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RIASSUNTO SU MARITAIN, Dispense di Pedagogia

RIASSUNTO SU MARITAIN!.........

Tipologia: Dispense

2017/2018

Caricato il 02/10/2018

prof97zero
prof97zero 🇮🇹

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MARITAIN:
Nacque a Parigi da una famiglia protestante di tradizione liberale. Il suo pensiero può essere diviso in tre
parti
1: La crisi della cultura moderna: Secondo Maritain, all’unità organica della cultura medievale, l’età
moderna ha fatto seguire una logica culturale di “divisione” e di “separazione”: Lutero ha separato la
filosofia dalla teologia; Machiavelli ha separato la politica dalla morale; Cartesio, una volta introdotto il
dubbio metodico si è trovato tra le mani la sola certezza dell’Io e ha separato il pensiero dalla realtà, la res
cogitans dalla res estensa; tutte scelte “parziali” fino a giungere alla assolutizzazione del soggetto, con
l’Idealismo, o dell’oggetto con il Positivismo. Da qui la crisi del mondo moderno: la perdita di un orizzonte
comune di valori, sostituiti di volta in volta dall’orgogliosa pretesa dell’uomo di fare senza Dio, e di stabilire
lui solo l’ordine della realtà. Le conseguenze ultime si sono viste nelle tragedie che hanno segnato il
Novecento.
2: La crisi della politica moderna: La politica ha percorso le stesse strade della cultura, essa stessa restando
prigioniera delle proprie scelte unilaterali. Il liberalismo, ha posto il primato dell’individuo promettendogli la
libertà, ma non è riuscito a rendere la libertà universale, un valore condiviso: e la democrazia non è riuscita
a coniugare la libertà con la giustizia, così che la libertà formale non è diventata anche libertà sostanziale,
restando privilegio di pochi. Il sociologismo ha posto il primato della società e dello Stato, fino a promettere
con il marxismo una società di liberi e di uguali, ma ha poi finito per negare i diritti della persona e la
persona stessa nel totalitarismo disumano del nazionalsocialismo ( che ha negato l’unitarietà del genere
umano) e nel totalitarismo abberrante del comunismo, che ha sacrificato ogni individualità al mito superiore
dello Stato.
3: La scelta antimoderna: Secondo Maritain, se gli uomini del Novecento, che hanno fallito, vogliono
uscire dalla crisi, devono fuoriuscire dalla modernità e ricollegarsi all’ultimo sistema organico di pensiero
costituito dal tomismo. La res publica christiana di età medievale ha essa stessa fatto fallimento nel momento
in cui ha errato la religione a strumento di potere ed ha preteso di assoggettare a se stessa ogni altro ordine
della realtà: ma il disagio che vi stava dietro, il tomismo, conserva ancora tutta la sua attualità. Il tomismo
prevede la convivenza di ragione e fede, di filosofia e teologia; e fa propria la concezione organica
dell’uomo scaturita dalla tradizione occidentale, greca ebraica e cristiana. Alla unilateralità di scelte dell’età
moderna, il tomismo oppone un’idea organica dell’uomo che è individualità ( realtà naturale), personalità
(costruzione umana nel rapporto dell’individuo con cultura e società ) e persona ( creatura spirituale di Dio,
avente un valore in sè, indipendente dalla natura e dalla società).
Tradotto in termini culturali, il tomismo si specifica come un UMANESIMO INTEGRALE: come
prospettiva capace di includere tutte le dimensioni dell’uomo naturali e socioculturali, e di rispondere ad un
tempo al suo bisogno di Assoluto.
Sull’Umanesimo integrale si fondano la concezione politica e quella educativa di Maritain:
1:La concezione politica: Le teorie politche dell’età moderna sono rimaste ferme a Machiavelli, ai probelmi
della sovranità e del potere: e lo si può comprendere, perchè i suoi obiettivi riguardavano l’abbattimento
dell’assolutismo monarchico. Dopo la crisi del liberalismo e della democrazia capitalistica, occorre per
Maritain, rifondare da capo la politica attraverso una democrazia solidaristica nella quale il potere si
trasformi in servizio e i fini sociali coincidano con il bene comune.
2: La concezione educativa:
L’educazione liberale per tutti: L’uguaglianza delle persone presuppone un’educazione uguale per
tutti, che abbia le proprie fondamenta sull’umanità. L’antica divisione tra formazione liberale e
formazione professionale va superata: lo studio delle arti liberali deve essere comune a tutti, e ad
esse vanno accostati il lavoro e le discipline scientifiche e tecniche, di cui vanno riscoperti i valori
umani e di civiltà di cui sono portatori attraverso una loro rivisitazione storica. Solo al termine degli
studi superiori si possono prevedere studi sulle umanità orientate con finalita preprofessionali.
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MARITAIN:

Nacque a Parigi da una famiglia protestante di tradizione liberale. Il suo pensiero può essere diviso in tre parti

1: La crisi della cultura moderna: Secondo Maritain, all’unità organica della cultura medievale, l’età moderna ha fatto seguire una logica culturale di “divisione” e di “separazione”: Lutero ha separato la filosofia dalla teologia; Machiavelli ha separato la politica dalla morale; Cartesio, una volta introdotto il dubbio metodico si è trovato tra le mani la sola certezza dell’Io e ha separato il pensiero dalla realtà, la res cogitans dalla res estensa; tutte scelte “parziali” fino a giungere alla assolutizzazione del soggetto, con l’Idealismo, o dell’oggetto con il Positivismo. Da qui la crisi del mondo moderno: la perdita di un orizzonte comune di valori, sostituiti di volta in volta dall’orgogliosa pretesa dell’uomo di fare senza Dio, e di stabilire lui solo l’ordine della realtà. Le conseguenze ultime si sono viste nelle tragedie che hanno segnato il Novecento.

2: La crisi della politica moderna: La politica ha percorso le stesse strade della cultura, essa stessa restando prigioniera delle proprie scelte unilaterali. Il liberalismo, ha posto il primato dell’individuo promettendogli la libertà, ma non è riuscito a rendere la libertà universale, un valore condiviso: e la democrazia non è riuscita a coniugare la libertà con la giustizia, così che la libertà formale non è diventata anche libertà sostanziale, restando privilegio di pochi. Il sociologismo ha posto il primato della società e dello Stato, fino a promettere con il marxismo una società di liberi e di uguali, ma ha poi finito per negare i diritti della persona e la persona stessa nel totalitarismo disumano del nazionalsocialismo ( che ha negato l’unitarietà del genere umano) e nel totalitarismo abberrante del comunismo, che ha sacrificato ogni individualità al mito superiore dello Stato.

3: La scelta antimoderna: Secondo Maritain, se gli uomini del Novecento, che hanno fallito, vogliono uscire dalla crisi, devono fuoriuscire dalla modernità e ricollegarsi all’ultimo sistema organico di pensiero costituito dal tomismo. La res publica christiana di età medievale ha essa stessa fatto fallimento nel momento in cui ha errato la religione a strumento di potere ed ha preteso di assoggettare a se stessa ogni altro ordine della realtà: ma il disagio che vi stava dietro, il tomismo, conserva ancora tutta la sua attualità. Il tomismo prevede la convivenza di ragione e fede, di filosofia e teologia; e fa propria la concezione organica dell’uomo scaturita dalla tradizione occidentale, greca ebraica e cristiana. Alla unilateralità di scelte dell’età moderna, il tomismo oppone un’idea organica dell’uomo che è individualità ( realtà naturale), personalità (costruzione umana nel rapporto dell’individuo con cultura e società ) e persona ( creatura spirituale di Dio, avente un valore in sè, indipendente dalla natura e dalla società).

Tradotto in termini culturali, il tomismo si specifica come un UMANESIMO INTEGRALE: come prospettiva capace di includere tutte le dimensioni dell’uomo naturali e socioculturali, e di rispondere ad un tempo al suo bisogno di Assoluto.

Sull’Umanesimo integrale si fondano la concezione politica e quella educativa di Maritain:

1:La concezione politica: Le teorie politche dell’età moderna sono rimaste ferme a Machiavelli, ai probelmi della sovranità e del potere: e lo si può comprendere, perchè i suoi obiettivi riguardavano l’abbattimento dell’assolutismo monarchico. Dopo la crisi del liberalismo e della democrazia capitalistica, occorre per Maritain, rifondare da capo la politica attraverso una democrazia solidaristica nella quale il potere si trasformi in servizio e i fini sociali coincidano con il bene comune.

