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vari tipi di ecosistema, Appunti di Scienze della Terra

riassunto in cui vengono presentati vari esempi di ecosistema

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 05/08/2019

Lau.ba
Lau.ba 🇮🇹

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L’ECOSISTEMA
L'ecosistema è un sistema complesso formato da organismi che vivono in un determinato ambiente.
Gli animali e le piante costituiscono le componenti biotiche dell’ecosistema, mentre il sottosuolo,
l'aria e l'acqua, la luce, la temperatura, il clima, le piogge, ecc. fanno parte della componente
abiotica. Le componenti biotiche e abiotiche instaurano tra loro un insieme di relazioni che
caratterizzano l'ecosistema stesso e lo portano in una situazione di "equilibrio" temporaneo. Sulla
base della loro funzione all'interno di un ecosistema, le componenti biotiche (gli organismi viventi),
si possono suddividere in:
· produttori (piante, alghe e alcuni batteri): sono gli organismi "autotrofi" che producono da sé la
sostanza organica per vivere e accrescersi, utilizzando semplici molecole inorganiche come l'acqua,
l'anidride carbonica e i nitrati
· consumatori: sono organismi "eterotrofi", poiché non sono in grado di produrre il proprio
nutrimento, e si cibano quindi di produttori (ad esempio i consumatori erbivori, come le mucche e le
pecore, che mangiano l'erba dei prati) o di altri consumatori (i consumatori carnivori come il leone
o l'uomo stesso)
· decompositori: sono funghi e batteri che si cibano decomponendo i tessuti degli organismi morti.
ESEMPI DI ECOSISTEMI NATURALI:
IL PRATO:
A prima vista il prato è soltanto una distesa verde costellata di puntini colorati. In realtà contiene
una grande varietà di piante, che dipende da molti fattori: il clima, il tipo di terreno, la disponibilità
di acqua, la vicinanza di coltivazioni. Le erbe più numerose appartengono alla famiglia delle
graminacee, la stessa del frumento: hanno foglie molto lunghe e sottili, quasi taglienti, che partono
dal suolo. Non hanno fiori colorati, ma infiorescenze verdastre che a maturazione diventano spighe
e spighette, di colore chiaro. Altre specie di erbe invece hanno fiori coloratissimi (il trifoglio ha
petali rosa o bianchi, il dente di leone gialli, la salvia dei prati viola, la margherita bianchi) che le
rendono facilmente individuabili, non soltanto da noi ma soprattutto dagli insetti impollinatori. Il
prato è un ottimo ambiente per la vita degli insetti. Quelli volanti, come le api o le farfalle, sono
attirati dai colori brillanti dei fiori e dall’odore del nettare. Quando un insetto visita un fiore si
sporca con il polline; poi si sposta su altri fiori e contribuisce così all’impollinazione. Altri insetti,
come le formiche e le cavallette, sono sempre in movimento nell’erba per cercare cibo. Sugli steli si
arrampicano i bruchi: non tutti diventeranno farfalla, perché saranno preda di uccelli, di piccoli
rettili come le lucertole. Alcune piante sono infestate dagli afidi, piccoli insetti parassiti detti
«pidocchi delle piante» perché succhiano la linfa. Degli afidi si cibano le coccinelle, che spiccano
nella vegetazione per il rosso brillante del loro dorso cosparso di puntini neri. I lombrichi sono tipici
abitanti del terreno del prato e lo mantengono soffice, grazie alle gallerie che scavano per spostarsi.
Sul terreno si muovono anche animali di taglia più grossa: l’orbettino, che striscia come un serpente
e caccia ragni e lumache, o il riccio, che procede lentamente, pronto a ingoiare insetti, larve, uova di
uccelli, ma anche radici e piccoli frutti.
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L’ECOSISTEMA

