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Geografia del turismo urbano, branding territoriale
Tipologia: Sintesi del corso
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Il turismo urbano rappresenta un fenomeno globale che si è imposto all’attenzione pubblica come uno dei più importanti fattori di trasformazione economica, sociale e ambientale della città.l’incremento dei flussi turistici verso le città è stato interpretato come una conseguenza dei processi globali di ristrutturazione economica, politica, sociale e culturale che si sono affermati nel corso della seconda metà del XX secolo. Il turismo urbano fatica però ad affermarsi come campo di ricerca autonomo, soprattutto a causa dell’elevata eterogeneità delle tematiche affrontate e delle discipline coinvolte. Ashworth identifica una doppia trascuratezza connessa al mancato dialogo tra studi del turismo e studi urbani: gli studiosi del turismo hanno trascurato il contesto territoriale mentre quelli interessati all’analisi urbana hanno trascurato l’importanza delle funzioni turistiche della città.le città costituiscono le principali aree di origine dei flussi turistici data la presenza dei grandi hub portuali e aeroportuali che smistano i flussi verso gli ambiti territoriali circostanti. Il concetto di città turistica globale è associato a quella realtà urbane in cui profilo globale dipende dal turismo globale in cui il turismo svolge un ruolo significativo. Il Global Destination cities index classifica 200 città del mondo in base all’analisi del volume dei visitatori internazionali dei dati di spesa. Dall’analisi dei dati connessi alla spesa però non è possibile comprendere come i benefici economici connessi allo sviluppo turistico ricadano sulle economie locali e si distribuiscono all’interno delle rispettive comunità. I dati dei flussi in ingresso in transito, così come quelli dei pernottamenti appaiono poco significativi per comprendere l’impatto reale del turismo sulla qualità della vita e dell’esperienza urbana. Judd e Fainstein hanno interpretato il turismo urbano come sistema ecologico, dinamico e in continua interazione con i più ampi processi economici, culturali, sociali, politici e ambientali che si sviluppano a scala locale e globale. Questo sistema è costituito da tre componenti: la domanda, l’offerta e la città. CAPITOLO 1 Turismo urbano e urbanesimo globale, prospettiva territoriale Sin dagli anni 50 lo studio del turismo in ambito urbano è riconosciuto come un fenomeno di interesse economico soprattutto per le aree rurali e periferiche. Quella turistica è ancora percepita come funzione economica marginale e l’impatto economico del turismo era considerato di poco valore. A partire dagli anni 80 trasformazioni pongono il turismo al centro del dibattito politico accademico con rilievo strategico di sviluppo economico. La città da spazio di produzione diventa sempre più spazio di consumo. Davanti alle crisi economiche, il turismo emerge come un’opzione attrattiva di sviluppo urbano e diventa strumento di riposizionamento delle città in un contesto economico cangiante. C’è l’avvento di un nuovo turismo che si caratterizza per il maggior desiderio di conoscenza di interesse per il patrimonio complessivo. In questa fase che il turismo urbano inizia ad affermarsi come campo di studio.dopo un periodo di analisi di casi di studio, si assiste alla produzione di concetti interpretativi del turismo urbano. Un primo contributo offerto da un articolo di Ashworth in cui lo studioso identifica quattro prospettiva analitica: il facility approach, focalizzato sull’analisi localizzativa delle strutture turistiche; l’approccio ecologico; lo user approach, che esamina le motivazioni il grado di soddisfacimento; e l’approccio politico che analizza le politiche urbane di sviluppo turistico. Un riferimento guida per molti studi e quello di law che sviluppa un modello sistemico costruito su tre pilastri: input, output e fattori esterni. Judd e Fainstein classificano il turismo urbano in tre macro categorie:
