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riassunto white spaces, il libro richiesto dalla panarese
Tipologia: Dispense
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Dal 1984, Levinson guerrilla che diventava sinonimo di virale: è un corpo di strumenti non convenzionali che perseguono obiettivi convenzionali – metodo provato di ottenere profitti a budget minimo. Il budget può essere sia poco che molto. Eco nel 1973 guerrilla affianca la tradizionale, è parallela. La comunicazione non convenzionale, non rispetta regole precise, si sviluppa in maniera sorprendente rispetto alla tradizionale e si traduce in meccanismi di amplificazione del messaggio risultati sup all’investimento. Capacità di mettersi in contatto in modo diretto, provocatorio e sorprendente con il consumatore. Disciplina dalle definizioni mutevoli, la semiotica si designa come scienza che studia i sistemi di significazione e comunicazione e/o scienza dell’alternativa.
Consumer Culture Theory – Askegaard: il potere del consumatore risiede non tanto nella sua abilità di rifiutare prodotti e messaggi proposti dalmarketing, ma di utilizzarli e costruirci la propria identità. La forza del c. si evidenzia negli adattamenti e manipolazioni creative dei significati e degli usi indotti dal marketing dei prodotti e delle pubblicità la figura del poacher sviluppo nuove idee. Jenkins. No la figura del culture jammer (attivista sociale).
Si fa originiare la comunicazione non convenzionale dalla contro-cultura bohemien – anni 60 – undergorund. La voce contro le multinazionali e il consumismo di massa -> hanno portato all’assimilazione all’intero della nostra cultura di questi concetti, rendendone parte integrante ed ideologie di mercato. La ribellione, i graffiti e l’arte visiva Warhol con le Zuppe Campbell commentava il consumismo e invadenza delle marche o Antonio Brasho con le lattine spray come se fossero estensioni di brand di lusso. Quindi comunicazione non convenzionale. Subvertising: storpiatura delle comunicazioni pubblicitarie – opere d’arte a critica della comunicazione pubblicitaria e multinazionali. Ora i grandi brand si propongono come patrocinatori e promuovono iniziative artistiche Miuccia prada.
La comunicazione non convenzionale non è solo media non convenzionali ma anche utilizzo non convenzionale di media tradizionali. 4 combinazioni possibili:
Rischio è quello di non essere compresi dal target a cui ci riferiamo o salate sanzioni quando il non convenzionale riguarda ad esempio street marketing, di carattere selvaggio che utilizza il bene comune e deve essere autorizzata dalle istituzioni. O anche per l’ispirazione – Roberto Cavalli. Le stesse agenzie quando propongono il non convenzionale dovrebbero esporre sia i pregi che i difetti e i problemi nel quale azienda potrebbe incappare, come multe e sanzioni.
Attenzione anche al rischio di critica e snaturamento del messaggio: il writing ad esempio è una filosofia, movimento socio culturale. Elevati rischi di attacco se si utilizza e si snatura il senso di queste forme di comunicazione. Occorre coinvolgere i consumatori nella cd brand conversation, partecipazione da parte della comunità di appassionati stimolare il coinvolgimento del pubblico, portando con se una componente di aleatorietà difficile da valutare e prevedere. Pubblicità violata di Gap per razismo, hanno cambiato immagine profilo con il modello della religione sikh e poi publicity gratuita. Native Advertising: E’ una forma di pubblicità contestuale online , diffusasi rapidamente negli ultimi anni, che consiste nell’inserimento di contenuti pubblicitari all’interno di contesti coerenti con questi ultimi e che cercano, anche visivamente, di omogeneizzarsi al contorno in cui sono inseriti. Un tipico esempio di native advertising può essere rappresentato dall’inserimento di una pubblicità di scarpe da calcio all’interno di un articolo che parla di una partita o di un calciatore. La ratio a monte del native advertising è relativa al flusso di pensiero del consumatore. Una pubblicità di tipo contestuale non interrompe l’attenzione dell’audience di riferimento, anzi, dovrebbe creare interesse e coinvolgimento superiori alla pubblicità tradizionale.
