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Riassunto libro + slide, Dispense di Microeconomia

Riassunto del libro assegnato "Microeconomia - teoria e applicazioni" (Pearson) + integrazione slide del professore

Tipologia: Dispense

2024/2025

In vendita dal 25/02/2026

letixcalle
letixcalle 🇮🇹

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Appunti di Letizia Laura Callegari
APPUNTI DI
MICROECONOMIA
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APPUNTI DI

MICROECONOMIA

CAPITOLO 1:

Microeconomia  analizza il comportamento dei consumatori, lavoratori, risparmiatori, settori, mercati... Individui  decisori fondamentali in qualsiasi società  Loro decisioni = definiscono l’ambiente economico della società  Consumatori = decidono quando dei beni acquistare  Lavoratori = decidono quale attività intraprendere  Imprenditori = decidono quanti lavoratori assumere e quanto produrre Microeconomia  si occupa dei fattori che influenzano tutte queste scelte  Spesso chiamata “teoria dei prezzi” = prezzi influenzano le decisioni

1. IL METODO DELL’ECONOMIA Economia  costruisce modelli di comportamento di agenti (individui, imprese...)  Modello = rappresentazione semplificata e astratta di fenomeni da studiare per evidenziare i nessi tra delle variabili  Spesso formulati con equazioni o disegni che rappresentano: - Variabili endogene = variabili spiegate all’interno del modello e sono determinate da variabili dette variabili esogene - Variabili esogene = variabili non spiegate nel modello e che sono prese per date Modelli  ipotizzano che il comportamento sia diretto al raggiungimento di un chiaro obiettivo  Studiano anche il modo in cui comportamenti diversi con obiettivi diversi vengano portati a situazioni di equilibrio da istituzioni di mercato e non Situazioni di equilibrio  stato del modello in cui esso non cambia se non varia almeno una variabile esogena Statica comparata  metodo di analisi di un modello che consiste nel confrontare le configurazioni di equilibrio delle variabili endogene al variabili di quelle esogene 2. ANALISI POSITIVE E NORMATIVE Teoria economica  strumento per comprendere le relazioni economiche  Economia = può aiutare a valutare i risultati delle politiche pubbliche ma non dimostra se i risultati sono buoni o no

 Utilizzati nelle trattazione e nei diagrammi  Spesso misurati in dollari = misura del prezzo confrontandolo con l’andamento generale dei prezzi

4. IPOTESI SUI PARTECIPANTI AL MERCATO Economisti  hanno formulato 3 ipotesi essenziali per il comportamento dei venditori e dei compratori: 1. Comportamento orientato all’obiettivo  comportamento che assumono i partecipanti al mercato interessati alla realizzazione dei propri obiettivi personali  Con questo comportamento si presuppone che l’individuo sia egoista  Però non presuppone che i partecipanti pensino solo al proprio portafoglio 2. Comportamento razionale  comportamento dei partecipanti al mercato basato su un processo deliberativo scrupoloso che misura costi e benefici 3. Risorse scarse  i partecipanti si confrontano con risorse scarse = disponibilità di tempo, denaro e altre risorse in quantità insufficiente perché gli individui possano soddisfare tutti i loro desideri 5. IL COSTO – OPPORTUNITÀ Perseguire un obiettivo  si limitano le possibilità di soddisfare altri obiettivi a causa delle scarse risorse Si devono sostenere due tipi di costi:  Costi espliciti  risorse finanziarie investite per perseguire un obiettivo  Questi costi potevano anche essere impiegati in altri obiettivi alternativi  Costi impliciti  costi associati all’uso da parte di un individuo del proprio tempo e altre risorse per perseguire particolari attività alternative Due tipi di costi  utilizzati anche nel lato del mercato dedicato alla produzione  Costi espliciti: sono considerati costi nelle registrazioni contabili convenzionali e sono lavoro, materie prime, assicurazioni...  Costi impliciti: riflettono il fatto che le risorse dell’impresa possono essere impiegate in altri impieghi Somma dei due costi  costo economico o costo–opportunità  Costi = non sono solo esborsi finanziari ma anche occasioni mancat6e

