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La Riforma Protestante: Le origini e l'impatto sulla Chiesa Cattolica, Sbobinature di Diritto Ecclesiastico

Lezioni di diritto Ecclesiastico della prof. Mancuso

Tipologia: Sbobinature

2017/2018

Caricato il 05/05/2018

francesco_russo7
francesco_russo7 🇮🇹

4.6

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Sbobinatura 3 LEZIONE.
Abbiamo cominciato a parlare nelle scorse lezioni dei rapporti tra stato e
chiesa, siamo ancora nella fase delle lezioni che trattano la parte storica.
Trattiamo in questa lezione del periodo intermedio tra la teocrazia e il
giurisdizionalismo. Abbiamo detto che la teocrazia si era caratterizzata per la
presenza di due poteri forti e unitari che si contendevano il primato: il potere
del pontece e dell’imperatore. Parleremo anche dello scisma della chiesa ma
distinguiamo tra due scismi: del primo ne abbiamo parlato a proposito del
rientro del pontece a Roma,il periodo della chiesa Avignonese sappiamo che
era stato un periodo caratterizzato dal grande scisma d’occidente che era
durato no al 1839. Però in questo periodo lo scisma è avvenuto all’interno
delle maggiori cariche ecclesiastiche e non è dovuto a motivi dottrinali (di
fede), ma è dovuto a motivi politici. Quindi siamo in un periodo in cui i due
diversi ponteci con la loro numerosa corte (cardinali,vescovi ecc..) si
contendono il primato all’interno della chiesa per motivi politici perché uno è
sponsorizzato dal re di Francia e l’altro pontece si appoggia a quello che è il
potere politico italiano. In realtà quindi il pontece romano per tradizione
veniva sempre nominato o dalle famiglie più autorevoli dell’aristocrazia romana
oppure dall’imperatore quando c’era l’imperatore. Questo dunque fu il primo
scisma che si concluse nel 1839; mentre il secondo avvenne agli albori del
1500 quando la chiesa si trovò ad arontare uno scisma molto più pesante
perché viene messa in discussione non solo la dottrina della chiesa ma anche
l’esistenza della chiesa e l’inuenza di questa nella vita dell’uomo, la
contestazione diciamo avviene all’interno dello stesso sistema, all’interno del
cattolicesimo stesso. E quindi con una grossissima dierenza perché noi
avevamo parlato di un altro scisma dal punto di vista religioso che era stato
quello della denitiva separazione tra la chiesa d’occidente e la chiesa
d’oriente, ma quello era stato motivato proprio da un fatto sico. Quindi la
chiesa d’Oriente che si trovava lontana con tutte le sue dierenze e con
l’impossibilità di contatto,di incontro e di comunicare in tempi brevi con la
chiesa d’occidente, e quindi alla ne questa chiesa d’Oriente si era radicata
attorno all’imperatore mentre la chiesa d’occidente si era raorzata anche man
mano che si andava raorzando questa autorità che era il Papa. Quindi era
stata una dierenza non sul piano della dottrina, con questo scisma si erano
praticamente allontanate le due chiese e ognuna aveva cercato la sua
indipendenza, radicandosi nel territorio dove era situata.
Agli albori del 1500 invece inizia questa riforma protestante ( se non capiamo
la riforma protestante non possiamo nemmeno capire come si arriva al
giurisdizionalismo). Abbiamo detto infatti che gli ingredienti essenziali della
teocrazia stavano nell’unità religiosa con il potere politico. Tant’è che la
teocrazia nasce e si sviluppa nel periodo in cui esiste il sacro romano impero e
quindi il sacro romano impero per legittimarsi ha bisogno di un collante e
questo collante è dato appunto dalla comune fede religiosa di tutti, questo
impero è ritenuto sacro ed è dunque legittimato proprio dal fatto di essere
voluto da Dio e la conferma di ciò avviene attraverso la solenne incoronazione
dell’imperatore fatta dal pontece, proprio perché il pontece è l’intermediario
tra uomo e Dio. È dunque il pontece che dà rilevanza a questo legame
attraverso questa cessione del potere temporale nei confronti dell’imperatore.
Ma nel periodo teocratico questa cessione del potere, secondo l’intenzione di
alcuni ponteci, è una cessione più formale e non sostanziale. Il pontece
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Sbobinatura 3 LEZIONE.

