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Tipologia: Panieri
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l’APA nel caso delle disabilità mentale
Martens (1988) individua 5 abilità mentali di base:
L’inattività fisica è il quarto fattore di mortalità nel Mondo, L’inattività fisica è uno dei fattori di maggior rischio per le malattie non trasmissibili (patologie cardiovascolari, tumori, diabete) La partecipazione a sport ed attività fisica stimoli i circuiti celebrali producendo cambiamenti significativi a livello molecolare e cellulare • Le ricerche mostrano come l’attività motoria abbia degli effetti anche a livello celebrale stimolando la nascita di nuovi neuroni e di nuove connessioni sinaptiche. La ricerca dimostra l’influenza positiva dell’attività fisica sui disturbi psicologici quali ansia, depressione e stress. • Alcune ricerche dimostrano come pochi minuti di attività fisica giornaliera generano una notevole riduzione dei sintomi depressivi. • Sempre dalle ricerche sembra che sia soprattutto l’esercizio di tipo aerobico di media intensità a produrre maggiori benefici a livello psicologico. Questo viene spiegato dall’ aumento dei livelli di serotonina, neurotrasmettitore associato al buon umore, e di beta endorfine, sostanze con effetti analgesici ed eccitan ti. • L’attività fisica favorisce la riduzione della rabbia influenzando positivamente l’umore generale
l’attenzione è un processo cognitivo multi componenziale che guida costantemente i nostri comportamenti. Attraverso l’attenzione riusciamo a mantenerci vigili e pronti a selezionare le info piu rilevanti dell ambiente in un dato momento e in relazione al nostro stato d’animo , a controllare quello che stiamo facendo anche per un certo periodo di tempo. possiamo distinguere diversi comportamenti attentivi ognuno con diverse caratteristiche. e questi processi sono di fondamentale importanza nelle nostre azioni quotidiane ed investono piu sottoprocessi attenzione spaziale che ci evita di sbattere contro un palo ad esempio leggere le pg di un libro senza capirne i contenuti , calo di risorse attentive attenzione diffusa e focalizzata Attenzione sostenuta e divisa. endogena ed esogena due metafore che possiamo utilizzare per definire l’attenzione : att come un fascio di luce : un fascio di luce che si sposta dai nostri organi di senso e si sofferma su un aspetto interessante per noi , att vista come un binocolo , con il binocolo andiamo a zoommare su un argomento che ci interessa ( nello sport il basket per il lancio palla )
l’attenzione è un processo cognitivo multicomponenziale che guida i ns comportamenti. Nello sport lattenzione è molto studiata perché il risultato di una prestazione , spesso , dipende da quanto l’atleta sia in grado di concentrarsi sui suoi pensieri , stati d’animo e azioni e da quanto riesca a rivelare gli stimoli significativi nell’ambiente , ignorando nel contempo ,quelli irrilevanti. Un buon atleta è colui che riesce di volta in volta a cambiare velocemente la modalità attentiva che sta utilizzando. L’attenzione puo essere suddivisa in 3 sottoprocessi : orientamento ,selezione e concentrazione. Nello sport si prenda in considerazione l attenzione diffusa e focalizzata.
austin distingue 3 tipi di azioni che compiamo simultaneamente quando parliamo : atto locutorio atto di dire qualcosa (insieme di fonemi , morfemi utilizzati che caratterizzano questa stringa di linguaggio ) sono quelle azioni insite all azione stessa di parlare e comprendono gli atti fonetici ( suoni ) le parole utilizzate : corrisponde a cio che si dice le parole e i suoni utilizzati. stai attento atto illocutorio : atto nel dire qualcosa , sono quelle azioni che compiono attraverso il parlare stesso e corrispondono alle intenzioni comunicative. stai attento ho intenzione di segnalarti che ce un pericolo ( è l’intenzione cosa voglio far intendere quando dico qualcosa ) atto perlocutorio : atto con il dire qualcosa sono quelle azioni finalizzate alla produzione di effetti da parte del parlante sulle emozioni e comportamenti dell interlocutore .( cio che is vuole ottenere dicendo qualcosa ,quale effetto voglio creare nel dire qualcosa ) es nel dirti stai attento ho intenzione di segnalarti che ce un periocolo affinche tu possa spostarti le implicazioni del modello teorico sono : ogni messaggio che diciiamo o ci viene detto vuole perseguire uno scopo : portare la ltra persona a pensare , a dire o a fare un certa cosa ( un effetto concreto , pragmatico a livello di azione) ; Appare quindi utile domandarsi : nel dirmi quella cosa voleva intendere? e anche quale scopo aveva? quale azione vuole che io faccia?
la comunicazione puo essere numerica ossia verbale o analogica basata sul linguaggio del corpo ma anche sulle inflession della voce.
scambi simmetrici o complementari. tutte le formedi comunicazione si basano sull uguaglianza , simmetrici sono gli scambi che avvengono con interlocutori che sono sullo stesso piano marito e moglie , compagni di squadra o sulla differenza , complementari ( differenza ) : gli scambi complementari avvengono quando gli interlocutori sono su piani differenti genitore bimbo ,allenatore atleta.
