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riassunto della religione islamica
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Per i musulmani, è un’entità perfetta rivelata da Dio all’umanità in una forma immutata. Dio dice agli esseri umani il motivo del loro esistere sulla terra, come aver cura del suo creato e come comportarsi con gli altri. La natura e la struttura: la parola Corano significa recitazione o lettura. Il Corano è un’opera spirituale contenente le rivelazioni mandate da Dio a Muhammad per un periodo di circa 23 anni. Diversamente dalla Bibbia, è breve e credono che sia stato composto da un unico autore: Dio stesso. Sostiene che completa la Torah e il Vangelo. È suddiviso in 30 parti + presenta un ulteriore suddivisione in 114 capitoli (Sure): questi sono ordinati secondo un ordine decrescente di lunghezza. Ciascun capitolo ha un nome, che spesso si basa su un importante riferimento che si trova nel testo. I musulmani credono che l’attuale sistemazione del Corano corrisponda all’ordine voluto da dio. L’ordine non è cronologico, ma sistemati in 2 gruppi: 1- capitoli rivelati a mecca: fine del libro. 2- capitoli che discesero a Medina: sono più lunghi + inizio del libro. Gli studiosi hanno identificato 4 periodi nella rivelazione: 3 meccani + 1 medinese: 1- messaggio dell’unico Dio ed esigenza di tornare a lui prima del giorno del giudizio 2- tematica della creazione, paradiso, inferno e punizione per chi non ascolta il messaggio 3- periodo di predicazione del profeta fino all’Egira: assumono la forma di sermoni e riflettono gli insegnamenti dati ai profeti nei tempi antichi 4- i capitoli sono concentrati sulla condotta sociale e sulla legislazione, poiché il profeta aveva bisogno di essere guidato nella gestione della umma. Il linguaggio: contiene diversi tipi di linguaggio. Alcune parti sono scritte in una prosa rimata in cui le righe rivelano schemi di allitterazioni e assonanze interne. I primi capitoli suonano quasi come oracoli, con ammonimenti rivolti a Muhammad e ascoltatori: sono poetici e dinamici, rapendo il lettore. L’umanità ha peccato e c’è la necessità di pentirsi prima del giudizio universale + descrizione inferno e paradiso. I capitoli meccani sono corti e costituiti da pochi versi; mentre quelli medinesi sono lunghi e scritti in uno stile più chiaro + dicono ai musulmani quale
condotte tenere in ogni aspetto della vita quotidiana e forniscono istruzioni dettagliate su aspetti dell’Islam, che può essere intesa come religione della legge. Alcuni versi riportano un messaggio complesso: invitano alla contemplazione. I principali temi: contiene temi familiari alle altre 2 religioni abramitiche. Tuttavia, ci sono differenze e similitudini. 3 sono i temi cardine: 1- l’Unico dio: afferma che Dio è Unico. Questa enfasi è il messaggio centrale del Corano, perciò attacca il politeismo dell’Arabia del 7 secolo e la dottrina cristiana della trinità. 2- Dio Creatore: celebra le meraviglia della creazione di Dio. La realizzazione più alta è rappresentata dall’umanità: gli uomini sono superiori a tutti gli spiriti e angeli perchè Dio soffiò il proprio spirito su di essi. Dio affida agli uomini la responsabilità di avere cura della terra poiché sono in grado di pensare. Gli esseri umani sono buoni per natura e sono trasformati negativamente dal loro ambiente. 3- il giorno del giudizio: ciascun essere umano, durante questo giorno, è responsabile di fronte a Dio delle proprie azioni. La salvezza risiede completamente nel sottomettersi a Dio, Durante questo giorno, i morti saranno rimossi dalle loro tombe, e tutta l’umanità sarà giudicata al cospetto di Dio. Le azioni di ogni essere saranno pesate sulla bilancia. Quando verrà non lo sarà per questo il messaggio coranico è focalizzato sull’imminenza del giudizio. Profeti e profezia: il Corano, per gli studiosi, è il 3 nella linea delle tradizioni monoteistiche. È una miniera ricca di materiale riguardante i profeti nominati nel Vecchio Testamento, ma le loro storie sono presentate in modo diverso. Tutti i profeti portano lo stesso messaggio sulla necessità di pentirsi e di volgersi all’Unico Dio. Nel Corano, oltre a Muhammad, sono menzionati 28 profeti: alludere a loro significa utilizzarli per dare rilievo a un concetto morale o ad un ammonimento. Però descrive i profeti come degli ammonitori le cui parole restarono ignorate. Abramo è citato in molti passaggi ed è menzionato in quanto importante: fondatore del santuario della Ka’Ba a Mecca + modello di una figura nota come Hanif, qualcuno che ha raggiunto il vero monoteismo.
