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Pirandello Ripassone, Appunti di Lingue e letterature classiche

Vita, poetica, opere, umorismo, teatro di pirandello

Tipologia: Appunti

2025/2026

In vendita dal 25/06/2026

simona-ibrahimi
simona-ibrahimi 🇮🇹

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Luigi Pirandello
Profilo Biografico
Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867, in una famiglia borghese legata al commercio dello zolfo. Studia a Roma
e poi in Germania, dove si forma sul pensiero di Schopenhauer e sull'umorismo tedesco: questa base filosofica
gli servirà per costruire tutta la sua visione del mondo. Il trauma biografico decisivo arriva nel 1904: il crollo
della miniera di zolfo di famiglia travolge economicamente la famiglia, e la moglie Antonietta cade in una grave
crisi nervosa che la porterà alla follia paranoica. Pirandello la assiste per anni, fino al ricovero definitivo nel 1919.
Questa esperienza segna tutto: vivere accanto a chi vede una realtà diversa dalla tua gli fa capire che non
esiste una verità oggettiva, solo punti di vista inconciliabili. Da qui nasce l'ossessione per la frantumazione
dell'io e per le maschere che indossiamo. Economicamente costretto a scrivere per vivere, passa dalla
novellistica (ne scrive oltre 200) al romanzo, fino al teatro, che negli anni '20 lo rende celebre in Europa. Nel
1934 vince il Nobel. Muore a Roma nel 1936, dopo aver aderito al fascismo per opportunismo (cosa che gli
costerà polemiche, ma che non intacca la portata della sua opera).
Contesto Storico e Culturale
Pirandello vive a cavallo tra due secoli e due guerre mondiali, in un'epoca di crisi totale delle certezze. L'Italia
post-unitaria è un paese fragile, diviso, che cerca un'identità nazionale mentre le tensioni sociali esplodono. Ma è
soprattutto il crollo delle certezze filosofiche a segnare la sua opera: Nietzsche ha dichiarato la morte di Dio,
Freud ha scoperto l'inconscio (la nostra mente ci mente), Einstein ha dimostrato che il tempo è relativo.
Insomma: non esiste più una verità oggettiva, stabile, condivisa.
Questo clima alimenta il Decadentismo europeo e poi il Modernismo, movimenti che esplorano la
frammentazione dell'io, l'incomunicabilità, l'assurdo dell'esistenza. Pirandello assorbe tutto questo, ma lo traduce
in una forma originale: non si limita a descrivere la crisi, la mette in scena. Il suo teatro diventa un laboratorio
filosofico dove i personaggi si ribellano, le maschere si incrinano, la realtà si moltiplica.
La Prima Guerra Mondiale (che gli porta via il figlio, prigioniero) e il fascismo (a cui aderisce, con ambiguità)
attraversano la sua vita, ma Pirandello resta ossessionato da un conflitto più profondo: quello tra l'individuo e le
forme sociali che lo soffocano. Il Novecento è il secolo della maschera obbligatoria, e lui ne diventa il grande
anatomista.
Poetica e Pensiero
Pirandello costruisce il suo pensiero attorno a un'ossessione: l'impossibilità di essere se stessi. Per lui la vita è
un flusso continuo, caotico, contraddittorio. Ma la società ci obbliga a cristallizzarci in forme: ruoli sociali,
maschere, identità fisse che gli altri ci appiccicano addosso. Questo contrasto tra vita (fluida, autentica,
impossibile da afferrare) e forma (rigida, falsa, ma necessaria per vivere in società) è il motore di tutta la sua
opera.
Da qui nasce la crisi d'identità dei suoi personaggi: non sanno più chi sono perché scoprono di essere "uno,
nessuno e centomila" a seconda di chi li guarda. Mattia Pascal fugge dalla sua forma sociale fingendosi morto,
ma scopre che senza una maschera riconosciuta non puoi nemmeno vivere. Vitangelo Moscarda si guarda allo
specchio e capisce che l'immagine che ha di sé non coincide con quella che hanno gli altri: inizia a demolire tutte
le sue certezze fino all'autodistruzione.
Il metodo con cui Pirandello rappresenta questa visione si chiama umorismo, e lo teorizza nel saggio omonimo
del 1908. Non è la comicità che fa ridere e basta (avvertimento del contrario: "quella vecchia si trucca in modo
ridicolo"). È qualcosa di più profondo: il sentimento del contrario, quando capisci perché quella vecchia si
trucca così (forse per tenere vivo l'amore del marito giovane) e il riso si mescola alla pietà, al disagio. L'umorismo
pirandelliano è questo sguardo che scompone la realtà, mostra le contraddizioni, non offre soluzioni.
Nel teatro questa poetica esplode: i personaggi rompono la quarta parete, discutono con l'autore, mettono in
scena la finzione stessa. Il palco diventa il luogo dove la forma (la recita, il copione) si scontra con la vita che
trabocca, incontrollabile.
Opere Principali
L'umorismo (1908) – Il saggio teorico dove Pirandello spiega la sua poetica: l'umorismo nasce quando
alla percezione del contrario (ridere di una vecchia truccata) si aggiunge il sentimento del contrario
(capire che si trucca per sembrare giovane al marito). È la chiave per capire tutto il resto.
Novelle per un anno (1922-1937) – 246 novelle pubblicate in 15 volumi. Laboratorio di tutti i suoi temi:
maschere, follia, relatività della verità. Le più famose: La patente, Il treno ha fischiato, La giara, Ciaula
scopre la luna.
Il fu Mattia Pascal (1904) – Il romanzo della doppia trappola: Mattia finge di essere morto per rifarsi
una vita, ma scopre che senza identità sociale non esisti. Primo grande successo narrativo.
Uno, nessuno e centomila (1926) – Il romanzo più radicale: Vitangelo Moscarda scopre che ognuno lo
vede diverso e impazzisce cercando di liberarsi da tutte le immagini. Fine della narrativa, inizio del
teatro totale.
Il teatro – Tre capolavori: Sei personaggi in cerca d'autore (1921), Enrico IV (1922), Così è (se vi pare)
(1917). Il metateatro: il palco che riflette su se stesso.
L'Umorismo (1908, saggio)
Cos'è
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Luigi Pirandello

