradizionali, chiesa scuola partito. Prima

di una mediatizzazione della politica viene dunque una mediatizzazione della società.

dei leader che ricoprono la carica. La televisione è grande alleata del presidente DENTRO

E FUORI LE CAMPAGNE ELETTORALI.

IN ITALIA

la presidenza della repubblica negli ultimi due decenni ha cercato di apporre

un’impronta di forte personalizzazione e tentata spettacolarizzazione della carica. ( ex. Pertini)

  • I rapporti dei presidenti italiani con la stampa non sono sempre stati tranquilli (ex. Cossiga e

Leone/ ondate di accuse e polemiche)

Il governo

  • La comunicazione prodotta dal potere esecutivo si distingue tra comunicazione pubblica e

comunicazione politica.

Le decisione proprie del potere esecutivo, decreti regolamenti nomine ecc. attiene alla sfera

dell’interesse pubblico ed è oggetto di comunicazione pubblica, generalmente gestita da

strutture organizzative istituite ad hoc.

In questa sede interessa la comunicazione dei governi relativa all’aspetto politico, ossia dei

rapporti con le forze di coalizione o di opposizione e con il sistema dei media che abbiamo

identificato come comunicazione politica.

- TRE STRATEGIE COMUNICATIVE:

1 - MEDIA MENAGEMENT: nello stabilire rapporti collaborativi con il sistema dei media del paese,

con obiettivo di massimizzare la visibilità dell’intera compagine governativa e dei singoli ministri

ex. partecipazione programmi televisivi conferenze stampa interviste, discorsi negli eventi

2 - INFORMATION MENAGEMENT: L’information/news managment si avvale invece dei metodi di

palese o occulta manipolazione dell’informazione da parte dei politici al potere.

ex. influenza delle nomine da parte del pimo ministro, pressioni personali su direttori,pressioni

indirette, censure.

3 - SPIN DOCTORING: Termine coniato nel 1992 da Bill Clinton che sostituisce i

consulenti

elettorali. Lo spin doctor è solitamente un membro della squadra di consulenti dei leader di

governo e ha il compito di massaggiare il messaggio, cioè di estrarre il meglio da qualsiasi

situazione in cui è implicato il leader. Gli spin doctor sono personaggi che operano tra sistema

della politica e sistema della comunicazione. - > COLORO CHE SI OCCUPANO DI ELABORARE

AGENDE PER CAMPAGNE ELETTORALI (giornalisti o politici stessi in passato)

L’informazione è un’arma politica potente e la sua selettiva diffusione restrizione o distorsione da

parte dei governi è un elemento decisivo nel controllo dell’opinione pubblica.

Il Parlamento

In tutte le democrazie, il Parlamento è la sede dove si attua concretamente la sovranità popolare,

attraverso l’istituto della rappresentanza. Il Parlamento è il luogo naturale del confronto del

confronto e del dibattito pubblico, la sua attività è pubblica perché i cittadini hanno il diritto di

conoscere ciò che i loro rappresentanti discutono o decidono. La natura complessa di questa

istituzione spiega la

complessità della comunicazione che proviene dal parlamento .

- > TRE TIPI DI COMUNICAZIONE:

  1. C. ISTITUZIONALE: la pubblicità del dibattito in aula e delle leggi attraverso pubblicazione di

atti, bollettini,comunicati stampa ecc… (com. certificata e accessibile a tutti i cittadini)

  1. C. INFORMALE: relativa alla dialettica, tra gruppi parlamentari, partiti e leader (non ufficiale,

non pubblico, accessibile soltanto ai giornalisti - > finalità strumentali e spesso manipolatorie)

3: C. GIORNALISTICA: si intreccia con le prime due a causa del fatto che la pubblicità è

assicurata dall’eco informativo che certe decisioni hanno sui giornali e in televisione e che la

dialettica politica oggi è mediatizzata-> a decidere della notiziabilità di un evento non è il

parlamento ma il sistema dei media (GATE KEEPERS)

  • Tra le soluzioni escogitate per aggirare la mediazione giornalistica vi è quella di trasmettere in

diretta il dibattito in aula gestita da responsabili del parlamento.

