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Le ricerche osservative e l'analisi funzionale del comportamento, strumenti fondamentali per comprendere e gestire i comportamenti problema nei bambini. Vengono descritti i fattori di disturbo alla validità esterna nelle ricerche educative e l'importanza di una corretta lettura dei comportamenti per interventi efficaci. Le diverse funzioni dei comportamenti problema, come scaricare l'iperattivazione, controllare l'ambiente, ricevere attenzione, ottenere oggetti o evitare situazioni avverse. Inoltre, vengono analizzati i rinforzi diretti e indiretti, le tipologie di rinforzi e gli effetti del rinforzo, come la generalizzazione e la saturazione. Infine, il documento illustra le fasi dell'analisi funzionale, dagli interventi indiretti su antecedenti e conseguenti agli interventi diretti sul comportamento, con l'obiettivo di individuare i fattori che influenzano il comportamento nel contesto specifico.
Tipologia: Appunti
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Tre macro-argomenti del corso:
Che cos’è la ricerca? La ricerca non consiste nell’ accumulare dati perché, se raccolti in modo sbagliato non servono a nulla. La ricerca è una forma di costruzione della conoscenza, realizzata attraverso il metodo scientifico che rispetta tre caratteristiche di fondo:
Servono a osservare e descrivere fenomeni, compiere comparazioni tra gruppi (maschi e femmine, stranieri e non), individuare relazioni tra due fenomeni:
La correlazione non indica una relazione causale → sappiamo solo che c’è una relazione tra x e y, ma non sappiamo quale dei due fattori causi l’altro (es. correlazione tra la visione di episodi violenti in tv e condotta violenta → occhio a non considerare ciò una correlazione causale (episodi violenti in tv aumentano la condotta violenta) perché non sappiamo chi causa cosa (A potrebbe causare B e viceversa o potrebbe esserci anche una terza variabile). La relazione tra i due fattori potrebbe essere mediata da un terzo fattore ignoto!!
Introducono uno o più cambiamenti per verificarne gli effetti sui fenomeni studiati (introduco l’uso delle mappe concettuali per vedere se migliora l’apprendimento): Esperimento → introduco una variabile per studiare come cambia l’altra. In questo caso avrò ho un gruppo sperimentale a cui sottopongo un intervento e un gruppo di controllo al quale non viene sottoposto Quasi esperimento → quando non ho un gruppo di controllo. A scuola la maggior parte degli interventi sono quasi esperimenti perché non ho gruppi equivalenti (ogni classe ha le sue caratteristiche) Esperimenti su casi singoli → testo l’intervento su un singolo caso Ricerca azione → parte da un bisogno della scuola (es. ci sono casi di bullismo, quindi introduco un’educazione affettiva e allo stesso tempo faccio ricerca per verificare che l’azione educativa abbia avuto effetto). ESPERIMENTO: L’esperimento è una riproduzione artificiale, ripetibile, di un fenomeno in una condizione in cui si controllano tutte le possibili variabili intervenienti. È sempre composto da:
Ai bambini bisogna insegnare in maniera concreta!! Le variabili sono utilizzate nella formulazione delle ipotesi di ricerca, CHE SONO:
valutazione iniziale; quindi, deduco che il miglioramento del gruppo 1 è stato causato dalla valutazione, poiché i soggetti si sono abituati a fare quel tipo di test. P I A N O P A R Z I A L E Questo piano viene utilizzato quando si ipotizza l’effetto di più variabili indipendenti separate tra loro, che vengono introdotte in modo sequenziale P I A N O F A T T O R I A L E Il piano fattoriale si utilizza quando voglio studiare l’effetto di più variabili indipendenti contemporaneamente, che interagiscono tra di loro. Questa tipologia di piano è il più frequente di tutti i piani di ricerca. Esempio: → in questo caso si vuole sapere se i bambini comprendono meglio il testo quando il carattere è maiuscolo o minuscolo e quando il carattere è a colori o in bianco e nero. Il colore e la tipologia di carattere sono le due variabili/fattori indipendenti che si vogliono controllare; da questi si possono ottenere quattro tipologie di risultati. Esempio: faccio un lavoro sulle emozioni e allo stesso tempo voglio vedere se impatta la numerosità degli studenti: G1 → lavoro sulle emozioni in grande gruppo G2 → lavoro sulle emozioni in piccolo gruppo G3 → lavoro ordinario in grande gruppo G 4 → lavoro ordinario in piccolo gruppo Fattori di disturbo alla validità interna: importanti!!
