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Questo documento illustra le principali dinamiche organizzative della produzione e esternalizzazione dei servizi socioassistenziali da parte di comuni, con particolare riferimento alle opzioni di produzione diretta, in house providing e esternalizzazione a soggetti privati. Le modalità di in house providing, le tipologie di enti locali che si prestano a questa soluzione e i vantaggi e svantaggi di ogni opzione.
Tipologia: Sintesi del corso
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Le soluzioni di in house providing offrono alcuni vantaggi rispetto alla gestione in economia, rintracciabili gentilmente (gentilmente??? Forse errore di trascrizione o distrazione, direi “principalmente” o altro analogo avverbio) in un più elevato grado di flessibilità organizzativa degli enti affidatari e, in seconda battuta, nella possibilità che questi enti perseguano un percorso di specializzazione più mirato. La terza opzione per la produzione dei servizi assistenziali prevede la loro esternalizzazione a soggetti privati, può infatti favorire la diffusione di nuove forme di accesso ai servizi, nonché introdurre nuove istanze di relazione tra utenza e pubblica amministrazione. L’esternalizzazione dei servizi si può compiere in due forme principali: attraverso il cosiddetto contracting out o tramite l’accreditamento****.
LE ASL (aziende sanitarie locali) Con la legge 833/1978 le USL (unità sanitarie locali) si trasformano in ASL ( NO, NON CON LA L 833, L’AZIENDALIZZAZIONE AVVIENE PIU’ TARDI, VEDI ALTRI SVILUPPI SUL TEMA NEL LAVORO
Il mondo dell'economia sociale è popolato da organizzazioni di natura diversa che possono essere definite con termini diversi, pur rappresentando la stessa tipologia (TERZO SETTORE, PRIVATO SOCIALE, TERZO SISTEMA) ed hanno tali caratteristiche:
-intento manualistico e/o solidaristico delle attività organizzative -democraticità dei processi decisionali -equità della gestione del capitale economico
Il terzo settore è un insieme eterogeneo di forme organizzative. In questo settore rientrano organizzazioni sia strutturate per lo svolgimento di iniziative imprenditoriali (cooperative sociali, va distinta la cooperativa di tipo A, che può erogare prestazioni assistenziali, dalla cooperativa di tipo B, che deve avere una quota soci in condizione di svantaggio sociale e provvedere all’inclusione sociale di tali soci attraverso inserimenti nel mondo del lavoro; molte le cooperative di tipo A e B al contempo) sia invece per promuovere attività di natura volontaristica (associazioni di volontariato). Si possono identificare tre categorie di funzioni e obiettivi: -funzioni produttive -funzioni erogative di risorse economiche -funzioni di advocacy
In conclusione, le cooperative sociali si concentrano nell'assistenza sociale e protezione civile e le associazioni e organizzazioni di volontariato sul fronte delle attività culturali, ricreative e sportive (anche le associazioni possono svolgere prestazioni socio-assistenziali, purché abbiano il personale qualificato e competente).
La Comunità alloggio è la soluzione residenziale alla quale si ricorre quando, per persone in particolari condizioni esistenziali, sia impraticabile o improponibile l’ambiente familiare di appartenenza o l’affido familiare e non sia necessario il ricorso a soluzioni residenziali particolarmente protette. La C.A. è da considerarsi ambiente strutturato di vita, temporaneo, caratterizzato da un clima di interrelazioni che permetta la manifestazione di comportamenti differenziati o autonomi, ma ancorati a motivazioni personali o di gruppo. Inoltre, l’inserimento residenziale mira a favorire la gestione di sé, delle relazioni e della propria consapevolezza, che potrebbe consentire un futuro reinserimento domiciliare o in una struttura meno protetta. In tale ambiente strutturato è necessaria la presenza di un certo numero di operatori, che condividano necessità e bisogni sia all’interno della Comunità che nei rapporti col territorio. Sono destinatari della Comunità alloggio minori e persone in difficoltà, soggetti o meno a provvedimenti civili e amministrativi dell’autorità giudiziaria, persone in situazione di devianza e di disadattamento, persone portatrici di handicap, ex degenti degli ospedali psichiatrici, donne maltrattate e/o a rischio di violenza, anziani. Il ricorso alle Comunità alloggio, le ammissioni, le verifiche e le dimissioni sono decise dall’unità operativa di zona, di intesa con il responsabile o coordinatore della Comunità. Ogni C.A. deve ospitare un numero complessivo di persone di ambo i sessi fino ad un massimo di 10, in rapporto alle diverse tipologie di bisogno, alla strutturazione delle relazioni interpersonali in una visione di vita comunitaria, alle risorse educative del servizio e alle dimensioni dell’alloggio. La C.A. ha funzionamento permanente nell’arco delle 24 ore, per l’intera settimana e per tutto l’anno. Nella C.A. si conduce un’esperienza di vita comunitaria in un ambiente in grado di consentire legami duraturi e validi.
La gestione della dinamica del processo educativo avviene su due versanti:
Esistono Gruppi Appartamento (GA) per anziani, pazienti psichiatrici ed altre categorie di utenza; Ciò che differenzia i GA dalle CA è l’offerta di altre opportunità oltre a quelle già previste dalle CA, come una maggiore autonomia nella quotidianità dell’utente, il quale è inserito in una condizione comunque “protetta” ma in uno spazio non istituzionale o (se previsto dalla condizione dell’utente) sanitario (chiarisco: il GA non è un servizio “sanitario”, i suoi ospiti possono essere seguiti da qualsiasi servizio sanitario, ma non confondere la tipologia di intervento: ad es., un paziente psichiatrico che vive in un GA viene seguito dal CSM, ma è come se vivesse in casa propria; diverso è il paziente psichiatrico che vive in CT, in Comunità Terapeutica ci sono un po’ tutte le figure professionali, nel GA la presenza di operatori è limitatissima a prestazioni diurne solo se nenessario. Alcuni GA non prevedono nessun supporto degli operatori. Sono per persone assolutamente in grado di vivere autonomamente) sanitari che e soprattutto da condividere con altra utenza. Il numero degli Utenti è massimo 4 per favorire maggiormente la coesione, la responsabilità e lo sviluppo di aiuto reciproco.