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Schema teoria Durkheim, Schemi e mappe concettuali di Relatività Generale

Il documento illustra in modo sintetico e preciso gli snodi concettuali affrontati dal prof. Mori nelle sue lezioni su Durkheim nell'ambito del suo corso di Sociologia generale

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

Caricato il 05/02/2026

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Durkheim (sintesi)
Il concetto di sociale: un elemento esterno alle coscienze dei singoli, preesistente ad esse, capace di esercitare
un’azione coercitiva. Il sociale di fatto coincide col normativo (
Le regole del metodo sociologico)
. I fatti sociali sono modi
(normativi, ovvero imposti tramite sanzione) di agire, sentire e pensare.
Genesi del sociale: Per Durkheim (
La divisione del lavoro sociale
), il sociale non può essere spiegato sulla base di un
accordo tra individui che esistono prima di esso (logica contrattualista) in quanto il contratto prevede risorse daccapo
sociali che sono ad esso esterne e che lo rendono possibile. Il contratto è pertanto un effetto del sociale e non la sua causa.
Per Durkheim, umano e sociale non sono due fenomeni sequenziali (prima si dà il soggetto umano e poi si dà la società;
oppure: prima si la società e poi il soggetto umano) ma si co-implicano (non può darsi umano senza sociale e viceversa).
Il sociale è da pensarsi nei termini di una coscienza collettiva: un insieme di valori, norme e rappresentazioni del mondo
che abita ciascuna delle coscienze singole appartenenti a quella data società.
Mutamento sociale: I cambiamenti sociali non possono essere che pensati come cambiamenti della coscienza collettiva.
Quali le cause? Quale la direzione del mutamento? Per Durkheim il cambiamento è dovuto alla crescita demografica che
investe le società claniche laddove la loro organizzazione del lavoro riesce a produrre prosperità. L’aumento demografico
comporta un aumento delle risorse che è necessario reperire. I nuovi fabbisogni materiali spingono il lavoro sociale a darsi
assetti via via più differenziati. A sua volta, la differenziazione del lavoro non può che tradursi in una differenziazione
culturale: i valori, le norme, e le rappresentazioni del mondo che albergano nelle coscienze degli individui non coincidono
più tra di loro. Quale destino per la coscienza collettiva? I suoi contenuti vanno via via astraendosi e generalizzandosi. Una
maggiore astrazione e generalità dei valori condivisi permette di includere sotto l’alveo della coscienza collettiva porzioni
crescenti di diversità e autonomia senza che la tenuta dell’integrazione sociale ne risulti minacciata.
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Durkheim (sintesi) Il concetto di sociale : un elemento esterno alle coscienze dei singoli, preesistente ad esse, capace di esercitare

un’azione coercitiva. Il sociale di fatto coincide col normativo ( Le regole del metodo sociologico). I fatti sociali sono modi

(normativi, ovvero imposti tramite sanzione) di agire, sentire e pensare.

Genesi del sociale : Per Durkheim ( La divisione del lavoro sociale), il sociale non può essere spiegato sulla base di un

accordo tra individui che esistono prima di esso (logica contrattualista) in quanto il contratto prevede risorse daccapo sociali che sono ad esso esterne e che lo rendono possibile. Il contratto è pertanto un effetto del sociale e non la sua causa. Per Durkheim, umano e sociale non sono due fenomeni sequenziali (prima si dà il soggetto umano e poi si dà la società; oppure: prima si dà la società e poi il soggetto umano) ma si co-implicano (non può darsi umano senza sociale e viceversa). Il sociale è da pensarsi nei termini di una coscienza collettiva: un insieme di valori, norme e rappresentazioni del mondo che abita ciascuna delle coscienze singole appartenenti a quella data società. Mutamento sociale : I cambiamenti sociali non possono essere che pensati come cambiamenti della coscienza collettiva. Quali le cause? Quale la direzione del mutamento? Per Durkheim il cambiamento è dovuto alla crescita demografica che investe le società claniche laddove la loro organizzazione del lavoro riesce a produrre prosperità. L’aumento demografico comporta un aumento delle risorse che è necessario reperire. I nuovi fabbisogni materiali spingono il lavoro sociale a darsi assetti via via più differenziati. A sua volta, la differenziazione del lavoro non può che tradursi in una differenziazione culturale: i valori, le norme, e le rappresentazioni del mondo che albergano nelle coscienze degli individui non coincidono più tra di loro. Quale destino per la coscienza collettiva? I suoi contenuti vanno via via astraendosi e generalizzandosi. Una maggiore astrazione e generalità dei valori condivisi permette di includere sotto l’alveo della coscienza collettiva porzioni crescenti di diversità e autonomia senza che la tenuta dell’integrazione sociale ne risulti minacciata.