tratta di un indice che intende misurare la percezione dell’immagine di una serie di importanti città nel mondo, viene proposta una classificazione dei brand urbani a scala globale. I dati ottenuti dalla somministrazione di un questionario, strutturato in 40 domande riguardanti la qualità percepita di 50 città nel mondo, vengono organizzati entro sei dimensioni chiave, che formano il cosiddetto esagono del marchio urbano: presenza, luogo, prerequisiti, ritmo, potenziale e gente. Il city branding implica anche interventi di trasformazione materiale dello spazio urbano, come quelli connessi all’organizzazione di eventi dalla costruzione di nuovi simboli urbani; o altri interventi che prevedono la costruzione di nuovi simboli urbani griffati di architetti di fama internazionale. Strategie discorsive e modelli universali I processi accompagnano la mobilità delle politiche di city branding e riguardano anche l’adozione di strategie discorsive molto simili tra di loro, basati su tematizzazioni e immaginari urbani universali. Cultura e creatività, sostenibilità e SmartIes rappresentano i pilastri concettuali discorsivi su cui è stata costruita l’attuale agenda politica globale di sviluppo del turismo in ambito urbano. La città culturale e creativa La cultura diviene motore della rigenerazione socio spaziale e te lo sviluppo economico e turistico della città. Riferimento guida diventa il modello di città creativa, l’emersione di questo modello è connessa alla progressiva evoluzione dell’industrie culturali tradizionali industrie creative. Le industrie creative sono definite attività che hanno origine dalla creatività individuale e dal talento, potenzialità che creano ricchezza e il lavoro attraverso l’uso della proprietà intellettuale. Riconoscendo la dotazione di creatività come fattore di crescita economica e sociale, l’idea base di Richard Florida e che il successo della competizione urbana dipende dalla costruzione di ambienti in grado di attrarre la nuova classe di lavoratori della creatività che portano con sé investimenti e crescita economica. Secondo lo studioso americano, le condizioni per la crescita dell’economia creativo urbano sono individuate dal modello delle tre T, cioè tecnologia, talento e tolleranza. La pratica di esiti prendine è stata istituzionalmente riconosciuta e incorporata nella più ampia agenda politica dell’UE, attraverso l’indicazione delle raccomandazioni delle linee guida che le città designate devono seguire. Le politiche di rappresentazione della città culturale creativa esaltano la ricchezza del patrimonio culturale tangibile e intangibile della città, della scena artistica e della vita notturna, della natura cosmopolita e multiculturale della città e il ruolo di festival ed eventi. La città sostenibile Un altro brand adottato dai governi urbani è quello che fa riferimento alla città sostenibile. Nati in antagonismo contro i modelli dominanti di città diffusa basati sull’uso dell’automobile, tali approcci promuovono la costruzione di città come soluzioni innovative in grado di contrastare l’espansione incontrollata degli insediamenti urbani. Nel periodo post crisi finanziaria del 2007-2008 il paradigma della green economy viene promosso come strumento di contrasto agli effetti della recessione economica e di rilancio dell’economia in un’ottica di sviluppo sostenibile. Nel corso degli ultimi due decenni, il discorso della città verde e resiliente è diventato un nuovo mantra mobilitato da organismi internazionali. L’idea di Green economy si afferma a livello europeo internazionale come modello di città che punta ad un’elevata sostenibilità in tutte le sue principali dimensioni cioè ambientali, sociali ed economiche. La questione della sostenibilità urbana essenzialmente politica, uno spazio conflittuale in cui entrano in gioco molti interessi. Il marchio green è mobilitato come strumento di rigenerazione, competizione territoriale e sviluppo economico della città e si lega la creazione di nuovi simboli urbani Green, come i giardini verticali o parchi urbani. La città smart Il concetto di smart city serve per indicare quelle città in grado di sfruttare al meglio le potenzialità insite nelle nuove tecnologie per diventare più intelligenti, sostenibili e competitive. L’innovazione tecnologica è riconosciuta come il principale motore del cambiamento. Si identificano sei principali dimensioni che caratterizzano una smart city: smart economy, smart environment, smart governance, smart living, smart mobility, smart people. L’idea di smart city è basata su soluzioni tecnologiche ed è