 Quando ci sono più di due impieghi e la risorsa può essere impiegata solo per uno alla volta: costo–opportunità = valore della risorsa nel suo migliore uso alternativo Costi economici e costi contabili: Costi contabili  costi espliciti che un’impresa sostiene per produrre beni o servizi  Registrati nel bilancio dell'azienda e sono quelli che un contabile calcola utilizzando la contabilità tradizionale  Possono essere: costi di produzione (materiale, lavoro, energia...); spese operative (affitto, bollette, tasse...); costi di trasporto, marketing... Costi economici  vanno oltre i costi contabili e includono anche il concetto di costo-opportunità  Comprendono tutti i costi = sia quelli effettivi che quelli legati alle scelte che non vengono fatte  Costo economico = quando si rinuncia a una scelta alternativa che potrebbe portare un guadagno o un beneficio Costi sommersi: Costi sommersi (o sunk cost)  costi già sostenuti in passato e che non possono essere recuperati, indipendentemente dalle decisioni future  Essi non dovrebbero influenzare le scelte future = non modificabili

6. LA FRONTIERA DELLE POSSIBILITÀ PRODUTTIVE Frontiera delle possibilità produttive  strumento visivo e concettuale che aiuta a comprendere le scelte economiche, la scarsità delle risorse e il costo-opportunità  La curva mostra tutte le possibili combinazioni di due beni o servizi che un’economia può produrre dato un insieme di risorse limitate (lavoro, capitale, terra, tecnologia...)  Ogni punto sulla curva rappresenta una combinazione efficiente di produzione, mentre i punti all'interno della curva indicano una produzione inefficiente, e quelli all'esterno della curva sono irraggiungibili con le risorse attuali

Acquisti dei consumatori  influenzati da diversi fattori Curva della domanda  variazione del prezzo unitario, gli altri fattori rimangono invariati Fattori che influenzano la quantità di un bene che verrà acquistato:

  1. Quantità di reddito  quando il reddito sale i consumatori desiderano acquistare di più - Beni normali  il loro consumo aumenta con l’aumento del reddito (es: TV a schermo piatto) - Beni inferiori  il loro consumo diminuisce all’aumentare del reddito (es: Hamburger o trasporti pubblici)
  2. Prezzi correlati di altri beni  fanno parte di questa categoria:
    • Beni complementari o complementi  due beni che tendono ad essere consumati insieme = consumo di entrambi tende ad aumentare e cadere simultaneamente
    • Beni sostituti o sostituti  beni che possono essere sostituiti l’uno con l’altro nel consumo → Non è semplice però vedere se due beni sono complementari o sostituti l’uno con l’altro
  3. Gusti o preferenze  atteggiamento dei consumatori per quanto riguarda la desiderabilità di beni differenti  Gusti = sono più difficili da quantificare dei prezzi e redditi per cui può sorgere la tentazione di ometterli nell’analisi di domanda e offerta → L’analisi però potrebbe essere incompleta o con conclusioni inappropriate Spostamenti della curva di domanda e movimenti lungo la curva: Tracciare grafico  redditi, prezzi dei beni e preferenze sono gli stessi in tutti i punti della curva = rimangono costanti Per usare correttamente la curva della domanda distinguiamo:  Movimenti lungo una curva di domanda  cambiamento nella quantità domandata come risposta a una variazione del prezzo del bene in questione, mantenendo le altre determinanti della domanda costanti  Movimento della curva di domanda  cambiamento nella curva di domanda a seguito di variazioni nel reddito, nel prezzo degli altri beni o delle preferenze

Aumento di domanda  il grafico si sposta verso destra La curva di offerta: Legge di offerta: quanto è maggiore il prezzo, tanto maggiore è la quantità che il venditore offre sul mercato  La relazione è vera solo se gli altri fattori che influenzano le decisioni dell’impresa solo costanti quando il prezzo cambia  Quantità offerta dipende da diversi fattori tra cui: know how tecnologico relativo alla produzione del bene, le aspettative, obiettivi...  Curva di offerta = inclinata positivamente  Pendenza verso alto = quando vengono prodotte più unità i costi- opportunità salgono e quindi il prezzo è più alto  “Quantità” è misurata sull’asse orizzontale  “Prezzo” è misurato sull’asse verticale  Altri fattori (tecnologia, costi, aspettative, relazioni, obiettivi, tasse e sussidi) = in tutti i punti della curva di offerta  Curva = si riferisce ad un determinato periodo di tempo (anche in punti differenti) Per ogni possibile prezzo  curva offerta = somma delle quantità offerte in vendita ai singoli veditori Determinanti dell’offerta diversi dal prezzo: Fattori che influenzano il prodotto  sono costanti  Quando questi variano = curva dell’offerta varia Determinanti della quantità offerta:

  1. Stato della conoscenza tecnologica  vari modi in cui il prodotto può essere fabbricato
  2. Condizioni di offerta degli input  si riferisce al prezzo che deve essere pagato per il loro uso (lavoro e energia) Questi due fattori  generalmente non variano lungo la curva  Se variano = la curva si sposta

 Beni invenduti si accumulano = per evitare ciò i venditori abbassano i prezzi  Consumatori: comprendono che non è necessario spendere così tanto per un bene  Forze di mercato = esercitano una pressione al ribasso del prezzo Prezzo diverso da equilibrio  forze di mercato variano prezzi e quantità dei beni Posizione di equilibrio  varia se una delle due curve si sposta

3. L’AGGIUSTAMENTO A VARIAZIONE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA Modello domanda–offerta  usato per spiegare o predire come il cambiamento delle condizioni di mercato influisce sul prezzo e sulla quantità in equilibrio Incremento della domanda (offerta non cambia): Curva della domanda  si sposta verso destra e temporaneamente si manifesta una situazione di scarsità a prezzo originario Quantità domandata eccede la quantità offerta = il prezzo e la quantità offerta salgono, quantità domandata scende fino a quando non viene definito un nuovo prezzo e una nuova quantità all’equilibrio  Aumenta solo la quantità offerta Incremento dell’offerta (domanda non varia): Curva dell’offerta  si sposta verso destra e temporaneamente si manifesta una situazione di surplus a prezzo originario Prezzo  scende e si instaura un nuovo equilibrio Maggiori acquisti dai consumatori  all’equilibrio non sono descritti come aumento della domanda  Aumenta la quantità di domanda Cambiano domanda e offerta: Quando domanda e offerta si spostano entrambe  impatto sul prezzo e la quantità di equilibrio dipendono da:  La dimensione relativa e la direzione dei cambiamenti  La forma delle curve di domanda e offerta

Inclinazione delle curve  riflette la sensibilità di domanda e offerta ai cambiamenti di prezzo  Domanda verticale = variazioni dell’offerta si scaricano sul prezzo  Domanda orizzontale = variazioni dell’offerta si scaricano sulla quantità  Offerta verticale = variazioni della domanda si scaricano sul prezzo  Offerta orizzontale = variazioni della domanda si scaricano sulla quantità Spostamento della domanda  curva dell’offerta maggiormente inclinata = maggior cambiamento del prezzo ed un minor cambiamento della quantità Spostamento dell’offerta  curva della domanda maggiormente inclinata = maggior cambiamento del prezzo ed un minor cambiamento della quantità Usare il modello di domanda – offerta per spiegare l’esito di mercato: Modello domanda–offerta  fin ora usato per predire i risultati di mercato  Usato anche per spiegare gli esiti di mercato Passi della spiegazione:

  1. Determinare come in un dato mercato è cambiato l’equilibrio
  2. Individuare se la causa dei cambiamenti è da ricercarsi nella domanda o nell’offerta
  3. Ricerca dei fattori che hanno generato il cambiamento osservato 4. L’INTERVENTO DELLO STATO NEI MERCATI: IL CONTROLLO DEI PREZZI Mercati  meccanismi autoregolanti che si aggiustano automaticamente in risposta alle variazioni di comportamento dei compratori e dei venditori, a condizione che i prezzi si muovano liberamente in base alla domanda e l’offerta Stato  se interviene per regolare i prezzi = mercato cambia  Può imporre prezzi massimi = stabilisce il “tetto” ai prezzi rende illegali i prezzi superiori

 Effetto netto sulla spesa = dipende dalla sensibilità della quantità alla variazione del prezzo = dipende da elasticità della domanda rispetto al prezzo Domanda elastica  prezzo e spesa totale = si muovono in direzioni diverse Domanda anelastica  prezzo e spesa totale = si muovono nella stessa direzione Domanda unitaria  spesa totale costante rispetto alla variazione di prezzo Formula elasticità domanda rispetto al prezzo o elasticità puntuale della domanda : η =

Δ Q (^) d

Q d )

Δ P

P )

Se ci sono grandi variazioni di prezzo e quantità  formula dell’elasticità d’arco η =

[

Δ Q (^) d

1

(^ Q^ d 1 +^ Q^ d 2 ) ]

