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L’ECONOMIA COGNITIVA – ALESSANDRO INNOCENTI
(lezione 1)
CHE COSA È L’ECONOMIA COGNITIVA? (1.1)
TEORIA ECONOMICA → scienza fondata sulla matematica e l’uso di modelli logico-deduttivi che permettono di tradurre i fatti empirici analizzati. E’ anche fondata sulla lingua: la traduzione di parole inglesi ha portato ad un uso sbagliato di alcuni concetti rendendo difficile la comunicazione tra studiosi di discipline diverse e il confronto tra economisti di paesi diversi. Se digito “cognitive economics” trovo contributi di autori europei; se digito “behavioral economics” trovo lavori di americani → questione terminologica che crea problemi. L’economia come scienza matematica nasce con degli studiosi europei: Gerard Debreu, John Harsanyi, Jacob Marschak, Oskar Morgenstern, John von Neumann. Emigrano negli Stati Uniti durante la 2GM portandosi con sé idee innovative. C’era un dibattito tra la scuola austriaca, francese, italiana e tedesca VS la scuola anglosassone e statunitense. Negli anni 50 il tutto si calma → evoluzione storica che ha portato la scienza economica ad assumere la TEORIA DELLA SCELTA RAZIONALE: l’agente economico (=individuo che segue le regole di comportamento) ha dei criteri di scelta coerenti e segue delle regole definite a priori = ASSIOMI. METODO ASSIOMATICO = sistemi composti da un proprio alfabeto, da regole di formazione, da assiomi (formule principali / primitive del sistema) e da regole di trasformazione (ci dicono in quale modo le formule possono essere trasformate in altre formule). Un sistema è completo se per ogni formula generica f , nel sistema si può provare f o la sua negazione MA non entrambi. L’economia usa l’approccio assiomatico quando distingue tra:
- teoria → fondata sugli assiomi
- interpretazioni → dà origine agli assiomi Si introducono così i MODELLI FONDATI SUL RAGIONAMENTO DEDUTTIVO = da ipotesi generali, vengono prodotte conclusioni generali tramite la logica e la matematica. Quindi:
- “behavioral economics” = economia comportamentale = area di ricerca con l’obiettivo di inserire i dati empirici e le teorie induttive nelle scienze economiche. Il voler unire l’economia con la psicologia è voluta dalla teoria della scelta razionale. Secondo l’economia comportamentale, gli agenti economici possono comportarsi in modo non razionale e non correggono i propri errori di calcolo e logica, questo perché le preferenze degli agenti possono essere incoerenti con ciò che è stato teorizzato e verificato dalla psicologia comportamentale. L’efficacia delle teoria dell’economia comportamentale non dipende dall’essere uguale alla realtà ma dalla correttezza del modo in cui queste teorie sono state ricavate dalle assunzioni fatte. I processi che precedono e determinano le scelte sono ignorati, l’oggetto di analisi sono le scelte effettivamente compiute e da queste deduciamo le preferenze che le hanno determinate → PREFERENZE RIVELATE.
- “cognitive economics” = economia cognitiva = lo studio dei comportamenti economici deve avere un approccio interdisciplinare usando strumenti delle scienze cognitive → anni 50 nel 900, degli studiosi propongono teorie sul funzionamento della mente integrando: o psicologia cognitiva o filosofia della mente o linguistica o intelligenza artificiale o neuroscienze o economia cognitiva → fine anni 70 Vengono studiati gli stati mentali che ci sono dei processi di raccolta ed elaborazione dell’informazione, di creazione di conoscenza, di presa di decisione. L’economia cognitiva analizza i processi mentali che portano alle preferenze e le decisioni. I processi tramite cui gli individui raccolgono – elaborano – usano l’informazione per formare preferenze e decisioni diventano oggetto di analisi. Gli individui sono eterogenei tra di loro, cioè che il loro comportamento è il risultato di processi diversi da individuo a individuo. INDIVIDUALISMO METODOLOGICO = i fenomeni sociali possono essere descritti a partire dai soggetti che vivono nella società. I fatti economici sono il risultato dell’azione umana, i soggetti (spinti da motivazioni personali) interagiscono tra di loro creano istituzioni economiche, quindi, i comportamenti economici vanno avanti solo per interessi individuali. I soggetti collettivi (= formati da più persone, es famiglia, società) non sono portatori di interessi economici autonomi → ogni decisione individuale ha degli effetti che si analizzano considerando il modo in cui i soggetti si relazionano. Ecco che l’economia cognitiva usa il metodo sperimentale.
(lezione 3)
ECONOMIA COME SCIENZA SPERIMENTALE (1.2)
Anni 50 → ECONOMIA SPERIMENTALE, nuova tipologia di dati creati in laboratorio per fini scientifici per gli economisti in ambienti controllati. Laboratorio = aula universitaria con computer. Gli studenti vengono presi casualmente e ricevano un compenso monetario. Un esperimento economico non deve replicare esattamente la realtà e in questo modo non si avranno risultati ambigui a causa della non controllabilità degli eventi reali. Inoltre, possiamo trovare regolarità empiriche inedite che ci permettono di scoprire nuovi fatti. Condizioni per un valido esperimento economico:
- REGOLARITÀ PROCEDURALE = l’esperimento deve essere replicabile; gli studenti sono esposti a sollecitazioni ambientali / interpersonali non controllabili. Un modo efficace è rendere le procedure uniformi e condivise e tanto più sono dettagliate, di semplice e facile esecuzione, più saranno replicabili. Nelle istruzioni devono essere chiari i dettagli.
- PARALLELISMO = l’esperimento deve essere strutturato in modo che rappresenti le assunzioni del modello economico da verificare. Seleziona un n di variabili di un certo tipo di comportamento / evento così da semplificare le condizioni e renderle più controllabili e misurabili. Le persone reali non coincidono con gli agenti economici della teoria. Un esperimento è utile se le variabili scelte dallo sperimentato saranno determinanti nel comportamento reale del soggetto.
- TEORIA DEL VALORE INDOTTO = l’esperimento deve usare la ricompensa per permettere a chi sperimenta di indurre caratteristiche specificate prima in chi parteciperà all’esperimento. La ricompensa deve soddisfare tre condizioni: a. monotonicità / non sazietà, la ricompensa deve essere alta per l’impiego del tempo e la fatica mentale e deve soddisfare il soggetto, cioè non li deve venire in mente di chiedere cifre maggiori. b. salienza, la ricompensa ricevuta dipende dalle azioni che fa il soggetto e deve capire questa relazione. c. dominanza, i cambiamenti che il soggetto ottiene devono essere inclusi nella ricompensa (?) Il mezzo di ricompensa che soddisfa queste 3 condizioni è il DENARO e questo fa la differenza rispetto gli esperimenti di psicologia.
- CORRETTEZZA: gli esperimenti devono essere fatti in modo che non ci sia nessun comportamento che i soggetti percepiscono come corretto e attesto. L’assistente dello sperimentatore svolge questo compito e non è a conoscenza di tutti gli obiettivi dell’esperimento.
- CALIBRATURA = un buon esperimento deve avere un metodo chiaro ed esplicito per poi confrontare i risultati e le ipotesi in modo da distinguere le predizioni di teorie alternative. Definire i parametri quantitativi di una teoria deve essere fatto prima e non dopo l’esperimento. Rispettare questi principi permette di raccogliere dati controllabili e replicabili senza errori di misurazione. L’economista è responsabile della validità e della credibilità scientifica. ESPERIMENTO DOUBLE-MIND = né i soggetti né lo sperimentatore sono in grado di associare le decisioni prese in laboratorio al soggetto che le ha prese, questo per minimizzare l’effetto dell’EXPERIMENTER BIAS = le azioni dello sperimentatore possono indicare ai soggetti come essi si dovrebbero comportare così da modificare le loro decisioni; è relativo a qualche caratteristica personale e visibile dello sperimentatore. Un altro effetto è il PARTICIPANT BIAS / DEMAND CHARACTERISTIC = i soggetti modificano i loro comportamenti per conformarsi a quelli che secondo loro sono i fini dell’esperimento condizionando così la validità; è relativo al design sperimentale. Le istruzioni devono non dare espressioni / giudizi espliciti. L’uso del metodo sperimentale in economia è criticato perché:
- Prendere studenti per studiare fenomeni in cui lavorano esperti e professionali può essere una semplificazione.
