Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Riassunto Testo Geografia del turismo urbano, Dispense di Geografia Del Turismo

Riassunto testo di geografia del turismo urbano , professore A. Di Bella .

Tipologia: Dispense

2024/2025

In vendita dal 10/04/2025

serena-raunich
serena-raunich 🇮🇹

12 documenti

1 / 60

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
RIASSUNTO GEOGRAFIA DEL TURISMO URBANO – LIBRO 2
INTRODUZIONE
Sebbene quello verso le città rappresenti una di. Manifestazione più antica e diffusa di viaggio. Lo
studio del turismo urbano si è fermato soltanto negli anni 80, come conseguenza di fenomeni
insieme congiunturali e strutturali tra loro strettamente interconnessi. Tra i primi si ricordano
soprattutto la maggior pressione esercitata dalla domanda turistica internazionale sulle destinazioni
urbane, in particolare quelle storiche e culturali, e il maggior peso attribuito dai policy makers al
turismo come strumento di rigenerazione economica e spaziale della città. A scala urbana, la
transazione post industriale dell'economia dei paesi occidentali, la progressiva trasformazione del
consumo in principio organizzatore dello spazio urbano, si accompagnano ad una configurazione
delle relazioni socio spaziali delle città. Queste si manifestano in una struttura occupazionale
sempre più polarizzata tra lavori altamente qualificati e alti salari e altri scarsamente remunerati,
Nell'immersione di nuove culture postmoderne nell'affermazione di un nuovo modello
imprenditoriale della governance urbana.
Mentre a scala globale il turismo si afferma Come una delle più importanti industrie per capacità di
produzione, di reddito, di creazione, di occupazione e di trasformazione del territorio, a scala urbana
regionale assurge a strumento di sviluppo economico, rigenerazione socio spaziale e competizione
territoriale.
Il turismo urbano fatica ad affermarsi come campo di ricerca autonoma, Soprattutto a causa
dell'elevata eterogeneità delle tematiche affrontate, delle discipline coinvolte e delle relative
prospettive analitiche impiegate. Già alla fine degli anni 80 il geografo britannico Gregory
Ashworth, Uno dei massimi esperti del settore ha auspicava lo sviluppo di un unico quadro
interpretativo in grado di integrare le tematiche più significative fino a quel momento trattate dalla
letteratura in modo isolato. Nonostante i ripetuti. Tentativi di elaborazione di approcci integrati.
Gran parte delle analisi rimane una dimensione descrittiva. E in particolare, la costruzione di un
quadro di riferimento teorico e metodologico utile alla sistematizzazione dell'agenda di ricerca,
frenata da quella che Ashworth identifica come doppia trascuratezza. Connessa al mancato dialogo
tra Studi del turismo e studi urbani: nel senso che gli studiosi del turismo hanno solitamente
trascurato il contesto territoriale in cui gran parte del fenomeno si realizzava, mentre quelli
interessati alle analisi urbana hanno trascurato l'importanza delle funzioni turistiche della città.
Mentre negli studi geografici quello di urbanesimo globale rimane un concetto controverso, E
invece ampiamente riconosciuta l'importanza della città nella geografia del turismo globale, così
come quella del turismo nell'influenzare i processi di trasformazione dello spazio urbano. Le città
costituiscono le principali aree di origine dei flussi turistici, molte di esse fungono da gateway
cities, data la presenza dei grandi hub portuali e aeroportuali che smettano i flussi verso gli ambiti
territoriali circostanti.
Non tutte le realtà urbane possono però essere qualificate come vere e proprie città turistiche. Con
tale termine si indicano soprattutto quei contesti in cui il turismo ha un peso rilevante per
l'economia e le comunità locali. Riconosciuto dagli stessi governi. Invece il concetto di città
turistica globale è associato a quella realtà urbana il cui profilo globale dipende dal turismo, come
Venezia o a quelle città globali in cui il turismo svolge un ruolo significativo. In quest'ultima
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c

Anteprima parziale del testo

Scarica Riassunto Testo Geografia del turismo urbano e più Dispense in PDF di Geografia Del Turismo solo su Docsity!

RIASSUNTO GEOGRAFIA DEL TURISMO URBANO – LIBRO 2

INTRODUZIONE

Sebbene quello verso le città rappresenti una di. Manifestazione più antica e diffusa di viaggio. Lo

studio del turismo urbano si è fermato soltanto negli anni 80, come conseguenza di fenomeni

insieme congiunturali e strutturali tra loro strettamente interconnessi. Tra i primi si ricordano

soprattutto la maggior pressione esercitata dalla domanda turistica internazionale sulle destinazioni

urbane, in particolare quelle storiche e culturali, e il maggior peso attribuito dai policy makers al

turismo come strumento di rigenerazione economica e spaziale della città. A scala urbana, la

transazione post industriale dell'economia dei paesi occidentali, la progressiva trasformazione del

consumo in principio organizzatore dello spazio urbano, si accompagnano ad una configurazione

delle relazioni socio spaziali delle città. Queste si manifestano in una struttura occupazionale

sempre più polarizzata tra lavori altamente qualificati e alti salari e altri scarsamente remunerati,

Nell'immersione di nuove culture postmoderne nell'affermazione di un nuovo modello

imprenditoriale della governance urbana.

Mentre a scala globale il turismo si afferma Come una delle più importanti industrie per capacità di

produzione, di reddito, di creazione, di occupazione e di trasformazione del territorio, a scala urbana

regionale assurge a strumento di sviluppo economico, rigenerazione socio spaziale e competizione

territoriale.

Il turismo urbano fatica ad affermarsi come campo di ricerca autonoma, Soprattutto a causa

dell'elevata eterogeneità delle tematiche affrontate, delle discipline coinvolte e delle relative

prospettive analitiche impiegate. Già alla fine degli anni 80 il geografo britannico Gregory

Ashworth, Uno dei massimi esperti del settore ha auspicava lo sviluppo di un unico quadro

interpretativo in grado di integrare le tematiche più significative fino a quel momento trattate dalla

letteratura in modo isolato. Nonostante i ripetuti. Tentativi di elaborazione di approcci integrati.

Gran parte delle analisi rimane una dimensione descrittiva. E in particolare, la costruzione di un

quadro di riferimento teorico e metodologico utile alla sistematizzazione dell'agenda di ricerca,

frenata da quella che Ashworth identifica come doppia trascuratezza. Connessa al mancato dialogo

tra Studi del turismo e studi urbani: nel senso che gli studiosi del turismo hanno solitamente

trascurato il contesto territoriale in cui gran parte del fenomeno si realizzava, mentre quelli

interessati alle analisi urbana hanno trascurato l'importanza delle funzioni turistiche della città.

