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risposte domande aperte, Panieri di Diritto dell'Unione Europea

diritto dell'unione europea anno 2025/26

Tipologia: Panieri

2025/2026

Caricato il 23/12/2025

okawango
okawango 🇮🇹

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RISPOSTE DOMANDE APERTE UNIONE
01. Quali fattori contribuiscono ad attenuare la rigidità del principio di attribuzione?
Il principio di attribuzione nell'Unione europea è mitigato attraverso la sussidiarietà, che limita l'azione dell'UE a
situazioni in cui è più efficace rispetto agli Stati membri. Questo implica una delega di competenze solo quando
necessario, mantenendo la flessibilità nella distribuzione delle responsabilità. L'interpretazione estensiva della Corte
di giustizia amplia le competenze assegnate, consentendo un margine di manovra più ampio. La presenza di clausole
flessibili in alcuni trattati offre ulteriori possibilità di affrontare situazioni impreviste o emergenze. In breve, la
combinazione di sussidiarietà, interpretazione estensiva e clausole flessibili riduce la rigidità del principio di
attribuzione nell'UE.
Il principio di attribuzione è attenuato da due fattori: i poteri impliciti e le clausole di flessibilità. In base ai poteri
impliciti l’ue anche in mancanza di una espressa attribuzione di poteri, può esercitare un certo potere qualora risulti
indispensabile per l’esercizio di un potere espressamente previsto o per la realizzazione degli scopi dell’ente. Questo
implica quindi il potere di adottare tutte le misure che sono necessarie per il suo esercizio. Le clausole di flessibilità
rappresentano una parziale deroga a tale principio, il motivo di questa norma è l’impossibilità di definire con anticipo
ed estrema esattezza tutti i poteri di cui l’ue potrebbe aver bisogno per raggiungere i suoi scopi. Per questo può
assumere autonomamente nuovi poteri purchè entro limiti ristretti e seguendo una procedura rigorosa.
02. Illustra obiettivi e valori dell'Unione europea
L'Unione europea è un progetto politico ed economico che promuove la pace, la stabilità e la prosperità tra gli Stati
membri. Attraverso il mercato unico, si favorisce la libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali. I valori
fondamentali dell'UE, tra cui il rispetto della dignità umana, la libertà e la democrazia, guidano le decisioni delle
istituzioni europee. La solidarietà è promossa per ridurre le disuguaglianze e la diversità culturale è valorizzata. In
sintesi, l'UE mira a costruire una comunità di Stati basata su obiettivi comuni e valori condivisi di democrazia e diritti
umani.
03. Come è cambiato il ruolo dei Parlamenti nazionali nel funzionamento dell'UE a seguito del Trattato di
Lisbona?
I parlamenti nazionali assumono il compito di vigilare sul rispetto del principio di sussidarietà, ruolo che vede un
controllo a priori quindi la valutazione circa la presenza o meno della motivazione del progetto di atto legislativo
rispetto al principio di sussidarietà, che un controllo a posteriori attraverso la procedura di ricorso per annullamento
presso la corte di giustizia.
Ciascun parlamento ha il potere di formulare entro otto settimane dalla trasmissione di un progetto di atto legislativo,
un parere motivato di non conformità del progetto al principio di sussidarietà. Sono previste due diverse modalità di
controllo della sussidarietà: procedura cartellino giallo qualora si siano espressi per la violazione del principio di
sussidarietà parlamenti o camere parlamentari che rappresentino almeno un terzo dei voti disponibili, in questo caso
il progetto deve essere riesaminato dal suo autore con possibilità di mantenerlo, modificarlo o ritirarlo, ma con
obbligo di specifica motivazione; procedura del cartellino arancione quando per l’adozione dell’atto si deve seguire la
procedura legislativa ordinaria, se contro il progetto di atto legislativo siano espressi pareri negativi che
rappresentino la maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, la commissione, se decide di
mantenere il progetto di atto, deve emanare un provvedimento motivato. Si apre quindi una fase preliminare
dedicata alla verifica del rispetto del principio di sussidarietà. In questa fase se il consiglio oppure il parlamento
europeo votano nel senso che la proposta non sia compatibile con il principio di sussidarietà, tale proposta legislativa
decade.
04. Quali sono i presupposti del principio di sussidiarietà?
Vi sono tre presupposti: è previsto per le materie che non siano di esclusiva competenza dell’unione, l’unione può
intervenire qualora l’azione abbia dimensione europea e si presume l’insufficienza degli stati a risolvere il problema e
l’esigenza di un intervento dell’unione per migliorare la situazione
05. Nei settori di competenza concorrente, in quale misura gli Stati membri esercitano la loro competenza?
Gli stati membri possono esercitare la loro competenza nella misura in cui l’unione non ha esercitato la propria.
06. Illustra le categorie nelle quali si possono distinguere le competenze dell'Unione europea.
Esclusive= settori in cui solo l’UE può legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti. Gli Stati membri possono
intervenire solo se autorizzati dall’UE o per attuare atti europei.
Concorrenti= settori in cui sia l’Unione sia gli Stati membri possono legiferare Ma gli Stati esercitano la competenza
finché e nella misura in cui l’UE non ha esercitato la propria.
Complementari/parallele= settori in cui l’UE ha competenza per svolgere azioni volte a sostenere, coordinare o
completare l’azione degli Stati membri.
07. In cosa consiste la cd competenza esterna dell'Unione? Ha portata illimitata?
L’unione, come soggetto di diritto internazionale, può concludere con soggetti di tale ordinamento degli accordi senza la
mediazione degli stati membri. Tuttavia la competenza dell’unione non è illimitata ma deve rispettare il principio di
attribuzione. L’unione può concludere un accordo con uno o più paesi terzi o organizzazioni internazionali qualora lo
prevedano i trattati, la conclusione di un accordo sia necessario per realizzare uno degli obiettivi prefissati dai trattati, se
previsto da un atto vincolante oppure possa incidere su norme comuni o alterarne la portata.
08. Descrivere le tappe dell'integrazione europea.
Le tappe dell'integrazione europea possono essere suddivise in diverse fasi chiave:
a. Dopo la seconda guerra mondiale: L'integrazione europea ha avuto inizio con l'obiettivo principale di prevenire
futuri conflitti devastanti. Nel 1951, è stata creata la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) da sei
paesi fondatori: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, che hanno deciso di unire le risorse di
carbone e acciaio per promuovere la cooperazione economica tra di loro.
b. Trattati di Roma: Nel 1957, i trattati di Roma sono stati firmati per istituire due nuove organizzazioni
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RISPOSTE DOMANDE APERTE UNIONE