- Nei mercati le decisioni sono sofisticare e ogni scelta può non replicare i processi che ci sono nella realtà.
- Se vengono prese figure professionali, tendono ad usare regole procedurali reagendo alle situazioni reali evocate dall’esperimento.
- Gli studenti garantiscono impermeabilità a condizionamenti esterni e velocità di apprendimento a bassi costi e sono facili da reclutare. Il fatto della semplificazione è una critica generale del metodo sperimentale: i mercati reali sono più complicati rispetto a quelli del laboratorio → se una teoria viene falsificata in un ambiente semplice, perché non dovrebbe essere così anche in un ambiente complesso? E perché se una teoria viene provata in un ambiente semplice, deve essere la stessa teoria a determinare quali integrazioni possono renderla valida anche in altri ambienti più complessi? Anche in laboratorio ci sono delle difficoltà nel controllo dell’ambiente che possono mettere in dubbio la validità. Intorno al 1940 iniziano le prime simulazioni in laboratorio.
generare impressioni distorte. Questi processi sono detti SOSTITUZIONE DELL’ATTRIBUTO = ogni giudizio passa da una procedura euristica delle mente inconsapevolmente. Secondo la Teoria dei processi duali, le decisioni sono il risultato di fattori ignorati dalla Teoria della scelta razionale. Il modello della Teoria della scelta razionale è viziato perché è indipendente dalle caratteristiche dell’ambiente in cui viene presa la decisione. Secondo l’economia, il valore assegnato ad un bene varia in funzione del modo in cui il bene è percepito (è soggettivo e dipende dal contesto) (lezione 5, 13)
COME FUNZIONA LA MENTE (3.2)
Alan TURING ha studiato la ricostruzione dei processi mentali. Elaborò una macchina teorica, la MACCHINA DI TURING = calcola ogni compito che fosse descritto tramite algoritmo, cioè per via di un elenco di istruzioni. C’è un nastro con solo due simboli: uno spazio vuoto e una barra trasversale. Poi c’è uno scanner per leggere il nastro e 4 azioni:
- muovere a destra
- muovere a sinistra
- cancella la barra
- aggiungere la barra Questo fu usato per costruire il primo computer digitale e Donald Hebb dimostrò come il funzionamento del cervello potesse essere studiato con l’analisi delle connessioni tra neuroni in cui passa il segnale elettrico. → CONNESSIONISMO = il funzionamento di sistemi complessi come il cervello è il risultato di connessioni tra singole unità che li compongono. Le reti neurali, formate tramite il legame tra i neuroni, sono un modello che rappresenta cambiamenti ed adattamenti del cervello. I neuroni, come la macchina di Turing, operano come unità binarie. La mente riproduce il funzionamento del computer che produce associazioni mentali e quindi il funzionamento della mente dipende dalla combinazione delle sue parti. L’ipotesi del connessionismo è che il cervello elabori informazioni con il fine di produrre percezioni, credenze e decisioni usando una rete fatta dal sistema nervoso che ha un funzionamento autonomo dal controllo cosciente e attivato con impulsi elettrici trasmessi attraverso neuroni (formano la sostanza grigia). NEURONE = cellula composta da:
- un corpo cellulare,
- un nucleo che ha l’informazione generica organizzata in cromosomi,
- i dendriti che raccolgono gli impulsi elettrici (input) che arrivano al neurone e sono estensione del corpo cellulare.
- l’assone emettono gli output, è una lunga protuberanza che trasmette lo stimolo elettrochimico verso i dendriti di un altro neurone. Il sistema nervoso ha dei nodi specializzati per raccogliere informazioni dall’esterno (i sensi) che vengono tradotte nel linguaggio delle rete (= scariche elettriche). Gli impulsi vengono inviati ai neuroni tramite la sinapsi. IL SE SINAPTICO Joseph LeDoux: le sinapsi sono canali di comunicazione tra neuroni e la sede della personalità. La sua nozione di personalità è: il tuo Sé, cioè l’essenza di quello che sei, rispecchia i pattern di interconnettività tra neuroni. Le connessioni tra neuroni, cioè le sinapsi, sono i canali di flusso e immagazzinamento delle informazioni. Il cervello non funziona secondo meccanismi diretti di stimolo e reazione, ma tramite processi di trasformazione complessi da decifrare e ricostruire. L’apprendimento è il risultato di un sistema non lineare che si evolve secondo leggi estranee al controllo cosciente. In questo processo di reazione ed adattamento, il cervello si modifica sempre tramite l’irrobustimento delle connessioni sinaptiche. Jerry Fodor, filosofo della mente, ha proposto la TEORIA DELLA MENTE MODULARE = fa riferimento alla macchina di Turing anche bisogna considerarla come un sistema computazionale chiuso, cioè che i calcoli avvengono dentro la macchina. La funzione della mente è scambiare informazioni con l’esterno, quindi l’affinità con la macchina di Turing è che la mente assorbe e
codifica le informazioni che riceve dall’esterno tramite uso di simboli, così le informazioni possono essere conservate. Questo processo è caratterizzato da automatismi che l’individuo non può controllare, es. non posso evitare di sentire una frase detta in una lingua che conosco o evitare di vedere oggetti o non percepire il tatto con un oggetto→ “sistemi di input” che si attivano senza la volontà dell’individuo, questo perché gli stimoli ambientali sono veloci e tanti e quindi non possiamo elaborarli razionalmente. Il problema è quello di riconciliare la frammentata raccolta di input sensoriali con le congetture dell’individuo e Fodor risponde così: i sistemi input sono impermeabili rispetto ai processi cognitivi: ogni modulo non elabora tutta l’informazione disponile, ma solo una specie di stimoli esterni isolati dagli altri sistemi di input. Le rappresentazioni fornite dai sistemi input vengono elaborate dalla mente insieme alle informazioni già in memoria tramite un processo di fissazione delle congetture percettive; questo processo non funziona a ritroso perché gli input restano impermeabili a ciò che succede nel livello di elaborazione della mente. I desideri e le preferenze delle persone fanno parte di un processo successivo e non durante la fase di integrazione percettiva. Avviene una distinzione: 7
- i processi percettivi: rapidi, involontari, superficiali e specifici, cioè isolati dalle conoscenze generali della persona, ogni sistema di input usa un linguaggio e simboli diversi.
- I processi cognitivi: lenti, approfonditi, sotto controllo volontario, generali. Le decisioni sono il risultato di un processo a più stadi in cui gli stimoli esterni vengono trasmessi tramite impulsi elettrici tra neuroni e subiscono degli adattamenti. La struttura del nostro cervello è il risultato dell’eredità genetica e dell’esperienza. Antonio Damasio, ha introdotto l’emozione nei processi decisionali e ha proposto la neurobiologia della razionalità. I processi che conducono alle decisioni non coincidono con quelli connessi alla regolazione biologica e all’emotività. Nelle decisioni economiche, che devono tenere conto dei fattori ambientali, la razionalità strumentale non consente di prendere decisioni, anzi, annullerebbe la capacità di decidere e la persona non potrebbe svolgere calcoli e avrebbe tempi di risposta lunghi. Si verrebbero a creare questi fattori:
- Effetto cornice (kahneman e tversky)
- Errori sistematici (kahneman e tversky)
- Carenze di attenzione
- Limitazioni della capacità della memoria operativa Il nostro cervello prende decisioni molto complesse in pochi secondi grazie al “MARCATORE SOMATICO” = meccanismo di risposta automatica della mente, indirizza subito l’attenzione sui risultati negativi delle decisioni evidenziando i pericoli, così da escludere le azioni più dannose e rimangono poche opzioni di scelta da valutare (nella teoria della scelta razionale tutte le alternative a disposizione vengono valutate). La regione cerebrale coinvolta nel marcatore è la corteccia prefrontale (processi razionali) e nelle regioni dove si formano le immagini dei nostri pensieri, cortecce somo-sensitive. L’uso dei ricordi per costruire le valutazioni prima di una scelta viene definito “AFFECT HEURISTIC” = i giudizi sono immagini giudicate in modo positivo / negativo e dipendono dalle esperienze passate. Il processo dei marcatori è il risultato di esperienze personali, processo d’istruzione e di socializzazione. La conseguenza è che i processi cognitivi diventano dipendenti dai processi emotivi; infatti, quando la rete dei neuroni che fa funzionare i marcatori viene danneggiata, il comportamento si modifica emotivamente e rispetto alla capacità di raccogliere informazioni e prendere decisioni giuste. (lezione 5, 13)
LA NEUROECONOMIA (3.3)
= settore dell’economia cognitiva che studia i meccanismi neuronali quando prendiamo decisioni economiche. Le procedure di scansione cerebrale permettono di fare progressi nello studiare la scatola nera delle preferenze. I processi mentali razionali, di cui siamo coscienti, possono essere ricostruiti tramite l’introspezione e i processi mentali automatici e inconsapevoli si studiano tramite il funzionamento del cervello. L’attività mentale razionale si trova in regioni ristrette del cervello che si attivano insieme ad altre aree per l’elaborazione automatica degli input sensoriali. Il sistema razionale non ha accesso al linguaggio simbolico e alle elaborazioni dei sistemi di input. Se il comportamento degli agenti economici emerge dall’interazione tra processi deliberativi e automatici, dai sistemi percettivi e dai sistemi cognitivi, i processi decisionali devono essere studiati nello stesso modo in cui analizziamo i processi naturali e biologici. Per questo si usano strumenti di rilevazione diretta e indiretta dell’attività cerebrale:
- Strumenti di rilevazione diretta: o PET, ai soggetti viene iniettata una sostanza radioattiva che emette elettroni caricati positivamente, poi viene usato un macchinario con rivelatore di raggi gamma. Quando i neuroni si attivano, distruggono glucosio e ossigeno e richiedono più flusso di sangue per ricostruire queste sostanze. Il flusso sanguigno rappresenta la misura del tasso di attivazione della regione cerebrale analizzata. La PET misura l’accumulo di tracce radioattive in queste regioni che ricevono più sangue e quindi emettono più raggi gamma. o fMRI (risonanza magnetica), produce immagini 3d dell’attività neuronale. I dati esaminano la quantità di sangue ossigenato e deossigenato. Se i neuroni si attivano, aumenta la richiesta di sangue ossigenato, mentre il sangue deossigenato produce un segnale più grande rispetto al sangue ossigenato quando riceve un impulso elettrico. Con la tecnica dell’iperscanning, si studiano 2 o più soggetti insieme sincronizzando gli stimoli e i segnali in aree diverse.
- DI VALORE V, sostituisce la funzione di utilità della teoria della scelta razionale. Ha 3 regolarità: a. I soggetti danno valore alle distribuzioni di probabilità attese discriminando tra perdite e guadagni attesi. b. Le persone hanno una sensibilità decrescente ai cambiamenti in entrambe le direzioni. c. Il valore negativo è maggiore rispetto al valore positivo dei guadagni Nell’asse delle ordinate c’è il valore della funzione V e nell’asse dell’ascisse ci sono i guadagni e le perdite. La funzione di valore cambia curvatura da convessa a concava. Il tratto della funzione di valore nel quadrante in basse a sinistra (perdite) ha un’inclinazione maggiore rispetto al tratto in alto a destra (guadagni). La teoria dei prospetti è un vero e proprio strumento di lavoro, è il risultato di un processo induttivo. In un esperimento, gli studenti preferivano una lotteria con un risultato certo rispetto a quella con risultati incerti anche se con un valore atteso più alto. “EFFETTO CORNICE” / FRAMING EFFECT = le persone adottano criteri qualitativi per giudicare scelte quantitative per fare meno sforzo in un calcolo complesso e non subito evidente. Un modo per giustificare ciò è che di considerare le scelte come un compromesso tra l’obiettivo di prendere una decisione corretta e quello di minimizzare lo sforzo mentale. Altri pensano che l’effetto cornice sia la conseguenza di impulsi emotivi (paure, desideri, ecc) che innescano reazioni mentali automatiche e inconsapevoli. (lezione 12)
AUTOCONTROLLO E SCELTA INTERTEMPORALE (4.3)
La teoria economica descrive lo SCONTO INTERTEMPORALE = scelta fra atti di consumo in diversi momenti nel tempo. La somma futura è la somma disponibile subito moltiplicata per il valore di sconto, cioè il costo del differimento di un atto immediato di consumo. Le decisioni che hanno effetti in futuro sono il risultato di considerazioni economiche invece che matematiche. Il tempo rende mutevole e imprevedibile il comportamento: i soggetti fanno scelte incoerenti, modificano piani e programmi del passo e presentano forme di dipendenza che aumentano la probabilità che una decisione sia presa solo perché è già stata adottata in passato. Bisognerebbe considerare il soggetto dotato di 2 o più SE’. Se consideriamo la teoria della scelta razionale, l’ipotesi dell’io multiplo non vale perché ogni risultato del soggetto diventa indefinito. Esperimento di McClure → lo sconto intertemporale si riconduce al funzionamento di 2 processi neurali che si attivano in aree diverse del cervello:
- Regione nel sistema limbico (tra la base del cervello e la corteccia cerebrale), si attiva quando devo prendere decisioni che prevedono una ricompensa immediata. È la sede dei processi a reazione automatica, impulsivi. Nei primati il sistema limbico si è formato prima della neocorteccia e quindi ci sono radicati gli effetti dell’evoluzione. Include: o Ippocampo → controlla i meccanismi di molte funzioni come la fame, sete, sonno, ormoni e regola il sistema endocrino. o Amigdala → valuta il significato emotivo degli eventi tramite l’associazione a esperienze passate e attiva delle reazioni a situazioni di pericolo. o Ipotalamo → regola i processi biochimici.
- Regione corteccia prefrontale laterale e corteccia parietale posteriore, si attivano quando le ricompense sono sparse nel tempo. Decisioni più razionali, pianificare per il futuro. Si è formata più recentemente e distingue i mammiferi dal resto delle altre specie. Permette di pianificare in modo ragionato le scelte in cui il futuro è incerto. L’esperimento racconta che i partecipanti potevano scegliere tra il denaro subito disponibile R e una somma un po’ più grande però disponibile dopo un po’ di tempo R’. l’attivazione delle due aree consente di predire quali scelte stavano per compiere i soggetti. Quindi, anche le decisioni economiche nascono dall’attivazione di sistemi cerebrali che si attivano.
Le funzioni di queste due regioni ci consentono di fare ipotesi sulle forme di consumo non solo per chi ha patologie di shopping compulsivo o dipendenze da alcool/droghe, ma riguardano tutte le scelte di consumo. È stato visto che la dopamina è importante in queste decisioni; viene prodotta quando ci viene data una ricompensa o quando proviamo piacere oppure quando una decisione non è stata ancora presa ma solo anticipata. Con il ripetere tante volte una scelta, il rilascio di dopamina scompare. Berridge e Robinson, ipotesi: il cervello ha 2 sistemi cerebrali diversi:
- Regola il desiderio → produzione di dopamina
- Regola il piacere La produzione di dopamina porta a decisioni più rapide senza guardare alle conseguenze negative in un futuro. È una competizione tra il sistema cerebrale di reazione automatica e quello lento della neocorteccia. Bernheim e Rangel, premessa: i processi di dipendenza sono la conseguenza degli stimoli ambientali ricevuti dai soggetti che li subiscono. Questi stimoli si arrivano in ambienti limitati in cui le decisioni si ripetono con modi stabili. È possibile che un soggetto faccia un errore quando entra in uno stato in cui è spinto a consumare una sostanza indipendentemente dalle sue preferenze. L’uso di questa lo rende più sensibile agli stimoli ambientali che lo rendono più attraente. Questo modello proposto indebolisce il principio delle preferenze rivelato. Diminuire la probabilità che l’errore si verifichi:
- Aumentare il prezzo di ciò che crea dipendenza così da attivare la neocorteccia che valuta altre opzioni e pensieri sul denaro.
