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Ripassone psicodinamica, Appunti di Psicodinamica Delle Relazioni Sociali

Ripasso del primo e del secondo capitolo di Psicodinamica delle relazioni familiari tenuto dal prof Marco Cacioppo

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 15/01/2025

claudia-cordovana
claudia-cordovana 🇮🇹

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Il termine "sistema" si riferisce a un insieme complesso di elementi semplici e singoli
interconnessi, che interagendo tra loro danno forma e contenuto al sistema stesso.
Tra i vari sistemi si viene a creare un ordine gerarchico e concentrico che puo escludere una
relazione tra gli stessi.
i sistemi possono essere classificati in viventi e inerti, con i primi capaci di autoregolarsi e
mantenere un'omeostasi necessaria per i processi vitali.
I sistemi si distinguono anche in chiusi e aperti: i sistemi chiusi non scambiano materia ed
energia con l'esterno, mentre i sistemi aperti sono caratterizzati da continui scambi, che
influenzano l'entropia e permettono trasformazioni materiali ed energetiche.
La struttura di un sistema è influenzata dal suo contenuto, che può essere concettuale,
astratto o concreto.
La famiglia è un esempio di sistema aperto e presenta alcune proprietà fondamentali:
1. *principio della totalità: ogni componente è in relazione con le altre, e il cambiamento di
una parte influisce sulle altre.
2. *principio della non sommatività: la natura del sistema non è semplicemente la somma
delle sue parti, ma è determinata anche dalle interazioni tra di esse.
3.principio equifinalità: lo stato attuale del sistema non è solo il risultato del suo stato iniziale,
ma è il prodotto di vari processi che contribuiscono all'omeostasi.
Correlato al principio dell’equifinalità è il concetto di omeostasi evolutiva, vale a dire la
possibilità di promuovere il cambiamento al fine di mantenere un equilibrio adattivo
corrispondente all'avanzare del ciclo vitale individuale, familiare e sociale.
(Il concetto di omeostasi evolutiva implica che i sistemi possano adattarsi e cambiare per
mantenere un equilibrio durante il ciclo vitale).
La retroazione, o feedback, è un elemento chiave nei sistemi, rappresenta un feedback di
ritorno per via informativa ed ha lo scopo di produrre un’instabilità nel sistema.
distinguendosi in retroazione negativa (che riporta il sistema al suo stato originale
regressione) e retroazione positiva (che promuove il cambiamento).
Questa retroazione può essere interna o esterna, a seconda della sua origine.
In sintesi, i sistemi sono entità complesse che richiedono un'analisi delle loro componenti,
interazioni e dinamiche per comprendere il loro funzionamento e le loro evoluzioni.
Nella seconda metà del Novecento, si sviluppa un crescente interesse per la famiglia e le
sue dinamiche relazionali, culminando nella nascita della scuola di Palo Alto in Nord
America. I ricercatori si concentrano sulla comunicazione, vista come uno scambio di
messaggi che avviene su più canali e che genera effetti circolari e bidirezionali sul
comportamento degli individui, influenzando le dinamiche relazionali in modo funzionale o
disfunzionale.
La comunicazione umana è composta da tre componenti principali:
1. **Sintassi**: Riguarda gli aspetti qualitativi e quantitativi del processamento delle
informazioni, sia in entrata che in uscita.
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Il termine "sistema" si riferisce a un insieme complesso di elementi semplici e singoli interconnessi, che interagendo tra loro danno forma e contenuto al sistema stesso. Tra i vari sistemi si viene a creare un ordine gerarchico e concentrico che puo escludere una relazione tra gli stessi. i sistemi possono essere classificati in viventi e inerti, con i primi capaci di autoregolarsi e mantenere un'omeostasi necessaria per i processi vitali. I sistemi si distinguono anche in chiusi e aperti: i sistemi chiusi non scambiano materia ed energia con l'esterno, mentre i sistemi aperti sono caratterizzati da continui scambi, che influenzano l'entropia e permettono trasformazioni materiali ed energetiche. La struttura di un sistema è influenzata dal suo contenuto, che può essere concettuale, astratto o concreto. La famiglia è un esempio di sistema aperto e presenta alcune proprietà fondamentali:

