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Ripasso dei concetti fondamentali di Freud e Ferenczi per il corso di Psicologia dinamica della professoressa Rosapia Lauro Grotto
Tipologia: Appunti
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10 \ 11 \ 2020 FREUD Funzione del preconscio nella prima topica: area di mezzo in cui ci sono delle rappresentazioni che possono essere riprese dal conscio ma che fanno parte dell’inconscio. Le rappresentazioni preconsce possono accedere alla coscienza con un minimo sforzo, mentre quelle dell’inconscio non possono accedervi. Complesso edipico nella donna: mentre nell’uomo l’oggetto d’amore edipico coincide con l’oggetto primario ( la madre ), nella donna è necessario “abbandonare” l’oggetto d’amore primario e “sostituirlo” con l’oggetto d’amore edipico ( che è il padre ). Da un punto di vista evolutivo produce maggiore difficoltà nella donna di accedere alla dimensione edipica e a superarla. Nella bambina l’identificazione con la madre implica il ritornare a un oggetto d’amore che deve essere stato ripudiato. La via d’uscita da questa situazione può costituire un carattere mascolinizzato, dove la donna si pone in una sorta di “figlio maschio mancato” nei confronti della madre; via d’uscita con erotizzazione femminile; o una situazione da cui non si riesce a svincolarci. Critica su Freud impasto e disimpasto della pulsione: è stato criticato per come ha posto la pulsione di morte. L’ipotesi di considerare la distruttività ( forza di investimento distruttiva, invece che mirante al legame ) come una componente primaria della psiche a pari della libido. Nell’impasto e disimpasto pulsionale parla di una distruttività che è una sorta di ricaduta a livello psichico della dimensione profondamente biologica della pulsione di morte ( l’esteriorizzazione e rivolgere verso l’esterno una dimensione di matrice biologica ). Cambiamento del concetto di transfer da Freud a Ferenczi: ruolo centrale ce l’ha il fenomeno dell’introiezione. L’intensità dei sentimenti che nel transfert si possono provare nei confronti del terapeuta è stata riconosciuta da entrambi. Rapporto tra narcisismo e autoerotismo: l’autoerotismo ha a che fare con soddisfacimenti “parziali” ( zone erogene che utilizzano sé stesse o parti del corpo per arrivare al soddisfacimento ). Nel narcisismo primario esiste un investimento generale su tutto il corpo, la totalità del funzionamento somatico del bambino stesso. Il bambino scopre il proprio corpo attraverso l’investimento che l’ambiente ( le cure materne ) fa sul corpo del bambino stesso. Teoria della seduzione: gli studi sull’isteria si aprono con il caso di Anna O., una definizione di evento traumatico abbastanza neutra rispetto alla componente sessuale, e poi con il caso di Katharina, dove c’è una condizione traumatica che ha al proprio centro un evento reale a carattere sessuale. La componente sessuale diventa già componente centrale negli studi sull’isteria, diventa anche fattore ideale a produrre una censura, una rimozione. Fase anale: le feci del bambino sono un regalo per la madre ma anche un’arma. Si registra una dimensione di ambivalenza, in cui sono costantemente attivi impulsi erotici, che vanno sia nella direzione di obbedire sia nella dimensione di aggressione, che può essere vista come una ribellione. Scissione dell’io tra Freud e Ferenczi: per Freud la melanconia non ha un oggetto rispetto al lutto e la persona non riesce a trovare cosa ha irrimediabilmente perso. Per Ferenczi, invece, la melanconia ha un’origine traumatica reale, a seguito della scissione dell’Io. Disinvestimento dal mondo a favore di un investimento interno che passa, secondo Freud, dall’introiezione dell’oggetto d’amore perduto ( l’ombra dell’oggetto ricadde sull’Io ). Dopo aver subito un lutto, che può essere la perdita di un oggetto in cui si è investito, l’Io introietta l’oggetto d’amore e si scinde in due parti: una che rappresenta l’Io come era prima e l’altra che ha sentimenti ambivalenti per l’oggetto d’amore che, essendo introiettato nell’Io, non esiste più e quindi i sentimenti ambivalenti sono verso l’Io.
Identificazione e introiezione: nell’identificazione noi manteniamo la relazione psichica con l’oggetto con il quale ci identifichiamo. Nel modello freudiano, quindi, è un prendere a modello. L’introiezione è un processo psichico che è una fantasia, una difesa psichica che elimina la relazione psichica con l’oggetto d’amore perduto. Dimensioni di affetto per Freud: neutralità ( analista schermo bianco ) l’analista deve provare a non prendere le parti dell’uno o dell’altro, trattare tutti i contenuti, che il paziente porta, sullo stesso piano. Astinenza ha a che fare con il non inserire elementi propri delle associazioni mentali dell’analista, poiché è il paziente che deve dire tutto quello che gli viene in mente, non l’analista ( riguardo le libere associazioni ). Fattori terapeutici dell’assetto di Ferenczi: l’empatia, legata anche alla questione del tatto (che riguarda il capire quando dire una cosa al paziente, capire quando è pronto per sentirsela dire); l’accoglimento; la reciprocità, la possibilità di riconoscersi alle prese con problemi simili. Il senso di colpa nella dimensione edipica: per Freud viene dalla rivalità con il genitore dello stesso sesso. In Ferenczi il senso di colpa ha l’eco di un contatto psichico, se non una vera e propria introiezione, con una colpa che è una caratteristica di una dimensione abusante dell’adulto nei confronti del bambino, quindi non è una dimensione primaria della psiche infantile. Sogni per Ferenczi: ritiene che ci siano due categorie. Quelli traumatici e quelli che rappresentano l’appagamento di desiderio. A differenza di Freud non ritiene che tutti i sogni siano sempre e comunque appagamento di desiderio. Sincerità: per Ferenczi ha a che fare con il non invalidare la percezione di realtà del paziente. Identificazione VS Introiezione: Con Ferenczi si introietta l’aggressore e così facendo si scinde l’Io (stessa cosa che succede nella melanconia secondo Freud, che quando muore una persona noi introiettiamo la persona stessa e proviamo sentimenti ambivalenti e il nostro Io si scinde in due. Secondo Ferenczi l’Io, nell’introiettare, si scinde in più componenti fino a che, con il susseguirsi degli abusi, diventa sempre più frammentato e il compito dello psicoanalista è quello di ricostruire un Io che è profondamente frammentato. Nell’identificazione l’Io non viene scisso e quindi non c’è una percezione della realtà distorta, alterata, dà soltanto un modello da seguire (come l’identificazione con il padre nel complesso di Edipo). L’introiezione altera il concetto di realtà in quanto scinde l’Io e in Ferenczi l’Io non viene scisso in due ma viene frammentato, quindi questo punto di vista è più radicale. A sua volta anche il transfer è più forte in Ferenczi e diventa terreno dove combattere il trauma del paziente.