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diritto dell'unione europea anno 2025/26
Tipologia: Panieri
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01. Quali fattori contribuiscono ad attenuare la rigidità del principio di attribuzione? Il principio di attribuzione nell'Unione europea è mitigato attraverso la sussidiarietà, che limita l'azione dell'UE a situazioni in cui è più efficace rispetto agli Stati membri. Questo implica una delega di competenze solo quando necessario, mantenendo la flessibilità nella distribuzione delle responsabilità. L'interpretazione estensiva della Corte di giustizia amplia le competenze assegnate, consentendo un margine di manovra più ampio. La presenza di clausole flessibili in alcuni trattati offre ulteriori possibilità di affrontare situazioni impreviste o emergenze. In breve, la combinazione di sussidiarietà, interpretazione estensiva e clausole flessibili riduce la rigidità del principio di attribuzione nell'UE. Il principio di attribuzione è attenuato da due fattori: i poteri impliciti e le clausole di flessibilità. In base ai poteri impliciti l’ue anche in mancanza di una espressa attribuzione di poteri, può esercitare un certo potere qualora risulti indispensabile per l’esercizio di un potere espressamente previsto o per la realizzazione degli scopi dell’ente. Questo implica quindi il potere di adottare tutte le misure che sono necessarie per il suo esercizio. Le clausole di flessibilità rappresentano una parziale deroga a tale principio, il motivo di questa norma è l’impossibilità di definire con anticipo ed estrema esattezza tutti i poteri di cui l’ue potrebbe aver bisogno per raggiungere i suoi scopi. Per questo può assumere autonomamente nuovi poteri purchè entro limiti ristretti e seguendo una procedura rigorosa. 02. Illustra obiettivi e valori dell'Unione europea L'Unione europea è un progetto politico ed economico che promuove la pace, la stabilità e la prosperità tra gli Stati membri. Attraverso il mercato unico, si favorisce la libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali. I valori fondamentali dell'UE, tra cui il rispetto della dignità umana, la libertà e la democrazia, guidano le decisioni delle istituzioni europee. La solidarietà è promossa per ridurre le disuguaglianze e la diversità culturale è valorizzata. In sintesi, l'UE mira a costruire una comunità di Stati basata su obiettivi comuni e valori condivisi di democrazia e diritti umani. 03. Come è cambiato il ruolo dei Parlamenti nazionali nel funzionamento dell'UE a seguito del Trattato di Lisbona? I parlamenti nazionali assumono il compito di vigilare sul rispetto del principio di sussidarietà, ruolo che vede un controllo a priori quindi la valutazione circa la presenza o meno della motivazione del progetto di atto legislativo rispetto al principio di sussidarietà, che un controllo a posteriori attraverso la procedura di ricorso per annullamento presso la corte di giustizia. Ciascun parlamento ha il potere di formulare entro otto settimane dalla trasmissione di un progetto di atto legislativo, un parere motivato di non conformità del progetto al principio di sussidarietà. Sono previste due diverse modalità di controllo della sussidarietà: procedura cartellino giallo qualora si siano espressi per la violazione del principio di sussidarietà parlamenti o camere parlamentari che rappresentino almeno un terzo dei voti disponibili, in questo caso il progetto deve essere riesaminato dal suo autore con possibilità di mantenerlo, modificarlo o ritirarlo, ma con obbligo di specifica motivazione; procedura del cartellino arancione quando per l’adozione dell’atto si deve seguire la procedura legislativa ordinaria, se contro il progetto di atto legislativo siano espressi pareri negativi che rappresentino la maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, la commissione, se decide di mantenere il progetto di atto, deve emanare un provvedimento motivato. Si apre quindi una fase preliminare dedicata alla verifica del rispetto del principio di sussidarietà. In questa fase se il consiglio oppure il parlamento europeo votano nel senso che la proposta non sia compatibile con il principio di sussidarietà, tale proposta legislativa decade. 