I partiti

  • I partiti hanno sempre avuto un ruolo cruciale nell’evoluzione politica e culturale quale

portavoce degli interessi concreti della società. (eccezione degli Stati Uniti = dove sono stati

eclissati dalla figura presidenziale e dove i membri del congresso impersonano una

contrapposizione tra i due grandi blocchi di repubblicani e democratici)

Oggi la loro tradizionale funzione è un po’ in crisi dappertutto, con importanti implicazioni anche

nel campo della comunicazione. Ci sono stati mutamenti nella dialettica intra e interpartitica.

passaggi da aule parlamentari alle pagine dei giornali e talk show)

  • La comunicazione prodotta dai partiti è oggi largamente modellata sulle esigenze dei media

con l’adattamento dei registri comunicativi dei partiti alla sintassi dei mezzi di comunicazione di

massa.

  • In molti paesi i leader e i partiti più importanti hanno un filtro con il sistema dei media, un

portavoce, sia per influire sulle notizie sia per prevenire gli attacchi- critiche, ricorrendo alle

medesime tecniche dello spin-doctoring. Spesso queste figure vengono scelte all’interno del

sistema dell’informazione, sono cioè

giornalisti .

  • Uno sviluppo recente nella mediatizzazione della comunicazione del partito è la nascita del

cosiddetto partito mediale (Forza Italia 1994) - > essendo costituzionalmente un partito leggero,

non ha un radicamento né storico né organizzativo sul territorio per cui il consenso elettorale gli

viene dalla sua forza mediatica.

I gruppi di interesse e i gruppi di pressione (diversi da politici)

  • Esistono 2 tipi di attori politici:

GRUPPI D’INTERESSE

: associazioni di categoria, sindacati, rappresentanti d’interesse che

svolgono funzioni di LOBBYNG, PRESSIONE E INFLUENZA SUI DECISORI POLITICI.

Primariamente non hanno finalità di natura politica.

  1. GRUPPI DI PRESSIONE(finalità politiche)

Persegue finalità di natura politica e vi possiamo distinguere:

  • Gruppi e movimenti che agiscono nella legalità e manifestano pubblicamente le proprie

idee e posizioni in maniera pacifica (No-global e Green peace, associazioni per diritti civili)

  • Gruppi e movimenti che invece operano nell’illegalità e a volte nella clandestinità

(Movimenti terroristici-> brigate rosse, isis, mafia ecc..)

  • Entrambi sono in varia misura

Resource poor

  • svantaggiati nell’accesso alle risorse

mediatiche.

  • Una recente analisi della comunicazione dei movimenti populisti ha messo in luce varie

strategie di attenzione mediatica messe in atto soprattutto dai loro leader:

  • Possiamo riassumere le principali funzioni dei mass media in relazione al sistema politico come

segue:

  1. La raccolta e la presentazione di

informazione oggettiva

  • il trattamento imparziale e

meno prevenuto possibile.

  1. Advocacy journaIism - > interpretazione della notizia per poter far comprendere ai cittadini

meno esperti di cose politiche l’ importanza delle informazioni che si ricevono

  1. Giornalismo watchdog - >La rappresentazione dei cittadini per mezzo di una formazione

attiva, d’indagine e di sorveglianza nei confronti del potere politico da parte dei media.

  1. La mobilitazione dei cittadini nell’arena politica stimolando l’interesse e l’impegno civile.

(Funzione che i media condividono con i partiti ed altre agenzie di socializzazione politica)

L’intervento diretto nel dibattito politico , tematizzando le questioni più scottanti e

influenzando le politiche del governo

  1. La resistenza ai tentativi dei soggetti politici di limitare l’indipendenza e di minacciare la

correttezza degli organi d’informazione

  1. Le istituzioni mediali che vogliono rimanere sul mercato, devono fare profitti e tenere i

conti economici in pareggio, anche come garanzia di libertà

[IL rispetto di questi ruoli non è omogeneo in tutte le democrazie anzi possono essere manipolati

a favore dell’elite (studio dei cultural studies)]

La stampa

Il giornale è il più antico strumento d’informazione politica e anche il primo mezzo che si è

confrontato e scontrato con il potere politico

. Proprio perché più antica, la stampa quotidiana e

periodica affonda le sue radici nelle peculiarità politiche e sociali di un paese e ne rifette i gusti e

le tendenze. Per questi motivi è difficile tracciare delle generalizzazioni universalmente valide sul

ruolo politico della stampa.

