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Romanico e Gotico a Firenze, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Breve riassunto di Romanico e Gotico e alcune chiese significative del periodo

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 21/03/2018

littlelittlelisa
littlelittlelisa 🇮🇹

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17 documenti

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1. Romanico
Il romanico è una fase dell'arte medievale europea, che si sviluppa dalla fine del X secolo
fino alla metà del XII secolo.
Questo tipo di arte viene chiamata romanica perché si sviluppa appunto nei territori
conquistati dai romani.
In architettura vennero ripresi il senso della monumentalità e della spazialità e divennero
caratteristici elementi come l'arco a tutto sesto, il pilastro, la colonna e la volta, in
particolare quella a crociera.
Le chiese romaniche erano più buie di quelle precedenti perché presentavano finestre in
minori dimensioni e quantità.
I. Romanico fiorentino
Il romanico a Firenze si sviluppa tra il XI e il XIII secolo nel contado della città.
Il romanico fiorentino presenta caratteri peculiari dovuti a una sopravvivenza o a un
recupero di elementi classici romani.
L'elemento più evidente è la facciata, oltre alla sua partizione, è caratterizzata da arcate a
tutto sesto cieche, riquadri geometrici e finestre o edicole sormontate da timpani.
Il bicromismo della facciata è riconducibile al romanico pisano, nel quale l'alternanza delle
fasce orizzontali bianche e verdi era dovuto all'uso di materiali locali. A Firenze la bicromia
fu invece usata maggiormente per disegnare i riquadri delle facciate.
II. Chiesa di S. Miniato al Monte
La facciata può essere divisa in due fasce:
La fascia inferiore è caratterizzata da cinque archi a tutto sesto. Questi vengono sorretti
da colonne in serpentino (anche detto porfido verde antico o marmo verde di Prato,
una varietà di marmo utilizzata specialmente dai Romani) verde, che presentano basi e
capitelli corinzi in marmo bianco.
Per quanto la divisione causata dagli archi possa ricordare le prime basiliche
paleocristiane a cinque navate, la chiesa in realtà ne presenta tre.
La fascia superiore presenta due falde simmetriche che sottolineano la presenza di sole
tre navate. I due frontoni sono decorati sempre con una bicromia di marmo bianco e
serpentino verde (come le colonne della parte inferiore). Per quanto riguarda invece la
parte centrale, essa è caratterizzata da un loggiato, al cui centro si trova una finestra
incorniciata da due colonne.
Come si può notare, la facciata riprende molti degli elementi del romanico fiorentino,
come le arcate a tutto sesto presenti, la particolare simmetria dei riquadri geometrici e
specialmente la bicromia.
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  1. Romanico Il romanico è una fase dell'arte medievale europea, che si sviluppa dalla fine del X secolo fino alla metà del XII secolo. Questo tipo di arte viene chiamata romanica perché si sviluppa appunto nei territori conquistati dai romani. In architettura vennero ripresi il senso della monumentalità e della spazialità e divennero caratteristici elementi come l'arco a tutto sesto, il pilastro, la colonna e la volta, in particolare quella a crociera. Le chiese romaniche erano più buie di quelle precedenti perché presentavano finestre in minori dimensioni e quantità. I. Romanico fiorentino Il romanico a Firenze si sviluppa tra il XI e il XIII secolo nel contado della città. Il romanico fiorentino presenta caratteri peculiari dovuti a una sopravvivenza o a un recupero di elementi classici romani. L'elemento più evidente è la facciata, oltre alla sua partizione, è caratterizzata da arcate a tutto sesto cieche, riquadri geometrici e finestre o edicole sormontate da timpani. Il bicromismo della facciata è riconducibile al romanico pisano, nel quale l'alternanza delle fasce orizzontali bianche e verdi era dovuto all'uso di materiali locali. A Firenze la bicromia fu invece usata maggiormente per disegnare i riquadri delle facciate. II. Chiesa di S. Miniato al Monte La facciata può essere divisa in due fasce:
  • La fascia inferiore è caratterizzata da cinque archi a tutto sesto. Questi vengono sorretti da colonne in serpentino (anche detto porfido verde antico o marmo verde di Prato, una varietà di marmo utilizzata specialmente dai Romani) verde, che presentano basi e capitelli corinzi in marmo bianco. Per quanto la divisione causata dagli archi possa ricordare le prime basiliche paleocristiane a cinque navate, la chiesa in realtà ne presenta tre.
  • La fascia superiore presenta due falde simmetriche che sottolineano la presenza di sole tre navate. I due frontoni sono decorati sempre con una bicromia di marmo bianco e serpentino verde (come le colonne della parte inferiore). Per quanto riguarda invece la parte centrale, essa è caratterizzata da un loggiato, al cui centro si trova una finestra incorniciata da due colonne. Come si può notare, la facciata riprende molti degli elementi del romanico fiorentino, come le arcate a tutto sesto presenti, la particolare simmetria dei riquadri geometrici e specialmente la bicromia.

