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Riassunto ''Parole nel vuoto'' Adolf Loos, Appunti di Architettura

Riassunto dell'intero libro Parole nel vuoto.

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 25/07/2021

Manuela.ii
Manuela.ii 🇮🇹

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PAR OLE NEL V UOT O AD OLF LOOS
Saggi scritti in occasione della esposizione per il Giubileo del 1898
La moda maschile
A seconda del vestiario che una persona utilizza si può misurare il livello culturale di un paese.
Secondo un filosofo americano, infatti, un giovane è ricco quando possiede intelligenza ella testa e un buon vestito
nell’armadio.
A differenza degli Inglesi ed Americani, i quali esigono che tutti siano vestiti bene, i Tedeschi vogliono essere anche
belli.
Esser vestito bene significa, essere vestito in modo corretto, in modo da dare il meno possibile nell’occhio. Tale
principio non è applicato sempreper essere vestiti in modo corretto, non si deve dare nell’occhio se ci si trova nel
punto centrale della civiltà.
Si può dunque dire che un capo di abbigliamento è moderno se, quando lo indossiamo in una determinata occasione
trovandoci nel centro della civiltà e nella migliore società, si il meno possibile nell’occhio.
Tale principio inglese, che dovrebbe essere accentuato da chiunque, incontra invece molta ostilità dai Tedeschi.
In nessun popolo esistono tanti gagà (=persona a cui il vestito serve innanzitutto per distinguersi, essa indossa
sempre ciò che è ritenuto moderno nel suo ambiente) come tra i Tedeschi.
Poi trascorrono ancora anni finché anche l'ultima persona del paese non ne viene a conoscenza solo a questo
punto viene il turno dei gagà che si appropriano della faccenda.
Nel corso del tempo ovviamente l'idea originale delle case di moda va perduta, e si adatta ai luoghi in cui
viene espressa.
Nel mondo i sarti che riescono a vestire una persona a regola d'arte si contano in una mano dice Loos.
Le grandi sartorie hanno ormai paura della pubblicità (esse limitano infatti il numero di clienti), per questo durante
l'Esposizione (Esposizione per il Giubileo del 1898) è stato molto difficile convincere le case a mostrare le loro
creazioni. Inoltre, in questa occasione abbiamo potuto vedere le loro doti che sono assai superiori della loro
clientelaessi mostrarono infatti unicamente capi che si sottraggono ad ogni tipo di imitazione.
Interni Un preludio
All’esposizione sono state allestite dai mobilieri delle stanze-campione, per esporre i loro prodottiquesto, per Loos
è un modo di dire al pubblico: Tu devi abitare così!
L’arrendamento in stile richiede una pratica e un’abilità straordinarie. All’inizio del secolo, tuttavia, non è
sempre stato così. I mobili vengono comprati dal mobiliere, i lumi dal fonditore di bronzo, e così via…
Nonostante il fatto che tali persone non si conoscono tra loro, gli elementi stanno bene assieme, questo perché tutti
lavorano nello stile dominante/moderno dell’anno 1898.
Tutto ad un tratto però, lo stile moderno cadde in disgrazia, diffondendo un senso di insoddisfazione per la propria
epoca.
Il popolo inizia a considerare il modernismo in modo superficiale, ed inizia ad immergersi in altre epoche (es.
Rinascimento).
Per l’artigiano questo è troppoè passato da costruire oggetti secondo uno stile unico, a costruire oggetti secondo
lo stile richiesto dal cliente, che poteva essere romantico, greco, gotico, ecc…
Il tappezziere, che nei secoli precedenti aveva avuto meno lavoro di tutti, si trova ora in una posizione di vantaggio.
Egli divenne così un artista, passando dall’essere un tappezziere all’essere un decoratore.
Ai mobilieri viene invece dato un nuovo tutore, l’architetto, capace di fare tutto in tutti gli stili.
Tuttavia, i locali degli architetti avevano il difetto di non essere abbastanza accoglienti, erano spogli e freddi.
Se prima c’erano solo stoffe e tappezzerie adesso c’erano solo modanature, cornici, colonne. A tal punto si rincorre
di nuovo al tappezziere per dare più calore alle case.
Ancora oggi è l’architetto ad avere il predominio, ma il suo posto viene sostituito da altre figure tipo pittore,
scultore…quando serve.
Il mobiliere non sopporta però ad avere un tutore, arriva a sentirsi intimidito a tal punto da non avere più il coraggio
di esprimere le proprie idee.
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PAR OLE NEL VUOTO – AD OLF LOOS

Saggi scritti in occasione della esposizione per il Giubileo del 1898 La moda maschile A seconda del vestiario che una persona utilizza si può misurare il livello culturale di un paese. Secondo un filosofo americano, infatti, un giovane è ricco quando possiede intelligenza ella testa e un buon vestito nell’armadio. A differenza degli Inglesi ed Americani, i quali esigono che tutti siano vestiti bene, i Tedeschi vogliono essere anche belli. Esser vestito bene significa, essere vestito in modo corretto, in modo da dare il meno possibile nell’occhio. Tale principio non è applicato sempre→per essere vestiti in modo corretto, non si deve dare nell’occhio se ci si trova nel punto centrale della civiltà. Si può dunque dire che un capo di abbigliamento è moderno se, quando lo indossiamo in una determinata occasione trovandoci nel centro della civiltà e nella migliore società, si dà il meno possibile nell’occhio. Tale principio inglese, che dovrebbe essere accentuato da chiunque, incontra invece molta ostilità dai Tedeschi. In nessun popolo esistono tanti gagà (=persona a cui il vestito serve innanzitutto per distinguersi, essa indossa sempre ciò che è ritenuto moderno nel suo ambiente) come tra i Tedeschi. Poi trascorrono ancora anni finché anche l'ultima persona del paese non ne viene a conoscenza→solo a questo punto viene il turno dei gagà che si appropriano della faccenda. Nel corso del tempo ovviamente l'idea originale delle case di moda va perduta, e si adatta ai luoghi in cui viene espressa. Nel mondo i sarti che riescono a vestire una persona a regola d'arte si contano in una mano dice Loos. Le grandi sartorie hanno ormai paura della pubblicità (esse limitano infatti il numero di clienti), per questo durante l'Esposizione (Esposizione per il Giubileo del 1898) è stato molto difficile convincere le case a mostrare le loro creazioni. Inoltre, in questa occasione abbiamo potuto vedere le loro doti che sono assai superiori della loro clientela→essi mostrarono infatti unicamente capi che si sottraggono ad ogni tipo di imitazione. Interni – Un preludio All’esposizione sono state allestite dai mobilieri delle stanze-campione, per esporre i loro prodotti→questo, per Loos è un modo di dire al pubblico: Tu devi abitare così! L’arrendamento in stile richiede una pratica e un’abilità straordinarie. All’inizio del secolo, tuttavia, non è sempre stato così. I mobili vengono comprati dal mobiliere, i lumi dal fonditore di bronzo, e così via… Nonostante il fatto che tali persone non si conoscono tra loro, gli elementi stanno bene assieme, questo perché tutti lavorano nello stile dominante/moderno dell’anno 1898. Tutto ad un tratto però, lo stile moderno cadde in disgrazia, diffondendo un senso di insoddisfazione per la propria epoca. Il popolo inizia a considerare il modernismo in modo superficiale, ed inizia ad immergersi in altre epoche (es. Rinascimento). Per l’artigiano questo è troppo→è passato da costruire oggetti secondo uno stile unico, a costruire oggetti secondo lo stile richiesto dal cliente, che poteva essere romantico, greco, gotico, ecc… Il tappezziere, che nei secoli precedenti aveva avuto meno lavoro di tutti, si trova ora in una posizione di vantaggio. Egli divenne così un artista, passando dall’essere un tappezziere all’essere un decoratore. Ai mobilieri viene invece dato un nuovo tutore, l’architetto, capace di fare tutto in tutti gli stili. Tuttavia, i locali degli architetti avevano il difetto di non essere abbastanza accoglienti, erano spogli e freddi. Se prima c’erano solo stoffe e tappezzerie adesso c’erano solo modanature, cornici, colonne. A tal punto si rincorre di nuovo al tappezziere per dare più calore alle case. Ancora oggi è l’architetto ad avere il predominio, ma il suo posto viene sostituito da altre figure tipo pittore, scultore…quando serve. Il mobiliere non sopporta però ad avere un tutore, arriva a sentirsi intimidito a tal punto da non avere più il coraggio di esprimere le proprie idee.