Profilo Biografico

Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867, in una famiglia borghese legata al commercio dello zolfo. Studia a Roma e poi in Germania, dove si forma sul pensiero di Schopenhauer e sull'umorismo tedesco: questa base filosofica gli servirà per costruire tutta la sua visione del mondo. Il trauma biografico decisivo arriva nel 1904: il crollo della miniera di zolfo di famiglia travolge economicamente la famiglia, e la moglie Antonietta cade in una grave crisi nervosa che la porterà alla follia paranoica. Pirandello la assiste per anni, fino al ricovero definitivo nel 1919. Questa esperienza segna tutto: vivere accanto a chi vede una realtà diversa dalla tua gli fa capire che non esiste una verità oggettiva , solo punti di vista inconciliabili. Da qui nasce l'ossessione per la frantumazione dell'io e per le maschere che indossiamo. Economicamente costretto a scrivere per vivere, passa dalla novellistica (ne scrive oltre 200) al romanzo, fino al teatro, che negli anni '20 lo rende celebre in Europa. Nel 1934 vince il Nobel. Muore a Roma nel 1936, dopo aver aderito al fascismo per opportunismo (cosa che gli costerà polemiche, ma che non intacca la portata della sua opera).

Contesto Storico e Culturale

Pirandello vive a cavallo tra due secoli e due guerre mondiali, in un'epoca di crisi totale delle certezze. L'Italia post-unitaria è un paese fragile, diviso, che cerca un'identità nazionale mentre le tensioni sociali esplodono. Ma è soprattutto il crollo delle certezze filosofiche a segnare la sua opera: Nietzsche ha dichiarato la morte di Dio, Freud ha scoperto l'inconscio (la nostra mente ci mente), Einstein ha dimostrato che il tempo è relativo. Insomma: non esiste più una verità oggettiva, stabile, condivisa.

