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L'interpretazione del mito di Prometeo nel libro Protagora
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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La storia del progresso scientifico comincia con la scoperta del fuoco. Nella mitologia greca l’umanità ebbe il dono del fuoco da Prometeo. Il mito di Prometeo infatti racconta di due fratelli: uno era curioso ed imprudente chiamato Epimeteo (cioè colui che riflette dopo), mentre l’altro chiamato Prometeo (cioè colui che riflette prima) era molto ingegnoso e saggio, un Titano infatti, ossia uno degli dei più antichi. Tutte le mitologie e religioni hanno fatto delle ipotesi sulla creazione degli esseri viventi. Secondo alcuni gli uomini sarebbero nati dagli alberi di frassino, mentre per altri sarebbero spuntati dalla terra, ed erano tutti maschi. Secondo Platone, Esiodo, Apollodoro e molti altri è Prometeo insieme a suo fratello Epimeteo che forgiano gli esseri umani a partire dal fango o «impastando l’acqua piovana» (come riferisce Ovidio, poeta libertino, nel suo libro Le Metamorfosi ). Prometeo ed Epimeteo furono incaricati dagli dei per distribuire saggiamente a tutti gli esseri viventi varie doti utili per la loro sopravvivenza. Epimeteo impulsivamente non essendo un gran sapiente cominciò a distribuire queste doti, a caso, agli animali dimenticandosi degli umani. Tanto che Prometeo dovette intervenire per rimediare all'errore del fratello rubando dalla casa di Atena uno scrigno dove erano riposte l'intelligenza e la memoria, e le donò agli uomini, diventando così il difensore dell’umanità. Zeus rendendosi conto del furto, decise di liberarsi degli esseri umani. A peggiorare i rapporti tra gli umani e Zeus fu un altro episodio accaduto durante un banchetto che si teneva ogni inizio estate - in un piccolo paesino chiamato Sicione della Grecia nel nord del Peloponneso -, dove per tradizione veniva sacrificato un bue, per poi essere diviso a metà, dove metà andava a Zeus in suo onore e l’altra metà al popolo. Prometeo venne incaricato di spartire le parti e poiché egli voleva di nuovo favorire gli umani escogito un piano per
ingannare Zeus: nascose i pezzi di carne migliore sotto un ammasso disgustosa di pelle, mentre riempi un bello ed invitante strato di grasso con ossa e interiora varie. Dopo di che invitò Zeus a scegliere per primo la sua parte, che ovviamente, scelse la parte più succulenta, più appetitosa. Mentre agli umani toccò la parte rimasta. Quando però Zeus sì accorse dell’inganno andò su tutte le furie e lanciò una maledizione: da quel momento gli umani sarebbero diventati mortali e come ulteriore punizione tolse anche il fuoco. Prometeo allora si recò sull'Olimpo, dalla dea Atena, dea della saggezza. Giunto lì accese una torcia col fuoco del carro di Elio, il dio del Sole, e scappò via. Quando Zeus scopri che Prometeo aveva rubato il fuoco per riportarlo agli uomini, si infurio tantissimo, tanto da ordinare a Efesto (dio del Vulcano per i romani), dio della scultura, metallurgia, ingegneria e fuoco, di creare una creatura malvagia che possa tormentare gli uomini senza pietà. Cosi Efesto creò la prima donna del genere umano, a cui viene dato il nome di Pandora. Esiodo, un antico poeta greco dell’ottavo secolo a.C., in una delle sue opere dove narra la storia di Prometeo e Pandora, descrive Pandora cosi: “E poi, dopo che egli fece il bel male in cambio del bene la condusse dov'erano gli altri, dei e mortali, superba dell'ornamento della Glaucopide, la figlia del padre tremendo, e lo stupore teneva gli dei immortali e gli uomini mortali come videro l'alto inganno, senza scampo per gli uomini. Da lei infatti viene la stirpe delle donne. Di lei infatti è la stirpe nefasta e la razza delle donne. Che sciagura grande per gli uomini mortali “ - Esiodo, Teogonia. Zeus mandò in regalo Pandora a Epimeteo affinché la sposasse e infatti Epimeteo accettò subito. Zeus regalò ai due sposi un vaso e disse a loro di non aprirlo per nessuna ragione. Pandora essendo una giovane curiosa non ascoltò e apri il vaso, liberando così tutti i mali del mondo, ossia: le malattie, la pazzia, la fatica, la vecchiaia, la morte etc. Questi mali si sparsero subito tra gli umani e solo la