L' ecosistema è un sistema complesso formato da organismi che vivono in un determinato ambiente. Gli animali e le piante costituiscono le componenti biotiche dell’ecosistema, mentre il sottosuolo, l'aria e l'acqua, la luce, la temperatura, il clima, le piogge, ecc. fanno parte della componente abiotica. Le componenti biotiche e abiotiche instaurano tra loro un insieme di relazioni che caratterizzano l'ecosistema stesso e lo portano in una situazione di "equilibrio" temporaneo. Sulla base della loro funzione all'interno di un ecosistema, le componenti biotiche (gli organismi viventi), si possono suddividere in: · produttori (piante, alghe e alcuni batteri): sono gli organismi "autotrofi" che producono da sé la sostanza organica per vivere e accrescersi, utilizzando semplici molecole inorganiche come l'acqua, l'anidride carbonica e i nitrati · consumatori : sono organismi "eterotrofi", poiché non sono in grado di produrre il proprio nutrimento, e si cibano quindi di produttori (ad esempio i consumatori erbivori, come le mucche e le pecore, che mangiano l'erba dei prati) o di altri consumatori (i consumatori carnivori come il leone o l'uomo stesso) · decompositori : sono funghi e batteri che si cibano decomponendo i tessuti degli organismi morti. ESEMPI DI ECOSISTEMI NATURALI: IL PRATO: A prima vista il prato è soltanto una distesa verde costellata di puntini colorati. In realtà contiene una grande varietà di piante, che dipende da molti fattori: il clima, il tipo di terreno, la disponibilità di acqua, la vicinanza di coltivazioni. Le erbe più numerose appartengono alla famiglia delle graminacee , la stessa del frumento: hanno foglie molto lunghe e sottili, quasi taglienti, che partono dal suolo. Non hanno fiori colorati, ma infiorescenze verdastre che a maturazione diventano spighe e spighette, di colore chiaro. Altre specie di erbe invece hanno fiori coloratissimi (il trifoglio ha petali rosa o bianchi, il dente di leone gialli, la salvia dei prati viola, la margherita bianchi) che le rendono facilmente individuabili, non soltanto da noi ma soprattutto dagli insetti impollinatori. Il prato è un ottimo ambiente per la vita degli insetti. Quelli volanti, come le api o le farfalle, sono attirati dai colori brillanti dei fiori e dall’odore del nettare. Quando un insetto visita un fiore si sporca con il polline; poi si sposta su altri fiori e contribuisce così all’impollinazione. Altri insetti, come le formiche e le cavallette, sono sempre in movimento nell’erba per cercare cibo. Sugli steli si arrampicano i bruchi: non tutti diventeranno farfalla, perché saranno preda di uccelli, di piccoli rettili come le lucertole. Alcune piante sono infestate dagli afidi , piccoli insetti parassiti detti «pidocchi delle piante» perché succhiano la linfa. Degli afidi si cibano le coccinelle, che spiccano nella vegetazione per il rosso brillante del loro dorso cosparso di puntini neri. I lombrichi sono tipici abitanti del terreno del prato e lo mantengono soffice, grazie alle gallerie che scavano per spostarsi. Sul terreno si muovono anche animali di taglia più grossa: l’orbettino, che striscia come un serpente e caccia ragni e lumache, o il riccio, che procede lentamente, pronto a ingoiare insetti, larve, uova di uccelli, ma anche radici e piccoli frutti.

LA FORESTA DI LATIFOGLIE:

Ai margini dei prati, se ci spostiamo verso le colline o le montagne, troviamo alberi riuniti in boscaglie: è un nuovo ambiente, molto diverso da quello del prato. Gli alberi sono alti e hanno foglie di forme diverse, ma tutte larghe: perciò si chiamano latifoglie. La foresta di latifoglie è chiamata anche foresta temperata decidua. D’estate le grandi foglie fanno molta ombra e impediscono il riscaldamento dell’aria sottostante. Le piante assorbono molta acqua con le radici, ne usano una piccola parte e restituiscono il resto all’ambiente sotto forma di vapore acqueo. L’umidità dell’aria, unita alla temperatura mite, dà allora un piacevole senso di refrigerio. Le latifoglie comprendono molte specie di alberi; il più comune è il faggio, un albero che si adatta bene a diversi tipi di terreno e di condizioni climatiche, e perciò prevale su altre specie meno adattabili. Nei boschi alle quote più basse il faggio è mischiato con querce e castagni. Un po’ più in alto si accompagna ad altri grandi alberi come il frassino, i cerri e gli aceri. Salendo ancora di quota il faggio domina tutta la foresta, che diventa un bosco chiamato faggeta. Gli alberi di latifoglie d’inverno restano spogli, perché in autunno perdono tutte le foglie, che seccano e cadono a terra. Si tratta di un fenomeno di adattamento all’ambiente: la vita delle piante infatti dipende dall’acqua disponibile nel terreno, dalla temperatura dell’aria e dalla durata del giorno. Nella stagione più fredda le ore di luce sono poche e l’acqua spesso scarseggia. La pianta reagisce a questi cambiamenti lasciando cadere le foglie ed entrando in una specie di letargo. Il sottobosco ombroso delle latifoglie in estate è abitato da erbe e da cespugli come i rovi, che non hanno bisogno di tanta luce per vivere. I fiori come le primule hanno invece bisogno di una maggiore quantità di luce e sono quindi più frequenti in primavera. In autunno è facile vedere funghi di varie forme e dimensioni, che spesso crescono vicino ad alberi con i quali scambiano sostanze nutritive attraverso le radici. Il sottobosco delle latifoglie è ospitale per molti insetti, come le formiche e le farfalle, e sono frequenti anche i ragni. Non è facile invece incontrare gli animali più grandi, che sono pochi e si nascondono tra cespugli e arbusti quando avvertono la presenza dell’uomo. È più facile trovare residui del loro pasto (per esempio le noci spaccate da uno scoiattolo), escrementi oppure buchi nel terreno che sono usati come tane (per esempio dalle volpi). Tra gli alberi risuona il cinguettio di molti uccelli, come il fringuello, o l’insistente richiamo della ghiandaia, che avvisa delle presenze estranee e per questo è chiamata «sentinella del bosco». Sul terreno strisciano le bisce, che preferiscono nascondersi negli angoli più umidi. Nel sottobosco sono molto attivi gli animaletti che si cibano di detriti organici, così come i batteri e i funghi decompositori, che vi trovano le giuste condizioni di temperatura e umidità. GLI AMBIENTI DI ALTA QUOTA: Il paesaggio montano cambia aspetto e diventa molto spoglio. Le piante di conifere diventano più rade in alta quota. Gli alberi sono sempre più piccoli e il tronco spesso striscia sul terreno, come nel caso del pino mugo. Oltre i 2000 metri di altitudine sono più comuni altri arbusti quasi senza fusto e con i rami che si sviluppano vicino a terra, come il rododendro, con la sua bella fioritura, e il ginepro. Tutto intorno si stendono grandi praterie di erba bassa. Sono i prati-pascolo , chiamati così perché nei mesi estivi possono essere sfruttati per far pascolare il bestiame d’allevamento. I pascoli sono sorvegliati dai pastori, con l’aiuto dei cani addestrati. Le specie vegetali dei prati-pascolo sono molte e variano a seconda del tipo di suolo. La loro distribuzione dipende anche dalla disponibilità