01. Quali fattori contribuiscono ad attenuare la rigidità del principio di attribuzione? Il principio di attribuzione nell'Unione europea è mitigato attraverso la sussidiarietà, che limita l'azione dell'UE a situazioni in cui è più efficace rispetto agli Stati membri. Questo implica una delega di competenze solo quando necessario, mantenendo la flessibilità nella distribuzione delle responsabilità. L'interpretazione estensiva della Corte di giustizia amplia le competenze assegnate, consentendo un margine di manovra più ampio. La presenza di clausole flessibili in alcuni trattati offre ulteriori possibilità di affrontare situazioni impreviste o emergenze. In breve, la combinazione di sussidiarietà, interpretazione estensiva e clausole flessibili riduce la rigidità del principio di attribuzione nell'UE. Il principio di attribuzione è attenuato da due fattori: i poteri impliciti e le clausole di flessibilità. In base ai poteri impliciti l’ue anche in mancanza di una espressa attribuzione di poteri, può esercitare un certo potere qualora risulti indispensabile per l’esercizio di un potere espressamente previsto o per la realizzazione degli scopi dell’ente. Questo implica quindi il potere di adottare tutte le misure che sono necessarie per il suo esercizio. Le clausole di flessibilità rappresentano una parziale deroga a tale principio, il motivo di questa norma è l’impossibilità di definire con anticipo ed estrema esattezza tutti i poteri di cui l’ue potrebbe aver bisogno per raggiungere i suoi scopi. Per questo può assumere autonomamente nuovi poteri purchè entro limiti ristretti e seguendo una procedura rigorosa. 02. Illustra obiettivi e valori dell'Unione europea L'Unione europea è un progetto politico ed economico che promuove la pace, la stabilità e la prosperità tra gli Stati membri. Attraverso il mercato unico, si favorisce la libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali. I valori fondamentali dell'UE, tra cui il rispetto della dignità umana, la libertà e la democrazia, guidano le decisioni delle istituzioni europee. La solidarietà è promossa per ridurre le disuguaglianze e la diversità culturale è valorizzata. In sintesi, l'UE mira a costruire una comunità di Stati basata su obiettivi comuni e valori condivisi di democrazia e diritti umani. 03. Come è cambiato il ruolo dei Parlamenti nazionali nel funzionamento dell'UE a seguito del Trattato di Lisbona? I parlamenti nazionali assumono il compito di vigilare sul rispetto del principio di sussidarietà, ruolo che vede un controllo a priori quindi la valutazione circa la presenza o meno della motivazione del progetto di atto legislativo rispetto al principio di sussidarietà, che un controllo a posteriori attraverso la procedura di ricorso per annullamento presso la corte di giustizia. Ciascun parlamento ha il potere di formulare entro otto settimane dalla trasmissione di un progetto di atto legislativo, un parere motivato di non conformità del progetto al principio di sussidarietà. Sono previste due diverse modalità di controllo della sussidarietà: procedura cartellino giallo qualora si siano espressi per la violazione del principio di sussidarietà parlamenti o camere parlamentari che rappresentino almeno un terzo dei voti disponibili, in questo caso il progetto deve essere riesaminato dal suo autore con possibilità di mantenerlo, modificarlo o ritirarlo, ma con obbligo di specifica motivazione; procedura del cartellino arancione quando per l’adozione dell’atto si deve seguire la procedura legislativa ordinaria, se contro il progetto di atto legislativo siano espressi pareri negativi che rappresentino la maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, la commissione, se decide di mantenere il progetto di atto, deve emanare un provvedimento motivato. Si apre quindi una fase preliminare dedicata alla verifica del rispetto del principio di sussidarietà. In questa fase se il consiglio oppure il parlamento europeo votano nel senso che la proposta non sia compatibile con il principio di sussidarietà, tale proposta legislativa decade. 04. Quali sono i presupposti del principio di sussidiarietà? Vi sono tre presupposti: è previsto per le materie che non siano di esclusiva competenza dell’unione, l’unione può intervenire qualora l’azione abbia dimensione europea e si presume l’insufficienza degli stati a risolvere il problema e l’esigenza di un intervento dell’unione per migliorare la situazione 05. Nei settori di competenza concorrente, in quale misura gli Stati membri esercitano la loro competenza? Gli stati membri possono esercitare la loro competenza nella misura in cui l’unione non ha esercitato la propria. 06. Illustra le categorie nelle quali si possono distinguere le competenze dell'Unione europea. Esclusive= settori in cui solo l’UE può legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti. Gli Stati membri possono intervenire solo se autorizzati dall’UE o per attuare atti europei. Concorrenti= settori in cui sia l’Unione sia gli Stati membri possono legiferare Ma gli Stati esercitano la competenza finché e nella misura in cui l’UE non ha esercitato la propria. Complementari/parallele= settori in cui l’UE ha competenza per svolgere azioni volte a sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri. 07. In cosa consiste la cd competenza esterna dell'Unione? Ha portata illimitata? L’unione, come soggetto di diritto internazionale, può concludere con soggetti di tale ordinamento degli accordi senza la mediazione degli stati membri. Tuttavia la competenza dell’unione non è illimitata ma deve rispettare il principio di attribuzione. L’unione può concludere un accordo con uno o più paesi terzi o organizzazioni internazionali qualora lo prevedano i trattati, la conclusione di un accordo sia necessario per realizzare uno degli obiettivi prefissati dai trattati, se previsto da un atto vincolante oppure possa incidere su norme comuni o alterarne la portata. 08. Descrivere le tappe dell'integrazione europea. Le tappe dell'integrazione europea possono essere suddivise in diverse fasi chiave: a. Dopo la seconda guerra mondiale: L'integrazione europea ha avuto inizio con l'obiettivo principale di prevenire futuri conflitti devastanti. Nel 1951, è stata creata la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) da sei paesi fondatori: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, che hanno deciso di unire le risorse di carbone e acciaio per promuovere la cooperazione economica tra di loro. b. Trattati di Roma: Nel 1957, i trattati di Roma sono stati firmati per istituire due nuove organizzazioni