Gli interni della rotonda Ognuno deve essere l’arredatore di se stesso. In questo caso non potremo più vivere in appartamenti in stile (che comunque non è indispensabile). Non a caso i pittori, ai quali si riconosceva buon gusto, ritraevano poveri operai e sciocchi contadini, tralasciando i sfarzosi appartamenti e dando più importanza ad altri aspetti come l’intimità. Essi consideravano infatti gli appartamenti in stile come inutili, estranei e disarmonici. Se le stanze vengono arredate dall’architetto e dal decoratore, queste non saranno mai del committente, in quanto in loro rimane sempre il patrimonio spirituale di chi le ha ideate (su cui quindi non si può fare nessun effetto). Adolf Loss descrive poi un po’ degli oggetti presenti nella sua casa, evidenziando il fatto che ogni oggetto presente racconta una storia, la storia della sua famiglia. Il suo appartamento, dunque, non era mai finito, cresceva con lui e con la sua famiglia. Eppure, tale appartamento non aveva uno stile estraneo o moderno, ma lo stile di chi lo abitava.Esclusi da questo genere di considerazioni rimangono quei locali in cui non si abita (es. bagno e gabinetto, locali perricevere gli ospiti…), locali per cui vengono chiamati pittori, architetti, decoratori… Quando poi si scopre che anche un re vive con molta semplicità, ecco che quest’ultima divenne moda. Loss dice poi che ‘’il gusto e la mania di cambiamento vanno sempre di pari passo’’ →oggi vogliamo una cosa, domani un’altra e dopodomani vogliamo ancora la prima. Per superare rapidamente la semplicità, la si deve accettare. Questo lo si può dedurre dal fatto che il locale più ammirato della Rotonda è anche il più semplice→tale stanza esprime tutto l’incanto di ciò che è personale e individuale. Nessun altro potrebbe starci e viverci in modo così completo e totale, come ci vive il proprietario Otto Wagner. Loss conclude il capitolo dicendo di essere un avversario di quella tendenza che considera raffinato il fatto che un edificio sia opera di un solo architetto, questo perché secondo lui l’edificio assume poi un aspetto noioso. La sedia La camera di Otto Wagner non va bene per nessun altro, in quanto si adatta soltanto alla sua personalità. Non è più il caso quindi di parlare di bellezza. Quando parliamo di bellezza intendiamo perfezione, e per essere bella una cosa deve essere anche prat ica (è comunque necessario porre attenzione quando si parla di praticità). Ciò non è sufficiente, secondo un trattatista del Cinquecento "In oggetto al quale non sia possibile togliere o aggiungere nulla senza pregiudicarne la perfezione, è bello. Sarebbe questa la più perfetta, la più compiuta armonia". La bellezza pura la si trova nell'armonico rapporto che si costruisce tra il massimo grado di valore d'uso e le altre parti. L'autore afferma di ritenere brutta la sedia di Otto Wagner, questo perché la ritiene scomoda. È però possibile che Wagner riesca a riposarsi molto bene. Nel corso dei millenni, infatti, la tecnica del sedersi ha subito notevoli trasformazioni. Oggi, tuttavia, una sedia non deve essere solo riposante, ma deve riposare rapidamente -->Time is money. Nelle stanze inglesi, possiamo trovare un diverso sedile che deve corrispondere al genere di stanchezza che si prova. Tuttavia, tutte le sedie sono pratiche. Vetro e argilla Un semplice recipiente può dirci tutto sulla topografia, idrografia di un paese. Noi vediamo questi vasi come belli, ma essi in realtà sono pratici. Ci hanno insegnato infatti, che la praticità esclude la bellezza. Secondo l'autore si deve meditare sul fatto che i Greci lavoravano soltanto per l'aspetto pratico, senza preoccuparsi di quello estetico. Tuttavia, sia loro che i popoli successivi (noi compresi) giudichiamo tali vasi come belli. Loos parla poi della modanatura e dell'ornamento (vedi definizioni), attività svolte dagli estudiantes (architetti). Secondo gli inglesi, prima di creare il solido di rotazione, non bisogna disegnare, ma fare. Questo spirito inglese si è già infiltrati tra i nostri artigiani e si ribella al predominio dell'architettura. Dunque quei dilettanti che, stando nei loro atelier di artisti pretendendone di prescrivere e riordinare, per chi crea, ciò che gli deve creare.Essi sono pregati di mantenersi nei loro limiti, nei loro campi, l'arte grafica. Nasce il sistema di incisione del vetro (cut glass), tecnica di cui noi abbiamo raggiunto un grado di perfezione. Non possiamo parlare con altrettanto ottimismo dell'Industria dell’argilla. La pittura su porcellana è ancora saldamente legata alla tradizione di quello stile laccato che è tipico del secolo scorso.

I materiali da costruzione Secondo l'artista tutti i materiali sono ugualmente preziosi. Infatti, la sua unica ambizione è quella di dominare il materiale in modo che la sua opera risulti indipendente dalvalore del materiale in cui è fatta. Tale ambizione manca però all'architetto, per lui un metro quadrato di muro fatto in granito ha più valore di un intonacato. In realtà il granito non ha alcun valore di per sé, ma alcune persone per materiale intendono lavoro (forza di lavoro dell'uomo, mestiere e arte). Il granito necessita di molto tempo per estrarlo, per trasportarlo, e così via...per questo quando si vede un muro di granito levigato si prova un brivido di rispetto reverenziale. Non si prova ciò per il materiale in sé, ma per l'opera dell'uomo. Non si può comunque ancora dire che il granito sia più prezioso dell'intonaco. Questo perché una parete decorata a stucco dalla mano di Michelangelo farà ombra alla più levigata parete di granito. So può dunque affermare che non soltanto la quantità, ma anche la qualità del lavoro è determinante per il valore di un oggetto. Tuttavia, noi viviamo in un'epoca in cui la quantità del lavoro ha più importanza. Questo perché la quantità è più facile da controllare, non a caso si tengono in maggiore considerazione quei materiali che richiedono più tempo per la lavorazione. A questo proposito, ad esempio, Fischer von Erlach (architetto austriaco, tra le personalità più significative del barocco europeo. Considerato re dei materiali), non aveva bisogno del granito per esprimersi. Egli ha costruito con argilla, calce e sabbia opere che suscitano in noi profonda emozione, non meno delle grandi architetture realizzate con materiali di lavorazione difficili. Oggi però non regna l'artista ma il manovale, non il pensiero creativo ma il tempo di lavorazione. Piano piano per ottenere una produzione maggiore e più economica l'uomo viene sostituito con la macchina. Tuttavia, ogni tempo di lavorazione richiede denaro, e se quest'ultimo non c'è allora si comincia a simulare il tempo di lavorazione, imitando il materiale. Meglio uno saprà imitare, più godrà del favore del pubblico. Il principio del rivestimento Anche se per l’artista tutti i materiali sono ugualmente preziosi, non tutti sono ugualmente adatti ai suoi obiettivi. L’architetto, ad esempio, ha il compito di costruire spazi caldi e accoglienti, perciò egli stende tappeti sul pavimento e sulle pareti. Ma non si può costruire una casa con i tappeti, serve infatti una struttura che mantenga i tappeti nella giusta posizione. L’architetto deve inventare questa struttura (grazie a questo principio l’uomo ha imparato a costruire). Il più antico elemento architettonico è il tetto, in quanto l’uomo cercava rifugio dalle intemperie, protezione e calore (secondo Semper, il principio del rivestimento è applicabile anche in natura→l’uomo è rivestito di pelle, l’albero di corteccia). Inizialmente il tetto veniva costruito con pelli o da prodotti dell’arte tessile. L’artista, l’architetto, pensa prima all’effetto che vuole raggiungere, poi con l’occhio della mente costruisce l’immagine dello spazio che creerà. Lo spazio produce nello spettatore un effetto (di paura, spavento, spensieratezza, rispetto, senso di calore…), il quale viene raggiunto attraverso il materiale e attraverso la forma. Questo accade perché ogni materiale ha un linguaggio formale che gli appartiene e nessun materiale può evocare a sé le forme che corrispondono a un altro materiale. Le forme si sono sviluppate a partire dalla possibilità di applicazione e dal processo costruttivo proprio del materiale. Dunque, si può dire che si sono sviluppate con il materiale e attraverso il materiale. Tempo prima gli architetti erano costretti a prostituire la loro arte per accontentare il gusto comune. A pochi veniva infatti concessa la completa libertà di azione. A proposito del rivestimento, Loos vede necessaria la formulazione di una legge, secondo lui bisogna operare in modo da escludere ogni possibile confusione fra materiale rivestito e rivestimento. Vale a dire: il legno si può dipingere di tutti i colori tranne uno: il color legno. Applicato agli stuccatori, il principio del rivestimento suonerebbe così: con lo stucco si può eseguire qualsiasi ornamento tranne uno - quello che imita la costruzione con mattoni a vista. Quando il materiale che viene ricoperto è dello stesso colore del materiale da rivestimento, quest’ultimo può mantenere il suo colore naturale. Il principio del rivestimento vieta di imitare nel colore il materiale ricoperto→il ferro non può essere dipinto di color bronzo, ovvero del colore di un altro metallo.

