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Ruolo dell'educazione, Sintesi del corso di Pedagogia

qual è il ruolo dell'educazione in un tempo che ha smarrito una chiara visione del futuro e in cui l'idea di un modello unico e condiviso di umanità sembra essere la fine di un era. Quale ruolo dovrebbero rivestire gli educatori ora che i giovani vivono una profonda incertezza per il loro futuro?

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

Caricato il 27/06/2023

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alice-bortot 🇮🇹

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CONVERSAZIONI SULL'EDUCAZIONE
CAPITOLO 1 – TRA MIXOFILIA E MIXOFOBIA
La crisi dell'educazione contemporanea → ci stiamo rendendo conto che
le differenze tra gli esseri umani e l'assenza di un modello universale
sono destinate a perdurare. Vivere con gli stranieri e essere esposti
all'altro, non è un'esperienza nuova.
Una volta si pensava che coloro che erano “alieni” avrebbero perso la
loro differenza e sarebbero stati assimilati accettando i nostri valori. Oggi
non è più così: le persone che si spostano in un altro paese non
desiderano più di diventare come i nativi di quel paese, che a loro volta
non hanno alcuna voglia di assimilarli.
A Londra albergano circa 180 diaspore → non si parla più di essere
tolleranti ma di essere solidali.
Si registrano due reazioni opposte:
mixofobia: tipica paura di avere a che fare con gli stranieri
mixofilia: la gioia di trovarsi in un ambiente diverso e stimolante
A volte ha la meglio l'una mentre a volte l'altra. Non siamo in grado di
dire quale delle due prevarrà ma è estremamente importante quello che
facciamo nelle strade, in classe o in piazza per il futuro del posto in cui
viviamo e per il futuro del mondo intero.
Bauman cita la frase di Santayana: “La cultura è un coltello affondato nel
futuro”. Il giornalista deduce che Bauman pensi che l'educazione ha
bisogno di essere nutrita non solo dalla conoscenza ma anche dal
pensiero critico.
Bauman replica: la ricetta post moderna per gestire la presenza di
stranieri, non è più utilizzabile nella condizione attuale di un mondo
multicentrico e multiculturale.
La necessità di sviluppare, apprendere e praticare l'arte di vivere con gli
stranieri e con la loro differenza in modo permanente e quotidiano è
ormai inevitabile perché i migranti non smetteranno di bussare alla
nostra porta.
Massimo D'Alema (attuale Presidente della FEPS/fondazione europea di
studi progressisti) il 10 maggio 2011 ha detto in un'intervista a “Le
Monde” che l'Europa ha bisogno di immigrati. Perché gli immigrati sono
una risorsa e non un pericolo.
Il processo di métissage (ibridazione) culturale è inevitabile. La
mescolanza di ispirazioni culturali è fonte di arricchimento e motore di
creatività, per la civiltà europea.
Gli immigrati contribuiscono oggi per l'11 % al Pil italiano, ma non hanno
diritto di partecipare alle elezioni con il loro voto. E non è possibile
stabilire il numero degli immigrati privi di documenti o provvisti di
documenti falsi che hanno un apporto attivo al Pil e in tal modo al
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CONVERSAZIONI SULL'EDUCAZIONE

CAPITOLO 1 – TRA MIXOFILIA E MIXOFOBIA

La crisi dell'educazione contemporanea → ci stiamo rendendo conto che le differenze tra gli esseri umani e l'assenza di un modello universale sono destinate a perdurare. Vivere con gli stranieri e essere esposti all'altro, non è un'esperienza nuova. Una volta si pensava che coloro che erano “alieni” avrebbero perso la loro differenza e sarebbero stati assimilati accettando i nostri valori. Oggi non è più così: le persone che si spostano in un altro paese non desiderano più di diventare come i nativi di quel paese, che a loro volta non hanno alcuna voglia di assimilarli. A Londra albergano circa 180 diaspore → non si parla più di essere tolleranti ma di essere solidali. Si registrano due reazioni opposte:

  • mixofobia: tipica paura di avere a che fare con gli stranieri
  • mixofilia: la gioia di trovarsi in un ambiente diverso e stimolante A volte ha la meglio l'una mentre a volte l'altra. Non siamo in grado di dire quale delle due prevarrà ma è estremamente importante quello che facciamo nelle strade, in classe o in piazza per il futuro del posto in cui viviamo e per il futuro del mondo intero. Bauman cita la frase di Santayana: “La cultura è un coltello affondato nel futuro”. Il giornalista deduce che Bauman pensi che l'educazione ha bisogno di essere nutrita non solo dalla conoscenza ma anche dal pensiero critico. Bauman replica: la ricetta post moderna per gestire la presenza di stranieri, non è più utilizzabile nella condizione attuale di un mondo multicentrico e multiculturale. La necessità di sviluppare, apprendere e praticare l'arte di vivere con gli stranieri e con la loro differenza in modo permanente e quotidiano è ormai inevitabile perché i migranti non smetteranno di bussare alla nostra porta. Massimo D'Alema (attuale Presidente della FEPS/fondazione europea di studi progressisti) il 10 maggio 2011 ha detto in un'intervista a “Le Monde” che l'Europa ha bisogno di immigrati. Perché gli immigrati sono una risorsa e non un pericolo. Il processo di métissage (ibridazione) culturale è inevitabile. La mescolanza di ispirazioni culturali è fonte di arricchimento e motore di creatività, per la civiltà europea. Gli immigrati contribuiscono oggi per l'11 % al Pil italiano, ma non hanno diritto di partecipare alle elezioni con il loro voto. E non è possibile stabilire il numero degli immigrati privi di documenti o provvisti di documenti falsi che hanno un apporto attivo al Pil e in tal modo al