comunitarie: la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell'energia atomica (Euratom). L'obiettivo principale della CEE era creare un mercato comune europeo con la libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali. c. Anni '70: Durante gli anni '70, l'integrazione europea ha subito una fase di stagnazione a causa di diverse crisi economiche e politiche. Tuttavia, sono stati fatti sforzi per consolidare il mercato comune e introdurre la cooperazione politica tramite la firma di accordi quali Acte Unique Europeo nel 1986. d. Trattato di Maastricht: Nel 1992, è stato firmato il Trattato di Maastricht, che ha istituito l'Unione europea (UE), trasformando la CEE in un'organizzazione sovranazionale più ampia. Questo trattato ha introdotto una maggiore integrazione politica, monetaria e sociale, stabilendo l'Unione economica e monetaria (UEM) come obiettivo. e. Ampliamento dell'UE: Dalla sua creazione, l'UE ha visto diversi ampliamenti, durante i quali nuovi paesi sono entrati a far parte dell'Unione. Questi ampliamenti hanno portato ad un'espansione territoriale e demografica significativa dell'UE, aumentando il numero di Stati membri da 6 a 27. f. Trattato di Lisbona: Nel 2009, il Trattato di Lisbona ha sostituito la Costituzione europea, offrendo una soluzione alla crisi istituzionale dell'UE dopo il referendum negativo tenutosi nei Paesi Bassi e in Francia nel 2005. Il trattato ha migliorato l'efficienza decisionale dell'UE, ha rafforzato i diritti dei cittadini e ha introdotto nuove politiche in vari settori, come l'energia, il cambiamento climatico e la giustizia. g. Attualità: Attualmente, l'integrazione europea è ancora in corso, con l'UE che lavora per affrontare sfide come la Brexit, la gestione delle crisi migratorie, la crisi economica e finanziaria e il rafforzamento della sicurezza interna ed esterna. Queste tappe mostrano come l'integrazione europea sia progredita nel corso degli anni in diverse fasi e come l'UE abbia continuato a cercare di creare una maggiore unità politica ed economica tra gli Stati membri.