Osservazione sistematica → permette di quantificare i comportamenti (es. iperattività, disattenzione, autolesionismo) Analisi funzionale → permette di spiegare i comportamenti in base agli stimoli presenti nel contesto. Si sofferma in particolare su quali sono gli eventi ambientali che hanno scatenato condotte particolari. Risulta quindi indispensabile perché senza di essa noi non riusciamo a capire perché i bambini fanno certe cose, perché si comportano in un determinato modo e ciò ci permette poi di intervenire proprio sui fattori che scatenano o rinforzano tali comportamenti L’OSSERVAZIONE SISTEMATICA Si chiama sistematica perché è una procedura osservativa altamente progettata: prima di andare in aula devo progettare tutto ciò che riguarda l’osservazione (come vogliamo osservare il bambino? Dove? Quando? Quali comportamenti voglio osservare? Come li osservo?). È uno strumento prezioso perché ha tutta una serie di vantaggi che i test non hanno:
L’analisi funzionale è una metodologia osservativa attuata dopo l’osservazione sistematica (il cui scopo è quantificare un dato comportamento) e serve a spiegare e capire quali sono i fattori nel qui ed ora che scatenano un certo comportamento e quali sono i fattori che lo rinforzano. Esempio: L’episodio → durante un lavoro di gruppo in aula informatica, mentre Cristian è seduto ad una delle postazioni, Marco lo spinge via, cercando di farlo cadere dalla sedia La lettura dell’insegnante → l’insegnante ritiene che Marco non sappia attendere il suo turno, anche a causa di una ridotta capacità di tolleranza dell’attesa e della frustrazione L’intervento immediato dell’insegnante → non permette a Marco di prendere il posto di Cristian al pc e lo fa aspettare seduto in un angolo della stanza L’intervento a lungo termine dell’insegnante → cerca di trasmettere a Marco dei modi più funzionali di attendere il proprio turno, senza diventare aggressivo Il risultato → Marco continua a manifestare in modo più o meno saltuario le condotte aggressive Perché i comportamenti aggressivi di Marco continuano? La lettura dell’insegnante: Potrebbe essere sbagliata la lettura dell’insegnante, in quanto il comportamento di Marco potrebbe essere dovuto non alla volontà di passare avanti al compagno ma al tentativo di stabilire con quest’ultimo (dal quale non riceve attenzione) una qualche forma di rapporto, anche se in modo disfunzionale L’intervento immediato dell’insegnante: Chiaramente l’intervento immediato risulta inefficace ed addirittura controproducente, perché allontana ancor di più Marco dal suo obiettivo relazionale L’intervento a lungo termine dell’insegnante: Anche l’intervento a lungo termine risulta inadeguato, perché agisce su una capacità (saper attendere) che non è collegata al comportamento problematico di Marco, mentre sarebbe opportuno lavorare su un’altra abilità carente (saper approcciare gli altri in modo adeguato) Tutto ciò dimostra che, se non leggiamo correttamente i comportamenti dei bambini rischiamo di applicare degli interventi che non risultano efficaci e funzionali, anche se apparentemente lo sembrano → un passaggio fondamentale per la risoluzione dei comportamenti problema è leggere correttamente le situazioni!! L’analisi funzionale è quindi un’analisi che cerca di comprendere le funzioni cui assolve il comportamento problema. FUNZIONI DEL COMPORTAMENTO PROBLEMA
È un’analisi che si effettua senza un’osservazione diretta del comportamento, ma attraverso informatori privilegiati → dunque l’obiettivo è ricostruire a posteriori l’episodio problematico, attraverso le figure che stavano con il bambino quando ha manifestato il comportamento problema. Tale ricostruzione può avvalersi di tre strumenti:
antecedenti, poi modificando le conseguenze → si confrontano situazioni in cui si permette a Marco di allontanarsi dal compito (la conseguenza che lui vuole) e situazioni in cui resta nel compito e vediamo come cambia il comportamento. L’analisi funzionale sperimentale è costruita sullo specifico bambino! ATTENZIONE! Se un comportamento assolve a due funzioni (ad esempio, evitamento del compito e ottenimento dell’attenzione), è fondamentale individuarle ed intervenire su entrambe. Altrimenti, il comportamento sarà mantenuto dalla funzione non trattata. Quando interveniamo su establishing operation, antecedenti e conseguenze si parla di INTERVENTO INDIRETTO Quando interveniamo sul comportamento si parla di: INTERVENTO DIRETTO ABILITATIVO, volto a trasmettere comportamenti alternativi per assolvere alle medesime funzioni. Il comportamento alternativo deve avere tre caratteristiche: