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Elettrocardiogramma: studio dell'attività elettrica del cuore, Appunti di Fisioterapia

L'elettrocardiogramma è una rappresentazione grafica della attività elettrica del cuore, uno strumento fondamentale per la diagnosi delle patologie cardiache. Le cellule del cuore sono divise in due sistemi: quello elettrico di formazione e conduzione dell'impulso elettrico e il miocardio di lavoro. Il primo sistema genera e conduce l'impulso elettrico, mentre il secondo corrisponde all'atto della contrazione meccanica. L'impulso elettrico si propaga dalle cellule del sistema elettrico a quelle del miocardio di lavoro, dove diventa movimento meccanico. L'elettrocardiogramma permette di valutare l'attività del sistema di formazione e conduzione dell'impulso, fornendo informazioni sull'attività del sistema del miocardio di lavoro.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 15/04/2020

francesco-franzese-7
francesco-franzese-7 🇮🇹

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Appunti elettrocardiogramma.
Lezione elettrocardiografia:
scienza che studia l’elettrocardiogramma, ovvero la rappresentazione grafica della attività elettrica del
cuore.
Richiamo di anatomia e fisiologia:
se volessimo dividere le cellule del cuore, le divideremo in due sistemi da un lato il sistema elettrico di
formazione e conduzione dell’impulso elettrico , dall’altro il miocardio di lavoro. La differenza tra le due è
che il primo fa formare l’impulso elettrico e lo conduce alle varie stazioni del cuore, mentre il secondo
corrisponde all’atto della contrazione meccanica (miocardio di lavoro atrio e ventricolo).
Le cellule che fanno parte del sistema elettrico hanno la capacità di generare un impulso elettrico, che
raggiunge attraverso di esse le cellule del mio cardo di lavoro.
All’interno delle cellule del mio cardio di lavoro avviene il fenomeno definito “accoppiamento-eccitazione-
contrazione”, ovvero l’impulso elettrico diventa movimento meccanico , ovvero la depolarizzazione si
trasforma in sistole.
Questo è importante perché attraverso l’elettrocardiogramma andiamo a valutare l’attività del sistema di
formazione e conduzione dell’impulso da cui possiamo desumere l’attività del sistema del miocardio di
lavoro, quindi non riusciamo a capire se le valvole del cuore stanno bene o se il cuore sta bene,
ma potremmo solo riuscire a capire se le strutture attraversate dall’impulso elettrico hanno una normale
morfologia oppure no, non direttamente ma desumendo come l’impulso elettrico attraversa queste
strutture.
L’impulso elettrico nasce dal nodo senoatriale nell’atrio destro, questo determina la depolarizzazione
dell’atrio sia destro che sinistro, dopo ciò l’impulso raggiunge il nodo atrioventricolare, scende nel fascio di
hiss, si staccano due branche destra e sinistra (la branca sx si divide a sua volta in anteriore e posteriore), da
queste nascono le fibre del purkinje .
Perché c’è bisogno di un impulso così complesso?
Perche in un tempo molto piccolo dobbiamo far si che i due atri e i due ventricoli devono contrarsi in
maniera estremamente rapida e coordinata, per garantire l’apporto di sangue ai tessuti .
Perché ci sono due branche ?
Perche ci sono 2 ventricoli
Perche la branca sx si divide in 2 ?
Perche il ventricolo sx è più grande.
Le branche inoltre si sfioccano dalle fibre del purkinje che garantiscono a tutte le parti del ventricolo di
essere raggiunte dall’impulso elettrico.
“Schema depolarizzazione”slide.
Come fa l’impulso a depolarizzare i due atri? Attraverso i fasci internodali e ai fasci di bachman che mette in
comunicazione i due atri .
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Appunti elettrocardiogramma. Lezione elettrocardiografia: scienza che studia l’elettrocardiogramma, ovvero la rappresentazione grafica della attività elettrica del cuore. Richiamo di anatomia e fisiologia: se volessimo dividere le cellule del cuore, le divideremo in due sistemi da un lato il sistema elettrico di formazione e conduzione dell’impulso elettrico , dall’altro il miocardio di lavoro. La differenza tra le due è che il primo fa formare l’impulso elettrico e lo conduce alle varie stazioni del cuore, mentre il secondo corrisponde all’atto della contrazione meccanica (miocardio di lavoro atrio e ventricolo). Le cellule che fanno parte del sistema elettrico hanno la capacità di generare un impulso elettrico, che raggiunge attraverso di esse le cellule del mio cardo di lavoro. All’interno delle cellule del mio cardio di lavoro avviene il fenomeno definito “accoppiamento-eccitazione- contrazione”, ovvero l’impulso elettrico diventa movimento meccanico , ovvero la depolarizzazione si trasforma in sistole. Questo è importante perché attraverso l’elettrocardiogramma andiamo a valutare l’attività del sistema di formazione e conduzione dell’impulso da cui possiamo desumere l’attività del sistema del miocardio di lavoro, quindi non riusciamo a capire se le valvole del cuore stanno bene o se il cuore sta bene, ma potremmo solo riuscire a capire se le strutture attraversate dall’impulso elettrico hanno una normale morfologia oppure no, non direttamente ma desumendo come l’impulso elettrico attraversa queste strutture. L’impulso elettrico nasce dal nodo senoatriale nell’atrio destro, questo determina la depolarizzazione dell’atrio sia destro che sinistro, dopo ciò l’impulso raggiunge il nodo atrioventricolare, scende nel fascio di hiss, si staccano due branche destra e sinistra (la branca sx si divide a sua volta in anteriore e posteriore), da queste nascono le fibre del purkinje. Perché c’è bisogno di un impulso così complesso? Perche in un tempo molto piccolo dobbiamo far si che i due atri e i due ventricoli devono contrarsi in maniera estremamente rapida e coordinata, per garantire l’apporto di sangue ai tessuti. Perché ci sono due branche? Perche ci sono 2 ventricoli Perche la branca sx si divide in 2? Perche il ventricolo sx è più grande. Le branche inoltre si sfioccano dalle fibre del purkinje che garantiscono a tutte le parti del ventricolo di essere raggiunte dall’impulso elettrico. “Schema depolarizzazione”slide. Come fa l’impulso a depolarizzare i due atri? Attraverso i fasci internodali e ai fasci di bachman che mette in comunicazione i due atri.