Si suddividono eventi per la loro invasività:
Scarsa Ripetibilità: non si può riproporre una comunicazione non convenzionale – perde di originalità e imprevedibilità che sta alla base del concetto di non convenzionale. Caso Dove con Evolution – video virale del 2006 in una bellezza da Photoshop - cambiando target (mamme) con Onslaught Dove no successo – dopo rifanno ok con Dove Real beauty Sketches vendite incrementali per 24 milioni di dollari, ROI del 550 per cento. Il rischio ripetibilità è stato scongiurato dalla forza dell’insight e del payoff ”Real Beauty” che ha una forza evocativa tale da non perdere efficacia.
Difficoltà di misurazione: valutazione dell’efficacia – estemporaneità degli attacchi e tipologia di strumenti utilizzati. Ovviamente se c’è la rete, possiamo valutare come. Ogni volta che la direzione di marcia cambia, ci si troverà a dover affrontare la questione di come poter valutare i ritorni dell’investimento
Contaminazioni: sempre cercare la fluidità, esplorare i confini della società contemporanea, sviluppi negli altri ambiti da trasferire poi il contenuto alla comunicazione edge marketing, cool hunting e cult searching che studiano le tendenze e le opportunità di trasposizione nel mondo della comunicazione. Enrich: arricchire, ricercare la molteplicità di stimoli e poi potenziare il pensiero, cercando una semplificazione e poi la sintesi.
La CREATIVITÀ DI MARCA ha cambiato il proprio livello di azione per far parlare la marca secondo logiche anticonvenzionali anche in relazione ai propri standard di intervento. La nuova moneta è il tempo come il consumatore lo spende, bisogna cercare touchpoints continui
CAP 3 – LA GUERRA PER VINCERE ATTENZIONE DEL
CONSUM.
Visione e strategia si combinano come in guerra: ambush marketing e guerrilla. Dopo il secondo dopoguerra Carosello, dove la pubblicità si trasforma in un programma a causa della felicità con la quale i cons guardavano. Dal 3 febbraio 1957 al 1 Gennaio 1977.
2 eventi chiave per il futuro della comunicazione.
Il caso dello spot per la paraolimpiadi, visione diversa degli atleti disabili come eroi senza nessuno scontro. Un Evento da seguire
CAP 5 – INSIGHT NON CONVENZIONALI DEL PLANNING
STRATEGICO
Il consumatore “consuma”. media e abitudini di comunicazione hanno subito negli ultimi anni un’evoluzione tale da richiedere un riesame del termine con cui fino ad oggi abbiamo definito gli individui. Due fattori:
Trasformazione completa del settaggio delle agenzie – non si definiranno più digitali in quanto saranno tutte digitali, e ogni cosa che faranno avrà un’anima digitale. La rivoluzione digitale sconvolge il modo di fare comunicazione: da broadcasting ovvero one to many a narrowcasting e engagement aumentata – quantità di interazioni superiore e qualità. La misura della attrazione sarebbe la quantità di tempo spesa nel corso della relazione intrapresa. Relazioni durature e di qualità attraverso la attivazione di molteplici e rilevanti canali di dialogo coinvolgere audience e consapevolezza che quando avviene saranno i consumatori stessi a proteggere la marca dagli attacchi. Regole chiave di connessione:
C’è bisogno di pianificare le strategie non convenzionali: c’è necessita di pianificazione degli obiettivi a medio-lungo termine e della coerenza di marca, in quanto la marca si sviluppa attraverso la costruzione di un insieme di percezioni che sono tra loro coerenti nel tempo. La comunicazione non convenzionale impatta anche sul ruolo dello strategic planning dell’agenzia e sull’utilizzo da parte delle aziende. Il planner è la voce del consumatore, un buon planner deve capire dove a la società nel suo insieme e dove vanno gli individui a prescindere dal fatto che consumino o meno. La marca è un accelleratore emozionale il planner è colui che gestisce il capitale collettivo di percezioni alla marca, garantendo la coerenza valoriale e prolifica articolazione di tutte le forme. Se si vuole raggiungere obiettivo ambizioso di pianificare comunicazione non convenzionale, bisogna impostare intero progetto in modo non convenzionale fin dall’inizio. L’ immediatezza non è solo caratteristica di come la società comunica oggi, ma deve essere alla base anche della progettazione. Il brief deve essere immediato, breve. Bisogna determinare cosa scrivere e cosa non scrivere che è altrettanto importante. Stesso principio vale per l’insight che deve trovare una verità sintetica ma assoluta, nascosta ma evidente una volta riconosciuta e semplice ma non semplicistica. Deve identificare immediatamente una leva di comunicazione rispetto alla quale creare una creatività efficace e inaspettata il consumer insight è il tentativo di rissumere identità, abitudini e desideri Cultura Insight: le marche che hanno cambiato il mondo non hanno mai ascoltato la cultura di consumo esistente ma hanno puntato a creare una nuova cultura di consumo.