diffusa soprattutto nel sud del mondo dove promette di risolvere problemi che affliggono i processi di urbanizzazione di molte mega città. In Europa nel mondo occidentale invece tende ad affermarsi un modello di smart city più human-centred in cui l’innovazione è concettualizzata in modo più ampio. Il concetto di smart Destination si riferisce a quelle tipologie di destinazioni urbane che traggono vantaggio dalle infrastrutture tecnologiche della smart city al fine di promuovere uno sviluppo efficiente e sostenibile. L’utilizzo delle nuove tecnologie può facilitare un coinvolgimento dei vari stakeholder nei processi di branding urbano. Il turista consumatore passivo diventa co-produttore degli immaginari turistici dei luoghi attraverso video, foto, racconti, commenti e recensioni. Sia nel sud che nel nord del mondo, i governi urbani hanno iniziato a promuovere in modo sinergico sviluppo high-tech friendly e turismo urbano. CAPITOLO 3 Nascita ed evoluzione del turismo culturale urbano Il turismo culturale è una tipologia di attività turistica in cui la motivazione dei turisti è apprendere, scoprire i prodotti culturali tangibili e intangibili in una destinazione turistica. In letteratura si tende a distinguere due principali figure di turisti culturali, quello generale quello specifico: mentre il primo consuma cultura come parte della propria vacanza, per il secondo il confronto con specifici aspetti delle quattro locali rappresenta la motivazione principale del viaggio. Un’altra classificazione suddivide i turisti culturali in tre segmenti:
commemorare. E soltanto negli ultimi decenni però che gli eventi sono divenuti un fenomeno globale, questo in un contesto globale sempre più competitivo che spinge la città all’adozione di strategie di differenziazione per acquisire un vantaggio competitivo. È stato poi cognato al concetto di festivalization che attribuisce una rinnovata centralità gli eventi festival come strumenti di rigenerazione economica, sociale e culturale, in grado di migliorare l’immagine urbana. Questo comporta però rischi di esternalità negative in cui la natura e le arti tendono ad essere strumentalizzate. La mobilitazione di festival e le celebrazioni rappresenterebbe in realtà un dispositivo di distruzione degli abitanti dei problemi sociali ed economici. L’eventification si traduce in una diffusa eventificazione di prodotti e luoghi. E in base alle tematiche possibile distinguere quattro principali categorie di eventi di interesse turistico: eventi di affari, eventi sportivi, festival e altre celebrazioni culturali ed eventi di intrattenimento. In base a dimensione degli eventi è possibile distinguere tra: megaeventi (mondiali di calcio e giochi olimpici), major events (capitale europea della cultura), hallamarks events (carnevale di Rio e Oktoberfest) e minor events. Eventi festival e musica elettronica Eventi culturali sono quelli legati all’arte, il cinema, la fotografia, alla letteratura e alla musica solo per citarne alcuni tra i più in voga. Da un lato giocano ruolo chiave nel coinvolgimento dei residenti nella vita della comunità, dall’altro contribuiscono a definire l’identità di città e territori e sono considerati ormai una leva strategica. All’interno della categoria degli eventi culturali c’è la formula del festival definito come un fenomeno che trasforma in modo temporaneo lo spazio occupato per celebrare aspetti specifici della cultura tangibile e intangibile dei luoghi. Facendo riferimento ad alcune ricerche, si vince come nelle economie locali e 20 e festival producono un insieme di effetti. Tra questi si distingue tra: effetto diretto (spese sostenute per l’organizzazione), effetto indiretto (spese effettuate dai visitatori) e effetto indotto che include tutte le altre. A questi si deve inoltre aggiungere connessa al valore commerciale delle iniziative pubblicitarie promozionali da cui trae diritto beneficio anche la destinazione. Eventi festival a non influenza negativa sull’ambiente naturale in connessione consistenti flussi turistici