benessere della nazione. CAPITOLO 2 – JOSE' SARAMAGO E MODI ODIOSI DI ESSERE FELICI José Saramago, il giorno prima di morire, disse che tutti noi, governanti e cittadini, sappiamo quel che occorrerebbe per uscire dalla crisi, ma che l'essere disposti a farlo è tutt'altro che facile. E che non siamo disposti a farlo perché per cambiare lo stato delle cose dovremmo modificare il nostro stile di vita ed è qualcosa che regolarmente pretendiamo dagli altri. Saramago scrive che ciascuno di noi ha qualche “macchia” di emigrazione nel suo albero genealogico. Molti portoghesi morirono annegati nel tentativo di attraversare il fiume Bidassoa per raggiungere la Francia che immaginavano come un paradiso. I sopravvissuti dovettero assoggettarsi ai lavori più ingrati, a sopportare umiliazioni, a imparare lingue sconosciute, a patire l'isolamento sociale, ma con fierezza costruirono un futuro per i loro discendenti. Alcune persone non hanno voluto smarrire la memoria di tempi avversi, altri invece si sono vergognati di essere stati ignoranti, e si comportano come se una vita decente fosse iniziata per loro soltanto nel momento in cui hanno potuto comprare la loro prima automobile. Chi veniva sfruttato, e lo ha dimenticato, sfrutterà altre persone; chi veniva guardato dall'alto in basso farà lo stesso. → in verità ci sono modi di essere felici davvero odiosi. Janina disse che restare umani, in una condizione inumana, è la più difficile delle imprese. Il ricordo della propria sofferenza o delle sofferenze che non si sono sperimentate in prima persona, non rende le persone più generose, gentili e sensibili al dolore altrui; al contrario induce i discendenti delle vittime a essere crudeli nei confronti di chi era stato crudele con i propri cari. La violenza, la disumanità, l'umiliazione e la vittimizzazione fanno scattare ciò che G. Bateson definì le “catene schismogenetiche”. CAPITOLO 3 – GREGORY BATESON E IL SUO TERZO LIVELLO DELL'EDUCAZIONE Nel libro “Modernità liquida” del 2000 si è cercato di capire come funziona un nuovo mondo. Sartre dice che non siamo ciò che gli altri fanno di noi bensì quel che facciamo di ciò che gli altri hanno fatto di noi.

  • vita di Gregory Bateson e le sue scoperte nell'ambito della psichiatria I protagonisti della nostra conversazione sono i figli e la loro educazione. Un altro contributo di Bateson è la sua distinzione tra 3 livelli di educazione:
  • (il più basso) è il trasferimento dell'informazione affinché sia memorizzata
  • (il secondo) il deuteroapprendimento è finalizzato a padroneggiare la cornice cognitiva in cui l'informazione acquisita o incontrata nel

scelto a chi arrivare (missili balistici). I missili intelligenti apprendono durante il percorso. Quindi ciò di cui hanno bisogno di essere provvisti è la capcità di imparare rapidamente. Ciò che è meno visibile è la capacità di dimenticare all'istante quello che si è appena imparato. Tutte le informazioni di cui si impadroniscono invecchiano rapidamente e possono condurre fuori strada se non vengono prontamente accantonate. I cervelli delle persone non devono mai dimenticare che la conoscenza che essi acquisiscono è in sommo grado revocabile e ciò garantisce il successo che consiste nell'accorgersi del momento in cui la conoscenza immagazzinata ha cessato di essere utile e deve essere gettata via e sostituita. I filosofi dell'educazione dell'epoca solido – moderna servivano senza possibilità di errore chiunque desiderasse conquistare o padroneggiare il mondo così com'era. È solo con l'ingresso nei tempi liquido – moderni che l'antica saggezza ha perso il suo valore e coloro che erano alle prese con l'apprendimento hanno dovuto spostare la loro attenzione sui missili intelligenti. Jhon Kotter, professore di Harvard, ha consigliato ai suoi lettori di evitare di restare intrappolati in un impiego a lungo termine che implichi un destino il cui proprio ruolo debba essere mantenuto. In realtà impegnarsi emotivamente in qualunque tipo di lavoro è assolutamente sciocco. Nulla in questo mondo è destinato a durare, tanto meno a durare per sempre. Non c'è niente che si possa credere che resti a lungo, non c'è niente che non sia rimpiazzabile. La modernità liquida è una società di eccesso, sovrabbondanza, spreco e smaltimento. Gli attuali trend globali dirigono le economie verso la produzione del volatile – attraverso la riduzione del ciclo di vita di prodotti e di servizi – lavori temporanei, flessibili e part – time. Alberto Melucci diceva che quando contempliamo il cambiamento siamo sempre dibatuttuti tra desiderio e paura, tra aspettative e incertezza. L'atto di scegliere è diventato incertezza sotto la costante minaccia di essere lasciati indietro o di essere esclusi dal gioco. In un mondo del genere, si è costretti a prendere la vita un pezzetto alla volta, come viene, aspettandosi che ogni pezzetto sia diverso dal precedente e richieda conoscenze e abilità differenti. Gregory Bateson → rivoluzione educativa data da 3 livelli:

  • livello più basso in cui gli studenti ripetono parola per parola tutto ciò che gli viene detto: apprendimento meccanico
  • secondo livello → formazione delle cornici cognitive e predisposizioni che consentono di orientarsi in situazioni prima di allora non familiari, che favoriscono l'assimilazione
  • terzo livello → è quello di padroneggiare il momento in cui dati anomali diventano troppo numerosi per essere liquidati.

L'obiettivo dell'educazione era e sarà in ogni epoca la preparazione di questi giovani alla vita nelle realtà a cui sono destinati ad accedere. Per essere preparati hanno bisogno di un'istruzione che sia utile, dai saperi pratici e concreti. E per essere pratica una scuola di qualità ha bisogno di essere esposta a apertura e non chiusura mentale. CAPITOLO 5 – QUERCE CENTENARIE E GHIANDE RIDICOLMENTE MINUSCOLE Oggi i genitori invece di dedicare un tempo significativo ai loro figli, corrono dietro al coronamento di un sogno obbligato di essere consumatori adeguati e danno loro generi di consumo invece che il proprio tempo. Non si rendono conto che per cercare di mantenere un legame amoroso è necessario prestare attenzione, usare infinite cure, essere pronti a rimettere in discussione qualcosa che non è mai acquisito una volta per tutte e così preferiscono rompere un rapporto invece di annaffiarlo come una piantina che ha bisogno di acqua tutti i giorni. Se gli adulti abusano del pensiero strumentale e non sono più capaci di pensare criticamente, come si può pretendere che possano farlo i loro figli e i loro alunni? Vaclav Havel diceva che se si vuole cambiare il mondo, bisogna innanzitutto sapere quali canzoni la gente è pronta a intonare. Ma non c'è modo di sapere che tipo di canzoni la gente avrà voglia di cantare l'anno prossimo. La forma della vita che ciascuno di noi e tutti noi pratichiamo è un risultato in cui si mescolano il fato e il carattere. Il fato delinea la serie di opzioni disponibili; ma è il carattere che sceglie fra esse, raccogliendone alcune e respingendone altre. Non esiste una situazione che non presenti più di un'opzione e quindi non c'è alcuna situazione priva di scelta. La convinzione che mi spinge a continuare a cercare, pensare e scrivere nel corso degli anni è che per fare un uso appropriato della libertà di scelta, abbiamo bisogno di essere consapevoli di quella gamma di azioni insite nel fato e della gamma di azioni alternative fra cui possiamo scegliere. Descrivendo le condizioni successive in cui il fato ci ha posti, ho cercato di scoprire e decifrare quali opportunità e minacce presentino potenzialmente specifiche condizioni. Non sono mai riuscito (dice Bauman) finora a imbattermi in una forma di vita da cui fossero assenti le opportunità o le minacce. L'attuale forma di vita (la società dei consumatori liquido – moderna) non fa eccezione. C'è quindi molto spazio per la preoccupazione ma non ce n'è affatto per la disperazione. Quanto alla domanda se date le pressioni, le mode e le eccentricità che sembrano oggi prevalere in modo soverchiante, ci sia ancora permesso

20 insegnanti offrono la loro testimonianza e alcuni fra lor parlano delle risorse che trovano dentro di sé, che auto costruiscono giorno dopo giorno, piuttosto che rimanere ad aspettarle lamentandosi. Mazzeo dice che ha conosciuto di persona molti insegnanti e il più delle volte ha percepito un interesse genuino o una vera e propria passione per il loro lavoro, quindi prima di tutto noi dovremmo rispettarli. In Italia si registra quasi il 100 % di successo fino alla fine della scuola secondaria di primo grado; poi lo scenario muta in modo radicale e gli abbandoni prima del diploma sono superiori al 30 %. alcuni fuggitivi vanno a frequentare scuole private. Secondo Bauman, la depravazione è la miglior strategia della deprivazione. Spostare l'attenzione, attraverso la tentazione e la seduzione, dall'acquisizione di abilità alla ricerca delle impressioni sensuali è proprio la tecnica di depravazione capace di produrre le legioni di neet che lamenti. Si tratta di una tecnica insidiosa in grado di rendere piacevole una continua deprivazione, e di rendere la schiavitù qualcosa che viene percepito e sentito come una libera scelta. La televisione e la stampa scandalistica non ci modellano in una forma differente; traggono alla superficie, rivelano e mettono sotto i riflettori la nostra interiorità. La forma di vita che caratterizza le nuove generazioni è la società dei consumatori, contrassegnata da una cultura “nuovista” che promuove il culto delle novità e della scelta casuale. In una simile società soffriamo a causa della sovrabbondanza di qualsiasi cosa, sia degli oggetti del desiderio, sia degli oggetti della conoscenza e della velocità stupefacente con cui nascono nuovi oggetti ed escono di scena quelli vecchi. La risonanza tra i programmi TV e il modo in cui la nostra forma di vita è allevata/addestrata a sentire e a desiderare viene misurata dagli share televisivi. “C'è davvero una massa eccessiva di informazioni”. C'è una competizione spietata per accaparrarsi il tempo dei consumatori che resta ancora inutilizzato. I procacciatori di informazione sperano che i consumatori possano per caso incappare in informazioni che non desiderano ma che si vuole far loro assorbire. I grossi lanci pubblicitari servono a distrarre per un momento la continua e disperata ricerca di filtri che consentano di focalizzare l'attenzione su un determinato oggetto che susciti desiderio di consumo. Stevenson diceva che viaggiare è meglio che arrivare. Quando le destinazioni cambiano e i desideri si modificano così velocemente di quanto le persone possano camminare, le automobili viaggiare, restare in movimento conta più della meta. Evitare di abituarsi a qualsiasi cosa si stia facendo adesso o essere legati all'eredità del proprio passato, indossare la propria identità come una camicia che può essere rapidamente sostituita quando non è più di moda sono tutte

