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PROF. LAIANO ANTONELLA CONTIENE LE RISPOSTE MULTIPLE
Tipologia: Prove d'esame
Offerta a tempo limitato
Caricato il 02/04/2020
3.7
(3)1 documento
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MICROECONOMIA quale di questi non è un fattore produttivo tempo le risorse considerate alla base del processo economico sono terra, lavoro, capitale, capacità imprenditoriale il costo opportunità è tutto ciò cui rinunciamo operando una scelta il costo implicito è il valore di ciò che si sacrifica al momento in cui si opera una scelta quando si effettua una scelta si compie un sacrificio pari al costo opportunità la PPF rappresenta l'insieme dei punti di efficienza nella produzione la PPF indica le diverse combinazioni di beni che si possono produrre avendo a disposizione una certa quantità di risorse e una determinata tecnologia i punti all'interno della PPF rappresentano combinazioni senza la piena occupazione dei fattori tanto più elevata è la produzione di un bene in una società tanto maggiore è il costo opportunità l'introduzione di nuovo capitale umano sposta la PPF a destra l'introduzione di nuova tecnologia trasla la PPF a destra una riduzione dello stock di capitale trasla la PPF a sinistra se l'economia opera all'interno della PPF siamo in fase di recessione la specializzazione permette di ottenere vantaggio comparato il vantaggio assoluto si realizza se si può produrre un bene impiegando meno risorse di altri la produzione raggiunge il massimo livello se gli individui si specializzano in base al proprio vantaggio comparato specializzazione e scambio permettono di ottenere produzione maggiore e qualità migliore la specializzazione tutte vere (di avere un vantaggio comparato, di diventare più efficienti, di non sprecare risorse) la produzione raggiunge il massimo livello se i soggetti si specializzano in base al vantaggio comparato il vantaggio compatato si realizza se si può produrre un bene con minor costo opportunità rispetto ad altri in un'economia di mercato il sistema decisionale è decentralizzato nella ex Unione Sovietica le risorse appartenevano allo Stato l'economia giapponese è un esempio di capitalismo a pianificazione centralizzata nel capitalismo di mercato si ha allocazione delle risorse con meccanismo di mercato e proprietà privata nell'economia di mercato si ha un processo decisionale decentrato nel capitalismo puro lo Stato protegge la proprietà privata nel capitalismo di mercato le risorse sono allocate dal mercato gli USA sono un esempio di capitalismo di mercato nel capitalismo a pianificazione centralizzata le risorse sono di proprietà pubblica nel socialismo di mercato l'allocazione delle risorse è privata e la proprietà è statale la ex Jugoslavia è un esempio di socialismo di mercato il Giappone è un esempio di capitalismo a pianificazione centralizzata una variazione del prezzo di un bene provoca uno spostamento lungo la curva di domanda se varia il reddito a disposizione si ha una traslazione della domanda tra prezzo e quantità domandata esiste una relazione inversa una variazione del prezzo del bene provoca uno spostamento lungo la curva di domanda un aumento del reddito a disposizione provoca uno spostamento a destra della curva di domanda se l'aumento del reddito fa diminuire il consumo di un bene è un bene inferiore un incremento delle preferenze verso un determinato bene determina uno spostamento a destra della curva di domanda una riduzione del prezzo di un bene complementare determina uno spostamento a destra della curva di domanda le determinanti della domanda sono fattori che influenzano la quantità domandata se un incremento del reddito fa aumentare il consumo di un bene è un bene normale sono fattori che spostano la domanda tutte false (la tecnologia, i prezzi delle risorse, le tasse) una diminuzione della popolazione provoca uno spostamento a sinistra della curva di domanda una diminuzione del prezzo atteso provoca