Si possono anche osservare distintamente gli elementi ripresi dall'arte romana, come la ricostruzione dell'opus reticulatum nei due frontoni delle navate laterali, le cornici, gli archi e più generalmente gli elementi dell'ordine architettonico. L'interno della chiesa è particolare perchè presenta presbiterio e coro rialzati da una piattaforma sopra la cripta; sono resi accessibili da due scalinate laterali. Coro e presbiterio contengono un pulpito romanico, caratterizzato dai riquadri geometrici, dal bicromatismo in marmo nero e bianco e dalle colonne classiche da cui è sorretto. Il pavimento intarsiato è caratterizzato dal mosaico romanico centrale che rappresenta lo zodiaco. III. Battistero di S. Giovanni Il battistero ha una pianta ottagonale ed è ricoperto da una cupola a otto spicchi. L'esterno è ornato da un bicromatismo in marmo bianco di Carrara e serpentino che lo divide in tre fasce orizzontali caratterizzate dai riquadri geometrici romanici. Mentre nella fascia inferiore sono presenti pilastri in marmo verde, nel registro superiore vi sono colonne poligonali in strisce bianche e nere, che sorreggono gli archi a tutto sesto. Tutto ciò richiama alla classicità, esattamente come nella facciata di S. Miniato al Monte. Anche la decorazione interna è ispirata a edifici romani, richiama infatti il Pantheon per l'uso di specchiature marmoree policrome. Le pareti hanno un rivestimento marmoreo a due colori alternati in fasce a altre forme in bianco di Carrara e serpentino. IV. Confronto tra Romanico Pisano e Fiorentino Il romanico pisano si diffuse maggiormente rispetto a quello fiorentino, diffondendosi nei territori della Repubblica di Pisa, ovvero Corsica e Sardegna, e in Toscana. Confrontando ad esempio i caratteri del romanico fiorentino con quelli pisani trovati nel duomo di Pisa, si può notare come si differenzino per la presenza di cinque navate in quest'ultima. Vengono invece accumunati dalla presenza di archi ciechi e elementi geometrici, in questo caso ripresi da modelli nord-africani. L'elemento più evidente che unisce i due tipi di romanico è il bicromatismo, solitamente ottenuto alternando fasce di marmo bianco a fasce più scure, a Pisa tramite l'uso del verrucano (di color grigio chiaro), mentre in altre zone tramite il serpentino. La bicromia è derivata da modelli dalla Spagna musulmana.

L'interno è molto semplice e caratterizzato dagli archi a sesto acuto e dal soffitto a capriate, che si distingue dall'usanza gotica della volta a crociera. La basilica è illuminata grazie alle ampie bifore presenti sui fianchi IV. Basilica di S. Maria Novella La chiesa viene costruita attraverso entrambi i periodi, infatti sono state ritrovate le basi di alcuni pilastri romanici sotto la sagrestia. Nel primo intervento sulla basilica nella metà del Trecento, il registro inferiore della facciata venne decorato con la bicromia di marmo bianco e serpentino, inoltre vennero aggiunti i portali laterali in stile gotico, i riquadri geometrici marmorei e gli archi a tutto sesto, che ricordano quelli del Battistero di San Giovanni. Successivamente venne completato il rivestimento bicromatico della facciata e vennero ripresi alcuni elementi dalla classicità, come il portale ispirato a quello del Pantheom e la fascia decorata che separa la zona inferiore da quella superiore. La fascia, originaria del Romanico fiorentino, permise di unificare gli stili differenti dalla parte nuova e antica, anche se nella facciata permangono alcune leggere asimmetrie. S. Maria Novella fu la prima basilica a Firenze in cui si possono trovare gli elementi del gotico cistercense. Presenta una volta a crociera a costoloni con archi a sesto acuto ed è decorata dalla bicromia bianca-verde come la facciata. L'altare è invece in stile neogotico, essendo stato ricostruito nell'Ottocento.