Mentre negli studi geografici quello di urbanesimo globale rimane un concetto controverso, E

invece ampiamente riconosciuta l'importanza della città nella geografia del turismo globale, così

come quella del turismo nell'influenzare i processi di trasformazione dello spazio urbano. Le città

costituiscono le principali aree di origine dei flussi turistici, molte di esse fungono da gateway

cities, data la presenza dei grandi hub portuali e aeroportuali che smettano i flussi verso gli ambiti

territoriali circostanti.

Non tutte le realtà urbane possono però essere qualificate come vere e proprie città turistiche. Con

tale termine si indicano soprattutto quei contesti in cui il turismo ha un peso rilevante per

l'economia e le comunità locali. Riconosciuto dagli stessi governi. Invece il concetto di città

turistica globale è associato a quella realtà urbana il cui profilo globale dipende dal turismo, come

Venezia o a quelle città globali in cui il turismo svolge un ruolo significativo. In quest'ultima

prospettiva, le città turistiche globali sono grandi città multifunzionali e policentriche che offrono

un ampio ventaglio di esperienze in quanto centri di produzione culturale ed eccellenza.

Dall'analisi dei dati connessi alla spesa, ad esempio, non è possibile comprendere come i benefici

economici connettere lo sviluppo turistico ricadono effettivamente sulle economie locali: Una

questione che diventa ancor più pressante nel caso di realtà contraddistinte dalla coesistenza di

neoliberismo. Economico e autoritarismo politico, come Dubai. Dal canto loro, i dati dei flussi di

ingresso e in transito, così come quelli dei pernottamenti, appaiono poco significativi per

comprendere l'impatto reale del turismo sulla qualità della vita: In termini sia positivi, come

arricchimento dell'eterogeneità dell'economia urbana e delle sue opportunità, sia negativi, come il

degrado ambientale, lo stress sociale. Rispetto a questi ultimi, si tratta di un insieme di effetti

prodotti dell'eccessiva e incontrollata crescita del turismo, che generalmente si fa rientrare nel

concetto di turistificazione: Un fenomeno non nuovo, ma che la recente esplosione di forme di

ospitalità radicolare connessa soprattutto allo sviluppo delle nuove piattaforme di sharing economy.

Ha ulteriormente intensificato.

Emerge quindi una prima immagine del turismo urbano come fenomeno globale in costante

crescita, reso sempre più complesso dalle trasformazioni che nel corso dell'ultimo ventennio hanno

accompagnato l'avvento dell'attuale società globalizzata.

CAPITOLO 1 : APPROCCI, MODELLI E SPAZI DEL TURISMO URBANO: DALLA

TERRITORIALIT’ ALLA RELAZIONALITA’

In linea con il più recente dibattito nell'ambito degli studi urbani riguardante il nesso tra città e

globalizzazione, anche nel campo degli studi turistici è possibile identificare due principali modi,

attraverso quelli studiosi, interpretano la relazione tra turismo urbano e urbanesimo globa

In una prima fase, questa relazioni analizzata attraverso un approccio funzionalista, cioè in termini

di concentrazione di funzioni turistiche e strategiche entro un numero ristretto di città comune, città

d'arte e i postmodern risorts. Nel corso dell'ultimo ventennio, l'emergere di un'insieme variegato di

nuovi approcci teorici ha stimolato una concettualizzazione del turismo urbano come fenomeno

globale. Risultante da un processo sempre più intenso e diffuso di circolazione di persone, pratiche,

immagini, oggetti e culture.

Turismo urbano e urbanesimo globale: la prospettiva territoriale.

Sin dagli anni 50 lo studio del turismo in ambito urbano e scoraggiato da una tradizione disciplinare

che lo riconosce come un fenomeno di interesse economico, soprattutto per le aree rurali e

periferiche. Di conseguenza. Quella turistica è ancora concepita come una funzione economica

marginale, mentre le attività ricreative e di svago connesse alla fruizione turistica, anche a causa

della loro natura effimera, non attraggono l'attenzione ne del mondo accademico né di quello

politico.

Anche durante gli anni 70 e 80 il fermento neopositivista, che accompagna la proliferazione di

modelli di rappresentazione delle diverse configurazioni spaziali ed evolutive delle destinazioni

turistiche, tende a trascurare la dimensione urbana. Questi modelli semplificati si adattano bene a

descrivere le caratteristiche tipiche delle destinazioni turistiche internazionali più in volo in quel

periodo, come le località balneari mediterranee delle isole caraibiche. Essi però trascorrono altri

Un riferimento guida per molti studi è quello di Law. Che è in linea con i gruppi tematici

individuati da Ashworth, sviluppa un modello sistemico costruito su tre pilastri:

  • Input , cioè offerta di prodotti turistici.
  • Output , cioè fruizione turistica.
  • Fattori esterni , condizionanti e funzionamento del sistema, quali ambiente imprenditoriale,

fattori economici, politici.

Prendendo spunto da questa impostazione, diversi studiosi hanno sviluppato modelli in grado di

evidenziare le relazioni tra domanda offerte ambiente urbano, producendo tassonomie sempre più

complesse e sofisticate che riguardano le diverse forme urbane del turismo.

Dennis Judd e Susan Fainstein Classificano il turismo urbano in tre macro categorie:

  • Turism urbanizationàChe riguarda le destinazioni urbane caratterizzate da un'elevata

specializzazione turistica.

  • Turism historic citiesàCecità storiche antiche, la cui attività è connessa alla ricchezza del

patrimonio Storico artistico.

  • Converted Citiesà Città che si sono reinventate come destinazioni turistiche.

Altri modelli hanno inteso definire in maniera più esplicita il prodotto turistico urbano. In

particolare, Jansen-Verbeke Analizzato lo spaccio urbano come un leisure product che si compone

di elementi primari, secondari e accessori:

  • Gli elementi primari rappresentano un insieme composito di attrazioni che sono

raggruppate:

a. rispetto ai luoghi delle attrattività(activity places) di tipo culturale ( sale concerti,

cinema, musei); sportivo ( all’aperto o al chiuso) ; e di svago( sale bingo, casinò, eventi

organizzati ).

b. Rispetto agli scenari per la Ricreazione: monumenti storici, edifici religiosi

c. Rispetto alle peculiarità socio culturali: lingua, folclore, abitudini, animazione dei

luoghi.