Questo clima alimenta il Decadentismo europeo e poi il Modernismo , movimenti che esplorano la frammentazione dell'io, l'incomunicabilità, l'assurdo dell'esistenza. Pirandello assorbe tutto questo, ma lo traduce in una forma originale: non si limita a descrivere la crisi, la mette in scena. Il suo teatro diventa un laboratorio filosofico dove i personaggi si ribellano, le maschere si incrinano, la realtà si moltiplica. La Prima Guerra Mondiale (che gli porta via il figlio, prigioniero) e il fascismo (a cui aderisce, con ambiguità) attraversano la sua vita, ma Pirandello resta ossessionato da un conflitto più profondo: quello tra l'individuo e le forme sociali che lo soffocano. Il Novecento è il secolo della maschera obbligatoria, e lui ne diventa il grande anatomista.

Poetica e Pensiero

Pirandello costruisce il suo pensiero attorno a un'ossessione: l' impossibilità di essere se stessi. Per lui la vita è un flusso continuo, caotico, contraddittorio. Ma la società ci obbliga a cristallizzarci in forme : ruoli sociali, maschere, identità fisse che gli altri ci appiccicano addosso. Questo contrasto tra vita (fluida, autentica, impossibile da afferrare) e forma (rigida, falsa, ma necessaria per vivere in società) è il motore di tutta la sua opera. Da qui nasce la crisi d'identità dei suoi personaggi: non sanno più chi sono perché scoprono di essere "uno, nessuno e centomila" a seconda di chi li guarda. Mattia Pascal fugge dalla sua forma sociale fingendosi morto, ma scopre che senza una maschera riconosciuta non puoi nemmeno vivere. Vitangelo Moscarda si guarda allo specchio e capisce che l'immagine che ha di sé non coincide con quella che hanno gli altri: inizia a demolire tutte le sue certezze fino all'autodistruzione.

Il metodo con cui Pirandello rappresenta questa visione si chiama umorismo , e lo teorizza nel saggio omonimo del 1908. Non è la comicità che fa ridere e basta ( avvertimento del contrario : "quella vecchia si trucca in modo ridicolo"). È qualcosa di più profondo: il sentimento del contrario , quando capisci perché quella vecchia si trucca così (forse per tenere vivo l'amore del marito giovane) e il riso si mescola alla pietà, al disagio. L'umorismo pirandelliano è questo sguardo che scompone la realtà, mostra le contraddizioni, non offre soluzioni. Nel teatro questa poetica esplode: i personaggi rompono la quarta parete , discutono con l'autore, mettono in scena la finzione stessa. Il palco diventa il luogo dove la forma (la recita, il copione) si scontra con la vita che trabocca, incontrollabile.

Opere Principali

L'umorismo (1908) – Il saggio teorico dove Pirandello spiega la sua poetica: l'umorismo nasce quando alla percezione del contrario (ridere di una vecchia truccata) si aggiunge il sentimento del contrario (capire che si trucca per sembrare giovane al marito). È la chiave per capire tutto il resto. ● Novelle per un anno (1922-1937) – 246 novelle pubblicate in 15 volumi. Laboratorio di tutti i suoi temi: maschere, follia, relatività della verità. Le più famose: La patente , Il treno ha fischiato , La giara , Ciaula scopre la luna. ● Il fu Mattia Pascal (1904) – Il romanzo della doppia trappola: Mattia finge di essere morto per rifarsi una vita, ma scopre che senza identità sociale non esisti. Primo grande successo narrativo. ● Uno, nessuno e centomila (1926) – Il romanzo più radicale: Vitangelo Moscarda scopre che ognuno lo vede diverso e impazzisce cercando di liberarsi da tutte le immagini. Fine della narrativa, inizio del teatro totale. ● Il teatro – Tre capolavori: Sei personaggi in cerca d'autore (1921), Enrico IV (1922), Così è (se vi pare) (1917). Il metateatro: il palco che riflette su se stesso.