2: La concezione educativa:

  • (^) L’educazione liberale per tutti: L’uguaglianza delle persone presuppone un’educazione uguale per tutti, che abbia le proprie fondamenta sull’umanità. L’antica divisione tra formazione liberale e formazione professionale va superata: lo studio delle arti liberali deve essere comune a tutti, e ad esse vanno accostati il lavoro e le discipline scientifiche e tecniche, di cui vanno riscoperti i valori umani e di civiltà di cui sono portatori attraverso una loro rivisitazione storica. Solo al termine degli studi superiori si possono prevedere studi sulle umanità orientate con finalita preprofessionali.
  • L’educazione politica: Secondo Maritain, al fondo della cultura occidentale è possibile rivenire la convergenza su comuni valori, quali quelli che sono stati introdotti dal Cristianesimo: il valore della persona, la libertà , l’uguaglianza, la fraternità. Su questi comuni valorei è possibile costruire una comunità di analogia, pur nella diversità delle loro giustificazioni ideologiche o filosofiche. La democrazia personalistica da costruire di nuovo ha qui le sue radici. Le regole della convivenza sono quelle del pluralismo. Le condizioni della sua esistenza riposano nell’educazione.

Maritain assegna al momento politico una posizione di assoluto rilievo. Al sospetto per la politica, Maritain associa semmai la “ Crisi della democrazia”. A coloro che sostengono l’idea di una scuola in cui “non entri la politica”, chiusa in se stessa, chiamata ad istruire ma non anche ad educare, Maritain oppone l’idea di una scuola in cui la politica costituisce una fondamentale dimensione dell’educazione dell’uomo. Una democrazia pluralista non ha paura delle idee. Sa che è ad esse che affida la propria vitalità.

  • L’educazione religiosa: Il fine primario dell’educazione è religioso. Questo non comporta, però ,alcuna forma di dogmatismo confessionale. Comporta un’istruzione religiosa fondata su un sano pluralismo, nonchè la possibilità per famiglie e studenti di scegliere forme “parallele” di istruzione civile e morale.

L’EDUCAZIONE AL BIVIO: In origine, Education at the Crossroads, uscito nel 1943, raccoglieva quattro conferenze tenute da Maritain all’Univesità di Yale rivolte al pubblico americano con riferimento alle necessità educative proprie della società statunitense. Successivamente, nel 1946, l’opera è stata rivista in Francia con l’attensione rivolta alla scuola francese, ma anche più in generale, al pubblico europeo. L’opera è divisa in quattro parti:

  • La prima parte ha la funzione di introdurre. Maritain esamina gli “errori” dell’educazione presenti nella teoria e nella pratica della scuola americana. Bisogna fare attenzione secondo Maritain alla parola “errori” che significa “ pensare di essere in possesso di parametri di giudizio, in qualche modo di “verità”. Maritain infatti fa discendere le proprie valutazione dal suo sistema di filosofia dell’educazione, dal suo pensiero pedagogico di ispirazione tomista. Questo sistema di pensiero gli insegna che l’uomo non è soltanto una realtà naturale e non è solo una realtà sociale; l’uomo è anche
    • e in primo luogo – una realtà spirituale. E cioè: l’uomo è individualità, personalità e persona. Da qui i sette errori che Maritain denuncia nel pensiero pedagogico del Novecento: errori perchè prendono in considerazione uno o pochi aspetti dell’uomo trascurando l’educazione dell’uomo nella sua completezza. Decisiva, la denuncia di psicologismo e sociologismo ( perchè riconducono l’educazione alle sole dimensioni della psicologia e della sociologia, con la pretesa di farne anche la fonte dei fini educativi); e particolarmente incisiva la denuncia dei limiti del pragmatismo americano, che riduce l’educazione all’interazione di individuo e ambiente, dimenticando la vocazione dell’uomo alla trascendenza.

Maritain sta tenendo le sue conferenze nel 1943, in piena seconda guerra mondiale, ed ha davanti agli occhi gli orrori dei totalitarismi di destra e di sinistra, ma anche le manchevolezze della democrazia americana che non ha risolto il problema del raccordo tra libertà e giustizia. Spinge il proprio sguardo verso il futuro, gli anni del dopoguerra, allorchè accorrerà provvedere alla rigenerazione morale di un’umanità decaduta, vittima della violenza e dell’indifferenza, che sembra aver perduto ogni punto di riferimento.

Sono i contenuti delle restanti tre parti del volume:

  • La nuova società, se vorrà salvarsi, dovrà abbandonare le logiche della vecchia politica ( le logiche della sovranità e del potere) e ricostruirsi come democrazia solidaristica.
  • La nuova educazione dovrà realizzare un umanesimo integrale e dunque formare l’uomo, tutto l’uomo nelle sue varie dimensioni.