caratteristiche della politica della vita liquido – moderna. La cultura liquido – moderna non è più una cultura dell'apprendimento e dell'accumulazione come le culture di cui parlano i resoconti degli storici e degli etnografi. È una cultura del disimpegno, della discontinuità e della dimenticanza. In quella che George Steiner definì “cultura del casinò”, ogni prodotto culturale è progettato per raggiungere il massimo impatto e cadere in un'obsolescenza istantanea. Gli artisti che una volta identificavano il valore delle loro opere con la durata eterna, e perciò lottavano per raggiungere la perfezione che avrebbe reso qualunque ulteriore cambiamento assolutamente impensabile. Ora non è più così. Non ci si aspetta da nessuno che ricordi ciò che ieri era sulla bocca di tutti, mentre ci si aspetta da tutti che siano preparati sull'argomento del giorno. Il mercato dei consumi si è adattato alla cultura del casinò liquido – moderna che si è adeguata alle pressioni e alle seduzioni del mercato. I mercati offrono prodotti da consumare subito, preferibilmente in una sola volta, con un rapido smaltimento e un sollecito rimpiazzo finché gli oggetti finora ammirati smetteranno di essere di moda. I clienti non sono più in grado di contare sulle capacità di apprendere e memorizzare e così devono accettare la rassicurazione che il prodotto che viene offerto adesso è la cosa che deve essere vista. La fantasia di Lewis Caroll è divenuta realtà “Devi correre più veloce che puoi per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche altra parte, devi correre almeno ad una velocità doppia. Quando ero giovane la capacità di custodire, mantenere, preservare e aver cura contava infinitamente più della facilità di liberarsi delle cose considerate “scadute”. Ciò che ieri veniva considerato un merito, oggi viene considerato un vizio. CAPITOLO 8 – POCHI MINUTI PER DISTRUGGERE, MOLTI ANNI PER COSTRUIRE Fotografia di una classe di Fada in Chad: ogni bambino ha la sua lavagnetta e sono vestiti poveramente. Il paese è devastato a causa delle scarse risorse, dei 200 gruppi etnici differenti, delle guerre. I bambini che mettono sopra la loro testa le lavagnette sembrano inalberare la bandiera della scolarizzazione universale. Anche in Italia, nel 1951, si viveva in condizioni di sottosviluppo, la media della scolarizzazione era di soli 3 anni. Il paese oggi è sviluppato con una media di 11 anni. Nella nostra società liquido – moderna di consumatori, l'industria dello