04. Quali sono i presupposti del principio di sussidiarietà? Vi sono tre presupposti: è previsto per le materie che non siano di esclusiva competenza dell’unione, l’unione può intervenire qualora l’azione abbia dimensione europea e si presume l’insufficienza degli stati a risolvere il problema e l’esigenza di un intervento dell’unione per migliorare la situazione 05. Nei settori di competenza concorrente, in quale misura gli Stati membri esercitano la loro competenza? Gli stati membri possono esercitare la loro competenza nella misura in cui l’unione non ha esercitato la propria. 06. Illustra le categorie nelle quali si possono distinguere le competenze dell'Unione europea. Esclusive= settori in cui solo l’UE può legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti. Gli Stati membri possono intervenire solo se autorizzati dall’UE o per attuare atti europei. Concorrenti= settori in cui sia l’Unione sia gli Stati membri possono legiferare Ma gli Stati esercitano la competenza finché e nella misura in cui l’UE non ha esercitato la propria. Complementari/parallele= settori in cui l’UE ha competenza per svolgere azioni volte a sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri. 07. In cosa consiste la cd competenza esterna dell'Unione? Ha portata illimitata? L’unione, come soggetto di diritto internazionale, può concludere con soggetti di tale ordinamento degli accordi senza la mediazione degli stati membri. Tuttavia la competenza dell’unione non è illimitata ma deve rispettare il principio di attribuzione. L’unione può concludere un accordo con uno o più paesi terzi o organizzazioni internazionali qualora lo prevedano i trattati, la conclusione di un accordo sia necessario per realizzare uno degli obiettivi prefissati dai trattati, se previsto da un atto vincolante oppure possa incidere su norme comuni o alterarne la portata. 08. Descrivere le tappe dell'integrazione europea. Le tappe dell'integrazione europea possono essere suddivise in diverse fasi chiave: a. Dopo la seconda guerra mondiale: L'integrazione europea ha avuto inizio con l'obiettivo principale di prevenire futuri conflitti devastanti. Nel 1951, è stata creata la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) da sei paesi fondatori: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, che hanno deciso di unire le risorse di carbone e acciaio per promuovere la cooperazione economica tra di loro. b. Trattati di Roma: Nel 1957, i trattati di Roma sono stati firmati per istituire due nuove organizzazioni
comunitarie: la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell'energia atomica (Euratom). L'obiettivo principale della CEE era creare un mercato comune europeo con la libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali. c. Anni '70: Durante gli anni '70, l'integrazione europea ha subito una fase di stagnazione a causa di diverse crisi economiche e politiche. Tuttavia, sono stati fatti sforzi per consolidare il mercato comune e introdurre la cooperazione politica tramite la firma di accordi quali Acte Unique Europeo nel 1986. d. Trattato di Maastricht: Nel 1992, è stato firmato il Trattato di Maastricht, che ha istituito l'Unione europea (UE), trasformando la CEE in un'organizzazione sovranazionale più ampia. Questo trattato ha introdotto una maggiore integrazione politica, monetaria e sociale, stabilendo l'Unione economica e monetaria (UEM) come obiettivo. e. Ampliamento dell'UE: Dalla sua creazione, l'UE ha visto diversi ampliamenti, durante i quali nuovi paesi sono entrati a far parte dell'Unione. Questi ampliamenti hanno portato ad un'espansione territoriale e demografica significativa dell'UE, aumentando il numero di Stati membri da 6 a 27. f. Trattato di Lisbona: Nel 2009, il Trattato di Lisbona ha sostituito la Costituzione europea, offrendo una soluzione alla crisi istituzionale dell'UE dopo il referendum negativo tenutosi nei Paesi Bassi e in Francia nel 2005. Il trattato ha migliorato l'efficienza decisionale dell'UE, ha rafforzato i diritti dei cittadini e ha introdotto nuove politiche in vari settori, come l'energia, il cambiamento climatico e la giustizia. g. Attualità: Attualmente, l'integrazione europea è ancora in corso, con l'UE che lavora per affrontare sfide come la Brexit, la gestione delle crisi migratorie, la crisi economica e finanziaria e il rafforzamento della sicurezza interna ed esterna. Queste tappe mostrano come l'integrazione europea sia progredita nel corso degli anni in diverse fasi e come l'UE abbia continuato a cercare di creare una maggiore unità politica ed economica tra gli Stati membri.