Biancheria intima Il modo di vestire dei cittadini austriaci è bel lontano dal modo di vestire dei popoli delle grandi civiltà. Se si fanno confezionare gli abiti da uni dei primi sarti di Vienna, allora riescono anche a farsi prendere pe r europei civili per le strade di Londra o New York. Guai a loro però se si svestono, pezzo per pezzo, per rimanere alla fine con la biancheria intima. Ci si renderebbe conto che essi indossano il loro abito europeo soltanto come una maschera, perché al di sotto continuano a portare il costume nazionale. Essi devono decidersi se isolarsi dal resto dell'umanità (scegliere dunque di portare il costume nazio nale), oppure comportarsi come il resto dell'umanità e com'essa si vestono. Il fatto però di assumere solo esteriormente il ruolo dell'uomo civile moderno e di voler trarre in inganno il prossimo aggiornando soltanto quegli indumenti che gli altri possono vedere, non è certo cosa che fa loro onore. Mentre negli abiti un mondo intero ci separa dall'uomo di campagna, nella biancheria intima non ci distinguiamo dal contadino. Per quanto riguarda gli abiti, non si sono verificati grandi mutamenti. Da questo punto di vista si è proceduto un po' alla volta, considerando una parte del corpo dopo l'altra, partendo dai piedi. Sarebbe però insensato imporre alle persone una forma di viver civile che non corrisponde alle loro più intime esigenze. A chi ha raggiunto il più alto grado di civiltà, la tela risulta scomoda. Per gli austriaci inizia ad esserlo quando gli esercizi fisici e lo sport iniziano a diffondersi sempre di più. Tuttavia, la biancheria a maglia è destinata soltanto a quelle persone che si lavano per il piacere di sentirsi pulite. A questo proposito i tedeschi utilizzano questo fatto come scusa per non doversi più lavare. È vero, infatti, che hanno origine in Germania tutte quelle invenzioni che servono ad evitare di lavarsi. Dalla Germania proviene infatti la biancheria di celluloide, il falso sparato della camicia, la cravatta già attaccata allo sparato della stessa stoffa. Viene ancora dalla Germania la teoria che lavarsi non giova alla salute e che una camicia di maglia si può portare per anni. Oltre ai tedeschi soltanto un'altra categoria di persone indossa lo sparato della camicia falso: il vagabondo (si può infatti dire che lo sparato della camicia falso non è simbolo di pulizia angelica). Tipografi La sedia è un prodotto artistico, ma se la sedia viene dipinta, il dipinto è un'opera d'arte di secondo grado. Il tipografo non vuole imitate la stampa di altri, ma vuole creare egli stesso qualcosa di nuovo, senza precedenti. Esistono però caratteri chimica non le lettere disegnate, litografate o scritte, tutto questo appartiene al campo dell'imitazione. Negli ultimi tempi, gli artisti si sono trovati di fronte ad un problema. Si trattava di risolvere il difficile problema di combinare le scritte, vere e proprie lettere stampate, con illustrazioni in modo che dalla fusione di questi due elementi risultasse un'opera d'arte compiuta; non si trattava di un lavoro facile (l'unione di due tecniche differenti nel campo dell'arte grafica risulta impossibile). Un prototipo di tipografo fiero, rigoroso, non ammette che ai caratteri si sovrappongono le acrobazie dei disegnato ri punto nelle opere non devono esserci bizzarrie e caratteri che sopraffanno gli altri. Inoltre, i caratteri non sono mai sparpagliati in modo disordinato e nel laboratorio deve seguire rigorosamente il principio che le lettere devono formare una retta matematica. I tipografi viennesi hanno lasciato il predominio ai pittori ed architetti, che se ne servono a modo loro. Essi, infatti, non sono in grado di seguire il lavoro del tipografo, il pittore può dipingere una scarpa ma non può fabbricarla.