indispensabili della vita. Il lavoro purtroppo è inevitabile per mantenersi in vita. Ma non rende la vita degna di essere vissuta, anzi a volte la rende monotona e poco stimolante. CAPITOLO 9 – I GIOVANI COME BIDONE DEI RIFIUTI PER L'INDUSTRIA DEI CONSUMI Nel nostro mondo di consumatori, oltre ai giovani che si ribellano contro un potere ingiusto, vi sono molti ragazzi che non rispettano affatto gli adulti, che hanno smarrito il principio di anteriorità e autorità, vale a dire il diritto di un genitore o di un insegnante che è vissuto per una porzione di tempo più lunga nel mondo rispetto ai ragazzi di ricevere il loro rispetto. Nella società antagonistica anche il rapporto delle generazioni è un rapporto di concorrenza, dietro cui si nasconde la violenza pura e semplice. Ma oggi cominciamo a regredire verso uno stadio che non conosce più il complesso edipico, ma il parricidio. L'eliminazione di persone molto anziane è uno dei misfatti simbolici dei nazisti. Il fenomeno della pedofobia è sempre più diffuso e più della metà dei genitori hanno paura di ricevere violenze fisiche dai loro figli adolescenti. Bauman afferma che i giovani sono visti non più come la promessa di un futuro migliore, ma vengono considerati parte di una popolazione smaltibile la cui presenza minaccia di richiamare alla mente memorie collettive rimosse dalle responsabilità adulte. I giovani non sono pienamente vuoti a perdere. Ciò che li salva e assicura loro qualche quota di attenzione da parte degli adulti è il loro contributo attuale alla domanda di consumo. Le aziende cercano di immergere i ragazzi nel mondo del consumo di massa in modi più diretti ed estesi di quanto sia stato possibile fare in passato. Lo stato se ne lava le mani dell'obbligo di istruire le persone e aumenta le tasse universitarie e scolastiche in generale. Vendete i benefici del prodotto e il prodotto si venderà da sé appena i compratori arriveranno alla pagina in cui esso viene offerto. Menzionate le sue caratteristiche ma soprattutto enfatizzate quel che il vostro prodotto può fare per rendere la vita del compratore migliore, più facile, più veloce, più gratificante. CAPITOLO 10 – LO SFORZO DELLA COMPRENSIONE RECIPROCA COME FONTE DI CREATIVITÀ I turchi si trovano bene in Germania ma non vogliono cambiare la loro cultura e essere pienamente tedeschi. A volte accadono degli scontri tra culture diverse. Un po' perché non ci si capisce un po' perché non ci si vuole capire.

Mazzeo crede che il lento processo verso un nuovo modo rispettoso di convivere non possa venire dai nostri politici che sono troppo focalizzati sul mantenimento dei propri privilegi. Ma pensa che possa scaturire dai giovani. Bauman dice che l'arte di trasmettere informazioni da una cultura all'altra è qualcosa su cui gli antropologi si sono soffermati ma senza riuscire a trovare un metodo esente dai rischi e adottabile. La pratica di una comunicazione interculturale è formata da trappole e fraintendimenti che sono diventati la regola piuttosto che l'eccezione. KURT WOLFF → calarsi il più profondamente possibile in un altra cultura e trarne un ricco bottino. Io, antropologo, desidero capire come l'altro vive e quali sono le sue tradizioni. Osservazione partecipante di FRANK CUSHING degli ZUNI, prima di MALINOWSKI nelle isole TRIOBRIAND. Frank finì per essere accettato dagli Zuni come uno di loro. Cushing studiò per l'uguaglianza delle parti nella situazione di apprendimento e insegnamento simultanei, in cui ciascuna parte esplora l'altra e ne è, al tempo stesso, esplorata. È questo ciò che conta. CAPITOLO 11 – I DISOCCUPATI POSSONO SEMPRE GIOCARE AL LOTTO, NON E' VERO? Giddens criticò l'aumento delle tasse universitarie sostenendo che una simile decisione avrebbe trasformato l'università in un supermercato e che una cosa del genere è altamente controproducente perché impedisce agli studenti dotati ma ancora poveri di frequentare l'università produce la conseguenza di perdite inconcepibili per la società nel suo insieme. Giddens dice che la circostanza di essere fortemente indebitati con lo stato orienterà gli studenti verso facoltà che garantiscono ingenti profitti dopo la laurea e la maggior parte di essi cercheranno di diventare manager, ingegneri, banchieri, avvocati. Martha Nussbaum nel libro “Non per profitto” sottolinea la complessità del sistema che siamo soliti chiamare scuola o educazione, e mette in luce che mentre negli Stati Uniti prevale una visione semplificata e meccanica della relazione fra scuola e sviluppo economico, per cui gli studenti scelgono regolarmente materie scientifiche, e la contrazione degli studi classici interessa l'Europa, e in altri paesi il rapporto con gli studi umanistici viene mantenuto estremamente vivo. Mazzeo crede che dedicarsi a un apprendimento esclusivamente tecnico o scientifico sia incompleto e infruttuoso, poiché è sterile e pericoloso illudersi di padroneggiare il mondo intero grazie a internet quando non si possiede una cultura che permetta di trovare e setacciare buone informazioni. Bauman dice che le istituzioni accademiche più importanti che rilasciano i diplomi di laurea più prestigiosi come le università, anno dopo anno si stanno allontanando dal mercato sociale e stanno prendendo in modo