CAP 6 – PURCHÈ SIA CONVERSAZIONE
Media classici: affissione, stampa, radio e televisione. Boom digital advertising 20%, tenuta radio e cinama, non decrescita della televisione 51%, crisi periodici e quotidiani (10 e 7).
Mezzo più usato e anche il meno aristocratico, attaccare un foglio sul uro. La sua fruizione è spesso in movimento distratta da altri mille segnali, passanti e quindi ha pochi secondi di aattenzione.
Sono entrate in crisi tv generaliste ma sono proliferati canali digitali, targettizzati e specializzati sulle nicchie
2 grandi fattori che hanno contribuito sinergicamente al cambiamento enorme nel mondo della comunicazione:
CAP 7 – PUBBLICITÀ QUASI GRATIS Su internet si può fare pubblicità quasi gratis caricare un video non costa nulla, tranne che produzione del contenuto stesso. Fondamentali sono le visite organiche, che sono diverse da quelle sponsorizzate a pagamento. Queste avvengono per passaparola, perché il video diventa virale etc. Non sono quindi a pagamento, sono quasi gratis tutto sta nella capacità di attirare interesse delle persone. qualcosa di interessante da dire, trovare il modo di far arrivare il messaggio al pubblico senza mai dimenticarci che il nostro lavoro non è uello di attirare audience fine a se stessa ma portare risultati all’azienda per cui stiamo lavorando creare contenuti di grande appeal. Lo scenario di internet non è semplice, si lotta per la conquista di attenzione. Il web ha cambiato e continua a cambiare relazione tra soggetti nel mondo della pubblicità.
CW: il suo obiettivo è quello di far passare al meglio il messaggio del brand attirando attenzione del consumatore – risponde dell’ efficacia ma non dell’efficienza. Il WebCW dovrà invece scrivere un post che dovrà far passare i contenuti del brand e intrattenere il consumatore – SEO Friendly per farlo apparire nei risultati di Google conoscenze necessarie per sapere come funziona motore di ricerca e come scrivere in modo corretto. Un creativo prima di scrivere un contenuto per la rete deve consultare un medi planner che dispone di strumenti adeguati per individuare quali sono argomenti correlati a quello di cui si deve scrivere e poi adattare di conseguenza la creatività per far si che questa venga ricercata e letta dal maggior numero di persone.
SI Può CREARE INTERESSE
Prosumer= produttore e consumatore – il web ha dato possibilità di farsi sentire, di comunicare e non altera la dinamica di relazione tra i due, uno compra e uno vende. L’assetto viene messo in discussione proprio dal web brand contro consumatore che viene privilegiato dai nuovi algoritmi Google che mette in risalto i contenuti provenienti dagli utenti a discapito delle imprese e si troveranno in un posto più alto nella SERP Search Engine Results Page. Riescono ad ottenere più interazione a causa di linguaggio informale, argomenti scottanti, pettegolezzo: cosa che le aziende non possono.