de saussure e pierce tra il 1916 1931 pone la ttenzione al mondo dei segni , secondo questo modello la comunicazione è costruire dei segni. pone attenzione ai significati che le persone attribuiscono ai segni e alle parole che utilizzano. l approccio semiotico pone l accento sul significato , la semiotica infatti la proprieta fondamentale di un messaggio è quello di avere un senso e un significato per coloro che comunicano. quando si comunica si costruiscono messaggi fatti di segni che rappresenta un ponte tra la realtà la sua rappresentazione el a possibilità di comunicarla. Obiet e Richard inseriscono il triangolo semiotico per spiegare la significazione , che si compone di tre vertici l espressione o segno o simbolo ( la parola albero ) abbiamo un contenuto la parola associata ad un immagine e il referente cioè loggetto che con la parola albero viene rappresentato nella realtà Ogni rapporto tra ESPRESSIONE (parola e linguaggio ) e referente ( oggetto delle realta ) è sempre indiretto ed e mediato dalla referenza ( dal contenuto dall espressione che ognuno fa o ha della realtà ) ; inoltre ogni espressione simbolo è un prodotto di una cultura specifica. secondo la semiotica il simbolo puo essere interpretato come EQUIVALENZA ( de sassure ) come unione tra un immagine acustica e un immagine mentale ( simbolo e contenuto hanno equivalenza,due facce di una stessa medaglia ) INFERENZA( pierce ) : il segno è qualcosa che per qualcuno sta al posto di qualcos alrto sotto qualche aseptto o capacità ( rimanda al concetto di modello mentale – bisogna specificare che tipo di albero , ad esempio , bisogna discutere o pensare ) per cui comunicare è costruire un modello mentale comune. le implicazioni pratica dell'approccio semiotico della comunicazione: il contesto contribuisce alla costruizione del significato ,attenzione all'uso di termini tecnici , non dare mai nulla per scontato
il modello matematico che fu il primo tentativo di teorizzazione del tema della comunicazione negli anni 40 da shannon e waver Si basava sul concetto che la com è una trasmissione di info , si sviluppa all interno dell informatica e della cibernetica e definisce la com come un processo di trasmissione di informazioni. LA comunicazione si compone di una serie di pssaggi la fonte o emittente : colui che emette il messaggio codice :; il tipo di linguaggio utilizzato per comunicare ( linguaggio segni come nello sport ) canale : i messo che trasferisce il messaggio jun esempio è la scrittura o il telefono messaggio : contenuto della comunicazione ricevente : chi riceve il messaggio , il destinatrario. si aggiungono i nseguito altri 3 elementi ridondanza : la ripetizione del messaggio per favorire la decodifica filtro : processo di selezione di acluni aspetti del messaggio rispetto agli altri FeedBack : la quantita di inform che dal ricevente ritorna all emittente , consentendo di modificare i messaggi successivi. i limiti : la comuniazione è efficace quando un codice è condiviso quindi 2 persone che usano codici differenti non
potrebbero comunicare secondo questo modello , la comunicazione è vista come un semplice passaggio di comunicazioni. i punti di forza : il primo tentativo di fornire un modello teorico della comunicazione ed ha introdotto dei concetti attuali come ridondanza , il concetto di filtro ( selettivo dei messaggi ) ,
il modello matematico che fu il primo tentativo di teorizzazione del tema della comunicazione negli anni 40 da shannon e waver Si basava sul concetto che la com è una trasmissione di info , si sviluppa all interno dell informatica e della cibernetica e definisce la com come un processo di trasmissione di informazioni. LA comunicazione si compone di una serie di pssaggi la fonte o emittente : colui che emette il messaggio codice :; il tipo di linguaggio utilizzato per comunicare ( linguaggio segni come nello sport ) canale : i messo che trasferisce il messaggio jun esempio è la scrittura o il telefono messaggio : contenuto della comunicazione ricevente : chi riceve il messaggio , il destinatrario. ridondanza la ripetizione del messaggio filtro di selezione di acluni aspetti del messaggio rispetto agli altri feedback la quantita di inform che dal ricevente ritorna all emittente de saussure e pierce tra il 1916 1931 la semiotica infatti la proprieta fondamentale di un messaggio è quello di avere un senso e un significato per coloro che comunicano quando si comunica si costruiscono messaggi fatti di segni che rappresenta un ponte tra la realtà la sua rappresentazione el a possibilità di comunicarla. Obiet e Richard inseriscono il triangolo semiotico per spiegare la significazione , che si compone di tre vertici l espressione o segno o simbolo ( la parola albero ) abbiamo un contenuto la parola associata ad un immagine e il referente cioè loggetto che con la parola albero viene rappresentato nella realtà Ogni rapporto tra ESPRESSIONE (parola e linguaggio ) e referente ( oggetto delle realta ) è sempre indiretto ed e mediato dalla referenza ( dal contenuto dall espressione che ognuno fa o ha della realtà ) ; inoltre ogni espressione simbolo è un prodotto di una cultura specifica. secondo la semiotica il simbolo puo essere interpretato come EQUIVALENZA ( de sassure ) come unione tra un immagine acustica e un immagine mentale ( simbolo e contenuto hanno equivalenza,due facce di una stessa medaglia ) INFERENZA( pierce ) : il segno è qualcosa che per qualcuno sta al posto di qualcos alrto sotto qualche aseptto o capacità ( rimanda al concetto di modello mentale – bisogna specificare che tipo di albero , ad esempio , bisogna discutere o pensare ) per cui comunicare è costruire un modello mentale comune
freddo ) produrrebbe una pulsione che spingerebbero la persona a cercare quella determinata risorsa ( cibo acqua calore ) che diminuisca o faccia cessare quella pulsione. quando in un individuo si sivluppa una carenza , si generano delle pulsioni dei bisogni che direzionano i comportamenti della persona che permettono di allievarli o soddisfarli , alla base di questo modello / Approccio c e l idea che nell organismo umano c’è questo stato interno di equilibrio definito omeostasi. ogni situazione che genera squilibrio dell omeostasi , genera pulsioni che si avvertono come bisogni che spingono la persona ad attivare dei comportamenti e delle azioni tali da ripristinare l equilibrio iniziale.
