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Riassunto delle lezioni di informatica umanistica
Tipologia: Sintesi del corso
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Sbobina Informatica 29/11/2023 (recupero 15/11) L’introduzione delle tecnologie in ambito giornalistico ha avuto inevitabilmente un impatto molto forte sullo stesso giornalismo. Il progresso delle tecnologie digitali in generale ha causato una serie di trasformazioni nelle organizzazioni aziendali, nelle funzioni dei media ma anche nell’industria editoriale. Nel caso del giornalismo, l’introduzione di certe tecnologie ha impattato diversi momenti del processo del dominio giornalistico: non parliamo solo di strumenti che possono supportare gli specialisti del giornalismo, ma è un impatto molto più ampio che riguarda la selezione, la creazione la fruizione e la distribuzione delle notizie. In altre parole, tutte le fasi del processo giornalistico sono state influenzate in maniera diversa dall’introduzione delle tecnologie. Il tutto porta alla formazione di nuovi modelli per le agenzie di stampa. La stessa IA (Intelligenza Artificiale) modifica il processo di produzione delle notizie e la struttura e funzionamento del sistema dei media. Queste tecnologie hanno ovviamente un potenziale molto alto di cambiare le pratiche giornalistiche garantendo, ad esempio, la possibilità di processare velocemente una vasta gamma di dati o accedendo a più informazioni contemporaneamente. Inoltre, permettono di creare notizie da dati strutturati e consegnarli automaticamente. Il rapporto fra IA e giornalismo, in realtà, è molto importante. Ad oggi se ne stanno occupando diverse entità, sia pubbliche che private. A livello europeo, ad esempio, c’è un’agenzia che si occupa di monitorare le tastate giornalistiche ma soprattutto di regolamentare l’uso dell’IA nel giornalismo. In particolare, esiste un’iniziativa, l’European Broadcasting Union (EBU), associazione di broadcasting (agenzie di stampa) europee, che studia i diversi aspetti legati all’IA e ai data per aiutare i media del servizio pubblico a livello europeo a sfruttare le potenzialità dell’IA. Ci sono poi una serie di studi annuali condotti dalla Reuters insieme all’università di Oxford nei quali si pone l’attenzione sulle nuove tecnologie: si parla non solo di IA, ma anche di tecnologie del linguaggio, di trascrizione, traduzione automatica e conversione audio/testo e testo/audio, elementi in grado di avere un impatto nel settore dei media (soprattutto se notizie di determinate regioni geografiche sono riportate in altri paesi). I media scommettono sull’IA per aumentare l’efficienza della produzione e offrire servizi con una personalizzazione migliore. (Ovviamente le nuove tecnologie, come già sottolineato più volte vanno a vantaggio dei media. La prof. a lezione proponeva di riflettere sul fatto che, se prima il processo giornalistico richiedeva la presenza fisica di un corrispondente in una certa zona per fornire una determinata informazione, queste applicazioni di tecnologia del linguaggio ci permettono di superare certi limiti. È ovvio che i giornalisti esistono ancora, ma chiaramente numerosi aspetti del giornalismo possono essere ottimizzati proprio grazie a queste nuove tecnologie. Il tutto viene ribadito anche nella citazione inserita nella slide). L’introduzione delle tecnologie in ambito giornalistico non è una cosa recente. C’è stato un processo, che dura tutt’ora, cominciato un po’ di tempo fa con l’adozione dei primi strumenti che consentissero la valutazione dei dati. Le prime applicazioni di strumenti tecnologici in ambito giornalistico risalgono, secondo alcuni all’inizio degli anni ’50. In particolare, nel ’52 un modello sperimentale venne utilizzato per predire i