Anche in questo caso, i brand hanno limitazioni che editoriali online non hanno, dovuto al linguaggio, piuttosto che temi. Il brand da quando ha deciso di diventare media company è cambiato tutto. Il brand comprava spazio dal mezzo in cui metttere il suo spot: uno faceva i contenuti, l’altro pagava per favere il proprio spot.Ad esempio se si parla di cucine Giallo Zafferano di Banzai (editore) è imbattibile. Il punto debole dell’editore rispetto al brand è la difficoltà ad essere presente con la sua comunicazione anche fuori dal web – poche le riviste online che riescono ad ottenere touchpoints anche con l’esterno reale.
condividerlo. Quando consigliamo qualcosa a qualcuno, mettiamo in gioco anche le nostre personalità e i nostri gusti. È un atto di associazione molto forte. Il successo di un video sul web deriva dalla poteza dell’idea creativa e nella sua realizzazione. WEB EQUITY: coefficiente di viralità – reputazione web di un brand addirittura si riesce ad elidere la sfera digitale da quella analogica, attraverso delle forti operazioni web che incarnano valori rappresentativi del brand.
sulle piattaforme web dove siamo presenti. L’engage piace agli algoritmi di Google: più un nostro contenuto, articolo, pagina è commentato, cliccato e repostato, più salirà nel SERP. Algoritmo più semplice è quello di vedere quante persone a noi collegate si interessano all’articolo – a quel punto si penserà che l’articolo che piace a tutti piacerà anche a me in quanto collegato a tutti loro. Non tutti i fan della nostra pagina vedono i post, anzi, solo il 10%: Per mantenere più alto o si paga, o si cerca di aumentare il livello di engage. Every company is a media company possibilità di strategia nel web se collaborazione ad esempio con youtubers o webstars che possono riferirsi al target con il loro linguaggio “The Pills”
ma si tratta di casi rarissimi anzi ora possiamo mettere like alle marche, ma non ci sentiremo mai legati e provare sensazioni forti per un brand. Creazione di brand ambassador – relazione. Iscrizione al fan club, cosa vuole il consumatore? Intrattenimento, informazioni e vantaggi economici. Stimolare engage è uno degli obiettivi fondamentali della media strategy, vogliono sapere di più su di noi, avere un canale di comunicazione privilegiato, sentirsi SPECIALI. Nella costruzione della web equity è importante avere fan coraggio è apprezzato. Il tempismo è un fattore determinante: essere i primi a fare qualcosa vuol dire garantirsi un vantaggio competitivo tale da diventare in alcuni casi incolmabile.
CAP 8 - UNCONVENTIONAL E MAINSTREAM
Non tutti gli schermi sono stati creati uguale, anzi, ognuno svolge un ruolo diverso nella nostra vita: la televisione ci guida e ci trasporta in un altro mondo; il computer ruolo di saggio che ci fa imparare; schermi mobili virtù e debolezze, integrazione e ci fa sentire parte di qualche cosa. Tablet: ci sembrano magici, siamo affascinati dalle mille cose che può fare, enfatizza flex e interagisce in modalità seamless con il nostro ambiente offrendo competenze e esperienze. Siamo caratterizzato dall’ always on, iniziando con le email push del blackberry fino ad oggi. “Not Avaiable on the App Store” non tutto possiamo vedere e fare attraverso l’apple store. 70% hanno applicazione fb in prima pagina, 62% google, 17% youtube, TW 85%, Gaming 1%.
Dare vita a nuove storie bottom-up che contengano creativamente al loro interno brand e prodotti attenzione ad un rischio determinato da superficialità: scadere nell’astroturf ovvero termine utilizzato per indicare le campagne che con mezzi inautentici e ingannevoli hanno nascosto la provenienza commerciale della propria fonte.