fondamentale )
L’aptica riguarda le azioni di contatto corporeo tra le persone. Esso rappresenta una forma di comunicazione non verbale primaria che influenza la natura e la qualità della relazione e veicola importanti informazioni interpersonali. - Rapporti affettivi: il contatto corporeo invia messaggi di vicinanza, affetto, coinvolgimento, cura, interesse sessuale, intesa. In contesto pubblico il contatto reciproco comunica il segno di un legame esistente tra le persone - Rapporti di dominanza e potere: le persone che occupano una posizione di dominanza si ritengono più liberi di toccare gli altri veicolando messaggi di supporto, incoraggiamento, approvazione oppure veicolando messaggi negativi nella sfera della sopraffazione dell’altro La frequenza, la modalità e il contesto del contatto generano reazioni differenti: in certi casi la persona che tocca può essere ritenuta gentile, disponibile ed empatica, in altri casi può dar vita a reazioni di fastidio ed irritazione. A livello o le culture cosiddette “del contatto”, come quella araba e latina, e quelle “del non contatto”, come quelle nordiche, giapponese e indiana.
Si tratta di un’esperienza che può essere molto arricchente, tuttavia, proprio perché impegnativa (per l’atleta e per la famiglia), deve essere meditata e tutelata dalla presenza supportiva e consapevole dei genitori. Il maggiore rischio riguarda la possibilità che il bambino si identifichi in modo totale e unico con i suoi risultati sportivi. La “normalità” dell’infanzia e della preadolescenza di un giovane agonista si giocano sulla capacità di mantenere ritmi comuni rispetto alla sua fascia di età: gli orari scolastici, il tempo per lo studio, per la frequentazione dei compagni e per sé, anche quando, preso dall’entusiasmo, è lui stesso a volerli sacrificare. Non bisogna infatti dimenticare che l’esperienza agonistica precoce è una delle più comuni cause di drop out. L' attività fisica adattata appare nel 1973 con l’acronico APA , anno della fondazione internazione dell attività fisica adattata APA si intendono insieme di attività che hanno obbiettivo di mettere in grado tutti gli individui ,caratterizzati da condizioni fisiche svantaggiate ( facente parte dsabili malati e anziani) di partecipare ad una regolare attività fisica durante larco della vita. L’educazione fisica adattata si avvale di una modalità didattica che adatta programma ,compiti ed ambiente in modo che tutti gli allievi possano partecipare pienamente alle attività motorie e sportive. Si parla di gioco inclusivo che permette accesso alle attività di gioco motorio a tutti secondo i principi di equità , personalizzazione , accessibilità , sostenibilità e adattamento. L APA ed il gioco inclusivo rappresentano un processo bi-univoco : le persone con disabilità sono piu visibili e persone senza disabilità hanno lopportuinità di imparare a cambiare mediante l’esperienza con persone con disabilità.