L'Umorismo (1908, saggio)

Cos'è

Saggio teorico pubblicato nel 1908, nato come articolo per una rivista e poi ampliato in volume. È il manifesto della poetica pirandelliana : qui Pirandello spiega la sua visione dell'arte e della realtà, gettando le basi teoriche per tutta la sua produzione successiva, dai romanzi al teatro. Di cosa parla

Il saggio è diviso in due parti. La prima parte è storico-critica: Pirandello analizza l'umorismo nella letteratura italiana e europea, distinguendolo dalla satira e dall'ironia. La seconda parte è quella fondamentale: qui elabora la sua teoria filosofica. Il cuore è la distinzione tra comico e umoristico. Il comico nasce dall' avvertimento del contrario : vedo una vecchia signora imbellettata e truccata come una ragazza, e rido perché c'è una contraddizione evidente. L'umoristico nasce dal sentimento del contrario : dopo la risata, rifletto e capisco che forse quella donna si trucca così per trattenere l'amore del marito più giovane. A quel punto rido e provo pena insieme. Questa compresenza di opposti è l'umorismo. Perché è importante

Questo saggio è la chiave di lettura obbligatoria per capire tutta l'opera di Pirandello. Senza L'Umorismo non puoi comprendere né i romanzi (Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno e centomila) né il teatro (Sei personaggi in cerca d'autore, Enrico IV). È qui che con la propria "lanternina" soggettiva, quindi non esiste una verità oggettiva ma tante verità quante sono le prospettive. È il fondamento filosofico della crisi d'identità che attraversa tutta la sua produzione. Inoltre, questo saggio colloca Pirandello nel dibattito europeo sul Modernismo, accanto a Freud, Bergson e alla crisi delle certezze del primo Novecento.

La tecnica Linguaggio filosofico ma accessibile : Pirandello scrive un saggio teorico ma mantiene uno stile chiaro, con esempi concreti tratti dalla vita quotidiana. Non è un trattato accademico: è un manifesto che vuole convincere e spiegare. Uso sistematico dell'esempio : la teoria è sempre accompagnata da casi pratici. L'esempio della vecchia signora è il più famoso, ma ce ne sono altri che rendono la teoria comprensibile e memorabile.

Struttura argomentativa : procede per distinzioni e opposizioni (comico/umoristico, arte/umorismo, sentimento/riflessione). Questo metodo binario è tipico del pensiero pirandelliano e si ritroverà in tutta la sua opera. Il collegamento Con Verga e il Verismo : mentre Verga punta all'impersonalità e all'oggettività, Pirandello teorizza la soggettività assoluta della percezione. Sono due risposte opposte alla crisi del Positivismo. Con Svevo e la psicanalisi : come Svevo con Freud, Pirandello esplora l' inconscio e le contraddizioni della psiche. Ma mentre Svevo analizza, Pirandello scompone attraverso l'umorismo. Entrambi rappresentano il Modernismo italiano.

Novelle per un anno (1922-1937)

Cos'è Raccolta di 246 novelle pubblicate tra il 1922 e il 1937, progetto incompiuto che doveva arrivare a 365 racconti (uno per ogni giorno dell'anno). Pirandello lavora a queste novelle per tutta la vita, parallelamente alla sua produzione teatrale e romanzesca, attingendo alla Sicilia rurale e alla piccola borghesia urbana per raccontare la crisi dell'identità moderna. Di cosa parla