  • Gli elementi secondari sono costituiti da con le strutture e servizi utilizzati dal turista

durante la sua visita, Che ne influenzano l'esperienza urbana.

  • Gli elementi accessori includono tutte le infrastrutture che condizionano la visita, come

disponibilità di parcheggi, sistema di trasporto, punto di informazione turistica.

La questione della spazialità del turismo urbano rappresenta il fulcro di studi che ha analizzato la

distribuzione entro lo spazio urbano delle principali attrazioni e delle funzioni turistiche, elaborando

modelli Dell'organizzazione territoriale della città turistica, facendo ricorso al paradigma ecologico

della scuola di Chicago, incentrata sul concetto di Central Business District.

Quest'ultimo rappresenta quello spazio centrale urbano in cui sono più visibili le trasformazioni

funzionali della città. Durante le transazioni posso industriali che hanno caratterizzato gran parte

delle città, il Center Business District ha visto mutare le sue funzioni d'aria in cui si concentrano le

principali attività produttive ed artigianali, ad una caratterizzata da una struttura basata sul terziario,

in cui un ruolo sempre più significativo è svolto dalla funzione turistica.

La concettualizzazione dei luoghi del turismo, in termini di concentrazione entro aree delimitate,

risale al Recreational Business District definito da Stansfield e Rikert.

Un'evoluzione di questa rappresentazione offerta da Getz che teorizza il turism Business District

come concetto utile a descrivere quei luoghi caratterizzati da un mix di attività commerciali di volte,

più ai turistiche, ai residenti, ma in grado di superare una visione dicotomica tra spaccio turistico e

non turistico. Il modello di Getz include un numero specifico di attrazioni chiave (Legata a risorse

naturali, storiche e culturali, eventi, conferenze), Di funzioni tradizionali del Central Business

District (Uffici, attività governative, commercio al dettaglio.) E di servizi essenziali sia per gli affari

che per i visitatori(Attività ricettive, ristorazione e trasporti.)

Altri contributi hanno supportato la concettualizzazione di ulteriori metafore: Come quella della

Tourist Bubble e degli urban Tourism precincts. Con il concetto di bolla di enclave turistica, Judd

fa riferimento ad un paesaggio turistico regolato che può essere anche isolato dall'ambiente urbano.

L'attenzione, in questo caso, è posta su quelle porzioni di territorio con funzioni esclusivamente

turistiche in cui si concentrano i servizi e infrastrutture dedicate allo svago e l'intra. Prendo. Queste

dinamiche socio spaziali di separazione delle funzioni turistiche dal più ampio contesto territoriale

riguardano soprattutto le località maggiormente dipendenti dal turismo, dove sono più evidenti quei

processi che Mullins ha definito di turism urbanization, In cui la produzione e il consumo di

esperienza turistica rappresentano i principali motori dell'urbanizzazione.

Hayllar et al.( 2008) Definiscono urban turism precincts Quelle aree dei dai confini labili in cui si

concentrano attrazione, attività, funzioni, popolazioni turistiche caratterizzate da un'identità

distintiva. Data la specifici caratteri spaziali, funzionali e psicosociali. Questi spazi turistici

fungerebbero sia da punto di riferimento, a partire dai quali il turista entra in contatto con un

ambiente non familiare; Sia da genere di comfort in cui continuare a sentirsi turista tra i turisti, ma

in un ambiente non dedicato esclusivamente alle funzioni turistiche.

Turismo urbano e urbanesimo globale :verso una prospettiva relazionale.

Nel corso degli ultimi due decenni, la nuova generazione di studiosi del turismo ha definito una

varietà di innovazione per semiologica e metodologiche. Che hanno consentito un progressivo

allontanamento dagli analisi tradizionali basate su impostazioni Positiviste Business oriented a

favore di approcci alternativi influenzati dalle svolte culturali che nel frattempo avevano riguardato

le scienze sociali. Tra questi approcci, alcuni sono maggiormente focalizzati sul funzionamento del

mercato e sulle relazioni tra sfera economica e politica. Altri, invece, sono interessati alle questioni

del discorso, della cultura e della rappresentazione.

Questi nuovi paradigmi interpretativi hanno aperto la strada alla svolta della mobilità che si è

affermata nel corso dell'ultimo decennio. Il nuovo paradigma della mobilità si propone come

approccio Inter e post disciplinare che identifica la mobilità intesa in pluridimensionale. Come

principale chiave di lettura della società contemporanea. Modulando dal pensiero post moderno i

concetti di de- differenziazione e di culturalizzazione della società. Tale approccio mette in evidenza

come, rispetto a quella della modernità, la società contemporanea si caratterizzi per una progressiva

dissolvenza delle differenze fra sfera del turismo e quella della cultura, così come tra la sfera delle

ordinarie del quotidiano e quella dello straordinario, dello svago e del tempo libero.

All'interno di tale processo, ruolo chiave svolto dall'intervento pubblico e dall'implementazione di

un variegato alveo di progetti, iniziative di rigenerazione connessi alla costruzione di nuovi

Attrattori culturali e simboli urbani alla riqualificazione e promozione di intere aree urbane come

nuove zone di attrazione.

Gli studi della mobilità delle politiche hanno iniziato ad indagare in modo sistematico le relazioni

tra il turismo delle politiche e le politiche del turismo, evidenziando non soltanto gli aspetti

emulativi che hanno caratterizzato la replicazione seriale. Formule di successo, di rigenerazione

territoriale, culture based, ma anche gli effetti ambigui e contraddittori di ibridazione e variazione

connesse alla circolazione globale di un più ampio insieme di immaginari, discorsi, pratiche e

modelli globali di sviluppo urbano.

Come il turismo ricreativo tende a trasformare le località di destinazione in oggetti del desiderio.

Così il turismo delle politiche è strettamente connesso alla costruzione artificiosa di veri e propri

miti riguardanti le politiche sperimentate e implementate in luoghi altri. Sia nel caso del turismo

ricreativo, sia in quello delle politiche, se assiste ad una messa in scena della città in cui i caratteri

identitari vengono selezionati, scomposti e riassemblati, oltre che spettacolarizzati, Come parte di

una più ampia economia dei segni.