09. Quando, come e per quali ragioni ha inizio il procedimento di integrazione europea? I politici dell’epoca si convinsero della necessità di avviare un processo di integrazione europea come unico rimedio per evitare il ripetersi degli eventi che avevano portato a terribili distruzioni ed enormi perdite di vite umane. L’integrazione Europea avvenne in un primo tempo soltanto tra gli Stati dell’Europa occidentale. Solo dopo la caduta del muro di Berlino (1989) e lo scioglimento dell’Unione Sovietica (1991), anche gli Stati dell’Europa orientale iniziarono a partecipare al processo di integrazione europea. Il procedimento di integrazione europea ebbe inizio il 9 maggio 1950 con la Dichiarazione Schuman, presentata dal Ministro degli Esteri francese Robert Schuman. La dichiarazione proponeva di creare una Comunità economica del carbone e dell'acciaio (CECA) tra i paesi europei, in modo da porre fine alla possibilità di conflitto sulla produzione e distribuzione di tali materiali, che erano considerati essenziali per la guerra. Questa proposta iniziale fu considerata il primo passo verso la creazione dell'Unione Europea. La CECA fu istituita nel 1951 con il Trattato di Parigi, e comprendeva sei paesi fondatori: Francia, Germania occidentale, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Il suo obiettivo principale era quello di creare una comunità economica che promuovesse l'integrazione economica tra questi paesi e alimentasse la pace e la stabilità nella regione. Il successo della CECA portò alla creazione di altre comunità europee, come la Comunità Economica Europea (CEE) e la Comunità Europea dell'Energia Atomica (EURATOM). Nel 1992, queste comunità sono state fuse nel Trattato di Maastricht, che ha istituito l'Unione Europea come organizzazione sovrannazionale volta a promuovere la cooperazione politica, economica e sociale tra i suoi membri. Le ragioni principali che hanno portato all'inizio del procedimento di integrazione europea includono la volontà di evitare la ripetizione dei conflitti devastanti del XX secolo, promuovere la pace e la stabilità in Europa, creare un mercato comune e promuovere la cooperazione economica tra i paesi membri, migliorare la sicurezza e la politica estera e affrontare i problemi globali come il cambiamento climatico. 10. Cosa cosa è la "politica della sedia vuota"? A quali risultati ha condotto? Il mancato raggiungimento di un accordo nella riunione del 1965 spinse la Francia ad abbandonare la seduta in segno di protesta scoppiò la cosiddetta “crisi della sedia vuota”. Essa consisteva in un boicottaggio da parte della Francia delle istituzioni comunitarie che provocò la paralisi delle attività CEE e solo grazie al compromesso di Lussemburgo la situazione si sbloccò 11. I Trattati di Roma. Illustrare brevemente il percorso per giungere alla firma dei trattati citati ed illustrare altresì le tappe del periodo transitorio successivo. Nel 1952 a Parigi venne firmato il Trattato istitutivo della CED (comunità europea di difesa), questo trattato prevedeva l’istituzione di un commissariato che avrebbe avuto il comando unificato delle forze armate di tutti gli stati membri. La CED tuttavia non è mai entrata in vigore a causa del rifiuto della Francia di ratificarlo poiché contraria a un riarmo della Germania dopo la seconda guerra mondiale. Questo fallimento apre una riflessione sulla necessità di partire da un’unione politica prima che militare. Con la Conferenza di Messina si decide quindi di rilanciare il processo di integrazione europea attraverso la costituzione di un comitato. I Trattati di Roma vennero firmati nel 1957 e sono principalmente due: la CEE (comunità economica europe) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell’energia atomica). Le comunità europee insieme alle CECA divennero quindi tre. La struttura rispecchia quella della CECA con quattro istituzioni: commissione, consiglio, assemblea parlamentare e corte di giustizia. Il trattato CEE prevedeva un periodo transitorio di 12 anni suddiviso in tre fasi quadriennali (con termine nel 1969). Durante questo periodo scoppiò una crisi nel 1965 a causa della proposta di istituire un bilancio autonomo comune della comunità. Opponendosi a una serie di proposte la Francia smette di partecipare alle principali riunioni della comunità inaugurando così la cd “politica della sedia vuota”. Questo portò a una paralisi che poi si sblocco grazie al compromesso di Lussemburgo secondo il quale, nel momento in cui fossero in gioco interessi vitali di uno o più paesi, i membri del consiglio si sarebbero impegnati ad individuare soluzioni che potessero essere adottate da tutti nel rispetto dei reciproci interessi, stabilendo il criterio dell’unanimità per la votazione al posto della maggioranza. Attribuendo il diritto di veto a ogni paese membro. 12. Cosa significa l'espressione "Europa a più velocità" o "Europa a geometria variabile"? Con tale espressione si intende un modello di integrazione differenziata in cui a un gruppo di stati è concesso, in modo consensuale, di procedere alla realizzazione di un grado maggiore di integrazione in un settore, mentre gli altri paesi membri procederanno sula stessa via ma ad un ritmo più lento, perché non soddisfano ancora determinate condizioni oggettive, di carattere economico, sociale o istituzionale. L'espressione "Europa a più velocità" o "Europa
formulazione di raccomandazioni rivolte alle istituzioni europee. Nel corso delle sessioni plenarie della conferenza, sono state discusse le raccomandazioni e i contributi raccolti tramite la piattaforma digitale. A seguito delle discussioni, la sessione plenaria ha presentato le proprie proposte al comitato esecutivo. Le proposte riguardano nove temi: cambiamento climatico e ambiente; salute; un’economia più forte, giustizia sociale e occupazione; l’ue nel