La dimostrazione giuridica : Il diritto è il simbolo visibile della coscienza collettiva; studiando le trasformazioni del diritto, si rilevano empiricamente le direzioni che prende il suo mutare. Nelle società segmentarie troviamo solo un tipo di diritto, quello penale. Nell’antichità le più gravi sanzioni penali miravano tutte ad evitare la trasgressione dei precetti religiosi. Nella modernità il diritto penale si concentra invece sulla tutela dell’integrità della persona e della sua proprietà. Durkheim ne conclude che la modernità si fa promotrice di ideali e valori ispirati all’individualismo, ovvero ideali e valori che promuovono la libertà del soggetto e la sua autonomia rispetto a vincoli, condizionamenti, imposizioni esterne, ecc. Solidarietà meccanica e solidarietà organica : Sulla scorta di queste analisi Durkheim propone due forme ideal-tipiche

di legame sociale (che egli chiama solidarietà). La solidarietà meccanica, tipica delle società più semplici e arcaiche, si

basa sull’identità dei soggetti, quella organica sulla loro differenza. In entrambi i casi però resta sempre centrale la condivisione dei valori, delle norme e delle rappresentazioni che formano la coscienza collettiva. Nello stadio organico, infatti, nonostante la grande varietà degli orientamenti culturali che lo caratterizzano, gli individui sono tutti accomunati dall’aver interiorizzato il credo dell’individualismo: il soggetto, la sua libertà e la sua proprietà sono sacri. Il nostro stare assieme è in funzione della promozione di questo ideale.

La torsione paradossale del valore individualista: Durkheim ( L’individualismo e gli intellettuali) nota che fare

dell’individualismo il valore giuda della coscienza collettiva comporta una certa ambivalenza. L’individualismo è sì un valore sociale in quanto collettivamente sorretto e investito di una comune carica morale. Tuttavia, esso difende e promuove l’indipendenza e la libertà del soggetto rispetto alle sue appartenenze, ivi incluse quelle sociali. Per Durkheim quello individualista è un destino inevitabile: le società moderne non possono che essere individualiste in quanto l’individualismo è il valore più inclusivo (il più astratto e generale) che abbiamo a disposizione, tuttavia esso non abilità alcun specifico sistema rituale e simbolico.

Il rituale e il simbolico : Nel suo ultimo grande contributo ( Le forme elementari della vita religiosa), Durkheim mette in

evidenza, come mai aveva fatto in precedenza, l’importanza che a suo avviso hanno rituali e simboli per la tenuta del legame sociale. Il rituale è un dispositivo che, mediante un’alterazione estatica delle coscienze dei suoi partecipanti (effervescenza collettiva), crea la realtà del sacro. Il sacro è da intendersi come un’energia emotiva che circola libera e informe nel corso del rituale. Essa però può essere per così dire catturata, imbrigliata mediante lo strumento del simbolo. I simboli sono sempre sacri (nessuna precisione cognitiva, fortissima carica emotiva) e lo sono in quanto rimandano a una qualche forma di identità collettiva. In questo testo, Durkheim mostra come il sociale abbia sì una valenza normativa, ma la sua vera natura è emotiva. La radice prima, il DNA del sociale consiste essenzialmente nel senso di appartenenza comune che il rituale crea e che i simboli ravvivano costantemente.