Panorama di Arte Applicata I vecchi stili sono morti, è nata una nuova arte decorativa. Questa nuova arte però non ha niente a che fare con il tempo dell'autore. Gli oggetti sono pieni di riferimenti astratti, pieni di simboli e di reminiscenze. Sono oggetti medievali, e quel tempo è già finito da un pezzo. Nessun’altra epoca, se non quella che vive Loos, è mai stata così vicina nel pensiero e nei sentimenti alla classicità. Essa rappresenta lo spirito di un tempo nemico dell'ornamento. Le modifiche nelle forme non sono dovute alla smania di novità, ma al desiderio di perfezionare quelle cose che già banno bene. Dunque, tali modifiche non devono essere percepibili a prima vista. L'antichità classica (fecondata in Oriente) è stata ed è la madre di tutti i periodi culturali successivi. Per quanto riguarda l'arte giapponese, questa rinuncia alla simmetria, a cui si aggiunge la scorporizzazione degli oggetti raffigurati→si raffigurano uomini/fiori ma appiattiti. Questo modo di stilizzare pare fatto apposta per decorare sulle superfici. Con ciò si rimane ancora naturalistici. Loos conclude il capitolo parlando di uno dei più grandi gioiellieri di Parigi, Lalique. Egli, coraggiosamente, vuole agire attraverso la forma e non attraverso il materiale. Secondo l'autore però, egli ha torto. I gioielli di Lalique potevano andare bene nel mondo di Carlo V ma non in questa epoca, la quale vuole il gioiello piccolo, che concentri nel minor volume il maggior valore possibile. Le scuole inglesi nell’Ӧsterreichisches museum Il fatto di esibire sedie, dipinti, tassametri stranieri reca danno all'industria nazionale. Se i prodotti in questione sono peggiori di quelli viennesi allora si è orgogliosi. Se accade il contrario allora contribuiranno a un miglioramento dell'industria nazionale, ciò perché l'industria viennese potrà prenderli a modello. Un esempio lo vediamo nelle scuole. Le scuole viennesi sono un'imitazione degli istituti inglesi, tuttavia però, gli inglesi h anno progredito con ritmo veloce, mentre i viennesi sono indietro di vent'anni. Si può infatti dire che le scuole viennesi hanno perso il contatto con la vita→i giovani che ne escono sono inutilizzabili. In Inghilterra i lavori degli studenti non vengono premiati dagli ispettori scolastici. Gli inglesi pensano: un ispettore scolastico può possedere un indiscutibile buon gusto, ma il mondo non è fatto solo di ispettori scolastici. A tal fine sono molto più adatti gli artisti e gli industriali, essi sanno meglio cosa può essere utile o evitabile. La commissione inglese era quindi formata da un gruppo di trenta examiners, di cui nessuno ha rapporti con la scuola. A gruppi di tre, i membri della giuria hanno il compito di esprimere un giudizio sui lavori, suddivisi a loro volta in gruppi. Essere giudicati e premiati da questo genere di persone onora studenti e istituti. I fabbricanti acquistano immediatamente le opere premiate e molti fra i disegni di tappezzerie si sono imposti sul mercato internazionale e sono in vendita anche a Vienna. Si può dunque notare come in Inghilterra la scuola sia al centro della vita (arte e vita si completano in armonia). A Vienna la parola d'ordine è invece: l'arte contro la vita! Il teatro di Vienna (è una recitazione) L'oratore propone di organizzare l'esposizione natalizia soltanto ogni tre anni, questo perché le innovazioni nelle arti applicate non sono poi così importanti. Non è quindi necessario rinnovare ogni anno l'interesse del pubblico. Per poter esporre all'esposizione natalizia è necessario far parte della Società di Arti Applicate. Si prega il consigliere di sollevare l'arte applicata dalla situazione di ristagno in cui si trova e darle un nuovo impulso, mettendola in rapporto con le tendenze moderne. Il consigliere prega la Società di Arti Applicate di mettere a sua disposizione, il più presto possibile, i locali che essa occupa. Un'occupazione prolungata può infatti recare danni agli artigiani e al pubblico, i quali hanno lo stesso diritto sull'edificio, indipendentemente dall'appartenenza all'associazione. Il consigliere credeva infatti di poter disporre di tutti i locali per l'esposizione natalizia del Museo, ma si dovrà restringere il più possibile per lasciar spazio anche alla Società di Arti Applicate. Il consigliere vuole darsi da fare finchè l'istituto diventi un centro per l'arte applicata austriaca, dal quale chiunque potrà avere incoraggiamento, nuova forza ed insegnamento. Finora le esposizioni natalizie si facevano al solo f ine di sgomberare i numerosi prodotti rimasti invenduti nei magazzini di mobili. Adesso lo scopo è quello di portare a conoscenza del pubblico i più recenti ingressi dell'arte applicata. In modo particolare si devono curare quei settori che per una ragione o per l'altra non sono ancora noti al pubblico. Dopo la chiusura dell’esposizione, il parere del pubblico fu negativo. Secondo alcuni la gente si accalcava come se le cose fossero regalate, in questo modo però il commercio si rovinava. Ci si chiede anche che fine abbia fatto l’arte. Alcuni dei soci decidono di dimostrare che anch'essi sono in grado di attirare visitatori e acquirenti, questo in una loro esposizione che prenderà sempre il nome di "esposizione d'inverno". Il loro scopo, tuttavia, è quello di allontanare il consigliere. Per rendere possibile questo essi vogliono sostenere che i prodotti vengono fabbricati all'interno del Museo, o che provengono dall'Inghilterra.

Come entrai in scena con la Melba Loos viene invitato in redazione dal caporedattore del <<New York Bannersträger>>. Gli viene proposto di scrivere delle critiche musicali, e pur non sapendo niente di musica, egli accetta. Dopo essersi letto le recensioni musicali di tutti i giornali, egli capisce che è necessario conoscere i termini tecnici. Al café Manhattan gli viene proposto da un conoscente un posto come comparsa. Egli accetta. Terminato lo spettacolo si reca poi in redazione, dove lesse con soddisfazione la sua critica musicale sulla signora Melba, che, la mattina dopo era già sul giornale. Una volta letto l'articolo al compagno di camera, il barone N., Loos si rende conto di aver fatto una figura grottesca. Il mattino dopo lasciò il suo incarico. Ricevette però una busta con una comunicazione che la New Yorker Music Critic Association lo aveva onorato come suo membro onorario. Con quella sua prima ed ultima critica musicale, egli aveva fatto un'esperienza che il critico letterario o il critico d'arte non avrebbero mai ho potuto fare. I termini tecnici che essi usano vanno sempre bene, sia che essi scrivano di pittura, di architettura oppure di artigianato. Nessuno andrà mai a verificare i termini utilizzati da un critico d'arte. Ma in campo musicale si deve necessariamente conoscere e distinguere le note. Secondo Loos questa è un'ingiustizia, anche se per questa volta gli è andata bene. A proposito di un povero ricco Loos in questo capitolo ci racconta la storia di un povero ricco. Un uomo che possedeva denaro aveva una moglie fedele e dei figli che facevano invidia a chiunque. Egli però si chiede un giorno quale fosse il suo rapporto con l'arte, e decide di riceverla nella sua casa. Andò quindi da un famoso architetto dicendogli di portare l'arte tra le sue pareti domestiche. Dopo aver chiamato decoratori, muratori, falegnami e così via, l'uomo era felice. Era felice perché dovunque posasse gli occhi si imbatteva nell'arte, ogni cosa esprimeva arte. Quest'uomo fu invidiato da molti, tant'è che i locali della sua abitazione furono riprodotti come esemplari, discussi e illustrati. Ogni singolo locale costituiva un'armoniosa sinfonia di colori. Pareti, mobili e stoffe erano intonati fra loro nel modo più raffinato. Ogni particolare aveva una precisa collocazione ed era in rapporto con gli altri secondo le più straordinarie combinazioni. L'architetto aveva pensato a tutto. L'appartamento era comodo, ma richiedeva una grande fatica mentale. Per questo l'architetto lo sorvegliava affinché nessun errore venisse commesso. Tuttavia, l'architetto non permette all'uomo di modificare o comprare qualcosa di nuovo per il suo appartamento. L'uomo divenne così profondamente, infinitamente infelice. Era condannato a passare davanti alle vetrine dei negozi della città senza provare desideri, oppure era costretto a rinunciare ai regali (come delle semplici fotografie).