- Creare condizioni che riducono la probabilità che il processo decisionale del soggetto cada in errore. Può essere utile diminuire i messaggi pubblicitari. In questo approccio la dipendenza diventa la conseguenza di una progressiva sensibilità agli stimoli esterni che possono portare a fare errori di scelta duraturi nel tempo. Il comportamento del soggetto è l’esito di una reazione automatica non controllabile delle aree del cervello più evolute. (lezione 13)
È POSSIBILE PREVEDERE CHE COSA ACQUISTERÒ? (4.1)
Le decisioni di acquisto dei consumatori vengono studiate dal marketing e poi usate dai produttori per fare le strategie di mercato. Vengono fatti test di gradimento/acquisto ai consumatori e poi dei questionari per capire le loro scelte. I soggetti non riescono a chiarire i motivi delle loro scelte. L’avvenuto acquisto è associato a un incremento dell’utilità di chi compra; in questo modo possiamo definire le sue preferenze solo dopo e non sappiamo dire prima che cosa acquisterà. Ogni decisione di acquisto viene dopo un processo emotivo che si attiva inconsapevolmente nella testa del consumatore; si attivano due circuiti neurali:
- Legato alla prospettiva di consumo piacevole
- Legato alla previsione del sacrificio dopo il pagamento del prezzo. La regione del cervello “NUCLEUS ACCUMBENS” (sotto la corteccia prefrontale nel sistema limbico) ha molti neuroni che rilasciano dopamina e porta i soggetti ad associare una sensazione di piacere ad un certo atto di acquisto. Se questo acquisto si dovesse ripresentare, il rilascio di dopamina consento di anticipare l’esperienza positiva già provata un tempo prima. La regione INSULA si attiva quando un evento che ha provocato dolore in passato si attiva. L’attivazione dei circuiti neurali è correlata con le scelte di investimento finanziario. Un esperimento ha visto come i processi cerebrali attivi in queste due aree si combinino nella fase prima di una decisione di acquisto. È stato proiettato su uno schermo un prodotto da acquistare per 4 secondi e poi per lo stesso tempo è stato proiettato il prezzo. In 4 secondi i soggetti dovevano decidere se acquistare o no il prodotto. Nella prima fase di valutazione si attivano circuiti neuronali diversi sa quelli coinvolti nella stima del rapporto prodotto-prezzo. Risultati: i soggetti acquistano solo se si attiva il nucleus accumbens quando si valuta il prodotto e si disattiva l’insula quando arriva l’informazione del prezzo. Damasio: la regione mediale del lobo frontale è un’interfaccia tra i processi emotivi e quelli cognitivi. Chi ha qua una lesione non riesce ad anticipare conseguenze future delle decisioni economiche.
- Viene identificato il bene
- Se associato ad esperienze passate positive, si attiva il nucleus accumbens che provoca piacere grazie al rilascio di dopamina
- Si valuta il prezzo con l’attivazione della regione mediale del lobo frontale
- Se si attiva l’insula, il soggetto prova un’emozione negativa e percepisce il prezzo troppo alto, quindi non acquista il prodotto. Pagando senza contati, ma in altri modi, l’intensità dei segnali, lanciati dall’insula, si attenuerebbe.
INVESTIRE IN BORSA È UNA DECISIONE RAZIONALE? (4.2)
Le scelte rischiose sono il campo di ispirazione ed applicazione della teoria della scelta razionale. Esperimento: i soggetti devono fare più volte un investimento scegliendo un paniere fatto da due azioni e un’obbligazione. L’obbligazione ha un rendimento di 1 $ e le due azioni avevano rendimenti diversi.
- Azione buona: offriva 10$ con probabilità 50%, un rendimento nullo con probabilità 25% e una perdita di 10$ con probabilità 25%.
La soluzione per dominanza è la coppia di strategie in cui tutti e due i giocatori “collaborano con la polizia” ottenendo un pagamento maggiore di quello ottenibile dall’unica strategia alternativa, cioè “tacere”, indipendentemente da ciò che l’altro giocatore sceglie. Se il giocatore di riga “tace”, il suo pagamento sarà inferiore di chi collabora sia se il giocatore di colonna tace (-1 invece di 0), sia se il giocatore di colonna collabora con la polizia (-5 invece di - 3). Lo stesso vale per il giocatore di colonna. Il fatto che entrambi i giocatori ottengono 3 è un risultato inefficiente perché se entrambi tacessero otterrebbero un risultato migliore (-1, - 1) e ciò si verifica se ogni giocatore sceglie una soluzione che è sempre peggiore qualunque scelta faccia l’avversario.
- EQUILIBRIO DI NASH: tiene conto dell’interazione strategica; è fatto da tutte quelle strategie per cui nessun giocatore ha interessa a deviare da quelle a lui assegnate. Un altro gioco è l’ULTIMATUM, una comune situazione di vendita in cui il prezzo stabilisce il guadagno ottenuto dal compratore e dal venditore. I due giocatori devono dividersi la somma di denaro predeterminata. Il “prepotente” deve proporre una divisione e il “rispondente” può accettare / rifiutare la proposta. Se accetta, la somma viene divisa in base alla proposta; se rifiuta, entrambi i giocatori non guadagnano niente. L’equilibrio di Nash prevede che il ricevente accetti ogni offerta del proponente > 0 e che il proponente offra al rispondente un qualcosa > 0, tenendo per sé il resto della somma. In questo esempio ci sono solo 2 esiti. Se il giocatore sceglie “1” per la strategia “F”, il secondo giocatore può scegliere “A” a cui è associata la coppia di pagamenti che assegna ad entrambi il pagamento = 5, oppure può rifiutare la proposta e scegliere “R”. Se il primo giocatore sceglie “U”, il secondo giocatore se sceglie “A” può determinare l’esito che assegna 8 al primo e a sé stesso, oppure se sceglie “R” può determinare il risultato 0,0. Gli equilibri di Nash sono le due coppie di strategie (F, A) e (U, A). Ogni giocatore tiene conto della differenza tra il pagamento ottenuto e quello dell’altro giocatore. Se la divisione è troppo sbilanciata a favore del prepotente, il rispondente preferisce rinunciare per punire il prepotente. Questo viene spiegato con la rappresentazione dei processi mentali: le interazioni sociali sono il risultato di una competizione tra un livello emotivo (si attiva veloce e inconsciamente) e un livello razionale e deliberativo (più lento e logico) → Loewenstein e Small: il sistema emotivo si basa su stimoli superficiali e immaturi; il sistema deliberativo è più sofisticato ed egoistico. Nelle interazioni sociali, il sistema mesolimbico svolge un ruolo importante: produce dopamina e si attiva soprattutto quando osserviamo le scelte dell’altro giocatore.
Sanfey: l’insula anteriore, specializzata nelle reazioni di tipo emotivo, si attiva con la non equità della divisione offerta dal
proponente e permette di prevedere quali saranno le scelte successive. Inoltre, ha una funzione importante nella reazione immediata a odori sgradevoli o facce disgustate. Sono stati utilizzati anche strumenti d’indagine diversi dalla risonanza magnetica funzionale, come la rivelazione delle reazioni dei giocatori tramite la conduttanza cutanea (metodo di misurazione rapido e affidabile del livello di eccitazione emotiva). I risultati mostrano una più intensa conduttività della pelle a fronte di offerte non eque, secondo meccanismi analoghi a quelli che regolano l'attivazione dell’insula anteriore. Le soluzioni previste dalla scelta della Teoria della scelta razionale per questi due giochi non vengono confermate in laboratorio. I soggetti si comportano in modo non egoistico e tengono conto dell’utilità degli altri soggetti conformandosi al principio di equità contraddicendo la Teoria della scelta razionale. (lezione 15)
PERCHÉ CI FIDIAMO DEGLI ALTRI? (4.5)
Teoria dei giochi → GIOCO DELL’INVESTIMENTO: a due giocatori viene assegnato un ruolo: decisore e rispondente. Il decisore riceve una somma e deve decidere se tenerla tutta per sé oppure dare una parte/intero al rispondente. La quantità che riceve il rispondente viene triplicata. Egli deve decidere se trattenere o restituire ciò che ha ricevuto. Se il decisore riceve il denaro restituito, il gioco finisce. I decisori danno ai rispondenti circa la metà della somma e i rispondenti restituiscono 1/3 di ciò che hanno ricevuto.
