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schema montale ripasso, Appunti di Italiano

utile per ripasso maturità o interrogazione

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 11/08/2024

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denis-v-1 🇮🇹

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EUGENIO MONTALE
2 La vita e le opere
Suddividiamo la vita e la produzione di Montale in 5 periodi a seconda delle sue opere, del
luogo in cui visse e delle sue attività in vari ambiti
1. Liguria e Ossi di Seppia (1896-1926)
Nasce a Genova 1896 da famiglia agiata, trascorre vacanze a Monterosso (me’
cojoni) → Paesaggio ligure importante nella poesia di questo periodo. 1915 si
diploma in ragioneria, legge molto con la sorella, si interessa alla poesia
contemporanea (simbolisti francesi e avanguardie). Ha atteggiamenti
antiborghesi, Nietzschiani.
1917 fa il corso ufficiali e va in guerra, grazie ai commilitoni partecipa a una
rivista gobettiana (Gobetti è un editore liberale antifascista), Primo Tempo, dove
pubblica le sue prime poesie. A Monterosso si innamora di Anna degli Uberti,
sua musa ispiratrice.
Nel 1925 esce Ossi di Seppia presso l’editore Gobetti, nello stesso anno
aderisce al manifesto degli intellettuali antifascisti di B. Croce, conosce Svevo e
lo rende famoso con degli articoli di critica.
2. Le occasioni e il periodo fiorentino (1927-1948)
Si trasferisce a Firenze che vede come culla dell’Umanesimo, oasi intellettuale
vs ignoranza del fascismo che è al potere nel paese. Tra le varie cose dirige il
Gabinetto Viesseux, dal quale è però licenziato poiché non iscritto al partito.
Vive allora di collaborazioni giornalistiche e traduzioni.
Si dedica alla lingua inglese, conosce Eliot e pubblica una poesia sulla rivista
diretta proprio da lui, conosce il critico Contini e frequenta il caffè Giubbe Rosse
assieme a, tra gli altri, Gadda. L’influenza di Contini ed Eliot lo portano a
interessarsi a Dante (allegorie, come correlativo oggettivo Eliot ecc).
Conosce Irma Brandeis, studiosa americana di Dante, alla quale dedica le
Occasioni, uscito nel 39 quando era già rimpatriata.
Nel 1943 pubblica le poesie di Finisterre, un prolungamento delle Occasioni. Nel
1939 va a vivere con Drusilla Tanzi (che sarà poi sua moglie, detta Mosca).
Dopo la caduta del fascismo ha un periodo di entusiasmo politico, partecipa al
CNL, si iscrive al Partito d’Azione (Parri), ma con l’affermazione delle “due
Chiese”, quella nera, la DC, quella rossa, il PCI, si ritira deluso dalla politica.
Viene assunto come redattore al Corriere della Sera.
3. La bufera e altro e il lavoro giornalistico a Milano (1948-1964)
A Milano entra nel mondo del giornalismo, gira per il mondo, conosce la
modernità, il mondo industriale; opere di critica musicale, resoconti, narrazioni,
reportage… è infine deluso dal mondo moderno, meccanizzato e massificato,
che mette a repentaglio l’esistenza stessa della poesia. E infatti dopo l’uscita di
La bufera e altro nel 1956 inizia un periodo di silenzio poetico di quasi 10 anni.
4. Le poesie di Satura e la nomina a senatore a vita (1964-1971)
Molti riconoscimenti, celebra il 7o centenario della nascita di Dante, Laurea
Honoris Causa a Cambridge, nomina a Senatore a vita.
Muore la moglie, ritorna alla poesia ma questa volta con carattere più satirico,
polemico, comico e una svolta in senso prosastico. Influenza di Dante per scene
comiche infernali. Per via della società di massa, non è più possibile la poesia
alta delle sue prime raccolte, quindi Satura, del 1971, è una svolta
5. Il premio Nobel e la stagione dei Diari e di Altri versi (1972-1981)
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EUGENIO MONTALE