  1. *principio della totalità: ogni componente è in relazione con le altre, e il cambiamento di una parte influisce sulle altre.
  2. *principio della non sommatività: la natura del sistema non è semplicemente la somma delle sue parti, ma è determinata anche dalle interazioni tra di esse. 3.principio equifinalità: lo stato attuale del sistema non è solo il risultato del suo stato iniziale, ma è il prodotto di vari processi che contribuiscono all'omeostasi. Correlato al principio dell’equifinalità è il concetto di omeostasi evolutiva, vale a dire la possibilità di promuovere il cambiamento al fine di mantenere un equilibrio adattivo corrispondente all'avanzare del ciclo vitale individuale, familiare e sociale. (Il concetto di omeostasi evolutiva implica che i sistemi possano adattarsi e cambiare per mantenere un equilibrio durante il ciclo vitale). La retroazione, o feedback, è un elemento chiave nei sistemi, rappresenta un feedback di ritorno per via informativa ed ha lo scopo di produrre un’instabilità nel sistema. distinguendosi in retroazione negativa (che riporta il sistema al suo stato originale regressione) e retroazione positiva (che promuove il cambiamento). Questa retroazione può essere interna o esterna, a seconda della sua origine. In sintesi, i sistemi sono entità complesse che richiedono un'analisi delle loro componenti, interazioni e dinamiche per comprendere il loro funzionamento e le loro evoluzioni. Nella seconda metà del Novecento, si sviluppa un crescente interesse per la famiglia e le sue dinamiche relazionali, culminando nella nascita della scuola di Palo Alto in Nord America. I ricercatori si concentrano sulla comunicazione, vista come uno scambio di messaggi che avviene su più canali e che genera effetti circolari e bidirezionali sul comportamento degli individui, influenzando le dinamiche relazionali in modo funzionale o disfunzionale. La comunicazione umana è composta da tre componenti principali:
  3. Sintassi: Riguarda gli aspetti qualitativi e quantitativi del processamento delle informazioni, sia in entrata che in uscita.
  1. Semantica: Si occupa del significato concreto dei messaggi espressi dagli interlocutori.
  2. Pragmatica: Si concentra sulle reazioni comportamentali rispetto a ciò che viene comunicato, colmando la componente funzionale del linguaggio. Un fenomeno comune nelle transizioni comunicative è la ridondanza, che si manifesta come comportamenti ripetuti nel tempo, mantenendo un equilibrio iniziale ma impedendo un'evoluzione omeostatica, con conseguenze disadattive. I cinque principi della comunicazione umana evidenziano gli effetti patologici che possono emergere, cruciali per il trattamento familiare. Il primo assioma afferma che "l'uomo non può non comunicare", poiché comunicazione e comportamento sono interconnessi. Ogni messaggio emesso ha effetti diretti e indiretti sul ricevente, creando relazioni uniche. Le conseguenze dell'impossibilità di non comunicare si suddividono in quattro categorie principali: A. Rifiuto esplicito della comunicazione: Il ricevente può rifiutare di comunicare, non necessariamente per mancanza di rispetto, ma in risposta al messaggio relazionale piuttosto che al contenuto. B. Accettazione della comunicazione: Si stabilisce una regola relazionale implicita tra emittente e ricevente, permettendo alla comunicazione di proseguire. C. Squalifica della comunicazione: Il ricevente può inviare messaggi contraddittori, annullando la richiesta comunicativa. D. Simulazione di sintomi: Il ricevente può fingere un malore per evitare un'interazione comunicativa indesiderata. Questi principi sono fondamentali per comprendere le dinamiche relazionali all'interno della famiglia e il loro impatto sul trattamento terapeutico. Il secondo assioma della comunicazione umana si concentra sulla distinzione tra il livello di contenuto e il livello di relazione nei messaggi comunicativi. Ogni messaggio comunica sia un contenuto esplicito (cosa viene detto) che una relazione implicita (come viene detto). In relazioni sane, il livello relazionale tende a rimanere sottinteso, mentre il contenuto è chiaro. Tuttavia, se il livello relazionale diventa esplicito, ciò può indicare disaccordi o conflitti interpersonali. La definizione dei ruoli interattivi in quel momento è cruciale e può portare a tre esiti: conferma dell'immagine data dall'emittente, rifiuto dell'immagine mantenendo un riconoscimento reciproco, o disconferma, in cui il ricevente non è riconosciuto. Il terzo assioma, definito da Bateson e Jackson, riguarda la "punteggiatura della sequenza degli eventi". La percezione di una relazione dipende da come i comunicanti interpretano e segmentano gli scambi comunicativi. Differenti punteggiature possono portare a malintesi e a "profezie che si autoavverano", dove le aspettative di una persona influenzano il comportamento degli altri, confermando le proprie credenze. Il quarto assioma distingue tra comunicazione numerica (verbale) e comunicazione analogica (non verbale). La comunicazione analogica è spesso più complessa da verbalizzare, specialmente quando si tratta di disaccordi relazionali, poiché le emozioni e i
  1. Approccio Sistemico-Strategico della Scuola di Palo Alto: Introduce l'uso di tecniche paradossali per affrontare le comunicazioni disfunzionali. Si identificano tre tipi di paradossi (logico-matematici, semantici e paradigmatici) e si utilizzano tecniche come la metacomunicazione e il reframing per risolverli.