uno spostamento a sinistra della curva di domanda scarpa destra e scarpa sinistra sono beni complementari se diminuisce l'offerta e diminuisce la domanda si riduce la quantità domandata sono determinanti dell'offerta prezzi delle risorse, tasse e sussidi, prezzi attesi le determinanti dell'offerta sono prezzi delle risorse, tecnologia, numerosità dei venditori sono determinanti dell'offerta prezzi delle risorse, prezzi attesi, tasse e sussidi con un aumento dell'offerta e una riduzione della domanda si avrà un effetto non determinabile a priori sulla quantità di equilibrio se si ha un eccesso di domanda si può ripristinare l'equilibrio aumentando il prezzo in presenza di un eccesso di offerta si può ritornare in equilibrio riducendo il prezzo in equilibrio l'eccesso di domanda è pari a zero se aumenta la domanda e l'offerta rimane invariata il prezzo di equilibrio aumenta se si ha aumento dell'offerta e riduzione della domanda si avrà una riduzione del prezzo di equilibrio se diminuisce l'offerta e aumenta la domanda il prezzo aumenta se aumenta l'offerta si avrà un aumento della quantità di equilibrio se aumenta l'offerta si avrà una riduzione del prezzo di equilibrio se aumenta sia l'offerta che la domanda di un bene si avrà un aumento della quantità di equilibrio se aumenta sia l'offerta che la domanda di un bene non si può stabilire a priori l'effetto sul prezzo se la domanda diminuisce il prezzo di equilibrio diminuisce se il prezzo del prodotto è inferiore al prezzo di equilibrio si ha un eccesso di domanda se domanda e offerta si riducono la quantità di equilibrio diminuisce l'imposizione di un prezzo massimo può creare nascita del mercato nero
porre un limite all'incremento del prezzo impone uno spostamento lungo la curva di offerta imporre un tetto massimo all'incremento del prezzo aumenta il costo opportunità del bene L'elasticità è sempre negativa, e per questo motivo la curva di domanda è inclinata negativamente in presenza di eccesso di domanda e limite legale all'aumento del prezzo si avrà una parte di domanda insoddisfatta il coefficiente di elasticità della domanda rispetto al prezzo si indica con il rapporto tra la variazione relativa della quantità domandata e la variazione relativa del prezzo il coefficiente di elasticità della domanda rispetto al prezzo si indica con il rapporto tra la variazione relativa della quantità domandata e la variazione relativa del prezzo in genere se un bene ha pochi sostituti l'elasticità è molto bassa Se un bene ha molti sostituti, solitamente, l'elasticità della domanda rispetto al prezzo è molto alta se il prezzo diminuisce e la domanda è inelastica la spesa si riduce nel caso in cui al raddoppiare del prezzo si dimezza la quantità domandata Ed= se il prezzo aumenta e siamo in presenza di domanda elastica la spesa si riduce Ed= Δ%qd/Δ% p qd/Δ% p Δ%qd/Δ% p p nel caso di beni a domanda rigida Ed< per i beni a domanda elastica Ed> se ad una piccola variazione di prezzo corrisponde una notevole variazione della quantità domandata si dice che la domanda è elastica per i beni a domanda elastica Ed> Ed è sempre minore di zero con domanda perfettamente elastica Ed=∞ la domanda perfettamente elastica si rappresenta come retta parallela all'asse delle ascisse la pendenza della retta di bilancio ha un valore pari al prezzo relativo il vincolo di bilancio è l'insieme delle combinazioni di beni che il soggetto può ottenere se aumenta il reddito del soggetto il vincolo di bilancio trasla verso destra la pendenza della retta di bilancio è pari al prezzo relativo La pendenza del vincolo di bilancio indica il costo opportunità per ottenere unità aggiuntive del bene la pendenza della retta di bilancio è uguale al rapporto, con il segno meno, tra i prezzi di due beni quando si modifica il prezzo di uno dei due beni il vincolo di bilancio ruota se il reddito del consumatore si modifica, la pendenza della retta di bilancio non subisce variazioni se le entrate dell'individuo