La carta stampata è stata lasciata libera di riflettere solo alcune opinioni, di essere portavoce di

alcuni interessi economici, sociali o politici, regolata unicamente dalle rigide leggi del mercato e

da quelle più volatili dell’adesione politica ed ideologica

Esistono 2 grandi categorie d’informazione a stampa:

  • Giornali di qualità =riflettono le opinioni e le posizioni delle elite culturali e politiche (il sole 24 ore)
  • Tabloid= giornali popolari, che non hanno dichiarate ambizioni culturali, non riflettono

orientamenti particolari politici e perseguono obiettivi puramente commerciali: alte tirature, alti

profitti, alti indici di diffusione - > scandali, pettegolezzo, spettacolo ecc... (INFOTAINMENT)

La televisione

Ogni grande svolta è come segnata dalla presenza della televisione. Essa è di volta in volta:

Coprotagonista insieme ai grandi attori che l’hanno usata

  • Testimone di drammi spaventosi o eventi eccezionali
  • Agente essa stessa dei grandi e piccoli eventi che hanno modificato gli scenari politici nazionali

e mondiali.

  • La televisione può essere considerata una tra le più importanti invenzioni del secondo

millennio simbolo della modernizzazione della società di massa-> la competizione politica si è

giocata in modo completamente differente. E’ considerata la pietra miliare della storia della

politica e democrazia.

Oggi è impossibile parlare di politica senza riferirsi anche alla sua dimensione televisiva, tale è il

connubio che si è stabilito tra l’azione politica e la sua rappresentazione televisiva. - > fonte

primaria di informazione e formazione politica per il pubblico generale (massa)

  • Con lo sviluppo della televisione digiale si hanno più effetti:

  1. i politici fanno piu fatica ad acquistare visibilità vista la quantità di canali
  2. il pubbluco di massa a sua volta si frammenta ancora di più
  3. i pubblici “specializzati” saranno più diffficili da raggiungere con i messaggi, manipolatori

e non, dei politici

  1. la televisione frammentata perde il suo valore di informatrice primaria/unica

I nuovi media

DEF. = Si identifica un insieme piuttosto eterogeneo di telecomunicazione: internet, le

comunicazioni via satellite, la televisione,talk show, social network ecc. Essi permettono ai

cittadini di

accedere più agevolmente all’informazione politica e di partecipare più attivamente.

  • Tuttavia è soprattutto al mondo di internet che ci si riferisce comunemente quando si parla di

nuovi media in politica. Internet ha:

  • Stimolato l’insorgere di nuove forme di aggregazione del consenso e di mobilitazione politica
  • Reso possibile forme di democrazia diretta
  • Tolto il monopolio dell’informazione al giornalismo tradizionale.

Limitato il controllo del flusso di informazione da parte di regimi autoritari

° Offerto spazi e al dilagarsi del terrorismo

° Allargato il Digital Gap tra chi può usufruire del servizio e chi no (divario tecnologico)

I commentatori e gli esperti di politica

I POLITOLOGI - > In tutti i paesi occupano un posto rilevante nella dialettica politica ed

esercitano una notevole influenza nel formare le opinioni del pubblico

(gli esperti e gli analisti di politica, i commentatori, gli editorialisti)

  • Intellettuali con alle spalle una lunga frequentazione dei palazzi della politica e sono scritturati

dai giornali e dai canali televisivi per fare opinione,ex politici,ex giornalisti… (opinion makers)

Esistono 3 tipi di opinion makers ( trendy pundits ) - Nimmo & Combs -

  • i pensatori: Intellettuali provenienti dai più diversi rami delle scienze che sono diventati star

televisive e sono regolarmente invitate ad esprimere la loro opinione su tutto.

  • I parlatori: presenze fisse praticamente in tutti i talk show televisive nei quali esibiscono le loro

doti comunicative e le loro abilità dialettiche

  • I critici dei media : a loro volta commentano i commentatori e i politici che sono oggetto

dell’attenzione dei media.