Abbiamo cominciato a parlare nelle scorse lezioni dei rapporti tra stato e chiesa, siamo ancora nella fase delle lezioni che trattano la parte storica. Trattiamo in questa lezione del periodo intermedio tra la teocrazia e il giurisdizionalismo. Abbiamo detto che la teocrazia si era caratterizzata per la presenza di due poteri forti e unitari che si contendevano il primato: il potere del pontefice e dell’imperatore. Parleremo anche dello scisma della chiesa ma distinguiamo tra due scismi: del primo ne abbiamo parlato a proposito del rientro del pontefice a Roma,il periodo della chiesa Avignonese sappiamo che era stato un periodo caratterizzato dal grande scisma d’occidente che era durato fino al 1839. Però in questo periodo lo scisma è avvenuto all’interno delle maggiori cariche ecclesiastiche e non è dovuto a motivi dottrinali (di fede), ma è dovuto a motivi politici. Quindi siamo in un periodo in cui i due diversi pontefici con la loro numerosa corte (cardinali,vescovi ecc..) si contendono il primato all’interno della chiesa per motivi politici perché uno è sponsorizzato dal re di Francia e l’altro pontefice si appoggia a quello che è il potere politico italiano. In realtà quindi il pontefice romano per tradizione veniva sempre nominato o dalle famiglie più autorevoli dell’aristocrazia romana oppure dall’imperatore quando c’era l’imperatore. Questo dunque fu il primo scisma che si concluse nel 1839; mentre il secondo avvenne agli albori del 1500 quando la chiesa si trovò ad affrontare uno scisma molto più pesante perché viene messa in discussione non solo la dottrina della chiesa ma anche l’esistenza della chiesa e l’influenza di questa nella vita dell’uomo, la contestazione diciamo avviene all’interno dello stesso sistema, all’interno del cattolicesimo stesso. E quindi con una grossissima differenza perché noi avevamo parlato di un altro scisma dal punto di vista religioso che era stato quello della definitiva separazione tra la chiesa d’occidente e la chiesa d’oriente, ma quello era stato motivato proprio da un fatto fisico. Quindi la chiesa d’Oriente che si trovava lontana con tutte le sue differenze e con l’impossibilità di contatto,di incontro e di comunicare in tempi brevi con la chiesa d’occidente, e quindi alla fine questa chiesa d’Oriente si era radicata attorno all’imperatore mentre la chiesa d’occidente si era rafforzata anche man mano che si andava rafforzando questa autorità che era il Papa. Quindi era stata una differenza non sul piano della dottrina, con questo scisma si erano praticamente allontanate le due chiese e ognuna aveva cercato la sua indipendenza, radicandosi nel territorio dove era situata. Agli albori del 1500 invece inizia questa riforma protestante ( se non capiamo la riforma protestante non possiamo nemmeno capire come si arriva al giurisdizionalismo). Abbiamo detto infatti che gli ingredienti essenziali della teocrazia stavano nell’unità religiosa con il potere politico. Tant’è che la teocrazia nasce e si sviluppa nel periodo in cui esiste il sacro romano impero e quindi il sacro romano impero per legittimarsi ha bisogno di un collante e questo collante è dato appunto dalla comune fede religiosa di tutti, questo impero è ritenuto sacro ed è dunque legittimato proprio dal fatto di essere voluto da Dio e la conferma di ciò avviene attraverso la solenne incoronazione dell’imperatore fatta dal pontefice, proprio perché il pontefice è l’intermediario tra uomo e Dio. È dunque il pontefice che dà rilevanza a questo legame attraverso questa cessione del potere temporale nei confronti dell’imperatore. Ma nel periodo teocratico questa cessione del potere, secondo l’intenzione di alcuni pontefici, è una cessione più formale e non sostanziale. Il pontefice