Alcuni sono egoisti e si tengono l’intera somma per sé oppure non restituiscono nulla; altri sono altruisti e inviano e restituiscono tutta la loro somma. Le scelte sono la conseguenza di processi mentali. I meccanismi cognitivi che portano alla fiducia sono automatici. L’ossitocina è una sostanza chimica prodotta dal cervello e avviene con più intensità durante la maternità e relazioni sessuali. Versione modificata del gioco: Il decisore (investor) può inviare 0,4,8,12 unità di moneta (MU) e il rispondente (trustee) può ridare ogni unità di moneta compresa tra 0, 12, 24, 36, 48 unità di moneta. Ci sono stati due trattamenti:
- interazione sociale → i decisori vengono accoppiati anonimamente con rispondenti umani
- i decisori vengo accoppiati con rispondenti computer In entrambi i trattamenti, a metà dei soggetti, venne inalata l’ossitocina e all’altra metà il placebo. RISULTATI:
- interazione sociale → i decisori con ossitocina dano una somma più alta rispetto a quelli con il placebo.
- non c’è differenza tra ossitocina e placebo; le somme sono quasi uguali. Con l’ossitocina i soggetti erano più propensi ad accordare fiducia con gli altri ma non reciprocità. Esperimento McCabe: alcuni soggetti sono stati sottoposti alla risonanza magnetica funzionale durante il gioco dell’investimento: Il decisore X1 deve decidere se:
- uscire dal gioco e ricevere la stessa somma del rispondente
- fidarsi del rispondente e consentirgli di giocare, sperando che scelga come pagamenti 180, 225 e non 0, 405. Previsione: il gioco deve essere ripetuto sia con un rispondente umano che con uno computer. Risultati: i decisori tendono a fidarsi di più quando sono umani-umani (più attivazioni nella cortezzia prefrontale) che umani- computer → la fiducia è nella parte razionale del cervello.
È RAZIONALE IMITARE? (4.6)
Ragionamento necessario: “io penso che tu pensi che io pensi che tu pensi…” → corteccia mediale prefrontale, si attiva quando c’è un’altra persona; usata per interpretare le credenze ed intenzioni altrui. Ipotesi sui processi evolutivi della formazione del cervello: → l’espansione della corteccia prefrontale è associata alla complessità dei sistemi sociali in cui si deve elaborare molte informazioni diverse tra loro. → è stato l’ambiente sociale che ha portato a cambiamenti del cervello, apparecchio per fare previsioni sul comportamento degli altri. (altro = entità con stati mentali, come credenze, intenzioni, desideri). Falsa credenza = accettare la possibilità che un altro soggetto abbia una credenza che ritiene vera anche se sappiamo che è falsa. TEST DELLA FALSA CREDENZA Ci sono due procedure:
- Maxi task: un collaboratore e un bambino devono osservare lo sperimentatore mentre mette la cioccolata dentro ad un cassetto. Il collaboratore esce dalla stanza, lo sperimentatore apre il cassetto prendendo la cioccolata e la nasconde in una scatola. Così, solo quest’ultimo e il bambino sanno dove sia la cioccolata.
Domanda al bambino: “ dove cercherà il collaboratore ?”, se risponde “ dentro al cassetto ” → test con esito positivo.
- Smarties task: il bambino riceve una scatola chiusa con delle caramelle Smarties e gli viene detto: “ indovina il contenuto della scatola ” → il bambino risponde “ Smarties ”, ma in realtà, quando viene aperta, ci sono delle matite. La scatola
PENSIERI LENTI E VELOCI
Daniel Kahneman (lezione 6)
I DUE SISTEMI
CAPITOLO 1 – PERSONAGGI DELLA STORIA
I seguenti termini sono stati coniati dagli psicologi Stanovich e West:
- SISTEMA 1 → SISTEMA AUTOMATICO: opera automaticamente, in fretta, nessuno sforzo e nessun controllo volontario. Comprende le fonti principali delle convinzioni esplicite e le scelte stabilite dal Sistema 2. Genere l’empatia. Attività automatiche: o notare che un oggetto è più lontano di un altro o fare la faccia disgustata davanti a qualcosa di brutto o rispondere a 2+ o capire frasi semplici o ecc Comprende competenze innate che hanno anche gli animali: o capacità di percepire il mondo intorno a noi o riconoscere gli oggetti o orientare l’attenzione o temere i ragni o ecc Molte azioni sono diventate del Sistema 1 grazie alla pratica prolungata: alcune sono riservate solo ad esperti, oppure condivise da tutti. Molte delle azioni sono involontarie, come capire la nostra lingua. Oppure alcune sono sotto il nostro controllo volontario, ma sono automatiche, come masticare.
- SISTEMA 2 → SISTEMA RIFLESSIVO: attività mentale impegnativa, richiede l’attenzione (es. calcoli complessi), è più lento ed elabora i pensieri in una serie ordinata di stadi. Le operazioni di questo sistema vengono annullate nel momento in cui non viene più rivolta l’attenzione. o prepararsi al colpo di pistola durante una corsa o concentrarsi sulla voce di una persona in particolare o cercare una persona con i capelli bianchi in mezzo ad una folla o controllare di essere adeguati in una situazione sociale o parcheggiare in uno spazio ristretto o controllare pensieri e comportamenti Se si pone poca attenzione o nulla, avremo un rendimento minore. Il Sistema 2 modifica il funzionamento del Sistema 1 programmando le funzioni automatiche. Si possono fare più azioni contemporaneamente solo se sono facili e richiedono poco sforzo. Esempio del controllo dell’attenzione: l’orientarsi verso un suono appartiene al Sistema 1, ma l’attenzione volontaria è del Sistema 2. Concentrarsi troppo su un compito ci rende ciechi agli stimoli che di solito attraggono la nostra attenzione. Chabris e Simons → THE INVISIBLE GORILLA: due squadre di basket, una bianca e una nera. Agli spettatori viene chiesto di contare i palleggi solo della squadra bianca. Un compito difficile che richiede molta attenzione. A metà video, passa una persona travestita da gorilla per 9 secondi. Molte persone non hanno notato il gorilla e ne sono molto sicuri. Vedere ed orientarsi sono due attività automatiche del Sistema 1, ma dipendono dal grado di attenzione che richiede lo stimolo. Quindi, lo studio mostra che siamo ciechi all’evidenza e anche alla nostra stessa cecità. Entrambi i Sistemi sono attivi quando siamo svegli. Il Sistema 1 produce impressioni, sensazioni che, nel Sistema 2, si trasformano in credenze e gli impulsi in azioni volontarie. Il Sistema 2 riceve i suggerimenti del Sistema 1, infatti, noi crediamo alle nostre impressioni. Quando 1 incontra delle difficoltà, si rivolge a 2 che fa un’elaborazione più precisa → la sorpresa (1) attiva la nostra attenzione (2). Il 2 è il nostro comportamento. La loro divisione del lavoro porta ad una diminuzione di sforzo e ottimizza il rendimento. L’1 è soggetto a bias (= errori sistematici in determinate circostanze). Può esserci un conflitto tra il compito che volevi fare e la risposta automatica che va ad interferire con esso. Es, cosa succede quando proviamo a dare attenzione ad un libro noioso che dobbiamo leggere? Torniamo al punto in cui abbiamo smesso di seguire il senso → 2 è incaricato all’autocontrollo, ha il compito di controllare gli impulsi di 1. ILLUSIONI COGNITIVE = illusioni del pensiero. → si possono vincere? L’1 agisce automaticamente e non può essere disattivato e gli errori del pensiero sono difficili da prevenire; quindi, non sempre possiamo evitare i bias. L’esistenza è insopportabile se mettiamo in discussione ogni nostro pensiero e il 2 è lento per sostituire l’1. Compromesso: imparo in quali situazioni può essere probabile che si presentino errori e cercare di evitarli.