risultati delle elezioni presidenziali americane. Questi modelli, in pratica, venivano utilizzati inizialmente per fare delle semplici operazioni di calcolo. Secondo altri, invece, questa introduzione è un po’ più tarda verificandosi, quindi, verso la fine degli anni ’60, sempre su suolo americano: nel ‘ l’articolo del giornalista americano Philip Meyer, nel quale si profilano i contestatori delle rivolte di Detroit grazie all’impiego di un’indagine computerizzata. L’articolo riceve il premio Pulitzer. Il che è molto importante perché per la prima volta viene riconosciuto il valore delle tecnologie nella pratica giornalistica. Questo primo tentativo da parte di un giornalista di applicare metodi analitici delle scienze sociali servendosi di un calcolatore dà inizio a quello che lo stesso Meyer definisce giornalismo di precisione , che assicura delle analisi e dei risultati che non sarebbero possibili senza l’uso delle tecnologie. Da questo momento in poi, per la stesura dei testi giornalistici, non soltanto si applicano tecniche computerizzate, a soprattutto si incomincia ad introdurre dei metodi che derivano dalle scienze sociali. A partire dalle prime pratiche e dal giornalismo di precisione, l’evoluzione dell’uso delle tecnologie nella produzione di notizie può essere scandita in tre fasi che si rispecchiano in tre tipologie diverse di giornalismo:
La professoressa spiega la sovrapposizione terminologica (citata già nel caso di giornalismo computazionale) attraverso quest’immagine. Il giornalismo dei dati si occupa per lo più di generazione dei dati, ma anche di osservazione che porta poi alla fase di produzione. La produzione è però molto influenzata anche dal giornalismo automatizzato. Oggi, ad esempio, una notizia può essere prodotta automaticamente (anche con Chatgpt) a partire da poche informazioni. In altre parole, la parte di automatismo si avvale delle nuove tecnologie. Abbiamo poi il giornalismo algoritmico, che si occupa di distribuzione, trattamento algoritmico dei dati e che influenza parzialmente anche il consumo. Infine, l’aspetto che più concerne il giornalismo guidato dalle metriche è il consumo: nel momento in cui c’è una disponibilità di informazioni maggiore per gli utenti, cambia anche il consumo e la distribuzione, a sua volta, deve essere maggiormente capillare. Un esempio può essere la possibilità che hanno le agenzie di stampa e le testa giornalistiche, tipo La Repubblica, di creare un proprio canale di notizie su WhatsApp. Avere a disposizione una vasta gamma di informazioni può però essere controproducente: non solo non abbiamo più una soglia di attenzione necessaria per processare queste notizie ma non siamo nemmeno più certi delle fonti con cui entriamo in contatto, alimentando quindi il diffusissimo fenomeno delle fake news (di recente anche queste sono prodotte sempre più in maniera automatica e meno dall’uomo). Attraverso un sistema di metriche, le testate giornalistiche possono sapere cosa ne pensa il pubblico delle notizie, quanto pubblico hanno e quanto tempo le persone restano sua una notizia. È possibile anche valutare se le persone accedono effettivamente alla notizia o si soffermano solo alla lettura del titolo. Inevitabilmente, questo tipo di informazioni, vanno a modificare il processo di produzione delle notizie. Anche l’accettare i cookie su un sito web è, per i giornali online, una fonte di informazione. L’IA in ambito giornalistico semplifica la gestione delle mansioni editoriali. Il processo giornalistico, che in generale è in generale un processo molto complesso, viene di molto semplificato nelle sue quattro fasi con l’introduzione delle nuove tecnologie. L’IA
permette ai giornalisti di analizzare dati provenienti da diverse fonti o di convertire un eventuale intervista in un testo scritto. L’introduzione delle nuove tecnologie, verso la fine del 900, ha provocato una certa sfiducia in ambito giornalistico. Il calo di credibilità e fiducia nel giornalismo, sono stati e sono tutt’oggi problemi centrali che il giornalismo contemporaneo cerca di affrontare e di superare attraverso l’impiego delle tecnologie di IA che si sono dimostrate in grado di aiutare i giornalisti a continuare ad offrire un giornalismo di qualità. Con l’introduzione dell’IA, numerosi concetti cambiano in ambito giornalistico, uno tra i tanti quello di “notizia e notiziabilità”. L’argomento che sta alla base di questo concetto riguarda la domanda “cosa è una notizia?”