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Schemi dettagliati del libro "Economisti in laboratorio" di Nicolas Eber e Marc Willinger, terzo e quarto capitolo.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il modello di concorrenza perfetta è stato più volte oggetto di analisi sperimentali. Dalla fine degli anni ’ Chamberlin si è interessato alle predizioni teoriche del modello di concorrenza dal punto di vista sperimentale, conducendo alcune sessioni con i suoi studenti I risultati hanno rivelato che il prezzo medio delle transazioni era maggiore rispetto a quello predetto dalla teoria e che la quantità scambiata era più bassa Questi risultati erano in linea con la teoria della concorrenza monopolistica da lui elaborata La concorrenza perfetta è una forma di mercato caratterizzata dall'impossibilità degli imprenditori di fissare il prezzo di vendita dei beni prodotti, che è fissato invece dall'incontro della domanda e dell'offerta, che a loro volta sono espressione dell'utilità e del costo marginale. L'impresa non può determinare contemporaneamente quantità e prezzo d'equilibrio del mercato. La definizione di concorrenza perfetta fa riferimento a quella situazione in cui, per il numero degli operatori economici presenti sul mercato, ciascuno di essi (sia esso espressione della domanda ovvero consumatore e/o sia esso espressione dell'offerta ovvero produttore) crede fermamente di non avere la possibilità di influenzare in alcun modo, attraverso i propri comportamenti, il prezzo di vendita dei beni e/o servizi scambiati sul mercato.
Vernon Smith ha avuto l’idea di modificare il protocollo di negoziazione tra compratori e venditori, rendendo pubbliche tutte le offerte di vendita e le offerte di acquisto Nel mercato sperimentale ogni agente dispone di un numero predeterminato di unità del bene All’inizio dell’esperimento, un’estrazione a sorte determina se l’agente sarà un compratore o un venditore Ogni compratore riceve un buono sul quale sono indicati i valori per ognuna delle unità di bene che potrebbe acquistare, tali valori sono diversi per ogni unità di bene e per ogni compratore Allo stesso modo, ogni venditore riceve un buono sul quale sono indicati i costi unitari per ogni unità di bene che potrebbero essere oggetto di vendita, i costi unitari differiscono per ogni unità di bene e per ogni venditore L’insieme dei valori per i compratori corrisponde alla funzione di domanda per il bene e l’insieme dei costi unitari dei venditori corrisponde alla funzione di offerta Quando ogni compratore e ogni venditore conoscono rispettivamente i propri valori e i propri costi unitari, il mercato viene aperto agli scambi Il mercato viene più volte chiuso e riaperto al fine di permettere ai soggetti di rivedere, eventualmente, le proposte di acquisto e di offerta
Esempio di funzione di offerta
Il mercato è organizzato secondo la formula dell’asta pubblica bilaterale In ogni momento, un compratore o un venditore può fare un’offerta annunciando un prezzo: un prezzo di vendita per unità se si tratta di un venditore o un prezzo d’acquisto per unità se si tratta di un compratore (tutte le offerte sono pubbliche) Il processo di contrattazione continua fino a quando uno dei soggetti coinvolti nello scambio non accetta una delle proposte: in quel momento ha luogo la transazione Se un venditore accetta la proposta d’acquisto di un compratore al prezzo indicato, il venditore cede l’unità venduta in cambio del prezzo di vendita Una volta perfezionata la transazione tra venditore e compratore, lo stesso processo viene messo in atto fino a quando nessun agente propone ulteriori offerte e il mercato viene, di conseguenza, dichiarato chiuso Una volta che il mercato viene chiuso, se ne può aprire un altro avente le stesse caratteristiche. Questa ripetizione viene condotta per tre ragioni Alcuni agenti possono aver “mancato” delle opportunità per realizzare transazioni convenienti, avendo formulato proposte insoddisfacenti Si presume che la ripetizione debba simulare un mercato reale nel quale esistono richieste di acquisto e offerte in ogni istante con un determinato flusso di prodotti in entrata e in uscita I partecipanti possono apprendere dai loro errori o dalle loro omissioni
In equilibrio, è possibile determinare il surplus dei compratori Sc
(l’area compresa tra la funzione di domanda e P*) e il surplus dei venditori Sv
(l’area compresa tra P* e la funzione di offerta), così come il surplus totale S*= Sc
