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riassunto wiki gadda, Schemi e mappe concettuali di Filologia

riassunto edizione digitale wiki gadda

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 08/08/2025

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L’edizione WikiGadda
Tra i cantieri di lavoro filologici sugli autori della letteratura italiana, quello di Gadda è tra i più fecondi, anche
per aver avuto il merito di aver riunito studiosi di vari secoli: Dante Isella, Gavazzeni e l’Università di Pavia,
dove si sono tenuti innumerevoli seminari. Ben dieci anni sono stati necessari per la stesura di Eros e Priapo, la
cui storia è emblematica per metodologie e dinamiche. Bisogna partire da molto lontano, esattamente dal 1944,
quando Gadda lascia la sua casa di via Emanuele Repetti 11, passa l’Arno e approda a Roma. Nel frattempo,
viene pubblicata l’Adalghisa (dicembre 1943). Gadda era allora completamente assorbito da un immane
progetto: contribuire al riscatto e alla resurrezione dell'Italia con una temeraria, spietata analisi di «que' modi e
que' procedimenti oscuri dell'essere che pertengono alla zona dell'inconscio». Di più: di questo incandescente
libro - Eros e la banda – aveva tempestivamente concordato la pubblicazione con Enrico Falqui, che dirigeva
allora le Nuove Edizioni Italiane (il contratto era stato stipulato il 10 ottobre), e portato a termine, malgrado la
fame e la miseria, il capitolo I già nel dicembre. Un'oltraggiosa violenza, quella di Eros e Priapo, destinata a
suscitare «scandalo non piccolo nei cuori pudibondi», confessa Gadda a Falqui. È come se, a libro ormai
delineato, Gadda si rendesse conto sino in fondo che è una bomba sul punto di esplodergli fra le mani.
Provvidenziali giungono quindi, nell'ottobre 1945, la rottura di Falqui con le N.E.I., dovuta alla scarsa
diffusione di «Poesia» e «Prosa», e il consiglio di svincolare Eros e Priapo (ormai in fase di ricopiatura) per
cederlo alla Mondadori. Tutto sembra andare per il meglio: il 25 novembre Gadda sottopone ad Alberto
Mondadori una lampeggiante scheda descrittiva e ottiene il suo immediato, entusiastico consenso. Tuttavia, la
irriducibile ripugnanza di Gadda per l’esclusiva ostacolerà il progetto. Ma se Alberto non riuscirà a coronare il
sogno di pubblicare la violenta invettiva gaddiana lo si deve anche a un episodio di capitale importanza. Benc
tormentato, nell'aprile del 1946 Gadda si impegna infatti a preparare per «Prosa», la rivista di Gianna Manzini,
il capitolo I di Eros e Priapo e di lì a poco è pronto il titolo, Il bugiardone. Di lì a un mese, Gadda riceve di
ritorno il manoscritto, respinto perché «intollerabilmente osceno».
Solo con il 1950 inizia una fase positiva della vita di Gadda: che entra alla RAI, vince il Viareggio con Novelle
dal Ducato in fiamme e sperimenta «il peso della gloria, stringe anche accordi con quelli che saranno i suoi
editori: Einaudi e Garzanti. Alberto Mondadori e Eros e Priapo sono, si direbbe, acqua passata. Il fatto che
Gadda, il 16 marzo 1951, proponga a Bonsanti per «Letteratura» il capitolo III induce a dubitarne. Di più:
mostra fino a che punto egli tenesse alla sua «priapologia»: fino al punto, cioè, di ritentare la sorte, di riaprire
una ferita mai cicatrizzata. Perché il progetto possa giungere in porto occorrerà tutta l'audacia di un amico: Pier
Paolo Pasolini.
Dell'esistenza del dattiloscritto utilizzato da Gadda e Siciliano per EP67 era venuto a conoscenza, negli anni
Ottanta, direttamente Giorgio Pinotti. Si tratta del dattiloscritto su cui si fonda il primo restauro compiuto
nell'edizione Garzanti del 1992. Il lavoro in vista della nuova edizione cartacea, che apparirà nel 2016 da
Adelphi, ha conosciuto una prima fase di sviluppo nel biennio 2006-2008, allorché abbiamo recuperato il
dossier genetico e, sulla base dei documenti rimasti, ricostruito la storia di un caso filologico eccezionale, per
quantità e qualità dei materiali, tanto da diventare emblematico delle «edizioni d'autore coatte». La seconda
fase, durata dal 2009 al 2010, ha visto la collaborazione di un gruppo di lavoro di studenti dell'Università di
Siena, con cui, sempre sulla base dei materiali a disposizione, è stata allestita una piattaforma di lavoro, Wiki
Gadda (www.filologiadautore.it/wiki), una innovativa metodologia di lavoro filologico che ha visto il testo
diventare un vero e proprio caso di studio ecdotico per un'edizione partecipativa e collaborativa, mai
sperimentata precedentemente e realizzata in parallelo a corsi e seminari universitari tenuti a Siena, Padova,
Milano, e poi all'Università La Sapienza di Roma. Con il 2010 e la scoperta, nel Fondo Liberati di Villafranca di
Verona, dell'originario manoscritto, l'edizione ha subito una svolta e i criteri ecdotici sono radicalmente mutati.