La mobilitazione di immaginari turistici e fantasie High tech entro strategie di City branding si

associa anche ad una crescente attenzione attribuita alle sinergie reali e potenziali esistenti tra

turismo e altri settori economici urbani. Questo genere di connettività dal lato della produzione e

incoraggiata da istituzioni come l'UNESCO e l'Unione europea, che promuovono relazioni

interurbane insieme collaborativi e competitive, orientate alla creazione di piattaforme di

produzione e scambio di conoscenza, E all'implementazione di pratiche e prodotti innovativi,

replicabili e scalabili sotto forma di best practice, oltre che dagli stessi governi urbani che attraverso

le politiche dei siti branding, Intendono proiettare l'immagine della città come milieu tecnico

culturale innovativo, in grado di attrarre turisti, talenti e investimenti.

Nella convergenza di questi cessi ciò che emerge, un'immagine del turismo urbano lontano dalla

Tradizionale rappresentazione della città turistica come bolla e enclave, disconnessa dalla città

ordinaria come patchwork di geografie sempre più disperse.

CAPITOLO 2: IMMAGINARI TERRITORIALI , CITY BRANDING E TURISMO

URBANO

La pratica turistica è connessa alla produzione e al consumo di immagini e immaginari territoriali.

Oltre che spazi reali, i luoghi turistici sono anche luoghi immagine le cui rappresentazioni si

avvalgono dello sfruttamento di stereotipi, miti e immaginari. Sebbene i concetti di immaginario,

immagine e rappresentazione siano spesso utilizzati come sinonimi, in realtà hanno significati in

parte differenti.

  • Con il concetto di immagine si fa riferimento agli aspetti percettivi legati ad elementi

visuali, come quelli connessi alla qualità dell'ambiente costruito della città.

  • Il termine rappresentazione indica piuttosto l'attività delle rappresentare attraverso figure,

segni, simboli di scorsi determinati aspetti della realtà.

  • Con il concetto di immaginario, invece, ci si riferisce ad immagini sedimentate

nell'immaginazione collettiva e quindi per loro natura più solida e durevoli.

Negli studi del turismo gli immaginari spaziali sono descritti in associazione alle immagini e alle

rappresentazioni prodotte diffuse dai media, Dagli intermediari turistici, che consentono agli

individui di percepire il luogo come potenziale destinazione turistica e di approcciarsi alla località

nelle sue dimensioni materiali ed immateriali.

Immaginari turistici e rappresentazioni urbane rappresentano i perni di rotazione simbolica e

discorsiva attorno a cui si costruisce il dibattito riguardante il nesso tra comunicazione e

immaginazione della destinazione urbana.

In primo luogo, così come la conoscenza dei luoghi e persona dura, dinamica, costantemente

rinegoziata, la natura degli immaginari turistici e delle rappresentazioni urbane appare tutt'altro che

statica, dato il modo in cui sono costruiti. Ciò non toglie che la loro evoluzione possa essere

caratterizzata anche da una notevole inerzia, legata ad esempio alla persistenza di immaginari

negativi e a stereotipi di vario genere. In altri termini, mentre da un lato si assiste alla proliferazione

di immagini e rappresentazioni più o meno distorte della realtà, dall'altro si rileva che l'immaginario

spaziali obbediscono a cadenze temporali differenti, tendendo ad evolvere più lentamente. La

comunicazione del turismo urbano, in tutte le sue accezioni, è funzionale alla costruzione di

immaginari connesse, rappresentazioni alimentate da immagini materiali( cartoline, film , video,

blog ) e immateriali( leggende, storie, memorie ). La costruzione dell'immagine dei luoghi è un

processo in cui intervengono sia le immagini promosse dall'alto, sia quelle promosse dal basso. Tra

le prime rientrano quelle provenienti da fonti ufficiali, istituzionali e commerciali come guida e

pubblicità, mentre le seconde derivano dall'esperienza diretta dei luoghi e dalla narrazione di tale

esperienza.

L'immaginario turistici non sono soltanto quelli riferiti alla località turistiche e alle comunità

ricettive e promosse dall'industria turistica, ma anche quelli connessi all'immaginario del turista,

inteso sia come oggetto di rappresentazione sia come produttore di immaginari. Da un lato la

rappresentazione spesso caricaturale della figura del turista di massa, in opposizione a quella del

viaggiatore, ha influenzato la lettura popolare e quella scientifica e ancora oggi alimenta un

atteggiamento anti turistico. Dall'altro, la costruzione dell'immaginario spaziali dei luoghi turistici

rappresenta un processo negoziale sempre aperto, mutevole, in cui un ruolo significativo è svolto

dagli stessi turisti che non si limitano a far proprio Quelli calati dall'alto, ma intervengono dal basso

come protagonisti attivi della loro produzione.

Un ulteriore aspetto chiave che emerge dagli studi di geografia culturale e da quelli di matrice post

strutturalista e la natura parziale e soggettiva Tanto degli immaginari turistici quanto delle

rappresentazioni urbane. Il potere dell'immagine nelle dinamiche turistiche, come suggerisce Elena

dell'Agnese, ne svela tutta l'ambiguità, innanzitutto come forma di rappresentazione che può essere

ricostruita in manipolata. La creazione e diffusione di immaginari turistici positivi intervengono con

forza nei processi immaginativi e percettivi dei turisti e degli attori locali, aiutando a rendere una

località più attraente, contribuendo a costruire e promuovere il suo carattere esotico, accogliente e

avanguardistico; Condizionano l'esperienza diretta del turista; possono servire a svelare nuove

risorse urbane.

Nell'attuale contesto della globalizzazione Le città sono sempre più mobilitate. Al fine di

promuovere un'immaginaria urbano accattivante, i decisori politici fanno propria l'arte del

marketing e adottano strategie di comunicazione in grado di enfatizzare i tratti di. Sentivi identitarie

produzione, promozione e consumo. Verso la fine degli anni 90, i concetti di marketing e di

branding territoriale entrano a far parte degli studi urbani che analizzano il City branding,

soprattutto in connessione con i più ampi processi di trasformazione territoriale che caratterizzano

l'Urbanesimo post moderno e post fordista.

La globalizzazione, come affermò uno dei guru mondiali del branding territoriale Simon Anholt,

Determina per paesi, Regione e città la necessità di competere con gli altri per la loro fetta di

consumatori, turisti, investitori. Studenti, eventi sportivi e culturali e per guadagnarsi l'attenzione al

rispetto dei media e governi e degli individui. Che in questo contesto di competizione per

l'attrazione di interesse e di capitali la città deve operare. Con la propria immagine e sulla realtà che

essa presuppone. Così ogni città inizia ad agire come se fosse un'impresa economica in

competizione con altre imprese. Si assiste alla radicalizzazione di quella che è il geografo brasiliano

Milton Santos definisce una guerra tra i luoghi in cui il controllo e la valorizzazione economica del

capitale simbolico diventa una principale posta in gioco attraverso cui conquistare rendite di

monopolio basate su particolari segni distintivi Che caratterizzano un determinato luogo in termini

di unicità, autenticità e specificità.