diminuiscono e i prezzi rimangono invariati il vincolo di bilancio si avvicina all'origine se i prezzi di entrambi i beni subiscono una medesima variazione percentuale, la pendenza della retta di bilancio non subisce variazione gli individui razionali compiono scelte d'acquisto basate su prezzo relativo e reddito relativo L'utilità marginale può essere positiva o negativa l'utilità marginale può essere positiva o negativa la legge dell'utilità marginale dice che la soddisfazione data dal consumo di una ulteriore unità di bene decresce all'aumentare delle unità consumate un incremento di reddito aumenta la domanda di beni normali l'utilità marginale è l'utilità attribuita all’ultima unità consumata se un bene è inferiore, all'aumentare del reddito diminuisce la quantità domandata se un bene è normale, all'aumentare del reddito aumenta la quantità domandata la massimizzazione dell'utilità per il consumatore si ha nel punto in cui Um A/Δ% p pA=UmB/Δ% p pB se assumiamo l'esistenza di due beni il punto di maggior utilità per il soggetto è quello in cui le utilità marginali dei due beni coincidono il rapporto Um bene A / p bene B è decrescente utilità marginale uguale Um bene A /Δ% p p bene A l'utilità marginale assume valore negativo nel punto di massimo dell'utilità totale l'utilità totale ha un andamento prima crescente, fino al punto di massimo (minimo) e poi decrescente l'utilità è un valore soggettivo la mappa di indifferenza permette di riordinare le alternative si definisce effetto di reddito l'impatto della variazione del prezzo sul reddito reale in presenza di beni inferiori, con una riduzione di prezzo effetto di reddito e effetto di sostituzione vanno in direzioni opposte e prevale il secondo una delle seguenti affermazioni definisce l'effetto di reddito un aumento del reddito permette di acquistare maggiori quantità di beni di consumo si definisce effetto di sostituzione l'impatto della variazione di prezzo sul costo relativo dello stesso l'effetto di sostituzione provoca sempre una variazione della quantità domandata in presenza di beni inferiori, se aumenta il prezzo l'effetto di sostituzione fa diminuire la quantità domandata in presenza di beni normali, in caso di riduzione di prezzo effetto di reddito ed effetto di sostituzione si sommano una delle seguenti affermazioni descrive l'effetto di sostituzione la diminuzione del prezzo di un bene ne induce un maggior consumo, riducendo la quantità acquistata degli altri l'effetto di reddito di un cambiamento di prezzo è sempre negativo se aumenta il potere di acquisto del consumatore la retta di bilancio ruota la curva di domanda di mercato si ottiene sommando orizzontalmente le curve di domanda individuali la mappa di indifferenza permette di ordinare le alternative una curva di indifferenza rappresenta tutte le combinazioni di beni che soddisfano nella stessa misura il soggetto
in concorrenza perfetta si espande la produzione fino a quando MR=MC in concorrenza perfetta MR=prezzo in un mercato concorrenziale TR si rappresenta come una retta che parte dall'origine ed è inclinata positivamente la curva di domanda dell'impresa in concorrenza perfetta presenta Ed=∞ nel punto in cui p=AVC TR=TVC il punto in cui p=AVC è detto prezzo di cessazione dell'attività la curva di offerta dell'impresa che opera in concorrenza tutte vere (tutte false, è composta da due parti, per p>AVCmin coincide con MC) Se il prezzo è uguale al livello minimo del costo medio variabile tutte vere (per l'impresa è indifferente produrre o cessare l'attività, la sua perdita sarà uguale al costo fisso totale, l'impresa è appena in grado di coprire il proprio costo totale variabile) in concorrenza perfetta per tutti i prezzi superiori ad AVCmin la curva di offerta coincide con MC in concorrenza tutte vere (tutte false, l'impresa si posiziona nel punto in cui MR=MC, per ogni p>AVCmin l'impresa continua a produrre) se l'impresa realizza un profitto normale il profitto economico è