Quindi descrive, nonostante le somiglianze con i Vangeli, un Gesù diverso. 5- Muhammad: visto come il sigillo della profezia. Conforta e lo rassicura, nei momenti in cui è assalito dal dubbio e in quelli in cui è perseguitato, che Dio è con lui. Viene presentato come un semplice mortale, nonostante gli siano associati eventi miracolosi. Recitazione e lettura: la società in cui nacque Muhammad aveva consolidate tradizioni di poesia e di racconti tramandati oralmente. Pertanto è naturale che i capitolo fossero recitati a voce prima della trascrizione. La recitazione del Corano è un’abilità apprezzata, e si ritiene che possa portare benefici spirituali e materiali. È parte integrante del culto, della pratica e dell’istruzione islamica. Il musulmano comune è stato abitato a imparare il Corano a memoria e a leggerlo ad alta voce. Storia del testo: esistono teorie riguardo al modo in cui il Corano fu ordinato in un testo scritto. L’apparizione di Dio fu in forma orale e discontinua; e la dottrina musulmane sostiene che Muhammad non fosse in grado di leggere e scrivere e che recitava ciò che udiva durante la rivelazione. Si dice che il 1 califfo, Abu Bakr, abbia chiesto a Thabit di raccogliere i frammenti coranici. Il 3 califfo, Uthman, riunì le diverse versioni e insieme a Zayb produssero un testo coranico canonico definitivo, le quali copie furono mandate nelle città. L’esistenza di una versione ufficiale aumentò il sentimento di unità all’interno della comunità religiosa e prime versioni furono abbandonante. Il momento dell’islam, la Cupola della Roccia di Gerusalemme, è corredata da 240 m di iscrizioni coraniche. Sembra ci sia una testimonia dell’esistenza di un testo coranico, e questi frammenti avvalorano il testo utilizzato oggi: gli studi lo datano tra 645-90 DC. Traduzioni: sono giunte lentamente: la prima apparsa in occidente fu quella in latino dello studioso inglese Roberto di Ketton nel 1142-43. È opinione diffusa tra i musulmani che sia intraducibile: è un miracolo + sostengono che qualsiasi traduzione non può essere nient’altro che una interpretazione. C’è stata resistenza da parte di gruppo religiosi nel tradurre: ritenevano che non potessero essere usate per il rituale o la liturgia, perchè alcuni suoni sono sacri = solo la recitazione in arabo è valida.
Il Corano oggi: rappresenta per i musulmani in cerca di guida il primo punto di riferimento. È una fonte di ispirazione, da recitare nei momenti di difficoltà. È tutt’ora considerato un miracolo. Lo status sacro è rispettato nella vita di ogni giorno: non deve essere poggiato sul pavimento e deve essere riposto avvolto in una stoffa pulita su uno scaffale alto. Dovrebbe essere toccato solo quando un musulmano è in uno stato di purità rituale. La lingua è diventata la base dell’arabo classico, letterario e parlato. Può essere considerato come una forza invisibile che accomuna musulmani di ogni paese e di ogni ceto sociale e li unisce in un’unica comunità. Le citazioni sono il tipo di decorazione più diffuso: nessun’altra cultura utilizza la scrittura sacra così come l’Islam. IL CREDO: Dopo la morte di Muhammad, fu dato rilievo ad alcuni aspetti della vita religiosa, definendoli dei doveri devozionali che sono conosciuti come i 5 pilastri dell’Islam: 1- professione di fede 2- preghiera 3- elemosina 4- digiuno 5- pellegrinaggio.