Non è una raccolta con trama unitaria, ma un mosaico di esistenze intrappolate : ogni novella è un caso umano, una situazione-limite che rivela l'assurdità della condizione moderna. Le novelle sono organizzate in 15 volumi tematici (come Scialle nero , La vita nuda , Il carnevale dei morti ), ma la struttura è frammentaria. I protagonisti sono sempre personaggi marginali – impiegati, contadini, piccoli borghesi – schiacciati tra le convenzioni sociali e i loro desideri repressi. La geografia oscilla tra la Sicilia arcaica (dove sopravvivono istinti primordiali) e la città moderna (dove trionfa l'alienazione). Ogni novella è un esperimento narrativo: Pirandello testa situazioni paradossali, ribaltamenti improvvisi, rivelazioni che smascherano l'ipocrisia sociale. Perché è importante Le Novelle per un anno sono il laboratorio segreto di Pirandello: qui nascono i temi, i personaggi, le situazioni che poi esploderanno nel teatro. Molte novelle diventano drammi ( Pensaci, Giacomino! , L'uomo dal fiore in bocca ). È importante perché mostra Pirandello nella sua forma più sperimentale e libera , senza i vincoli della scena. Qui la filosofia dell'umorismo si fa narrazione pura: il lettore ride e poi si blocca, perché capisce che dietro il grottesco c'è il dolore. È la somma della visione pirandelliana: la vita come trappola , la società come teatro dell'assurdo , l'identità come maschera obbligatoria.

La tecnica Struttura a rovesciamento : ogni novella parte da una situazione normale e la ribalta improvvisamente. Il colpo di scena non è un trucco narrativo, ma la rivelazione filosofica : ciò che sembrava solido (l'identità, la ragione, le convenzioni) si sgretola. Pirandello usa il paradosso come strumento conoscitivo. Umorismo come tecnica narrativa : il narratore non giudica, ma osserva con distacco ironico. Prima fa ridere (percezione del contrario: "quella vecchia si trucca in modo ridicolo"), poi fa riflettere (sentimento del contrario: "ma lo fa perché vuole piacere al marito giovane"). Il lettore passa dal riso alla pietà. Lingua stratificata : Pirandello mescola italiano colto, dialetto siciliano, linguaggio burocratico. Ogni registro linguistico è una maschera sociale. I personaggi parlano come pensano, e spesso pensano per frammenti, con una sintassi spezzata che mima la frantumazione dell'io.

● la dissoluzione finale nell' Uno cosmico , il ricovero nell'ospizio che ha fondato

Non c'è trama nel senso tradizionale: è un monologo filosofico mascherato da romanzo , dove Moscarda ragiona ossessivamente sulla propria identità. Perché è importante

È il romanzo più radicale del Novecento italiano sulla dissoluzione dell'io. Mentre il Fu Mattia Pascal cercava ancora un'identità alternativa e Serafino Gubbio si rifugiava nel silenzio, Moscarda va fino in fondo: distrugge tutte le maschere senza cercarne di nuove. Anticipa temi dell'esistenzialismo e della filosofia del linguaggio: l'identità come costruzione sociale, l'impossibilità di conoscersi, la prigione dello sguardo altrui. È il libro che chiude la fase narrativa di Pirandello prima del trionfo teatrale definitivo. La tecnica Monologo interiore ossessivo : tutto il romanzo è la voce di Moscarda che ragiona, si contraddice, si interroga. Non c'è un narratore esterno, solo la coscienza che si autoanalizza fino all'autodistruzione. Il lettore è trascinato dentro la spirale della follia. Linguaggio filosofico-colloquiale : Pirandello mescola ragionamenti astratti ("Quel che voi siete per voi, non è quel che siete per me") con espressioni quotidiane, domande retoriche, apostrofi al lettore. Il tono è quello di chi cerca disperatamente di convincere qualcuno (o se stesso). Struttura circolare e ripetitiva : i concetti tornano ossessivamente, con variazioni minime. Non c'è progressione narrativa ma approfondimento a spirale dello stesso problema. La forma del romanzo mima la forma della nevrosi. Il collegamento

Con Il fu Mattia Pascal : entrambi cercano di liberarsi dalla forma sociale, ma Pascal fallisce e torna (resta "il fu"), Moscarda "riesce" pagando con la dissoluzione totale. Moscarda è il Mattia Pascal portato alle estreme conseguenze.