2 La vita e le opere Suddividiamo la vita e la produzione di Montale in 5 periodi a seconda delle sue opere, del luogo in cui visse e delle sue attività in vari ambiti

  1. Liguria e Ossi di Seppia (1896-1926) Nasce a Genova 1896 da famiglia agiata, trascorre vacanze a Monterosso (me’ cojoni) → Paesaggio ligure importante nella poesia di questo periodo. 1915 si diploma in ragioneria, legge molto con la sorella, si interessa alla poesia contemporanea (simbolisti francesi e avanguardie). Ha atteggiamenti antiborghesi, Nietzschiani. 1917 fa il corso ufficiali e va in guerra, grazie ai commilitoni partecipa a una rivista gobettiana (Gobetti è un editore liberale antifascista), Primo Tempo, dove pubblica le sue prime poesie. A Monterosso si innamora di Anna degli Uberti, sua musa ispiratrice. Nel 1925 esce Ossi di Seppia presso l’editore Gobetti, nello stesso anno aderisce al manifesto degli intellettuali antifascisti di B. Croce, conosce Svevo e lo rende famoso con degli articoli di critica.
  2. Le occasioni e il periodo fiorentino (1927-1948) Si trasferisce a Firenze che vede come culla dell’Umanesimo, oasi intellettuale vs ignoranza del fascismo che è al potere nel paese. Tra le varie cose dirige il Gabinetto Viesseux, dal quale è però licenziato poiché non iscritto al partito. Vive allora di collaborazioni giornalistiche e traduzioni. Si dedica alla lingua inglese, conosce Eliot e pubblica una poesia sulla rivista diretta proprio da lui, conosce il critico Contini e frequenta il caffè Giubbe Rosse assieme a, tra gli altri, Gadda. L’influenza di Contini ed Eliot lo portano a interessarsi a Dante (allegorie, come correlativo oggettivo Eliot ecc). Conosce Irma Brandeis, studiosa americana di Dante, alla quale dedica le Occasioni, uscito nel 39 quando era già rimpatriata. Nel 1943 pubblica le poesie di Finisterre, un prolungamento delle Occasioni. Nel 1939 va a vivere con Drusilla Tanzi (che sarà poi sua moglie, detta Mosca). Dopo la caduta del fascismo ha un periodo di entusiasmo politico, partecipa al CNL, si iscrive al Partito d’Azione (Parri), ma con l’affermazione delle “due Chiese”, quella nera, la DC, quella rossa, il PCI, si ritira deluso dalla politica. Viene assunto come redattore al Corriere della Sera.
  3. La bufera e altro e il lavoro giornalistico a Milano (1948-1964) A Milano entra nel mondo del giornalismo, gira per il mondo, conosce la modernità, il mondo industriale; opere di critica musicale, resoconti, narrazioni, reportage… è infine deluso dal mondo moderno, meccanizzato e massificato, che mette a repentaglio l’esistenza stessa della poesia. E infatti dopo l’uscita di La bufera e altro nel 1956 inizia un periodo di silenzio poetico di quasi 10 anni.
  4. Le poesie di Satura e la nomina a senatore a vita (1964-1971) Molti riconoscimenti, celebra il 7o^ centenario della nascita di Dante, Laurea Honoris Causa a Cambridge, nomina a Senatore a vita. Muore la moglie, ritorna alla poesia ma questa volta con carattere più satirico, polemico, comico e una svolta in senso prosastico. Influenza di Dante per scene comiche infernali. Per via della società di massa, non è più possibile la poesia alta delle sue prime raccolte, quindi Satura, del 1971, è una svolta
  5. Il premio Nobel e la stagione dei Diari e di Altri versi (1972-1981)

Decisamente prosastico e diaristico, scrive Diari e Quaderno di quattro anni, Altri versi. Nel 1975 riceve il Nobel per la letteratura tenendo il discorso è ancora possibile la poesia? Muore nel 1981, funerale di stato con il Presidente Pertini, il Primo Ministro Spadolini, l’arcivescovo di Milano. 4 Ossi di Seppia come “romanzo di formazione” e la crisi del Simbolismo È il primo libro di poesie di Montale e in esso confluiscono varie tendenze di poetica