1- minore =lavare viso, mani, braccia fino ai gomiti, piedi e frizionare i capelli con acqua 2- maggiore = lavaggio dell’intero corpo, compresa bocca e interno del naso. Le donne che hanno ciclo e quelle che hanno partorito sono considerare impure e devono svolgere la maggiore. Sono importanti anche gli abiti: -l’uomo = coperto dall’ombelico fino alle ginocchia -donne = coperto intero corpo, tranne mani e viso. il pavimento deve essere pulito, da qui l’uso dei tappeti. I dettagli della procedura dell’abluzione hanno la funzione di evidenziare la dimensione spirituale della salat: permette ai musulmani di riflettere sulla purificazione del proprio animo e rimuovere i pensieri impuri. La salat deve essere eseguita rivolgendosi in direzione della Ka’Ba a Mecca. Questa direzione (qibla) è indicata nelle moschee da una nicchia chiamata Mihrab. I 5 momenti del giorno: alba, mezzogiorno, metà pomeriggio, tramonto e notte. L’invito alla preghiera è in arabo e viene fatto da un muezzin dall’alto di un minareto. È preferibile che sia comunitaria e fatta in moschea, ma chi non può può ottemperare come ritiene opportuno. In viaggio, le preghiere di mezzogiorno e pomeriggio e quelle della sera e della notte possono essere unite e ridotte a due; nei paesi dove il sole sorge o cala diversamente, gli orari sono modificabili. La preghiera del venerdì in moschea è diretta da una guida in vista che dirige la preghiera: Imam. Ciascuna serie di movimenti nella sequenza della preghiera è chiamata Rak’a: consiste in diversi movimenti fondamentali o posizioni che i musulmani eseguono e che rappresentano i diversi aspetti della fede che nutrono verso Dio. Il loro numero differisce a seconda del momento della giornata in cui è eseguita. Ciascuna inizia con la formula Allahu Akbar, seguito dalla Fatiha. Il profeta scelse il venerdì come specifico giorno di preghiera per i musulmani. Gli uomini sono tenuti a partecipare il venerdì alla preghiera collettiva di mezzogiorno in moschea. In quel giorno, l’Imano pronuncia un sermone che può contenere anche temi politici e sociali. 3- pilastro: elemosina (zakat):
La dottrina islamica distingue 2 tipi di elemosina: 1- elargizioni volontarie (sadaqa) 2- elargizioni obbligatorie (zakat) = pilastro dell’islam. L’elemosina sembrerebbe nata come un atto volontario che si è sviluppata in un onere obbligatorio. Il pagamento ricorda che ciò che essi possiedono in questa vita è ricevuto in prestito da Dio: sono solo gli amministratori dei loro beni. A livello personale, donare parte della propria ricchezza è un modo per ringraziare Dio per la sua benevolenza + mezzo per purificarsi. A livello comunitario, rafforzano la solidarietà sociale. Il Corano prescrive che i credenti siano generosi + raccomandati di comportarsi caritatevolmente in segreto. I musulmani tenuti a pagare a favore dei bisognosi dovrebbero essere adulti, in buona salute, e in possesso di una certa ricchezza. La quota ufficiale che deve essere pagata oggi da un musulmano sunnita è il 2,4 % della sua ricchezza per ogni anno lunare. I meno abbienti sono esentati. Non è una tassa vera + usata solo per aiutare i poveri e bisognosi. La maggioranza adempie a questo dovere nel mese del ramadan, perchè ritiene che ciò che si fa in questo mese è speciale e la ricompensa sarà più grande. Comunque è versata su base volontaria ed è una questione di coscienza individuale. 4- pilastro: il digiuno (sawn): Durante il mese di Ramadan (9 mese), i musulmani osservano il digiuno. È un mese speciale: sono convinti che i loro corpi si purifichino e che le benedizioni divine sono più vicine. Traggono benefici spirituali: soffrire la fame e la sete, e sentirla sul proprio corpo, consente loro di sperimentarla e di identificarsi con tutte quelle persone che ogni giorno vanno a letto digiuni. Il digiuno nel mese di ramadan risale al tempo del profeta = scelse come giorno iniziale quello dell’espiazione ebraica, poi fissò l’intero 9 mese: esso era uno dei mesi destinati alla tregua nel periodo preislamico, nel corso del quale le tribù belligeranti deponevano le armi. Fu nel 610, durante una delle ultime notti, conosciuta come Notte del Destino, che il Corano discese nell’animo di Muhammad. Questa notte celebrata il 26 o 27, è considerata la notte più santa.