. Nonostante sia ancora oggetto di discussione, il concetto di notizia e notiziabilità cambia in relazione all’uso delle tecnologie e dei social media. Ma perché un evento diventa una notizia? In base a cosa un giornalista decide di parlare di un evento piuttosto che un altro? Alcuni studiosi, come Brighton e Foy o ancora Schultz, hanno posto la domanda direttamente ai giornalisti. Le risposte ricevute, come si evince dalla slide, sono al quanto strane: si parla per lo più di istinto oppure di determinate caratteristiche di un evento che rende lo stesso evento una notizia. Galtung e Ruge, nel 1965, sono i primi a stilare una lista di fattori secondo i quali un evento può essere considerato come una notizia. Queste caratteristiche, che devono essere per forza soddisfatte, sono: La prossimità fisica , in riferimento all’area in cui si verifica un accadimento (un esempio può essere il tg regionale); L’ ipotesi di selezione , secondo cui la probabilità di un evento di essere considerato notiziabile aumenta in base al numero di fattori ai quali risponde. Un'altra caratteristica che determina la notiziabilità di un evento può essere il coinvolgimento di una persona famosa. La notiziabilità, pertanto, è definita da un gruppo di criteri un gruppo di criteri che a loro volta definiscono quantità e tipologia di eventi da selezionare per la produzione di notizie. Fowler afferma che “la notizia non è soltanto quello che avviene/succede, ma quello che può essere considerato presentato come notiziabilità”. I criteri di negoziabilità sono spesso criteri soggettivi e possono variare a seconda del singolo giornalista o agenzia di stampa. I criteri di negoziabilità sono inoltre definiti dai valori delle notizie riportate, quei valori che forniscono una certa rappresentazione del mondo. In altri casi, questi valori rispondono sì ai criteri della testata giornalistica ma si combinano anche con altri aspetti come quelli organizzativi della testata stessa, sociologici, o ancora fattori economici (La prof. prone di riflettere come due testate giornalistiche o gruppi editoriali diversi, ad esempio La Repubblica e Libero, riportano spesso le stesse notizie ma in modo completamente diverso, enfatizzando valori completamente diversi).
I media aprono “gates”, inteso come “porte”, alle notizie. Pertanto, il fatto che la tecnologia ci permette di entrare in contatto con un flusso importante di notizie che noi stessi possiamo filtrare diventando gatekeeper, rende il giornalismo gatewatcher. Esempio proposto dalla prof. – Le testate giornalistiche italiane non producono più notizie, semplicemente riportano le notizie di una testata giornalistica di un altro paese per raccontare di un particolare evento. Ovviamente è da considerarsi vero anche il contrario. A cambiare è quindi il processo: non si parla più di information-push (spinta di informazioni), ma di information-pull (raccolta di informazioni). Ad esempio, Twitter, prima dell’acquisizione da parte di Elon Musk e quindi della trasformazione della piattaforma in X, era utilizzata da molti utenti come piattaforma per la narrazione di notizie e che consentiva un’attività di filtraggio e redazione delle notizie. Il Framing è il modo in cui le testate giornalistiche incorniciano la notizia. Si parla quindi di “frame” ossia “cornici”, scenari stereotipati che permettono al lettore di interpretare e collocare gli eventi. Le “cornici” nascondono o enfatizzano determinate informazioni o aspetti e si manifestano con l’uso di parole chiave, metafore, simboli, immagini e altri elementi che contribuiscono a creare la narrazione delle notizie. Il Framing, quindi: rende i fatti significativi; fornisce un contesto in cui interpretare i problemi; plasma le inferenze fatte; rinforza stereotipi; determina opinioni e decisioni; dirige l’attenzione verso alcuni aspetti della realtà oscurandone altri. Un aspetto molto collegato al framing è lo stile e la struttura delle notizie.
Numerosi studi sono stati svolti riguardo lo stile e la struttura delle notizie. L’argomento ha interessato, e tutt’oggi interessa, diverse discipline come linguistica, teoria e critica letteraria, sociologia ed approcci interdisciplinari. La scelta del testo e del linguaggio all’interno del medium delle notizie non è neutrale ma è influenzata da diversi aspetti come dal mezzo usato per trasmettere la notizia (telegiornale, social ecc.) o le fonti cui si fa riferimento. Lo stile giornalistico dovrebbe infatti rispondere a diversi importanti principi che distinguono il giornalismo professionale dai fornitori di notizie non professionisti come il narrare le notizie in modo professionale, inclusa la giustificazione della fonte. Allo stesso tempo dovrebbe risultare emozionante e coinvolgente.