pensa di essere lui colui che detiene il centro di entrambi i poteri perchè entrambi i poteri gli vengono donati da Dio e quindi il pontefice, non potendo esercitare al meglio entrambi i poteri è come se delegasse questo potere all’imperatore purchè l’imperatore stia entro le righe che vengono tracciate dal pontefice. E quindi gli atti che vanno oltre questa subordinazione dell’imperatore vengono puniti attraverso la scomunica. L’imperatore che attraverso la scomunica viene espulso dalla comunità dei cristiani e non può quindi più rappresentare quel potere i cui limiti sono dati da questa obbedienza al pontefice. Nel periodo in cui questa teocrazia è stata esercitata gli imperatori facevano di tutto per farsi togliere le scomuniche perché effettivamente la scomunica equivaleva di fatto a una destituzione temporanea e abbiamo detto che poteva poi essere sanata attraverso il perdono papale. Quindi agli inizi del 500, attraverso Lutero che era un monaco tedesco che viveva con un’ideale di stretto rigore e di stretta povertà all’interno della chiesa e quindi si pone in polemica con il Papa Leone X per la cosiddetta vendita delle indulgenze. Come avevamo detto prima, il papa Leone X che tra l’altro aveva bisogno di raccogliere ingenti quantità di denaro perché aveva avviato la ricostruzione della basilica di San Pietro ideò il mercato delle indulgenze per incrementare le entrate della chiesa e ottenere così i fondi necessari per la basilica. Era una vera e propria espiazione dei peccati minori ma che in realtà tanto minori non erano e che potevano dunque essere sanati dalla chiesa e si diceva appunto che chi avesse dato più denaro a questi si sarebbe garantito un posto migliore in paradiso perché appunto gli sarebbero stati sanati una serie di peccati. Già prima dell’anno 1000 la chiesa aveva stabilito una serie di riti penitenziali in cui si trattavano i vari peccati e quello che doveva fare il peccatore per scontare in qualche modo il peccato, e proprio in questa vendita delle indulgenze si facevano dei richiami alle varie pene. Allora infatti non c’era un codice di diritto canonico perché il primo codice moderno di diritto canonico risale al 1917 e quindi si faceva riferimento a una serie di codificazioni antiche che erano state fatte prima col decreto di Graziano e poi erano raccolte le lettere di vari pontefici e quindi non vi era una conoscenza dettagliata di quelle che erano le norme canoniche e quindi il papa alternava il suo atteggiamento nei confronti delle indulgenze. Mentre in generale le norme della chiesa in terra devono in un certo senso rispettare le norme del diritto divino che sono immutabili e inderogabili, in questo periodo invece c’era una certa confusione perché non tutte le norme erano conosciute e anche perché nel periodo di Lutero il linguaggio della chiesa era il latino, quindi non era affatto un linguaggio radicato nelle popolazioni. Quindi era una lingua riservata alle classi un po’ più erudite quindi c’era un analfabetismo diffuso e quindi si conoscevano i testi sacri solo attraverso la voce della chiesa e dunque attraverso il pontefice. Per questo motivo Lutero aveva cominciato a studiare la bibbia ed era scandalizzato perché si rendeva conto di quante critiche avrebbe potuto rivolgere alla chiesa dal punto di vista spirituale. Quindi prima ancora di papa Leone X era stato papa Alessandro VI, il papa Borgia, che aveva condotto la chiesa di quel periodo al massimo della vita dissoluta di quel periodo. E quindi Leone X non era altrettanto dissoluto dal punto di vista della sua vita privata ma comunque continuava a sperperare i fondi della chiesa, anche perché ricordiamo il successore Clemente VII apparteneva alla famiglia de’ Medici, figlio di quel Giuliano de’ Medici che fu considerato proprio un grande direttore degli artisti e fu anche colui che,incrementando i lavori della basilica

