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risposte primo esonero Cadin, Prove d'esame di Diritto Internazionale

domande e risposte frequenti della lista del professor Cadin sul primo esonero

Tipologia: Prove d'esame

2020/2021

Caricato il 17/11/2021

anastasia-filoni
anastasia-filoni 🇮🇹

4.7

(15)

28 documenti

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DOMANDE ESONERO:
Articolo 38 CIG:
Prevede quale sia il diritto applicabile della Corte nella sua funzione
giurisdizionale per risolvere le controversie internazionali.
PERCHE’ NELLO STATUTO E’ ANTEPOSTO L’ACCORDO ALLA CONSUETUDINE?
L’accordo è anteposto alla consuetudine perché prevale il diritto speciale sul
generale. Se esiste un accordo applicabile alle parti in una controversia e
risolutivo della stessa, la corte utilizzerà l’accordo per risolverla, senza
accingere a nessuna consuetudine. La Corte prevede sempre la strada più
breve per raggiungere il risultato della controversia. La CIG non dovrà limitarsi
ad applicare il trattato ma dovrà vedere se quel accordo è confliggente con una
norma cogente o se l’accordo dia luogo ad una violazione incidentale della
norma cogente, nel primo caso l’accordo sarà nullo, nel secondo caso dovrà
disapplicare l’accordo nel caso concreto.
SECONDO L’ART 38 QUAL E’ IL VALORE RICONOSCIUTO ALLE DECISIONI
GIUDIZIARIE E ALLA DOTTRINA PIU’ AUTOREVOLE?
Ai sensi dell’art 38, si tratta di mezzi sussidiari, “ausiliari” nel senso francese,
che la corte dovrà utilizzare per confermare una soluzione alla quale era già
giunta applicando il diritto generale o speciale. La corte non applica il principio
dello “STARE DECISIS” secondo il quale un tribunale si conforma alle sentenze
della giurisprudenza precedente; può far riferimento ma non è obbligata;
secondo l’art 59 dello stesso statuto le sentenze della corte sono
giuridicamente vincolanti solo per le parti della controversia, quindi hanno
efficacia RELATIVA.
A QUALE IMPORTANTE ACCORDO INTERNAZIONALE E’ ALLEGATO LO
STATUTO DELLA CIG?
Alla Carta delle Nazioni Unite.
QUALI SONO LE DIFFERENZE E I RAPPORTI TRA IL DIRITTO DELLA COSCIENZA E
DIRITTO DELLA VOLONTA’?
Per diritto della coscienza si intende, il diritto generale ossia quello
consuetudinario, che è un fatto giuridico ed è necessario. Il diritto della volontà
è anche detto diritto pattizio ossia quello dei trattati internazionali, è un atto
giuridico ed è volontaristico.
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DOMANDE ESONERO:

Articolo 38 CIG: Prevede quale sia il diritto applicabile della Corte nella sua funzione giurisdizionale per risolvere le controversie internazionali. PERCHE’ NELLO STATUTO E’ ANTEPOSTO L’ACCORDO ALLA CONSUETUDINE? L’accordo è anteposto alla consuetudine perché prevale il diritto speciale sul generale. Se esiste un accordo applicabile alle parti in una controversia e risolutivo della stessa, la corte utilizzerà l’accordo per risolverla, senza accingere a nessuna consuetudine. La Corte prevede sempre la strada più breve per raggiungere il risultato della controversia. La CIG non dovrà limitarsi ad applicare il trattato ma dovrà vedere se quel accordo è confliggente con una norma cogente o se l’accordo dia luogo ad una violazione incidentale della norma cogente, nel primo caso l’accordo sarà nullo, nel secondo caso dovrà disapplicare l’accordo nel caso concreto. SECONDO L’ART 38 QUAL E’ IL VALORE RICONOSCIUTO ALLE DECISIONI GIUDIZIARIE E ALLA DOTTRINA PIU’ AUTOREVOLE? Ai sensi dell’art 38, si tratta di mezzi sussidiari, “ausiliari” nel senso francese, che la corte dovrà utilizzare per confermare una soluzione alla quale era già giunta applicando il diritto generale o speciale. La corte non applica il principio dello “STARE DECISIS” secondo il quale un tribunale si conforma alle sentenze della giurisprudenza precedente; può far riferimento ma non è obbligata; secondo l’art 59 dello stesso statuto le sentenze della corte sono giuridicamente vincolanti solo per le parti della controversia, quindi hanno efficacia RELATIVA. A QUALE IMPORTANTE ACCORDO INTERNAZIONALE E’ ALLEGATO LO STATUTO DELLA CIG? Alla Carta delle Nazioni Unite. QUALI SONO LE DIFFERENZE E I RAPPORTI TRA IL DIRITTO DELLA COSCIENZA E DIRITTO DELLA VOLONTA’? Per diritto della coscienza si intende, il diritto generale ossia quello consuetudinario, che è un fatto giuridico ed è necessario. Il diritto della volontà è anche detto diritto pattizio ossia quello dei trattati internazionali, è un atto giuridico ed è volontaristico.

