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Letteratura di Viaggio: Analisi di Ceronetti e Manganelli - Prof. Lorenzetti, Appunti di Lingua Italiana

La letteratura di viaggio attraverso l'analisi delle opere di guido ceronetti e giorgio manganelli. Si concentra sulle loro rappresentazioni dell'italia e dell'india, rispettivamente, evidenziando come i due autori utilizzino il viaggio come strumento per esplorare temi di decadenza culturale, progresso e percezione della realtà. L'analisi comparativa offre spunti di riflessione sulla natura del viaggio, la memoria letteraria e l'impatto del contesto socio-economico sulla percezione dei luoghi. Una panoramica critica delle loro opere, utile per comprendere le diverse prospettive sulla letteratura di viaggio e le loro implicazioni culturali e filosofiche. Approfondisce come ceronetti e manganelli affrontano il tema del viaggio, offrendo una prospettiva critica e riflessiva sulle loro opere.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 30/09/2025

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chiara-petrini-8 🇮🇹

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Sbobina 13/03
Oggi andremo a lavorare sulla seconda metà del 900.
Entriamo in un discorso anche metodologico e filosofico diverso, gli studiosi della letteratura
di viaggio si sono un po’ espressi fornendo delle categorie interpretative nuove sugli autori
degli ultimi decenni .
In particolare vi cito alcune opere filosofiche che possiamo tenere presente:
Quella dei due filosofi Gilles Deleuze e Félix Guattari (1980).
Secondo cui il viaggiare plasma la mente, discorso già accennato precedentemente.
Nel viaggio, il viaggiatore predilige rispetto alle categorie metafisiche (essere), la dimensione
diacronica cioè quella dei fatti, ciò che accade. Al viaggiatore il mondo si manifesta come un
paesaggio.
Nella letteratura di viaggio troviamo un modo diverso e sovversivo di filosofi di pensare lo
spazio cioè un modo di rappresentare lo spazio connettivo ( lo analizzo per delle
connessioni) e sintagmatico (lo spazio lo leggo e lo affronto in una prospettiva di vicinanza e
attraverso un approccio immediato).
Sempre nello stesso testo troviamo l’idea di quanto abbiamo già approcciato, nel suo viaggio
può diventare uno strumento per una realtà non eurocentrica.
Attraverso il viaggio, noi scopriamo delle realtà differenti e ci rendiamo conto che la cultura
occidentale è stata una cultura impostata molto sull’idea di una centralità e superiorità
dell'occidente. Un po 'il discorso che abbiamo fatto sulla rimozione del canone, basato quindi
su una cultura maschile e con valori maschili, la stessa cosa fa parte di un discorso sul
viaggio.
Gli autori, per esempio, nella storia della letteratura inglese non c’è posto della
rappresentazione delle colonie se non vista dal punto di vista del dominato.
Un testo che conoscerete tutti è quello di Joseph Conrad, intitolato ‘cuore di tenebra’ ( in
inglese Heart of Darkness) che parla dell’impresa coloniale ma dal punto di vista del
dominante e non del dominato.
La stessa cosa anche per altri autori che appartengono alla cultura aborigena, australiana.
Ci sono degli scrittori meticci, ma di lingua francese che non sono stati mai recepiti dal
canone.
Per questi autori o filosofi, il viaggio può essere inteso in questo senso come un percorso di
de-territorializzazione delle idee e ri-territorializzazione.
Come se il viaggio ci permettesse di ‘scrostare’, liberarci da idee, preconcetti e cambiare
prospettiva. Visitando questi posti ci rendiamo conto di come la letteratura ufficiale non riporti
nulla di questo.
Marfè contemporaneo, definisce questo periodo come la fine dei viaggi. Dato che i viaggi
non hanno più senso, gli autori hanno trovato nuove strategie per raccontare il viaggio.
Per lui quindi ci sono nuove strategie di racconto, secondo 4 categorie: metaviaggio,
antiturismo politico, collezionismo erudito, dépaysement.
Questo discorso torna in Lévi Strauss ( filosofo francese) scrive nel 1955 tristi tropici che è
un resoconto di un viaggio in Brasile. Viaggio compiuto circa venti anni prima: Brasile del 35.
Si collega a questo discorso sulla divisione del canone. Marfè riprende le parole di Levi
Strauss. Conclude che i viaggi sono finiti e che sono un inganno, poiché svela le distruzioni
che gli europei hanno creato ai paesi che hanno dominato.
Nella fattispecie parliamo della dominazione Portoghese.
Gli Europei hanno distrutto un mondo che c’era prima ed è irrecuperabile.
I paesi sono stato inquinati e i popoli sfruttati.
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