09. Quando, come e per quali ragioni ha inizio il procedimento di integrazione europea? I politici dell’epoca si convinsero della necessità di avviare un processo di integrazione europea come unico rimedio per evitare il ripetersi degli eventi che avevano portato a terribili distruzioni ed enormi perdite di vite umane. L’integrazione Europea avvenne in un primo tempo soltanto tra gli Stati dell’Europa occidentale. Solo dopo la caduta del muro di Berlino (1989) e lo scioglimento dell’Unione Sovietica (1991), anche gli Stati dell’Europa orientale iniziarono a partecipare al processo di integrazione europea. Il procedimento di integrazione europea ebbe inizio il 9 maggio 1950 con la Dichiarazione Schuman, presentata dal Ministro degli Esteri francese Robert Schuman. La dichiarazione proponeva di creare una Comunità economica del carbone e dell'acciaio (CECA) tra i paesi europei, in modo da porre fine alla possibilità di conflitto sulla produzione e distribuzione di tali materiali, che erano considerati essenziali per la guerra. Questa proposta iniziale fu considerata il primo passo verso la creazione dell'Unione Europea. La CECA fu istituita nel 1951 con il Trattato di Parigi, e comprendeva sei paesi fondatori: Francia, Germania occidentale, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Il suo obiettivo principale era quello di creare una comunità economica che promuovesse l'integrazione economica tra questi paesi e alimentasse la pace e la stabilità nella regione. Il successo della CECA portò alla creazione di altre comunità europee, come la Comunità Economica Europea (CEE) e la Comunità Europea dell'Energia Atomica (EURATOM). Nel 1992, queste comunità sono state fuse nel Trattato di Maastricht, che ha istituito l'Unione Europea come organizzazione sovrannazionale volta a promuovere la cooperazione politica, economica e sociale tra i suoi membri. Le ragioni principali che hanno portato all'inizio del procedimento di integrazione europea includono la volontà di evitare la ripetizione dei conflitti devastanti del XX secolo, promuovere la pace e la stabilità in Europa, creare un mercato comune e promuovere la cooperazione economica tra i paesi membri, migliorare la sicurezza e la politica estera e affrontare i problemi globali come il cambiamento climatico. 10. Cosa cosa è la "politica della sedia vuota"? A quali risultati ha condotto? Il mancato raggiungimento di un accordo nella riunione del 1965 spinse la Francia ad abbandonare la seduta in segno di protesta scoppiò la cosiddetta “crisi della sedia vuota”. Essa consisteva in un boicottaggio da parte della Francia delle istituzioni comunitarie che provocò la paralisi delle attività CEE e solo grazie al compromesso di Lussemburgo la situazione si sbloccò 11. I Trattati di Roma. Illustrare brevemente il percorso per giungere alla firma dei trattati citati ed illustrare altresì le tappe del periodo transitorio successivo. Nel 1952 a Parigi venne firmato il Trattato istitutivo della CED (comunità europea di difesa), questo trattato prevedeva l’istituzione di un commissariato che avrebbe avuto il comando unificato delle forze armate di tutti gli stati membri. La CED tuttavia non è mai entrata in vigore a causa del rifiuto della Francia di ratificarlo poiché contraria a un riarmo della Germania dopo la seconda guerra mondiale. Questo fallimento apre una riflessione sulla necessità di partire da un’unione politica prima che militare. Con la Conferenza di Messina si decide quindi di rilanciare il processo di integrazione europea attraverso la costituzione di un comitato. I Trattati di Roma vennero firmati nel 1957 e sono principalmente due: la CEE (comunità economica europe) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell’energia atomica). Le comunità europee insieme alle CECA divennero quindi tre. La struttura rispecchia quella della CECA con quattro istituzioni: commissione, consiglio, assemblea parlamentare e corte di giustizia. Il trattato CEE prevedeva un periodo transitorio di 12 anni suddiviso in tre fasi quadriennali (con termine nel 1969). Durante questo periodo scoppiò una crisi nel 1965 a causa della proposta di istituire un bilancio autonomo comune della comunità. Opponendosi a una serie di proposte la Francia smette di partecipare alle principali riunioni della comunità inaugurando così la cd “politica della sedia vuota”. Questo portò a una paralisi che poi si sblocco grazie al compromesso di Lussemburgo secondo il quale, nel momento in cui fossero in gioco interessi vitali di uno o più paesi, i membri del consiglio si sarebbero impegnati ad individuare soluzioni che potessero essere adottate da tutti nel rispetto dei reciproci interessi, stabilendo il criterio dell’unanimità per la votazione al posto della maggioranza. Attribuendo il diritto di veto a ogni paese membro. 12. Cosa significa l'espressione "Europa a più velocità" o "Europa a geometria variabile"? Con tale espressione si intende un modello di integrazione differenziata in cui a un gruppo di stati è concesso, in modo consensuale, di procedere alla realizzazione di un grado maggiore di integrazione in un settore, mentre gli altri paesi membri procederanno sula stessa via ma ad un ritmo più lento, perché non soddisfano ancora determinate condizioni oggettive, di carattere economico, sociale o istituzionale. L'espressione "Europa a più velocità" o "Europa

formulazione di raccomandazioni rivolte alle istituzioni europee. Nel corso delle sessioni plenarie della conferenza, sono state discusse le raccomandazioni e i contributi raccolti tramite la piattaforma digitale. A seguito delle discussioni, la sessione plenaria ha presentato le proprie proposte al comitato esecutivo. Le proposte riguardano nove temi: cambiamento climatico e ambiente; salute; un’economia più forte, giustizia sociale e occupazione; l’ue nel

mondo; valori e diritti; trasformazione digitale; democrazia europea; migrazione; istruzione, cultura, gioventù e sport.