LA CONSUETUDINE INTERNAZIONALE CORRISPONDE AL DIRITTO

INTERNAZIONALE GENERALE?

No la consuetudine è un meccanismo, uno strumento interpretativo. L'interprete può usarlo per rilevare l’esistenza di una norma del diritto internazionale generale e il suo contenuto, ma ovviamente potrebbe usare anche altri metodi di rilevazioni come il “criterio logico-sistematico.” COSA SONO I PRINCIPI GENERALI DI DIRITTO? “ I principi generali di diritto sono riconosciuti dalle Nazioni Civili” ai sensi dell’art 38 lettera c della CIG. Secondo la teoria di Curti Gialdino esisterebbero due tipologie di principi generali di diritto:

  1. Principi generali del diritto internazionale: sono propri dell’ordinamento internazionale, es. Il previo esaurimento dei ricorsi interni o il divieto di interferenza negli affari dello stato;
  2. Principi generali di diritto riconosciuti dagli stati nel proprio insieme: sono dei principi che hanno avuto origine negli ordinamenti interni appartenenti a tutte le tradizioni giuridiche. Con processo di astrazione e generalizzazione sono applicabili nell’ordinamento internazionale soprattutto quando c’è una lacuna, che verrà colmata attraverso questi principi. NAZIONI CIVILI: Alla fonte sui principi generali. Sebbene lo statuto sia entrato in vigore nel 1945, è stato formulato negli anni ‘20, per questo c’è la dicitura “nazioni civili”, ai nostri giorni ha un senso discriminatorio. PERCHE’ LO STATUTO DELLA CIG NON FA RIFERIMENTO ALLO “JUS COGENS”? Poiché al momento della formulazione dello statuto, la nozione di diritto cogente non si era ancora affermato nella comunità internazionale. E' stato formulato per la prima volta nella Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati a titolo di sviluppo progressivo ( 53-64). QUAL E’ LA NORMA BASE KELSENIANA? Kelsen giovane: “pacta sunt servanda”, i trattati devono essere rispettati;

IL CONSIGLIO DI SICUREZZA PUO’ ADOTTARE DECISIONI GIURIDICAMENTE

VINCOLANTI?