Mentre alcuni luoghi città hanno un capitale simbolico. Si riflette l'immagine, gli spazi di successo,

come nel caso di Parigi, Milano, Los Angeles, considerate città dell'amore, città della moda e città

del cinema, garantendo enormi vantaggi competitivi. Altri come Torino, Liverpool, Si trovano

obbligati ad incrementare la propria dotazione di capitale simbolico attraverso la creazione di

elementi di unicità ex novo, tramutando il marchio urbano della città in un grande business.

L'obiettivo è sedurre, convincere una molteplicità di pubblici di riferimento dotandosi di

un'immagine attrattiva ed adeguata in funzione del target sociale di riferimento. L'enfasi rivolta

al tema della competizione affido per impedire l'adozione di altre prospettive analitiche, come

quella connessa alle relazioni collaborative che si instaurano tra città e altri contesti territoriali

attraverso pratiche di branding. La pervasività del concetto di competizione territoriale riflette la

progressiva ibridazione tra governance territoriale e aziendale che accompagna la svolta neo liberale

della politica urbana e che si manifesta. Anche nel tentativo di applicare i principi e le pratiche del

branding aziendale a quello territoriale, in particolare a quello urbano. Entrambi si rivolgono a

diversi gruppi di stakeholder e hanno un elevato livello di intangibilità e complessità e necessitano

di fare i conti con la responsabilità sociale, con molteplici identità, con uno sviluppo a lungo

termine. Alcuni caratteri però, rendono le due realtà aziendali e urbana molto diverse tra di loro.

Quella aziendale, infatti, rappresenta un'organizzazione privata che può permettersi la possibilità di

inventarsi qualsiasi identità e in cui è ben riconoscibile un legittimo proprietario del brand. La città,

invece è caratterizzata da un'identità storica, sociale e culturale ben precisa, che costituisce la base

su cui governi urbani devono costruire un brand urbano onesto e affidabile. In più la città deve

rapportarsi con un'insieme di valori, individui e interessi molto grande. Rispetto alla marca di

prodotto, il Destination brand si caratterizza per vari aspetti del tutto peculiari, riconducibili alla

natura complessa del prodotto turistico, il quale si configura come sistema integrato che comprende

una un'ampia gamma di risorse e servizi e attività non definibili a priori, perché realizzato con il

concorso sia del turista sia dell'insieme dei lettori che operano dal lato dell'offerta.

Si evince che la principale caratteristica della marca di luogo e quindi la principale differenza tra

marca di prodotto e marca di destinazione. E la natura collettiva di quest'ultima, che si configura

come un network aziendale, Nella cui definizione e Gestione, entra in gioco una pluralità di

relazioni tra attori interni ed esterni al contesto territoriale.

Secondo il modello di Hankinson i principali stakeholder di questo network possono essere

raggruppati in quattro categorie:

  • I fornitori di servizi primari quali servizi ricettivi, attività di intrattenimento.
  • Le infrastrutture di marca, che comprendono quelle di accesso e trasporto, servizi alla

persona e l'ambiente complessivo.

  • I media è l'insieme dei canali di comunicazione utilizzati.
  • I consumatori, cioè l'insieme dei fruitori del sistema di offerta territoriale, come turisti,

residenti e lavoratori.

City branding, senso dei luoghi e identità territoriale.

Essendo finalizzata a modificare e migliorare la percezione della città nelle mappe mentali di attori

locali di extra locali, il City branding, strettamente connesso a quello che è definito il senso dei

luoghi, cioè l'insieme di interazioni, percezioni, sentimenti che legano gli individui ai luoghi. Dagli

studi di geografia culturale con riferimento al contesto urbano, emerge che gli individui sviluppano

un proprio senso dei luoghi e costruiscono le proprie mappe mentali nello spazio attraverso tre

processi :

  1. Interventi di pianificazione come quelli riguardanti il Design urbano e la trasformazione

dell'ambiente costruito.

  1. Specifici modelli di fruizione dello spazio.
  2. Le varie forme di rappresentazione dei luoghi, come film, opere o racconti.

Le persone si interfacciano con i luoghi per mezzo di percezioni e immagini e che tali interazioni

sono mediate da un'esperienza diretta dell'ambiente o indiretta tramite le rappresentazioni

mediatiche. Ciò che è importante, come l'informazione così ottenuta viene elaborata attraverso

processi mentali e cognitivi, in modo tale da formare immagini stabili dei luoghi.

Il branding, dunque, ha a che fare proprio con queste immagini mentali. La creazione e la gestione

di una marca di un luogo rappresenta il tentativo di influenzare e strumentalizzare queste mappe

mentali in linea con le esigenze attuali e future del luogo.

Il concetto di senso del luogo si associa all'idea che ogni territorio ha una propria identità che si è

formata nel corso del tempo, a cui corrisponde un'immagine territoriale percepita all'interno e

all'esterno. Una delle regole fondamentali del si di branding che il marchio territoriale deve essere

sviluppato nel pieno rispetto di queste identità, traslata in brand Identity, è ancora meglio se questa

è già forte, riconoscibile.

Sulla base di queste riflessioni Anholt, Ha elaborato il concetto di identità competitiva , intesa sia

come sistema di autodifesa sia come comportamento proattivo. E sarà presente il valore aggiunto,

ancorato tanto allo spirito del passato, connesso alle funzioni istituzionali ed economiche del

territorio, la sua identità socio culturale. Quanto alla capacità di aprirsi al cambiamento e

all'innovazione. L'obiettivo diventa allora creare e lavorare sulla carta d'identità dei luoghi. Negli

studi del turismo urbano il tema dell'identità è sviluppato in stretta connessione a quello di

autenticità dei luoghi. Da un lato, la centralità dell'industria turistica nell'influenzare l'immagine e il

di ricerca guidato dal guru del branding territoriale Simon Anholt e la società di consulenza

specializzata in ricerche di mercato GFK Robert. Public Affairs and media.