uguale a zero se l'impresa realizza un profitto normale il ricavo totale copre il costo totale PU= P-ATC l'impresa realizza un profitto se P>ATC l'impresa subisce una perdita se P<ATC la curva di offerta dell'impresa che opera in concorrenza perfetta è composta da due parti in concorrenza perfetta , se P>AVCmin l'impresa continua a produrre in concorrenza perfetta se P<AVCmin l'impresa cessa l'attività In concorrenza perfetta, nel breve periodo, le imprese possono realizzare tutte vere (una perdita, tutte false, un profitto) nel lungo periodo in concorrenza perfetta P=ATCmin il numero di imprese presenti in un mercato concorrenziale è fisso nel lungo periodo nel lungo periodo la prospettiva di realizzare guadagni tutte vere (trasla la curva di offerta del mercato verso destra, stimola l'ingresso di nuove imprese nel mercato, permette di definire una maggiore quantità in corrispondenza di ogni prezzo) in un'industria con costi crescenti, se aumenta la domanda di un bene l'ingresso di nuove imprese aumenta l'offerta e riduce il prezzo nel lungo periodo la prospettiva di realizzare guadagni fa traslare la curva di offerta del mercato verso destra se il prezzo di mercato è maggiore al costo medio totale minimo i profitti attraggono nuove imprese se il prezzo è inferiore al costo medio totale minimo le perdite spingono le imprese ad uscire dall'industria in caso di profitto economico nullo l'impresa realizza un profitto normale in caso di profitto economico nullo, il profitto contabile maggiore di zero P=ATC indica tutte false (l'efficienza paretiana, l'efficienza allocativa, l'efficienza produttiva) P=ATCmin indica efficienza produttiva l'efficienza produttiva richiede che i beni si producano nel modo meno costoso in corrispondenza dell'equilibrio di lungo periodo in concorrenza perfetta P=MR=MC=ATCmin secondo Pareto per ottenere un'ottima allocazione delle risorse è necessario tutte vere (output a livello ottimale, allocazione tecnica ottimale, distribuzione ottimale dei beni) in un'industria a costi crescenti, se aumentano i profitti economici tutte vere (entreranno nuove imprese nel mercato, si ridurrà il prezzo, aumenterà l'offerta) nel breve periodo un incremento di domanda, in un'industria a costi crescenti, provoca tutte vere (un profitto economico, un aumento della quantità di mercato, un aumento del prezzo di mercato) nel breve periodo, in un'industria a costi crescenti, un incremento della domanda provoca un aumento del prezzo di mercato, un aumento della quantità di mercato, un profitto l'uguaglianza P=MC=MR=ATCmin ci dice che in concorrenza perfetta, nel lungo periodo si realizza un profitto economico nullo P=MR indica efficienza allocativa P=MC indica efficienza allocativa il prezzo di un bene rappresenta il beneficio marginale che la società ricava dal bene per realizzare un'allocazione ottima in senso paretiano è necessario produrre un output in quantità ottimale cioè produrre fino a quando beneficio marginale=costo marginale le imprese in concorrenza perfetta massimizzano il profitto quando producono la quantità in corrispondenza della quale MC=MR l'ottimo paretiano è una condizione in cui è impossibile migliorare la condizione di un soggetto senza peggiorare quella degli altri nel lungo periodo le imprese in concorrenza perfetta praticano un prezzo appena sufficiente a coprire i costi. Questo è favorevole al consumatore perché implica che le imprese sopravvivano solo se impiegano le migliori tecniche produttive e le migliori risorse disponibili l'efficienza allocativa si riassume nella formula P=MC l'efficienza produttiva si riassume nella formula P=ATCmin si parla di efficienza produttiva quando i beni sono prodotti nel modo meno costoso possibile l'ingresso di nuove imprese in un mercato concorrenziale fa crescere il costo medio totale di lungo periodo la presenza di un brevetto è un esempio di barriera all'entrata si ha equilibrio dell'impresa monopolistica quando MR=MC si ha un'esternalità di rete quando all'aumentare dei fruitori il prodotto aumenta di valore in monopolio si realizza un profitto solo se P>ATC quando la curva di domanda di mercato interseca LRATC nel tratto in cui i costi totali sono ancora decrescenti ci troviamo in un monopolio naturale