CAPITOLO 2 – ATTENZIONE E SFORZO
Quando la nostra mente è impegnata in un duro esercizio, avviene la dilatazione delle PUPILLE: Eckhard Hess → “pupilla come finestra dell’anima”. Le pupille sono indice dello sforzo mentale; maggiore è la dilatazione, più lo sforzo è pesante. In una normale conversazione, le pupille rimangono piccole in quanto non richiede grandi sforzi. Rappresentano anche una misura dell’eccitazione fisica che accompagna lo sforzo mentale. Sono indice del ritmo nel momento in cui viene usata l’energia mentale. Siamo noi che decidiamo cosa fare, ma abbiamo un controllo limitato dello sforzo necessario a farlo. Il Sistema 2 protegge l’attività ritenuta più importante, così che riceva tutta l’attenzione di cui ha bisogno. Il Sistema 1 prende il sopravvento in caso di pericolo e dà la precedenza alle azioni autodifensive. Kahneman scrive “Psicologia dell’attenzione”. Il modello di attività di un’azione cambia via via che la competenza aumenta: individui più intelligenti fanno meno sforzi per risolvere un problema uguale a quello degli altri. LEGGE DEL MINIMO SFORZO = ci sono vari modi per raggiungere un obiettivo e le persone tendono ad usare quello meno impegnativo. La PIGRIZIA è radicata nella natura umana. Il Sistema 2 è l’unico che riesce a seguire regole, confrontare caratteristiche tra oggetti, fare scelte prudenti tra varie opzioni. Adotta i “TASK SETS” = è un compito ma fatto prima e non viene naturale e il Sistema 2 programma la memoria in modo che obbedisca alle istruzioni che vanno oltre azioni abitudinali. → “CONTROLLO ESECUTIVO” = pianifico un compito da fare in tappe. Alcune ragioni cerebrali si attivano quando c’è da risolvere un conflitto, ad esempio, l’aria prefrontale (la più sviluppata) è coinvolta in quelle operazioni associate all’intelligenza. Il Sistema 1 individua solo le relazioni semplici e integra i dati relativi a una sola cosa. Spostare l’attenzione da un compito all’altro è faticoso soprattutto quando siamo pressanti dal tempo, un altro fattore di sforzo. Le forme più impegnative di pensiero lento sono quelle che ci costringono a pensare in fretta. Tendiamo ad evitare il sovraccarico mentale dividendo in nostri compiti in più passaggi facili affidando i risultati alla memoria a lungo termine o su carta invece che alla memoria di lavoro che si sovraccarica facilmente. Quindi, la nostra vita si basa sulla legge del minimo sforzo.
CAPITOLO 3 – IL CONTROLLORE PIGRO
Il Sistema 2 ha una sua velocità naturale anche quando la nostra mente non fa nulla di particolare. L’energia viene consumata anche per pensieri casuali e per controllare cosa succede intorno a noi → sforzo minimo. Camminare e pensare sono attività piacevoli anche quando vengono fatte nello stesso momento. Ma se una delle due viene spinta all’estremo, entrano in competizione. Se durante una passeggiata chiediamo al nostro amico di eseguire una moltiplicazione difficile, gli sarà naturale fermarsi. “Flusso” = stato di coscienza non contrassegnato dallo sforzo, ad esempio, svolgere un compito per un lungo tempo. Uno stato di concentrazione naturale che fa perdere il senso del tempo, di sé stessi e dei propri problemi. L’autocontrollo e lo sforzo cognitivo sono forme di lavoro mentale. Se durante un compito difficile mi si presenta una tentazione, cederò facilmente a questa. Il Sistema 1 influisce di più sul comportamento quando il Sistema 2 è indaffarato. Le persone che sono cognitivamente indaffarate tendono a fare scelte egoistiche e a formare giudizi superficiali. Uno sforzo di volontà /autocontrollo genera stanchezza. FENOMENO DELLA DEPLEZIONE DELL’IO = se ci imponiamo di fare qualcosa, abbiamo meno autocontrollo quando insorge un nuovo problema. Sono tutte quelle situazioni che comportano conflitto, la repressione di tendenze naturali e la perdita di motivazione, esempio:
- evitare pensieri ossessivi
- cercare di fare colpo sugli altri
- ecc Sintomi della deplezione:
- sgarrare durante la dieta
- spendere troppo per acquisti impulsivi
- reagire aggressivamente ad una provocazione
- ecc Dopo esserci sforzati ad avere autocontrollo, non abbiamo voglia di fare sforzi. Il sistema nervoso consuma tanto glucosio e il suo livello, quando siamo impegnati, si abbassa nel sangue; quindi, gli effetti di deplezione possono essere annullati tramite l’assunzione di glucosio. La stanchezza e la fame hanno un ruolo nel giudizio. Il Sistema 2 controlla i pensieri e le azioni suggerite dal Sistema 1. Ecco un problema da risolvere: ➢ Una mazza da baseball e una palla costano un dollaro e dieci. o La mazza costa un dollaro in più della palla. ▪ Quanto costa la palla? La mia risposta: 0. 1 0. La caratteristica di questo problema è che evoca delle risposte semplici, intuitive e sbagliate. Se la palla costasse 0.10, il costo totale sarebbe 1.20 (0.10 per la palla e 1.10 per la mazza). La risposta esatta è 0.05.
Un altro fatto è che gli stimoli che ricordano il denaro hanno degli effetti inquietanti: le persone sono più indipendenti, egoiste, non dedicano il loro tempo ad aiutare gli altri → Kathleen Vohs: viviamo in una cultura in cui gli stimoli sono legati al denaro. Un altro fatto del priming è che la sensazione che la nostra anima sia sporca di peccato, suscita in noi la voglia di pulire le nostre parti del corpo coinvolte nell’azione peccaminosa. Il Sistema 2 vuole avere il controllo e conoscere le ragioni delle proprie scelte e da questo sistema dipende la mia esperienza soggettiva. Esperimento: in una cucina di un ufficio c’è una macchinetta del the / caffè a disposizione per i dipendenti, questi devono inserire dei soldi (quanto vogliono) dentro la “scatola dell’onestà”. Un giorno sopra la macchinetta fu attaccato un cartellone in cui si alternavano, ogni settimana, immagini di occhi e immagini di fiori: si vide che nelle “settimane degli occhi” la scatola riceveva quasi il triplo dei soldi rispetto alla “scatola dei fiori”. Il Sistema 1 è la fonte degli impulsi che fornisce le impressioni che si possono trasformare in convinzioni, scelte ed azioni, ma è anche all’origine di molti nostri errori delle nostre intuizioni.