Si tratta di un indice elaborato nel 2005, che intende misurare la percezione dell'immagine di una

serie di importanti città del mondo. Il ranking propone una classificazione dei brand urbani a scala

globale, basata su un indice che misura la percezione della città tra una giuria di esperti del

business, della cultura e del turismo. I dati ottenuti dalla somministrazione di un questionario

vengono organizzati entro sei dimensioni chiave che formano il cosiddetto esagono del marchio

urbano :

  • Presenza. Nella prima voce vengono inserite le domande orientate a catturare lo status o è la

postura internazionale della città, la sua autorità, scala globale e il suo contributo nel campo

delle scienze, della cultura e della politica.

  • Luogo si indaga la qualità percepita dagli aspetti fisici di ogni città, dal clima alla pulizia,

dalla qualità ambientale a quella dello spazio pubblico.

  • Prerequisiti indicano come le persone percepiscono le qualità base della città, una sorta di

immagine mentale da verificare in termini di convenienza economica o rispetto agli standard

qualitativi offerti dalle strutture pubbliche.

  • Ritmo. Misura la percezione dello stile di vita e della vitalità che anima la città, per esempio

rispetto alla presenza di una vita culturale e sociale eccitante e vibrante.

  • Potenziale. Il potenziale a cui si fa riferimento è quello connesso alle opportunità che la città

ha da offrire in termini economici ed educativi, come la possibilità di trovare lavoro, avviare

nuove imprese.

  • Gente, indica la percezione della popolazione locale in termini di accoglienza, ospitalità,

gentilezza e sicurezza.

Oltre alla classifica finale, l'indice di Anholt prevede anche classifiche parziali che servono ai

decisori politici e ai manager urbani per comprendere i principali punti di forza e debolezza del loro

contesto.

Malgrado la ricerca e l'esaltazione dei tratti di unicità, autenticità e differenziazione rappresentino

l'obiettivo primario dei governi urbani, la diffusa convergenza scala globale di idee e discorsi,

pratiche e politiche di city branding Si traduce spesso in un appiattimento della differenza e in una

omogeneizzazione urbana.

Il City branding, infatti, non si avvale soltanto di loghi e campagne. Emozionali, ma implica anche

interventi di trasformazione materiale dello spazio urbano, come quelli connessi all'organizzazione

di eventi o alla costruzione di nuovi simboli urbani. Rispetto ai primi, molte città competono tra

loro per ospitare mega eventi come Olimpiadi, mondiali di calcio ed Expo.

Un'altra tipologia di intervento è quella che prevede la costruzione di nuovi simboli urbani, spesso

griffati da architetti di fama internazionale, come musei e contenitori culturali di vario genere,

grattacieli, ruote panoramiche e funivie, spazi dello shopping. Paradigmatico di tale fenomeno è

quello che in letteratura è definito il processo di McGuggenhimization, Che fa riferimento ai

progetti promossi dalla Fondazione Guggenheim in varie parti del mondo, da Abu Dhabi a Las

Vegas.

Nel sud del mondo particolare successo sta riscontrando il ricorso alla costruzione di funivie (cable

car.) Come strumenti di promozione di immaginari turistici connessi soprattutto alla città informale.

Vennero sperimentati, soprattutto nei primi anni del 2000, come simboli di una più ampia strategia

di Slum branding funzionale. Nel corso degli anni questi sistemi di trasporto sono stati adottati in

molte altre città, soprattutto nel sud del mondo. In particolare, nel contesto delle Olimpiadi di Rio

de Janeiro del 2016, il teleferico è stato mobilitato come progetto spettacolare di rigenerazione

urbana per trasformare due favelas da aree indesiderabili invisibili, caratterizzate da povertà e

violenza, in spazi turisticizzabili e brandizzabili.

Il principale verrà addosso che caratterizza la diffusa adozione di queste strategie e che, in quanto

formule non esclusive, hanno finito con appiattire le differenze dell'esperienza urbana, diluire

l'unicità e ridurre La riconoscibilità dei luoghi.

Strategie discorsive e modelli universali.

I processi imitativi che accompagnano la mobilità delle politiche di siti branding non riguardano

soltanto le gli eventi, le forme architettoniche e le infrastrutture urbane, ma anche l'adozione di

strategie discorsive e molto simili tra di loro Basate su tematizzazioni e immaginari urbani

universali.

Le tematizzazioni di città culturali, creative e sostenibili e intelligenti sono chiavi di lettura

particolarmente significative nella comprensione dei processi di globalizzazione del turismo urbano.

Cultura e creatività, sostenibilità e smartness rappresentano i pilastri concettuali discorsivi su cui è

stata costruita l'attuale agenda politica globale di sviluppo del turismo in ambito urbano.

La città culturale e creativa.

Dagli anni 90 l'effetto prodotto dalla svolta postfordista dell'economia capitalistica e dalla posta

modernizzazione dello spazio urbano si accompagna. All'esigenza di forgiare nuove etichette, come

quella di :

  • Postmodern City.
  • Post Industrial City.
  • Fantasy City.
  • Tempo Park City.
  • Entertainment City.
  • Cultural City.

Attraverso queste etichette. Si descriveva il diffuso processo di trasformazione delle città in spazio

ideale del consumo culturale. La cultura quindi diviene motore della rigenerazione socio spaziale,

dello sviluppo economico e turistico delle città Soprattutto. Quando l'obiettivo è superare

l'immagine di un passato industriale ormai in declino e costruire una nuova identità. Il processo di

costruzione di un nuovo paesaggio urbano, fatto di ambienti di tipo ludico e spettacolari, diventa

espressione e conseguenza di un tentativo di reimmaginare la città che ne esalti in maniera tangibile

gli aspetti di unicità e di distinzione.

Aggressive e politiche di branding promuovono visioni futuribili di sviluppo tecnico culturali Delle

città rappresentandole come milieu socio culturali, dinamici, cosmopoliti e innovativi. Il riferimento

La teoria della classe gradiva ha dato origine anche a diverse critiche che hanno enfatizzato come

essa tramuti la creatività in una categoria economica neoliberista. Che imprigiona le potenzialità

creative entro un universo Ristretto e parziale di figure professionali al servizio del nuovo regime,

Proprio della New economy. C'era, nonostante essa ha offerto un potente strumento teorico e

retorico al servizio dei policy makers e delle loro strategie di sviluppo urbano basate sulla cultura. Il

principale merito della tesi di Florida è stato quello di esplicitare la relazione esistente tra

produzione e consumo creativo, enfatizzando il ruolo chiave della classe creativa non soltanto come

produttori di creatività, ma anche come consumatori di prodotti e servizi culturali e creativi.