Versione Più mobile centrica dei risultati locali all’interno dei risultati dei motori di ricerca. Naturale risultante della diffusione globale degli smartphone che consentono una precisione “locale” e microgeografica più accurata rispetto alle ricerche effettuate via PC Foursquare metà app, metà social network che sdogana i check in nelle location e un motore di suggerimenti basato sulla prossimità e sui consigli degli amici. Interesse alle tecnologie, ibeacon di apple, sono in grado di riconoscere gli spostamenti dei consumatori all’interno di uno spazio chiuso e di adeguare i flussi di comunicazione in base alla posizione della persona, rilevata con estrema precisione. marketing di prossimità: è una tecnica di marketing che opera su un'area geografica delimitata e precisa attraverso tecnologie di comunicazione di tipo visuale e mobile con lo scopo di promuovere la vendita di prodotti e servizi. si tratta quindi di una modalità moderna della distribuzione di volantini pubblicitari cartacei che, trasformati in materiale digitale, possono diventare interattivi tramite gli apparati di proximity marketing più evoluti come il (RFID, NFC, audio di prossimità, motion capture , eye tracking, iBeacon ).
Valorizzazione digitale del purchase funnel, comprensione di come nel cosiddetto first moment of truth (momento dell’acquisto) – lo smartphone può orientare preferenze e intenzioni di acquisto. Recommendation engine, motori di suggerimento che in base a diversi criteri di rilevanza individuale influenzano la scelta di prodotti e di servizi. Suggerimenti hyper local, contestuali, automatici in relazione alla posizione Gps dell’utente.
Ubiquità tecnologoca: intreccio alla vita quotidiana in maniera pervasiva, interattiva e seamless realtà miscelata ci attende, unione tra mondo fisico e virtuale produce nuovi ambienti in cui oggetti fisici e digitali co – esistono e interagiscono in tempi reale dialogare con i dispositivi wereable. Il brand ora può essere vestito, nascita di un ecosistema solare: device, tablet e tutti sono pianeti in cerca di qualcosa in cui girare – il brand deve immaginae dunque di essere al centro di un universo crossmediale – I mobile marketer disegnano e costruiscono universo in cui la forza scatenante della marca pone i suoi prodotti e servizi in un circolo virtuoso di touchpoint comunicativi in grado di offrire valore aggiunto.
Estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti: oggetti si rendono comprensibili e acquisiscono intelligenza artificiale grazie al fatto di poter comunicare dati su stessi e accedere a informazioni aggregate da parte di altri. Device connessi. NEST di Tony Fadell oggetti controllabili da remoto che percepiscono le nostre abitudini. CarPlay di Apple, iOS delle macchine. Ecosistema crossmediale, Internet of Things è un campo perfetto per i mobile marketer. Amalisi, dati e spazio privilegiato per la comunicazione d’impresa. Le imprese hanno possibilità di embeddare comunicazione all’interno del proprio sistema d’offerta incrementando il potenziale narrativo e di storytelling potenzialmente all’infinito. Sistema coerente di oggetti che comunicano e danno vita ad un’intelligenza ibrida, a metà tra naturale e artificiale.
Il nostro dispositivo mobile sfuma continuamente confini tra vecchio e nuovo. Senza le app i nostro smartphone sarebbe inutile assume significatività individuale. Il flusso costante di upgrade e iterazioni che ha contraddistinto l’ecosistema mobile e digitale inizia sempre più a influenzare il mondo degli oggetti fisici. Upgradia: variazioni sullo stesso tema: oggetti banali diventano intelligenti e migliroabili esternamente attraverso upgrade di software e nuove funzionalità digitali cultura del DIY Do it Yourself: molti upgrade saranno prodotti e commercializzati dal basso. Importanti risvolti della psicologia dei consumi: nel tempo, l’iterazione delle novità arricchisce il continuo calcolo rapporto qualità prezzo. Gioia della novità: potenzialmente riverbare all’infinito e applicazioni di queste possibilità devono essere studiate dalle imprese
non digital al fine di incontrare tipi di aspettative digitali nel mercato. Ad esempio ruota copenaghen assiste la pedalata automaticamente tramite un computer di bordo.