Con Svevo e la psicanalisi : mentre Zeno Cosini usa l'autoanalisi per raccontarsi (e mentirsi), Moscarda la usa per cancellarsi. Entrambi mostrano l'inaffidabilità dell'io, ma Svevo resta ironico, Pirandello è tragico.

Teatro (1910-1936)

Cos'è

Teatro drammatico moderno, composto tra il 1910 e il 1936. Rappresenta l'evoluzione finale della poetica pirandelliana, dove i temi della maschera, dell'identità frantumata e della verità impossibile trovano la loro espressione più potente. Scritto durante il periodo di massima maturità artistica, culminato con il Nobel nel 1934.

Di cosa parla La produzione teatrale di Pirandello si sviluppa in tre fasi progressive : ● Teatro siciliano (1910-1916): opere in dialetto che rappresentano la Sicilia arcaica, con personaggi legati a codici d'onore tradizionali. La dimensione è ancora realistica, ma emerge già il tema della maschera sociale. ● Teatro grottesco (1917-1922): il passaggio cruciale. I personaggi sono intrappolati in situazioni paradossali dove la distinzione tra realtà e finzione si dissolve. Qui nascono i capolavori: Così è (se vi pare) mostra l'impossibilità di conoscere la verità; Sei personaggi in cerca d'autore porta in scena personaggi che cercano un autore che li completi; Enrico IV presenta un uomo che finge la follia per sfuggire alla vita. ● Teatro nel teatro (metateatro, 1925-1936): la riflessione sulla natura stessa della rappresentazione teatrale. Il palcoscenico diventa il luogo dove si discute cosa significhi recitare, essere personaggio, esistere. Perché è importante Pirandello rivoluziona il teatro europeo rompendo la quarta parete e trasformando il palcoscenico in uno spazio di riflessione filosofica. Prima di lui, il teatro rappresentava la vita; con lui, il teatro interroga la vita, smontando le certezze borghesi sull'identità e la verità. Anticipa il teatro dell'assurdo di Beckett e Ionesco, influenza tutto il Novecento drammaturgico. È il primo a portare in scena la crisi dell'io tipicamente novecentesca, facendo del teatro il luogo dove l'uomo moderno si confronta con la propria frammentazione. La tecnica

Teatro nel teatro : Pirandello mette in scena il processo stesso della creazione teatrale. In Sei personaggi vediamo attori che provano, un capodirettore che dirige, personaggi che protestano contro l'interpretazione degli attori. Questo straniamento costringe lo spettatore a riflettere sulla natura della finzione.

Dialogo filosofico : i personaggi non parlano per far avanzare la trama, ma per discutere concetti. Le battute sono spesso lunghe riflessioni sulla verità, l'identità, la follia. Il teatro diventa un laboratorio di idee, non solo di azioni.

Struttura aperta e paradossale : le opere non hanno risoluzioni tradizionali. Così è (se vi pare) finisce senza risposta; Sei personaggi si chiude con il caos; Enrico IV con un gesto estremo che non risolve nulla. Questa mancanza di chiusura riflette l'impossibilità di dare senso definitivo all'esistenza.

Temi Ricorrenti

La maschera e il volto : Ogni personaggio pirandelliano vive la scissione tra ciò che è (il volto, l'identità autentica) e ciò che gli altri vedono (la maschera sociale). Mattia Pascal fugge dalla sua identità per