Elettricamente ogni cellula ha delle caratteristiche, la caratteristica delle cellule facenti parte del sistema di formazione e conduzione è che hanno un potenziale d’azione che si autogenera, cosa che non riesce a fare la cellula del miocardio di lavoro che per ricevere l’impulso elettrico deve aspettare che venga condotto. La caratteristica delle cellule del miocardio di lavoro è quella di fare entrare ioni calcio, per far contrarre il cuore. Nota abbiamo detto che l’impulso elettrico deve raggiungere tutte le zone del cuore, dobbiamo dire che le fibre del purkinje non arrivano su ogni singola cellula, l’impulso riesce comunque a propagarsi in quanto le cellule del cuore godono della sincitio funzionale, quindi in pratica sono in stretto contatto le une con le altre, grazie alle gap-junction (giunzione membrana-membrana) l’impulso si propaga per contatto da una cellula all’altra. Quindi le fibre del purkinje conducono l’impulso ad un gruppo di cellule ma grazie alla sincitio funzionale lo stesso impulso si propaga a tutte le cellule. Elettrocardiografia: studio delle manifestazioni elettriche che si producono all’interno del miocardio durante la sua attivazione. L’elettrocardiografo ci permette di avere graficamente la rappresentazione grafica dell’attività elettrica su carta millimetrata. L’elettrocardiografia è una scienza molto antica, il primo a parlarne fu einthoven nel 1906 che è il padre dell’elettrocardiogramma, in quanto riusci’ ad evidenziare e a registrare le differenze di potenziale elettrico tra una parte e l’altra del corpo e quindi a descrivere il percorso elettrico all’interno del cuore, fece questo partendo da delle ipotesi non esattamente corrette: 1 nel corpo c’è il cuore, 2 il cuore si trova al centro del corpo, 3 l’attività elettrica del cuore di ogni singola cellula può sommarsi in un'unica attività elettrica che prende il nome di vettore. Quindi avremo il vettore unico dell’atrio dx, il vettore unico dell’atrio sx, i vettori dei ventricoli sx dx, il cure è inscritto all’interno di un triangolo ipotetico composto da spalla dx spalla sx e gamba sx , il cuore e il triangolo di einthoven sono sul piano frontale. Grazie a questo postulato è stato costituito l’elettrocardiografo che registra l’attività elettrica del cuore tramite elettrodi, che vengono disposti -> braccio dx elettrodo rosso, braccio sx elettrodo giallo, gamba sx elettrodo verde e bamba dx elettrodo neutro per chiudere il circuito. Poi ci sono elettrodi che registrano l’attività elettrica nel torace, vengono chiamati elettrodi precordali i quali vengono posizionati ->v1 quarto spazio intercostale lungo la linea margino-sternale sx, v2 quarto spazio intercostale lungo la linea margino-sternale dx, v3 tra v2 e v4, v4 quinto spazio intercostale lungo l’emiclaveare dx, v5 quinto spazio intercostale lungo la linea ascellare anteriore, v6 quinto spazio intercostale lungo la linea ascellare media. Chiaramente una disposizione diversa da questa porterebbe una visione falsata dell’elettrocardiogramma, questi 10 elettrodi ci permettono di visualizzare l’attività elettrica da punti di vista differenti e noi a seconda di come l’impulso elettrico viaggia riusciamo a capire come si muove all’interno del cuore. anche se gli elettrodi sono 10 questi ci permettono di avere sull’elettrocardiogramma 12 tracce, questo perché i 4 elettrodi degli arti ci permettono di studiare 6 derivazioni 3 dipolari che studiano la differenza di potenziale e 3 unipolari che studiano se l’impulso è in avvicinamento o in allontanamento da se stesso, e poi le 6 derivazioni precordiali che sono unipolari (sul piano longitudinale).