Il 9 giorno: giorno della sosta = visitano la località di Arafat dove rimangono da mezzogiorno fino a dopo il tramonto. Alla fine della giornata, partono per Muzdalifa dove trascorrono la notte. Il 10 giorno: giorno del sacrificio = raccolgono dei sassolini e si dirigono verso Mina per il rito della lapidazione, in ricordo del luogo in cui Abramo lanciò le pietre contro Satana. Si fermano per la notte a Muzdalifa, e l’ultimo giorno avviene il sacrificio degli animali. Lo stato di purezza termina con la rasatura del capo per gli uomini e con il taglio di una piccola ciocca per le donne. Compiere i riti rappresenta un atto di consolidamento: è una rimostranza visiva dell’unità di tutti i credenti e della loro uguaglianza di fronte a Dio. LA LEGGE: L’origine della parola Sharia fornisce un ragguaglio sul suo significato: indica un dono di Dio. I musulmani seguono la via della Sharia, e proviene dal singolo individuo che abbraccia la via con gioia. La Sharia riguarda tutti i doveri dei musulmani, sia nella loro vita quotidiana e religiosa. L’evoluzione della legga nel mondo islamico dalle origini: il profeta fu un legislatore, e finchè visse le sue decisioni furono irrevocabili. Dopo la sua morte, emerse la necessità di norme più dettagliate da parte della comunità in espansione, allorchè i primi califfi dovettero affrontare nuovi problemi ed emettere sentenze. Questi primi sovrani cercarono di agire seguendo l’esempio del profeta, e i racconti di ciò che aveva detto furono preziosi.
I primi studiosi di scienze religiose islamiche, Ulama, desideravano seguire la nuova religione. La 1 fonte fu il Corano: solo 500 versi riguardano argomenti giuridici e solo alcune norme sono menzionate. Così gli studiosi cercarono di sviluppare quelle che reputano le autentiche linee guida islamiche, facendo ricorso agli Ahadith. La memoria del profeta rimase viva dopo la sua morte, ma con l’espansione della comunità questi dati avevano bisogno di una trascrizione formale. Dal 632 fino alla caduta della dinastia Omayyade, i califfi svilupparono le fondamenta di quella che sarebbe diventata la Sharia. Le distanze tra i domini musulmani favorirono la formazione di varie scuole di pensiero giuridico chiamate Madhab. I modi in cui era applicata la legge erano influenzati dai precedenti sistemi giuridici in vigore in una regione prima dell’avvento dell’Islam. La giurisprudenza classica sunnita: le norme giuridiche del periodo Omayyade lasciarono spazio all’autorità degli Abbasidi, che conferiscono maggiore sistematizzazione alle legge islamica. Fu nel periodo Abbaside che furono formulati i principi classici della giurisprudenza islamica. Il termine fiqh, che inizialmente voleva dire comprensione, arrivò ad assumere il significato di giurisprudenza. Questo processo indica cosa è giusto o no, culminando in un giudizio che può essere modificato. Le prescrizioni coraniche erano le prime a essere prese in considerazione: esse riguardano temi come matrimonio e alcol. I giuristi, adusi al concetto di sunna, reinterpretarono la parola per indicare la condotta esemplare del profeta, le azioni e il comportamento come un modello secondo cui condurre la vita di ognuno. La giurisprudenza è basata su 4 elementi: 1-Corano 2-Sunna 3-Consenso = indica l’accordo dei dotti circa una questione giuridica 4- Analogia = comportava l’applicazione di una legge consolidata a una nuova situazione. Nei primi secoli, gli studenti della giurisprudenza islamica si riunivano intorno a figure nelle maggiori città e spesso compivano viaggi per apprendere le scienze giuridiche. Alcune scuole giuridiche apparivano e sparivano, ma entro 11 secolo si affermarono le 4 maggiori scuole giuridiche sunnite:
L’impatto del colonialismo europeo: la modernizzazione della giurisprudenza islamica: la storia delle relazioni tra i sistemi giuridici delle potenze coloniali europee e la Sharia è invariabile se raccontata solo dalla prospettiva dei colonizzatori. Secondo questo approccio, i colonizzatori arrivarono, occuparono i paesi musulmani = versione unilaterale. I giudici coloniali consideravano la Sharia come un problema. Ci furono però dei limiti alla imposizione delle leggi europee: furono obbligati ad adattare ai loro processi giudiziari alcuni elementi della Sharia. Primi paesi in cui ebbero luogo le trasformazioni esterne furono India e Impero Ottomano dove furono creati codici commerciali e penali basati su modelli europei e istituite corti secolari che si occupano di casi civili e criminali. I dotti religiosi a volte furono disposti a cooperare con il potere coloniale per riformare le proprie tradizioni, attingendo al principio della maslaha. Dalla fine del 19 secolo, la