norme della chiesa ci sono delle sanzioni che vengono irrogate direttamente da Dio, per cui quello della penitenza viene ritenuto un sacramento pure inutile. Dunque i sacramenti importanti sono due: il battesimo attraverso il quale si entra a far parte della nuova confessione che può essere anche un battesimo degli adulti, prendendo spunto dal battesimo di Giovanni che fu battezzato da Gesù quando già Giovanni era adulto. Dopodiché oltre al battesimo, l’unico sacramento che consente veramente l’ingresso in questa comunità è l‘eucarestia perché l’eucarestia è il momento in cui i fedeli direttamente realizzano questo loro contatto immediato con Dio. L’eucarestia viene somministrata da un ministro di culto ma la differenza tra i ministri di culto protestanti è quella che il ministro di culto protestante viene eletto dalla comunità dei fedeli e che è quindi un uomo uguale agli altri, e quindi la prima cosa che Lutero abolisce è quella del celibato ecclesiastico che lui ritiene sia una regola imposta dalla chiesa e non da Dio. Tra l’altro è vero che è stata imposta dalla chiesa perché non solo non se ne parla né nella bibbia né nei vangeli ma tra l’altro gli apostoli erano tutti sposati. Quindi persino gli apostoli che furono scelti da Dio per aiutarlo a predicare la sua parola in realtà erano tutte persone che avevano una famiglia. Quindi dice Lutero che questa regola del celibato se l’era inventata la chiesa per svilupparsi al suo interno con una casta di persone che vivono un mondo diverso da quello che è il mondo degli uomini. Quindi per Lutero il sacerdote deve poter essere uomo nella sua interezza perché solo così può capire quali sono i problemi e le difficoltà che l’uomo ha nella sua vita terrena. Lutero era un monaco e in quanto tale apparteneva alla categoria dei religiosi e sono coloro che in vario modo professano i cosiddetti “consilia evangelica” che sono tre voti : i voti di povertà, castità e obbedienza. Quindi anche i monaci sono tenuti al celibato, non perché gli viene imposto come per i sacerdoti ma perché decidono a un certo punto della loro vita, quindi sono dei laici che ricevono la cosiddetta chiamata dal Signore e che decidono liberamente a un certo punto della loro vita di professare questi voti. Lutero rinuncia ai suoi voti e tra l’altro si sposerà con un’ex suora che anche lei, affascinata dalle idee di Lutero, aveva lasciato il convento. Quindi rimane il tabu del celibato e Lutero comincia ad agire attraverso la traduzione della bibbia, cominciano dunque a essere tradotte le bibbie, le prime furono tradotte in tedesco. Allora tra l’altro assieme al tribunale dell’inquisizione venne stilato e rinsaldato dalla chiesa il cosiddetto indice dei libri proibiti. Quindi c‘erano una serie di libri che i cattolici non potevano leggere e c’erano proprio delle pene corporali anche per questo. Infatti i cattolici a cui venivano trovati questi libri venivano direttamente consegnati all’inquisizione e tali libri venivano bruciati e spesso le persone pure o comunque torturate tranne che non abiurassero e si convertissero al cattolicesimo. Quindi la bibbia di Lutero venne messa all’indice dei libri proibiti, si dice infatti che per la diffusione del protestantesimo nascondessero queste bibbie in buchi nel terreno e poi venivano prese da gente del luogo e diffuse porta per porta; ciò perché le case di coloro che erano sospettati venivano spesso perseguite. Quindi siamo in un periodo in cui le religioni sono anche andate avanti attraverso l’intolleranza religiosa, ma normalmente per ogni religione si è sparso sangue tra coloro che non professavano la stessa fede. Quindi questo avviene nel primo periodo del protestantesimo e poi però dal punto di vista politico succedono una serie di eventi che rendono in qualche modo f acile la vita ai protestanti perché si cominciano a formare i cosiddetti stati nazionali. E specialmente nel Nord Europa i sovrani degli stati nazionali