17. Come è avvenuta l'adesione dell'Italia alle Comunità europee? Aderendo alle comunità europee l’Italia ha accettato le condizioni di appartenenza fissate dai trattati ossia la diretta applicabilità di alcune norme comunitarie, l’effetto diretto, la prevalenza del diritto europeo su quello interno. Fondamentali sono in questo caso la legge di ratifica del trattato di Roma nonché l’ordine di esecuzione in essa contenuto. L’art.11 della costituzione autorizza a cedere parte della sovranità nazionale per aderire “in condizioni di parità con gli altri stati”, alla comunità europea. L’art.117, 1° comma della costituzione rende esplicita la sottoposizione della legislazione statale e regionale ai vincoli derivanti dall’ordinamento europeo, introducendo un parametro di legittimità costituzionale. Il 2° comma prevede poi che i rapporti tra lo stato e l’ue sono demandari alla competenza statale esclusiva; il 3° comma i rapporti internazionali…. 18. Illustrare gli strumenti predisposti dall'Unione a seguito della crisi finanziaria e bancaria del 2008 Dopo la crisi finanziaria e bancaria del 2008, l'Unione Europea ha adottato una serie di strumenti per affrontare la situazione e prevenire eventuali futuri turbamenti finanziari. Alcuni di questi strumenti comprendono:
cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; coesione e inclusione; salute. Il piano prevede un ampio programma di riforme, ritenute necessarie per facilitare la sua attenzione e contribuire alla modernizzazione del paese e all’attrazione degli investimenti. Si prevedono tre tipi di riforme:
Negoziazione e rappresentanza: la Commissione rappresenta l'UE nelle relazioni internazionali e negozia gli accordi commerciali, gli accordi di cooperazione e gli accordi di adesione con paesi terzi. Gestione dei fondi: la Commissione europea è responsabile della gestione del bilancio dell'UE e dei fondi comuni. Si assicura che gli investimenti e le spese siano indirizzati verso obiettivi prioritari e che siano stati raggiunti i risultati attesi. Promozione dell'interesse dell'UE: la Commissione promuove gli interessi dell'UE sia internamente che a livello globale. Difende i valori e gli obiettivi dell'UE e lavora per garantire la coesione, la stabilità e la crescita economica dell'UE. Monitoraggio dell'adesione: la Commissione valuta la conformità dei paesi candidati alle norme e ai criteri necessari per l'adesione all'UE e svolge un ruolo di supervisione durante il processo di adesione. Tutela dei diritti: la Commissione si impegna per proteggere i diritti dei cittadini dell'UE, compresi i diritti umani, la non discriminazione, la libera circolazione dei cittadini e la sicurezza dei consumatori. Coordinamento delle politiche: la Commissione europea coordina le politiche degli Stati membri dell'UE in settori come l'economia, l'energia, l'ambiente, la sicurezza e la giustizia al fine di promuovere la convergenza tra gli Stati membri e il raggiungimento degli obiettivi comuni. La Commissione europea svolge quindi un ruolo chiave nella governance dell'UE, garantendo la corretta applicazione delle norme dell'Unione e contribuendo all'integrazione europea e alla tutela degli interessi europei
33. Descrivere la procedura di nomina della Commissione europea. La procedura di nomina della Commissione europea è un processo che coinvolge diverse fasi e attori chiave. Di seguito è descritta una panoramica della procedura: Proposta del Presidente del Consiglio europeo: Dopo le elezioni parlamentari europee, il Presidente del Consiglio europeo consulta i leader dei paesi membri dell'Unione europea per determinare un candidato al ruolo di Presidente della Commissione europea. Il candidato proposto deve essere approvato dalla maggioranza dei membri dell'Europarlamento. Approvazione del Parlamento europeo: L'Europarlamento vota per approvare o respingere il candidato proposto dal Presidente del Consiglio europeo. È richiesta la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento europeo per approvare la nomina. Nomina dei Commissari: Una volta che il candidato al ruolo di Presidente della Commissione europea è stato approvato, il Presidente eletto propone una lista di Commissari europei, uno per ogni paese membro dell'Unione europea. Questi candidati devono essere approvati dal Consiglio europeo, su proposta del Presidente eletto della Commissione europea. Audizioni dei Commissari nel Parlamento europeo: Prima che la Commissione europea possa iniziare le sue funzioni, i Commissari proposti devono essere sottoposti a un'audizione nel Parlamento europeo. Queste audizioni sono condotte dalle commissioni parlamentari competenti, che valutano le qualifiche e la competenza dei candidati. Voto di approvazione del Parlamento europeo: Dopo le audizioni, il Parlamento europeo vota sulla Commissione nella sua interezza. È richiesta la maggioranza assoluta dei membri per approvare la Commissione. Nomina della Commissione europea: Una volta ottenuta l'approvazione del Parlamento europeo, la Commissione europea viene ufficialmente nominata dal Consiglio europeo. Il Presidente della Commissione europea e i Commissari giurano di adempiere ai loro doveri in modo indipendente, nell'interesse generale dell'Unione europea. Questa è una panoramica generale della procedura di nomina della Commissione europea. È importante sottolineare che il processo potrebbe variare in base alle circostanze specifiche e alle decisioni politiche prese dai leader europei. **34. Spiegare le ragioni dell'istituzione dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.