Che cosa ci viene venduto Quando si è commercianti non si è responsabili soltanto del proprio benessere, ma anche di quello di centinaia di persone. Colui che acquista una merce di alta qualità non lo fa solo per far piacere a sé stessi, ma anche con la speranza che il prossimo non la confonda con la merce scadente dello stesso genere. Come viviamo Il viaggio sulla nave da Amburgo all’America fu un'esperienza determinante per la vita di Loos. Oltre a lui sulla nave era presente un altro austriaco, il quale, nella sala da pranzo, sedeva accanto a degli americani. Dopo qualche giorno, i suoi vicini chiesero al capitano se poteva avere la cortesia di sistemare altrove il giovane austriaco...questo perché le sue abitudini erano per loro insopportabili. Chiesero allora di sistemarlo accanto ai tedeschi. Ma ciò che gli americani non sopportano era intollerabile anche per loro. Tutti si rivolsero così a Loos pregandolo di spiegare la faccenda al suo connazionale. Anche a Loos sarebbe capitata la stessa cosa, se non fosse per il soggiorno a Dresda, prima di compiere il viaggio per l'America. È quindi necessario che per viaggiare in Occidente, l'austriaco abbandoni la sua abitudine di leccare il coltello p er prenderci il sale da una saliera utilizzata da tutto il tavolo. Così come il turco deve abbandonare la sua abitudine di prendere con le mani la carne cotta nel riso. Se certe abitudini non vengono abbandonate, nemmeno i cittadini occidentali più evoluti si siederanno a tavola. Nasce così (da persone che hanno vissuto in Occidente) un movimento giovanile turco con lo scopo di introdurre nel loro paese gli usi occidentali. L'abbigliamento Ci si deve vestire in modo moderno, e si è vestiti in modo moderno quando non si dà nell'occhio. Se ci si sposta però si dà nell'occhio. Si deve quindi fare una limitazione. Si è moderni quando non si dà nell'occhio nel punto centrale della civiltà occidentale e in una determinata occasione e nella migliore società non si dà nell'occhio. La casa Per costruire una casa si deve pensare a tutto personalmente, e a farlo si commettono molti errori. Tuttavia, secondo Loos, è grazie all'autodisciplina e la modestia che si riconoscono gli errori, e si impara poi a cambiare e migliorare. "La vostra casa cresce con voi e voi crescete con la casa". Non si deve avere paura che l'abitazione possa sembrare di cattivo gusto, in quanto quest'ultimo è una questione controversa. Nessuno può giudicare. Sulla vostra casa avete ragione voi. Quando gli artisti moderni dicono che possono arredare l'abitazione secondo la personalità del proprietario, mentono. Un artista può arredare un'abitazione soltanto a suo modo. La casa diventa vostra solo se la arredate per conto vostro. I nostri concorsi I concorsi saranno dedicati non ad artisti ma ad artigiani e fabbricanti. Loos si aspetta il miglioramento del livello culturale e del gusto solo da parte di colui che lavora, che crea. Secondo l’autore gli artigiani sono stati sottoposti alla vigilanza degli architetti per troppo tempo, ed è ora per loro di prendere coraggio e forza. Ed è grazie a questi concorsi che si potrà dimostrare quanto buon gusto si trova all’interno dei loro laboratori. Loos invita poi gli artigiani a non guardare al passato o al futuro, ma a guardare soltanto a loro stessi. Il primo concorso sarà dedicato ai mobilieri, essi verranno giudicati dalle più alte sfere dell’aristocrazia viennese. Non vi saranno premi. I più abili si premiano da sé con la possibilità di esporre e di vendere i loro prodotti in una mostra di alto livello. Casetta delle lettere Questioni generali Si vive in un’epoca in cui ogni disegnatore di tappezzerie si autodefinisce architetto. Ciò è sbagliato →l’arrendamento di una casa non ha nulla a che fare con l’architettura. Alcune persone si rivolgono all’architetto perché non se ne intendono, atre perché non sanno dove trovare le cose, altre ancora perché non hanno il tempo per occuparsene. Ma ognuna di queste persone vive nella sua casa, che esprime la sua individualità. Tuttavia, lievemente modificata dai consigli dell’architetto.

Abitazione Ora se ci si reca dal mobiliere, si può notare come i mobili con lo stile della Secession siano tutti finiti e non vengono più fabbricati. Questo stile è stato infatti superato da tempo. I mobili di legno non vengono più dipinti di verde, ed anzi si considera ciò un atto di vandalismo. Chi possiede mobili di questo tipo prova vergogna e cerca di sbarazzarsene appena possibile. A quel tempo invece erano considerati una raffinatezza. Buona parte della stampa li sosteneva e bisognava tenere la bocca chiusa se non si voleva essere considerati nemici dell’arte e del progresso. Se si andava a comprare un armadio adesso, non si parlava più di stile in quanto era sottinteso quello del 1903. Per fare in modo che un appartamento sia sempre alla moda, non bisogna seguire tutti gli stili, ma bisogna arredarlo dapprima in modo moderno. Certo, un appartamento del 1873 non sarà mai uguale ad un appartamento 1903, ma si potranno sicuramente conservare i mobili principali. IL PIU’ BELLO SPAZIO INTERNO, IL PIU’ BEL PALAZZO, IL PIU’ BELL’ EDIFICIO CHE MUORE, IL PIU’ BELL’EDIFICIO NUOVO. LA PIU’ BELLA PASSEGGIATA DI VIENNA. Risposta ad un’inchiesta Il più bello spazio interno è la cattedrale di Santo Stefano. Essa racchiude la storia dei viennesi di tutte le generazioni ed è capace di generare profonde sensazioni in chiunque. Il più bel palazzo è il palazzo Liechtenstein, considerato da Loos poco viennese. Il più bel palazzo che muore è il Ministero della Guerra nella piazza am Hof. A proposito di questo edificio Loos consiglia ai viennesi di guardarselo bene perché a breve non esisterà più, almeno così se lo possono conservare nel cuore. Il più bel edificio nuovo è quello sorto tra la Kärntnerstrasse e la Himmelpfortgasse. È un edificio semplice, ordinato ed elegante, tuttavia non si ritiene sufficientemente artistico. La più bella passeggiata è il Beethovengang a Heiligenstadt all’inizio della primavera. Civiltà Nel ventesimo secolo l’intero globo terrestre sarà dominato da una sola civiltà. Nei tempi antiche molte forme di civiltà coesistevano pacificamente una accanto all’altra, poi, con il tempo le forme civili si sono ridotte di numero. Nel quindicesimo secolo i popoli germanici dovettero rinunciare alla loro civiltà e furono costretti ad accogliere quella dei popoli latini, che ha dominato l’Europa fino al diciannovesimo secolo. La civiltà germanica è conosciuta come civiltà del maiale. Il maiale è l’animale domestico più nobile. È pulito e la sua pelle è assetata di umidità. Nelle famiglie tedesche non può mancare. La civiltà latina invece è la civiltà del gatto, che tra tutti gli animali è quello che odia di più l’acqua. I superflui (Deutscher Werkbund) La missione di coloro che erano riuniti nel congresso a Monaco era quella di portare l’arte nell’artigianato. Tuttavia, gli artigiani erano troppo moderni →l’uomo moderno considera l’arte una divinità, pensava quindi che si sarebbe commesso un delitto verso l’arte se la si fosse prostituita per la produzione di oggetti d’uso. Questo lo pensavano anche i consumatori. A tal punto i partecipanti nel congresso escogitarono che il loro scopo era quello di aiutare la civiltà e rimettersi in piedi. Anche questo però non va→una civiltà unitaria origina forme unitarie. Loos si chiede se c’è davvero bisogno degli artisti delle arti applicate, la sua risposta è no. Soltanto le industrie che sono riuscite a tenere lontano dai propri laboratori questo superfluo fenomeno hanno raggiunto il loro più alto livello. Soltanto i prodotti di tali industri rappresentano lo stile di quel tempo→tali prodotti sono cresciti insieme al modo di pensare e sentire del popolo dell’epoca. Senza dubbio questi prodotti non hanno alcun rapporto con l’arte. I tempi barbari in cui le opere d’arte venivano confuse con gli oggetti d’uso sono definitivamente superati→nel diciannovesimo secolo troveremo infatti un importante capitolo per la storia dell’umanità→a esso dobbiamo il coraggio di aver portato a una netta separazione arte e artigianato. La decorazione dell’oggetto d’uso è l’inizio dell’arte.