La ripolarizzazione degli atri non la vediamo perché è coperta dal QRS, non la vediamo perché è un’attività elettrica più piccola. Ognuna di questi tratti esprime qualcosa. Vedere slide L’intervallo PR si calcola dall’inizio dell’onda P all’inizio del QRS è importante perchè questo intervallo racconta del tempo in cui l’impulso elettrico viene generato, depolarizza gli atri e permanere nel nodo atrioventricolare prima che depolarizza il ventricolo. Si calcola con i quadrati piccoli, ogni quadratino sono 40 ms, il normale tempo è compreso tra i 120 e i 200 ms ONDA P: prima deflessione che vediamo sull’elettrocardiogramma ci descrive la depolarizzazione degli atri, prende nome onda p sinusale in quanto nasce da un impulso elettrico che nasce dal nodo senoatriale, ha una caratteristica ovvero deve essere positiva nella derivazione d2 d1 e avf negativa in avr, grazie alla derivazione capiamo questa onda da dove parte. All’interno dell’onda p sinusale ci sono tutti i vettori sia dell’atro dx e sx che vediamo come un unico vettore positivo sull’elettrocardiogramma. L’onda sinusale la dobbiamo cercare in d2 derivazione braccio destro gamba sinistra. Principio generale una onda positiva si sta avvicinando all’elettrodo unipolare o al polo positivo di un elettrodo bipolare. Quando una onda p non nasce dal nodo senoatriale si definisce ectopica. Dall’onda P posso capire anche se il gli atri sono di normali dimensioni oppure no, tramita la morfologia cioè da come effettivamente è fatta l’onda p. se vendo una onda p che non ha una forma a cupoletta ma ha una doppia gobba probabilmente c’è un ingrandimento atriale sinistro. Se l’onda p è più alta di 2 quadratini e mezzo c’è ingrandimento atriale destro. ( video 1:09:54) Intervallo PR: si misura dall’inizio dell’onda p fino all’inizio del qrs esprime il tempo che intercorre tra l’inizio dell’attività elettrica atriale e l’inizio dell’attività elettrica ventricolare, in questo tempo c’è formazione conduzione e permanenza all’interno del nodo atrioventricolare, per un intervallo di tempo tra i 120 e 200ms, quando c’è un intervallo di tempo maggiore di 200 ms vuol dire che l’impulso elettrico ci mette più tempo per passare dall’atrio al ventricolo dunque può esserci un problema, se invece è più breve di 120ms vuol dire che il nodo atrioventricolare viene bypassato da una scorciatoia elettrica che prende il nome di via anomala che mette in collegamento l’atrio e il ventricolo. Pr tra 120 e 200= attività fisica concessa, Pr> 200 attività fisica non concessa in determinati pazienti Pr<120 attività fisica vietata.

Un cuore normale presenta un asse elettrico orientato tra 0 e 90, per capirlo dobbiamo vedere se il qrs è positivo in d1 e in avf, d2 deve essere positivo. Per calcolare la frequenza bisogna fare 300 diviso i quadrati grandi tra due qrs, la frequenza normale del cuore è tra i 60 ai 100 battiti al minuto, se la frequenza è sotto i 60 si chiama brachicardia, se al di sopra di 100 tachicardia; per capire se nella brachicardia c’è o non c’è problema bisogna capire se è sinusale o meno se è espressione di allenamento o ipertono vagale, in un giovane allenato non è un problema nel nonnino si. Anche dal qrs si può capire se c’è un ingrandimento ventricolare destro o sinistro tramite l’aumento di voltaggio dei complessi qrs; l’aumento di voltaggio nelle derivazioni sinistre ci fa capire che il ventricolo è più grande, quando il qrs è alto nelle derivazione destra puo esserci ingrandimento ventricolare destro. Onda U esprime la ripolarizzazione delle fibre del purkinje. Intervallo QT: si calcola dall’inizio dell’onda q fino a t è importante perché racconta tutta l’attività elettrica del cuore, che deve durare massimo 400 ms ,se supera questo valore si parla di sindrome del qt l ungo importante perché delinea una condizione di malattia dei canali ionici visibili solo su elettrocardiogramma causa nel 5%i morte nel giovane.