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Schema georgiche virgilio, Dispense di Lingua Latina

Le georgiche sotto vari punti di vista

Tipologia: Dispense

2016/2017

Caricato il 21/12/2017

francesco-d-agostino
francesco-d-agostino 🇮🇹

4.6

(17)

7 documenti

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Georgiche (agricoltura)
Datazione
Da una testimonianza tardo-antica sembra che le Georgiche siano state
composte in sette anni (36-30 a.C.) ma probabilmente furono rimaneggiate
qualche anno dopo.
Indizi per una datazione:!
- allusione alle campagne britanniche (34 a.C. e 27 a.C.)
- allusione ai successi in Oriente di Ottaviano (30 a.C.)
- riferimento a un importante tempio inaugurato (28 a.C.)
- Ottaviano viene chiamato Caesar ma mai Augustus (dal 27 a.C.)
Genere
Le Georgiche sono un poema epico-didascalico.
Posseggono:
- funzione referenziale per quanto riguarda il contenuto del messaggio.
- funzione conativa perché hanno un destinatario.!
- funzione poetica data dalla forma del messaggio.
Impartiscono un insegnamento.
Modelli
I principali modelli sono:
- Esiodo (Opere e giorni) per l’esaltazione del mondo agricolo e la sua
minuziosa descrizione (XIII-VII sec. a.C.).
- Nicandro di Colofone (Georgika) da cui riprende titolo e argomento (II sec
a.C.).
Modello romano più vicino:!
- Ennio (Epicharmus e Hedyphagetica) (II sec. a.C.).
- Lucrezio (De rerum natura) (I sec. a.C.).
Il confronto con Lucrezio è il più diretto.
Virgilio scrive nelle Georgiche:
“Felice chi ha potuto conoscere le cause delle cose e mettersi sotto i piedi
tutte le paure, il fato inesorabile e lo strepitio dell’avido Acheronte (Felix qui
potuit rerum cognoscere causas/ atque metus omnis et inexorabile fatum
subiecit pedibus strepitumque Acherontis avari). Fortunato anche colui
(fortunatus et ille) che conosce gli dei agricoli, Pan e il vecchio Silvano e le
Ninfe sorelle.
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Georgiche (agricoltura) Datazione Da una testimonianza tardo-antica sembra che le Georgiche siano state composte in sette anni (36-30 a.C.) ma probabilmente furono rimaneggiate qualche anno dopo. Indizi per una datazione:

  • allusione alle campagne britanniche (34 a.C. e 27 a.C.)
  • allusione ai successi in Oriente di Ottaviano (30 a.C.)
  • riferimento a un importante tempio inaugurato (28 a.C.)
  • Ottaviano viene chiamato Caesar ma mai Augustus (dal 27 a.C.) Genere Le Georgiche sono un poema epico-didascalico. Posseggono:
  • funzione referenziale per quanto riguarda il contenuto del messaggio.
  • funzione conativa perché hanno un destinatario.
  • funzione poetica data dalla forma del messaggio. Impartiscono un insegnamento. Modelli I principali modelli sono:
  • Esiodo (Opere e giorni) per l’esaltazione del mondo agricolo e la sua minuziosa descrizione (XIII-VII sec. a.C.).
  • Nicandro di Colofone (Georgika) da cui riprende titolo e argomento (II sec a.C.). Modello romano più vicino:
  • Ennio (Epicharmus e Hedyphagetica) (II sec. a.C.).
  • Lucrezio (De rerum natura) (I sec. a.C.). Il confronto con Lucrezio è il più diretto. Virgilio scrive nelle Georgiche: “Felice chi ha potuto conoscere le cause delle cose e mettersi sotto i piedi tutte le paure, il fato inesorabile e lo strepitio dell’avido Acheronte (Felix qui potuit rerum cognoscere causas/ atque metus omnis et inexorabile fatum subiecit pedibus strepitumque Acherontis avari). Fortunato anche colui (fortunatus et ille) che conosce gli dei agricoli, Pan e il vecchio Silvano e le Ninfe sorelle.

Sono lucreziani l’autosufficienza materiale e spirituale garantita dalla vita semplice; gli otia vissuti nella cornice felice del rus luogo ideale per “vivere nascosti” (v. 486 inglorius “oscuro, ignorato”); il tentativo di liberarsi dalla pressione della storia; il contrasto tra physis e nomos che qui pare implicare il rifiuto della stessa storia di Roma e delle sue istituzioni (vv. 495-502). Sono elementi divergenti rispetto a Lucrezio il sentimento religioso, i richiami mitologici, la tensione idillica, il tono minore. Struttura Quattro libri dedicati rispettivamente all’agricoltura, all'arboricoltura, all'allevamento del bestiame e all’apicoltura. L’ordine procede dalla cosa più faticosa a quella meno faticosa per l’uomo. I quattro libri che lo compongono possiedono una chiara autonomia tematica, ma sono collegati da un piano complessivo e da sottili riferimenti interni: il primo e il terzo terminano in modo pessimistico, il secondo e il quarto in modo ottimistico. I primi due libri parlano di una natura inanimata (cioè campi e alberi), mentre gli ultimi due si riferiscono ad una natura viva (il bestiame e le api). I proemi, inoltre, si alternano tra lunghi, nei libri dispari, e brevi, nei libri pari: i più importanti sono quelli del I e del III libro, in cui ricorrono anche inni di lode ad Ottaviano. III libro:

  • proemio lungo: esaltazione di Ottaviano, annuncio della stesura dell’Eneide
  • allevamento del bestiame grosso (bovini e cavalli) e digressione sull’amore visto come forza negativa.
  • proemio interno: dichiarazione di poetica didascalica.
  • allevamento del bestiame minuto (pecore e capre) e digressione sui popoli nomadi della Libia e Scizia.
  • peste del Norico: come modello peste di Atene di Lucrezio, chiusura fosca. Poetica Virgilio non vuole solo spiegare il lavoro dei campi o fornire indicazioni tecniche sull'agricoltura: mira anche a esaltare l'attività agricola come palestra di virtù civili (vero messaggio). Le Georgiche contengono un chiaro messaggio politico e ideologico, fondato sui valori tradizionali della concordia, della pace, della sobrietà, della laboriosità, della devozione religiosa, della castità e del patriarcato, i valori propri del mos maiorum. Il mondo della natura campestre è l'unico adatto ad una vita sana e virtuosa in contrapposizione alla vita cittadina e alla sua corruzione.