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Ricerca sui climi terrestri, approfondimento sul clima in Italia e sul riscaldamento globale.
Tipologia: Appunti
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Il clima di una regione è l'insieme delle condizioni meteorologiche medie di quella zona. È caratterizzato dall'insolazione, dalla temperatura, dalla pressione, dall'umidità dell'aria, dalle precipitazioni, dalla nuvolosità e dai venti, e dalle loro variazioni anomale.
I climi della terra sono stati classificati in cinque grandi gruppi climatici:
Sono caratteristici delle aree appartenenti alla fascia tra i tropici, detta anche zona torrita , perché riceve la maggior quantità di calore dal sole durante l’anno. Il gruppo dei climi caldi umidi può essere diviso in tre “tipi”: ❏ Clima equatoriale = un clima senza stagioni vere e proprie, la temperatura oscilla intorno ai 30°C e le precipitazioni sono abbondanti. E’ inoltre presente una elevata umidità, la quale favorisce lo sviluppo della foresta pluviale. ❏ Clima monsonico = si estende per gran parte dell’Asia e comprende anche il Madagascar. E’ caratterizzato da forti piogge estive e da una lunga siccità nel periodo invernale. Nel clima monsonico prevale la formazione della giungla. ❏ Clima della savana = Questo tipo di clima è presente in tutti i continenti eccetto l’Europa. In queste aree le temperature sono sempre elevate e le precipitazioni sono abbondanti. Esistono due stagioni più calde e più umide, e due stagioni secche.
Nelle regioni aride si distinguono due tipi climatici principali, in base alla quantità di precipitazioni: ❏ Clima predesertico = caratterizzato da precipitazioni medie concentrate in un breve periodo. La vegetazione è bassa e rada, costituita da arbusti e cespugli. ❏ Clima desertico = caratterizzato dalla quasi totale assenza di precipitazioni. In base alle temperature si distinguono due varietà: ➔ Nelle regioni dei deserti caldi si hanno forti escursioni termiche giornaliere. Queste zone sono principalmente a cavallo tra i tropici; l’aridità è dovuta alla presenza dell ’anticiclone subtropicale. La rada vegetazione dei deserti è costituita da cespugli. ➔ Nei deserti freddi si riscontrano invece forti escursioni termiche annue. C’è una differenza notevole tra le temperature estive e le temperature invernali, per via della posizione geografica di queste zone. L’aridità è dovuta dalla distanza dal mare.
deserto freddo
I climi temperati (o mesotermici ) si trovano alle medie latitudini, specie nell’ emisfero boreale. Si distinguono in clima mediterraneo e clima temperato fresco. ❏ Clima mediterraneo = le estati sono calde e secche, seguono autunni e inverni tiepidi ed umidi. In queste regioni è presente una vegetazione tipica, formata da alberi bassi ed arbusti: la macchia mediterranea. ❏ Clima temperato fresco = è caratterizzato da estati fresche ed inverni miti. Questo tipo di clima è mediamente umido. La vegetazione spontanea è costituita prevalentemente da foreste di latifoglie decidue ; nelle zone meno umide predominano invece le brughiere.
I climi freddi sono caratterizzati da inverni lunghi e rigidi, mentre nel mese più caldo si superano i 10°C. Il manto vegetale varia da zona a zona a seconda dell’altitudine, della latitudine e della distanza dal mare. Si distinguono due tipi di climi freddi ( o microtermici ): ❏ Clima freddo a estate calda = è caratterizzato da inverni rigidi ed estati brevi ma relativamente calde. Le precipitazioni si concentrano perlopiù nel periodo estivo e l’escursione termica annua è perciò notevole. Nelle aree più interne e con clima umido la vegetazione si compone di steppe-praterie. ❏ Clima freddo ad inverno prolungato = l’inverno dura più di otto mesi e le estati sono molto brevi; le stagioni intermedie sono spesso assenti. L’escursione termica annua è molto elevata, il terreno rimane innevato per 5-8 mesi, durante i quali fiumi e laghi gelano. La vegetazione predominante è quella delle grandi foreste di conifere.
Caratterizzano soprattutto le regioni della terra situate oltre i circoli polari. La temperatura media nel mese più caldo è inferiore a 10°C, in inverno può raggiungere i -80°C. Le precipitazioni sono scarse a causa delle aree di alte pressioni permanenti. Esistono tre tipi: ❏ Clima della tundra = la vegetazione è intensa ma molto bassa (arbusti, muschi e licheni) adattandosi ai forti venti. Il terreno è spesso gelato (permafrost). ❏ Clima di gelo perenne (o polare) = zone coperte per intero e costantemente dai ghiacci, come la Groenlandia ❏ Climi di alta montagna = è un clima analogo a quello polare, ma per via delle altitudini (e non delle latitudini). Caratterizza le zone più alte del nostro pianeta.
la tundra
Dalla Paleoclimatologia , la scienza che studia il clima nella storia della Terra, sappiamo che il nostro pianeta è stato interessato da cinque grandi età glaciali , l’ultima si è conclusa circa 10.000 anni fa. Tuttavia il nostro clima non è di certo rimasto invariato e, grazie allo studio dei dati storici, si è osservato che alla metà del XIX secolo è iniziata una nuova fase climatica, caratterizzata da un generale riscaldamento. Dal 1950 è stata registrata la tendenza del clima verso temperature più elevate.
Le oscillazioni climatiche che si sono succedute dopo la fine dell’ultima glaciazione sono oggetto di studio della Paleoclimatologia e la scienza ci dice che nei ghiacci della Groenlandia e dell’Antartide, rimasti invariati, sono racchiusi migliaia di anni della storia del clima. Un altro mezzo per decifrare la storia climatica è racchiuso nelle profondità oceaniche, poiché sul fondo dell’oceano si trovano microrganismi che consentono di risalire alle condizioni di temperatura di centinaia, o forse milioni, di anni fa.
Negli ultimi decenni si è assistito anche ad un progressivo aumento dell’ inquinamento atmosferico , per via dell’incremento di CO2 , che tende a far elevare la temperatura dell’atmosfera. Nonostante le variazioni climatiche siano state causate prevalentemente per l’inquinamento, è bene ricordare che ci sono anche diverse cause naturali. Molti climatologi ritengono che nei prossimi anni assisteremo ad un riscaldamento più intenso, ma i dati attualmente disponibili fanno sì che la ricerca scientifica non sia ancora in grado di trarre conclusioni certe.
Il problema del riscaldamento globale è un problema che persiste ormai da molti anni e che è ancora lontano dall’essere risolto. È bene sapere che ci sono alcune considerazioni serie: la temperatura media dell ’atmosfera è in aumento, i gas serra crescono, aumenta la concentrazione di gas serra nell’atmosfera dovuta alle emissioni antropiche. A queste azioni corrispondono delle reazioni le quali possono essere considerate come effetto del riscaldamento atmosferico globale (i ghiacciai si sciolgono, gli oceani diventano più caldi ed acidi, gli animali si estinguono o migrano,...). Uno dei problemi maggiori è l’innalzamento del livello delle acque, che può mettere a rischio molte zone costiere. Nonostante l’incertezza che caratterizza la previsione, il rischio del riscaldamento globale impone di adottare il principio di precauzione e di compiere azioni concrete per il bene del pianeta.