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Sbobinature esame Catone, Dispense di Tecniche Di Osservazione Del Comportamento Infantile

Sbobinature esame catone. Appunti presi durante il corso

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 07/02/2022

debora-marasco-94
debora-marasco-94 🇮🇹

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Per ciò che riguarda la situazione dell’apprendimento un bambino si può collocare in una
situazione di NORMALITADIFFICOLTADISTURBO o in una situazione intermedia da un
punto all’altro.
Quindi possiamo avere:
Bambini che apprendono normalmente e non mostrano nessun segno di particolare
compromissione (NORMALITA’)
Bambini che presentano delle difficoltà nel processo di apprendimento (DIFFICOLTA’)
Bambini che presentano un particolare disturbo durante il processo di apprendimento
(DISTURBO)
Dobbiamo sempre aver presente che vi è una differenza tra i sono bambini che hanno difficoltà
dell’apprendimento e bambini che hanno disturbo dell’apprendimento- sono due cose
differenti!!
La differenza sta nel fatto che:
La difficoltà non è un qualcosa di innato, invece il disturbo di solito è innato, è qualcosa di
organico al bambino.
La difficoltà può essere modificabile con interventi didattici mirati che mirano al
potenziamento! Es: tutti i bambini all’inizio della scuola hanno delle difficoltà. Ai primi mesi
di scuola primaria non ci verrebbe mai da dire che un bambino soffre di un determinato
disturbo. Piuttosto parleremmo di difficoltà. E di fronte a tale difficoltà viene messo in
campo un potenziamento- utilizziamo strategie per potenziare gli apprendimenti. Il
potenziamento dovrà portare a dei risultati. Quando ciò non accade parliamo di disturbo
perché il disturbo tende ad essere resistente al potenziamento. Il potenziamento è
utilissimo per due ragioni: 1) permette di dare una risposta a quei bambini che hanno una
difficoltà, li aiuta. 2) discrimina la difficoltà dal disturbo
Una difficoltà è automatizzabile anche se magari i tempi sono dilatati rispetto alla classe.
Invece il disturbo è resistente all’automatizzazione. Qual è il fattore più importante per
l’automatizzazione? È il tempo! TUTTE LE COMPETENZE SI AUTOMATIZZANO CON IL
TEMPO.
Quando noi all’inizio apprendiamo qualcosa lo facciamo con una supervisione di ciò che stiamo
facendo- Es: le prime volte che guidavamo supervisionavamo ogni nostro gesto. Poi nel corso
del tempo con la pratica e l’esercizio tutto ci è risultato automatico.
Stessa cosa accade con la lettura.
QUANDO SI PU0’ VERIFICARE UNA DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO? Una difficoltà può
nascere da fattori di tipo ambientale, di fattori di natura emotiva, psicologica. Ci sono molte
variabili. Ma sono tutte transitorie e su di esse si può intervenire, al contrario del disturbo.
Tra i disturbi noi possiamo avere due tipi di disturbi:
DISTURBO SPECIFICO ( un solo disturbo che è coinvolto)
DISTURBO NON SPECIFICO (non c’è un singolo disturbo ma c’è anche altro. Es: un
bambino con una malattia oncologica avrà anche dei disturbi dell’apprendimento)
Quando noi parliamo dei disturbi dell’apprendimento facciamo riferimento ai sistemi di
classificazione e anche all’ ICF
I SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE Ci permettono di definire il disturbo e di avere degli strumenti
(criteri diagnostici) che ci permettono di fare la diagnosi.
La diagnosi può essere di due tipologie:
DIAGNOSI NOSOGRAFICA- Diagnosi su malattie esistenti. La diagnosi nosografica
proviene da un modello di tipo medico: ho dei sintomi, raccolgo tali sintomi, e guardo la
categoria che più corrisponde a quella presentazione clinica. Gli strumenti possibili nella
diagnosi nosografica sono DSM5 – ICD10 – CONSENSUS CONFERENCE. La nosografia con
DSM5 e ICD10 mi permette di avere una comunicazione internazionale e condivisa
perché gli stessi criteri diagnostici sono validi tra i vari paesi, e permette la ricerca.
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Per ciò che riguarda la situazione dell’apprendimento un bambino si può collocare in una situazione di NORMALITA’DIFFICOLTA’DISTURBO o in una situazione intermedia da un punto all’altro. Quindi possiamo avere:

  • Bambini che apprendono normalmente e non mostrano nessun segno di particolare compromissione (NORMALITA’)
  • Bambini che presentano delle difficoltà nel processo di apprendimento (DIFFICOLTA’)
  • Bambini che presentano un particolare disturbo durante il processo di apprendimento (DISTURBO) Dobbiamo sempre aver presente che vi è una differenza tra i sono bambini che hanno difficoltà dell’apprendimento e bambini che hanno disturbo dell’apprendimento- sono due cose differenti!! La differenza sta nel fatto che:
  • La difficoltà non è un qualcosa di innato, invece il disturbo di solito è innato, è qualcosa di organico al bambino.
  • La difficoltà può essere modificabile con interventi didattici mirati che mirano al potenziamento! Es: tutti i bambini all’inizio della scuola hanno delle difficoltà. Ai primi mesi di scuola primaria non ci verrebbe mai da dire che un bambino soffre di un determinato disturbo. Piuttosto parleremmo di difficoltà. E di fronte a tale difficoltà viene messo in campo un potenziamento- utilizziamo strategie per potenziare gli apprendimenti. Il potenziamento dovrà portare a dei risultati. Quando ciò non accade parliamo di disturbo perché il disturbo tende ad essere resistente al potenziamento. Il potenziamento è utilissimo per due ragioni: 1) permette di dare una risposta a quei bambini che hanno una difficoltà, li aiuta. 2) discrimina la difficoltà dal disturbo
  • Una difficoltà è automatizzabile anche se magari i tempi sono dilatati rispetto alla classe. Invece il disturbo è resistente all’automatizzazione. Qual è il fattore più importante per l’automatizzazione? È il tempo! TUTTE LE COMPETENZE SI AUTOMATIZZANO CON IL TEMPO. Quando noi all’inizio apprendiamo qualcosa lo facciamo con una supervisione di ciò che stiamo facendo- Es: le prime volte che guidavamo supervisionavamo ogni nostro gesto. Poi nel corso del tempo con la pratica e l’esercizio tutto ci è risultato automatico. Stessa cosa accade con la lettura. QUANDO SI PU0’ VERIFICARE UNA DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO? Una difficoltà può nascere da fattori di tipo ambientale, di fattori di natura emotiva, psicologica. Ci sono molte variabili. Ma sono tutte transitorie e su di esse si può intervenire, al contrario del disturbo. Tra i disturbi noi possiamo avere due tipi di disturbi:
  • DISTURBO SPECIFICO ( un solo disturbo che è coinvolto)
  • DISTURBO NON SPECIFICO (non c’è un singolo disturbo ma c’è anche altro. Es: un bambino con una malattia oncologica avrà anche dei disturbi dell’apprendimento) Quando noi parliamo dei disturbi dell’apprendimento facciamo riferimento ai sistemi di classificazione e anche all’ ICF I SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE Ci permettono di definire il disturbo e di avere degli strumenti (criteri diagnostici) che ci permettono di fare la diagnosi. La diagnosi può essere di due tipologie:
  • DIAGNOSI NOSOGRAFICA- Diagnosi su malattie esistenti. La diagnosi nosografica proviene da un modello di tipo medico: ho dei sintomi, raccolgo tali sintomi, e guardo la categoria che più corrisponde a quella presentazione clinica. Gli strumenti possibili nella diagnosi nosografica sono DSM5 – ICD10 – CONSENSUS CONFERENCE. La nosografia con DSM5 e ICD10 mi permette di avere una comunicazione internazionale e condivisa perché gli stessi criteri diagnostici sono validi tra i vari paesi, e permette la ricerca.

DSM5 strumento specifico per i disturbi mentali. Siamo alla 5 edizione, e ogni edizione va rinnovata dopo 10 anni. Si rinnova perché recepisce quelle che sono le informazioni che provengono dalla ricerca. ICD10 Classificazione internazionale delle malattie. Decima edizione, siamo in attesa dell’undicesima edizione che fa un po' fatica ad uscire a causa di controversie. In ambito istituzionale noi troviamo i codici ICD, non troviamo i codici DSM. Perché? Perché l’ICD tratta l’organizzazione mondiale della sanità. Quindi tutti i documenti internazionali fanno riferimento all’ICD che bisogna andare a vedere. ICD= linguaggio più utilizzato all’interno delle istituzioni, ma l’aspetto negativo è che è un linguaggio un po' antiquato. CONSENSUS CONFERENCE Documento importante perché calato nella realtà italiana. La realtà italiana risulta essere differente per la questione della lingua. Infatti le lingue opache risultano essere differenti dalle lingue trasparenti (lingua trasparente= lingua italiana) Es: bambino inglese quando deve apprendere la lettura ha molta più difficoltà perché non c’è una perfetta corrispondenza grafema/fonema. Invece i bambini italiani fanno meno errori. In Inghilterra il parametro della correttezza è equiparato al parametro della rapidità. I parametri per valutare questa prestazione sono 2: rapidità (velocità della lettura del brano) e correttezza (errori che commette il bambino). In Italia invece è molto più importante la rapidità. La rapidità è un indice più affidabile di dislessia. La CONSENSUS CONFERENCE è importante perché trasferisce tutte le informazioni di tipo scientifico in una realtà italiana che ha una sua lingua e delle sue particolarità.

  • DIAGNOSI FUNZIONALE- dell’ ICF (classificazione internazionale del funzionamento) qui non ci interessa tanto l’etichetta diagnostica, ma ci si rifà ad un modello biopsicosociale. Viene descritto il funzionamento di quella persona tramite dei codici che mi permettono di avere un linguaggio universale assieme ad una panoramica globale del bambino in questione (ambito cognitivo, emotivo, sensoriale, motorio, prassico neuropsicologico e dell’autonomia). Quindi si occupa del funzionamento globale della persona Adesso andiamo un po' a vedere questi sistemi di classificazione rispettivamente ai disturbi specifici dell’apprendimento: Nel DSM5 Il disturbo specifico dell’apprendimento è incluso nel capitolo del disturbo del neurosviluppo. Questo capitolo è una novità perché nei precedenti manuali non era presente. Negli ultimi anni c’è stato un maggiore interesse per lo sviluppo in età evolutiva. Così nel DSM troviamo un capitolo dedicato ai disturbi in età evolutiva chiamati disturbi del neurosviluppo perché si presuppone che ciò che è alla base di questi disturbi sia un ‘alterazione di un processo importantissimo che è il processo del neurosviluppo. Un processo che inizia con il concepimento e da quel momento in poi è tutta una crescita, tutto un moltiplicarsi di cellule che devono andare a costituire le varie aree cerebrali, i vari circuiti. Questo è un processo complicato. E come tutte le cose complesse può avere disfunzioni, problemi, qualcosa che non va. Se ci sono qualche difficoltà rivedremo clinicamente un disturbo del neurosviluppo. Non è semplicemente la causa che ha determinato quel problema (come si ragionava anni fa). Ma si è appreso che il cervello è un qualcosa di dinamico, che si costruisce prima e dopo la nascita. Es: Il neonato nasce con tutto l’apparato visivo ben costruito. Ma il fatto che le cellule retiniche vengono continuamente stimolate dalla luce che permette l’organizzazione della via visiva, quindi anche l’ambiente è fondamentale nel neurosviluppo. Se mettessimo una benda sugli occhi del bambino quella via visiva non si svilupperebbe. Le funzioni hanno sempre bisogno della stimolazione ambientale. I disturbi del neurosviluppo sono:
  • La disabilità intellettiva troviamo disfunzioni quasi in tutte le aree (ciò che prima veniva chiamato ritardo mentale).
  • Difficoltà nel ragionamento matematico (es: ha gravi difficoltà ad applicare concetti matematici, dati o procedure per risolvere problemi quantitativi)

B) Nel criterio "B" viene prescritto che: Le abilità scolastiche colpite sono notevolmente e

quantificabilmente al di sotto di quelle attese per l'età cronologica dell'individuo, e causano significativa interferenza con il rendimento scolastico e lavorativo, o con le attività di vita quotidiana, come confermato da misure standardizzate somministrate individualmente dei risultati raggiunti e da valutazioni cliniche complete. Per gli individui di 17 anni e oltre di età, un anamnesi documentata delle difficoltà di apprendimento invalidanti può sostituire l'inquadramento clinico standardizzato. ---> Tale criterio, è un criterio che rispetto al criterio A è piu operazionale: Il clinico recepita una certa situazione clinica deve appurare che quelle abilità scolastiche deficitarie sono quantificabilmente al di sotto di quelle attese per l'età cronologica dell'individuo. Non è una valutazione soggettiva che viene mandata avanti, ma viene quantificata quella prestazione e la devo collocare in una prestazione che è significamente al di sotto della media. Vengono utilizzati test standardizzati per queste procedure.

C) Le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anni scolastici ma possono manifestarsi

pienamente fino a che la richiesta rispetto a queste capacità scolastiche colpite supera le limitate capacità dell'individuo (es: come nelle prove a tempo, nella lettura o scrittura di documenti complessi e lunghi in breve tempo, con carichi scolastici eccessivamente pesanti)---> Questo è un criterio importante perchè introduce il tema dei disturbi del neurosviluppo (che abbiamo visto prima), ed è importante come criterio perchè ci dice che non è detto che tutti i bambini nonostante tale disturbo sia innato, che riguardi il neurosviluppo, non è detto che tutti i bambini presentino la dislessia, la discalculia, la disortografia subito, magari lo fanno dopo. E da cosa dipende? dipende da cosa propone l'ambiente.

D) Le difficoltà di apprendimento non sono meglio giustificate da tutta una serie di condizioni

che renderebbero inutile la definizione di specifico perchè specifico non è perche sono condizioni generali, globali, in cui è coinvolto anche l'apprendimento. E sono : la disabilità intellettiva, deficit della acuità visiva o uditiva alterata, altri disturbi mentali o neurologici, avversità psicosociali, mancata conoscenza della lingua dell'istruzione scolastica o istruzione scolastica inadeguata--> Un criterio molto importante. Questo è il criterio della specificità: includere all'interno di questa categoria diagnostica solo quei disturbi dell'apprendimento in cui il problema è solo lettura, scrittua, concetto di numero, comprensione e scrittura, ma non ci sono altri problemi che possono impattare sull'apprendimento. Per il DSM5 per fare una disgnosi c'è bisogno che i 4 criteri devono essere soddisfatti in base a:

  • sintesi clinica,
  • pagelle,
  • valutazione oggettiva (tramite test),
  • specificare tutti gli ambiti scolastici interessati: infatti il DSM5 parla di disturbi specifici dell'apprendimento in chiave generale, però specifica le compromissioni tramite dei codici:
  1. 315.00= CODICE CHE INDICA COMPROMISSIONE DELLA LETTURA
  2. 315.2= CODICE CHE INDICA COMPROMISSIONE DELL'ESPRESSIONE SCRITTA
  3. 315.1= CODICE CHE INDICA COMPROMISSIONE DEL CALCOLO Il DSM5 non si limita soltanto a darci dei criteri diagnostici ma ci dice che c'è un origine biologica del disturbo con l'interazione dei fattori genetici epigenetici e ambientali.
  • La biologia riguarda la capacità cerebrale di percepire in modo efficiente e preciso informazioni verbali e non verbali.
  • E' alterato il normale pattem di apprendimento.
  • E possono essere interessate secondariamente anche altre materie. Noi abbiamo parlato di Lettura, scrittura e calcolo ma possono essere interessate la storia la scienze ecc ecc.
  • Sono Peristenti, non transitorie. Abbiamo visto il criterio dei sei mesi ma abbiamo anche visto la resistenza all'automatizzazione
  • Basso rendimento scolastico che non deve essere un criterio arbitrario ma deve essere sancito con delle prove standardizzate DIAGNOSI: è RICHIESTA UNA VALUTAZIONE APPROFONDITA! Per la Diagnosi possono essere utili:
  • Le caratteristiche associate a supporto della diagnosi: fattori pre- morbosi, disturbo dell'attenzione, del linguaggio, disturbo motorio.
  • Scarsa prestazione a test cognitivi
  • Aumento ideazione e rischio suicidario La prevalenza dei disturbi specifici dell'apprendimento---> che cosa indica? Indica in un determinato momento quanti sono i bambini che hanno questa diagnosi. Concetto che è ben dierso da ciò che intendiamo con INCIDENZA INCIDENZA---> Indica il numero di nuovi casi in un determinato periodo quindi: PREVALENZA---> NUMERO DI CASI IN UN ANNO INCIDENZA---> NUMERI DI NUOVI CASI IN UN ANNO (da ricordare: domanda d'esame) Qual'è la prevalenza che ci indica il DSM5? ---> 5-15% Questa è la prevalenza del DSM5 che è diversa da quella che ci da la Consensus Conference che è italiana ed è un dato più vicino alla nostra realtà Il DSM5 raccoglie nelle varie fasce d'età quali sono i sintomi più frequenti:
  • BAMBINI IN ETA' PRESCOLARE= mancanza di interesse per rime e giochi linguistici, difficoltà ad imparare filastrocche, linguaggio infantile, pronunciare male le parole, difficoltà a ricordare i nomi, le lettere, i numeri, i giorni della settimana
  • BAMBINI SCUOLA MATERNA= Difficoltà a riconoscere e scrivere le lettere, a scrivere il proprio nome, problemi a suddividere le parole in sillabe, e riconoscere le rime
  • BAMBINI ALLA SCUOLA ELEMENTARE= Difficoltà nell'accoppiamento lettera-suono, decodifica fluente delle parole, spelling, fatti matematici. La lettura ad alta voce è lenta, imprecisa e stentata. Fatica a capire il valore quantitativo di un numero. Problemi nel riconoscimento e utilizzo di fonemi. "le materie sono difficili2 "evitamento". Errori di comprensione
  • ADOLESCENTI= Migliore gestione della decodifica ma lettura permane lenta e faticosa. Problemi nell'esposizione scritta e nei fatti matematici L'analisi della letteratura mordiale porta a identificare alcuni fattori di rischio che sono:
  • ambientali: nascita prematura, basso peso alla nascita, esposizione prenatale alla nicotina
  • Genetici e Fisiologici: familiarità per DSA La Prognosi ovviamente se si mettonoin campo degli interventi sarà migliore, se invce non si mettono in campo gli interventi, l'analisi sarà peggiore Come tutti i disturbi del neurosviluppo è più comune nei maschi Le conseguenze possono essere l'abbandono scolastico, disaguio psicologico secondario, disoccupazione Diagnosi differenziali: variazione dei risultati scolastici, disabilità intelletiva, disturbi neurologici e i disturbi psichiatrici. L'ICD 10 invece segue la denominazione suddivisa, si parla di:

Ordinanza ministeriale 08/03/2009 n.40 per lo svolgimento esami di stato sec II grado---------> Siamo in un campo specifico in questo caso ovvero l'esame di maturità. Le commissioni tengono in considerazione le specifiche (le modalità specifiche di apprendimento incluse anche le difficoltà che vengono viste non come una impossibilità dell'apprendimento ma una modalità di apprendiemnto ) dei candidati DSA, e apparecchiature e strumenti informatici possono essere utilizzati se adottati nel corso dell'anno. Se uno sudente nel corso dell'anno ha utilizzato il computer, strumenti di tipo informatico, le può utilizzare anche durante l'esame di maturità e le commissioni ne devono tenere conto. CM 5744 28/05/2009 Disposizioni a conclusione as 2008/2009 CM 50 29/05/2009---------> Da indicazioni ai consigli di classe e commissioni nella fase di valutazione per la predisposizione di un percorso personalizzato. Quindi si estende il campo e si parla per la prima volta di predisporre un percorso personalizzato che diventa elemento necessario per ampliare in qualche modo l'offerta didattica per questi studenti. Quindi il 2009 si pone come anno importante per la legislazione in ambito dei DSA, anche perchè nel 2009 c'è la CONSENSUS CONFERENCE. Deceto del presidente della Repubblica n. 122, 22/06/2009 Art. 10 valutazione degli alunni con DSA-----------> Parla di DSA certificati. Per la prima volta si parla di certificazione, ovvero esiste un ente che certifica uno stato. Valutazione e verifica tengono conto delle specificità dell'alunno, e si adottano gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. Quindi per fare questo certificato bisogna seguire un percorso, a scuola la valutazione e la verifica devono tener conto di queste specificità che sono contenute all'interno della certificazione e si adottano gli strumenti più idonei. C' un salto di qualità rispetto alle normative precedenti, perchè nelle normative precedenti si parlava di strumento compensativo, strumento dispensativo, come se fossero degli strumenti standard che devono essere applicati, invece qui iniziamo a vedere l'aspetto della personalizzazione che era già stato ripreso nell'ultimo documento. Gli struemnti non sono più standard ma devono essere idonei alla specificità degli alunni. Qui viene chiamato in causa il ruolo del docente. Il docente deve comprendere la specificità dell'alunno, aiutarlo, e deve determinare gli strumenti idonei. Il docente è chiamato a una scelta, a uno studio della specificità dell'alunno e degli strumenti e vedere l'efficacia di qugli strumenti Legge 170 del 08/10/2010---------> Determina due cose importanti: 1) Riconosce e definisce il concetto di DSA. Un concetto che prima era utilizzabile e anche comprensibile a livello di comunità scientifica/opinione pubblica , adesso diventa anche materia di legislazione (avvocati, decreti). Entra nelle istituzioni scolastiche e non. 2) Sancisce i diritti degli studenti con DSA. Questa legge da una forte spinta al ad un cambiamento culturale, è una legge progressista e innovativa e fa avvenire un cambio di prospettiva perchè le differenze non vengono viste più come una limitazione ma come una offerta didattica, anche se oggi ci sono ancora docenti che credono che un cattivo rendiemento non è dato da una difficoltà specifica ma da una disattenzione, poco interesse. Questa legge non è esente da problemi:non chiarisce fino in fondo bene gli aspetti della diagnosi, gli aspetti della equipe multidisciplinare, gli aspetti, dei ruoli e delle risorse a scuola Decreto Ministeriale 5669 12/07/2011--------> Contiene in allegato le linee guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA. E' un documento fondamentale.