CAP 9 – DIGITAL IS
Le piattaforme digitali diventano luoghi dove i consumatori preparano le proprie scelte e maturano le proprie decisioni di consumo. DAL Research online, Purchase Offline Research offline, Purchase Online in quanto potrebbe essere anche più conveniente per il consumatore. Per conquistare quote di mercato no clienti spendere di più, ma oiù clienti in generale, conquistare nuovi user della categoria. È tipico trovare nei brief obiettivi di aumentare frequenza di acquisto del prodotto per prodotti che sulla carta hanno raggiuntoil 90% di penetrazione di mercato. Ad esempio più della metà di acquirenti cocacola acquista una o due lattine l’anno. Per aumentare la quota di mercato: presenza fisica ( PUNTO VENDITA) e mentale (advertising). Bisogna raggiungere tutti i consumatori.
La ricerca TouchPoints ROI Tracker può aiutarci a lavorare in questa direzione e gli studi ad oggi disponibili hanno permesso di dimostrare il ruolo che ciascun touchpoint gioca nella generazione di esperienza di marca, ovvero di visibilità fisica e mentale presso il parco consumatori. Quindi conferma di alcune regole storiche della comunicazione + individuare strategie di investimento molto precise all’interno di ciascuna categoria merceologica.
È impossibile arrivare a regole standard in quanto la user experience è molto variabile tra i settori merceologici. Bisogna sviluppare la brand user experience di una marca sola
Il Processo di digitalizzazione che ha ibridato i mezzi di comunicazione, ha trasformato anche le discipline del planning, buying e creatività. Il media buying si converte in programmatic marketing: modalità di acquisto della pubblicità che trova applicazione nell’ambito digitale ma verrà estesa anche a quelli tradizionali. La percentuale di investimento rappresenta il 9% - Real time Bidding o Porgrammatic Buying. Processo di acquisto totalmente automatizzato: acquirente e venditore dialogano attraverso una piattaforma che li mette in contatto sfruttando tecnologie in tempo reale ottenendo massimo dei vantaggi e sfruttando tutte le opzioni commerciali inserite a sistema (bacino di inventory pubb). L’ OGGETTO DELLA TRANSIZIONE è L’ AUDIENCE – Selezionata non più solo su principi socio-demografici ma anche in funzione di interessi e comportamenti di navigazione. Prima le concessionarie pubblicano listini afferenti politiche commerciali in cui vendono spazi pubblcitari a determinati costi e per un periodo futuro. Gli inserzionisti pubbliicitari (da soli o con consulenti) utilizzano indagini di misurazione audience per stimare i contatti che gli spazi riusciranno a generare; successivamente fase di contrattazione tra i due. Infine dopo questa fase complessa, segue post valutazione. Ora tutto questo è simultaneo con il pm advertising network: Acuistare impression da diversi editori e venderle, profilate e confezionate secondo modalità di targeting socio demografico, comportamentale e contestuale, il tutto attraverso meccanismo di asta (bid)/ fase di sviluppo successiva: advertising exchange un’ulteriore tipologia professionale specializzata nell’acquisto di spazi in modalità programmatica
CAP 11 – EFFETTI DELLA CREATIVITÀ
L’interesse da parte del consumatore verso le marche è prevalentemente scarso:
Componente della soggettività della percezione è al massimo. Il rapporto tra le azende e creatività delle campagne è controverso sempre caute. Le idee innovative sono caratteristiche di lancio di prodotti nuovi o di piccole aziende o se con poco budget. Il coraggio è assumersi qualche rischio. La necessità di preservare la marca prevale sull’esigienza di una creatività rivoluzionaria – tutti sono convinti che la creatività dia fama e premi, ma a vendere meglio i prodotti siano le campagne più tranquille. Eppure la creatività funziona molto bene ROI di investimento più alto generando in media 6% di crescita sulla quota di mercato per ogni excess share of voice (punti) – differenza tra share of voice e share of market. – il guadagno è circa di 12 volte superiore.
Natura e contributi della creatività:
La creatività è un ottimo strumento per superare le barriere di resistenza che i consumatori immettono nella loro vita per le pubblicità. La campagna creativa, inattesa e diversa dalle altre richiama l’attenzione: smette di fare quello che stava facendo per guardare la pubblicità contrast effect arousal ovvero stato di allerta e iperattività dovuta al tentativo di decodifica del messaggio. Accellera la capacità di ricordo e di