Si, si tratta delle sanzioni ossia le misure coercitive non implicanti l’uso della forza ai sensi dell’articolo 41 della Carta delle Nazioni Unite. COSA SI INTENDE PER L’EFFETTO DI LICEITA’ PRODOTTO DALLE RACCOMANDAZIONI ADOTTATE DALLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI? Si intende una efficacia giuridica limitata in quanto non sono vincolanti. QUAL’E’ LA NATURA GIURIDICA DELLE DICHIARAZIONI DI PRINCIPI ADOTTATE DALL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE? La natura giuridica delle dichiarazioni di principi sono di natura raccomandatoria. Quando sono state proclamate erano delle raccomandazioni rinforzate successivamente sono state oggetto di continui richiami come riproduttive del diritto generale e che avessero natura giuridica del diritto internazionale, la prassi ha confermato l’opinio iuris. E' necessario che queste dichiarazioni siano state votate all’unanimità o per consensus, dovrà quindi essere stata adottata senza obiezioni, ma nel caso ci fossero stati degli obiettori si dovrà tener conto della prassi successiva (es. Alla convenzione del 2007 sul diritto degli indigeni, 4 stati votarono contro: USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda, negli anni successivi questi 4 stati hanno cambiato la loro posizione ritirando il loro voto contrario). Le dichiarazioni di principi hanno un effetto normativo importante sia nel diritto generale, sia nel diritto pattizio; rendono più facile la formazione di norme consuetudinarie (cosiddette norme RAPIDE); costituiscono la base normativa di accordi internazionali. La CIG con la sentenza del 1986 sulle attività militari degli USA contro il Nicaragua, la corte si è espressa anzitutto perché gli USA hanno violato il principio contro l’uso della forza. QUALI SONO GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA CONSUETUDINE? Gli elementi costitutivi della consuetudine sono: la “pratica” o “prassi” ovvero la ripetibilità di un comportamento (ammissivo, omissivo) per un determinato lasso di tempo e svolto da più parti; e l’opinio iuris. LA CONSUETUDINE E’ DIRITTO SCRITTO O NON SCRITTO? E’ UN ATTO O FATTO GIURIDICO? E’ DIRITTO VOLONTARIO O NECESSARIO? E' diritto non scritto, è un fatto giuridico ed è diritto necessario.

CHE COS’E’ L’OPINIO IURIS?

E’ la convinzione che quella norma sia conforme al diritto e abbia la forza di obbligare. Gli stati quindi hanno la convinzione che quella norma sia necessaria ed obbligatoria. QUAL’E’ LA SFERA DI APPLICAZIONE SOGGETTIVA DELLA CONSUETUDINE? Sono tutti i soggetti internazionali. AFFINCHE’ NASCA UNA CONSUETUDINE E’ NECESSARIO CHE TUTTI GLI STATI SIANO D’ACCORDO? No. La consuetudine vincola tutti i soggetti della comunità internazionale, anche quegli stati che si siano formati in un secondo momento. QUALI SONO I TEMPI DI FORMAZIONE DI UNA CONSUETUDINE? Non c’è un tempo prestabilito per la nascita delle consuetudini, l’importante è che sia un lasso di tempo considerevole per attuare l’elemento della “pratica” altrimenti ci sarebbe solo l’elemento dell’opinio iuris. Secondo la “teoria di Chang” in particolari settori sviluppatosi molto velocemente, sarebbe stata concessa, da parte dell’Assemblea Generale, la possibilità di creare norme consuetudinarie istantanee, soprattutto nel diritto del mare e nel diritto aereospaziale. QUAL E’ IL RUOLO DELL’ASSEMBLEA GENERALE NELLA FORMAZIONE DELLE CONSUETUDINI? I Paesi in via di sviluppo sostengono spesso che l'unico diritto generale e comune a tutti gli Stati debba essere quello promanante dagli atti delle Nazioni Unite (risoluzioni, raccomandazioni, dichiarazioni), per il fatto che sono state votate a maggioranza o all'unanimità e perché tali Paesi godono della maggioranza numerica nell'Assemblea generale. L'idea di un nuovo diritto consuetudinario basato solo su questi atti è generalmente respinto perché le norme degli atti ONU non sono vincolanti (cosiddetta soft law , diritto morbido) e diventano norme consuetudinarie solo se confermate dalla diuturnitas e dall'opinio juris. COSA AFFERMA LA TEORIA DELL’OBIETTORE PERSISTENTE?

LE CONVENZIONI DI CODIFICAZIONE POSSONO INVECCHIARE

PRECOCEMENTE?