III capitolo MODELLI ED EFFETTI DELL’INTERAZIONE MEDIA-POLITICA

1 Parametri e dimensioni (pag. 83)

I principali parametri per sistemizzare la complessa interazione media-politica ci forniscono la

base teorica dei modelli d’iterazione di questo rapporto.

sistemico-normativo= un continuum subordinazione-autonomia dei media in un dato sistema

politico

2.Modelli di interazione (pag 87)

I principali modelli delle relazioni che i media intrecciano con i soggetti politici sono:

(modelli possono subire declinazione da stato in stato)

Il modello avversario (DISTANZA MEDIA-POLITICA)

  • Il giornalismo che fa da watchdog (giornalismo antagonista=advocacy) che si fa portavoce dei

cittadini.

  • I media e i politici sono distanziati da diverse logiche, finalità e strategie che spesso entrano

anche in conflitto, in alcuni casi anche disprezzo politico

  • Normalmente l’atteggiamento di cane da guardia non è però determinato da un’ostilità

strutturale del mondo dell’informazione verso il mondo della politica. Esso è piuttosto

espressione della consapevolezza del proprio potere come distinto da quello politico e della

necessità di proteggerlo dalle macchinazioni e dai tentativi di media managment dei

governie dei politici.

  • I politici mettono quindi pressione facendo proteste, intimidazioni, togliendo le agevolazioni,

ma i media rispondono rendendo pubbliche queste azioni a sfavore del politico coinvolgendo

l’azione pubblica.

Il modello del collateralismo (PARALLELISMO MEDIA-POLITICA)

  • La caratteristica è la concordanza di interessi e scopi di media e politica. Un parallelismo però

che in presenza di un forte potere politico attivo nel media managment, può creare un

giornalismo plagiato. “lap-dog media”= Cane da compagnia

  • I giornalisti cercano di evitare situazioni che possano comportare incertenza e instabilità con le

classi politiche.

  • PRATICA INDEXING (Bennet): criticare leader e partiti soltanto quando ci sono divisioni tra

parlamento e governo, mentre si mostrano accondiscendenti quando i rapporti sono stabili.

  • In questo modello di sostanziale subalternità del sistema dell’informazione è evidentemente il

sistema politico ad essere centrale a condurre il gioco.

  • Giornalismo dimezzato: posizione collaborativa del giornalismo italiano, portavoce di partiti

che diventa arma di battaglie politiche contrapposte

Il modello dello scambio (MODELLO “NORMALE”)

  • È il modello che definisce la maggior parte delle relazioni che avvengono tra sistemi dei media

e sistemi della politica

. - > CONCETTO DI INTERDIPENDENZA

  • I politici hanno bisogno dei media come i media hanno bisogno dei politici - > preferiscono il

conflitto il negoziato (lo scambio di risorse.) - > l’adattamento delle richieste dell’altro si basa sui

benefici ricavabili dal compromesso di ambedue le parti:

  1. I politici ricercano l’accesso ai canali di comunicazione con i pubblici
  2. I giornalisti ricercano materiale informativo fresco, dunque barattano l’accesso ai canali con

queste informazioni

Il concetto di interdipendenza è compatibile con la preservazione della distanza tra i due attori

Il modello della competizione

  • L’idea è quella del

confronto, della sfida tra il potere dei media e il potere politico

che presuppone la ricerca da parte dei sistemi dei media di un potere di un’influenza politica

alternativo a quello delle istituzioni e i soggetti politici.

  • imprese editoriali e testate che hanno stessi interessi e obbiettivi dei politici (leadership,

consenso, legittimazione) e quindi si muovono in competizione scendendo nel campo della

politica, lo schema della competizione configura una sostanziale parità tra i due conpetitors e per

certi versi addirittura una posizione di superiorità dei media rispetto ai partiti e agli attori della

politica. ( diverso

dal modello sacerdotale)

EX. La Repubblica/ L’Espresso/Berlusconi e Mediaset nel 1994

Il modello del mercato

  • Si può ritenere che i media abbiano una natura ibrida in quanto rappresentano un

componente della democrazia e un industria soggetta alle regole del mercato.