  2. Concetto di Triangolo Primario: Rappresenta una struttura relazionale fondamentale, evidenziando come le dinamiche disfunzionali possano emergere in famiglie rigide. La resistenza al cambiamento è comune in queste strutture, rendendo difficile la mentalizzazione.
  3. Concetti Chiave:
    • Focus sulle dinamiche interpersonali: Si pone l'accento sulle relazioni piuttosto che sui singoli individui.
    • Paziente Designato: Rappresenta il membro della famiglia che manifesta un sintomo, visto come un equilibrio del sistema familiare piuttosto che un problema individuale.
    • Remissione Sintomatologica: Si verifica quando si innesca un cambiamento nelle comunicazioni familiari, portando a una ridefinizione del sistema.
    • Importanza della Comunicazione: È il mezzo principale per comprendere e esprimere le dinamiche familiari e individuali. Questi approcci e concetti evidenziano l'importanza delle relazioni e delle dinamiche familiari nella comprensione e nel trattamento dei sintomi psicologici, spostando l'attenzione dall'individuo al sistema familiare nel suo complesso. Il ciclo vitale della famiglia è un argomento che ha visto un'evoluzione significativa nella ricerca sociologica ed evolutiva, spostando l'attenzione dalle dinamiche familiari disfunzionali a una comprensione più positiva e funzionale dei sistemi familiari. Questo approccio si basa su un atteggiamento di fiducia e ottimismo, riconoscendo che per comprendere le atipicità familiari è necessario avere un riferimento alla normotipicità. La famiglia è vista come un sistema vivente, il primo ambiente in cui si apprendono modelli relazionali e socio-educativi, influenzati dalla cultura di appartenenza. Essa svolge un ruolo dinamico e integrativo, agendo come intermediario tra le dinamiche interne (intrafamiliari) e quelle esterne (interfamiliari o sovraindividuali), contribuendo così alla crescita individuale e all'evoluzione sociale e culturale. Le caratteristiche del sistema familiare includono:
  4. Autopoiesi: La capacità del sistema di mantenere la propria identità e adattarsi all'ambiente attraverso un flusso metabolico continuo.
  5. Morfostasi e morfogenesi: Processi di feedback che garantiscono l'equilibrio energetico necessario per la sopravvivenza del sistema. La morfostasi rappresenta il feedback negativo che mantiene l'equilibrio, mentre la morfogenesi è il feedback positivo che promuove il cambiamento.
  6. Cambiamento discontinuo: Riferito a eventi critici che possono essere normativi (previsti) o paranormativi (inaspettati e stressanti), richiedendo un adattamento significativo da parte della famiglia.
  1. Deriva strutturale ontogenetica: Rappresenta le modifiche strutturali che avvengono nel sistema familiare a seguito dello sviluppo individuale, all'interno di un contesto filogenetico specifico.
  2. Irreversibilità: Indica il cambiamento dinamico e quantitativo che si verifica nel tempo, influenzando la deriva strutturale del sistema. In sintesi, il sistema familiare è considerato un'entità plastica, capace di adattarsi e rispondere alle sfide interne ed esterne, armonizzando le identità individuali con le esigenze ambientali. Questo approccio offre una visione più completa e positiva delle famiglie, enfatizzando la loro capacità di evolversi e prosperare nel tempo. Il concetto di ciclo vitale familiare implica l'irreversibilità dei processi e la deriva strutturale ontogenetica, evidenziando come le famiglie debbano affrontare compiti di sviluppo specifici durante il loro ciclo vitale. Questi compiti si intrecciano con le fasi evolutive individuali, necessitando di un equilibrio tra stabilità (omeostasi) e cambiamento (evoluzione). Le transizioni tra le fasi del ciclo vitale sono momenti critici in cui le famiglie devono modificare la loro struttura per mantenere un funzionamento efficace e la propria identità. Se non riescono a farlo, spesso a causa di dinamiche interne come la mancanza di mentalizzazione o attaccamenti insicuri, possono verificarsi blocchi nel ciclo vitale, con passaggi di fase incompleti e senza una reale ridefinizione dei ruoli. Le famiglie in difficoltà tendono a cercare interventi terapeutici, specialmente quando emergono sintomi psicologici o somatici. Tuttavia, spesso si aspettano che il terapeuta promuova il cambiamento senza che loro stesse siano disposte a cambiare. Pertanto, un obiettivo iniziale della terapia è migliorare la mentalizzazione e la metacomunicazione riguardo alla loro rigidità al cambiamento. Duvall ha identificato otto stadi del ciclo vitale familiare, ognuno legato al superamento di eventi critici di sviluppo:
  3. Formazione della coppia
  4. Nascita della famiglia con figli (0-2 anni)
  5. Famiglia con figli in età prescolare
  6. Famiglia con figli in età scolare
  7. Famiglia con figli adolescenti
  8. Famiglia trampolino di lancio
  9. Famiglia in fase di pensionamento
  10. Famiglia anziana Carter e McGoldrick hanno successivamente proposto una teoria evolutiva integrativa, suddividendo il ciclo vitale in sei fasi, considerando sia la trasmissione verticale (intergenerazionale) che quella orizzontale (intragenerazionale). Ogni fase si riorganizza in relazione alle fasi precedenti e successive, con il primo stadio che continua a influenzare gli stadi successivi.

Questi approcci offrono una varietà di strumenti e strategie per affrontare le problematiche familiari, enfatizzando l'importanza delle relazioni e delle dinamiche interpersonali nel processo terapeutico.