siccome la chiesa cattolica era una chiesa pesante perché comunque aveva una sua organizzazione, che si era costituita ormai da tanto tempo, mentre la chiesa protestante era una chiesa giovane ed era una chiesa che pretendeva dal sovrano cattolico una serie di asservimenti pesanti, ma anche dal punto di vista pecuniario perché comunque la chiesa viveva tramite il sistema delle imposte e quindi c’erano una serie di imposte locali che venivano riscosse nei vari territori e che poi venivano mandate a Roma. E quindi conseguivano i vari tributi che già i sovrani riscuotevano ai loro sudditi. Per cui una serie di sovrani del nord decidono di appoggiare questa religione protestante ,e così in qualche modo liberarsi dal gioco della chiesa cattolica. Quindi inizia un periodo in cui la chiesa veniva messa in discussione. Succede pure che sempre negli stessi anni, abbiamo lo scisma anglicano quando nel 1534 Enrico VIII emana il cosiddetto “atto di supremazia”. Con questo atto nasce ufficialmente in Inghilterra la chiesa anglicana e l’Inghilterra che fino a quel momento era stata un forte alleato del pontefice si stacca anch’essa dalla chiesa. Tutto questo per un motivo non religioso come quello che aveva mosso Lutero ma per un motivo politico, in pratica Enrico VIII era sposato con Caterina d’Aragona che tra l’altro era molto più grande di lui e che lui non aveva scelto ma Caterina d’Aragona era sua cognata, il fratello di Enrico che si chiamava Augusto era morto e l’Inghilterra volendo mantenere dei buoni rapporti con Carlo V perché Caterina d’Aragona era nipote di Carlo V, si decide dunque questo nuovo matrimonio per cui Enrico VIII sposa Caterina e dato che questa era già in età avanzata riesce a dare ad Enrico solo una figlia Maria. Allora volendo avere dei figli maschi per continuare la sua dinastia allora chiede al pontefice di potere trovare un espediente per sciogliere questo matrimonio. Tanto più questo espediente era stato trovato sin dall’inizio perché essendo lui cognato di Caterina, in realtà il diritto canonico prevede che i cognati non possono sposarsi, infatti era stata data una speciale dispensa papale da Papa Clemente VII proprio per far si che questo matrimonio potesse essere legittimo. Quindi lui dice a Clemente VII : tu mi hai fatto sposare, ora trova un modo per sciogliere il matrimonio, ma all’interno della chiesa esistevano si delle forme di divorzio ma erano delle forme che non contemplavano questa fattispecie. Di queste dispense ricordiamo quella del “ matrimonio rato e non consumato” ma qui la consumazione era evidente dal momento che avevano anche avuto una figlia, invece le altre dispense riguardano dei matrimoni tra non cattolici di cui uno dei due si converta al cattolicesimo quindi non eravamo neanche in questo caso. Quindi Enrico VIII per anni aveva fatto queste richieste al pontefice e il pontefice cercava di tenerlo buono dicendogli che avrebbe escogitato una soluzione ma questa soluzione non veniva proprio perché il pontefice era minacciato e tenuto tra l’incudine e il martello perché dall’altro lato c’era Carlo V e al pontefice questo buon rapporto conveniva mantenerlo perché Carlo V manteneva sotto controllo lo scisma protestante perché Carlo V combatteva contro i protestanti. Per cui ad un certo momento Enrico VIII perde la testa per Anna Bolena che era una dama della regina ed era molto più giovane. Quindi si innamora di questa e quando Anna Bolena rimane incinta Enrico autodecide di divorziare e si sposa in forma solenne con Anna Bolena. Da quel momento viene sancita la scissione ufficiale della chiesa d’Inghilterra dalla chiesa di Roma e quindi nasce la chiesa anglicana. In realtà la chiesa anglicana si basa su quelle che erano le strutture e i patrimoni della chiesa romana. Quindi dove possibile i vescovi cattolici si convertono alla nuova religione. La chiesa cattolica si trasforma proprio nella chiesa anglicana che infatti resta strutturata