giurisprudenza islamica fu relegata alla sfera del diritto di famiglia. Nel 1917 fu approvata una legge del diritto familiare nell’Impero Ottomano, basandosi sulla visione hanafita. Queste riforme ebbero un impatto su paesi come Egitto, Siria, dove i giurisperiti utilizzano il principio del giudizio personale per riformare le leggi sul matrimonio e sul divorzio. Dagli anni 30, i sistemi giuridici seguirono un modello simile. Lo studioso Mahmassani fu fautore del cambiamento poiché sosteneva che la legge islamica dovesse essere adatta alle condizioni della società moderna= la pensa così anche Fyzee che vede la necessità per l’Islam contemporaneo di una separazione delle questioni religiose da quelle giuridiche. La legge islamica oggi: in quasi tutti i paesi a maggioranza musulmana, nel codice giuridico è inserito il punto di vista della Sharia a proposito della legge sul matrimonio e sull’eredità. I macellai musulmani devono osservare il rito della macellazione + leggi sanitarie e igieniche di uno stato non musulmano. Vietato praticare l’usura. Secondo la legge islamica, i prestiti bancari sui quali si paga un interesse sono proibiti e sono stati creati in molti paesi dei mercati finanziari musulmani per ottemperare a ciò.
L’argomento prioritario che provoca inquietudine tra i non musulmani è la Sharia, e in particolare: il modo in cui sono trattate le donne e le loro condanne. Il futuro: non possiamo dire cosa succederà, ma rimane certo il concetto di umma che produce risonanza tra molti credenti che sono consci del fatto che la Sharia è ciò che tiene unita la comunità. LE DIVERSITA’: I sunniti e sciiti condividono i principi dell’islam, quelli relativi al corano, al profeta e ai 5 pilastri. Ma ci sono differenze tra i due. Il principio fondamentale che separa gli scritti dai sunniti è la dottrina sciita dell’imamato, l’autorità carismatica conferita solo ai membri della famiglia del profeta in linea continua di discendenza, conosciuti come Imam. Per gli sciiti: solo Imam ha un’autorità assoluta sulla comunità Per i sunniti: il califfo è il custode della legge islamica. Differenze nei contesti: il 90% dei musulmani sono sunniti. Ma ci sono differenze. Dove i musulmani sono in minoranza, tendono ad avere una mentalità d’assedio e la Sharia può essere interpretata in maniera differente. C’è spazio per la diversità nel pensiero sunnita: il sunnismo non è un’entità unica. I sunniti e sciiti condividono la fede nell’Unico dio, Corano, profeta, 5 pilastri, pellegrinaggio = sono più elementi condivisi.
Per gli sciiti, Alì è la migliore alternativa a Muhammad = puro + guidato da Dio
Sostennero la rivendicazione di successione di Ismail. Acquisiscono una reale importanza nel 899, quando il primo sovrano sciita di una dinastia fondò un contro-califfato ismailita nel Nord Africa dichiarando di essere discendete da Muhammad, e che egli era il vero imam. Furono attivi e combattivi: dominarono il Mediterraneo per quasi due secoli fino a quando Saladino pose fine al loro potere nel 1171, e ripristinò la sudditanza dell’Egitto e degli altri territori. Ci furono scissioni minori nella corrente: il califfo fatimide al-Hakim fu deificato in vita e dopo la sua scomparsa si creò un nuovo gruppo estremista, i Drusi, che si isolarono nelle montagne della Siria e Libano. Altra corrente è quella di Nizariti che tra il 1095 e 1124 compirono 50 delitti: figure politiche, militari e religiose. Avevano la loro sede nel castello di Alamut in Iran da dove furono cacciati dal mongoli a causa della loro fama di assassini. Si ritirarono in clandestinità e non adottarono una posizione militante. Quelli che si separarono dai Nizariti divennero noti come Bohora: poco conosciuti + sovvenzionano progetti benefici. Dall’inizio, le credenze degli ismailiti rimasero segrete. Alcune delle loro dottrine esoteriche evidenziarono l’influenza di sistemi di credenze pre- islamiche e neoplatonismo. Nella loro visione, la storia presenta un carattere ciclico: ogni ciclo di 7mila anni inizia con un profeta. Dio è oltre ogni conoscenza umana, e il mondo e ogni cosa fluiscono direttamente da lui. Praticavano la Taqiyya: dissimulazione delle loro credenze = consentito loro di fingere di avere altre credenza per evitare persecuzioni. Ancora oggi, la comunità è attiva, pregano il venerdì in un edificio noto come Jama Atkhana. L’attuale capo della comunità ismailita nizarita è Karim Agha IV, 49 imam, un capo musulmano tollerante, che invoca la pace e una reciproca comprensione tra le religioni del mondo. 3- sciiti duodecimani: sono oggi il maggior gruppo sciita. Tennero un basso profilo nel passato ma nel mondo contemporaneo sono in vista e impegnati, in Iran e Iraq.