17. Come è avvenuta l'adesione dell'Italia alle Comunità europee? Aderendo alle comunità europee l’Italia ha accettato le condizioni di appartenenza fissate dai trattati ossia la diretta applicabilità di alcune norme comunitarie, l’effetto diretto, la prevalenza del diritto europeo su quello interno. Fondamentali sono in questo caso la legge di ratifica del trattato di Roma nonché l’ordine di esecuzione in essa contenuto. L’art.11 della costituzione autorizza a cedere parte della sovranità nazionale per aderire “in condizioni di parità con gli altri stati”, alla comunità europea. L’art.117, 1° comma della costituzione rende esplicita la sottoposizione della legislazione statale e regionale ai vincoli derivanti dall’ordinamento europeo, introducendo un parametro di legittimità costituzionale. Il 2° comma prevede poi che i rapporti tra lo stato e l’ue sono demandari alla competenza statale esclusiva; il 3° comma i rapporti internazionali…. 18. Illustrare gli strumenti predisposti dall'Unione a seguito della crisi finanziaria e bancaria del 2008 Dopo la crisi finanziaria e bancaria del 2008, l'Unione Europea ha adottato una serie di strumenti per affrontare la situazione e prevenire eventuali futuri turbamenti finanziari. Alcuni di questi strumenti comprendono:

  1. Meccanismo europeo di stabilità (MES): È stato istituito nel 2012 per fornire assistenza finanziaria agli Stati membri dell'Unione Europea in difficoltà finanziaria. Il MES può fornire prestiti e linee di credito per aiutare i paesi ad affrontare le crisi finanziarie e ad attuare misure di riforma.
  2. Unione Bancaria: È stata istituita per garantire la stabilità del settore bancario dell'Unione Europea. Include il meccanismo di supervisione unico (SSM), che prevede un sistema di vigilanza unificato per le banche dell'Eurozona, e il meccanismo unico di risoluzione (SRM), che si occupa della risoluzione delle crisi bancarie in modo coordinato e prevedibile.
  3. Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS): È stato creato nel 2015 per promuovere gli investimenti nell'Unione Europea. Il FEIS fornisce garanzie e supporta progetti di investimento che possono contribuire alla crescita economica e all'occupazione.
  4. Quadro di coordinamento delle politiche economiche: L'Unione Europea ha adottato una serie di regole e procedure per coordinare le politiche economiche degli Stati membri. Ciò include il Patto di stabilità e crescita, che stabilisce limiti per il deficit di bilancio e il livello del debito pubblico, e il Semestre europeo, che prevede una valutazione annuale delle politiche economiche dei paesi membri.
  5. Regolamentazione finanziaria e supervisione: Dopo la crisi del 2008, sono state implementate nuove regole e normative per rafforzare la regolamentazione e la supervisione del settore finanziario. Ciò include il pacchetto di riforma bancaria di Basilea III, che prevede regole più severe per il capitale e la liquidità delle banche, e la creazione delle autorità europee di vigilanza, come l'Autorità bancaria europea (EBA) e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA). Questi strumenti sono stati adottati per assicurare una maggiore stabilità finanziaria nell'Unione Europea e per prevenire future crisi finanziarie e bancarie. 19. Illustrare le tappe della procedura di recesso del Regno Unito dall'Unione europa Il processo di recesso del Regno Unito dall'Unione europea, comunemente noto come Brexit, ha avuto diverse tappe. Di seguito viene illustrata una panoramica delle principali fasi della procedura:
  6. Annuncio: Il processo di recesso è stato avviato il 29 marzo 2017, quando il governo britannico ha notificato formalmente l'intenzione di lasciare l'UE attraverso la presentazione dell'articolo 50 del Trattato sull'Unione europea al Consiglio europeo. Questo passaggio ha avviato un conto alla rovescia di due anni per negoziare e raggiungere un accordo sulla Brexit.
  7. Negoziazione: Dopo l'annuncio, sono iniziate le negoziazioni tra il Regno Unito e l'UE per stabilire i termini del ritiro e del futuro rapporto tra le due parti. Questo processo ha coinvolto diverse fasi di colloqui e discussioni con il principale obiettivo di raggiungere un accordo di recesso.
  8. Acquiescenza parlamentare: Nel novembre 2018, l'accordo di recesso negoziato tra il governo britannico e l'UE è stato presentato per l'approvazione del Parlamento britannico. Tuttavia, il parlamento ha respinto l'accordo per tre volte, rendendo il processo più complesso e politicamente sfidante.
  9. Estensione dell'articolo 50: A causa delle difficoltà riscontrate nel raggiungere un accordo, il Regno Unito ha richiesto e ottenuto diverse estensioni del termine previsto per la recesso, che originariamente era… 20. Qual è stata la risposta dell'Unione alla crisi sanitaria dovuta alla pandemia da Covid 19? Illustrare le misure messe in atto A febbraio 2020 l’Europa è stata colpita dalla pandemia del Covid 19. Il primo paese a dover far fronte alla lotte al virus è l’Italia che interviene per contenere il dilagarsi del contagio adottando provvedimenti di chiusura di interi settori produttivi e limitando gli spostamenti individuali. Presto il contagio si espande in altri stati UE e l’unione è chiamata a dare risposte. A marzo l’Ue decide di chiudere le sue frontiere esterne e di adottare misure di protezione per l’intera europa. Sono state concordate quattro priorità:
  1. Limitare la diffusione del virus
  2. Garantire la fornitura di attrezzature mediche
  3. Promuovere la ricerca su terapie e vaccini
  4. Sostenere l’occupazione, le imprese e l’economia La presidente della commissione europea poi dichiara sospeso il patto di stabilità di tutti i paesi membri affinchè essi possano adottare tutte le misure necessarie a salvaguardare i posti di lavoro dei propri cittadini e la filiera industriale e produttiva. 21. Con quale programma l'Italia intende gestire i fondi del Next Generation EU? Illustrare le missioni del piano. In Italia il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ossia il programma con il quale il governo intente gestire i fondi del Next Generation EU (strumento per aiutare l’europa a ripartire dopo la pandemia), è stato sviluppato intorno a tre assi strategici condivisi con l’europa e si articola in 6 missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività,

cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; coesione e inclusione; salute. Il piano prevede un ampio programma di riforme, ritenute necessarie per facilitare la sua attenzione e contribuire alla modernizzazione del paese e all’attrazione degli investimenti. Si prevedono tre tipi di riforme:

  • riforme orizzontali, rientrano quelle della pubblica amministrazione e la riforma della giustizia
  • riforme abilitanti, rientrano la semplificazione della legislazione e la promozione della concorrenza
  • riforme settoriali, rientrano le procedure per l’approvazione di progetti su fonti rinnovavili **22. Quali sono le istituzioni politiche dell'Unione europea?
  1. Descrivere il quadro istituzionale dell'Unione europea.
  2. Di quali poteri sanzionatori dispone il Parlamento europeo nei confronti della Commissione europea? E nei confronti del Consiglio?** Il Parlamento europeo dispone di due poteri principali di sanzione nei confronti della Commissione europea: il potere di sfiducia e il potere di rifiutare l'approvazione del bilancio. Il Parlamento europeo può presentare una mozione di sfiducia nei confronti della Commissione europea. Se la mozione viene adottata dalla maggioranza dei membri del Parlamento, la Commissione è obbligata a dimettersi collettivamente. Questo potere di sanzione è molto forte perché può portare all'intera sostituzione della Commissione. Inoltre, il Parlamento europeo ha il potere di respingere l'approvazione del bilancio dell'Unione europea proposto dalla Commissione. Il bilancio dell'Unione europea deve essere approvato con il consenso del Parlamento, e se il Parlamento rifiuta di approvarlo, la Commissione deve presentare una nuova proposta che tenga conto delle richieste del Parlamento. Nel caso del Consiglio, il Parlamento europeo ha meno poteri di sanzione. Tuttavia, può esprimere la sua posizione e critica nei confronti del Consiglio tramite risoluzioni e rapporti. Inoltre, il Parlamento può richiedere al Consiglio di fornire spiegazioni o partecipare a dibattiti sulle politiche e le decisioni assunte dal Consiglio. Sebbene il Parlamento europeo non abbia un potere diretto di sanzione sul Consiglio, può evidenziare le posizioni politiche e i comportamenti dei membri del Consiglio ai cittadini europei.

Negoziazione e rappresentanza: la Commissione rappresenta l'UE nelle relazioni internazionali e negozia gli accordi commerciali, gli accordi di cooperazione e gli accordi di adesione con paesi terzi. Gestione dei fondi: la Commissione europea è responsabile della gestione del bilancio dell'UE e dei fondi comuni. Si assicura che gli investimenti e le spese siano indirizzati verso obiettivi prioritari e che siano stati raggiunti i risultati attesi. Promozione dell'interesse dell'UE: la Commissione promuove gli interessi dell'UE sia internamente che a livello globale. Difende i valori e gli obiettivi dell'UE e lavora per garantire la coesione, la stabilità e la crescita economica dell'UE. Monitoraggio dell'adesione: la Commissione valuta la conformità dei paesi candidati alle norme e ai criteri necessari per l'adesione all'UE e svolge un ruolo di supervisione durante il processo di adesione. Tutela dei diritti: la Commissione si impegna per proteggere i diritti dei cittadini dell'UE, compresi i diritti umani, la non discriminazione, la libera circolazione dei cittadini e la sicurezza dei consumatori. Coordinamento delle politiche: la Commissione europea coordina le politiche degli Stati membri dell'UE in settori come l'economia, l'energia, l'ambiente, la sicurezza e la giustizia al fine di promuovere la convergenza tra gli Stati membri e il raggiungimento degli obiettivi comuni. La Commissione europea svolge quindi un ruolo chiave nella governance dell'UE, garantendo la corretta applicazione delle norme dell'Unione e contribuendo all'integrazione europea e alla tutela degli interessi europei