In alcuni casi l’attività di codificazione potrebbe avere esito negativo poiché invecchia subito ad es. Il diritto del mare essendo nati dei nuovi istituti si è sentita la necessità di nuove attività di codificazione. IL DIRITTO DEI TRATTATI E’ STATO OGGETTO DI CODIFICAZIONE? Si, nella Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969. QUANDO E’ ENTRATA IN VIGORE LA CONVENZIONE DI VIENNA? E’ entrata in vigore nel 1980 dal nostro paese e da altri 100, la Francia ha firmato il trattato ma non lo ha mai ratificato. A QUALI TRATTATI E’ APPLICABILE LA CONVENZIONE DI VIENNA DEL ‘69? A tutti i tipi di trattati tranne tra quelli stato e organizzazione internazionale e tra organizzazioni internazionali. CHE COS’E’ UN ACCORDO INTERNAZIONALE? E’ diritto pattizio, vincola le parti che hanno espresso il loro consenso a vincolarsi, rappresenta l’incontro di manifestazioni di volontà tra due o più stati. COSA SI INTENDE PER ELEMENTO SINALLAGMATICO? L’elemento sinallagmatico è l’incontro di due o più manifestazioni di volontà tra più stati. COSA SI INTENDE PER INTESA INTERNAZIONALE NON GIURIDICAMENTE VINCOLANTE? Si intendono delle intese che non hanno valore giuridico, ma valore politico (SOFT LAW) non sono accordi internazionali e non devono essere registrati. Non c’è la volontà degli stati di dar vita ad un accordo internazionale. Es. Atto finale della Convenzione di Helsinki del 1975 era una dichiarazione politica importante riguardava la sicurezza e la cooperazione d’Europa, impegnava gli stati ma non giuridicamente. Se uno stato non dovesse conformarsi a tale intesa non si formerebbe un illecito internazionale.

UN ACCORDO INTERNAZIONALE DEVE ESSERE CONCLUSO NECESSARIAMENTE

IN FORMA SCRITTA?

No, anche in forma orale, ma non è regolamentato dalla Convenzione di Vienna. SOLO GLI STATI POSSONO STIPULARE UN ACCORDO INTERNAZIONALE? No, anche le organizzazioni internazionali. CHE COS’E’ UN ACCORDO DI COLLEGAMENTO? Sono degli accordi tra le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali che portano alla proclamazione dello status di agenzia specializzata delle Nazioni Unite. LA CARTA DELLE NAZIONI UNITE E’ UN ACCORDO INTERNAZIONALE? Si è un accordo istitutivo dell’organizzazione delle Nazioni Unite. CHE NATURA GIURIDICA HA LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO DEL ‘48? Ha natura raccomandatoria. COSA SI INTENDE PER ACCORDO APERTO? L’accordo aperto contiene una clausola di accessione o adesione che consente a stati diversi dai contraenti originari di partecipare a pieno titolo all’accordo mediante una loro dichiarazione di volontà. COSA SI INTENDE CON LINGUE UFFICIALI FACENTI UGUALMENTE FEDE? Sono le lingue ufficiali di cui tiene conto l’interprete al momento dell’interpretazioni, le lingue sono sei: inglese, francese, spagnolo, cinese, arabo e russo. L'inglese e il francese sono lingue di lavoro ovvero vengono utilizzate durante i negoziati. IN QUALI LINGUE E’ STATO CONCLUSO L’ACCORDO DI UCCIALLI? In due lingue: l’italiano e l’amarico. QUALI SONO LE PROCEDURE IDONEE A MODIFICARE UN TRATTATO? Nel corso della vita giuridica posso esserci dei cambiamenti nella realtà circostante che rendono necessario un adeguamento o un aggiornamento del trattato. Sono: l’emendamento, la revisione e la modifica. L'emendamento fa