  • I giornali americani si sono sviluppati in un contesto di concorrenza per il profitto quelli europei

hanno coniugato politica e mercato con una prevalenza della prima rispetto al secondo.

  • Oggi la situazione è mutata: negli Usa i media si sono ulteriormente orientati

commercialmente

, i media europei hanno riscoperto gli imperativi del mercato e della

concorrenza.

  • Gli effetti di questa logica commerciale sono essenzialmente 3:

  1. si registrano spazi limitati riguardanti la politica e un aumento di spazi dedicati a servizi sul

cibo vacanze per massimizzare i profitti)

  1. la

qualità della copertura informativa della politica e’ peggiorata (infotainment)

  1. La posizione politica di un news media viene dopo l’interesse aziendale di profitto

(atteggiamento editoriale)

3. Gli effetti sistemici della mediatizzazione (pag. 94)

Quando si parla di effetti dei media è necessario distinguere tra:

  1. effetti sistemici-> il risultato dell’azione mediale sul funzionamento del sistema politico
    • il processo di mediatizzazione della politica (effetti osservabili prodotti

dai media sul sistema politico) ha dato un carattere di necessita’ rispetto alla

sfera politica ma non ha prodotto nessun effetto di SUPPLENZA O

SOSTITUZIONI delle istituzioni politiche= hanno fornito gli spazi e i canali per

diffondere il messaggio politico ai cittadini nell’era della democrazia di

massa. (politica media-dipendente)

  1. effetti psicosociali-> l’impatto che i media esercitano sugli atteggiamenti, opinioni e

comportamenti politici del pubblico dei cittadini.

  • I media non esercitano il potere politico ma hanno la potenzialità di influire in modi e intensità

variabili sull’esercizio del potere

  • forte potere nella società incidendo sul corso degli eventi sui

personaggi sulle decisioni politiche, oltre che sulla formazione dell’opinione pubblica.

riflettori su particolari realtà politiche sono in grado di imporre l’agenda politica nazionale o

locale o quella di una campagna elettorale.

L’effetto di frammentazione del discorso politico

  • Questo effetto più noto con il termine sound bites (pezzetti di dichiarazioni) è la riduzione del

dibattito pubblico e politico ai minimi termini, imposta dalle esigenze e dai vincoli produttivi

dell’industria mediale.

  • Il discorso politico a frammenti è un prodotto congiunto dei media e dei comunicatori politici: i

giornalisti ricercano la dimensione ludica della politica, i partiti semplificano i loro messaggi per

renderli attraenti attraverso slogan o brillanti battute che riguardano concorrenti e altro = causa

di banalizzazione della politica

Gli effetti politici

  • Questo gruppo di effetti riguarda le conseguenze dell’influenza dei media e delle logiche

produttive mediali sugli attori politici e sull’azione politica.

  • Gli effetti politici riguardano più alla sfera dell’azione e dell’interazione tra le varie componenti

del sistema politico.

Il semplice fatto che i politici, dal presidente al sindaco, debbano necessariamente passare

attraverso la mediazione del sistema della mediazione per raggiungere i cittadini, per far

conoscere la propria offerta politica e per cercare consenso impone notevole condizionamento al

modo di fare politica.

I politici che si adeguano alle regole mediali si trovano a fare i conti con esigenze comunicative

che oggi più di ieri sono condizioni vitali per entrare in politica e rimanerci.

  • Veramente importanti sono le doti personali di comunicazione che si devono misurare e

confrontarsi stando attenti alle gaffe, stile di vita privata ecc…

L’effetto di personalizzazione della politica

  • La televisione ha accentuato ancora di piu’ il processo di personalizzazione della politica=

costruzione del politico come persona con le proprie peculiarita’ e individuali e difetti e non piu’

come rappresentante di partito o di ideologia ( referendum renzi- renzi a casa o caso degli Stati

Uniti)

  • Guardando al contesto politico italiano degli ultimi vent’anni troviamo abbondanti indicatori

dell’eclissi della centralità dell’’organizzazione-partito e della concomitante ascesa della politica

personalizzata.

  • La commercializzazione del sistema televisivo da un lato (che ha sempre più privilegiato

soprattutto nelle campagne elettorali le figure dei candidati) e i

cambiamenti istituzionali

(preferenza unica, maggioritario, elezione diretta dei sindaci e dei governatori) hanno insieme

favorito il processo.