scoprire che senza maschera non si può vivere in società. Vitangelo Moscarda in Uno, nessuno e centomila impazzisce quando capisce di essere "centomila" persone diverse a seconda di chi lo guarda. ● La trappola della forma : La vita è movimento continuo, ma la società ci costringe in ruoli fissi (marito, padre, impiegato). Questa gabbia soffoca: i personaggi pirandelliani cercano di evadere (Mattia Pascal), si ribellano (i Sei Personaggi che rifiutano la versione dell'autore), o crollano sotto il peso della forma imposta. La forma è necessaria per esistere socialmente, ma uccide la spontaneità. ● La relatività della verità : Non esiste una verità oggettiva, ma tante verità quante sono le prospettive. In Così è (se vi pare) nessuno sa chi sia davvero la signora Ponza: moglie? figlia? Ognuno ha la sua versione e tutte sono vere per chi le sostiene. Pirandello demolisce l'idea positivista di una realtà conoscibile e stabile. ● L'impossibilità di conoscersi : I personaggi scoprono con orrore di non sapere chi sono. Vitangelo Moscarda parte da un dettaglio fisico ("il naso pende a destra") per arrivare alla consapevolezza che l'io è una costruzione fragile, continuamente ridefinita dallo sguardo altrui. La coscienza di sé è sempre mediata, mai diretta.La follia come lucidità : Chi vede la verità (l'assurdità della vita, l'artificiosità delle convenzioni) viene considerato pazzo dalla società. Enrico IV finge la pazzia per sfuggire alla forma, poi ci resta intrappolato. La follia diventa l'unica risposta possibile a un mondo insensato: non è malattia, ma estrema consapevolezza. ● Il teatro nel teatro (metateatro) : I personaggi riflettono sulla propria finzione scenica, rompendo la quarta parete. Nei Sei personaggi gli attori discutono con i personaggi su come rappresentarli; il Padre rivendica una verità più autentica della recita. Pirandello usa il teatro per mostrare che tutta la vita è recita, e che l'arte può essere più vera della realtà. ● L'umorismo tragico : Il riso nasce dalla percezione di una contraddizione (avvertimento del contrario), ma si trasforma in pietà quando capiamo le ragioni di quella contraddizione (sentimento del contrario). La vecchia imbellettata fa ridere, poi commuove quando intuiamo che lo fa per tenere il marito giovane. L'umorismo pirandelliano non è mai gratuito: svela il dolore sotto il grottesco.

Collegamenti Tematici

Luigi Pirandello =Italo Svevo – Tema condiviso: la crisi dell'io e l'inettitudine moderna

Entrambi raccontano personaggi che non riescono a vivere pienamente, ma con prospettive diverse. Svevo analizza l'inetto che sa di esserlo (Zeno si autoanalizza, ironizza sulla propria incapacità); Pirandello mostra l'uomo che scopre di non essere uno, ma centomila, e impazzisce per questo. Al colloquio puoi dire: Zeno cerca una cura impossibile nella psicoanalisi, Mattia Pascal cerca una nuova identità e fallisce. Stesso problema (chi sono io?), due risposte narrative opposte. Luigi Pirandello =Giovanni Verga – Tema condiviso: lo sguardo sulla realtà e la tecnica narrativa

Verga usa l'impersonalità per nascondere l'autore; Pirandello usa il relativismo per moltiplicare i punti di vista. Verga dice: "Io non giudico, mostro i fatti"; Pirandello dice: "Non esistono fatti, solo interpretazioni". Utile al colloquio per mostrare il passaggio dal Naturalismo al Modernismo: da una realtà oggettiva (anche se dura) a una realtà frantumata, dove ognuno ha la sua verità. Puoi citare Uno, nessuno e centomila contro I Malavoglia : famiglia come certezza vs identità come illusione. Luigi Pirandello =Gabriele D'Annunzio – Tema condiviso: la maschera (ma con significati opposti)

D'Annunzio costruisce maschere eroiche per esaltare l'io (il superuomo, l'esteta); Pirandello smonta le maschere per mostrare che sotto non c'è un io stabile. D'Annunzio dice: "Io sono più grande della vita"; Pirandello risponde: "Tu non sei nessuno, sei solo le tue maschere". Al colloquio è un confronto perfetto per parlare di crisi del Decadentismo: D'Annunzio è l'ultimo che crede nell'individuo eccezionale, Pirandello è il primo che lo distrugge.