La raccolta di Ahadith duodecimani si chiama Kafi. Due sono i dotti incisivi chiamati al-Hilli: 1-scritti sono tenuti in considerazione 2- fu il primo a ricevere il titolo di segno di Dio e convalidò il principio del giudizio personale e le competenze che dovrebbero essere possedute da un dotto che lo esercitava. Il titolo di segno di Dio è attribuito a un dotto attraverso il consenso manifestato dalla comunità circa lo status da lui posseduto. Una questione controversa che ha contraddistinto i duodecimani è la pratica del matrimonio temporaneo: mut’a = prevedeva un contratto temporaneo per un periodo di tempo, durante il quale l’uomo era autorizzato ad avere relazioni sessuali con la donna. Alla fine del tempo si separavano. Secondo il punto di vista sunnita e sciita, il matrimonio fu soppresso perchè non garantiva una progenie e veniva considerata come prostituzione. La repubblica islamica dell’Iran; lo sciismo duodecimano come ideologia di stato moderno: l’unico paese oggi ad avere lo sciismo come ideologia è l’Iran. Quando Khomeyni ritornò dal suo esilio e prese il controllo dell’Iran, sostituì la monarchia con una teocrazia. Il nuovo governo era basato su una interpretazione rigida della sharia sciita. La dottrina stabiliva che i dotti religiosi possedevano sia l’autorità religiosa e politica. L’osservanza della giurisprudenza islamica duodecimana è stato il fulcro del governo, in mano a lui che avrebbe garantito il predominio della sharia e inaugurato uno stato islamico con il clero responsabile in materia esecutiva, legislativa e giuridica. Al potere ha imposto un regime rigido mostrano al mondo il simbolo associato alle legge islamica, cioè l’imposizione dell’hijab. Lo sciismo oggi: per molti secoli, dopo i primi anni di conflitto, sunniti e sciiti vissero insieme nel medio oriente in concordia, ma gli sconvolgimenti hanno fatto riemergere ostilità e la possibilità di pace appare remota. Adottando una prospettiva più ampia, è evidente che quanto più li unisce è molto più di quanto le divide.
La teologia e la filosofia islamica hanno contribuito all’evoluzione della fede in diversi modi. I teologi medievali dibattevano sui concetti teologici nelle corti dei califfi e dei sultani e scrivevano trattati che aiutarono a configurare i principi basilari della fede. Nel campo della filosofia, il contributo dei pensatori fu così notevole che le opere raggiunsero i circoli della scuola di traduttori di Toledo. La teologia islamica: il termine per indicare le teologia è Kalam = discorso. Questa parola è rivelatrice, in quanto evidenzia che le discussioni sulle questioni filosofiche nei primi anni erano condotte oralmente. La teologia sembra emergere nella 2 metà del 7 secolo nella Siria omayyade e si sviluppò dopo il 750. La disciplina si configurò nel corso di dispute tra gruppi settari all’interno della stessa comunità e con gruppi esterni aderenti ad altre religioni. I Qadariti erano un gruppo di pensatori che sostenevano che tutta l’umanità era dotata di libero arbitrio. I Giabariti sostenevano il contrario.