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utile ai fini dell'esame di linguistica
Tipologia: Appunti
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Concetto di grammatica e di norma linguistica Grammatica = insieme di regole che governano l’uso della lingua Testo scritto che raccoglie le regole che governano l’uso della lingua (non tutte le lingue hanno una grammatica scritta) Grammatica teorica = oggetto della linguistica italiana, è volta a spiegare i fatti linguistici alla luce di una teoria di riferimento o a validare una teoria Grammatica descrittiva = ha lo scopo di descrivere i fatti linguistici, eclettica perché ha come oggetto tutta la lingua Grammatica pedagogica = scopo di facilitare l’apprendimento della lingua sviluppando una conoscenza specifica, ha come oggetto fatti specifici selezionati secondo le esigenze del destinatario Regola = principi di funzionamento della lingua che non possono essere violati perché porterebbero a realizzazioni non identificabili come produzione di quella lingua, principi che funzionano sempre Norma = uso che i parlanti fanno di una regola Prescrittiva = usi linguistici che rappresentano un modello a cui ci si deve uniformare Descrittiva = ciò che è linguisticamente meno marcato Statistica = ciò che è più frequente negli usi perché vi si attiene la maggioranza delle persone Le norme hanno delle restrizioni, non possono essere applicate sempre (es. vento- ventoso / cappello-cappelloso) Parametri per definire le norme linguistiche: il giudizio dei parlanti – norma cambia a seconda dei confini e della comunità linguistica Per l’italiano si parla di un insieme di norme che regolano le interazioni linguistiche degli italofoni in relazione alle variabili delle situazioni comunicative Zona grigia= fatti linguistici su cui anche il parlante nativo può avere dubbi Lingua standard È codificata È una varietà di prestigio È utilizzabile per la realizzazione di testi dal contenuto astratto Ha la funzione di assicurare la comunicazione tra persone che usano varietà diverse, facendole sentire membri della stessa comunità linguistica È simbolo dell’identità nazionale
Non è marcata Fonetica articolatoria Sistema linguistico: insieme di elementi il cui valore dipende dalle relazioni che ciascun elemento ha con gli altri = Sistema parentale: un individuo è definito solo in relazione ad un altro – relazioni paradigmatiche, dentro un paradigma, un insieme Relazioni paradigmatiche: ogni attuazione di un elemento del sistema di segni in una certa posizione nel messaggio implica una scelta. L’elemento che compare effettivamente esclude tutti gli altri elementi che potrebbero comparire in quella stessa posizione e con i quali quel dato elemento ha rapporti sull’asse paradigmatico. asse delle scelte, dei rapporti in absentia (se c’è uno non c’è l’altro, elementi che non possono coesistere) Relazioni sintagmatiche: l’attuazione contemporaneamente di un determinato elemento in una certa posizione implica il dover tener conto degli elementi che compaiono nelle posizioni precedenti e susseguenti a quel dato elemento. Con tali elementi esso intrattiene rapporti sull’asse sintagmatico. – relazioni di co-occorrenza, es. la scelta del nome vincola la scelta dell’articolo asse delle combinazioni, dei rapporti in praesentia (i due elementi sono contemporaneamente presenti nella frase) La direzione sintagmatica descrive il rapporto tra un elemento e gli altri elementi che gli sono vicini, la dimensione paradigmatica invece descrive i rapporti tra un elemento e quello che potrebbe essere al suo posto. Fonologia: Studia l’organizzazione e il funzionamento dei suoni nel sistema linguistico
