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Breve riassunto di Romanico e Gotico e alcune chiese significative del periodo
Tipologia: Appunti
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Si possono anche osservare distintamente gli elementi ripresi dall'arte romana, come la ricostruzione dell'opus reticulatum nei due frontoni delle navate laterali, le cornici, gli archi e più generalmente gli elementi dell'ordine architettonico. L'interno della chiesa è particolare perchè presenta presbiterio e coro rialzati da una piattaforma sopra la cripta; sono resi accessibili da due scalinate laterali. Coro e presbiterio contengono un pulpito romanico, caratterizzato dai riquadri geometrici, dal bicromatismo in marmo nero e bianco e dalle colonne classiche da cui è sorretto. Il pavimento intarsiato è caratterizzato dal mosaico romanico centrale che rappresenta lo zodiaco. III. Battistero di S. Giovanni Il battistero ha una pianta ottagonale ed è ricoperto da una cupola a otto spicchi. L'esterno è ornato da un bicromatismo in marmo bianco di Carrara e serpentino che lo divide in tre fasce orizzontali caratterizzate dai riquadri geometrici romanici. Mentre nella fascia inferiore sono presenti pilastri in marmo verde, nel registro superiore vi sono colonne poligonali in strisce bianche e nere, che sorreggono gli archi a tutto sesto. Tutto ciò richiama alla classicità, esattamente come nella facciata di S. Miniato al Monte. Anche la decorazione interna è ispirata a edifici romani, richiama infatti il Pantheon per l'uso di specchiature marmoree policrome. Le pareti hanno un rivestimento marmoreo a due colori alternati in fasce a altre forme in bianco di Carrara e serpentino. IV. Confronto tra Romanico Pisano e Fiorentino Il romanico pisano si diffuse maggiormente rispetto a quello fiorentino, diffondendosi nei territori della Repubblica di Pisa, ovvero Corsica e Sardegna, e in Toscana. Confrontando ad esempio i caratteri del romanico fiorentino con quelli pisani trovati nel duomo di Pisa, si può notare come si differenzino per la presenza di cinque navate in quest'ultima. Vengono invece accumunati dalla presenza di archi ciechi e elementi geometrici, in questo caso ripresi da modelli nord-africani. L'elemento più evidente che unisce i due tipi di romanico è il bicromatismo, solitamente ottenuto alternando fasce di marmo bianco a fasce più scure, a Pisa tramite l'uso del verrucano (di color grigio chiaro), mentre in altre zone tramite il serpentino. La bicromia è derivata da modelli dalla Spagna musulmana.
L'interno è molto semplice e caratterizzato dagli archi a sesto acuto e dal soffitto a capriate, che si distingue dall'usanza gotica della volta a crociera. La basilica è illuminata grazie alle ampie bifore presenti sui fianchi IV. Basilica di S. Maria Novella La chiesa viene costruita attraverso entrambi i periodi, infatti sono state ritrovate le basi di alcuni pilastri romanici sotto la sagrestia. Nel primo intervento sulla basilica nella metà del Trecento, il registro inferiore della facciata venne decorato con la bicromia di marmo bianco e serpentino, inoltre vennero aggiunti i portali laterali in stile gotico, i riquadri geometrici marmorei e gli archi a tutto sesto, che ricordano quelli del Battistero di San Giovanni. Successivamente venne completato il rivestimento bicromatico della facciata e vennero ripresi alcuni elementi dalla classicità, come il portale ispirato a quello del Pantheom e la fascia decorata che separa la zona inferiore da quella superiore. La fascia, originaria del Romanico fiorentino, permise di unificare gli stili differenti dalla parte nuova e antica, anche se nella facciata permangono alcune leggere asimmetrie. S. Maria Novella fu la prima basilica a Firenze in cui si possono trovare gli elementi del gotico cistercense. Presenta una volta a crociera a costoloni con archi a sesto acuto ed è decorata dalla bicromia bianca-verde come la facciata. L'altare è invece in stile neogotico, essendo stato ricostruito nell'Ottocento.