massacrati. Quindi siamo nel 1572 e nel 1555 la pace di Augusta aveva dato in qualche modo una prima soluzione alle guerre di religione, quindi dalla pace di Augusta in poi la religione luterana poteva essere tollerata come era stato per il cattolicesimo. Quindi vennero perseguitati soltanto gli ugonotti perché non erano luterani, quindi le guerre di religione continuarono con altre frange del protestantesimo. Possiamo dunque ben capire che è difficile dire una data di quei rapporti Stato- Chiesa noti con il nome di giurisdizionalismo , ma questo sistema di rapporti nei vari paesi si colloca in un arco temporale che va dalla pace di Augusta nel 1555 alla pace di Vestfalia nel 1648, quindi quasi un secolo, sono queste le due paci che concludono le guerre di religione fatte appunto contro il protestantesimo. Finisce anche dal punto di vista politico il sogno dell’impero e si affermano delle nuove entità che sono gli Stati Nazionali. In questi stati nazionali si afferma un principio e cioè che il principe è sovrano assoluto e nascono così le monarchie assolute. Il sovrano nel suo territorio non conosce nessun altro potere superiore al suo, quindi finisce il sogno dell’impero. Il sovrano rappresenta la massima potestà all’interno dello stato e la sua giurisdizione è superiore a quella di qualsiasi altra istituzione presente nello stato. Noi chiamiamo questo periodo con il termine giurisdizionalismo ovvero quel sistema di rapporti Stato-Chiesa in cui la giurisdizione dello stato si afferma sopra la giurisdizione della chiesa. In cui cioè è lo stato che comanda. Quindi noi potremmo dire che il giurisdizionalismo in qualche modo è il contrario della teocrazia,perché comunque nel giurisdizionalismo è il sovrano a comandare sulla chiesa e a tenerla sotto controllo. Quindi si affermano due principi: il primo “princeps in regno suo est imperator ” che abbiamo detto ed è quello che il sovrano è assoluto; il secondo è “ cuius est regio illius est religio ” cioè la religione del sovrano diventa religione di quel determinato stato. Quindi nascono gli stati nazionali e sono comunque tutti degli stati confessionisti dove il sovrano pratica una religione e la religione che il sovrano sceglie diventa la religione di quel determinato stato. Quindi con forme più o meno di tolleranza, e saranno anche ,poche nei confronti delle altre religioni. Tant’è che con la pace di Augusta si ammette che il sovrano decida di professare o il cattolicesimo o il luteranesimo. Quindi il sovrano ha questa scelta tra queste due opzioni e quando il sovrano decide di essere cattolico o protestante i cosiddetti dissidenti in un primo periodo sono costretti all’esilio, quindi devono lasciare tutti i loro beni che verranno confiscati dallo stato e sono costretti all’esilio. È appunto in quel periodo che comincia questo esodo. Quindi nascono le colonie americane proprio perché comunque dall’Europa partono una serie di navi piene di persone che migrano dal loro paese proprio perché nel loro paese non possono praticare liberamente la loro fede. Quindi nascono molte colonie religiose la maggior parte delle quali rimane, questa spinta della religione d’origine diventa invece determinante a regolare la vita della comunità nella colonia. Per cui con la pace di Vestfalia si ammette tra le religioni tra cui è possibile scegliere anche la religione di Calvino e viene anche concessa una limitata libertà di culto nel senso che coloro che professano un’altra religione possono rimanere al paese, quindi non sono più costretti all’esilio ma devono esercitare il loro culto in privato, quindi senza che questo appaia, non hanno dunque garantita la libertà di culto pubblica. Questo sistema di rapporti che prende il nome di giurisdizionalismo in realtà prende diverse denominazioni e prende anche diverse collocazioni, dobbiamo vedere anche quali sono i poteri che esercita questo sovrano giurisdizionalista. Ma questi