  • Avanguardia crepuscolare ed espressionista
  • Simbolismo francese e italiano di Pascoli ma soprattutto d’Annunzio
  • Restaurazione anti-avanguardista della rivista di Gobetti e un classicismo Esce in un periodo di svolta politica (1925, anno dopo delitto Matteotti) quindi è normale sia in un baricentro precario tra le varie influenze La prima edizione del 25 comprende poesie scritte prevalentemente tra il 21 e il 24 (salvo Meriggiare e Riviere che sono precedenti), in quella successiva del 28 si aggiungono altri 6 componimenti. Ossi di Seppia → immagine già presente in Alcyone di d’Annunzio; Gli ossi di seppia galleggiano felicemente in mare = felicità naturale, ma a volte si arenano a terra come inutili relitti. Se la felicità nel mare è tipica delle prime poesie, poi questa prospettiva si chiude. Terra vs Mare: simboli importanti
  • Mare come luogo dell’indifferenziato, beatitudine panica, natura (come quella di Alcyone)
  • Terra come luogo dell’esilio, dei limiti, ma anche del rapporto sociale, sacrificio, momento etico. Il libro è un Romanzo di formazione perché il poeta si stacca dal mare e accetta stoicamente la terra e la scelta morale. Anche sulla terra a volte è possibile un miracolo laico, incontri rivelatori, epifanie (es. le scaglie di mare?). Ossi di seppia è dunque un percorso, dalla felicità panica = infanzia = natura, verso disincanto = maturità = città, frammentazione della modernità. Si arriva a una condizione di spaesamento che investe realtà oggettiva e soggettiva, l’anima è ormai divisa e informe. L’uomo deve accettare la terra desolata senza viltà, con dignità → programma morale. Contrasto con poetica dannunziana: M attraversa e supera la prospettiva simbolistica dannunziana (alla fine di Alcyone d’Annunzio fa addio assoluto a soluzioni umane). → Rifiuto dell’eloquenza dannunziana, stile aspro, arido (parole aspre e chiocce) che aderisce alla realtà delle cose al di là dell’inganno delle convenzioni ideologiche. Lingua sia alta, aulica, sia bassa, a volte tecnica → unisce aspetto poetico fisico e metafisico, realismo impressionistico e astrattismo delle immagini. È una sintesi. Evoluzione metrica, da giovane fa ironia metrica sui versi tradizionali, ma poi usa con originalità personale versi tradizionali (endecasillabo e settenario). Poesia ricca di cose, oggetti, particolari, molto condensata e con carattere universale esistenziale.

Significato Il muro, la muraglia (cfr Pascoli e Leopardi) in questo caso rappresenta il limite invalicabile che ci obbliga a muoverci entro percorsi stabiliti, stesse azioni, limiti naturali e della società. La descrizione del paesaggio rivela l’insensatezza della natura. Raccolta di piccole scene o sensazioni, riportate con verbo all’infinito per essere rese impersonali e universali. Il poeta non fa, si lascia colpire da ciò che vede, assiste con reazioni attutite, quasi stordimento. È prigioniero di una realtà che non può capire e da cui non può evadere (muraglia). Vedi su libro pag 224 confronto Leopardi e Montale T3 Spesso il male di vivere ho incontrato Il poeta presenta tre scene di travaglio della vita (rivo strozzato, foglia incartocciata, cavallo stramazzatto) e tre scene di indifferenza (la statua, la nuvola e il falco) in un’ottica di insensatezza della vita, che da una parte è sofferenza e dall’altra indifferenza (cfr Leopardi). NB in questo schema non c’è il T6 La casa dei doganieri, semplicemente perché non solo non l’abbiamo fatta, ma non è neanche del libro ossi di seppia, quindi non ha il minimo senso riassumerla qua. La si trova a pag 237