decomposizione. Il materiale organico prodotto continuamente dai residui di vegetali e animali si deposita sul fondo e non viene rimosso da onde o correnti. Qui l’ambiente è ideale per lo sviluppo di batteri e funghi saprofiti : si nutrono di organismi morti e li degradano a sostanze semplici, liberando gas che danno a questi luoghi il loro tipico odore. SULLA COSTA E NEL MARE: La temperatura dei nostri mari varia poco nel corso dell’anno, quindi le zone costiere godono anche d’inverno di un clima mite, il che favorisce lo sviluppo delle specie vegetali che formano la macchia mediterranea. Le piante più diffuse sono sempreverdi e con foglie piccole e coriacee, che trattengono bene l’acqua senza farla evaporare. Ne sono esempi cespugli e arbusti come il corbezzolo, il rosmarino e alberi come il pino marittimo, l’olivo e il leccio. Le piante della macchia mediterranea emanano aromi molto intensi, per richiamare gli insetti impollinatori o per tenere alla larga i parassiti. Gli animali della macchia devono sopportare bene il caldo dell’estate. Gli insetti come formiche, grilli e scarabei sono protetti dal tegumento , uno spesso rivestimento isolante. Tra i cespugli si muovono lucertole e tartarughe, piccoli mammiferi come topi e conigli, pochi grandi mammiferi come cinghiali e mufloni. Nell’aria si librano uccelli pescatori, soprattutto gabbiani, e piccoli rapaci come il falco pellegrino. In riva al mare, a poca distanza dal bagnasciuga, le spiagge sono colonizzate da piante psammofite , cioè capaci di vivere nella sabbia. Il mare poco profondo che bagna la costa è il regno delle alghe che si alimentano facendo la fotosintesi. La fauna cambia con il tipo di costa. Tra gli scogli abbondano i molluschi, come le patelle, che vivono in agglomerati attaccati alla rocce. Sulle rocce si spostano crostacei come i granchi. Sotto la superficie vivono i ricci di mare ricoperti di aculei. Tra le rocce sommerse trovano rifugio piccoli pesci, spesso riuniti in branchi, e polpi. Se la costa è sabbiosa il fondale non offre appiglio per i molluschi, né riparo per i crostacei. Il fondale allora è anche meno frequentato dai pesci, che vi passano soltanto occasionalmente in cerca di cibo, mentre può essere affollato di meduse trasportate dalle correnti. La sabbia del bagnasciuga è cosparsa di residui di conchiglie, che erano gusci di molluschi. Nell’enorme distesa del mare aperto i branchi di pesci piccoli, come le sardine e le acciughe, sono cacciati dai grandi pesci come il tonno o il pesce spada, e dai mammiferi marini come i delfini. In profondità le condizioni ambientali sono particolari: la temperatura dell’acqua si abbassa, la pressione aumenta e la luce scarseggia, quando non è del tutto assente. Quindi a profondità maggiori la vita vegetale scompare del tutto. Nell’habitat degli abissi sopravvivono soltanto pesci e molluschi che si cibano di carcasse dei pesci morti. IL LAGO: Un ecosistema è un insieme di organismi viventi e non viventi che stabiliscono una relazione di scambio gli uni con gli altri e con l'ambiente in cui vivono. La sezione non animata viene definita "abiotica", invece gli organismi viventi vegetali ed animali vengono detti "biotici" (da "bios", termine greco per "vita"). Queste sono le due componenti fondamentali che costituiscono anche l'ecosistema lago. La componente vivente dell'ecosistema lago è costituita da tre gruppi: i produttori primari , gli organismi consumatori e i decompositori. Il primo gruppo comprende i vegetali, che traggono energia e nutrimento dall'energia solare e da alcuni elementi chimici presenti all'interno dell'ecosistema. Per questo motivo, i vegetali si trovano solo nelle zone illuminate dai raggi solari e non possono vivere nelle zone d'ombra. Questa

categoria comprende organismi molto diversi tra loro, dai grandi macrofiti, che si trovano in prossimità della riva e affondano le radici nel fondale affiorando talvolta sopra l'acqua, al fitoplancton, formato da vegetali molto piccoli o addirittura microscopici. I consumatori sono, invece, gli animali, suddivisi in erbivori o carnivori a seconda se si nutrano di vegetali o di altri animali della stessa categoria. I consumatori presenti nell'ecosistema lacustre sono di varie specie ; possiamo segnalare in particolare lo zooplancton, che è costituito da organismi microscopici , il benthos (come crostacei, molluschi, chiocciole d'acqua, larve di insetti), che comprende gli animali che vivono sul fondo del lago, ed infine gli animali più comunemente conosciuti, come ad esempio anfibi, pesci (luccio, tinca, trota lacustre, cavedano, anguilla, carpa, pesce persico), insetti e uccelli acquatici (aironi, cigno, germano reale, anatre). Infine, l'ultimo gruppo di esseri viventi dell'ecosistema lacustre è costituito dagli organismi decompositori, cioè funghi e batteri. Questi riutilizzano i resti vegetali e animali che si trovano sul fondo del lago o nelle sue vicinanze trasformandoli in sostanze inorganiche, che a loro volta forniscono energia e nutrimento ai produttori primari. Ricominciando così la catena alimentare. FLORA dei LAGHI Nei laghi con acque melmose vivono varie specie di alghe. Sulle rive, invece, crescono salici, pioppi, canne, oleandri, lecci e cipressi. FAUNA dei LAGHI Una fauna tipica: bisce d'acqua, rane, anatre, cigni, oche selvatiche e una varietà di pesci. Piante talvolta popolate da una grande verità di insetti (come la libellula).