intermedie lungo i lati otto vocali cardinali Le labbra Vocali pronunciate senza arrotondamento delle labbra: aprocheile / non labializzate Vocali pronunciate con l’avvicinamento tra i due angoli della bocca: procheile / labializzate Vocali cardinali secondarie = vocali cardinali pronunciate con arrotondamento delle labbra opposto Vocali centrali = [ᵊ] vocale articolata in una posizione intermedia sia sull’asse orizzontale sia su quello verticale Il velo Vocali orali: articolati con il velo in posizione arretrata, cioè con il margine inferiore a contatto con la parete posteriore della faringe, che chiude il passaggio dell’aria verso le cavità nasali Vocali nasali: il velo del palato resta abbassato consentendo all’aria di fuoriuscire contemporaneamente da naso e bocca Vocoidi estremi: /i/ /u/ /æ/ /α/ Italiano: 7 fonemi vocalici (inglese britannico 11, americano 14) ma 9 foni Vocalismo tonico // vocalismo atono: vocale non accentata, in italiano 5 foni (vocalismo pentavocalico) CONTOIDI Parametri per la classificazione dei contoidi:
successivo. Assimilazione regressiva: “con te”, “con voi” - n condiziona v e t Assimilazione progressiva: il precedente condiziona il successivo - dogs cats Nella realtà parlata abbiamo tutti suoni di coarticolazione La sillaba
modulazione di frequenza a livello di sillaba In italiano il ruolo intonativo è svolto dall’andamento melodico della parte di frase che va dall’ultimo accento di parola alla fine – il tono HA valore distintivo perché ci permette di distinguere tra frase affermativa, interrogativa, esclamativa. Convenzioni che regolano la trascrizione Consonanti geminate o allungate: doppie, rappresentate con crono e semicrono Accento: quello principale va segnalato con un apice alto anteposto alla sillaba tonica, quello secondario può essere segnalato con apice basso Gruppi intonativi: quelli minori vengono segnalati Varietà regionali dell’italiano e trascrizione fonetica Italiano: molte varietà Es. varietà colloquiali o regionali che hanno forte valenza fonetica, ognuno si porta dietro una variazione diatopica della lingua, nessuno nasce parlando italiano standard >In cosa differiscono li italiani regionali rispetto al sistema dello standard? Quasi tutti gli italiani regionali hanno un vocalismo tonico simile a quello dello standard, è diversa la distribuzione delle vocali toniche Negli italiani nord occidentali è ammessa solo la [e] in sillaba tonica di parole sdrucciole e di parole piane davanti a consonanti nasali [‘senti] In Emilia Romagna e Puglia si usa un suono anteriore rispetto alla [a], la [a] tonica viene realizzata come [æ] Gli unici casi in cui non c’è un sistema eptavocalico sono in Sardegna, parte della Sicilia, Calabria e penisola del Salento: sistema pentavocalico, mancano due fonemi: [e] chiusa ed [o] chiusa Nello standard abbiamo cinque fonemi atoni, le uniche varianti sono che in Sicilia e Calabria le vocali sono rappresentate in modo meno chiuso rispetto allo standard Variazioni consonantiche Toscano: >Gorgia – aspirazione o fricantizzazione di p t k in posizione intervocalica – “le cose” >Realizzazione fricativa delle occlusive sonore: b d g vengono realizzate come fricative - “bambini” “ridere” Regioni Centro- Meridionali (Marche, Basilicata) >Parziale sonorizzazione delle occlusive sorde in posizione intervocalica: “guanto” >Realizzazione lunga della occlusiva bilabiale sonora: “probblema” FRICATIVE IT standard: le realizza in alcuni casi come sorda e in altri come sonora Centrali e meridionali: sempre sorda Settentrionali: sempre sonora LUNGHEZZA CONSONANTICA Italiani centrali e meridionali: allungamento di b e g “orologgio” Settentrionali realizzazione: scempia di ts dz Assenza del raddoppiamento fonosintattico in tutte le varietà settentrionali Tendenze del sistema fonetico Nella realtà comunicativa ha subito forte influenza dalle varietà regionali Sistema in evoluzione su
Con un numero limitato di unità di seconda articolazione si può costruire un numero grandissimo di unità dotate di significato. Struttura morfologica: “bene” “ma” “tra” - morfologicamente invariabili, formati da morfemi lessicali “alber+o” “fior+e” morfema lessicale + morfema flessivo – morfologicamente variabili Flessione: parte della parola sottoposta alle altre parole, porta informazioni grammaticali e segnala attraverso l’accordo i rapporti tra le parole nella frase – economicità del sistema Classificazione morfologica Lingue analitiche: il significato è costituito da un elemento unico che non è scomponibile es. flower L’inglese è prevalentemente analitico Lingue sintetiche: le parole sono formate da più morfemi legati e portatori di significati diversi es. fior+e Lingue isolanti: morfologia molto ridotta es. cinese Lingue agglutinanti: una parola consiste di più morfemi con confini netti ognuno dei quali porta una sola informazione grammaticale Lingue flessive: la parola è formata da una radice lessicale alla quale si aggiungono uno o più morfemi con confini meno netti e più funzioni grammaticali Lingue polisintetiche: è possibile combinare un elevato numero di radici lessicali e morfemi grammaticali in una sola parola, che può corrispondere ad un’intera frase italiana es. groenlandese Si parla di distanza morfologica tra lingue Italiano: dimensione morfologica più flessiva ereditata dal latino, dimensione moderatamente analitica sviluppata dalle lingue romanze es. preposizioni Morfema = radice + desinenza Morfologia: livello di analisi linguistica che studia le forme delle parole e le modificazioni che possono presentare per assumere valori diversi Morfologia Flessiva: comprende le forme flesse raccolte in paradigmi
-Suffissazione: consente l’aggiunta di un suffisso alla destra della radice della parola > consente di creare lessemi di categoria grammaticale diversa da quella di base > Può comportare uno spostamento dell’accento della parola es. utile - utilità - Suffissati deverbali - indicano l’azione, l’agente, il luogo es. circolazione, spazzino, copisteria - Aggettivi deverbali es. piacere – piacevole, simulare - simulatore - Verbi denominali, derivano da nomi es. armare, analizzare > Verbi parasintetici: aggiungono alla base un prefisso e una desinenza verbale es. abbottonare, illuminare - Aggettivi denominali es. malattia – malato, male – maligno Denominali che indicano un’attività considerata con riferimento all’agente: nomi che derivano da altri nomi giornale giornalaio --- economia del sistema Denominali che indicano un’attività di fabbricazione, vendita, conservazione es merce mercato, gelato gelateria Denominali che indicano uno strumento es. giorno giornale, occhio occhiale Denominali che esprimono una quantità es. cucchiaio cucchiaiata, argento argenteria Denominali nel linguaggio scientifico es. polmone polmonite
rivolgiamo per avere informazioni sul lessico di una lingua Il lessico è fatto da parole vuote: prive di significato semantico ma che danno significato alle altre - insieme chiuso, es. preposizioni E parole piene: significato proprio, insieme aperto L’osmosi lessicale avviene per vie didattiche e principalmente per l’azione dei mass media. Morfologia nominale Genere: maschile e femminile Referente animato genere grammaticale = genere naturale es. gatta, bambino Referente inanimato genere grammaticale arbitrario es. sedia, divano Individuazione del genere: Femminile > Desinenza -a -ite -itudine -zione -trice > Significato Frutti Continenti, stati, regioni, isole, città Discipline, scienze Maschile > Desinenza -o -tore -one -ore -sore >Significato Giorni, mesi Elementi chimici Alberi, monti, mari, fiumi, laghi Punti cardinali Nomi con la stessa forma che cambiano di significato al maschile o al femminile es. il panno – la panna Nomi con la stessa forma al maschile e al femminile: o Nomi che finiscono in –ente, -ante, -ista, -iatra es, pediatra o Nomi che indicano relazioni di parentela, amicizia, vicinanza es. parente, collega, consorte Nomi che hanno un unico genere o Alcuni nomi che indicano animali es. leopardo o Alcuni nomi che indicano persone es. vittima
Numero: singolare e plurale Arciforma (forma di citazione): singolare maschile es. “il bambino di oggi” I prestiti dallo spagnolo mantengono a volte la s del plurale (desaparecidos) I prestiti dal tedesco mantengono a volte il plurale Plurale dei nomi composti: - Cambia la desinenza del primo elemento del composto - Cambia la desinenza del secondo elemento del composto - Cambia la desinenza di entrambi gli elementi del composto - Gli elementi del composto rimangono invariati SINGOLARE PLURALE NOMI INVARIABILI Nomi femminili -a -e Maschili in -a -ca -che Femminili in -o -ga -ghe Nomi in -i -cìa -cìe Femminili in -ie -gìa -gìe Nomi con vocale finale accentata Vocale + -cia -cie Prestiti dal francese e dall’inglese Vocale + -gia -gie Composti verbo + nome fem. o plur. Consonante + -cia -ce Composti verbo + verbo Consonante + -gia -ge Composti verbo + avverbio -scia -sce Composti preposizione + nome Nomi maschili -a -i