[

Δ P

1

(^ P^1 +^ P^2 ) ]

Le elasticità della domanda variano da un bene all’altro: Ci sono due fattori che incidono sull’elasticità della domanda di un particolare bene:  Disponibilità e sostituibilità del bene: più numerosi sono i beni sostituti per un prodotto è migliore è la loro qualità più elastica sarà la domanda del prodotto  Beni sostituti = variazione del prezzo porterà ad una sostituzione tra prodotti dai consumatori  Periodo di tempo nel quale i consumatori si adattano alla variazione del prezzo: più lungo è il periodo di tempo richiesto più completo sarà l’aggiustamento operato dai consumatori  Ci vuole tempo perché i consumatori prendano atto della variazione del prezzo  Molti beni = consumatori no bisogno di tempo per adattarsi  risposte di lungo e breve periodo non sono differenti  Maggior parte dei beni = elasticità di breve e lungo periodo della domanda non sono differenti

Elasticità rispetto al reddito: Elasticità rispetto al reddito  sensibilità della quantità domandata di un certo bene al reddito (I) assumendo che il prezzo del bene resti invariato Formula  rapporto tra la variazione percentuale del consumo di un bene e la variazione percentuale del reddito ( Δ Q (^) d Q (^) d ) ( Δ I I )^ = % variazione domanda % variazione reddito Elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo: Elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo  sensibilità del consumo di un bene alla variazione del prezzo di un altro bene Formula  rapporto tra la variazione percentuale del consumo di un bene (X) e la variazione percentuale del prezzo di un altro bene (Y) ( Δ Q (^) dX Q (^) dX ) ( Δ P (^) Y P (^) Y ) Elasticità dell’offerta: Elasticità dell’offerta  sensibilità della quantità offerta di una merce a una variazione del prezzo della merce stessa Formula  rapporto tra la variazione percentuale della quantità offerta e la variazione percentuale del prezzo ε = ( Δ Q (^) s Q (^) s ) ( Δ P P ) Curva offerta inclinata positivamente  elasticità dell’offerta positiva = quantità offerta e prezzo sono nella stessa direzione

Principio dell’ordinamento delle preferenze: consumatore è in grado di classificare, in un ordine di preferenza, tutte le alternative potenzialmente disponibili  Il consumatore è indifferente tra le alternative Economisti  formulato ipotesi per comprendere queste preferenze Le preferenze sono:  Complete  il consumatore può ordinare e confrontare tutti i beni a seconda della sua preferenza  Classificazione: può essere influenzata anche dalle capacità del consumatore di classificare beni (bene che costa meno sarà prima di quello che costa di più)  Consumatore indifferente tra due opzioni = beni stanno sullo stesso livello e sono ugualmente soddisfacenti  Transitive  il consumatore preferisce A a B e B a C, allora preferisce A a C  Non sazie  più è preferito a meno  Esempio: nel caso di quantità  Frase che esprime il concetto: “meglio più che meno” Tre ipotesi  non sono sempre vere  Transitività = può non essere valida per alcuni individui  "Più è meglio" = può non applicarsi in tutti i casi come per beni da consumare in eccesso o per "mali" economici (es. inquinamento o fegato)  “Male” economico = qualsiasi prodotto in relazione al quale meno è preferito a più in tutte le possibili varietà di consumo Nonostante eccezioni  ipotesi = utili e robusti per descrivere le preferenze dei consumatori, e la teoria può includere eccezioni come i "mali" economici senza compromettere la base teorica Le curve di indifferenza: Preferenze di un consumatore tra vari panieri di mercato (= combinazioni di beni)  Rappresentate con le curve di indifferenza = curva di tutti i panieri di beni che un consumatore considera egualmente soddisfacenti Caratteristiche delle curve di indifferenza:

  1. Una curva d’indifferenza ha inclinazione negativa se entrambi i beni sono desiderabili
  2. Una curva d’indifferenza più lontana dall’origine è preferita rispetto a una più vicina
  3. Le curve di indifferenza non possono intersecarsi Intero ordinamento delle preferenza  uso un insieme di curve di indifferenza = mappa di curve d’indifferenza  Rappresenta un ordinamento ordinale = dispone i panieri di mercato in un cento ordine: primo preferito in assoluto, secondo preferito... La pendenza delle curve di indifferenza: Le curve di indifferenza presentano quattro caratteristiche principali:
  4. Sono inclinate negativamente
  5. Quelle più alte sono preferite a quelle più basse
  6. Non possono intersecarsi
  7. Sono convesse verso l'origine  pendenza diventa meno ripida man mano che ci si sposta lungo la curva  Caratteristica non deducibile dalle ipotesi fondamentali sulle preferenze = richiede una spiegazione aggiuntiva Convessità delle curve di indifferenza  legata al concetto di saggio marginale di sostituzione (SMS) = quante unità di un bene un consumatore è disposto a sacrificare per ottenere un'unità in più di un altro bene, mantenendo invariato il livello di soddisfazione  Dipende dalla quantità di ciascun bene che il consumatore possiede = più un bene è scarso rispetto all’altro maggiore sarà l’SMS  Consumatore sarà disposto a rinunciare a una quantità maggiore di un bene per ottenere più dell'altro Curva di indifferenza: se il consumatore si sposta lungo la curva la pendenza diventa meno ripida e l’SMS diminuisce = man mano che si acquisisce più di un bene, il consumatore è sempre meno disposto a rinunciare a una quantità crescente di un altro bene  SMS decrescente (= solo lungo la curva e non tra curve diverse) Convessità delle curve  consumatori preferiscono panieri che non siano estremi (= con grandi quantità di un solo bene) ma che contengano quantità più equilibrate dei diversi beni

Curva di indifferenzaorizzontali = spostarsi orizzontalmente non cambia la preferenza del consumatore  SMS = zero (consumatore = non è disposto a scambiare reddito per più giorni di sole) L'unico modo in cui si sposterà su una curva di indifferenza più alta sarà aumentando il reddito, mantenendo invariato il numero di giorni di sole Sostituti perfetti e complementi perfetti : Curve di indifferenza  rappresentano la disponibilità del consumatore a sostituire un bene con un altro, mantenendo lo stesso livello di benessere 3 casi di preferenza tra beni che determinano la forma delle curve di indifferenza:

  1. Sostituti perfetti  beni possono essere scambiati in proporzioni fisse senza che cambi il benessere del consumatore  Curve di indifferenza = lineari e con una pendenza costante  SMS = costante
  2. Complementi perfetti  beni devono essere consumati insieme in proporzioni fisse  Curve di indifferenza = forma a L o angolare con brusche variazioni nella pendenza → Punto d'angolo della curva: consumatori sono disposti a sostituire completamente un bene con l'altro solo nella proporzione fissa → Consumatori non sono disposti a sostituire un bene se l’altro è in eccesso → Cambiamento brusco = bisogno di consumare una combinazione precisa dei beni
  3. Beni intermedi  sono i beni che stanno nel mezzo: tra non essere sostituti perfetti e non completamente perfetti  Pendenza della curva di indifferenza: cambia in modo più graduale = diventa più piatta man mano che si scende lungo la curva  SMS = diminuisce ma non in modo costante come nei sostituti perfetti né bruscamente come nei complementi perfetti Preferenze di Cobb – Douglas: Curve di indifferenza relative a preferenze Cobb-Douglas sono rappresentate dall'equazione:

α 1 ln ( x 1 ) + α 2 ln ( x 2 )= costante

^ α^ i sono parametri che influenzano la forma delle curve  SMS varia in funzione dei parametri e del paniere SMS = α (^1) α (^2) x (^2) x (^1) Se^ α^1 =^ α^2 =^0 ,^5 Se^ α^1 =^0 ,^3 e^ α^2 =^0 ,^7 Se^ α^1 =^0 ,^7 e^ α^2 =^0 ,^3

2. VINCOLO DI BILANCIO Vincolo di bilancio  modi in cui il reddito disponibile del consumatore e i prezzi da pagare per i vari beni limitano le scelte  Definisce tutte le combinazioni di beni che una persona può acquistare con il suo reddito disponibile Retta di bilancio  retta che mostra la combinazione di beni e servizi che possono essere acquistati ai prezzi specificati, assumendo che tutto il reddito disponibile per il consumatore venga speso Intercetta con assi  quantità massima di un bene che può essere acquistato quando non si copra nulla dell’altro Inclinazione  quanto di un bene deve essere ceduto per comprare una unità in più dell’altro bene inclinazione = ∆ Y ∆ X = − P (^) X P (^) Y Spostamenti della retta di bilancio: Reddito  determina la retta di bilancio del consumatore  Variazione reddito = spostamento della retta di bilancio