che causano inquinamento. Ciò non toglie che alcuni eventi festival possano svolgere un’influenza positiva rispetto alla questione ambientale. Luoghi gli spazi degli eventi culturali possono essere resi permanenti che temporanei. Grandi eventi culturali, il caso della Capitale Europea della Cultura La capitale cultura è ospitata sin dal suo lancio da più di 50 città, attraverso cui si è sancito il ruolo della cultura come motore dei processi di sviluppo delle città europee. L’iniziativa può essere considerata come un macro festival. Nella terza e ultima fase della storia della creazione della capitale europea della cultura, il parlamento europeo decise che il titolo doveva essere assegnato alle città che presentavano una programmazione culturale di dimensioni europee e di valori civico considerevole. Il titolo è mobilitato come strumento di rigenerazione culturale per le città che si trovano ad affrontare le sfide connesse alla transizione post industriale. Diversi studi hanno analizzato l’impatto turistico del programma confermando l’impatto positivo, soprattutto nell’anno di svolgimento dell’evento. L’eredità turistica dei mega eventi, il caso dei giochi olimpici A differenza di tutti gli altri eventi e festival, i mega eventi presentano delle applicazioni geopolitiche di particolare rilevanza e complessità. Dal XXI secolo si assiste a un nuovo trend che vede il diffuso successo delle candidature proposte da città dell’est e del sud del mondo. L’organizzazione del megaevento attrae l’interesse globale. Sotto il rigido controllo del comitato olimpico internazionale che impone alcuni obiettivi, i governi elaborano ambiziosi piani di trasformazione urbana. Le olimpiadi rappresentano una strategia culturale attraverso cui la città mette in scena la sua storia e la cultura locale. La capacità del megaevento di attrarre ingenti investimenti nazionali ed esteri attribuiscono ampi poteri in grado di garantire una rapida realizzazione. Il rischio più diffuso è quello di creare progetti caratterizzati da costi di realizzazione spropositati, progettati senza essere integrati in una politica di pianificazione urbana di lungo periodo e che finiscono per essere sottoutilizzati.
Pur promettendo benefici di lungo periodo per la popolazione locale, i grandi progetti di trasformazione urbana legati alle politiche dei megaeventi sono spesso generatori di profonde di simmetrie socio spaziali, che si riflettono sottoforma di processi identificazione, privatizzazione, militarizzazione, espulsione ed esclusione territoriale. CAPITOLO 4 La competizione esistente nel mercato del turismo culturale ha convertito molte città e le orientate alla domanda internazionale. La messa in scena di spazi permanenti e temporanee di svago ha causato la clonazione di paesaggi urbani e una progressiva perdita dell’identità dei luoghi. I processi di modificazione e festivalizzazione hanno causato un appiattimento dell’esperienza urbana generando degrado e sovraffollamento. Mentre l’enclave turistica che incapsulano la funzione turistica entro ambienti artificiali, ha determinato la creazione di nuove fratture territoriali. Ne emerge un turismo urbano concentrato intorno a specifici edifici e eventi iconici, caratterizzato da deboli connessioni con la vita ordinaria e con le comunità locali. Queste tipologie di turismo i modelli di offerta di essi correlati non sono ormai più riconosciuti come pratiche di successo. Le complesse sfide poste dai cambiamenti hanno posto il tema della gestione della pianificazione di attività turistiche al centro del dibattito pubblico e accademico riguardante lo sviluppo urbano. Il nuovo turismo urbano, effetto Airbnb Ipotesi di un’ecologia spaziale della città, in cui la distinzione tra l’uso residenziale e quello turistico della città sia separabile, è stata sottoposta a crescenti critiche. Il nuovo turista urbano si muove alla ricerca di esperienze autentiche che lo mettono in contatto con la vita locale, si vuole dissociare da tutto ciò che riguarda il turismo di massa e si definisce viaggiatore. È un turista responsabile, creativo, smart e Green che manifesta attenzione verso le componenti culturali e ambientali della destinazione.egli è capace di strutturare