il monopolista realizza una perdita quando P<ATC nel monopolio MR<P nel monopolio MR è sempre al di sotto della curva di domanda il monopolista si colloca nel punto in cui MR> in monopolio P>MC in monopolio P>ATCmin la quantità prodotta in monopolio comporta una sottoutilizzazione di risorse in monopolio P>MC il livello di prodotto che massimizza il profitto del monopolista comporta un'allocazione sub-ottimale si ha equilibrio in concorrenza monopolistica , nel lungo periodo, quando MC=MR la concorrenza monopolistica implica che ogni soggetto abbia piccole quote di mercato, non vi sia collusione, vi sia indipendenza di azione In concorrenza monopolistica, nel breve periodo tutte vere (si può subire una perdita, tutte false, si può realizzare un profitto) l'impresa in concorrenza monopolistica, nel lungo periodo realizza un profitto normale l'elasticità della domanda in concorrenza monopolistica dipende tutte vere (dal grado di differenziazione del prodotto, tutte false, dal numero dei concorrenti) in concorrenza monopolistica l'aggettivo 'monopolistico' indica la differenziazione del prodotto in concorrenza monopolistica l'aggettivo 'monopolistica' si riferisce tutte false (alla standardizzazione del prodotto, all'assenza di barriere all'entrata, all'assenza di barriere all'uscita) la concorrenza monopolistica implica tutte vere (indipendenza delle azioni, assenza di collusione, imprese con piccole quote di mercato) la concorrenza monopolistica implica tutte false (tendenza alla collusione, grandi quote di mercato, interdipendenza delle azioni) il ricorso alla pubblicità in concorrenza monopolistica è un esempio di concorrenza non di prezzo la curva di domanda con cui si confronta l'impresa in concorrenza monopolistica è molto elastica la curva di domanda in concorrenza monopolistica tutte false (ha elasticità uguale a uno, è perfettamente elastica, è perfettamente rigida) in concorrenza monopolistica la curva di domanda è elastica più che in monopolio La differenziazione del prodotto in concorrenza monopolistica può derivare tutte vere (tutte false, dalla localizzazione dell'attività, dalla notorietà del marchio) la domanda con cui si confronta l'impresa in concorrenza monopolistica è più elastica di quella con cui si confronta il monopolista a causa delle differenziazione del prodotto in concorrenza monopolistica, l'elasticità della domanda rispetto al prezzo dipende dalla numerosità dei concorrenti e dal grado di differenziazione del prodotto l'elasticità della domanda in concorrenza monopolistica, aumenta al crescere del numero dei concorrenti la concorrenza monopolistica differisce dal monopolio per l'assenza di barriere all'entrata in concorrenza monopolistica si realizza il massimo profitto quando MR=MC la curva di domanda con cui si confronta l'impresa in concorrenza monopolistica è molto elastica la concorrenza monopolistica implica assenza di collusione in concorrenza monopolistica l'obiettivo della pubblicità è rendere meno rilevante il prezzo come discriminate dell'acquisto nel mercato oligopolistico si evidenzia un comportamento strategico, cioè gli oligopolisti, per perseguire i propri scopi, tengono conto delle razioni dei concorrenti il modello di Cournot utilizza le curve di reazione l'oligopolio si caratterizza per la presenza tutte vere (di pochi grandi produttori che offrono un bene differenziato, di pochi grandi produttori che offrono un bene omogeneo, tutte false) in oligopolio si ha interdipendenza strategica perché i profitti dell'impresa dipendono dalle strategie dei concorrenti le curve di reazione sono curve che collegano la quantità prodotta da un'impresa al tempo t con quella prodotta dal concorrente al