un’organizzazione ratifichino l’emendamento; per questo il principio normativo prevale su quello consensuale. UN ACCORDO PUO’ DEROGARE AD UNA NORMA CONSUETUDINARIA? Si, si derogano a vicenda. CHI SONO I PLENIPOTENZIARI? E’ l’organo che ha i pieni poteri che è autorizzato a negoziare o a firmare un trattato internazionale del proprio stato o di altri soggetti. I pieni poteri sono assegnati mediante un atto del presidente della repubblica e controfirmato dal ministro competente che se ne prende la piena responsabilità. QUALI ORGANI DELLO STATO NON HANNO BISOGNO DEI PIENI POTERI? Il presidente della repubblica e il ministero degli affari esteri. QUAL E’ LA DIFFERENZA TRA UN TRATTATO CONCLUSO IN FORMA SOLENNE E UNO IN FORMA SEMPLIFICATA? La differenza è la diversa entrata in vigore dei due. Quando parliamo di trattato in forma solenne parliamo di quei trattati che hanno una certa importanza, la cui firma ha un valore puramente notarile dell’autenticazione, comunque una volta firmato il trattato, lo stato avrà l’obbligo di comportarsi in buona fede, non dovrebbe distruggere lo scopo del trattato. Il trattato concluso in forma semplificata si è affermato dopo la seconda metà del XX secolo, poiché gli USA avevano problemi con il loro senato e non riuscivano ad arrivare alla maggioranza dei 2/3 bloccando così la ratifica. A differenza del trattato in forma solenne, la firma esprime il consenso a vincolarsi allo stesso ovvero il trattato entrerà in vigore al momento della firma. COME SI CONCLUDONO I NEGOZIATI CON ESITO POSITIVO? Quando i negoziati si concludono con esito positivo ci sarà l’adozione del testo. COSA SIGNIFICA CHE UN TRATTATO E’ STATO ADOTTATO PER CONSENSUS? Il consensus è un non-voto per evitare che il processo decisionale sia pregiudicato dalla necessità di conseguire l’unanimità. QUAL E’ LA MAGGIORANZA MINIMA RICHIESTA PER UN TRATTATO CONCLUSO SOTTO GLI AUSPICI DELLE NAZIONI UNITE?

Per far sì che il negoziato abbia esito positivo, il negoziato dovrà essere votato dalla maggioranza dei 2/3 dei votanti. A QUALE MAGGIORANZA E’ STATO ADOTTATO LO STATUTO DI ROMA DEL 1998? Alla maggioranza assoluta dei 2/3. QUAL E’ IL VALORE DELLA FIRMA NEI TRATTATI IN FORMA SEMPLIFICATA? Il valore della firma esprime il consenso a vincolarsi, una volta firmato il trattato entrerà in vigore. QUAL E’ IL VALORE DELLA FIRMA NEI TRATTATI IN FORMA SOLENNE? Il valore della firma è prettamente notarile di autenticazione, ma una volta firmato lo stato ha l’obbligo di comportarsi in buona fede. IN COSA CONSISTE IL RITIRO DELLA FIRMA DISCIPLINATO DALL’ART 18 DELLA CONVENZIONE DI VIENNA? Lo stato deve comunicare la sua intenzione di ritirare la firma prima della ratifica. QUAL E’ LA DIFFERENZA TRA RATIFICA ED ADESIONE? Entrambi questi termini indicano il consenso a vincolarsi; per adesione si intende l’atto tramite il quale uno stato manifesta la sua volontà a vincolarsi e precede la firma con ratifica si intende la stessa cosa con la variante che la ratifica avviene dopo la firma. QUALI SONO LE MODALITA’ DI ENTRATA IN VIGORE DI UN TRATTATO? Il trattato entra in vigore dopo la fase dello scambio delle ratifiche tra gli Stati firmatari. Oggi si preferisce il deposito delle ratifiche (art. 16) presso uno Stato che funge da segretario o, più comunemente, presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite. QUALI ERANO LE CONDIZIONI DEL TRATTATO DI KYOTO PER LA SUA ENTRATA IN VIGORE? Per la sua entrata in vigore vi erano due aspetti:

  • Quantitativo: ossia che il 55% degli stati doveva ratificare l’accordo;
  • Qualitativo: che gli stati firmatari dovevano rispettare il 55% delle emissioni nocive d’inquinamento.

QUAL E’ LA DEFINIZIONE DI RISERVE?

La riserva è una dichiarazione unilaterale, attraverso la quale uno stato o un soggetto internazionale, nel momento in cui entrerà a far parte del trattato, esprimendo il proprio consenso a vincolarsi, comunicherà la sua volontà di modificare o escludere, una o più disposizioni del trattato in questione. CHE COS’E’ UNA DICHIARAZIONE INTERPRETATIVA? Una dichiarazione interpretativa è uno strumento che lo stato utilizza al momento in cui manifesta la sua volontà a vincolarsi al trattato per interpretare, o meglio spiegare una determinata disposizione del trattato in questione. Venivano usate maggiormente quando un trattato non ammetteva la riserva per aggirare questo tipo di divieto. Quello che conta al momento della ratifica però è il contenuto dell’atto. QUAL E’ IL MOMENTO DELL’APPOSIZIONE DELLA RISERVA? Il momento dell’apposizione è quando lo stato manifesta la volontà di vincolarsi al trattato ed esprime la propria volontà di apporre una riserva ad una o più disposizioni. IN QUALI CASI UNA RISERVA E’ INAMMISSIBILE? La riserva è inammissibile quando:

  • È espressamente vietata dal trattato;
  • Quando una riserva non corrisponde a quelle ammesse dal trattato, poiché magari il trattato ne prevede delle altre;
  • È contraria all’oggetto e allo scopo del trattato;
  • Le riserve sono a carattere generale ed indeterminate;
  • Contrastano con una norma cogente. SONO AMMISSIBILI LE RISERVE CON EFFETTI “ORIZZONTALI” CHE POSSONO PREGIUDICARE IL CONTENUTO NORMATIVO DI UN TRATTATO? UNO STATO PUO’ ESPRIMERE IL PROPRIO CONSENSO A VINCOLARSI AD UN TRATTATO PURCHE’ SIA INTERPRETATO IN MANIERA CONFORME ALLA SUA COSTITUZIONE? No è inammissibile. QUALI SONO GLI EFFETTI DELL’OBIEZIONE ALLA RISERVA NEI RAPPORTI TRA STATO RISERVANTE E STATO OBIETTANTE?

C’è una distinzione tra:

  • Obiezione semplice: lo stato obiettante afferma solamente che quella riserva è inammissibile ma il trattato entrerà in vigore nei rapporti tra stato riservante e stato obiettante salvo la parte coperta dalla riserva;
  • Obiezione qualificata: lo stato obiettante non si limita solo ad affermare che quella riserva sia inammissibile ma precisa che in virtù della sua obiezione quel trattato non potrà entrare in vigore tra stato riservante e stato obiettante. QUAL E’ LA DIFFERENZA TRA OBIEZIONE SEMPLICE E QUALIFICATA? La differenza sta ne fatto che per quanto riguarda l’obiezione semplice, il trattato entrerà in vigore per entrambi gli stati salvo la parte riservata mentre per l’obiezione qualificata il trattato non entrerà in vigore per nessuno dei due. PERCHE’ E’ STATO SUPERATO IL PRINCIPIO DI INTEGRITA’ DI UN TRATTATO IN MATERIA DI AMMISSIBILIA’ DELLE RISERVE? Il principio di integrità riguarda tutti gli stati che si vincolano ad un trattato, essi dovranno mantenere l’integrità dello stesso e possederanno uguaglianza formale. Questo principio è stato superato perché porterebbe alla mancata partecipazione degli stati ai trattati. Il valore della partecipazione universale agli accordi internazionali prevale sul rispetto formale, sul principio di uguaglianza e sul principio di integrità del trattato. Con le riserve, il diritto internazionale, cerca di stimolare la partecipazione degli stati ai trattati. IL REGIME GIURIDICO DELLE RISERVE PRESENTA DELLE PARTICOLARITA’ RISPETTO AI TRATTATI SUI DIRITTI UMANI? Hanno un regime giuridico particolare rispetto ad altri trattati, proprio per la loro rilevanza, però c’è la possibilità di apporre riserve con il limite che la riserva non deve contrastare con l’oggetto e lo scopo del trattato. In caso di obiezione qualificata si annullerà solamente la riserva ma entrambi gli stati faranno parte del trattato. COSA PREVEDE L’ART 57 DELLA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI? Ogni stato al momento della firma della Convenzione Europea, o al momento del deposito della ratifica può apporre una riserva riguardo a una determinata disposizione nella misura in cui la legge, in quel momento, in vigore sul territorio non sia conforme alla disposizione. Le riserve di carattere generale

IL DIRITTO INTERNO DI UNA PARTE PUO’ ESSERE INVOCATO PER INVALIDARE

UN TRATTATO?