. In teoria tutti gli scambi Avvengono al prezzo Di equilibrio P* Perché esiste questa differenza rispetto a quanto enunciato dalla teoria? Fondamentalmente, il motivo è che la teoria alla base dell’equilibrio concorrenziale ha bisogno dell’intervento di un meccanismo di coordinamento delle offerte e delle richieste di acquisto degli agenti per funzionare Il protocollo sperimentale dell’asta bilaterale differisce dalla teoria in questo punto, in quanto permette di realizzare transazioni fuori dall’equilibrio
Fu condotto un esperimento di mercato con quattro venditori e quattro compratori Partendo da questi risultati fondamentali, ripetutisi spesso in successivi esperimenti, sono state realizzate numerose variazioni per studiare gli effetti delle disuguaglianze tra i surplus e degli shock tanto dal lato dell’offerta quanto della domanda Si osserva la convergenza verso il prezzo di equilibrio, talvolta con transazioni, a prezzi superiori o inferiori, e l’efficienza che tende a rapidamente al 100%, segno che tutte le transazioni mutuamente vantaggiose hanno luogo Questi risultati sono importanti in quanto confermano la validità del modello, anche se il protocollo attraverso il quale vengono fissati i prezzi è differente Inoltre, dimostrano che la convergenza verso il prezzo di equilibrio si può raggiungere anche con un numero limitato di agenti La concorrenza tra i venditori da una parte, e i compratori dall’altra, è sufficiente al fine di generare la convergenza verso l’equilibrio, anche con due venditori e due compratori soltanto
Per i soggetti nuovi (mercato A) si osserva la formazione di una <
Questo comportamento alza il prezzo e mantiene tale tendenza, tanto che il timore di non poter rivendere prima della fine della sequenza non è una minaccia sufficiente. Si osserva, tuttavia, che la bolla si riduce e tende a scomparire a mano a mano che l’esperienza dei soggetti aumenta. Gli esperimenti condotti sui mercati hanno permesso di giungere a un buon numero di risultati e di confermare la validità di numerosi aspetti del modello di concorrenza perfetta, le principali conclusioni sono Noussair e Ruffieux notano che uno degli insegnamenti più importanti che si possono trarre dagli esperimenti sui mercati è dato dal fatto che i mercati finanziari possono rivelarsi nettamente meno efficaci rispetto ai mercati di beni e servizi non finanziari
nell’istituzione a prezzi esposti, contrariamente a quanto accade nell’asta bilaterale, i prezzi si aggiustano peggio in caso di fluttuazioni, manifestando una forte vischiosità.
razionando la domanda L’equilibrio monopolistico, rispetto a quello concorrenziale, vede il monopolista accaparrarsi una rendita e il surplus ridursi a causa del mancato scambio di alcune unità che sarebbe invece vantaggioso per tutti di scambiare. Monopolio puro in esso un'unica impresa è l'unico produttore di un bene, o il solo fornitore di un servizio, solitamente a causa di restrizioni all'entrata nel mercato Monopolio naturale è una configurazione industriale in cui il numero ottimale di imprese presenti sul mercato è uno. Il monopolio naturale si manifesta quando nell'intervallo di produzione rilevante, ossia nell'intorno del volume di produzione domandato dal mercato, la funzione di costo è subadditiva
Mercato contenibile Una particolare forma di mercato, che può essere considerata una “variante” della concorrenza perfetta, è costituita dai mercati contendibili Un mercato si definisce contenibile quando Non ci sono barriere in ingresso o in uscita Ciò significa che tutte le imprese che intendono operare in quel mercato possono entrarvi liberamente, senza sopportare costi particolari o discriminazioni. Esse devono operare in condizioni di perfetta parità con le imprese già presenti sul mercato: devono avere accesso alle medesime tecnologie, alle medesime informazioni, agli stessi prezzi dei fattori produttivi (materie prime, tecnologie, componenti, forza lavoro, energia, risorse finanziarie ecc.) disponibili per le aziende già sul mercato Il tempo che occorre a una nuova azienda per entrare nel mercato è inferiore a quello che le imprese già presenti possono impiegare per adeguare i propri prezzi Non ci sono barriere in uscita né costi non recuperabili Prendiamo, per esempio, un’impresa che ha investito 10 milioni di euro in macchinari per entrare in un mercato e che, a un certo punto, volesse uscirne. L’impresa procede alla vendita dei macchinari e ne ricava 7 milioni di euro. In questo caso, i costi di uscita sono pari alla differenza tra il capitale investito (10 milioni) e quello ricavato con la vendita (7 milioni), dunque 3 milioni di euro. Ebbene, in questo caso, il mercato non può essere considerato contendibile, in quanto la perdita di 3 milioni registrata dall’impresa rappresenta una barriera all’uscita e un costo non recuperabile. Se invece l’impresa avesse potuto recuperare in uscita il 100% del suo investimento iniziale (10 milioni di euro), allora saremmo stati in presenza di un mercato contendibile