DISLESSIA

Il termine Dislessia è un termine che viene utilizzato dalla Consensus Conference, in realtà viene utilizzato anche dai ricercatori di tutto il mondo, ma tra i sistemi di classificazione viene utilizzato dalla consensus conference. Quando abbiamo studiato i sisemi di classificazione, abbiamo visto che il DSM5 indicava questi disturbi specifici dell'apprendimento e poi ci diceva che si poteva fare una specificazione per indicare che c'era una compromissione della lettura. La Dislessia intesa come termine nella Consensus Conference indica solo il disturbi della decondifica, quindi quel processo di funzione della lettura che svolge quel processo di conversione grafema/fonema, ma non la comprensione del testo. Quindi il termine dislessia non indica la lettura intesa come comprensione del testo. Nella Consensus conference ci può essere un bambino che ha un problema nella decodifica (legge in modo sbagliato, e lento ma comprende ciò che è scritto). Invece nel DSM5 questo criterio non c'è. Nel DSM5 si può fare diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento con compromissione della lettura, ma si può benissimo indicare con questo un disturbo della decodifica o disturbo della comprensione del testo. Ricordiamoci che la consensus conference è anno 2009/2010 e in questi anni non c'era una letteratura scientifica che giustificava la presenza di un disturbo della comprensione del testo. Invece il DSM5 che è anno 2013/2014 ha visto tutta una serie di studi su questo specifico argomento. Noi quindi parlando di Dislessia seguiamo le indicazioni della Consensus Conference, almeno nella parte iniziale, integrandole poi con una serie di informazioni che derivano dagli altri sistema di classificazione diagnostica (DSM5 è ICD10) Iniziando con la Consensus Conference ci vengono date alcune indicazioni. Queste indicazioni sono fondamentali, devono far parte del nostro bagaglio:

  1. Quando si valutano le abilità di lettura devono essere utilizzate più fonti di informazioni. Questo vuol dire che non basta un unica fonte di onformazione che può essere ad esempio la famiglia che ci dice "ha un problema di lettura". Non Basta. Bisogna diversificare le fonti di informazioni. Se una famiglia indica una difficoltà di lettura, questa deve essere confermata anche da una valutazione clinica (io vedo in seduta questo problema, e consulto corpo docenti). Se ho tutti questi elementi comincio a essere più forte in questa valutazione.
  2. All'analisi delle funzioni deficitarie (quando analizzo la lettura) devo sempre associare l'analisi delle funzioni integre (es: QI basso,autismo, linguaggio, deficit neurosensoriale), l'analisi dei fattori ambientali (es: famiglia dalla quale il bambino non trova la spinta, l'energia) , l'analisi delle condizioni emotivo-relazionali (bambino depresso, bambino ansioso, con disturbi comportamentali) e l'analisi della comorbidità (dhd, disturbo del linguaggio). Se tutte queste funzioni non ci danno la possibilità di andare ad inidividuare un'altra causa della decodifica della lettura allora la nostra ipotesi di dislessia può andare avanti. Nella mia verifica della funzione deficitaria non mi accontento della sola informazione da parte dei genitori e dell'insegnante, devo fare una valutazione. COME SI FA QUESTA VALUTAZIONE? 1) Si devono somministrare prove adeguatamente standardizzate di lettura (ovvero prove che hanno subito un processo di standardizzazione, quelle prove sono state già stata somministrate in un campione normativo e che quindi mi danno risultati della performace di quel campione. Quindi prove di cui io ho un valore medio e anche dei valori che sono significativamente al di sotto della media) a più livelli: brano (lettura/decodifica di parole inserite in un contesto), parole (lista di parole e rendono la lettura più indipendente da un contesto perchè sono elenco di parole), non parole (sono indipendenti dall'aspetto semantico, la lettura di non parole individua solo ed esclusivamente il processo di conversione grafema/fonema) 2) La valutazione congiunta della lettura deve essere sia nel paramentro della RAPIDITA'

ad esempio la "f" e la "v"

  • Omissioni di grafemi e sillabe
  • Inversioni di sillabe
  • Inversioni della parola
  • Aggiunte o ripetizioni 2) DIFFICOLTA' LESSICALI O ORTOGRAFICHE
  • Separazioni illegali----> es: insieme= in- sieme
  • Fusioni illegali--> es. l'acqua= lacqua
  • Scambio di grafemi omofoni--> es cuore=quore
  • Omissioni o aggiunta del grafema H--> es. Schiena= sciena