No non può essere invocato il diritto interno per invalidare un trattato. QUAL E’ L’UNICO CASO IN CUI LA VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNO PUO’ ESSERE INVOCATA? L'articolo 27 della Convenzione di Vienna prevede che il diritto interno non può essere invocato per invalidare un accordo, l’unica eccezione è quando sono state violate le norme fondamentali sulla competenza stipulata dal trattato. CHE COS’E’ UN ERRORE? L'errore è una causa d’invalidità relativa, ed è una falsa rappresentazione della realtà, ai sensi dell’art 48 della Convenzione di Vienna. IN QUALI CASI UN ERRORE PUO’ ESSERE INVOCATO PER INVALIDARE UN TRATTATO? Può essere invocato se si tratta di:

  • Errore essenziale: costituisce la base del consenso, senza quel errore lo stato non avrebbe concluso il trattato;
  • Errore incolpevole: in questo caso non deve essere dovuto alla negligenza della parte che lo invoca; poiché la parte deve conoscere il diritto internazionale;
  • Errore innocente: la parte non deve aver contribuito con comportamenti ammissivi, omissivi al sorgere dell’errore. Tutti e tre devono essere dimostrati per invalidare un trattato. UN ERRORE “MATERIALE” PUO’ ESSERE INVOCATO PER INVALIDARE UN TRATTATO? No non può essere invocato. QUAL E’ LA DIFFERENZA TRA ERRORE MOTIVO ED ERRORE OSTATIVO? L’errore motivo può essere invocabile, ed è un errore che vizia la formazione della volontà, può essere invocato per invalidare un trattato, mentre l’errore ostativo non è invocabile, ed è quello che si verifica non nella formazione della volontà ma nella sua manifestazione materiale, dunque non si può invocare per l’invalidità del trattato, ma si può correggere ai sensi dell’articolo 79 della Convenzione di Vienna.

IL DOLO E’ UNA CAUSA DI INVALIDITA’ DEI TRATTATI?

Si, ai sensi dell’articolo 49 della Convenzione di Vienna ed è una causa d’invalidità relativa. Ove uno stato sia stato spinto a concludere un trattato dalla condotta fraudolenta di un altro stato che ha partecipato ai negoziati, può invocare il “dolo” come suscettibile di viziare il proprio consenso ad essere vincolato dal trattato. LA CORRUZIONE DEL PLENIPOTENZIARIO PUO’ ESSERE INVOCATA PER INVALIDARE UN TRATTATO? Si, ai sensi dell’art 50 della Convenzione di Vienna, è una causa d’invalidità relativa. Sarebbe il dolo aggravato che ha portato alla corruzione del rappresentante dello stato. QUALI SONO LE CAUSE DI INVALIDITA’ ASSOLUTA? Codificate dagli articoli 51- 52 - 53 della Convenzione di Vienna. LA COSTRIZIONE PSICOLOGICA ESERCITATA NEI CONFRONTI DEL PLENIPOTENZIARIO DETERMINA L’INVALIDITA’ DEL TRATTATO CHE NE E’ DIRETTA CONSEGUENZA? Si determina l’invalidità assoluta del trattato, per cui esso sarà nullo. Questa causa è dovuta ai comportamenti tenuti dai rappresentanti statali durante le due guerre mondiali. Un esempio è quello avvenuto con il terzo reich di Hitler, che costringeva i rappresentanti di altri stati ad annettere i loro territori alla Germania nazista. COSA SI INTENDE PER VIOLENZA CONTRO UNO STATO QUALE CAUSA DI INVALIDITA’ ASSOLUTA DI UN TRATTATO? Si intende ad esempio concludere un trattato per la minaccia di un bombardamento massiccio all’interno del proprio stato: in tal caso il trattato sarà nullo. Questo articolo è stato inserito non a titolo di codificazione, ma a titolo di “sviluppo progressivo” in virtù della prassi che si era instaurata con la Germania nazista. LA CONFLIGENZA DI UN TRATTATO CON LO JUS COGENS QUALI CONSEGUENZE DETERMINA? In questo caso è come se il trattato non fosse mai nato sotto il profilo giuridico. Anche questo articolo il 53 è stato istituito a titolo di sviluppo progressivo.

una durata di 50 anni e al momento della sua cessazione nel 2002 si è deciso di non rinnovarlo.