La campagna di digitalizzazione di A, infatti, ha mostrato l'esistenza di più serie correttorie, alcune delle quali
attribuibili alla fase finale di elaborazione e quindi non documentabili nella nuova edizione, che aveva come
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L’edizione WikiGadda Tra i cantieri di lavoro filologici sugli autori della letteratura italiana, quello di Gadda è tra i più fecondi, anche per aver avuto il merito di aver riunito studiosi di vari secoli: Dante Isella, Gavazzeni e l’Università di Pavia, dove si sono tenuti innumerevoli seminari. Ben dieci anni sono stati necessari per la stesura di Eros e Priapo, la cui storia è emblematica per metodologie e dinamiche. Bisogna partire da molto lontano, esattamente dal 1944, quando Gadda lascia la sua casa di via Emanuele Repetti 11, passa l’Arno e approda a Roma. Nel frattempo, viene pubblicata l’Adalghisa (dicembre 1943). Gadda era allora completamente assorbito da un immane progetto: contribuire al riscatto e alla resurrezione dell'Italia con una temeraria, spietata analisi di «que' modi e que' procedimenti oscuri dell'essere che pertengono alla zona dell'inconscio». Di più: di questo incandescente libro - Eros e la banda – aveva tempestivamente concordato la pubblicazione con Enrico Falqui, che dirigeva allora le Nuove Edizioni Italiane (il contratto era stato stipulato il 10 ottobre), e portato a termine, malgrado la fame e la miseria, il capitolo I già nel dicembre. Un'oltraggiosa violenza, quella di Eros e Priapo, destinata a suscitare «scandalo non piccolo nei cuori pudibondi», confessa Gadda a Falqui. È come se, a libro ormai delineato, Gadda si rendesse conto sino in fondo che è una bomba sul punto di esplodergli fra le mani. Provvidenziali giungono quindi, nell'ottobre 1945, la rottura di Falqui con le N.E.I., dovuta alla scarsa diffusione di «Poesia» e «Prosa», e il consiglio di svincolare Eros e Priapo (ormai in fase di ricopiatura) per cederlo alla Mondadori. Tutto sembra andare per il meglio: il 25 novembre Gadda sottopone ad Alberto Mondadori una lampeggiante scheda descrittiva e ottiene il suo immediato, entusiastico consenso. Tuttavia, la irriducibile ripugnanza di Gadda per l’esclusiva ostacolerà il progetto. Ma se Alberto non riuscirà a coronare il sogno di pubblicare la violenta invettiva gaddiana lo si deve anche a un episodio di capitale importanza. Benché tormentato, nell'aprile del 1946 Gadda si impegna infatti a preparare per «Prosa», la rivista di Gianna Manzini, il capitolo I di Eros e Priapo e di lì a poco è pronto il titolo, Il bugiardone. Di lì a un mese, Gadda riceve di ritorno il manoscritto, respinto perché «intollerabilmente osceno». Solo con il 1950 inizia una fase positiva della vita di Gadda: che entra alla RAI, vince il Viareggio con Novelle dal Ducato in fiamme e sperimenta «il peso della gloria, stringe anche accordi con quelli che saranno i suoi editori: Einaudi e Garzanti. Alberto Mondadori e Eros e Priapo sono, si direbbe, acqua passata. Il fatto che Gadda, il 16 marzo 1951, proponga a Bonsanti per «Letteratura» il capitolo III induce a dubitarne. Di più: mostra fino a che punto egli tenesse alla sua «priapologia»: fino al punto, cioè, di ritentare la sorte, di riaprire una ferita mai cicatrizzata. Perché il progetto possa giungere in porto occorrerà tutta l'audacia di un amico: Pier Paolo Pasolini. Dell'esistenza del dattiloscritto utilizzato da Gadda e Siciliano per EP67 era venuto a conoscenza, negli anni Ottanta, direttamente Giorgio Pinotti. Si tratta del dattiloscritto su cui si fonda il primo restauro compiuto nell'edizione Garzanti del 1992. Il lavoro in vista della nuova edizione cartacea, che apparirà nel 2016 da Adelphi, ha conosciuto una prima fase di sviluppo nel biennio 2006-2008, allorché abbiamo recuperato il dossier genetico e, sulla base dei documenti rimasti, ricostruito la storia di un caso filologico eccezionale, per quantità e qualità dei materiali, tanto da diventare emblematico delle «edizioni d'autore coatte». La seconda fase, durata dal 2009 al 2010, ha visto la collaborazione di un gruppo di lavoro di studenti dell'Università di Siena, con cui, sempre sulla base dei materiali a disposizione, è stata allestita una piattaforma di lavoro, Wiki Gadda (www.filologiadautore.it/wiki), una innovativa metodologia di lavoro filologico che ha visto il testo diventare un vero e proprio caso di studio ecdotico per un'edizione partecipativa e collaborativa, mai sperimentata precedentemente e realizzata in parallelo a corsi e seminari universitari tenuti a Siena, Padova, Milano, e poi all'Università La Sapienza di Roma. Con il 2010 e la scoperta, nel Fondo Liberati di Villafranca di Verona, dell'originario manoscritto, l'edizione ha subito una svolta e i criteri ecdotici sono radicalmente mutati. La campagna di digitalizzazione di A, infatti, ha mostrato l'esistenza di più serie correttorie, alcune delle quali attribuibili alla fase finale di elaborazione e quindi non documentabili nella nuova edizione, che aveva come

