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Prima Lezione: Storia della Pedagogia - Dialogo di Platone: Protagora, Appunti di Storia Della Pedagogia

Nel documento viene presentato il dialogo platonico intitolato protagora, ambientato ad atene intorno alla seconda metà del v secolo a.c. In questo testo si svolge un forte scontro dialettico tra socrate e protagora, che mette in evidenza la pedagogia socratica, una educazione avente un ampio raggio, che si riferisce sia al corpo che all'anima, e si rivolge alla totalità dell'essere umano. Vengono inoltre trattati temi come la relatività protagorica e il mestiere dell'educatore di protagora. Inoltre, vengono introdotti i primi filosofi detti naturalisti presocratici, che studiavano il cosmo e la natura, e consideravano l'uomo come parte dell'universo.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 26/12/2022

MiriamGelfusa
MiriamGelfusa 🇮🇹

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1° LEZIONE STORIA DELLA PEDAGOGIA
Il dialogo si intitola PROTAGORA, dedicato a un noto sofista dell’epoca, siamo ad
Atene intorno alla seconda metà del 5 secolo a.c , troviamo la sofistica e i
sofisti.Questo dialogo è caratterizzato da una forte DISCOMICA, ironia perchè
Platone parla spesso in chiave ionica, dice a volte delle cose per intendere il
contrario (aspetto che rende difficoltosa la comprensione).
Nel dialogo c’è un abile scontro dialettico tra Socrate e i Sofisti, in particolare
Protagora, questo confronto mette in luce la PAEDEIA SOCRATICA, cioè
l’EDUCAZIONE SOCRATICA, un’educazione ad ampio raggio , come era quella greca,
che riguarda sia il CORPO che l’ANIMA, che si rivolge alla totalità dell’essere umano,
in una visione olistica della persona, globale. Una visione che si avvicina molto a
quella di Aristotele, egli ci parla di SINOLO(unione), quando si riferisce all’uomo
parlava di sinolo di corpo e di anima, di materia e forma. La paedeia greca
corrisponde alla categoria tedesca del Bildung che (deriva da bild, forma),
formazione umana intesa come autoformazione.
Platone ci farà riflettere su una domanda fondamentale, si chiede chi è il vero
educatore per i giovani, la risposta si può già intuire, tra Socrate e Protagora il vero
educatore sarà Socrate, maestro di Platone, tra Socrate e Protagora vincerà lo
scontro sempre Socrate agli occhi di Platone.
Pur essendo un dialogo che Platone intitola “Protagora” egli non approfondisce la
sua dottrina, ne parlerà in un altro dialogo posteriore a questo che si intitola
“Teeteto”. Ricordiamo che Protagora, passa alla storia per la celebre formula,
“l’uomo è misura di tutte le cose” sta dicendo che ogni cosa con cui noi abbiamo a
che fare non ha un valore assoluto in sé ma assume un valore e un significato che
l’uomo stesso attribuisce a quella cosa (relativismo protagoreo), anche lo stesso
uomo può attribuire un valore diverso allo stesso oggetto in base al periodo della
sua vita (relativismo gnoseologico, che riguarda la conoscenza), qui ci vuole parlare
del MESTIERE dell’educatore di Protagora e approfondisce la sua DOTTRINA
EDUCATIVA , che tipo di educatore è, una delle condanne più forti che Platone fa ai
sofisti è quello di fare dell’educazione un mestiere, pagare per gli insegnamenti, si
parla dell’INSEGNABILITA della VIRTU, tema etico, se può essere insegnata o meno,
la risposta sarà data all’insegna dell’ironia, i personaggi Protagora e Socrate, alla
fine del dialogo si scambieranno le parti rispetto all’incipit del dialogo.
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1° LEZIONE STORIA DELLA PEDAGOGIA

Il dialogo si intitola PROTAGORA, dedicato a un noto sofista dell’epoca, siamo ad Atene intorno alla seconda metà del 5 secolo a.c , troviamo la sofistica e i sofisti.Questo dialogo è caratterizzato da una forte DISCOMICA, ironia perchè Platone parla spesso in chiave ionica, dice a volte delle cose per intendere il contrario (aspetto che rende difficoltosa la comprensione). Nel dialogo c’è un abile scontro dialettico tra Socrate e i Sofisti, in particolare Protagora, questo confronto mette in luce la PAEDEIA SOCRATICA, cioè l’EDUCAZIONE SOCRATICA, un’educazione ad ampio raggio , come era quella greca, che riguarda sia il CORPO che l’ANIMA, che si rivolge alla totalità dell’essere umano, in una visione olistica della persona, globale. Una visione che si avvicina molto a quella di Aristotele, egli ci parla di SINOLO(unione), quando si riferisce all’uomo parlava di sinolo di corpo e di anima, di materia e forma. La paedeia greca corrisponde alla categoria tedesca del Bildung che (deriva da bild, forma), formazione umana intesa come autoformazione. Platone ci farà riflettere su una domanda fondamentale, si chiede chi è il vero educatore per i giovani, la risposta si può già intuire, tra Socrate e Protagora il vero educatore sarà Socrate, maestro di Platone, tra Socrate e Protagora vincerà lo scontro sempre Socrate agli occhi di Platone. Pur essendo un dialogo che Platone intitola “Protagora” egli non approfondisce la sua dottrina, ne parlerà in un altro dialogo posteriore a questo che si intitola “Teeteto”. Ricordiamo che Protagora, passa alla storia per la celebre formula, “l’uomo è misura di tutte le cose” sta dicendo che ogni cosa con cui noi abbiamo a che fare non ha un valore assoluto in sé ma assume un valore e un significato che l’uomo stesso attribuisce a quella cosa (relativismo protagoreo), anche lo stesso uomo può attribuire un valore diverso allo stesso oggetto in base al periodo della sua vita (relativismo gnoseologico, che riguarda la conoscenza), qui ci vuole parlare del MESTIERE dell’educatore di Protagora e approfondisce la sua DOTTRINA EDUCATIVA , che tipo di educatore è, una delle condanne più forti che Platone fa ai sofisti è quello di fare dell’educazione un mestiere, pagare per gli insegnamenti, si parla dell’INSEGNABILITA della VIRTU, tema etico, se può essere insegnata o meno, la risposta sarà data all’insegna dell’ironia, i personaggi Protagora e Socrate, alla fine del dialogo si scambieranno le parti rispetto all’incipit del dialogo.

Prima sei sofisti, dal 7° al 5° secolo a.c, durante il periodo NATURALISTICO, presocratico troviamo i primi filosofi chiamati “naturalisti presocratici” o anche detti “fisici”, essi studiano il COSMO, la natura e considerano l’uomo come parte dell’universo, si chiedono come ha origine il cosmo e cos’è l’universo. La spiegazione la trovano in un principio fisico come l’acqua, l’aria, il fuoco (Talete di mileto - acqua). Questo principio fisico era detto PHISYS (natura), che non va inteso nella nostra accezione moderna, all’epoca aveva il significato di “realtà prima”, la realtà originaria (acqua fuoco aria). Nella seconda metà del 5° secolo a.c invece compare la SOFISTICA, si sposta l’asse dell’indagine filosofica che non è più rivolta al cosmo, alla natura ma comincia ad essere rivolta all’uomo (periodo umanistico). Tra i primi sofisti troviamo Protgora, Gorgia e Prodicodiceo e Ippia di eride, che poi ritroveremo nel dialogo.