Problemi di architettura viennesi Il carattere architettonico di una città è una questione particolare. Ogni città possiede un carattere individuale Ciò che in una città appare bello e amabile può essere brutto e detestabile in un'altra. Non soltanto i materiali ma anche le forze edilizie sono legate al luogo, alla natura del terreno e all'aria. I vecchi architetti viennesi tenevano in considerazione il carattere architettonico di un determinato luogo ed evitavano coscientemente tutto ciò che poteva rappresentare un elemento di disturbo. Loos accusa gli architetti contemporanei di voler coscientemente trascurare un determinato carattere architettonico. Architettura Si parla di un architetto che ha deturpato un lago. Si dice che gli architetti, come quasi ogni abitante della città, non ha civiltà. Per civiltà Loos intende quell'equilibrio interiore ed esteriore dell'uomo garantito soltanto dal pensiero e dall'azione razionali. La vita della civiltà è una via che si allontana dagli ornamenti per condurre all'assenza di ornamento! Evoluzione civile è sinonimo di eliminazione dell'ornamento dall'oggetto d'uso. Tuttavia, le epoche passate vengono fraintese punto siccome venivano conservati soltanto quegli oggetti che, a causa della loro ornamentazione fine a sè stessa, poco si adattavano all'uso, ci sono aggiunte soltanto cose decorate e così si è supposto chi in passato ci fossero soltanto cose decorate. Inoltre, in base all'ornamentazione era facile stabilire l'età e la provenienza dell'oggetto. L'architetto attingeva tutto dai libri. Una letteratura immensa lo provvide di tutto ciò che era importante sapere. L'architetto ha anche imparato a disegnare ti ha potuto farlo perché non ha imparato nient'altro. L'architettura è scaduta ad arte grafica per colpa degli architetti. Non colui che sa costruire meglio riceve il maggior numero di commissioni, ma chi sa presentare meglio i suoi lavori sulla carta. Se si vogliono mettere in fila le arti e si comincia con la grafica, troviamo che da essa si può passare alla pittura. Da questa si può arrivare alla scultura attraverso la scultura policroma, e dalla scultura si può aggiungere all'architettura. Grafica e architettura sono all'inizio e la fine della medesima linea. Il miglior disegnatore può essere un cattivo architetto, il miglior architetto può essere un cattivo disegnatore. Già nella scelta della professione di architetto viene richiesto il talento per l'arte grafica. Oggi a dominare è il libero interprete. A determinare le forme dell'architettura non è più lo strumento di quell'arte, ma la matita. Loos afferma invece che una vera architettura non può essere resa con efficacia da un disegno che la rappresenta su una superficie. È il suo più grande motivo di orgoglio che gli spazi interni creati da lui non facciano alcun effetto in fotografia. Deve quindi rinunciare all'onore di vedersi pubblicato nelle varie riviste di architettura, forse per questo la sua azione resta inefficace e di lui non si conosce nulla. Qui però si mostra la forza delle sue idee e la giustezza del suo insegnamento. Lui, l'impubblicato, la cui opera non è conosciuta, egli è l'unico dei mille architetti che eserciti una reale influenza. Quando gli fu concesso per la prima volta di fare qualcosa ovvero il Caffè Museum a Vienna, egli fu aspramente criticato. Nella seconda metà del secolo XIX alcuni incivili dissero di non avere uno stile architettonico. Questo era falso poiché proprio in questa epoca, più di ogni altra, lo stile era fortemente accentuato. Tali incivili però spacciarono lo stile per ornamento. Lo stile l'Austria lo aveva, ma non aveva l'ornamento. La casa deve piacere a tutti. A differenza nell'opera d'arte, che non ha bisogno di piacere a nessuno. L'opera d'arte è una faccenda privata dell'artista, la casa no. L'opera d'arte viene messa al mondo senza che ce ne sia bisogno, la casa invece soddisfa un bisogno. L'opera d'arte non è responsabile verso nessuno, la casa verso tutti. E così via... L'uomo ama tutto ciò che serve alla sua comodità ed odia tutto ciò che vuol strapparlo alla posizione che ha raggiunto, per questo ama la casa Io odia l'arte. Dunque, la casa non avrebbe niente a che vedere con l'arte, e l'architettura non sarebbe da annoverare tra le arti. Infatti, soltanto una piccolissima parte dell'architettura appartiene all'arte: il sepolcro e il monumento. Soltanto quando verrà superato il grave malinteso che l'arte sia una cosa che può rispondere a un determinato scopo, soltanto quando dal lessico di Popoli Sara scomparsa l'ha menzognera espressione "arte applicata", soltanto allora avremo l'architettura del nostro tempo. L'artista deve essere al servizio solo di sé stesso, l'architetto della società. L'architettura suscita nell'uomo degli stati d'animo, il compito dell'architetto è dunque di precisare lo stato d'animo. Per costruire degli edifici adatti allora egli deve ispirarsi alle costruzioni che finora hanno suscitato nell'uomo tale stato d'animo.

Il mistero dell'acustica Per secoli gli architetti si sono occupati del problema dell'acustica. Tuttavia, l'acustica di una sala non è una questione di soluzione spaziale, ma una questione di materiali. Una sala con una cattiva acustica può essere migliorata con l'aggiunta di stoffe morbide, con l'aggiunta di tende e di rivestimenti alle pareti. Tuttavia, si tratta però di surrogati, in quanto le stoffe morbide assorbono in parte il suono gli tolgono la sua pianezza. La mia scuola di architettura Loos capì che poteva dare qualcosa al suo prossimo non soltanto attraverso l'esempio ma anche attraverso l'insegnamento. Per lui il dispiacere divenne angoscia quando si accorse che i suoi avversari artisti si valevano dei suoi esempi, che a poco a poco erano venuti alla luce grazie ad alcuni lavori pubblici, per insegnare false teorie. Gli fu però proposto da parte di alcuni allievi di Wagner di candidarsi per una cattedra rimasta vacante. Egli era convinto dell'insuccesso ma la fiducia di questi giovani diede la forza a Loos di aprire una propria scuola privata. Nasce così la scuola di architettura Adolf Loos. Invece del genere di architettura che si insegna nelle altre università, e che consiste in parte nell'adattare gli stili architettonici del passato alle esigenze della vita attuale, in parte nella ricerca di un nuovo stile, egli vuole impostare il suo insegnamento sulla tradizione. Egli se vuole riallacciare al punto in cui l'Austria ha abbandonato la tradizione, ovvero all'inizio del XIX secolo. Loos vuole inoculare nei suoi allievi il seguente pensiero: così come io costruisco avrebbero costruito anche gli antichi romani. Il presente si costruisce sul passato così come il passato si è costruito sui tempi che lo hanno preceduto. Gli allievi di Loos si dividono in studenti ordinari e straordinari. Gli studenti ordinari lavorano nel suo studio, quelli straordinari possono frequentare le sue lezioni. Tre cose venivano insegnate: il costruire dall'interno verso l'esterno, la storia dell'arte e la conoscenza dei materiali. Gli studenti ordinari erano tre e non avevano nessuna conoscenza per quanto riguarda la tecnica delle costruzioni. Il metodo di Loos consiste nell'affrontare fin dall'inizio, in un progetto, tutti i dettagli tecnici e architettonici. La forma esterna si riallaccia alla tradizione proprio in quel punto dove gli architetti viennesi l'hanno abbandonata. I progetti dovevano svilupparsi secondo un processo che andava dall'interno verso l'esterno, il pavimento e il soffitto dovevano essere risolti per primi, la facciata veniva in seguito. Si attribuiva la massima importanza alla distribuzione ordinata delle parti e alla sistemazione logica degli arredi. In tale modo Loos ha insegnato ai suoi allievi a pensare in tre dimensioni, a pensare al cubo. Secondo Loos dall'anno prossimo egli dovrà anche insegnare meccanica razionale e la scienza delle costruzioni in modo da poter accogliere gli studenti che hanno terminato il liceo egli allievi delle scuole tecniche. Importante è anche studiare in modo approfondito ogni anno un edificio viennese, un edificio che risalga al tempo al quale ci si deve ricollegare. KARL KRAUS Regole per chi costruisce in montagna

  • Non costruire in modo pittoresco, lascia questo effetto ai muri, ai monti e al sole.
  • Costruisci meglio che puoi ma non al di sopra delle tue possibilità, senza darti arie.
  • Fai attenzione alle forme con cui costruisce il contadino e scoprine nei le ragioni.
  • La pianura richiede elementi architettonici verticali, la montagna orizzontali.
  • Non pensare al tetto, ma alla pioggia e alla neve. La neve non deve scivolare quando vuole ma quando lo vuole il contadino; il quale deve poter salire sul tetto senza mettere in pericolo la propria vita.
  • Vai d'accordo con i ponti a travi reticolari in ferro, ma rifiuta i ponti ad archi gotici con torri e feritoie.
  • Non temere di essere giudicato non moderno. L'arte nazionale Gli architetti hanno fallito quando hanno voluto riproporre gli antichi stili e falliscono ora, dopo aver tentato senza successo di scoprire lo stile di questo tempo. È a questo punto che l'espressione arte nazionale torna loro molto a proposito, come ultima ancora di salvezza. Proteggere l'architettura nazionale è un’esigenza. I sostenitori di quest'ultima vogliono che sia eliminato per sempre dall'architettura qualsiasi progresso tecnico. Loos accusa i sostenitori dell'arte nazionale, in quanto essi vogliono ridurre le metropoli a cittadine, le cittadine a paesi. Loos ricorda poi che lui sta per la tradizione, la quale, dopo la costruzione della Cassa di Risparmio, viene abbandonata. Nessuno può ripetere un'opera. Ogni giorno l'uomo crea qualcosa di nuovo e l'uomo nuovo non è in grado di rifare ciò che è stato creato da chi lo ha preceduto. Egli crede di ripetere la stessa opera, ma il risultato è qualcosa di nuovo. Se osserviamo un architetto proveniente da una metropoli che viene chiamato a costruire in campagna, possiamo notare come egli non costruisce come un contadino, ma costruisce nello stesso stile che adottava anche in città. Egli, infatti, deve lavorare secondo un piano prestabilito, senza copiare l'ingenuità del contadino. Tuttavia, avviene che invece di introdurre in campagna le più recenti conquiste, le ultime scoperte e le nuove esperienze, vengono applicate in città secondo un'architettura rurale. Loos incita ancora a ritornare all'unica verità che da sempre ha proclamato: la tradizione. Si deve imparare a costruire come i padri, senza la paura di sembrare non moderni.

Ornamento ed educazione Risposta a un questionario Educare significa aiutare gli uomini ad uscire dalle loro condizioni originarie. Che cosa si ottiene con il moderno metodo di insegnamento del dise gno? Una generazione di sfondati che, messi di fronte a un'opera d'arte, sostengono, e non senza ragione, di aver fatto le stesse cose anche a scuola. D’altra parte, il vecchio metodo che ha formato il disegnatore preciso, il quale avrebbe potuto raggiungere in futuro un alto livello come cartografo ho come litografo per i biglietti di visita, non ce l'ha forse in gran parte sulla coscienza l'architetto? Mentre poi il vero architetto è una persona che non sa assolutamente disegnare, che non sa cioè esprimere il proprio mondo interiore tracciando delle linee. Ciò che egli chiama disegno è un tentativo di farsi capire dall'artigiano esecutore. Vi sono molte cose che nel moderno insegnamento del disegno dobbiamo riconoscere come positive. Il fatto di disegnare dal vero i nostri oggetti d'uso è di grande aiuto per i futuri consumatori e per lo sviluppo della nostra civiltà. L'uomo moderno ha bisogno dell'ornamento? L'uomo moderno, l'uomo che possiede una sensibilità moderna, non ha bisogno dell'ornamento, al contr ario, gli ripugna. Tutti quegli oggetti che noi chiamiamo moderni sono privi di ornamenti. Recano ornamenti soltanto quegli oggetti che devono la loro esistenza a una certa parte dell'umanità (che Loos definisce la parte incivile): gli architetti. Dunque, gli architetti influenzano la produzione degli oggetti d'uso, questi non corrispondono allo spirito del tempo, quindi non sono moderni. La forma e l'ornamento sono risultato dell'inconscia opera comune degli uomini che appartengono a un certo cerchio di civiltà. Tutto il resto è arte. L'arte è la volontà ostinata del genio. Sprecare l'arte nell'oggetto d'uso è incivile. L'ornamento richiede lavoro in più. Il sadismo con cui il XVIII secolo ha sovraccaricato l'uomo di lavoro inutile è estraneo all'uomo modern o, e ancor più estraneo l'ornamento dei popoli primitivi, che ha un significato prettamente religioso, erotico-simbolico e che, grazie alla sua primordialità, confina con l'arte. L'assenza di ornamento non significa mancanza di attrattività, anzi trasmette un nuovo incanto, più vivo. Per fare in modo te lo rammento si elimini da sé, la scuola non deve intervenire in questo processo naturale che l'umanità ha seguito fin dalle sue origini. Ci sono casi in cui l'ornamento però è necessario. Dal punto di vista pratico l'ornamento è un problema che riguarda sia chi lo usa (il consumatore) sia chi lo fa (il produttore). Solo che viene prima il consumatore, poi il produttore. In pratica, dal punto di vista psicologico, l'ornamento non servirebbe ad altro che ad alleviare al lavoratore la monotonia del suo lavoro. I disegni dei tessuti ad esempio sono moderni, le persone che inventano questo genere di ornamento vengono chiamate, nel settore della produzione, disegnatori. Essi però non inventano gli ornamenti, semplicemente di combinano tenendo conto della moda e della domanda. La scuola non deve preoccuparsi dei futuri disegnatori, essi si formano da soli. L'oggetto d'uso vive quanto il materiale di cui è fatto, e il suo pregio tipicamente moderno la solidità. Se io falsifico l'oggetto d'uso decorandolo, ne limito la durata, in quanto, sottostando alla moda, il suo è condannato a morire prima. Anche il lusso moderno ha preferito la solidità e la preziosità alla decorazione. Per cui l'ornamento non è neppur più valido dal punto di vista estetico. Arnold Schönberg e i suoi contemporanei L'artigiano crea la forma inconsapevolmente. La forma viene assunta attraverso la tradizione e le trasformazioni che hanno luogo lungo il corso della vita dell'artigiano non dipendono dalla sua volontà. Diverso è il caso dell'artista, in quanto la sua prima opera sarà sempre il prodotto del suo ambiente oltre che della sua volontà, in quanto egli è lui stesso il suo committente.