obiettivo la ricostruzione della fisionomia originaria del saggio, precedente la fase di autocensura. È stato quindi necessario scorporare dal testo l'ultima serie di correzioni, quella apportata durante la revisione dei primi anni Sessanta, riconoscibile da elementi di carattere grafico, topografico, testuale. Ci troviamo di fronte, quindi, a un caso eccezionale di filologia d'autore, che ha richiesto l'elaborazione di una metodologia ecdotica specifica. Wiki Gadda è la piattaforma digitale che accoglie i lavori dell’autore milanese. La sezione più vasta e importante della piattaforma, dedicata a Eros e Priapo, è nata inizialmente come espediente volto a semplificare il lavoro di edizione sul testo condotto da un gruppo di studenti dell'Università di Siena, nella prospettiva di una pubblicazione in formato cartaceo. I componenti del team potevano servirsi della piattaforma per scambiare suggerimenti, informazioni e intervenire sull'edizione senza doversi necessariamente incontrare: un semplice sistema di feed li teneva aggiornati sugli interventi effettuati da altri utenti nella sezione di loro pertinenza. È stata la definizione di criteri di riproduzione del testo sempre più tecnici e precisi, rimodulati nel tempo sulla base dell'esperienza e del concreto rapporto con l'autografo, a trasformare progressivamente il laboratorio in una vera e propria edizione digitale, quasi senza che i suoi utenti se ne accorgessero. Oggi lo scopo della Wiki Gadda è quello di ridare leggibilità alla originaria versione di Eros e Priapo, trasmessa da A. Solo una rappresentazione delle varianti che consenta agli utenti di identificare velocemente i luoghi interessati da mutamenti e di ripercorrerne gli eventuali sviluppi permette infatti a un semplice archivio digitale di trasformarsi in un'edizione critica scientifica. All'atto pratico, però, ci si accorge che non è semplice definire un procedimento di rappresentazione che preveda la regolamentazione di ogni singolo caso. Le soluzioni adottate dalla Wiki Gadda mirano a rendere immediatamente evidente sia l'intervento autoriale che il riconoscimento della tipologia di variante, con la ricostruzione della sua storia fino a EP67. L'apparato Wiki, che si svincola dalle abbreviazioni, utilizza per rappresentare le diverse fasi evolutive le pagine della piattaforma:  ogni porzione di testo coinvolta in variante è cliccabile, e conduce a una nuova pagina in cui si legge la nuova lezione.  solo con la riproduzione di A è stato possibile far emergere uno strato di correzioni rispetto lezione base iniziato da Gadda negli anni 60 inchiostro diverso cioè una biro di colore blu. Le correzioni apportate sulla pagina vengono identificate da colori differenti, simili a quelli usati da Gadda. In tal senso, l'esempio più significativo è certamente quello relativo a due diverse e successive campagne correttorie: una prima serie di interventi a lapis e una seconda serie di interventi realizzata con la biro blu, da datare intorno al 1965. Ognuno dei luoghi interessati da queste correzioni è stato infatti evidenziato con un fondino del colore corrispondente alla campagna correttoria dalla quale è stato investito: grigio per le correzioni a lapis e blu per le correzioni a biro blu.  accade spesso che le notifiche siano così tante che l’autore preferisce riscrivere l’intera pagina. In questo caso in Wiki Gadda, le porzioni di testo interessate da questo processo sono delimitate nel simbolo in verde L. Altre volte vengono segnalati attraverso semplice creazione di un link che le parole le frasi in questione.  i segmenti illeggibili di lettura incerta sono invece rappresentati tra parentesi uncinate ed evidenziate in rosso.  le varianti alternative nell'edizione Wiki sono richiamate all'interno della trascrizione da una lettera racchiusa tra parentesi quadre radunate, in ordine progressivo, a conclusione della trascrizione di tutte le carte della sezione.  le note d'autore, invece, sono richiamate all'interno del testo da numeri progressivi racchiusi tra parentesi tonda (1) e radunate in fondo alla pagina, in una fascia separata dalle varianti alternative. L'utilizzo di una piattaforma Wiki per la realizzazione di un'edizione digitale comporta certamente anche dei limiti, primo tra tutti l'impossibilità di affiancare la riproduzione del manoscritto alla trascrizione. Inoltre, Oltre