L’autoefficacia ha un ruolo determinante: le persone anziane che si percepiscono in grado di eseguire i compiti richiesti registrano miglioramenti in termini di consapevolezza di poter impostare una nuova attività e di riuscire a portare a termini i compiti previsti Lo stato di salute è un potente motivatore: l’efficacia dell’attività fisica è maggiore nei soggetti con una patologia diagnosticata, perché l’attesa di un immediato beneficio aumenta la motivazione a svolgere gli esercizi. Un ruolo cruciale è svolto dal medico di base, dalla personalizzazione dell’intervento e dal goal setting individuale, dall’incoraggiamento verbale e dal supporto sociale. Le criticità lamentate sono la mancanza di tempo (a controprova, dati indicano che l’ambito riabilitativo è il contesto ideale per avviare interventi motori) e la ripetitività dei gesti. La riabilitazione geriatrica, così come intesa oggi, permette non solo di recuperare abilità compromesse, ma anche di valorizzare l’autonomia residua, anche perché agisce sul miglioramento delle abilità quotidiane coinvolte nei compiti motori. Coerentemente, l’efficacia del trattamento si valuta anche in base a quanto esso incida su
movimenti generici e funzionali alle attività quotidiane (ad esempio, il piegamento del ginocchio per salire/scendere le scale)
gli atleti che possiedono una convinzione forte di essere in grado di fare una cosa e raggiungere un determinato obiettivo hanno prestazioni migliori di chi ha una bassa aspettativa di riuscita. Un primo fattore chiave nella motivazione alla riuscita è l’autoefficacia. Lo studioso di riferimento è Bandura che definisce l’autoefficacia come la convinzione di possedere le capacità per affrontare un compito e portare a termine una sfida in un ambito specifico L’autoefficacia si riferisce quindi al “cosa si pensa di poter fare e riuscire a fare”. L’autoefficacia è uno degli indicatori più significativi del comportamento e si può sviluppare ed apprendere. La percezione di autoefficacia influenza le prestazioni, siano esse sportive, scolastiche, lavorative una buona convinzione nelle proprie capacità favorisce la sicurezza e la fiducia personale, fattori che sostengono l’autostima, intesa come valutazione globale della propria persona, e rendono l’atleta più perseverante e resistente alle difficoltà, aumentando così le probabilità di successo Bandura individua 4 possibili fonti di autoefficacia Esperienza di successo : Le esperienze di successo e di padroneggiamento favoriscono l’autoefficacia (fornire feedback che evidenzino i miglioramenti e i progressi - celebrare i successi sportivi (conquista di un obiettivo) - ricordare esperienze passate particolarmente positive ed emozionanti) Esperienza vicaria L’osservazione di una performance positiva compiuta da persone considerate simili (appunto modelli) promuove l’autoefficacia. È importante che sia la persona a considerarsi simile al modello. Scatta il meccanismo mentale “se ce la fa lui, posso farcela anche io” (- proporre allenamenti e lavori in gruppo, stimolare l’osservazione per il miglioramento reciproco) Persuasione verbale : Incentivare verbalmente incrementa l’autoefficacia a patto che colui che incentiva venga riconosciuto come figura autorevole dalla persona che deve possedere un minimo di quella qualità per cui viene incentivato verbalmente(. - utilizzare specifiche modalità comunicative e relazionali ) Stati fisiologici ed emotivi : Stati fisiologici (es. stanchezza, affaticamento) ed emotivi (ansia ,stress, emozioni positive) influenzano le convinzioni circa le proprie capacità. Non è la reale intensità delle sensazioni fisiche ed emotive quanto la percezione che la persona ha di esse ad essere valutata.( - acquisire tecniche di gestione dell’ansia e dello stress - adeguata cura di sé - adeguata cura del sonno - rivivere emozioni e sensazioni positive – visualizzazione ) .IL CASO DI ANNA Anna è una ragazza che pratica nuoto a livello agonistico e che lamenta differenze di prestazione tra l’allenamento e la gara. Queste differenze, grazie all’intervento dello psicologo, non sono altro che fruttoo di una sfiducia nei propri mezzi e un ideale troppo alto di perfezione. Nonostante Anna si impegni molto in allenamento, quando si trova a dover esprimere le proprie abilità in gara, quest’ultime vengono inibite da una serie di pensieri negativi e disfunzionali. Per ovviare a questi problemi, Anna dovrebbe optare per un self talk positivo, caratterizzato come dice la parola stessa da pensieri, dialoghi con se stessa positivi che la aiuteranno automaticamente nella buona riuscita della gara
DARIO BETTI Dario è un ragazzo che ha vinto vari titoli mondiali ed europei di pattinaggio artistico a rotelle. Egli paragona la sua carriera sportiva ad una fiamma che prima o poi andrà a spegnersi. Non avendo nulla da perdere, e avendo ormai vinto tutto nel pattinaggio artistico a rotelle, decise di intraprendere la strada del pattinaggio su ghiaccio, un nuovo mondo fatto di nuove sensazioni. Dalla storia di Dario possiamo dedurre che non bisogna aver paura di cambiare e che non sono i riconoscimento i premi esterni a tener “viva” la fiamma, ma le sfide con se stesso, la motivazione intrinseca che lo spinge a nuove sfide
Mauro Scardovelli, nel suo testo “Barriere alla comunicazione” (2008), declina in modo approfondito i sistemi che
eventi. Quali consigli può dare un genitore al proprio figlio? Occorre che il genitore stimoli il proprio figlio a: • mettersi in gioco, provare; • scoprire e perseguire i propri desideri con l’impegno necessario; • non temere di sbagliare o di fare brutte figure; • trarre soddisfazione e divertimento dall’attività in sé, non solo dai risultati; • avere fiducia in sé, conoscersi, capire la differenza tra impegno e ostinazione; capire che una vittoria è il frutto di: impegno, fatica, lavoro di squadra, controllo emotivo, conoscenza tecnica, ma anche un pizzico di fortuna; • capire che “vincere facile” non dà soddisfazione; • capire l‘importanza dell’esercizio e di una vita sana e senza eccessi; • essere sempre corretti verso sé stessi e verso gli altri.
Nella relazione allenatore-atleta (o squadra), all'allenatore spetta il ruolo di guida per il suo ruolo, la sua preparazione, l’esperienza. Ogni comunicazione si svolge in realtà su due piani:
che alcuni psicologi, negli anni a venire, iniziarono a concepire la mente umana come un grande elaboratore di informazioni: stimoli ed informazioni in entrata, elaborazione centrale dei processi mentali e risposta comportamentale in uscita. Il termine cognitivo secondo Neisser (1967), uno dei padri fondatori del cognitivismo, indica proprio “tutti quei processi che comportano trasformazioni, elaborazioni, riduzioni, immagazzinamenti, recuperi e altri impieghi dell’input sensoriale”. Il cognitivismo, che spopolò negli anni ’50, riportò quindi nuovamente l’attenzione sui processi mentali interni. La similitudine di mente umana come elaboratore di informazioni prese forma in un modello, applicabile alla spiegazione di ogni comportamento umano: il modello TOTE, definito da Miller e colleghi. Secondo questo modello ogni comportamento umano è contraddistinto da 4 fasi:
Discriminazione degli stimoli : risposta condizionata solo a quello stimolo , riuscire a riconoscerlo quindi.
il cond operante favorisce la modifica di un comportamento e apprendimento di un comportamento piu complesso. Il cond operante è una forma di apprendimento in cui una risposta volontaria ha più possibilità di essere messa in atto in futuro a seconda che le sue conseguenze siano positve o meno. OPERANTE : la persona opera nel proprio ambiente per ottenere un risultato desiderabile o per eliminare situazioni disagevoli. Studiato e ideato in lavoratorio da Skinner. skinner modifico lambiente della cavia ; aggiungendo un pulsante che emetteva cibo .il pulsante rappresentava un condizionamento e il cibo il rinforzo positivo uno stimolo , e per le prime due volte il pulsante risultò schiacciato in modo casuale ma nei volte seguenti , sarà ripetuto in maniera intenzionale ogni volta che vorrà soddisfare la pulsione della fame , esplicitando un comportamento in sintesi il comp operante consiste nella messa in atto di un comportamento , che si è rinforzato positivamente si ripresenta con maggiore frequenza i rinforzi possono essere di molti tipi Rinforzi che funzionano automaticamente ( cibo ) senza l’intervento dell’uomo Rinforzi che acquisiscono una funzione atta a implementare la ricomparsa del comportamento che richiede l’intervento dell’uomo rinforzi generalizzati ogni individuo che riceve feedback positivi nell’interazione con l’ambiente , aumenta la sua probabilità di acquisire comportamenti nuovi. Rinforzo positivo : derivante dalla sottomissione degli altri attraverso l’esercizio del potere Rinforzo simolbolici ; uso della moneta rinforzi dinamici che son caratterizzati non da stimoli ambientali ma dai nostri stessi comportamenti rinforzo negativo
Lo sport deve rappresentare una delle tante esperienze della quotidianità di un individuo, in particolare, i bambini non devono identificarsi con un unico contesto di esperienza e competenza (voti scolastici, riuscita sportiva). • Le attività sportive devono caratterizzarsi per un piano prevalentemente ludico e non rappresentino fonte di eccessivo stress da competizione. • L’approccio alla competizione deve essere graduale e nel rispetto dello sviluppo motorio e psicologico del bambino. • Per favorire un’esperienza positiva e felice occorre coltivare aspettative realistiche e privilegiare la prestazione al risultato. • L’esperienza competitiva è bene che sia affiancata ad esperienze di collaborazione e condivisone tra i pari (perseguire uno scopo comune, saper mediare, essere propositivi, assumersi le proprie responsabilità) •La sfida è, prima di tutto, una sfida verso sé stessi e verso i propri limiti: non essendo possibile controllare i livelli di prestazione dell’avversario, occorre concentrarsi sul miglioramento delle proprie capacità
Nell'esperienza sportiva dei bambini, i genitori rappresentano: la fonte di orientamento più significativa Il modello del valore delle aspettiative, sostiene che i genitori nel contesto sportivo possono porsi come: interpreti di esperienza incidendo sulla percezione di competenza e stima del figlio fornitori di esperienza incoraggiando e fornendo opportunità affinche i figli siano attivi. Il comportamento genitoriale influenza le successive esperienze in contesti di performance: • se alla scuola primaria i genitori hanno un’alta considerazione delle abilità atletiche del figlio, gli permettono di sviluppare livelli di sicurezza che incidono sul suo futuro approccio allo sport e sulla stabilità delle sue convinzioni; • se hanno aspettative alte, offrono più opportunità e queste influenzano le credenze dei figli sulle competenze e il valore dello sport; • se i figli sono meno motivati, rafforzano le loro credenze circa i propri livelli di abilità e valore • se investono sul benessere psicosociale che lo sport garantisce, i figli praticano più sport • il loro supporto emotivo incondizionato è uno dei fattori più indicativi del piacere dei figli per l’attività sportiva e della sua continuità L’atteggiamento e i comportamenti dei genitori influenzano i figli sul piano della motivazione, della stima, degli