poteri tra l’altro vengono esercitati in maniera differente a seconda del sovrano di quel determinato territorio. E quindi il giurisdizionalismo in Italia, si chiamerà gallicanesimo in Francia, prenderà il nome da un documento in cui la lex imperio gallicani del 1682 in cui la chiesa francese si dichiarerà chiesa gallicana, quindi indipendenza della chiesa francese che invece è sempre asservita al sovrano; poi territorialismo in Germania per il fatto che la Germania è divisa in diversi territori; si chiamerà giuseppinismo in Austria da Giuseppe II di Austria; leopoldismo in toscana. Quindi prenderà diversi nomi e contemporaneamente continuerà ad esistere in Sicilia e si chiamerà in Sicilia diritto ecclesiastico siculo ma in Sicilia continuerà a rimanere in vita la “Apostolica Legazia “di cui abbiamo parlato, istituita nel lontano 1098 tra il papa Urbano II e Ruggero I d’Altavilla. Quindi il re di Sicilia è il capo anche della chiesa, è colui che esercita i massimi poteri. Gli effetti della “Apostolica Legazia” finiranno soltanto molto più tardi con un’azione eversiva attuata nei confronti della chiesa. Quindi quali sono questi poteri che vengono esercitati dal principe nei confronti della chiesa? Questi poteri si dividono in due filoni : quindi da un lato abbiamo i poteri volti a proteggere la chiesa, e dall’altro i poteri volti a proteggere lo stato dalla chiesa. Quali sono questi poteri volti a proteggere la chiesa? Il primo fra tutti è il cosiddetto ius advocatiae et protectionis ( li troviamo nel libro), che è il diritto da parte dello stato di reprimere qualsiasi comportamento che possa minare la chiesa al suo interno. Quindi lo stato può combinare pene temporali punendo come delitti l’apostasìa, l’eresìa e lo scisma. L’apostata è colui che cambia religione, ad esempio io sono battezzato e divento buddista e in quel caso ho compiuto apostasìa. L’eretico invece è colui che contesta la religione sul piano dogmatico, quindi è colui che la contesta e quindi no semplicemente discutendo o non tenendo conto di alcuni comandi della religione stessa ma in maniera libera come fece Lutero all’inizio, quindi mette in discussione alcuni dogmi della religione stessa. Invece lo scisma è un comportamento ancora più grave perché l ’eretico diventa scismatico nel momento in cui riesce ad avere un gruppo di persone che seguono i suoi ideali e che si allontanano dalla chiesa madre creando una chiesa a sé stante. Lo scisma può avvenire tanto per motivi religiosi che per motivi politici. Quindi questi comportamenti allora venivano puniti, questi comportamenti allora sono sempre stati sanzionati anche all’interno delle religioni stesse e ancora oggi la religione islamica prevede per l’apostasìa la pena di morte. Mentre il diritto ebraico prevede delle sanzioni civili abbastanza gravi, nel senso che comunque l’apostata in qualche modo viene messo fuori dalla comunità degli ebrei e tra l’altro perde vari diritti civili previsti dal diritto ebraico che comprende una serie di norme che in qualche modo che viziano la posizione giuridica nella società dell’apostata. Per quanto riguarda il diritto canonico vediamo che allora c’era il tribunale dell’inquisizione quindi per l’apostata non c’era alcuna differenza, oggi invece la chiesa ritiene che l’apostasìa vera e propria non possa esserci, nel senso che ritiene che se il fedele entra a far parte della comunità attraverso il battesimo che è un sacramento e la caratteristica di un sacramento è quella di essere indelebile la chiesa ritiene quindi che qualsiasi religione lo possa ghermire questo sacramento sul piano cattolico permane e che quindi fino all’ultimo anche se per esempio io praticavo un’altra religione io posso per esempio comunque ricevere l’estrema unzione se sto per morire, e posso rientrare a pieno titolo nella rubrica cattolica perché proprio questa comunità non da la possibilità di liberarsi del battesimo,dunque posso rientrare facilmente a far parte della