Aste segrete qui gli agenti propongono le loro offerte in una busta chiusa la più diffusa è quella al primo prezzo nella quale è l’agente che dichiara il prezzo più elevato che vince Vickrey ha proposto un’asta più efficace l’asta al secondo prezzo: nella quale l’agente che vince paga il secondo prezzo più elevato che è stato proposto Aste orali qui gli agenti annunciano i prezzi durante lo svolgimento dell’asta un’altra asta orale molto diffusa è quella olandese si tratta di un tipo di asta discendente dove un meccanismo esogeno abbassa progressivamente il prezzo partendo da una cifra molto elevata viene utilizzata principalmente per la vendita di beni deperibili quali ad esempio il pesce o i fiori recisi la più popolare è quella inglese qui i partecipanti, in successione, dichiarano i prezzi in ordine ascendente fino a quando nessuno fa più offerte quindi l’ultima offerta costituisce il prezzo di vendita La teoria delle aste si è sviluppata grazie al contributo fondamentale di Vickrey, e si può dire che:
L’asta a valor comune è caratterizzata dal fatto che il valore del bene messo all’asta è lo stesso per tutti gli agenti l’esempio tradizionale è la vendita dei diritti d’estrazione di un giacimento di petrolio. Del resto, proprio questo è all’origine dell’identificazione di uno strano fenomeno che discende dalle aste a valor comune, detto “maledizione del vincitore” questo fenomeno attiene al fatto che, in un’asta a valor comune, il vincitore acquista, spesso, il bene ad un prezzo troppo elevato I principi del <
Vi sono due tipi di studi sperimentali in cui vengono simulati i mercati oligopolistici reali
I primi esperimenti di teoria dei giochi sono stati condotti negli anni ‘50. Le quattro tematiche privilegiate dalla letteratura sono: la cooperazione, il coordinamento, le negoziazioni e la fiducia. Un elevato numero di studi sperimentali ha messo in evidenza la presenza di comportamenti cooperativi i giochi utilizzati sono accomunati dal fatto di rappresentare un dilemma sociale, ossia un conflitto tra gli interessi individuali e quelli della collettività questo conflitto di interesse si risolve, secondo la teoria, in un equilibrio non cooperativo e sub-ottimale. quelli commissionati dall’autorità di regolamentazione della concorrenza (o antitrust) si tratta di scoprire eventuali comportamenti anticoncorrenziali illeciti quelli commissionati dalle imprese private si tratta di determinare per conto di un’impresa privata quale tra le strategie di mercato possa essere la più redditizia Gli esperimenti atti a studiare la cooperazione utilizzano giochi semplici come: ad esempio, il dilemma del prigioniero, il gioco del bene pubblico o il gioco dei Commons.
Il dilemma del prigioniero rappresenta l’idea di fondo secondo la quale il confronto tra interessi individuali non porta necessariamente a raggiungimento dell’ottimo collettivo Per il giocatore 1, A rappresenta una “strategia dominata“ e B una “strategia dominante“. La predizione teorica dice che sarà la strategia B ad essere privilegiata se si abbraccia l’ipotesi che i soggetti siano razionali e motivati solo ed esclusivamente dalla ricerca del massimo guadagno personale. Si dice che questo gioco ammette un equilibrio di Nash, cioè (B, B). Un equilibrio di Nash è un insieme di strategie (una per giocatore) tale per cui nessuno, tenendo conto delle strategie adottate dagli altri, può migliorare la propria situazione; l’equilibrio di Nash rappresenta una situazione stabile, in corrispondenza della quale nessun giocatore ha dei ripensamenti una volta osservate le scelte degli altri. Nel gioco del dilemma del prigioniero, l’unico equilibrio di Nash ha la proprietà fondamentale di essere sub-ottimale. Se entrambi i giocatori scelgono la strategia B, ciascuno di loro ottiene 2 euro invece che 8 euro, somma che avrebbero potuto guadagnare giocando entrambi la strategia A. Ogni partecipante si trova di fronte a un dilemma tra la propria razionalità individuale, che gli suggerisce di giocare la strategia dominante B, e la razionalità collettiva, che gli consiglia di giocare la strategia cooperativa A. Questo dilemma è noto come il dilemma del prigioniero. Di fronte alla matrice dei payoffs circa il 60% dei soggetti sceglie la strategia cooperativa (A). Il tasso di cooperazione è molto sensibile a livello dei payoffs: più i potenziali guadagni di un comportamento cooperativo sono elevati, più i soggetti sono disposti a cooperare.