V -o/-a Sing m., pl.f VI Varie, invariabile m/f Produttività delle classi: III classe: è ancora produttiva per l’arricchimento del lessico tramite parole derivate con suffissi come –tore, -trice, -zione IV classe: è rimasta produttiva grazie alle nuove parole che finiscono in –ista e ai grecismi terminanti in –a V classe: non è più produttiva è le parole che vi rientrano hanno sviluppato plurali maschili in –i (braccio, -i) VI classe: originariamente composta da monosillabi come re e gru, si è arricchita grazie a prestiti, ai linguaggi specialistici e alle abbreviazioni L’ aggettivo L’aggettivo è una parte variabile del discorso che modifica il significato del nome a cui si riferisce, aggiungendo una qualità o una determinazione. Flessione dell’aggettivo Classe Singolare Plurale Genere I o i m II a e f III e i m/f Aggettivi invariabili: alcuni colori / parole che terminano con vocale accentata (indù) / prestiti da lingue straniere (rock) Accordo dell’aggettivo con più nomi:
indiretto) Caratteristiche dei pronomi atoni - Precedono o seguono immediatamente il verbo e il nesso pronome verbo non può essere interrotto con l'inserimento di nuovi elementi - Non possono comparire in assenza del verbo Risalita del clitico Devo dirgli una cosa/ Gli devo dire una cosa Quando abbiamo un verbo modale (potere, volere…) ci sono due forme verbali e il parlante ha possibilità di scelta ma nell’italiano contemporaneo il clitico è risalito = nella maggior parte delle comunicazioni si preferisce la risalita Pronome atono o tonico? Cambia completamente la funzione pragmatica (scopo) della comunicazione “Ti parlo”: constatazione o descrizione di un fatto “Parlo a te”: richiamo fatico o rimprovero Il pronome tonico dà maggiore rilievo alla persona, il pronome atono all’azione Complemento di termine: complemento indiretto che indica la persona, l’animale o la cosa su cui ricade l’azione espressa dal verbo – si usa la forma atona che si integra al verbo (Devo comprarle un libro) Forme pronominali dell’italiano neostandard GLI - Nell’italiano colloquiale si utlizza “gli” anche per il femminile - “Gli” è diventato un clitico “tuttofare” che utilizziamo per il maschile il femminile e il plurale CI - Ha il valore di “con lui” - Funzione di plurale: non ci puoi contare su lui, su loro NE - Per esprimere quantità - Sostituisce Di + pronome dimostrativo e Da + pronome dimostrativo (Non ne ho idea / Ne ho sentito parlare = Non ho idea di questa cosa / Ho sentito parlare di lui) Pronomi combinati:mi ti ci vi si gli le diventano me te ce ve se glielo/a/i/e e si combinano con altri pronomi– pronomi clitici combinati Forme univerbate: i pronomi si attaccano al verbo Infinito Participio Passato Imperativo - casi in cui l’unione con il pronome porta al raddoppiamento della consonante (dimmelo) Gerundio (giocandemelo) Verbi servili o modali – il pronome si può unire sia al verbo modale che all’infinito a scelta del parlante Funzione dei pronomi nel testo DEITTICA = quando si riferiscono ad una cosa o persona presenti nella situazione comunicativa ANAFORICA = quando si riferiscono ad un elemento antecedente già menzionato nel testo CATAFORICA = quando si riferiscono ad un elemento che comprare successivamente nel testo (utilizzata per creare un’aspettativa nel lettore) – in funzione cataforica si utilizzano solo i pronomi atoni Pronomi allocutivi Pronomi con i quali ci rivolgiamo alle persone Ci sono pronomi per il registro informale (tu, voi) e formale (lei, ella –estremamente formale-, voi – imposto come allocutivo singolare nel periodo del fascismo-, loro) informale formale singolare tu Lei, ella, voi
plurale voi Voi, loro Pronomi doppi Vanno sempre insieme “Chi” e “quanto” vengono chiamati doppi perché possono essere sostituiti da due pronomi insieme, si usano indifferentemente Chi = Colui il quale, Colei che… / quanto = Tutto quello che Pronomi possessivi Esprimono il possesso di un elemento Sono sempre preceduti dall’articolo La radice si accorda in persona e numero al possessore e la desinenza al soggetto. Uso sostantivale del pronome possessivo