Poi c’è lo ius inspiciendi che è il diritto di sorvegliare tutte le istituzioni della chiesa, quindi è necessaria la cosiddetta autorizzazione degli enti. Quindi il diritto di porre delle norme che vanno a controllare le istituzioni ecclesiastiche in generale. Poi abbiamo l’appello per abuso in cui, come abbiamo detto ieri, c’erano dei casi in cui la chiesa aveva giurisdizione esclusiva quindi per esempio in qualsiasi controversia in cui l’altra parte, quindi l’attore o il convenuto, fosse un ecclesiastico o praticamente il bene oggetto della controversia fosse un bene appartenente alla chiesa quindi questa controversia veniva riferita alla competenza dei tribunali ecclesiastici. Quindi i tribunali ecclesiastici non si occupavano solamente della materia spirituale ma avevano delle competenze e decidevano anche su materie rilevanti per il diritto civile. Quindi con l’appello per abuso viene data possibilità a coloro che non erano soddisfatti di come era stato dato il giudizio in sede ecclesiastica potevano reclamare e chiedere al sovrano se potesse procedere presso i tribunali dello stato. Quindi c’era questa possibilità che la giurisdizione ecclesiastica non fosse più una legislazione esclusiva. Poi c’era un ius administrandi con cui si regolava il diritto di amministrare il sovrano(?) stesso il patrimonio della chiesa qualora questo patrimonio fosse stato male amministrato. Quindi male amministrato perché secondo lo stato, diciamo, questo bene poteva produrre di più rispetto a quello che produceva nelle mani della chiesa o funzionava anche quando, ad esempio, non era stato nominato un successore per un beneficio ecclesiastico, di un patrimonio ecclesiastico quindi in questo caso lo stato aveva questo diritto di amministrazione per i cosiddetti benefici vacanti. (queste cose le vedremo meglio quando studieremo gli enti ecclesiastici). Quindi in questo stato giurisdizionalista il sovrano controllava la chiesa, di fatto si era una chiesa di stato ma questa chiesa era controllata. Quindi era impensabile l’idea che all’interno della chiesa potesse nascere una nuova svolta teocratica. Questo portò praticamente nel 1581 un cardinale che si chiamava Umberto Bellarmino a scrivere un’opera in cui il cardinale Bellarmino prendeva atto che era finita l’era teocratica e che quindi non ci sarebbe stato più un modo da parte della chiesa di esercitare la cosiddetta potestas directa in temporalibus che era stata l’emblema del periodo teocratico ma che la chiesa poteva lo stesso mantenere un certo potere attraverso la cosiddetta potestas indirecta in temporalibus. Questa potestas indiretta è quella che la chiesa di fatto utilizza ancora oggi. La chiesa può, si dice, in qualche modo fare delle pressioni sul sovrano affinchè il sovrano emani determinate leggi che siano diciamo coerenti con il messaggio cattolico oppure non emani delle leggi che siano in contrasto con la chiesa e con la morale cattolica. Allo stesso modo invece dove non è il sovrano ad averne il potere, per esempio in uno stato democratico, allora la chiesa potrebbe fare lo stesso attraverso le pressioni esercitate finché l’ente non accetti. Quindi dice è questo il vero potere della chiesa, il potere della chiesa è quello in qualche modo di indirizzare l’operato dei cattolici facendo che essi non contrastino contro le leggi della chiesa, e questo principio vale fino ad ora. Ancora oggi la chiesa in generale nella figura del papa interviene in molte questioni civili esprimendo un suo parere che appare ai fedeli giusto sempre naturalmente, quindi una figura della chiesa che è proprio vicina anche all’apparato di governo attuale. Il fatto che stanno sia il governo che la chiesa a Roma e che quindi si influenzino a vicenda fa si che per quanto lo stato possa proclamarsi laico sia stato abbastanza asservito alla morale cattolica o a quelli che sono anche i dictat della chiesa. Noi studieremo poi due grandi episodi in cui la chiesa ha manifestato il suo esercizio di questa

potestas immediata. Il primo lo vedremo con la debellatio dello stato pontificio, praticamente quando il pontefice proclamò il cosiddetto non experit secondo cui venne vivamente sconsigliato ai cattolici di partecipare a quella che era la vita politica del’impero e quindi non solo non potevano essere votati ma non potevano neanche andare a votare. Siccome allora tra l’altro il voto era molto limitato perché certamente siamo in un periodo in cui il voto non era stato esteso a tutti gli uomini, quindi votavano solo gli appartenenti a un certo ceto sociale. Quindi dicendo a quei pochi che potevano votare di cui la maggior parte erano cattolici, di fatto la chiesa pensava di fare si che lo stato non potesse funzionare. Quindi eliminare l’apparato dello stato e lo stesso fece in Francia con la riforma della legge di separazione del 1305 perché anche lì vedremo col separatismo che impedì ai cattolici di costituire anche delle possibili soluzioni. E quindi i cattolici obbedirono in massa e la legge si trovò paralizzata. Questo comunque per dire che dove c’è un cattolicesimo sentito allora questo potere può essere determinante. Oggi noi siamo abituati ad un cattolicesimo blando ,a maggior ragione in Italia. E quindi chiaramente anche questa potestas mediata della chiesa può avere effetto solo sui nostri governanti.