tempo t- le curve di reazione sono inclinate negativamente le curve di reazione sono inclinate negativamente perchè all'aumentare della quantità venduta da un soggetto, all'altro conviene ridurre la propria offerta in oligopolio si rileva interdipendenza strategica, cioè i profitti di ogni impresa dipendono anche dalle strategie dei concorrenti nell'oligopolio esiste interdipendenza strategica perchè le imprese presenti sono in numero limitato spesso il leader di prezzo osserva queste tattiche variazione sporadica del prezzo gli accordi collusivi hanno spesso vita breve a causa delle diverse condizioni di partenza delle imprese aderenti il cartello è un accordo formale laleadership di prezzo è un esempio di collusione tacita in concorrenza monopolistica si ricorre alla pubblicità per spostare la curva di domanda verso destra in concorrenza perfetta la pubblicità è inutile perché il prodotto è standardizzato in conconcorrenza perfetta le imprese non hanno interesse a fare pubblicità si ricorre massicciamente alla pubblicità in concorrenza monopolistica La discriminazione di prezzo di primo grado determina efficienza paretiana una discriminazione di prezzo efficace richiede tutte vere (che la curva di domanda dell'impresa sia decrescente, che l'impresa possa identificare la sensibilità dei clienti al prezzo, che l'impresa sia in grado di evitare l'arbitraggio) gli sconti per studenti sono esempi di discriminazione di terzo grado l'offerta 'compri 3 paghi 2' è un esempio di discriminazione di secondo grado le tariffe dei servizi pubblici sono un esempio di discriminazione di secondo grado
il monopolio non è Pareto-efficiente perché P>MC per arginare l'inefficienza del monopolio lo Stato può fissare P=MC e coprire la perdita del monopolista con un'imposta a somma fissa il free rider è colui che beneficia gratuitamente di un bene pubblico se una fabbrica che inquina non è tenuta a pagare i danni il costo marginale sociale è superiore al costo di produzione sono possibili soluzioni alle esternalità produzione pubblica, fusione, regolamentazione, imposte un'impresa che inquina l'aria in prossimità di un asilo crea un'esternalità produttore/Δ% p consumatore negativa non è una possibile soluzione all'esternalità il divieto di svolgimento dell'attività il teorema di Coase sostiene che non è necessario l'intervento dello Stato per porre rimedio alle esternalità le condizioni poste dal teorema di Coase sono diritti di proprietà chiaramente definiti, esiguo numero di soggetti, costi di transazione trascurabili se una fabbrica emette fumi nocivi e non è tenuta a pagare i danni arrecati il costo marginale della produzione è inferiore al costo marginale sociale un mercato in cui è presente un'esternalità negativa produrrà una quantità superiore al livello efficiente La domanda aggregata di un bene pubblico si ottiene sommando verticalmente le domande individuali il free riding crea un fallimento del mercato in presenza di beni pubblici i beni pubblici sono beni che non sarebbero spontaneamente offerti dal mercato i beni pubblici sono non rivali e non escludibili se si chiede ad un soggetto la sua valutazione marginale del bene pubblico questi sottovaluterà il suo bisogno un bene è rivale quando il consumo da parte di un soggetto impedisce ad altri di goderne un bene privato è rivale ed escludibile un bene è non escludibile quando non c'è modo di impedirne la fruizione in un'economia con beni pubblici si può avere un fallimento del mercato a causa del free riding in un'economia di mercato non è possibile allocare in modo efficiente i beni pubblici a causa della non rivalità e non escludibilità un bene è non rivale quando il consumo da parte di un soggetto non impedisce ad altri di goderne i merit goods sono beni rivali ed escludibili i merit goods sono beni a cui la collettività attribuisce particolare valore il teorema di Arrow sostiene che attraverso i meccanismi di voto non si può definire una regola di scelta collettiva