in modo autonomo e creativo prodotti ed esperienze il suo motto è “to live like a local”. Preferisce andare in quartieri più marginali della società urbana e spera di entrare in contatto con ambienti meno influenzati dalla cultura globale. Questa nuova figura si è affermata anche grazie al progresso tecnologico che ha rivoluzionato l’esperienza turistica.l’avvento del capitalismo delle piattaforme ha modificato abitudini, azioni e modalità di fruizione della destinazione. Un ruolo da protagonista è stato svolto dal modello di home sharing economy di Airbnb. E il dibattito accademico a messo in risalto tanto i benefici quanto gli effetti negativi.tra i primi ci sono la riabilitazione fisica di mobili, la rigenerazione delle economie locali, la creazione di diritti di posti di lavoro è un crescente dinamismo in molti centri urbani quartieri in fase di declino. Airbnb faciliterebbe lo sviluppo di un turismo più inclusivo, rappresentando uno strumento di sostentamento per le famiglie più deboli sia come produttori che come consumatori.l’azienda elaborato un potente Storytelling incentrato sul concetto di ospitalità.il modello Airbnb si afferma come un nuovo strumento motore di rinnovati meccanismi di produzione accumulazione della rendita urbana, che produce anche impatti negativi. Questo impatto è associato agli effetti dispacciamento sul settore alberghiero che lamentano concorrenza sleale a causa di una legislazione assente che regolamenti il fenomeno, dell'intensificazione dei turisti in quartieri centrali e di altre zone urbane prive di pianificazione turistica. L’intensificazione dei processi di gentrificazione: trasformazione di un quartiere popolare in zona abitativa di pregio con cambiamento della composizione sociale dei prezzi delle abitazioni. Airbnb determina una riduzione dello stock immobiliare disponibile per gli abitanti e un’impennata di prezzi che spinge la popolazione residente a spostarsi dove i canoni sono meno elevati. L’aumento della popolazione di non residenti finisce con ridurre le possibilità di sviluppare contatti autentici con le comunità locali. Se poi non c’è opportuno considerare queste piattaforme come l’unico e nemmeno il principale responsabile della turisti fica azione della città, lo rende un dispositivo globale di imprenditorializzazione di ristrutturazione della rendita urbana e quindi un potente strumento di gentrificazione, dislocazione e mercificazione urbana. De-differenziazione la mobilità studentesca
Turismo culturale turismo Creativity differenziano per la natura delle esperienze promesse.il turismo culturale e basato su visite guidate in quel turista opera come salvatore passivo, nel turismo creativo invece ci si apre ad esperienze di apprendimento avvalendosi della partecipazione al workshop, degustazioni… Il turismo creativo è orientato verso le industrie creative come fonte di potenzialità future, il consumatore opera come creatore di conoscenze e competenze. La cultura intangibile presenta problemi in termini di protezione della proprietà intellettuale rispetto al patrimonio tangibile. La protezione della proprietà intellettuale richiede la creazione di un legame tra creatività e località. Altri hanno evidenziato un dark side del turismo creativo, utilizzato come strumento low cost di turistificazione in tempi di crisi finanziaria che rischia di provocare situazioni di riproduzione seriale. Portali web , reti e spazi di turismo creativo Il turismo creativo si avvale di strumenti e strategie tra cui la realizzazione e valorizzazione di reti, spazi, itinerari e diventi creativi promossi tramite portale web. Tra le esperienze più note rientro il caso di Parigi, che ha promosso il turismo creativo attraverso un portale che include attività connesse a darti visuale, artigianato, musica, cinema.. distretti culturali creativi sono organizzati per essere luoghi di incontro artigiani, artisti produttori chi sono promossi com’è attrazioni turistiche. Nel nord-est di Pechino alcune ex fabbriche militari sono state convertite in spazi che ospitano casa editrici o compagnie di design. La rete UNESCO delle città creative è un progetto lanciato nel 2004 con l’intento di promuovere la cooperazione internazionale