La Siedlung moderna Una conferenza Siedlung→La Repubblica austriaca sosteneva in quegli anni la costruzione di quartieri operai nei sobborghi, detti Siedlungen. La maggior parte dei lavori umani consistono di due parti: la distruzione e la costruzione. E quanto più grande è la parte distruttiva, anzi quando il lavoro umano è unicamente distruttivo, allora si tratta realmente di un lavoro umano, naturale, nobile. Tale uomo si definisce gentleman. Gentleman è colui che compie un lavoro esclusivamente distruttivo. In seguito alla divisione del lavoro, intere categorie di persone vengono condannate a compiere soltanto lavori costruttivi. Queste persone sono destinate al decadimento intellettuale e psichico. Colui che può ritrovare la sua umanità intellettuale e psichica è l'orticoltore. Egli è felice perché possiede qualcosa che lo ricompensa del suo estenuante lavoro quotidiano. Non tutti possono però coltivare o possedere un orticello. Loos in qualità di architetto-capo dell'ufficio tecnico per le Siedlungen della città di Vienna, ha posto la condizione che soltanto chi per parecchi anni ha dimostrato di essere in grado di coltivare un giardino, ha il diritto di possedere una propria casa. Chi però si impegna, dopo le sue otto ore di lavoro qui, a lavorare per procurarsi il nutrimento, deve avere anche la possibilità di costruirsi una propria casa. Secondo Loos per risolvere il problema finanziario, l'orticoltore deve poter ottenere sia l'area edificabile che il terreno con sovvenzione pubblica, ma la casa deve acquistarla lui stesso. Sostenendo tale principio egli si scontra con il partito socialdemocratico, che non intende incoraggiare la proprietà privata. Loos si chiede allora quale aspetto deve avere l'edificio della Siedlung. Il giardino è come una casa secondaria e dovrà essere moderno. Deve essere grande 200 metri quadrati. La terra deve essere umida e non deve esserci l'ombra. Perciò tutti i giardini devono essere rivolti da nord a sud. Nel giardino non devono esserci alberi. L'albero è un elemento antisociale perché in genere non dà mai l'ombra a chi lo desidera, ma al suo vicino. L'albero è una calamita a, in quanto è una fonte di liti e di discordia. Se gli orti sono rivolti in direzione nord-sud, allora le case saranno poste ai lati della strada come i denti di una sega: Nella casa ci deve essere una latrina che consente di raccogliere il concime. Non ci devono essere water-closets in quanto tutti i rifiuti della casa (feci umane comprese), sono necessari per la concimazione. Occorre usare allora un sistema a bugliolo, ma in nessun caso un sistema a pozzo nero, sarebbe antisociale. Il concime deve rimanere nello stesso posto per un anno intero per poter completare la sua fermentazione. La latrina non deve quindi mai essere sistemata all'interno della casa. Può essere compresa nel piano della casa, ma la sua porta deve aprirsi verso l'esterno. Ci devono poi essere la tettoia e la stalla. Dove comincia il giardino, vi è uno spazio in cui sono sistemati i mucchi di concime. In questo spazio trovano posto un tavolo da lavoro e i recipienti per il terriccio. Verso la casa il cortile è delimitato da una specie di veranda, la quale deve essere accessibile dalla cucina-acquaio (in questo posto non si cucina ma vi si svolgono faccende che precedono e seguono la cottura dei cibi e che riguardano il governo della casa). Loos è a favore della cucina abitabile, soluzione più progressiva e moderna. L'acquaio non deve essere orientato verso sud, mentre è indispensabile che lo sia la cucina abitabile, per via della luce. Sul lato sud ci deve essere anche il soggiorno, nel quale devono entrare luce e sole. Per l'architetto è già chiaro che in un caso (a nord della strada) le travature devono essere disposte in modo da appoggiare sui muri tagliafuoco. Quindi: prima c'è la latrina, poi la tettoia e la stalla. Abbiamo un acquaio e un locale di soggiorno e una dispensa spaziosa per la conservazione di frutta e verdura. Inoltre, abbiamo un ingresso dalla strada. Con questo, il pianterreno è a posto. La cantina non ci sarà. Si devono dividere il soggiornare dal dormire (i locali che servono come camera da letto di trovano all'ultimo piano. È assolutamente sbagliato sistemare un Siedler in una casa arredata da un architetto, si deve al contrario lasciare la possibilità procurarsi mobili poco alla volta. La casa non deve mai essere finita, deve sempre offrire la possibilità di aggiungervi qualcosa. I soffitti dovranno essere abbastanza forti da poter reggere dei muri divisori costruiti in un secondo tempo. In che modo si raggiungono però i locali? Qui si pone un dilemma. I locali devono essere accessibili dalla strada oppure si deve prima entrare nel locale di soggiorno? Loos ha optato per il soggiorno interno. Le scale vengono disposte nel locale di soggiorno, ottenendo così un ampio spazio per la circolazione dell'aria. Il riscaldamento dei locali superiori viene perciò realizzato aprendo le porte al primo piano poco prima di andare a dormire. Occorre anche che il soffitto del locale di soggiorno non abbia uno spessore eccessivo. Non è necessario che il soffitto di travature sia rivestito con uno strato di intonaco, il calore che potrebbe passare attraverso tornerebbe a vantaggio delle camere da letto. Si potrebbe forse osservare che la mancanza di uno strato di intonaco di cemento o di argilla faciliterebbe un eventuale incendio. Se un solaio è formato da travi sopra le quali sono inchiodate delle tavole di uno spessore di circa 3 cm, è possibile sentire se qualcuno si muove al piano di sopra.

Info su Adolf Loos Loos era un uomo dichiaratamente moderno, teso verso una società migliore e più vitale. Egli ha un atteggiamento patrizio ed insofferente nei confronti dei suoi contemporanei. Loos era un democratico figlio di un artigiano, un marmista. Adolf Loos nasce nel 1870 e muore nel 1933 (anno dell'ascesa al potere dei nazisti). Il suo gusto era difficile e controcorrente. I designers dell'epoca consideravano la superficie come un libero campo per l'invenzione di ornamenti. Loos invece già allora cercava la superficie liscia senza scanalature e rilievi. Se il periodo in cui aveva studiato al Politecnico di Dresda aveva acuito in lui l'interesse per l'ornamento, al ritorno in Austria dagli Stati Uniti il suo gusto si era ormai illimpidito nella sortile e tersa atmosfera anglosassone che aveva respirato. I tre anni trascorsi negli Stati Uniti furono decisivi nel formare in Loos l'idea di ciò che voleva fare. Sarebbe diventato architetto, ma avrebbe anche portato a Vienna il dono della "civiltà occidentale". La sua rivista Das Andere ("L'altro"), aveva come sottotitolo "Periodico per l'introduzione della civiltà occidentale in Austria". Si parla infatti di abbigliamento, delle buone maniere a tavola, dei costumi sessuali dei giovani... L'interesse primo di Loos era l'architettura. In ogni lavoro egli era sempre interessato al come u n edificio sarebbe stato abitato. La sua ostilità alla Secession, il gruppo di artisti viennesi antiaccademici che era la ramificazione austriaca dell'Art Nouveau, dipendeva anche da questo. Architetti e designers dell'Art Nouveau pensavano che un nuovo stile potesse essere creato in conformità con la loro epoca nei termini di un lessico ornamentale privo di rapporti con la decorazione storica, ma derivato per intero ed in modo diretto dalla natura. Pensavano che l'ornamento avrebbe potuto essere applicato non soltanto a pareti, finestre, pavimenti e mobili, ma anche agli abiti e gioielli, in modo scientifico, con lo scopo di stimolare o riflettere gli stati emotivi. Questo atteggiamento verso l'ornamento aveva la sua origine nella psicologia (più tardi nell'estetica) dell'empatia, secondo cui noi leggiamo il nostro modo d'essere negli oggetti di cui ci circondiamo. Lo stesso avviene, in una forma più elevata, quando questi oggetti provocano fortemente la nostra attenzione, ed è questo, il caso delle opere d'arte. Se tale idea era alla base delle caratteristiche ricerche di molti artisti dell'epoca, Loos ne provava un grosso disprezzo. Secondo l'architetto tedesco Semper l'abbigliamento oltre ad essere considerato come protezione e anche l'ornamento del corpo umano. Egli è stato forse il primo a considerare il tatuaggio come espressione d'arte. Il tatuaggio, ovviamente, affascina Loos. In Loos c'è un elemento di incoerenza: egli ammette di indossare delle scarpe coperte di ornamenti. Tuttavia, egli dichiara di essere disposto a tollerare ornamenti sul suo corpo se fanno la gioia dei suoi simili. Infatti, la creazione dell'ornamento è tutto il piacere del calzolaio. I progetti di Loos rivelano una sorta di ingenuità, una esclusiva attenzione portata ai rapporti tra i materiali, una mancanza di senso del contesto urbano, l'assenza del senso della struttura. Loos seguì ossessivamente l'ideale di un'architettura che potesse comunicare, trasmettere il perfetto modo di vivere, che gli credeva in qualche modo realizzato nelle felici terre anglosassoni. Fu un architetto ossessionato dall'immediata qualità della vita negli spazi costruiti dall'uomo, dalla qualità dell’odore, dalla qualità della testura, di ogni sensazione. L'architettura inoltre, secondo lui, deve permettere la comunicazione con i propri vicini e con i passanti.