33. Descrivere la procedura di nomina della Commissione europea. La procedura di nomina della Commissione europea è un processo che coinvolge diverse fasi e attori chiave. Di seguito è descritta una panoramica della procedura: Proposta del Presidente del Consiglio europeo: Dopo le elezioni parlamentari europee, il Presidente del Consiglio europeo consulta i leader dei paesi membri dell'Unione europea per determinare un candidato al ruolo di Presidente della Commissione europea. Il candidato proposto deve essere approvato dalla maggioranza dei membri dell'Europarlamento. Approvazione del Parlamento europeo: L'Europarlamento vota per approvare o respingere il candidato proposto dal Presidente del Consiglio europeo. È richiesta la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento europeo per approvare la nomina. Nomina dei Commissari: Una volta che il candidato al ruolo di Presidente della Commissione europea è stato approvato, il Presidente eletto propone una lista di Commissari europei, uno per ogni paese membro dell'Unione europea. Questi candidati devono essere approvati dal Consiglio europeo, su proposta del Presidente eletto della Commissione europea. Audizioni dei Commissari nel Parlamento europeo: Prima che la Commissione europea possa iniziare le sue funzioni, i Commissari proposti devono essere sottoposti a un'audizione nel Parlamento europeo. Queste audizioni sono condotte dalle commissioni parlamentari competenti, che valutano le qualifiche e la competenza dei candidati. Voto di approvazione del Parlamento europeo: Dopo le audizioni, il Parlamento europeo vota sulla Commissione nella sua interezza. È richiesta la maggioranza assoluta dei membri per approvare la Commissione. Nomina della Commissione europea: Una volta ottenuta l'approvazione del Parlamento europeo, la Commissione europea viene ufficialmente nominata dal Consiglio europeo. Il Presidente della Commissione europea e i Commissari giurano di adempiere ai loro doveri in modo indipendente, nell'interesse generale dell'Unione europea. Questa è una panoramica generale della procedura di nomina della Commissione europea. È importante sottolineare che il processo potrebbe variare in base alle circostanze specifiche e alle decisioni politiche prese dai leader europei. **34. Spiegare le ragioni dell'istituzione dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

  1. Descrivere le funzioni della Corte di giustizia.
  2. Illustrare il ruolo e le funzioni della BCE (Banca centrale europea).
  3. Come è mutato il ruolo della BCE a seguito della crisi del debito sovrano?
  4. Gli atti della Corte dei conti sono impugnabili? Perché?** Gli atti della Corte dei Conti sono impugnabili solo in alcuni casi, previsti dalla legge. In generale, gli atti della Corte possono essere impugnati se violano norme di legge o costituzionali, se sono frutto di eccesso di potere o se sono stati emanati in modo illegittimo o irragionevole. La Corte dei Conti, infatti, è un organo di controllo che si occupa della sorveglianza sulla gestione finanziaria dello Stato e degli enti pubblici. I suoi atti sono caratterizzati da una presunzione di legittimità e sono resi in forma di pronuncia giurisdizionale. Tuttavia, se uno dei soggetti interessati ritiene che un atto della Corte violi i propri diritti, può presentare ricorso avanti a un'altra giurisdizione, come ad esempio il Consiglio di Stato. È importante sottolineare che la Corte dei Conti è un organo indipendente e il suo ruolo principale è quello di garantire la legalità della gestione finanziaria pubblica. Gli atti emessi dalla Corte possono essere impugnati solo in via di controllo, per garantire il rispetto delle norme e dei principi di diritto. 39. Come la Corte dei conti esercita il controllo sulla gestione finanziaria? La Corte dei conti, istituzione presente in molti paesi, ha il compito di esercitare il controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici. Per fare ciò, si avvale di diverse modalità e strumenti. Revisione dei conti: la Corte dei conti effettua una revisione accurata dei conti pubblici, analizzando i documenti contabili e finanziari degli enti pubblici per verificare la loro correttezza e conformità alle norme finanziarie. Controllo sulla legittimità: la Corte dei conti verifica la legittimità degli atti e delle decisioni amministrative prese dagli enti pubblici. Si assicura che le risorse finanziarie siano utilizzate in conformità alle leggi e ai regolamenti.