tra città che hanno individuato nella creatività e nell’industria culturale i fattori strategici per lo sviluppo urbano sostenibile. La festivalizzazione della creatività Un altro settore che funge da fucina ad esperienze turistiche creative e quello degli eventi e dei festival, si aprono a forme di co-creazione e di attivo coinvolgimento di produttori e consumatori creativi. Una prima tipologia è quello dei festival boutique: un modello creativo e sostenibile, dalle dimensioni ridotte e dall’elevata qualità estetica.questi festival rappresentano eventi di musica contemporanea di piccole dimensioni, eleganti e familiari che abbinano performance e produzioni musicali ad attività che prevedono il diretto coinvolgimento del pubblico, dunque danno priorità alla qualità piuttosto che alla quantità.questi festival fanno vivere un’esperienza culturale ed estetica che consente di riscoprire lo spirito cosmopolita e hippy nei tradizionali festival rock e pop. Il concetto di scena off indica iniziative culturali indipendenti connesse a circuiti alternativi di produzione e fruizione artistica.si parla di un movimento d'avanguardia e alternativo al modello dominante. Il concetto di evento urbano off corrisponde a forme di appropriazione collettiva dello spazio da parte di collettivi di artisti attraverso la produzione di iniziative indipendenti rispetto alla programmazione ufficiale degli eventi. Si pongono al di fuori degli spazi artistici e culturali convenzionali come musei e gallerie e optano per strade e piazze. L’evento off è in grado di impattare sui processi di turistificazione della città. Un esempio è il fuorisalone a Milano, nato quando alcuni espositori hanno sentito l’esigenza di disporre anche al di fuori degli spazi ufficiali del design. Turismo urbano e tecnologie La tecnologia ha acquisito ruolo chiave anche come determinante dell’innovazione del turismo. In connessione con il concetto di smart city si è assistito all’emersione dello smart tourism e alla diffusione del modello di destinazione turistica intelligente. Smart tourism e destinazione intelligente Il turismo intelligente è stato definito come un turismo pulito, verde, etico e di qualità; capace di soddisfare i bisogni a breve in risposta alla crisi economiche, sia quelli a lungo termine connessi allo sviluppo sostenibile, alla lotta alla povertà e alla mitigazione del cambiamento climatico. Possiamo dire che le DTI sono quelle aree in cui una varietà di tecnologie intelligenti e mobilitata per supportare la creazione di valore e il suo scambio tra i vari attori del sistema turistico.l’obiettivo finale è quello di migliorare l’esperienza turistica con una gestione efficace delle risorse. Al centro di questo modello si pone la figura del turista smart, cioè di quella tipologia di turista che fa un ampio utilizzo delle
tecnologie rese disponibili dalla destinazione. L’idea di creare destinazioni intelligenti si connette quindi non soltanto all’implementazione di tecnologie intelligenti, ma più in generale all’adozione di approcci innovativi alla gestione della destinazione turistica. Lo spazio digitale favorisce i processi relazionali e l’interazione tra operatori economici, amministrazioni locali, comunità di residenti e di fruitori, agevolando la promozione l’introduzione nel mercato di nuovi beni e servizi, facilitando la fruibilità del territorio, la circolazione dell’informazioni, lo scambio di conoscenze e la condivisione di esperienze.la competitività della destinazione è intesa come capacità di creare interconnessioni tra i vari attori del settore. La tecnologia è una componente chiave che fornisce ai turisti e ai fornitori di servizi una serie di info rilevanti, consentendo un processo decisionale migliore. Le tecnologie intelligenti sono inoltre descritte come strumenti utili nel contempo ad accrescere la resilienza della località. I driver tecnologici di questo modello sono rappresentati da internet of Things, biga data e cloud computing. IoT fa riferimento all’estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, rappresenta una rete che può connettersi con ogni cosa. Un secondo pilastro è quello costituito dai big data, ovvero da un flusso costante di enormi quantità di dati. Una volta processati ed elaborati attraverso sofisticati software e algoritmi, questi dati fungono:
modo significativo alla sostenibilità e alla qualità della vita urbana. Si distinguono due tipologie di novazione insostenibili: da un lato vi sono le eco innovazioni ossia la riduzione il trattamento di rifiuti o l’utilizzo di energie rinnovabili; dall’altro vi sono le iniziative funzionali alla creazione di nuovi flussi turistici come il potenziamento del patrimonio naturale. In quest’ambito ruolo significativo è attribuito ai giardini storici nei grandi parchi urbani. Con il concetto di nature-based solutions si fa riferimento a soluzioni azione diretta al potenziamento degli che sistemi naturali urbani al fine di rispondere a una serie di sfide sociali e ambientali. Le NBS abbracciano forme di rinaturalizzazione urbana, e dall’altro, NBS quasi-nature, cioè soluzioni ibride che si avvalgono della commistione tra un modo ecologico e tecnologico. In alcune città l’economia verde si avvale anche dell’organizzazione di green events. La diffusione di pratiche turismo sostenibile si connette al fenomeno del turismo lento. Lo slow tourism ho una visione di sostenibilità che prevede la valorizzazione della qualità attraverso un’immersione nella cultura locale del territorio. L’emergere del fenomeno slow tourism è ricondotto a due movimenti nata in Italia: slow food e cittaslow. Slow food all’obiettivo dell’educazione al gusto e all’alimentazione, la salvaguardia della biodiversità e delle produzioni alimentari tipiche. Cittaslow è un movimento urbane sociale che propone un modello di sviluppo basato sul lentezza, sulla qualità della vita e sul convivere. Addio pizzo è un comitato antiracket, nato in Sicilia, che offre supporto nella lotta contro la mafia. Dopo è nato anche addio pizzo travel, una cooperativa che funge da tour operator che organizza tour ed escursioni. Il target di riferimento è composto da una nicchia specifica di turisti orientati ai valori della legalità e della lotta alla mafia, si materializzano in una tipologia di turismo politico. Migrantour e la creazione di itinerari urbani interculturali tracciati dei migranti stessi, che guidano i turisti alla scoperta della città multietnica e multiculturale. Limiti e ciritictà: in merito alla svolta verde hanno denunciato pratiche di green-washing, cioè di un ecologismo di facciata. Sul fenomeno del turismo lento ci sono le stesse perplessità connessa al concetto di sostenibilità. Lo slow food è stato criticato per la sua natura elitaria orientato ad una classe globale di consumatori benestanti. Un po’ tutte le varie tipologie turistiche alternative condividono caratteri contraddittori. Turismo urbano nell’era post-covid La diffusione del COVID-19 ha paralizzato per oltre un anno l’industria turistica a scala globale. Nel corso del 2020 il settore turistico secondo la OMT è stato il più colpito dalla crisi. La pandemia è stato descritto come una straordinaria occasione per inventare trasformare in modo radicale l’operato dell’industria turistica. La stessa OMT a condiviso questa retorica sostenendo che il turismo alle potenzialità di ripartire e riaffermarsi. In gran parte del Nord del mondo, la ripresa del settore è passata dalla valorizzazione di un turismo di prossimità e dall’attrazione di posizionali, mentre nel sud e nell’est del mondo l’impatto della crisi è risultato più persistente dovuto anche a una minore flessibilità dei propri sistemi di offerta e a una ridotta capacità di adeguamento alle mutevoli condizioni dell’offerta. Il turismo di massa rappresenta la realtà maggiormente colpita. La definizione di resilienza è la capacità del sistema turistico locale di assorbire le perturbazioni esterne e di riorganizzarsi in modo da mantenere inalterate le funzioni, ed è intendersi dunque come la capacità di gestione delle proprie vulnerabilità. Le nuove tecnologie digitali sono stati utilizzati come strumenti di promozione di fruizione delle proprie risorse turistiche. La crisi a farti l’occasione di ripensare i propri modelli in una logica più inclusiva ed eco-friendly. La crisi sembra aver messo in evidenza la necessità di rigenerare il turismo riorientandolo verso il bene comune.