CAPITOLO 5 – FLUIDITÀ COGNITIVA
Il nostro cervello aggiorna e mantiene quelle risposte per le domande fondamentali. Le valutazioni vengono fatte automaticamente dal Sistema 1 e determina se serve uno sforzo da parte del 2. La fluidità cognitiva può essere:
- facile = le cose stanno andando bene
- difficile = c’è un problema, c’è bisogno del Sistema 2 – “TENSIONE COGNITIVA” Quando siamo in uno stato di fluidità cognitiva, siamo di buon umore ma è probabile che pensiamo in modo superficiale e informale. Quando siamo sotto tensione, siamo vigilanti e sospettosi, siamo meno a nostro agio, facciamo meno errori ma siamo meno intuitivi e creativi. “ILLUSIONE” = illusioni ottiche; visione e memoria sono soggette ad illudersi. Esempio: David Stenbill, Monica Bigoutski, Shana Tirana non sono nomi di personaggi famosi, ma se tra qualche giorno leggo una lista di personaggi famosi, c’è la possibilità che riesco ad identificare David come personaggio famoso, è una sensazione di FAMILIARITA’ – ha la qualità del “deja vu” = riflesso di un’esperienza passata. Questa sensazione è prodotta dal Sistema 1 e il Sistema 2 ha il compito di dare l’impressione del giudizio come vero o falso. Un modo per indurre le persone a credere a cose false è la ripetizione, costruire una sensazione di familiarità che non si distingue dalla verità. MESSAGGIO PERSUASIVO: il messaggio sarà vero ma questo non basta per far si che la gente ci creda. La prima cosa da fare è renderlo leggibile, non usare un linguaggio complesso. Per Danny Oppenheimer non è vero che i professori preferiscono un vocabolario pomposo anche perché è considerato segno di scarsa intelligenza e poca credibilità. Il messaggio deve essere pure memorabile, tradurre le nostre idee, e se vogliamo inserire una fonte deve avere un nome facile da pronunciare. Il Sistema 2 è pigro come chi riceve un messaggio preferisce stare lontano dallo sforzo, anche solo da un nome impronunciabile. Si prova tensione quando facciamo cose del Sistema 2 però allo stesso tempo ci mobilità ad impegnarci di più. CRT = test di riflessione cognitiva di Frederick è fatto dai seguenti problemi:
- la mazza e la palla
- se 5 macchine in 5 min producono 5 arnesi, quanto tempo serve a 100 macchine per produrre 100 arnesi? 100 min / 5 min
- In un lago c’è una macchia di ninfee. Ogni giorno la macchia raddoppia le dimensioni. Se servono 48 giorni perché copra l’intero lago, quanto tempo serve perché copra metà lago? 24 gg/ 47 gg Le risposte corrette sono 5 e 47. Metà studenti videro i problemi scritti in piccolo e sbiaditi. Il 90% dei ragazzi che videro il test a caratteri normali fecero solo 1 errore, ma scendeva al 35% per chi aveva il test illeggibile. Il rendimento fu migliore per chi aveva il test illeggibile perché la tensione mobilita il Sistema 2 che scarta la risposta suggerita dall’1. Esperimento: ai volontari venivano mostrati per breve tempo degli oggetti, alcuni oggetti erano più riconoscibili di altri. Le reazioni emotive furono misurate registrando gli impulsi elettrici dei muscoli facciali – facevano un piccolo sorriso quando l’oggetto veniva riconosciuto (la fluidità cognitiva associata a sentimenti positivi è una caratteristica del Sistema 1). EFFETTO ESPOSIZIONE = ripetizione di uno stimolo e l’affetto che la gente mostrava per questo alla fine. Esperimento: sulla prima pagina di due testate apparve un box pubblicitario con delle parole turche che variavano. I ricercatori inviarono un questionario all’università chiedendo se alcune di queste parole desse l’impressione di “buono” o “cattivo”, risultato: le parole che ricorse più frequentemente erano più preferite.
Questo effetto non dipende dalla familiarità perché si verifica anche quando le parole sono mostrate in fretta. Ed è più forte quando il soggetto non vede coscientemente gli stimoli. È un dato biologico. Mednick ha identificato l’essenza della CREATIVITA’= memoria associativa. Inventa il TEST DI ASSOCIAZIONE REMOTA, RAT: cottage Swiss cake Un termine associato a tutti e 3? Cheese dive light rocket Il 20% del campione ha individuato la parola in comune in meno di 15 secondi, sky (skydive, skylight, skyrocket). In che modo l’umore influenza un compito? A delle persone fu chiesto, prima di iniziare il compito, di pensare a dei momenti tristi ed, ad altre, pensare a dei momenti tristi. Poi vennero mostrate delle terne, metà collegabili con un termine e metà non collegabili. Dovevano premere il più veloce il primo di due pulsanti. Si è visto che le intuizioni delle persone sono più esatte e le manipolazioni (priming, caratteri chiari, ecc) aumentano la possibilità di vedere le parole collegate. Chi aveva pensato alle cose belle, l’accuratezza era doppia. Quindi l’umore influisce sul Sistema 1. La fluidità è sia una causa che una conseguenza del benessere. La fluidità si presenta con il sorriso e le sensazioni di benessere portano ad intuizioni di coerenza.
CAPITOLO 6 – NORME, SORPRESE E CAUSE
Il Sistema 1 è incaricato di aggiornare il nostro mondo personale. Il nostro schema di idee è la nostra struttura di eventi e determina la nostra interpretazione del presente e le aspettative sul futuro. SORPRESA = indicazione di come capiamo il mondo e di cosa ci aspettiamo. Ci sono 2 varietà:
- Aspettative attive e consce: so di aspettare un evento particolare, ci sorprendiamo se questo non si verifica.
- Eventi che prevediamo passivamente: non li aspettiamo e non ci sorprendiamo quando accadono, eventi normali. In alcune situazioni le aspettative da passive diventano attive. Esperimento: “quanti animali di ciascuna specie Mosè si portò dietro l’arca?” – ILLUSIONE DI MOSE’: Mosè non si portò nessun animale, in quanto era Noè. Perché abbiamo sbagliato:
- Come gli animali che salgono nell’arca, anche Mosè si ritrova in un contesto biblico
- Mosè e Noè hanno la è
- Hanno lo stesso numero di sillabe Le violazioni della normalità sono individuate con più rapidità e attenzione. Esperimento: il gigantesco topo sale sopra la proboscide del piccolissimo elefante – tuti abbiamo immaginato il topo piccolo e l’elefante grande. (lezione 8)
CAPITOLO 7 - UN MECCANISMO PER SALTARE ALLE CONCLUSIONI
Saltare le conclusioni serve se le conclusioni sono corrette e il salto può far risparmiare tempo e fatica, però è anche rischioso quando non si conosce la situazione e si possono creare degli errori intuitivi. Leggiamo il contenuto della prima box: ABC e quello a destra 12 13 14, ma potevamo leggerli come A 13 C / 12 B 14 ma non l’abbiamo fatto perché la forma è letta come una lettera in un contesto di lettere e come un numero in un contesto di numeri → il contesto determina l’interpretazione degli elementi. Se non c’è un contesto esplicito, il Sistema 1 ha generato da solo un contesto probabile, quando è incerto scommette su una risposta (le scommesse sono guidate dall’esperienza). Ci è venuta in mente una sola interpretazione e non ci siamo resi conto dell’ambiguità. Daniel Gilbert riprende la “teoria del credere e non credere” di Spinoza e ipotizza che per capire un’affermazione ci si deve credere: sapere che cosa significherebbe se fosse vera. “Il credere” è un’azione del Sistema 1, mentre il “non credere” è del Sistema 2 perché dubita ma delle volte è pigro→ quando il Sistema 2 è impegnato in altro, crediamo a tutto, ecco perché le persone si fanno influenzare dalle pubblicità quando non sono concentrate o stanche. Le persone cercano dati che siano compatibili con le loro credenze.
Il Sistema 1 gestisce bene le medie ma male le somme. La grandezza della categoria viene ignorata nei giudizi delle “VARIABILI DI TIPO SOMMA”. Nei contesti emozionali c’è una disattenzione per la quantità. Felicità, popolarità, punizione, sono parole che hanno in comune l’intensità o la quantità che permette di usare la parola “più”. Nuova caratteristica del Sistema 1: MATCHING = corrispondenza tra dimensioni diverse. I modi di predizione tramite matching sono sbagliati anche se è normale per il Sistema 1 e accettabile per il Sistema 2. Ad occhi aperti il cervello elabora una rappresentazione 3d di ciò che vediamo. I giudizi occasionali sono volontari. Il calcolo intenzionale è impreciso → SCHIOPPO MENTALE = è impossibile mirare ad un singolo punto. Esperimento: i soggetti devono ascoltare coppie di parole e premere un tasto il prima possibile quando c’è la rima Vote – note Vote – goat Lo sperimentatore ha dato solo l’ordine di confrontare i suoni, ma i soggetti confrontarono anche la grafia e la discrepanza tra i due aspetti che li rallentava. Esperimento: una serie di frasi, dovevano premere se l’avessero considerata vera alla lettera e un altro tasto se l’avessero considerata falsa. Alcune strade sono serpenti Alcuni lavori sono serpenti Alcuni lavori sono galere Tutte e 3 sono false alla lettera, la seconda è la più falsa di tutte e sia la prima che la terza potrebbero essere delle metafore.