che fornisca un ordinamento delle alternative efficiente secondo l'assioma dell'universalità di Arrow la regola di scelta collettiva deve funzionare per qualunque struttura di preferenze individuali nel caso di voto unanime i costi legati alla conflittualità sono nulli una collettività che agisce razionalmente sceglie la regola di voto che permette la minimizzazione del costo totale del processo decisionale secondo il teorema di Arrow non esiste una regola di voto che risponda ai seguenti assiomi principio di pareto, indipendenza delle alternative irrilevanti, non dittatorialità se si adotta un sistema di voto con maggioranza bassa si produce una forte conflittualità la regola della maggioranza ha il pregio tutte vere (di essere neutrale, di essere anonima, di condurre comunque ad una decisione) In un contratto di assicurazione il fatto che la probabilità dell’evento assicurato per ogni individuo sia indipendente da quella di qualunque altro implica che i casi favorevoli all'assicuratore siano maggiori di quelli sfavorevoli l'adverse selection è la non completa informazione da parte di uno dei contraenti il moral hazard è il caso in cui il principale non ha il controllo dell'azione dell'agente nel contratto di assicurazione l'assicuratore è il principale e l'assicurato è l'agente per il corretto funzionamento di un mercato assicurativo è necessario che tutte false (esista asimmetria informativa, la probabilità dell'evento assicurato sia uguale per tutti gli individui, le probabilità siano assegnate dallo Stato) il primo teorema dell'economia del benessere sostiene che l'efficienza paretiana si realizza in concorrenza perfetta la funzone del benessere sociale è uno strumento che permette di ordinare in termini di benessere i diversi stati sociali nella visione benthamiana si tende a massimizzare il benessere collettivo nella visione egualitaria si mira a realizzare il medesimo benessere per ogni individuo con la funzione benthamiana si arriva a sostenere che il benessere della società aumenta anche solo se migliora la posizione dei ricchi il secondo teorema dell'economia del benessere sostiene che modificando opportunamente le dotazioni iniziali un'economia concorrenziale permette di realizzare la pareto-efficienza il primo teorema dell’economia del benessere dimostra che tutte vere (se si lascia operare il mercato in concorrenza perfetta otteniamo allocazioni Pareto-efficienti, il mercato di concorrenza perfetta realizza efficienza paretiana, l’efficienza paretiana si realizza in concorrenza perfetta) in base al secondo teorema dell'economia del benessere se privilegiamo l'economia di mercato non raggiungiamo un ottimo distributivo con la funzione benthamiana Il benessere è dato dalla somma(toria) delle utilità degli individui graficamente le curve corrispondenti alla funzione del benessere benthamiana sono rette inclinate negativamente in monopolio naturale il prezzo praticato è uguale al costo medio la subadditività della funzione di costo indica che i costi di produzione sostenuti dall'unico produttore sono inferiori alla somma dei costi che sosterrebbero più imprese il monopolio naturale 'emerge' per un modo di essere della tecnologia che crea economie di scala rappresentano una barriera all'entrata tutte vere (la differenziazione del prodotto, le economie di scala, le economie di varietà) se la MES è bassa si crea un mercato di concorrenza perfetta