L'enfasi sulla qualità dei luoghi, combinando fattori intangibili come apertura sociale e diversità,

vivacità culturale, diventa un elemento cruciale di attrazione urbana, non soltanto come ambiente

professionale, ma anche come spazio di consumo culturale e creativo. Sulla base di questo, tra la

fine degli anni 90 e l'inizio del degli anni 2000, lo sviluppo di una virtuosa sinergia tra economia,

cultura e creatività diventa l'obiettivo guida delle politiche urbane di sviluppo economico di grandi

e piccole città Del Nord e sud globali.

Le politiche di rappresentazione della città culturale e creativa, funzionali alla promozione turistica

della destinazione, intendono allontanarsi dagli immaginari che caratterizzano gli spazi turistici

artificiali dei postModern resort tradizionali nordamericani come Miami ,Las Vegas.,Orlando.

La Città sostenibile.

Un'altro brand molto adottato dai governi urbani per promuovere un'immagine urbana positiva è

quello della città sostenibile. La diffusione di narrativa e di Sustainable City Ecocity Garden City

risale alla nascita e alla circolazione del concetto di sviluppo sostenibile e al diffondersi di una

conoscenza ecologica a scala globale. Particolarmente significativa fu la pubblicazione da parte

delle Nazioni Unite del dossier The Limits of growth, che rappresentò il primo importante

campanello d'allarme. Per quanto riguarda l'insostenibilità dei modelli dominanti di sviluppo

economico e urbano. Nel 1987 il rapporto our common future della commissione mondiale

sull'ambiente e lo sviluppo segue la stessa linea, portando all'attenzione dell'opinione pubblica la

necessità di attuare una. Strategia in grado di integrare le esigenze della protezione ambientale,

dello sviluppo sociale, la crescita economica attraverso un modello di sviluppo sostenibile.

Nell'ambito della pianificazione urbana si affermano i movimenti del New urbanism e della smart

growth, fortemente orientata agli ideali dell'ambientalismo e della sostenibilità. Tale approcci

alternativi promuovono la costruzione di città compatte caratterizzati da quartieri pedonali, mix di

funzioni e sistemi di trasporto integrati, come soluzioni innovative in grado di contrastare

l'espansione incontrollata e gli insediamenti urbani. Alcune città si affermano già come modelli

avanguardistici di città sostenibile: Singapore già negli anni 60 ha elaborato una visione di sviluppo

della città-Stato legata all'immaginario della Garden City.

Se in una fase iniziale il dibattito sulla sostenibilità dello sviluppo è nato come critica decisa contro

il modello di sviluppo, ancorato ad una logica esclusiva di crescita economica, dagli anni 90 si

assiste ad una progressiva cooptazione. Della questione dello sviluppo sostenibile e della

sostenibilità entro i circuiti dell'economia globale.

In particolare dalla Conferenza delle Nazioni Unite di Rio de Janeiro del 92, il concetto della

sostenibilità dello sviluppo è molto utilizzato per tracciare una connessione tra le sfide poste dei

problemi ambientali e la necessità di coinvolgere il settore privato attraverso cui l'ambiente è

presentato non soltanto come bene comune da proteggere. Ma anche come potenzia le risorse di

sviluppo economico. Questo processo subisce un'accelerazione negli anni 2000, quando

l'incorporazione delle questioni connesse al cambiamento climatico globale e alla transazione verso

una società post carbonifera e verso un modello di green growth nell'agenda politica internazionale

hanno portato la questione della transizione ecologica al centro del dibattito sulla sostenibilità

urbana. Il Programma ambientale delle Nazioni Unite definisce la green economy come

un'economia a ridotte emissioni di carbonio. Efficiente nell'utilizzo delle risorse attraverso una più

efficace tutela del capitale naturale.

Entro tale dibattito le città svolgono un doppio ruolo:

  • da un lato sono riconosciute come entità per definizione insostenibili e nemiche

dell'ambiente, data la loro dipendenza allo sfruttamento delle risorse esterne, il loro elevato

impatto ambientale.

  • Dall'altro rappresentano spazi di innovazione, sperimentazione di pratiche e strumenti e

modelli di governance ambientale.

Nel corso degli ultimi due decenni il discorso della Città verde è diventato il nuovo mantra,

mobilitato da organismi internazionali come le Nazioni Unite, la Banca Mondiale, l'Unione

europea, ma anche da network globali come local governments for sustainability, Global Platform

for Sustainable Cities. Mentre le prime focalizzano l'attenzione sulle. Vita di adattamento e di

ripresa dei territori dai disastri naturali e umani, L'idea di Green City si afferma a livello europeo e

internazionale come modello di città che punta ad un'elevata sostenibilità in tutte le sue principali

dimensioni. In tale con testo, l'innovazione tecnologica è ormai riconosciuta come leva principale

della sperimentazione urbana connessa alla sostenibilità urbana.

A metà degli anni 2000, per contrastare gli effetti prodotti da due decenni di urbanizzazione e

sviluppo industriale, anche la Cina ha lanciato una campagna politica di civilizzazione ecologica

che ha supportato la creazione di centinaia di eco cities. Brand di eco-city, Low carbon City e Green

City sono mobilitati come strumenti di politica ambientale urbana attraverso cui governi locali

promuovono le città promettendo una migliore qualità della vita, sviluppo sostenibile, vantaggi

competitivi.

La città smart.

Durante la lunga fase di recessione globale che segue alla finanziaria del 2007. 2008 si assiste alla

diffusione globale di un nuovo paradigma di sviluppo urbano, quello di Smart City. Dal punto di

vista del branding, il concetto di Smart City si sviluppa a cavallo dell'idea di città sostenibile,

creativa e tecnologica, per indicare quelle città in grado di sfruttare al meglio le potenzialità delle

nuove tecnologie per diventare più intelligenti e quindi più sostenibili e competitive. Il modello

della Smart City può essere considerato una tecnica che si basa su visioni normative e seducenti di

un'idea futuribile della città intelligente, in cui l'innovazione tecnologica viene riconosciuta come il

principale motore del cambiamento. La città è codificata attraverso un linguaggio tecnico scientifico

come incarnazione di un contenitore di dati, i cosiddetti big data, resi disponibili dallo sviluppo

delle tecnologie e degli strumenti mobili di comunicazione. Una volta raccolti e processati

efficiente e sostenibile in grado di accrescere la qualità di vita dei residenti e di migliorare

l'esperienza urbana dei turisti.

