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Statistica: Concetti Fondamentali e Calcoli, Schemi e mappe concettuali di Matematica

Una introduzione alla statistica, comprensione dei concetti chiave come popolazione, unità statistica, carattere, modalità, frequenza assoluta, frequenza relativa, frequenza cumulata e distribuzioni di frequenze. Inoltre, vengono presentate le quattro diverse rappresentazioni grafiche della statistica: diagrammi a barre, diagrammi circolari, diagrammi cartesiani e istogrammi. In aggiunta, vengono definite le nozioni di punto, linea, angolo piano, angolo retto, angolo acuto, angolo ottuso, contenuto (∈), unione (u), non contenuto (∉) e intersezione (∩) in geometria euclidea.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 27/06/2022

Sofia_dp
Sofia_dp 🇮🇹

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STATISTI CA
La STATISTICA è lo studio QUANTITATIVO (ovvero attraverso la matematica) di fenomeni
COLLETTIVI. Per fare una statistica accurata bisogna definire il concetto di:
- POPOLAZIONE e UNITA STATISTICA: si chiama POPOLAZIONE o UNIVERSO o ancora
COLLETTIVO linsieme di individui pesi per lindagine statistica; ciascun individuo facente
parte della popolazione è detto UNITA STATISTICA. Per questione di tempo si analizza
solo una parte della popolazione che è detta CAMPIONE.
- CARATTERE: si chiama CARATTERE la proprietà che è oggetto di studio in unindagine
statistica.
- MODALITA: si chiama MODALITA ciascuna delle varianti con cui un carattere può
presentarsi. Le modalità osservata si chiamano DATI.
I CARATTERI si dividono in:
- QUANTITATIVI o VARIABILI: le modalità sono espresse da numeri (es. assenze,
quantità, statura, peso)
- QUALITATIVI o MUTABILE: le modalità non sono espresse da numeri (= gusti
personali, es. gelato preferito ecc.)
Le VARIABILI (= caratteri quantitativi) si suddividono in base ai valori che possono assumere in:
- VARIABILI DISCRETE: può assumere un numero finito di valori (es. numero figli di una
famiglia)
- VARIABILI CONTIUNE: può assumere tutti i valori reali di un determinato intervallo (es.
peso di un bambino a una determinata età)
Durante lelaborazione dei dati apparare:
- FREQUENZA (assoluta): il numero di volte in cui la modalità è stata osservata. La
FUNZIONE che associa a ogni modalità la rispettiva frequenza è detta FUNZIONE DI
DISTRIBUZIONE DELLE FREQUENZE.
Quando il carattere dello studio ha una frequenza compresa tra 1 e 2 (quindi lo stesso
numero compare una o due volte) si fa una DISTRIBUZIONE PER CLASSI, ovvero si
creano degli intervalli tra loro disgiunti (detti classi) che devono raggruppare più frequenze
così da poter creare una tabella riassuntiva.
- FREQUENZA RELATIVA: il rapporto tra la frequenza assoluta e il numero complessivo di
individui nel collettivo. (denominatore numeratore). La frequenza relativa si può anche
esprimere in percentuale, in tal caso si dice FREQUENZA PERCENTUALE. Come per le
frequenze assolute anche di quelle relativa si può fare la distribuzione di frequenze.
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STATISTICA

La STATISTICA è lo studio QUANTITATIVO (ovvero attraverso la matematica) di fenomeni COLLETTIVI. Per fare una statistica accurata bisogna definire il concetto di:

  • POPOLAZIONE e UNITA’ STATISTICA: si chiama POPOLAZIONE o UNIVERSO o ancora COLLETTIVO l’insieme di individui pesi per l’indagine statistica; ciascun individuo facente parte della popolazione è detto UNITA’ STATISTICA. Per questione di tempo si analizza solo una parte della popolazione che è detta CAMPIONE.
  • CARATTERE: si chiama CARATTERE la proprietà che è oggetto di studio in un’indagine statistica.
  • MODALITA’: si chiama MODALITA’ ciascuna delle varianti con cui un carattere può presentarsi. Le modalità osservata si chiamano DATI. I CARATTERI si dividono in:
  • QUANTITATIVI o VARIABILI: le modalità sono espresse da numeri (es. assenze, quantità, statura, peso…)
  • QUALITATIVI o MUTABILE: le modalità non sono espresse da numeri (= gusti personali, es. gelato preferito ecc.…) Le VARIABILI (= caratteri quantitativi) si suddividono in base ai valori che possono assumere in:
  • VARIABILI DISCRETE: può assumere un numero finito di valori (es. numero figli di una famiglia…)
  • VARIABILI CONTIUNE: può assumere tutti i valori reali di un determinato intervallo (es. peso di un bambino a una determinata età) Durante l’elaborazione dei dati apparare:
  • FREQUENZA (assoluta): il numero di volte in cui la modalità è stata osservata. La FUNZIONE che associa a ogni modalità la rispettiva frequenza è detta FUNZIONE DI DISTRIBUZIONE DELLE FREQUENZE. Quando il carattere dello studio ha una frequenza compresa tra 1 e 2 (quindi lo stesso numero compare una o due volte) si fa una DISTRIBUZIONE PER CLASSI, ovvero si creano degli intervalli tra loro disgiunti (detti classi) che devono raggruppare più frequenze così da poter creare una tabella riassuntiva.
  • FREQUENZA RELATIVA: il rapporto tra la frequenza assoluta e il numero complessivo di individui nel collettivo. (denominatore ≥ numeratore). La frequenza relativa si può anche esprimere in percentuale, in tal caso si dice FREQUENZA PERCENTUALE. Come per le frequenze assolute anche di quelle relativa si può fare la distribuzione di frequenze.
  • FREQUENZA CUMULATA: in un carattere quantitativo si chiama FREQUENZA CUMULATA la somma delle frequenze di tutte le modalità minori o uguali alla modalità. Anche per questa è possibile costruire una distribuzione di frequenze cumulate di un carattere. Esistono 4 diversi metodi di rappresentazione della statistica:
  • DIAGRAMMA A BARRE (distanziate); distribuzione di frequenze che hanno la stessa base
  • DIAGRAMMA CIRCOLARE (a torta); diverse parti in cui una totalità è suddivisa
  • DIAGRAMMA CARTESIANO; serie temporali
  • ISTOGRAMMA; con area proporzionale alla frequenza della classe presa in esame GEOMETRIA EUCLIDEA Definizioni:
  • I. Il punto è ciò che non ha parti
  • II. La linea ha lunghezza, ma non ha larghezza
  • III. Gli estremi di una linea sono punti
  • IV. La linea retta è quella che giace ugualmente rispetto ai suoi punti
  • VIII. L’angolo piano è l’inclinazione reciproca di due linee su un piano, le quali si incontrano tra loro e non
  • giacciono in linea retta
  • X. Quando una retta innalzata su un’altra retta forma degli angoli adiacenti tra loro, ciascuno dei due angoli
  • è retto, e la retta innalzata si chiama perpendicolare a quella su cui cade
  • XI. L’angolo ottuso è maggiore di quello retto
  • XII. L’angolo acuto è minore di quello retto
  • XIII. Il termine è l’estremo di qualche cosa INSIEMISTICA ∈ = contenuto U= unione ∉ = non contenuto ∩= intersezione