Esistono alcune persone che da piccole erano considerate ritardate e senza un piccolo aiuto non sarebbero mai arrivate dove sono arrivate adesso. Bauman afferma che NORMALITA' è il nome elaborato per significare maggioranza. Cos'altro sennò? Parla di maggioranza e di minoranza perché l'idea di normalità presuppone che alcune unità di un totale complessivo non siano conformi alla “norma”. Essere in minoranza significa anche essere inferiori. Questa è una verità dolorosa e sgradevole. Il mondo abitato viene strutturato in modo da essere ospitale per i suoi abitanti normali: le persone che costituiscono la maggioranza. E poi non esistono solo le disabilità fisiche ma anche altre molto più diffuse che vengono spazzate sotto il tappeto o ignorati. Non sono problemi medici o tecnologici ma politici. Vi sono nella nostra società dei consumi, consumatori squalificati, a corto di denaro, a cui non si fa credito, e a cui perciò si nega la possibilità di raggiungere gli standard di normalità stabiliti dal mercato e misurati dal numero di cose possedute e dagli atti d'acquisto. E vi sono grandi quantità di giovani fisicamente prestanti in età scolare, disabilitati nei loro tentativi di raggiungere gli standard posti dal mercato del lavoro dal fatto di essere nati e cresciuti in famiglie i cui guadagni sono sotto la media o in quartieri deprivati o trascurati.. famiglie che vivono in povertà. Le disuguaglianze delle opportunità educative è qualcosa che soltanto le politiche statali possono affrontare e risolvere in modo netto e preciso. CAPITOLO 13 – L'INDIGNAZIONE E I RAGGRUPPAMENTI POLITICI A FORMA DI SCIAME 15 anni fa Albert BANDURA scrisse: “ le persone non vivono in condizioni di isolamento sociale, né potrebbero controllare autonomamente gli aspetti più importanti della loro vita. Molte sfide della vita riguardano problemi comuni che, per essere risolti, richiedono un impegno collaborativo mirato alla creazione di migliori condizioni di esistenza. La forza delle famiglie, delle comunità, delle organizzazioni, delle istituzioni sociali e persino delle nazioni risiede in parte nel senso di efficacia collettiva delle persone, cioè nella fiducia di poter risolvere i problemi attuali e migliorare la propria vita attraverso uno sforzo comune. Siamo sempre esposti a potenti influenze che operano al di fuori delle istituzioni tradizionali e attraversano i confini nazionali. Gli straordinari progressi tecnologici in atto e la globalizzazione delle forze economiche stanno creando situazioni di interdipendenza

transnazionale in cui il controllo della vita individuale richiede sempre di più un'azione collettiva.” La prevalenza di tentativi di soluzione individuali tende a perpetuare la condizione preesistente, ma laddove gli individui si riuniscono con le loro menti e i loro corpi vibranti per protestare contro l'ingiustizia, entra in gioco l'autoefficacia collettiva che può esprimere tutta la sua potenza. Per quanto riguarda più strettamente la scuola, sta avvenendo qualcosa in Cile. → Pinochet aveva riformato l'educazione in termini classisti, con scuole private e università per ricchi e una scuola pubblica, finanziariamente onerosa, ma per gli altri, con la conseguenza che le famiglie si erano indebitate allo spasmo tentativo di costruire un futuro per i loro figli. Il continuo sfruttamento del mondo in via di sviluppo da parte delle nazioni ricche, l'azzeramento dei diritti umani da parte di governi dispotici e la ferrea presa di mercato sul corpo politico che minacciano i successi del welfare economico e sociale. CAPITOLO 14 – I CONSUMATORI DIFETTOSI E GLI INFINITI TERRENI MINATI Cameron → “L'avidità e la criminalità non nascono dal nulla.” lo dice proprio lui che ha aumentato le tasse universitarie di 3 volte. Dibattito tra Cameron e Blair. Nella capitale britannica convivono due società: quella emarginata, frustrata e rabbiosa degli scontri d'agosto e quella integrata, benestante e felice delle celebrazioni di aprile. Bauman risponde dicendo che le rivoluzioni non sono conseguenze tipiche della disuguaglianza sociale, mentre lo sono i campi minati. I campi minati sono le zone disseminate a caso di ordigni esplosivi: si può essere certi che alcuni di essi, a un certo punto esploderanno – ma nessuno è in grado di dire quando. Tutti i tipi di disuguaglianza sociale derivano dalla divisione esistente fra ricchi e poveri. Una volta il principale oggetto del contendere dato dal pane e dal riso. Grazie a Dio, alla scienza, alla tecnologia e ad alcuni accorgimenti politici di buon senso ciò non accade più, ciò non implica che l'antico divario non esista più. Al contrario, gli oggetti del desiderio, la cui assenza è violentemente risentita, sono oggigiorno sempre più numerosi e svariati, e il loro numero aumenta giorno dopo giorno insieme alla tentazione di accaparrarseli. Così montano a tempo stesso la rabbia, l'umiliazione, il rancore e il risentimento per il fatto di non averli. Oggi siamo tutti consumatori, per diritto e per dovere. Il giorno dopo della tragedia del 11 settembre il presidente Bush non trovò incoraggiamento migliore di questo “Ricominciate a comprare!”. Sono il livello della nostra attività di acquirenti, e la facilità con cui ci