Appare chiaro che il tema della gestione della promozione del brand e della destinazione

intelligente rappresenta la nuova frontiera. Che si Nation branding. L'utilizzo delle nuove tecnologie

può anche facilitare un maggior coinvolgimento dei vari stakeholder nei processi di branding

urbano, attraverso strumenti partecipativi basati su Internet e social media,Piattaforme di

crowdsourcing territoriali che sono in grado di influenzare le scelte di comunicazione e le strategie

di promozione.

L'avvento degli smartphone e dell'immagine digitale modificato tanto l'immaginario turistici quanto

le performance turistiche. L'immagine digitale diventa infatti strumento di empowerment del turista

che da consumatore passivo diventa coproduttore dell'immaginario turistici del luogo. Una delle

conseguenze più immediate di questo fenomeno è l'apertura verso le nuove forme di promozione

turistica offerte dall'insieme dei contenuti prodotti dagli utenti. La capacità di mettere a valore i

contenuti creati dai turisti entro strategie di branding urbano Rappresenta una delle sfide principali

che si pongono agli operatori di marketing territoriale e di promozione turistica delle destinazioni

intelligenti.

Ulteriore aspetto riguardante la promozione delle destinazioni urbane intelligenti e quello

riguardante l'ambiente costruito dalle città. In varie parti del mondo la retorica propria delle Smart

City accompagna intensi processi di trasformazione urbana, a seguito dei quali infrastrutture

tecnologiche e quartieri high-tech sono riconosciuti e promossi come nuovi Simboli e attrattori

urbani.

Paradigmatico è il caso di Rio de Janeiro che nel 2013, in attesa di ospitare i mondiali di calcio del

2014 e le Olimpiadi del 2016, è stata giudicata vincitrice dei World Smart Cities Awards nell'ambito

dell'evento internazionale Smart City Expo World Congress di Barcellona. Proponendoci come

punto di riferimento smart dell'emisfero sud.

Sia nel sud che nel nord del mondo, i governi urbani hanno iniziato a promuovere in modo sinergico

sviluppo high-tech friendly e turismo urbano, soprattutto a seguito della diffusione del fenomeno

delle startup cities. E così che i nuovi distretti urbani formali e informali dell'innovazione

tecnologica e creativa, Sono diventati hotspot culturali che attraggono una crescente quantità di

turisti, attorno a cui si sono creati nuovi itinerari turistici della smart e della Tech City.

CAPITOLO 3: TURISMO CULTURALE URBANO: PRATICHE,SPAZI ED EVENTI.

Sebbene cultura, il turismo siano stati sempre legati e soltanto nel corso degli ultimi decenni, che

questa relazione sia esplicitata nello spazio urbano come un fenomeno globale.

Negli anni 80 ,una serie di fattori accresce in modo esponenziale l'interesse politico e accademico

verso il turismo culturale, tra cui: L'intensificazione dei viaggi internazionali connesso soprattutto

all'avvento dei voli low cost; low cost; una riscoperta dell'interesse verso l'heritage e la memoria

storica; L'opinione diffusa che il turismo, in simbiosi con la cultura, abbia assunto un ruolo

determinante nell'economia e nei progetti di sviluppo delle città.

L'inizio degli anni 90 segna un periodo di rapida trasformazioni, in cui il turismo culturale perde la

sua natura elitista che lo aveva fino ad allora contraddistinto per diventare un fenomeno di massa.

La natura cangiante del turismo culturale è stata recentemente oggetto di analisi di approfondimento

del rapporto sulle sinergie tra turismo e cultura della OMT, Che stima e peso del turismo culturale

intorno al 40% del totale dei flussi internazionali.

Si evince l'ampia portata di un fenomeno che non riguarda soltanto monumenti e siti, ma anche stili

di vita, tradizioni, cultura quotidiana e creatività. Come sottolinea il suddetto rapporto, il campo del

turismo culturale si è evoluto da una concezione focalizzata sul patrimonio culturale materiale e

tangibile, verso un più ampio e inclusivo ventaglio di artefatti pratiche e attività presenti in diversi

angoli del pianeta.

Dal lato della domanda si tende a distinguere due principali figure di turista culturale:

  • Turista culturale generale, Il quale consuma cultura come parte della propria vacanza, che

però è subordinata ad altre attività legate all'intrattenimento, allo shopping.

  • Turista culturale specifico , Per il quale il confronto con specifici aspetti delle culture locali

rappresenta la motivazione principale del proprio viaggio.

Un'altra classificazione venne proposta da Bywater che suddivide il mercato dei turisti culturali

intere principali segmenti:

  • I turisti motivati dalla cultura , i quali selezionano una destinazione in base ai loro

interessi e l'offerta culturale della destinazione.

  • I turisti, ispirati dalla cultura, i quali sono attratti da temi culturali specifici, visitano le

principali attrazioni e partecipano ai più interessanti eventi e Festival.

  • I turisti attratti dalla cultura, i quali, pur scegliendo come destinazione principali le

località balneari o montane, la visita occasionale in luoghi e siti culturali, storici e artistici

viene vista come opzione di diversificazione del programma di vacanza.

In ogni fase della sua storia, ancor prima che luogo del consumo culturale, la città è stata il centro

di gravitazione della produzione, elaborazione culturale e simbolica. Sin dalla sua nascita la città

viene contraddistinta come centro di produzione della cultura alta, connessa a quelle forme più

elevate di espressione artistica, filosofica, letteraria. La città è anche il luogo di produzione delle

culture popolari, folcloristiche, e cioè di quel bagaglio di norme, valori, simboli e tradizioni che

caratterizzano una specifica comunità. Infine, la città è anche il luogo di confronto tra culture

eterogenee, immersa nel pieno dell'età, della migrazione e della mobilità.

Gli economisti della cultura hanno individuato l'esistenza di tre regimi di creazione di valore sociale

ed economico attraverso la cultura:

  • Il regime Cultura 1.0 ,chiamato del mecenatismo ,è quello tipico dell'economia

preindustriale, in cui la cultura non è ancora un settore economico e gli elevati costi della

produzione culturale sono a carico del mecenate Che mette a disposizione dell'artista-

produttore l'insieme a delle risorse necessarie per compiere la sua opera d'arte.

  • Il regime Cultura 2.0 quello delle industrie culturali e creative che prende forma dopo la

Seconda guerra mondiale, quando un'insieme composito di innovazione sociale e

tecnologica crea le condizioni per un'ampia riproducibilità dei contenuti culturali. La cultura

si afferma come un vero e proprio settore economico e nascono le prime imprese creative