Valutazione dell'efficienza ed efficacia: la Corte dei conti valuta l'efficienza ed efficacia nella gestione finanziaria degli enti pubblici. Misura se le risorse sono utilizzate in modo ottimale per raggiungere gli obiettivi prefissati e se i risultati sono conformi alle aspettative. Accertamento dei danni e responsabilità: la Corte dei conti può effettuare accertamenti sui danni finanziari derivanti dalle azioni o omissioni degli amministratori pubblici. Può individuare responsabilità per casi di frode, corruzione o cattiva gestione delle risorse pubbliche. Raccomandazioni e suggerimenti: sulla base delle sue verifiche e valutazioni, la Corte dei conti può formulare raccomandazioni e suggerimenti per migliorare la gestione finanziaria degli enti pubblici. Queste indicazioni possono avere un ruolo importante nella definizione di politiche pubbliche future. Rapporti pubblici: la Corte dei conti presenta rapporti pubblici in cui espone i risultati delle sue verifiche e valutazioni. Questi rapporti possono essere usati da organizzazioni e cittadini per monitorare la gestione finanziaria degli enti pubblici e richiedere eventuali azioni correttive. L'obiettivo principale della Corte dei conti è garantire la legalità, trasparenza e correttezza nella gestione finanziaria degli enti pubblici, al fine di tutelare l'interesse pubblico e assicurare un uso responsabile e razionale delle risorse finanziarie.
40. Descrivere ruolo, composizione e funzioni del Comitato delle Regioni. Il Comitato delle Regioni (CdR) è un organo consultivo dell'Unione europea (UE) che rappresenta gli interessi delle regioni e degli enti locali degli Stati membri. È stato istituito nel 1994 ed è composto da rappresentanti delle autorità regionali e locali provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE. Il CdR è composto da 329 membri, ciascuno dei quali rappresenta una regione o un ente locale del proprio paese. La composizione è equilibrata tra rappresentanti delle regioni e dei comuni, in modo da garantire una rappresentanza diversificata a livello territoriale. I membri sono nominati dai governi nazionali o dalle assemblee regionali. Le principali funzioni del CdR sono: Consultazione: il CdR è consultato dalla Commissione europea, dal Consiglio dell'UE e dal Parlamento europeo su questioni di politiche comunitarie che riguardano gli enti locali e regionali. Il Comitato offre il proprio parere sulle proposte legislative e sui programmi di finanziamento che riguardano le regioni e gli enti locali, in modo da garantire che tali politiche tengano conto delle specificità regionali e locali. Rappresentanza: il CdR rappresenta gli interessi delle regioni e degli enti locali presso le istituzioni dell'UE. I suoi membri partecipano a diverse riunioni e gruppi di lavoro dell'UE, dove possono influenzare le decisioni che riguardano le politiche regionali e locali. Inoltre, il CdR può presentare raccomandazioni e proposte per migliorare la legislazione europea in queste aree. Cooperazione: il CdR promuove la cooperazione tra le regioni e gli enti locali nell'UE. Organizza incontri e scambi di buone pratiche, al fine di favorire lo sviluppo regionale e l'apprendimento reciproco. Inoltre, il Comitato può offrire sostegno tecnico e consulenza alle regioni e agli enti locali nell'implementazione delle politiche dell'UE. **41. Che competenze hanno l'Eurojust e l'Europol?