obiettivi e della percezione di competenza La considerazione che i genitori hanno delle capacità sportive dei figli: influenzano le credenze circa le loro capacità e valore. I genitori dovrebbero sottolineare l'impegno a discapito del risultato non sostituirsi ai tecnici gratificare i figli in modo realistico I genitori: • definiscono le modalità e l’orientamento dell’incoraggiamento e del supporto (positivo o negativo) e decidono quali opportunità offrire ai figli;
La comunicazione è un’attività umana complessa, la cui natura può essere così descritta: - É un’attività sociale: le persone e i gruppi sono una condizione necessaria e un vincolo per la genesi e lo sviluppo della comunicazione. Socialità e comunicazione sono dimensioni inscindibili e che vanno di pari passo. - Ha natura relazionale: la comunicazione è la base essenziale nelle relazioni le quali si costruiscono attraverso la comunicazione, nella sua componente verbale e non verbale. - É partecipazione: la comunicazione è il prodotto congiunto di due o più interlocutori che condividono significati e sistemi di segnalazione, regole dello scambio comunicativo. Hanno perciò una base culturale che definisce le regole, le modalità comunicative. - É un’attività cognitiva: la comunicazione è strettamente connessa al pensiero. C’è una stretta relazione tra realtà pensabile e comunicabile: la comunicazione rende esplicito un pensiero e un’intenzione che altrimenti rimarrebbero inespresse. - É connessa all’azione: comunicare ha sempre un effetto sull’azione degli altri. Ogni atto comunicativo da forma all’interazione tra le persone. Considerate queste premesse, la comunicazione è un prerequisito essenziale del costituirsi di una qualsiasi relazione e le modalità comunicative definiscono la qualità di questa relazione
La comunicazione è un’attività umana complessa, la cui natura può essere così descritta: - É un’attività sociale: le persone e i gruppi sono una condizione necessaria e un vincolo per la genesi e lo sviluppo della comunicazione. Socialità e comunicazione sono dimensioni inscindibili e che vanno di pari passo. - Ha natura relazionale: la comunicazione è la base essenziale nelle relazioni le quali si costruiscono attraverso la comunicazione, nella sua componente verbale e non verbale. - É partecipazione: la comunicazione è il prodotto congiunto di due o più interlocutori che condividono significati e sistemi di segnalazione, regole dello scambio comunicativo. Hanno perciò una base culturale che definisce le regole, le modalità comunicative. - É un’attività cognitiva: la comunicazione è strettamente connessa al pensiero. C’è una stretta relazione tra realtà pensabile e comunicabile: la comunicazione rende esplicito un pensiero e un’intenzione che altrimenti rimarrebbero inespresse. - É connessa all’azione: comunicare ha sempre un effetto sull’azione degli altri. Ogni atto comunicativo da forma all’interazione tra le persone. Considerate queste premesse, la comunicazione è un prerequisito essenziale del costituirsi di una qualsiasi relazione e le modalità comunicative definiscono la qualità di questa relazione
La comunicazione è un’attività umana complessa, la cui natura può essere così descritta: - É un’attività sociale: le persone e i gruppi sono una condizione necessaria e un vincolo per la genesi e lo sviluppo della comunicazione. Socialità e comunicazione sono dimensioni inscindibili e che vanno di pari passo. - Ha natura relazionale: la comunicazione è la base essenziale nelle relazioni le quali si costruiscono attraverso la comunicazione, nella sua componente verbale e non verbale. - É partecipazione: la comunicazione è il prodotto congiunto di due o più interlocutori che condividono significati e sistemi di segnalazione, regole dello scambio comunicativo. Hanno perciò una base culturale che definisce le regole, le modalità comunicative. - É un’attività cognitiva: la
intensità emotiva, quali felicità, estasi, gioia e/o illuminazione E’ un evento tendenzialmente raro, caratterizzato da uno stato di ‘trascendenza’, contemplazione estatica, appagamento, ma anche da una condizione di recettività e passività da parte del soggetto. L’attenzione non è necessariamente focalizzata su uno stimolo esterno, o connessa ad un’attività pratica; al contrario, questo tipo di esperienza viene spesso descritta in assenza di comportamento manifesto. Prevale, inoltre, nella peak experience, il completo assorbimento in uno stato di estasi e piacere interiore, rispetto alle percezioni di controllo, padronanza ed efficacia tipiche dell’esperienza ottimale