consumo forniti dal mercato e da una posizione di predominio, tutti elementi che confluiscono nell'idea di crescita economica infinita. Il modello di crescita attuale arreca danni che sono irreversibili. E questo perché la crescita viene misurata dall'aumento di produzione materiale invece che dai servizi come il tempo libero, la salute e l'educazione. Jeremy Leggett segue i suggerimenti di Jackson e afferma che una prosperità durevole va cercata fuori dalle trappole convenzionali della ricchezza in ambiti come: relazioni, famiglia, vicinato, comunità, significato della vita e un'area nebbiosa di inclinazioni per una società che conferisca valore al futuro. Il benessere e la libertà di condurre vite umane decenti devono essere visti come l'obiettivo finale dell'economia, anche se ammette che non è possibile avere un'economia florida. La realtà in questione è una società che può risolvere i problemi che essa stessa crea solo attraverso un ininterrotto rafforzamento degli appetiti per la novità. Jackson propone un programma in 3 punti: rendere le persone consapevoli che la crescita economica ha i suoi limiti; convincere (obbligare?) i capitalisti a distribuire i propri profitti non solo in termini finanziari ma anche attraverso apporti benefici alla comunità sotto il profilo sociale e ambientale, e cambiare la logica sociale dei governi manipolando la composizione degli stimoli che attualmente inducono le persone a espandere o arricchire le proprie vite in modi diversi da quelli materialistici. L'impedimento è che i torti non trovano rimedio e le ansie sono trascurate dalla società: le persone, non trovando sbocchi se non nelle offerte del mercato, vengono riconvogliate ai mercati dei consumi nella speranza insistente di trovare una medicina o una soluzione. CAPITOLO 15 – RICHARD SENNETT E LA DIFFERENZA Fabrizio Gatti afferma che una delle analisi più lucide sulle rivolte, pubblicata da Bauman, rivela che la distribuzione spaziale della popolazione, insieme con le sue preoccupazioni e i suoi problemi, è stata abbandonata interamente alle forze di mercato. La concentrazione di abitanti disagiati e poveri in certe aree della città non è stata guidata dalle politiche sociali, ma dal prezzo delle case. Si tratta di comunità recintate. La giovane filosofa Michela Marzano ha descritto le gates communities (=comunità recintate) dicendo che in un mondo globale, dove si celebra la fine delle frontiere, alcune super classi possono ormai abitare, lavorare e viaggiare in zone protette senza mai essere in contatto con il resto della popolazione del mondo, in particolare con le persone più svantaggiate. Come si potrebbe sperare che questi privilegiati avessero coscienza di appartenere alla stessa umanità? Questo trinceramento è un modo per vincere la paura degli altri, ma il risultato è spesso opposto a quello

sperato. Invece di proteggere, le barriere cristallizzano le differenze, favoriscono il ripiegamento su se stessi e instillano una paura nuova: la paura porta a credere che il nemico sia dappertutto, indomabile e pericoloso, e che qualunque mezzo sia idoneo per difendersene. Tutto questo viene raccontato ne “La Zona” di Rodrigo Pla (2008), che racconta la storia di 3 giovani messicani dei quartieri poveri che riescono a penetrare all'interno di una comunità di ricchi. Circondata da mura e sorvegliata da telecamere, la zona è una gated community, il cui accesso è strettamente limitato a chi vi risiede. Mentre sono intenti a svaligiare una casa, i 3 adolescenti vengono sorpresi dalla proprietaria, e due di essi la uccidono. I guardiani intervengono con rapidità e abbattono entrambi. Il terzo ragazzo scappa ma parte la caccia all'uomo in piena regola da parte dei guardiani, perché non si fidano di nessuno e quindi non chiamano la polizia. La zona parla di una società lacerata, feudale, molto moderna, divisa in due mondi che si temono e si odiano. La maggior parte della popolazione è povera e la parte minore è ricca. Circondandosi di mura i residenti della zona diventano essi stessi gli artefici del proprio imprigionamento. La presenza di un muro serve a rinforzare la paura dell'altro. In questo mondo indifferente e glaciale, il cui gruppo non vuole obbedire se non alle proprie regole, ai suoi occhi, tutto è permesso. Ecco perché qualunque straniero si trasforma in un bersaglio da snidare e abbattere. Dopo lo smantellamento di Al Quaeda, gli inglesi che non mettono mai piede in periferia hanno scoperto che i loro teenager sono proprio i loro nemici. La soluzione è chiara a tutti: servirebbero politiche di spesa per potenziare le scuole, formare gli insegnanti, aiutare le imprese a creare posti di lavoro. Una società da rifondare. Ma oggi ogni politico di investimento nella crescita sociale verrebbe punita dalle Borse e dalla finanza liberista. Bauman risponde che la nostra società in cui le diaspore continuano a moltiplicarsi e non meraviglia che molti abitanti delle città provino apprensione e paura, esposti come sono non solo agli stranieri, ma a nuovi tipi di stranieri, mai visti prima, non addomesticati e selvaggi, portatori di minacce. La prima reazione istintiva è quella di ritirarsi in minifortezze chiamate gated communities; subito dopo sorge la richiesta di espellere gli “alieni”. Questo processo porta le persone ad avere paura e la paura porta le persone a rifiutare o interrompere la comunicazione con i palesi portatori di pericolo. Una volta interrotta la comunicazione lo spettro della minaccia presunta/immaginata monta ulterioremente. In assenza di comunicazione reciproca ci sono poche possibilità di