CAPITOLO 9 – RISPONDERE A UN QUESITO PIU FACILE
17 X 24 =? , non riesco a dare subito una risposta. Lo stato normale della men te è fatto di sensazioni intuitive su tutto ciò che ci capita. Se non trovo in fretta una risposta ad una domanda difficile, il Sistema 1 recepisce una seconda domanda più facile → SOSTITUZIONE: la domanda bersaglio è quella su cui vogliamo formulare il giudizio, la domanda euristica è quella più semplice (EURISTICA = semplice procedura che aiuta a trovare risposte giuste anche se imperfette). Quando le persone sono invitate a giudicare la probabilità, in realtà giudicano qualcos’altro. Le euristiche sono conseguenze dello schioppo mentale, non sono scelte. DOMANDA BERSAGLIO DOMANDA EURISTICA Quanto sei contento della tua vita in questo periodo? Di che umore sono in questo momento? Quanto sarà popolare il presidente tra 6 mesi) Quanto è popolare il presidente oggi? Lo schioppo mentale rende facile generare risposte rapide a domande difficili senza fare un lavoro eccessivo al pigro Sistema 2. Le risposte poi devono essere riadattate alle domande originali. I processi automatici dello schioppo mentale e del matching di intensità rendono disponibili le risposte a domande facili da associare alle domande difficili. A volte non ci rendiamo conto che la domanda bersaglio era difficile perché ci è venuta subito in mente una risposta. L’illusione è dovuta ad un’euristica 3d. Esempi di sostituzione: degli studenti partecipano ad un sondaggio con queste domande:
- Quanto sei felice in questo periodo?
- Quanti appuntamenti amorosi hai avuto il mese scorso? Gli sperimentatori erano interessanti alla correlazione tra le due risposte: non c’erano correlazioni, perché uscire con una ragazza non era la prima cosa che veniva in mente agli studenti quando pensavano alla felicità. Un altro gruppo lesse le domande al contrario e i risultati furono diversi, c’era una correlazione: uscire con una ragazza era il fulcro della vita. Il Sistema 1 ha una risposta pronta subito. EURISTICA DELL’EFFETTO: nelle persone, simpatie ed antipatie, determinano le credenze sul mondo. Le nostre credenze ed emozioni. Una delle sue funzioni è l’autocritica. (lezione 9)
CAPITOLO 10 - LA LEGGE DEI PICCOLI NUMERI
Studio incidenza cancro ai reni, Stati Uniti, secondo noi dove è più bassa? L’incidenza del cancro ai reni è più bassa nelle zone rurali, poco popolate → sistema 2: abbiamo frugato nella nostra memoria e formulato ipotesi facendo degli sforzi: pupille dilatate, battiti del cuore aumentati. Wainer e Zwerling: è facile dedurre che le basse % di cancro siano dovute alla vita più sana delle zone rurali, niente inquinamento, cibi freschi, ecc. ma i luoghi dove l’incidenza del cancro è alta, sono proprio le zone rurali, poco popolate perché
c’è scarsa qualità di vita, niente accesso alle cure mediche, alimentazione grassa, alcol e tabacco. Ma il fattore cruciale è che sono poco popolate → difficile rapporto tra la nostra mente e le statistiche: il Sistema 1 identifica senza sforzo le connessioni causali tra eventi, ma è inetto davanti ai dati statistici. Immaginiamo un vaso con biglie metà rosse e metà bianche e una persona paziente che estrae 4 biglie a caso e si segna il n di biglie rosse che escono, il risultato “due rosse, due bianche” si verifica sei volte di più del risultato “quattro rosse, quattro bianche”. Due persone contano le biglie dallo stesso vaso a turno, Jack ne estrae 4 alla volta e Jill 7; tutti e due si segnano le volte in cui c’è un’estrazione omogenea “tutte rosse/tutti bianchi” e si vede che i risultati sono più estremi nel caso di Jack che ne estrae 4 rispetto a quelli di Jill. Quindi, la scarsa popolosità di un posto non causa il cancro, ma fa sì che l’incidenza statistica del cancro sia più alta. Abbiamo a che fare con “artefatti” = osservazioni dovute a qualche aspetto del metodo di ricerca, in questo caso alle differenze di dimensione del campione. Cosa è successo nei nostri pensieri?
- La caratteristica “poco popolata” è stata rilevante quando abbiamo letto la storia
- Ci siamo stupiti della differenza tra i campioni da 4 e da 7.
- Questi due enunciati significano la stessa cosa: o I campioni grandi sono più precisi dei piccoli o I campioni piccoli danno risultati estremi dei campioni grandi. Gli individui privi di conoscenze statistiche sono bravi “statistici intuitivi”? i ricercatori dell’università del Michigan erano ottimisti. Per un ricercatore, la variabilità del campionamento è un ostacolo che trasforma la gestione di ogni progetto di ricerca in scommessa e questo gli costa caro perché ha sprecato tempo e fatica e non è riuscito a confermare l’ipotesi che in realtà era vera. Usare un campione grande è un modo per ridurre il rischio. Per qualsiasi campione, si stima il rischio di errore e gli psicologi, per decidere la dimensione del campione, usano il loro giudizio che è viziato. Problemi che i ricercatori incontrano:
- Scegliere routine di campione troppo piccoli e ottenuto risultati privi di senso: i risultati bizzarri possono essere causati dal metodo di ricerca che si sceglie.
- Intuizione nel programmare esperimenti Kahneman e Amos Tversky fecero un questionario che descriveva situazioni di ricerche realistiche come repliche di esperimenti di successo e veniva chiesto ai ricercatori di scegliere le dimensioni del campione e valutare i rischi di fallimento. Si è visto come molti errori che venivano fatti da un ricercatore erano condivisi anche con gli altri. Gli esperti non prestavano molta attenzione alle dimensioni del campione. Kahneman e Amos, articolo “Belief in the Law of small numbers”: LEGGE DEI PICCOLI NUMERI = la legge dei grandi numeri vale anche per i piccoli. È la manifestazione di un bias generale che fornisce certezza invece che dubbi. Fa parte di due storie che riguardano il funzionamento della mente:
- Troppa fiducia nei piccoli campioni è un’illusione: diamo più attenzione al contenuto dei messaggi che alle informazioni sulla loro attendibilità e quindi abbiamo una visione del mondo esterno più semplice e coerenti → saltare alle conclusioni è più sicuro nell’immaginazione che nella realtà.
- Molti eventi del mondo sono casuali e le spiegazioni casuali di eventi casuali sono sbagliate. “In un sondaggio telefonico condotto su 300 anziani, il 60% risultata sostenere il presidente” → riassumi il messaggio con 5 parole: “gli anziani sostengono il presidente”. Abbiamo omesso: il sondaggio, che è stato fatto telefonicamente e il campione di 30 0 persone. Questo ci fa capire come siamo insensibili alle dimensioni del campione. Il messaggio che riguarda il sondaggio ha 2 tipi di informazione: la storia e la fonte della storia. Il Sistema 1 non è incline al dubbio, reprime le ambiguità ed elabora storie coerenti. Il Sistema 2 è incline al dubbio perché mantiene gli aspetti incompatibili. L’avere troppa fiducia in quello che si può imparare da alcune osservazioni, è collegato all’effetto alone. Il Sistema 1 corre avanti ai fatti. Il meccanismo associativo cerca le cause. Le regolarità statistiche richiedono un approccio diverso: si concentrano su quello che sarebbe potuto accadere al posto di ciò che è accaduto realmente. Preferire il pensiero causale ci porta ad errori di valutazione, esempio: il sesso di 6 bambini nati uno dietro l’altro è casuale perché gli eventi sono indipendenti l’uno dall’altro: MMMFFF FFFFFF MFMMFM Non sono sequenze ugualmente probabili: qualsiasi sequenza di 6 nascite è probabile quanto un’altra. I processi casuali producono delle sequenze convincenti sul fatto che il processo non sia casuale, questa assunzione fa parte della vigilanza che abbiamo ereditato in quanto stiamo sempre in guardia e preparati ad ogni eventualità. Feller: per l’occhio non addestrato, la casualità appare come regolarità / tendenza al raggruppamento. Amos Tversky e i suoi studenti fecero uno studio sulle percezioni sbagliate di casualità nel basket: giocatori ed allenatori danno per scontato che ogni tanto un giocatore faccia più canestri grazie alla “mano fatata” = aumento di segnare punti. In conclusione, non c’è nessuna mano fatata, ci saranno giocatori più bravi, ma è solo un’illusione cognitiva. Se seguiamo le nostre intuizioni, spesso sbagliamo, classificando un evento casuale come sistematico.