Il comportamento a brodo campo è stato definito come l'insieme dei comportamenti di critica e/o di elogio o direttivi manifestato dai genitori in occasione di gare o partite. La difficoltà dei genitori nel contenere comportamenti a bordo campo disfunzionali è spiegabile da istinto di protezione( Docheff e conn parlando di AMBIVALENZA tra consapevolezza circa i comp corretti da tenere e la fatica di metterli in atto per istinto di protezione verso i figli – paura di incidenti in campo ,reazioni a commenti etc) RISCATO : quando il figlio diventa un prolungamento di sé ,soprattutto se si parla di genitori ex sportivi .RITORNO DI INVESTIMENTO : l’aspettativa di un ritorno del proprio investimento con il successo del figlio. Gli ultimi due rappresentano fonte di drop out adolescenziale( abbandono precoce dello sport ) .Infine da prendere in considerazione il fattore dell e difficoltà di regolazione emotiva. Un obiettivo strumentale di un intervento sui genitori è: evitare insuccessi crescere come persone godere dell'esperienza sportiva Tra gli obiettivi di un intervento sui genitori di figlio sportivi, vi sono: obiettivi impliciti, indentitari e relazionali Il modello del valore delle aspettiative, sostiene che i genitori nel contesto sportivo possono porsi come: fornitori di esperienza
GALTON: grandezza della testa e intelligenza Storicamente i primi tentativi di misurazione dell’intelligenza si basavano su un principio molto semplice e sbagliato: la grandezza della testa è indice della quantità di intelligenza posseduta da una persona. L’idea fu proposta a inizio ‘900 da Sir Francis Galton e si basava su un suo pregiudizio personale: egli voleva dimostrare l’esistenza di una naturale superiorità nelle persone della borghesia, a cui lui stesso apparteneva, dimostrando che l’intelligenza fosse qualcosa di ereditario. La misura della testa, fattore ereditario, è collegata alla misura dell’intelligenza: più grande è la testa, maggiore è l’intelligenza. Ovviamente è chiaro che questa teoria si rivelò completamente errata.
TEST DI INTELLIGENZA CONTEMPORANEI: Le scale Wechsler Il test del QI è ancora oggi molto utilizzato. A questo si aggiungono le scale Wechsler, nella forma WAIS per gli adulti e WISC per i bambini. Questi strumenti si compongono di diverse prove che sondano diverse componenti dell’intelligenza: ci sono prove di comprensione verbale, altre di ragionamento percettivo, altre di memoria, altre ancora di velocità di elaborazione
La comunicazione è un prodotto dell’interazione tra due o più persone. Assieme al codice linguistico, vi è anche un insieme di sistemi non verbali di significazione e segnalazione, come quello vocale, cinesico (movimento del corpo, del volto e degli occhi), quello prossemico ed aptico. Ognuno di questi sistemi partecipa alla strutturazione del significato del discorso, contribuendo a una specifica porzione di significato. La comunicazione non verbale quindi si integra al linguaggio. Mimica facciale Sguardo Gesti Aptica Prossemica Birdwhistell (1970) sottolinea il contributo essenziale delle componenti non verbali della comunicazione, sostenendo che il 65% del significato di un messaggio comunicativo viene veicolato da esse, il restante dalle componenti verbali. Funzione connotativa
ecco alcuni aspetti che caratterizzano una comunicazione efficace Positiva : la comunicazone dell allenatore deve essere motivante supportava rassicurante ed incoraggiante. E fondamentale veicolare feedback in modo efficace e mettere in luce prima i miglioramente le azioni ben svolte il comportamento corretto l impegno foruso e poi gli errori. Orientativa : la comunicazione dell allenatore deve fornire le info sul comportamento azione deiderato e non su cio che deve essere evitato. Frasi come “ non mettere la mano li “ non sono efficaci perché portano l atleta a prestare attenzione all azione non corretta o al comportamento da evitare. Frasi come mantieni questo ritmo per tutto il prossimo giro di pista “ sono invece frasi che sostengono l azione dell atleta rispetto all obiettivo da persegure. direzionalita : la comunicazione efficace di 1 allenatore richiede anche , in base al contesto , di assumersi le responsabilità dei fallimentio comunicativi. Molto spessi si assiste ad allentori che , affaticati , lamentano continuamente de ll incapacità di ascolto dei propri atleti. Attenzione quini alla direzionalità della comunicazione ( es passare dal messaio TU non capisci mai quando spiego al messaggio forse non mi sono spiegato bene ) Ascolto Attivo : la comunicazione efficace si basa su un'altra importnte caratteristica : l ascolto attivo. Nell’abilità dell ascolto attivono non devono mai mancare due ingredienti : la comprensione e l attenzone. Ascoltare attivamente significa , essere psicologicamente disponibili e attenti al messaggio di chi ci sta parlando. Questa avilità nell ascolto è la base per empatia e comprensione delle emozioni altrui. EMPATIA : la campacità di mettersi nei panni degli altri quindi riconoscere e condividerne le emozioni altrui ( riconoscendole senza farsi assorbire ) ASCOLTO ATTIVO ed interesse esplicito vero l'altro , alscolto con i lcuore la pancia e non solo con la testa.