L’effetto di leaderizzazione

  • Strettamente legato alla personalizzazione della politica è l’effetto di personalizzazione della

leadership - >LEADER: attore del processo politico che estende il proprio carattere e carisma all’

intero processo politico.

Caso italiano : Berlusconi ha giocato molto sul suo appeal personsale, campagna elettorale del

1994 tra Berlusca e Ochetto (contesa tra forti personalita’)

L’effetto di selezione delle èlite politiche.

  • Anche questo interpretabile come una perdita progressiva del peso dell’organizzazione

partitica è

il trasferimento dei meccanismi di reclutamento del ceto politico dalle macchine di

partito ad agenti esterni al sistema partitico, che adottano certi criteri alieni e fuori dal controllo

dei tradizionali selezionatori di partito.

  • la preferenza dei media per personaggi telegenici, abili nella dialettica, pronti alla battuta, e

come i personaggi che ritengono di avere tali profili mediatici si sottopongano volentieri a questi

dettami per acquisire un capitale di notorietà e per distanziarsi da altri concorrenti. Tanto più un

politico ha un profilo mediatico, tanto maggiori sono le sue chances di emergere come candidato

o come leader. = PERSONALITA’ MEDIATICHE

L’ effetto setaccio : Da una ricerca americana emerse che, nelle campagne elettorali, i news

media puntano i riflettori su alcuni candidati che essi ritengono più media- genici, cercano di

drammatizzare la loro campagna, assicurano loro un’intensa copertura informativa ecc

privilegiando quindi determinati candidati rispetto ad altri, contribuendo a “setacciare” le

candidature.

IV. CAPITOLO Linguaggi, rituali e simboli della politica

2.Il linguaggio politico (pag. 112)

  • Spesso “linguaggio politico” viene usato intercambiabilmente con “discorso politico” con

“messaggio politico”.

Il concetto di discorso politico è molto contiguo con quello di linguaggio da cui deriva. Il

riferimento principale, nel caso del discorso è alle particolari declinazioni grammaticali, testuali,

contestuali e stilistiche espresse nell’uso del linguaggio.

  • rappresenta e definisce una dimensione autonoma con propri fondamenti teorici, del più

ampio fenomeno della comunicazione politica.

  • Il linguaggio è molto importante nella politica infatti è attraverso questo che i leader

conquistano o perdono il potere usando, usando o non usando con efficacia il linguaggio

politico.

Alcune declinazioni di linguaggio politico

  • Edelmann: linguaggio politico non perche e’ dei politci, ma perche’ rappresenta il linguaggio

del potere e dei rapporti di potere.Esistono 4 tipi di linguaggio politico:

  1. Linguaggio esortativo-> il linguaggio politico per eccellenza, il linguaggio delle campagne

elettorali, della pubblicità e del marketing di partiti e candidati non solo nelle campagne, dei

politici impegnati nelle discussioni parlamentari pubbliche. Integra i registri del’ideologia,

retorica, obbiettivi della persuasione, effetti della stabilita’ e del cosenso.

CARATTERISTICHE: drammatizzazione e emotivita’

  1. Linguaggio giuridico-> è largamente usato nella comunicazione politica soprattutto di tipo

istituzionale, con esso sono stilate le costituzioni, i trattati, le norme. Gli obiettivi cono simili a

quelli del linguaggio esortativo: l’omologazione del pubblico all’ideologia e alle scelte dell’élite

che controllano il potere. Quando questo tipo di linguaggio entra in contatto con i media questo

e’ costretto a ridimenzionare la propria sintassi, rischiando di perdere la propria natura e

trasformarsi in un altro tipo di linguaggio

CARATTERISTICHE: definizioni e imperativi ( caso Clinton- Lewinsky: mi rifaccio alla dichiarazione

precedente)

  1. Linguaggio amministrativo-> è strettamente imparentato con quello giuridico, essendone una

derivazione. La parentela non è soltanto gergale ma anche negli obiettivi e nei contenuti. Infatti

coloro che lo utilizzano, le pubbliche amministrazioni ed i burocrati che le dirigono cercano di