colpevoli prima di aver commesso un crimine, è il senso di minaccia o incertezza. Richard Sennett sostiene che il modo migliore per entrare in contatto con la differenza è quello di cooperare in modo informale e aperto. In questa formula ciascuna parola è cruciale. Informalità = non vi sono regole di comunicazione prestabilite poiché si ritiene che si svilupperanno autonomamente, essendo obbligate comunque a modificarsi a mano a mano che la comunicazione cresce in estensione. Aperto = che il risultato dovrebbe seguire la comunicazione Cooperazione = si suppone che le differenti parti in causa traggano tutte beneficio dallo scambio. Bauman aggiunge che si deve accettare che vincere, così come perdere, sia concepibile in questo gioco particolare soltanto insieme. O vinciamo tutti, o perdiamo tutti. Tertium non datur. A suo giudizio tutte le persone fra noi dovrebbero essere chiamate a insegnare e imparare la strategia contenuta nel precetto di Sennett. Dobbiamo apprenderlo per applicarlo ma anche per trasmetterlo a coloro che vogliono imparare da noi. CAPITOLO 16 – DAL DISCORSO DEL CAPITALISTA DI LACAN AL DISCORSO DEL CONSUMISTA DI BAUMAN Il modello della fabbrica fordista era tipico della modernità solida in cui era molto probabile che un lavoratore rimanesse per tutta la vita nella stessa città e nella stessa azienda. Oggi si parla di modernità liquida, in cui la permanenza e la durata degli assetti sono ogni giorno che passa più improbabili, è la trasformazione effettuatasi nel campo delle relazioni sentimentali e sessuali (riferimento a Amore Liquido, 2003). Jaque Lacan aveva teorizzato il passaggio dal discorso del padrone, che coincide con il discorso fordista, al discorso del capitalista, in cui tutto è sparpagliato, smembrato, liquefatto, in cui viene meno la dialettica fra servo e padrone, piena di scontri ma anche di fedeltà in cui si registra l'evaporazione del padre e gli individui restano privi di qualunque aggancio con un'autorità e devono inventare ogni volta la propria salvezza da soli. Nell'infinita libertà di cui godono oggi le persone si è operato un rovesciamento di imperativi: dalla memoriabile sfuriata di Margaret Tatcher contro il servizio sanitario nazionale e della sua spiegazione del perché fosse convinta che un regime di libero mercato nell'ambito delle prestazioni mediche avrebbe migliorato la situazione “Voglio un medico a mia scelta, per farmi visitare quando voglio”. Poco tempo dopo vennero inventati strumenti idonei. La stessa cosa riguarda il procurarsi sesso oggi. È facile come ordinare

una pizza. Adesso si può andare in rete e trovare tutto quello che si vuole. Non c'è più bisogno di una prudente strategia di approccio, di un corteggiamento assiduo, di darsi da fare parecchio per ottenere l'approvazione della persona che si è scelta, di rendersi desiderabile ai suoi occhi e di aspettare a lungo perché tutti questi sforzi diano il loro frutto. Il sesso visto in questo modo colma la solitudine e la tristezza. È da questo vuoto che nascono nuovi sintomi della contemporaneità, che colpiscono sempre più i nostri figli. L'autore parla di bulimia e anoressia. Il soggetto bulimico incarna il mito puro del consumo: trita, mastica, ingoia tutto. Ma questo “tutto”, alla fine di ogni abbuffata, rivela in realtà la propria totale inconsistenza. Il consumo infinito degli oggetti non è sufficiente a colmare il vuoto che abita il soggetto. Non esiste la possibilità di acquistare il dono dell'amore. Il dono dell'amore, per sua natura è senza prezzo, fuori mercato, gratuito. Il soggetto anoressico si vota al culto narcisistico del corpo magro. Culto privato e antisociale. Culto mortifero, che conduce a una consunzione senza ritorno. Culto perverso dell'immagine di cui patisce non solo l'anoressica ma tutto il corpo sociale. Questa è la nuova forma storica che assume la falsa democrazia del mercato: riempire di godimento il soggetto perché possa non solo non mancare di niente, ma essere anche animato dalla continua spinta a consumare ogni cosa in modo che il consumo stesso apra continuamente nuove pseudomancanze. Ciò che si dimentica è che la mancanza dell'essere umano non è un deficit da correggere, ma la condizione vitale per ogni realizzazione creativa. Una volta che si va in rete, non si ha più alcuna possibilità di stare completamente e veramente da soli. E se non si è mai soli, sarà molto meno probabile che si legga un libro per piacere di leggerlo. Ma c'è anche un'altra ragione alla base dello spostamento progressivo delle relazioni sentimentali, erotiche o anche meramente sessuali ai nuovi sintomi di cui parla Recalcati: i rapporti con un oggetto umano sono faticosi, rischiosi, imprevedibili, mentre quelli con un oggetto inumano, dalla bottiglia alla stagnola di eroina, dalla striscia di cocaina ai nuovi arrivi della moda. Tutto questo può essere revocato in qualsiasi istante. Bauman risponde che ciò per cui il discorso del consumista muove guerra è la soddisfazione dei bisogni/desideri/ambizioni umane che non passi per i negozi – che non sia mediato dall'acquisto e dall'uso di merci e perciò non implichi il passaggio di mano di denaro. Il discorso del consumista si oppone perfino alla ricerca del divertimento. I mercati dei consumatori si espandono, prosperano e traggono profitti mercificando il proseguimento di piacevolezze, comfort e felicità. Un aspetto della condizione umana che desta particolare interesse per gli