non arrivò mai. Con il passare del tempo divenne un vero e proprio insegnante raggiungendo anche traguardi molto importanti tanto ad arrivare al punto di dover abbandonare la scuola per continuare gli insegnamenti nel parco del suo paese. Il primo giorno trovò moltissimi dei suoi vecchi allievi e nonostante le condizioni non proprio ottimali tra cui il freddo e il maltempo, sempre più persone iniziarono a seguirlo tanto ad arrivare a conquistare nuovamente titoli importanti a livello nazionale e internazionale. La storia di Gianluca dimostra che una motivazione così forte, supererà sempre qualsias itipo di ostacolo nel corso della vita PAOLO COZZI Paolo Cozzi è un ex giocatore della nazionale azzurra di pallavolo che sin da piccolo ha praticato sempre svariati sport e che a fine carriera si trova a riflettere sulle principali cause del successo sportivo: motivazione, atteggiamento mentale e benessere psicologico. Paolo inizialmente era diffidente nei confronti della figura dello psicologo dello sport ma quando si rende conto che ancheil più forte della squadra si affida allo psicologo, inizia anche lui a fare degli incontri rendendosi conto successivamente dei miglioramenti prestazionali. In conclusione, Paolo si rende conto che sì, il corpo è indubbiamente importante nello sport, ma non lo sarà mai come la testa.
raggiungere risultati pratici, non può prescindere da allenare sè stesso alle qualità che vuole trasmettere» con questa affermazione Benatti sottolinea come anche la comunicazione si impari: all'allenatore spetta il ruolo di guida per il suo ruolo, la sua preparazione, l’esperienza. la trasparenza e la coerenza sono fondamentali per l’efficacia della comunicazione. Se nella comunicazione con l’atleta, l’allenatore pronuncia frasi di circostanza, o troppo distanti dal suo reale sentire, i suoi atteggiamenti e la sua voce, potrebbero far trasparire la sua reale opinione, rischiando di compromettere la relazione, perché l’atleta perderebbe fiducia, infatti , Quando incontriamo un’altra persona trasmettiamo e riceviamo informazioni e, al contempo, comunichiamo con la nostra corporeità soprattutto attraverso la mimica del volto e gli aspetti para-verbali del parlato (tono di voce, intensità ) cito Feuerstein «Il mediatore è un adulto che si interpone con intenzionalità e con un comportamento attivo tra il soggetto in situazione di apprendimento (l’atleta) e l’oggetto di apprendimento (l’attività sportiva), per permettere ai due un interscambio efficace» dove linterscambio efficace è veicolato a mio avviso dall esperienza dalla professionalità e soprattutto dalla comunicazione e ATTRAVERSO la comunicazione. La comunicazione dell’allenatore deve essere motivante, supportiva, rassicurante ed incoraggiante. È fondamentale veicolare feedback in modo efficace e mettere in luce, prima ancora degli errori, i miglioramenti, le azioni ben svolte, il comportamento corretto, l’impegno profuso. L’allenatore con il suo modo di comunicare deve trasmettere fiducia nelle capacità dell’atleta di poter raggiungere i propri risultati e progredire nel sul miglioramento. di fatti proprio Benatti ci dice che il compito dell’allenatore, oltre al lavoro tecnico e atletico, consista nel «rivestire di senso e significati le esperienze dei suoi atleti» e se non attraverso la comunicazione oltre che al proprio esempio?
Il termine coping deriva dall’inglese “to cope”, ovvero “far fronte, affrontare” e indica l’insieme di pensieri e comportamenti utilizzati per affrontare una situazione valutata come stressante. un processo multi- componenziale che coinvolge aspetti cognitivi e fisiologici ed è connesso alla capacità del soggetto di far fronte alle situazioni. Tale capacità deriva da una valutazione cognitiva dell’evento rispetto alle possibilità che il soggetto ha di affrontarlo. Le persone ricorrono abitualmente a strategie di coping per fronteggiare lo stress ,per attenuarlo o eliminarlo pur non essendone consapevole. Il coping si caratterizza per: - regolare la risposta di stress e gestirne le cause
ricorrere. Il coping primario è il risultante della percezione dell’evento, il quale viene valutato sulla base della valenza edonica (positiva o negativa) e dalla rilevanza per il soggetto (poco o molto minaccioso per i propri scopi) e della possibilità di fronteggiarlo. Il coping secondario invece riguarda la risposta vera e propria dell’individuo all’evento, quindi i pensieri e i comportamenti utilizzati per fronteggiarlo e per regolare la reazione emotiva della persona alla situazione.
propria e altrui motivazione è l’acronimo SMART , di smith. S: specific ( chiaro definito ) M : Measurable ( quantificabile ) A : action oriented (cosa voglio ottenere e come ottenerlo ) R : Realistic (realistico , alla portata ) T : Time ( tempo per raggiungerlo ) in aggiunta in seguito troviamo la er , quindi smarter , quindi gli obiettivi devono essere EXiciting ( emozionanti e stimolanti ) Registered ( scritti )