  1. VOLONTA’ INIZIALE DELLE PARTI: è costituito dalla condizione o clausola risolutiva ovvero:
  • Clausola risolutiva positiva: i trattati possono contenere una disposizione secondo la quale il trattato cesserà di avere qualsiasi effetto giuridico quando si verificherà una determinata situazione per cui il trattato dovrà considerarsi estinto;
  • Causa risolutiva negativa: nel caso in cui non si dovesse verificare entro un certo periodo una determinata situazione, il trattato sarà estinto. In questi casi l’estinzione sarà dipendente dalla volontà iniziale delle parti.
  1. ADEMPIMENTO: ci sono alcuni trattati che prevedono la loro cessazione quando sarà raggiunto il loro obbiettivo fondamentale che ha portato alla loro creazione. È un caso particolare di “condizione risolutiva”.
  2. DENUNCIA o RECESSO: prevede la facoltà delle parti contraenti di comunicare la loro decisione di non continuare a rispettare il trattato a partire da una certa data.
  • Nel caso di trattato bilaterale questa comunicazione da parte dello stato contraente si chiama: “denuncia” ed è una causa propria di estinzione si un trattato bilaterale. In caso di denuncia il trattato si estinguerà per entrambe le parti;
  • Nel caso di trattato multilaterale questa situazione prenderà il nome di “recesso” e non determinerà l’estinzione del trattato, ma una diminuizione della sua base sociale, in quanto il trattato non verrà più applicato a tutte le parti che avevano espresso il loro consenso a vincolarsi. Il recesso non comporta automaticamente l’estinzione del trattato. LA DENUNCIA DI UNA DELLE PARTI CONTRAENTI DETERMINA L’ESTINZIONE DI UN TRATTATO BILATERALE? Si. NEL SILEZIO DI UN TRATTATO LO STATO PUO’ RECEDERE DALLO STESSO? Nel silenzio di un trattato, lo stato che ha intenzione di recedere dovrà motivare la sua scelta in maniera convincente. Questa teoria è stata fatta propria dalla Convenzione di Vienna. QUANDO SI VERIFICA L’ABROGAZIONE DI UN TRATTATO?

Ai sensi dell’art 59 della Convenzione di Vienna. Un trattato precedente viene abrogato da parte di un nuovo trattato. Distinzione tra:

  • ABROGAZIONE ESPLICITA: si ha quando un trattato preesistente viene abrogato da un trattato successivo quando: il nuovo trattato viene concluso dalle stesse parti del precedente, le parti devono esprimere la propria volontà attraverso una disposizione nel nuovo trattato per abrogare il precedente, l’oggetto del trattato deve essere il medesimo.
  • ABROGAZIONE IMPLICITA: in questo caso il nuovo trattato non manifesta la volontà delle parti contraenti di arrivare ad estinguere il precedente; questa volontà può essere implicitamente desunta dal fatto che il nuovo trattato:
  • sia stato concluso dalle stesse parti;
  • in pari materia;
  • e che la nuova normativa confligga con la normativa posta dal vecchio trattato. In questi casi il trattato dovrà considerarsi estinto. Si arriverà ad un’abrogazione implicita con un’attività interpretativa sulla base delle disposizioni previste nella Convenzione di Vienna. IL MUTAMENTO ESSENZIALE DELLE CIRCOSTANZE PUO’ ESSERE INVOCATO QUALE CAUSA D’ESTINZIONE DI UN TRATTATO? Si, è molto importante, poiché se cambiano le circostanze che avevano originato il trattato, l’obbligo giuridico pacta sunt servanda di rispettare i trattati verrà meno. È molto importante ma anche molto pericolosa poiché potrebbe attentare alla sicurezza giuridica internazionale e mettere in discussione l’obbligo che hanno le parti di rispettare un trattato. In pratica questa causa costituirebbe l’altra faccia della medaglia dell’obbligo di adempiere in buona fede ai trattati. UNO STATO PUO’ INVOCARE IL MUTAMENTO FONDAMENTALE DELLE CIRCOSTANZE SE HA CONTRIBUITO A DETERMINARE IL CAMBIAMENTO DELLA SITUAZIONE? Si lo può fare, ma quel cambiamento deve aver mutato la ragione essenziale e lo scopo di quel trattato altrimenti non si può invocare questa causa d’estinzione.