Valutazione dell'efficienza ed efficacia: la Corte dei conti valuta l'efficienza ed efficacia nella gestione finanziaria degli enti pubblici. Misura se le risorse sono utilizzate in modo ottimale per raggiungere gli obiettivi prefissati e se i risultati sono conformi alle aspettative. Accertamento dei danni e responsabilità: la Corte dei conti può effettuare accertamenti sui danni finanziari derivanti dalle azioni o omissioni degli amministratori pubblici. Può individuare responsabilità per casi di frode, corruzione o cattiva gestione delle risorse pubbliche. Raccomandazioni e suggerimenti: sulla base delle sue verifiche e valutazioni, la Corte dei conti può formulare raccomandazioni e suggerimenti per migliorare la gestione finanziaria degli enti pubblici. Queste indicazioni possono avere un ruolo importante nella definizione di politiche pubbliche future. Rapporti pubblici: la Corte dei conti presenta rapporti pubblici in cui espone i risultati delle sue verifiche e valutazioni. Questi rapporti possono essere usati da organizzazioni e cittadini per monitorare la gestione finanziaria degli enti pubblici e richiedere eventuali azioni correttive. L'obiettivo principale della Corte dei conti è garantire la legalità, trasparenza e correttezza nella gestione finanziaria degli enti pubblici, al fine di tutelare l'interesse pubblico e assicurare un uso responsabile e razionale delle risorse finanziarie.

40. Descrivere ruolo, composizione e funzioni del Comitato delle Regioni. Il Comitato delle Regioni (CdR) è un organo consultivo dell'Unione europea (UE) che rappresenta gli interessi delle regioni e degli enti locali degli Stati membri. È stato istituito nel 1994 ed è composto da rappresentanti delle autorità regionali e locali provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE. Il CdR è composto da 329 membri, ciascuno dei quali rappresenta una regione o un ente locale del proprio paese. La composizione è equilibrata tra rappresentanti delle regioni e dei comuni, in modo da garantire una rappresentanza diversificata a livello territoriale. I membri sono nominati dai governi nazionali o dalle assemblee regionali. Le principali funzioni del CdR sono: Consultazione: il CdR è consultato dalla Commissione europea, dal Consiglio dell'UE e dal Parlamento europeo su questioni di politiche comunitarie che riguardano gli enti locali e regionali. Il Comitato offre il proprio parere sulle proposte legislative e sui programmi di finanziamento che riguardano le regioni e gli enti locali, in modo da garantire che tali politiche tengano conto delle specificità regionali e locali. Rappresentanza: il CdR rappresenta gli interessi delle regioni e degli enti locali presso le istituzioni dell'UE. I suoi membri partecipano a diverse riunioni e gruppi di lavoro dell'UE, dove possono influenzare le decisioni che riguardano le politiche regionali e locali. Inoltre, il CdR può presentare raccomandazioni e proposte per migliorare la legislazione europea in queste aree. Cooperazione: il CdR promuove la cooperazione tra le regioni e gli enti locali nell'UE. Organizza incontri e scambi di buone pratiche, al fine di favorire lo sviluppo regionale e l'apprendimento reciproco. Inoltre, il Comitato può offrire sostegno tecnico e consulenza alle regioni e agli enti locali nell'implementazione delle politiche dell'UE. **41. Che competenze hanno l'Eurojust e l'Europol?

  1. Qual è la ragione dell'istituzione di agenzie europee?
  2. In che cosa si differenziano la procedura legislativa ordinaria e quelle speciali?
  3. Sulla base di quali criteri è possibile individuare la corretta base giuridica di un atto?** Per individuare la corretta base giuridica di un atto, possono essere presi in considerazione diversi criteri: Competenza: Bisogna verificare quale istituzione o organo ha la competenza per adottare l'atto in questione. Ad esempio, se si tratta di una normativa riguardante l'ambiente, potrebbe essere adottata dal Ministero dell'Ambiente. Finalità: Bisogna valutare l'obiettivo o la finalità dell'atto. Ad esempio, se l'atto ha lo scopo di regolare il commercio di prodotti alimentari, potrebbe essere basato sulla tutela della salute pubblica o sulla promozione del commercio internazionale. Fonti normative: Bisogna verificare se esistono norme giuridiche specifiche che trattano la questione. Ad esempio, se si tratta di un regolamento tecnico, potrebbe essere basato su una direttiva dell'Unione Europea o su una legge nazionale. Giurisprudenza: Bisogna prendere nota di precedenti decisioni dei tribunali che si sono pronunciati su questioni simili. La giurisprudenza può fornire indicazioni sulla base giuridica appropriata da seguire. Consultazione delle parti interessate: Bisogna coinvolgere le parti interessate, come associazioni di categoria o esperti del settore, nel processo decisionale per comprendere i loro punti di vista e le loro necessità. Ciò può aiutare a determinare la base giuridica più appropriata. È importante sottolineare che l'individuazione della corretta base giuridica può essere complessa e spesso coinvolge la valutazione di diversi fattori. Gli aspetti specifici possono variare a seconda del contesto giuridico nazionale o sovranazionale. **45. In che cosa consiste la procedura legislativa ordinaria?
  4. In che cosa si differenziano la procedura legislativa ordinaria e la procedura di approvazione?
  5. In che cosa consistono le procedure legislative speciali?
  6. Illustrare la procedura di approvazione del bilancio.
  7. Illustrare le fasi della procedura per la conclusione di accordi internazionali.
  8. In che cosa consistono gli atti di attuazione?
  9. In che cosa consistono gli atti di esecuzione?**