se la MES è alta emergono situazioni di monopolio le economie di scala sono frequenti tutte false (con elevati costi variabili, con costi fissi contenuti, con elevati costi marginali) quando si pratica la discriminazione di prezzo si pratica un prezzo più alto ai segmenti di domanda rigidi si realizza efficienza paretiana con la dicriminazione di prezzo di primo grado i sunk cost a differenza del costo fisso sono indipendenti dal livello di produzione la perdita di efficienza creata del monopolio è pari a (p-MC)/Δ% p (qc-qm) l'impresa organo è una sezione dello Stato lo Stato può intervenire nel mercato come imprenditore attraverso tutte vere (le imprese organo, le società a partecipazione statale, gli enti pubblici economici) si costituisce un'impresa pubblica competitiva tutte vere (evitare lo sfruttamento di posizioni oligopolistiche, evitare comportamenti collusivi, indurre a praticare prezzi concorrenziali) l'impresa pubblica concorrenziale realizza un profitto normale l'impresa pubblica competitiva è un'impresa di proprietà pubblica in competizione con imprese private l'impresa organo tutte false (tutte vere, è gestita indirettamente dallo Stato, ha personalità giuridica) l'X-inefficienza deriva tutte vere (da comportamenti opportunistici, dalla presenza di contratti incompleti, da mancanza di controllo) si può definire X-inefficienza l'inefficienza legata alla mancanza di incentivi per la minimizzazione dei costi la minimizzazione della perdita secca di monopolio si può ottenere praticando un sistema di prezzi alla Ramsey i costi sociali del monopolio saranno tanto più alti quanto maggiori sono le barriere all'entrata e quanto meno elastica è la domanda limitando l'ingresso in un mercato di monopolio naturale si sfruttano appieno le economie di scala l'applicazione di un sistema di prezzi alla Ramsey Tutte vere (garantisce la minimizzazione della perdita secca, impedisce la realizzazione di un extraprofitto, tutte false) si ha un prezzo politico quando i prezzi praticati determinano sistematicamente ricavi inferiori ai costi con il prezzo politico ci si trova a fronteggiare il problema dell'erogazione dei sussidi il prezzo politico è un prezzo pari al costo marginale un prezzo pubblico è un prezzo pari al costo medio con la discriminazione di primo grado si realizza tutte vere(efficienza allocativa, efficienza produttiva, tutte false) con il peak-load pricing si praticano tariffe più alte quando la domanda è elevata il peak-load pricing è un esempio di discriminazione di intertemporale si parla di segmentazione del mercato nel caso di discriminazione di terzo grado affinché sia praticabile la discriminazione di prezzo è necessario tutte vere (che non sia possibile l'arbitraggio, che l'impresa possa esercitare potere di mercato, che l'impresa conosca i prezzi di riserva dei consumatori) quando si applica una tariffa in due parti la parte fissa serve per estrarre il surplus del consumatore e la parte variabile per coprire i costi per i onsumatori che esprimono valutazione inferiore sarà opportuno praticare una tariffa uguale al costo totale medio con la discriminazione di prezzo di primo grado si produce una quantità socialmente efficiente con la discriminazione di secondo grado tutti i consumatori partecipano al finanziamento dei costi fissi
. con il peak load pricing si determina una riduzione del consumo nel periodo di picco massimo l'impossibilità di arbitraggio implica l'impossibilità, per il compratore, di rivendere ad altri consumatori per i consumatori che esprimono valutazione più alta è conveniente praticare una tariffa pari al costo totale medio con la sovvenzione incrociata l'impresa vende in perdita nei segmenti di domanda elastica nel ROR un tasso di rendimento superiore al costo effettivo del capitale determina tutte vere (la sovvenzione incrociata, tutte false, l'effetto Averch-Johnson) il ROR prevede di fissare un prezzo in modo che il monopolista ritragga un tasso normale di rendimento dal capitale investito con il ROR si determina una tariffa pari ai costi medi effettivi il ROR conduce ad inefficienza produttiva il ROR favorisce un sovraimpiego del capitale secondo il metodo del price-cap, la variazione dei prezzi garantita all'impresa controllata è la differenza tra aumento dei suoi costi e aumento della sua produttività l'effetto Averch-Johnson favorisce un sovraimpiego del capitale Con il price -cap spesso si va incontro ad X-inefficienza l'azienda autonoma è un sottotipo dell'impresa organo in monopolio naturale si ha P=AC